mercoledì 9 settembre 2026

Stefano Brunetti

 


Il 9 settembre 2008 Stefano Brunetti moriva dopo una notte passata in camera di sicurezza.

Era stato arrestato il giorno precedente dagli agenti del commissariato di Anzio nel corso di una rissa: doveva essere interrogato per fare luce sugli eventi e le cause collegate alla colluttazione. Venne chiuso in cella e - secondo i poliziotti - si rese responsabile di alcuni gesti di autolesionismo, tanto da dover essere sedato.

Il 9, però, dovette essere portato in pronto soccorso quando era già in condizioni molto gravi. Qui, secondo la testimonianza del medico di guardia, Stefano attribuì la sua condizione ad un pestaggio da parte delle forze dell’ordine.

Poche ore dopo morì.


La magistratura avviò un’indagine che portò al rinvio a giudizio di quattro poliziotti, sostenendo che Stefano sarebbe stato vittima di percosse e lesioni anche con mezzi contundenti. Secondo il consulente della procura di Velletri, che si occupò della perizia medico-legale, sul corpo di Brunetti erano riscontrabili lesioni prodotte nelle ore precedenti alla morte, la rottura di due costole e un’emorragia interna che ne avrebbe causato la morte.

Gli agenti vennero assolti in tutti i gradi di giudizio.

La Cassazione, ultima a esprimersi, ritenne il pestaggio plausibile ma non appurabile con prove incontrovertibili e al tempo stesso stabilì che poteva essere una delle concause della morte ma non era possibile stabilire il rapporto di causa effetto tra i due eventi.

Così Stefano Brunetti è diventato uno dei tanti individui morti nelle mani dello Stato su cui non è stato possibile avere verità e giustizia.


Cronache Ribelli 

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A Stefano ed altre 364 persone è dedicato il libro "Morire di Stato". Info nel primo commento.

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