mercoledì 16 settembre 2026

Le solire stronzate del governo Meloni

 


Melonellum: L’inganno delle preferenze (Zecca Buonista vs. Ciccio di Nonna Papera)


C'è una nuova legge elettorale in cottura nei Palazzi, che qualcuno chiama Stabilicum e qualcun altro Melonellum, e la narrazione ufficiale ha iniziato a suonare la grancassa con una frase a effetto: "Abbiamo rimesso le preferenze, adesso i cittadini scelgono chi mandare in Parlamento!".


Un capolavoro di marketing politico. Peccato che, tradotto in italiano (e soprattutto tradotto nella pratica), significhi esattamente il contrario.

 

Spieghiamo come funziona questa specie di gioco delle tre carte istituzionale, perché la fregatura è servita esattamente sul piatto d'argento.


Mettiamo che alle elezioni ci candidiamo nello stesso collegio io e Ciccio di Nonna Papera.

Nel mondo normale, uno penserebbe: chi prende più voti, vince e va a Roma. Logico, lineare, democratico. E invece no. Perché la legge introduce la meravigliosa formula del capolista bloccato con preferenze.


Ecco come va a finire nella realtà:


 * Le segreterie dei partiti decidono i tabelloni a tavolino. Ciccio di Nonna Papera viene piazzato in cima alla lista, blindato come capolista. Io vengo messa sotto, ottava, nona o comunque giù di lì, a fare il lavoro sporco.


 * In campagna elettorale io mi faccio un mazzo così: giro i territori, faccio serate, parlo coi cittadini, sviscero i dossier, porto contenuti, smuovo le coscienze e alla fine della fiera raccolgo 10.000 preferenze. Ciccio di Nonna Papera, nel frattempo, non sa neanche che faccia abbia un elettore del suo collegio, non si sposta dal divano e raccoglie 400 preferenze (o anche zero, perché al capolista tecnicamente non servono per essere eletto).


 * Lo spoglio. Arrivano i risultati. Chi entra in Parlamento? Indovina un po'? Ci entra Ciccio di Nonna Papera.

Ma come?! dirai tu, hai preso 10.000 voti e lui 400!

Esatto. Perché la proposta legge stabilisce che il primo seggio scattato in quel collegio va di diritto al capolista bloccato, punto e basta. Le tue 10.000 preferenze sono servite solo a far prendere i voti alla lista, a far scattare il seggio, ma quel seggio se lo pappa d'ufficio Ciccio. 


Io entro in Parlamento solo se la lista va così forte da far scattare un secondo seggio. Altrimenti, ho corso io, ho faticato io, ho portato io il consenso, ma la poltrona la timbra lui.


Ecco a cosa servono le preferenze in questo sistema: sono un ottimo specchietto per le allodole. Servono a usare i candidati locali, quelli che ci mettono la faccia, la voce e la fatica, come dei perfetti portatori d'acqua per spingere i voti verso l'alto, mentre i posti sicuri in Parlamento rimangono ben saldi nelle mani dei fedelissimi decisi a Roma dalle segreterie dei partiti.


Ti vendono la democrazia diretta, ma ti consegnano la solita oligarchia con il fiocco sopra. E se qualcuno vi viene a raccontare che finalmente "scegliete voi", fategli notare che forse, sulla scheda, stavate votando per la persona sbagliata.

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