martedì 8 settembre 2026

 

Per alcuni pazienti oncologici, una parte della terapia che prima poteva richiedere molto più tempo può oggi essere somministrata in appena uno o due minuti.


In Inghilterra è stata introdotta una nuova modalità di somministrazione sottocutanea del pembrolizumab (Keytruda), un farmaco immunoterapico utilizzato contro diversi tipi di tumore: al posto della tradizionale infusione endovenosa, il farmaco viene iniettato sotto la pelle.


L'iniezione vera e propria può richiedere circa un minuto, se somministrata ogni tre settimane, o circa due minuti, se somministrata ogni sei settimane, anche se questo non significa che l'intera visita ospedaliera duri sessanta secondi.


La novità riguarda un trattamento utilizzato contro 14 tipi di tumore e non consiste nella scoperta di una nuova cura: cambia soprattutto il modo in cui il farmaco viene somministrato.


La differenza, però, può essere importante.


Ridurre il tempo necessario per ogni somministrazione significa, per i pazienti, trascorrere potenzialmente meno tempo collegati a una flebo e, per i reparti oncologici, gestire più facilmente sedute e risorse.


Secondo NHS England, la precedente modalità endovenosa poteva richiedere fino a circa due ore complessive per seduta, mentre la nuova formulazione sottocutanea riduce drasticamente il tempo necessario alla somministrazione.


Per chi affronta mesi di terapie, anche il tempo può diventare parte della cura.


E recuperare una parte delle ore trascorse in ospedale può sembrare un dettaglio tecnico, ma nella vita quotidiana di un paziente può significare molto di più.

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