lunedì 14 settembre 2026

🔴 RONDA FASCISTA A BOLOGNA (E BIS A VENEZIA)



Nel tardo pomeriggio di giovedì 10 settembre, una decina di fascisti esteri accompagnati da un noto influencer di destra (che non nomineremo per non regalargli qualche click in più), hanno improvvisato una ronda nel quartiere della Bolognina, dove hanno compiuto delle aggressioni; sono poi corsi a rifugiarsi presso la più prossima stazione di polizia, dove hanno atteso l’arrivo della celere, che ha provveduto a proteggerli dai sopraggiunti antifascisti mentre si defilavano, senza nemmeno identificarli (cortesia professionale, immaginiamo). Gli stessi squadristi si sono un paio di giorni dopo dopo lanciati in un’incursione a Venezia, dove hanno aggredito dei militanti di Alleanza Verdi Sinistra colpevoli di indossare magliette antifasciste. A seguito delle violenze subite i compagni hanno dovuto ricorrere a cure ospedaliere.


Se da un lato la nostra massima solidarietà va alle vittime delle aggressioni, dall’altro non possiamo non rilevare come questo sia nient’altro che l’ennesimo episodio di collaborazione sistematica fra polizia e fascismo di strada. Tutti e due sono, d’altronde, strumenti di oppressione della classe lavoratrice, l’uno la forza repressiva statale, l’altro il mezzo per mettere i pezzi della classe stessa gli uni contro gli altri, indebolendone il fronte, e per colpire direttamente le organizzazioni che a rappresentare la classe lavoratrice si candidano (senza andar troppo sul sottile fra riformisti/opportunisti e chi coerentemente porta avanti un programma di classe).


Queste considerazioni qualificano il nostro antifascismo: non siamo antifascisti per democraticismo di stampo civico, bensì per coscienza della vera collocazione del fascismo all’interno della lotta di classe, del suo essere (al netto della finta retorica antisistemica) uno strumento dello stato presente di cose che combattiamo, come la storia più volte ci ha insegnato. La lotta al fascismo è lotta di classe – e noi non ci facciamo problemi nel prendere nettamente posizione in essa. Alla violenza politica dei fascisti e dell’estrema destra che (come è sempre successo nella storia) può essere incubatoio di una degenerazione autoritaria del regime borghese, occorre reagire con determinazione attivando l’antifascismo militante di massa.


PCL Bologna

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