sabato 12 settembre 2026

Dove si bruciano i libri, si brucia l'essere umano."

 


"Dove si bruciano i libri, si brucia l'essere umano."


Ti piace questa frase? La scrisse nel 1823 uno studente tedesco chiamato Heinrich.


Heinrich stava leggendo la storia del grande rogo di Granada: era il 1499 quando il cardinale Cisneros ordinò di bruciare in piazza tutti i libri arabi della città.


"Dove si bruciano i libri, si brucia l'essere umano." È una frase potente, e Heinrich non voleva dimenticarla. Così la appuntò sull'ultima pagina del suo manuale di diritto.


"Un giorno, magari, ne farò un'opera importante", pensò.


E lo fece. Scrisse la Lorelei, una delle opere più importanti della letteratura tedesca: per loro è quello che per noi sono i Promessi Sposi.


Quel ragazzo si chiamava Heinrich Heine, ed è diventato uno dei più grandi poeti che la Germania abbia mai avuto.


Ed era ebreo.


Il più grande poeta tedesco dell'Ottocento era ebreo e parlava di libri arabi da salvare dalle fiamme.


"Dove si bruciano i libri, si brucia l'essere umano."


Nel 1933 questa frase, scritta da un ebreo, questa storia, ERA PERICOLOSA PER LA SALUTE DEL POPOLO TEDESCO.


Nella piazza davanti all'università dove Heinrich aveva studiato diritto, gli studenti naz***i svuotano le biblioteche e ammucchiano sul selciato ventimila libri. Bruciano tutto quello che non somiglia alla Germania che il partito ha in testa.


Bruciano i libri degli arabi. Bruciano i libri dei comunisti. Bruciano i libri degli ebrei.


Nel 1933, a Berlino, un "popolo esausto e arrabbiato" diede fuoco ai libri. Diede fuoco all'essere umano.


Caro Eterno, mi rivolgo personalmente a te: tu la conoscevi questa storia?


Tu che oggi, davanti agli occhi del Paese, hai preso un Corano economico e gli hai dato fuoco sui social, hai mai sentito parlare di Heinrich Heine?


No. Non lo conoscevi. Non potevi conoscerlo, perché è questo che fanno "i popoli arrabbiati": dimenticano. Dimenticano perché sono "stanchi ed esausti", dicono. E questo, secondo loro, li giustifica. Li autorizza a dimenticare le lezioni della storia.


Ma tu non hai la rabbia feroce dei fanatici, no.


Nei tuoi occhi c'è qualcosa di molto più desolante: l'attesa famelica di chi spera che quel fumo si trasformi in notifiche, in pollici alzati, in una manciata di condivisioni.


Vedi, caro Eterno, io non sto difendendo il Corano. Non difenderei mai nessuna religione, nessuna ideologia, nessun totalitarismo. Sono veleno.


Io sto difendendo l'essere umano da chi comincia dai libri per incendiare le strade.


Chi dà fuoco a un libro non sta difendendo nessuna civiltà: sta solo cercando un padrone a cui piacere.


Ti piace questo padrone, Eterno? Sappi che la sua catena, presto, sarà troppo corta anche per respirare.


Succede così. Succede sempre così.


Perché oggi Heinrich Heine è studiato in tutte le scuole della Germania.

Perché la gente i suoi libri li ha custoditi di nascosto.

Perché oggi a Bebelplatz, nel punto in cui accesero quella pira, c'è un monumento.


È una biblioteca vuota, sotto una lastra di vetro, scavata nella piazza. Accanto, una targa riporta una scritta:


"Dove si bruciano i libri, si brucia l'essere umano." Heinrich Heine

Facebook 

Nessun commento:

Posta un commento