In queste ore è scaduta una delle più risibili misure prese da un governo nella Storia repubblicana: la sospensione di Schengen con la Spagna voluta da Meloni e Tajani.
Un provvedimento preso a inizio agosto sull’onda propagandistica della crisi migratoria di Ceuta senza alcuna logica geografica (Ceuta non è territorialmente neppure in Europa), politica (nei confronti di un Paese europeo alleato), di sicurezza (non c’era nessuna invasione da fermare).
Volete sapere i risultati di un mese di questa pantomima?
Sì, ma tenetevi forte.
In 30 giorni di controlli sono state respinte la pochezza di 31 persone, di cui 8 di nazionalità marocchina, NESSUNA delle quali provenienti da Ceuta (anche perché era tecnicamente impossibile). 6 in totale gli arrestati. Su un totale di 700.000 persone controllate e una quantità spaventosa di agenti e risorse utilizzate.
6 arresti in un mese su 700.000 controlli.
Non sono i numeri di qualche pericoloso bolscevico, ma dello stesso Viminale.
Ora, di fronte a un fallimento del genere, chiunque alzerebbe le mani e chiederebbe scusa agli italiani.
Meloni e Tajani cosa fanno?
Hanno appena rinnovato di altri 15 giorni la sospensione di Schengen. Perché - spiegano - esiste ancora una crisi in atto a Ceuta.
Questa non è neanche più propaganda.
Questo è abuso della credulità popolare.
Lorenzo Tosa



