martedì 14 aprile 2026

Il problema Scientology

 


Nicole Kidman sposa Tom Cruise la vigilia di Natale del 1990. Era incinta, poi ebbe un aborto spontaneo. Adottarono due bambini. Tom chiese il divorzio 3 giorni prima del loro decimo anniversario. I bambini scelsero Scientology invece di lei. Non li vede da anni. Tom uscì subito con Penélope Cruz.


Nicole Kidman disse una volta:

"Ero travolta da Tom, e mi piaceva, e sarei arrivata fino in capo al mondo per lui."


Così ci si sentiva all'inizio. Inebriante. Travolgente.


Nicole e Tom si conobbero nel 1990 sul set di Days of Thunder. Tom era la più grande star del cinema del mondo—Top Gun, Rain Man, intoccabile.

Nicole era un'attrice australiana di 23 anni, alta, splendida, talentuosa.

Tom in seguito raccontò che la sua prima reazione fu "puro desiderio".

Si innamorarono perdutamente e in fretta.


La vigilia di Natale del 1990 si sposarono in una cerimonia privata a Telluride, Colorado.

Nicole era incinta.

Poco dopo ebbe un aborto spontaneo.

Fu il primo crepacuore del loro matrimonio.


Non potendo avere figli biologici (motivi mai confermati ufficialmente), Tom e Nicole adottarono due bambini:


· Isabella (nata nel 1992, adottata in fasce)

· Connor (nato nel 1995, adottato in fasce)


Li allevarono come una famiglia. Sembravano felici.

Ma dietro le quinte c'era sempre Scientology.

Tom era (ed è) uno dei membri più importanti della Chiesa di Scientology.

Nicole no.

Era stata cresciuta cattolica. Partecipò a qualche evento di Scientology con Tom, ma non si impegnò mai completamente.

Gli addetti ai lavori dicono che la chiesa si sentiva a disagio con l'indipendenza di Nicole, la sua carriera, il suo rifiuto di abbracciare pienamente la loro dottrina.

Nicole era raramente vista alle funzioni di Scientology. Se ne teneva alla larga.

E secondo quanto riferito, la chiesa la teneva d'occhio.


Per 10 anni, Tom e Nicole furono la coppia d'oro di Hollywood.

Fecero causa ai tabloid per aver stampato bugie sul loro matrimonio. Vinsero. Devolvettero gli indennizzi in beneficenza.

Adottarono bambini. Fecero film insieme—Days of Thunder, Far and Away, e Eyes Wide Shut.


Eyes Wide Shut (1999) fu diretto da Stanley Kubrick—il suo ultimo film.

Le riprese furono leggendarie per la loro brutalità.

Durarono oltre 400 giorni (una delle lavorazioni più lunghe della storia).

Kubrick era un perfezionista, esigeva decine—a volte centinaia—di ciak.

Il film parlava di una coppia sposata alle prese con gelosia, infedeltà e tensione sessuale.

Tom e Nicole interpretavano quei ruoli.

Circolarono voci che Kubrick stesse usando il film per spingere il loro vero matrimonio al punto di rottura, sfruttando le reali dinamiche della loro relazione per alimentare le performance.

Nicole in seguito disse che Kubrick li provocava, scavava nella loro psiche, faceva domande scomode.

Ma insistette che era solo il suo stile di regia—non un tentativo deliberato di distruggere il loro matrimonio.

Eppure, le riprese furono intense. Estenuanti. Psicologicamente logoranti.

Nicole disse che noleggiavano piste per go-kart alle 3 del mattino solo per sfogarsi e sfuggire alla pressione.

Eyes Wide Shut uscì nel luglio 1999.

Diciotto mesi dopo, il matrimonio era finito.


Il 5 febbraio 2001—solo tre giorni prima del loro decimo anniversario di matrimonio—Tom Cruise chiese il divorzio da Nicole Kidman.

Nicole fu colta di sorpresa.

In seguito raccontò di aver appreso del divorzio dai media.

Era devastata. Pensava stessero cercando di risolvere i problemi, non di porre fine al matrimonio.

La motivazione ufficiale: "carriere divergenti".

Ma le voci esplosero:


· Scientology ha forzato la separazione (la chiesa non approvava Nicole)

· Relazioni extraconiugali sul set di Eyes Wide Shut (entrambi lo negarono)

· Il controllo di Tom (alcuni dissero che controllava ogni aspetto della sua vita)

· Nicole voleva uscirne (altri dissero che stava fuggendo dall'influenza di Scientology)


Tom rimase in silenzio. Quando pressato, diceva:

"Lei sa perché, e io so perché."

Criptico. Irritante. Il pubblico impazzì cercando di decifrarlo.


Entro pochi mesi dal divorzio, Tom iniziò a uscire con Penélope Cruz—la sua co-protagonista in Vanilla Sky (girato durante il suo matrimonio con Nicole).

Nicole, nel frattempo, era con il cuore infranto e sola.

Agli Oscar del 2003, Nicole vinse il premio come Miglior Attrice per The Hours.

Nel suo discorso di ringraziamento, ringraziò tutti—i suoi genitori, i suoi figli, i suoi colleghi.

Non ringraziò Tom.


Ma la parte più dolorosa del divorzio non fu la separazione in sé.

Furono i bambini.

Isabella e Connor furono cresciuti in Scientology. Tom fece in modo che rimanessero nella chiesa.

Dopo il divorzio, i bambini—di 9 e 6 anni—dovettero scegliere.

La chiesa ha una politica chiamata "disconnessione": se un membro se ne va o viene considerato una "persona soppressiva", si incoraggiano gli altri membri a tagliare i rapporti.

Nicole non fu mai ufficialmente dichiarata soppressiva, ma fu vista come un'outsider.

Isabella e Connor, cresciuti in Scientology, scelsero Tom.

Nicole non li ha quasi più visti da allora.

Isabella è ora adulta, sposata, vive a Londra. Secondo quanto riferito, ha un contatto minimo con Nicole.

Connor vive a Clearwater, in Florida (il quartier generale di Scientology). È un devoto scientologo.

Nicole ha detto che l'allontanamento dai suoi figli è "straziante", ma che rispetta le loro scelte.

Non critica pubblicamente Scientology, probabilmente per evitare di peggiorare le cose.


Tom andò avanti. Nel 2005 iniziò la sua relazione con Katie Holmes.

Si sposarono nel 2006. Ebbero una figlia, Suri, nel 2006.

Per sei anni sembrarono felici.

Poi, nel 2012, Katie Holmes chiese il divorzio.

Lo fece di nascosto, cogliendo Tom alla sprovvista. Assunse un avvocato, presentò le carte e se ne andò—tutto in una mossa coordinata.

Le voci dissero che Katie stava fuggendo da Scientology per proteggere Suri dal crescere nella chiesa.

L'accordo di divorzio tra Tom e Katie includeva presumibilmente clausole su Suri e Scientology.

Tom ha quasi più visto Suri dal 2012.

Lo schema si ripete: le relazioni di Tom finiscono. I bambini restano con il genitore non scientologo o si allontanano.


Nicole, nel frattempo, trovò la felicità.

Nel 2005 incontrò Keith Urban, una star della musica country.

Si sposarono nel 2006. Sono insieme da oltre 18 anni.

Hanno due figlie biologiche: Sunday e Faith.

Nicole ha detto che Keith l'ha salvata—l'ha aiutata a guarire dal trauma di aver perso Tom e i bambini.

Ma la perdita di Isabella e Connor non guarisce mai del tutto.

Nicole parla raramente di loro in pubblico. Quando lo fa, è attenta, diplomatica.

Sa che loro la osservano. Sa che criticare Scientology potrebbe peggiorare le cose.


Nicole Kidman sposò Tom Cruise la vigilia di Natale del 1990.

Era incinta. Ebbe un aborto spontaneo.

Adottarono Isabella e Connor.

Tom chiese il divorzio 3 giorni prima del loro decimo anniversario.

Nicole fu colta di sorpresa.

I bambini scelsero Scientology invece di lei.

Non li vede da anni.

Tom uscì subito con Penélope Cruz.

Più tardi, sposò Katie Holmes. Lei fuggì con la loro figlia nel 2012.

Nicole sposò Keith Urban nel 2006. Sono ancora insieme.

Ha due figlie con Keith.

Ma Isabella e Connor sono persi.

Ricordate Nicole Kidman.

Non solo per i film.

Ma per la madre che perse i suoi figli a causa di una chiesa.

E che continuò ad andare avanti comunque.

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Non comprate più questo prodotto scadente



Ricapitolando,
Lo scudetto dell’Inter non è mai stato in discussione, l’unica avversaria degna per poterla contrastare (il Napoli) ha giocato oltre mezzo campionato senza titolari e senza panchina, ad un certo punto non si sapeva chi mettere in campo.

È un campionato mediocre, zero valori tecnici, zero gioco di qualità, così come lo è stato l’anno scorso, così come 2 anni fa, così come dal 2006. 20’anni di anarchia calcistica di porcherie, che ci hanno portato 1 Champions 1 Europea League e 1 Europeo.
Il nulla in Europa! 
12 anni senza mondiali!

Anche ieri avete avuto da ridire quando ho sottolineato la porcheria fatta dal Parma in 10 davanti al portiere per portare a casa 1 punticino. Il Parma si salverà, il calcio italiano no.

Paghiamo 45 euro per DAZN, 20 euro per Sky e 5 euro per Prime per vedere queste schifezze in campo? 70 euro al mese + 10 per il canone Rai per vedere squadre come il Parma o il Lecce o il Pisa o la Cremonese o il Verona giocare in 11 davanti al portiere con la scusa di salvarsi? Ma state delirando o cosa? 

80 euro per vedere le stesse porcherie di 80’anni fa con il famoso catenaccio all’Italiana? Ma in quegli anni non c’erano stranieri, non c’erano le sostituzioni, campi di merxx e palloni da 1 kg, era anche plausibile difendere il risultato. 

Qui non è in discussione la difesa ma il modo in cui certe squadre giocano a calcio!
- Perdite di tempo
- ostruzionismo
- simulazioni
Irritante che il portiere perda 30-40 secondi per fare un rinvio.

Il Como ieri si giocava l’accesso alla Champions, ha la seconda difesa migliore del campionato, poteva anche starsene la, tanto all’Inter andava bene anche un pareggio, e invece se l’è giocata, fin troppo e ha perso. 

Qui serve cambiare il modo di fare calcio! Cambiare gli allenatori e le regole sulle perdite di tempo. Le partite più belle si vedono altrove, spettacolo puro, sporadicamente in Italia.

Queste zozzerie non valgono nemmeno 2 euro al mese.

Rob
Il lato oscuro del calcio

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Grande Dr Laurentiis

 


Aurelio De Laurentiis è un visionario, tutto ciò che ha fatto lui nel calcio non lo ha fatto mai nessuno, e togliamoci di dosso la maglia da tifoso prima di commentare.


1. Ha vinto 2 scudetti con il 5º fatturato della serie A (Sopra di lui Juve-Inter.Milan.Roma), per quelli poco idonei a percepire la matematica è come se in Premier League vincesse il titolo il Tottenham 5º fatturato (non ne vince uno dal 1960-61, ne ha vinti 2), praticamente impossibile. O come in Liga vincesse il Villareal. 


Con il 5º fatturato é già un miracolo sportivo andare in Champions.


2. Bilanci in regola, cioè costui è l’unico Presidente della storia della serie A ad aver vinto scudetti con bilanci in regola, Ferlaino ne vinse due ma con molti debiti. Samp e Verona avevano debiti, ultra indebitate anche Roma e Lazio negli ultimi 2 scudetti. Inter Juve e Milan non hanno mai vinto un tricolore avendo bilanci in attivo, questo vi da la reale dimensione della gestione aziendale del Napoli. 


3. Non ha uno sponsor ultra milionario alle spalle, non ha un’azienda o una multinazionale tipo la Juve che mette denaro fresco in cassa per fare mercato, così come facevano anche i Moratti e Berlusconi. Non ha uno stadio di proprietà e ha meno tifosi di Juve Inter e Milan che aggiungono introiti extra.


Quest’uomo è semplicemente un genio della finanza, è italiano e bisogna solo applaudirlo.


Se ha detto campionato a 16 squadre, significa che deve essere fatto campionato a 16 squadre e chi ha meno di 1 milione di tifosi non aggiunge valore ma solo debiti e deve andare a giocare a bocce.


In Premier League, in Liga e Bundesliga non esistono squadre sotto i 700.000 tifosi. Spendono una barca di soldi e hanno per la totalità lo stadio di proprietà. Fatturati che partono da 100 milioni. 


Il resto sono chiacchiere da bar


Rob

Il lato oscuro del calcio

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La Melona è convinta ancora di perculare gli italiani

 [14/4, 18:19] Giorgio Gonnella: VOLETE L'APPLAUSO? 


Dopo giorni di protesta dal mondo civile, dalle associazioni e da una parte di partiti dell'opposizione, il governo ha deciso di sospendere il Memorandum di cooperazione - commerciale e militare - con Israele.:


"La lettera di stop inviata da Crosetto al suo omologo israeliano Katz. La sospensione dopo due anni di pressioni da parte di associazioni, giuristi e società civile. 


Giorgia Meloni ha annunciato lo stop al rinnovo del Memorandum Italia-Israele: “In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell'accordo di Difesa con Israele”, ha detto la presidente del Consiglio in un punto stampa al Vinitaly, in corso a Verona. La decisione arriva dopo mesi di pressioni sempre più crescenti nei confronti del governo italiano, dopo oltre due anni di bombardamenti, accuse di genocidio, oltre 75 mila morti palestinesi e un mandato d’arresto nei confronti di Benjamin Netanyahu spiccato dalla Corte penale internazionale.


 La sospensione è stata formalizzata con una lettera inviata dal ministro della Difesa Guido Crosetto al suo omologo israeliano Israel Katz; una lettera che, come scrive l’Ansa - già ieri aveva parlato di una “fitta discussione” in corso nel governo - è stata frutto di una decisione condivisa e coordinata tra Meloni e i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini.


Secondo quanto riporta la testata Ynet, che cita una fonte israeliana, non si tratterebbe di un accordo di sicurezza, "ma di un memorandum d'intesa privo di un vero e proprio contenuto, e la decisione non ha un significato pratico". 


Siglato nel giugno del 2003 e ratificato nel 2005, l’accordo bilaterale - undici articoli che definiscono una larga cornice di cooperazione nel settore militare - prevede un rinnovo ogni cinque anni. Entrato in vigore il 13 aprile del 2016, come previsto dall’articolo nove, è già stato esteso una prima volta per altrettanti anni e, per interromperlo, è necessaria un’esplicita notifica da una delle due parti; notifica di cui, fino a questa mattina, non si aveva notizia."


Da L'Espresso


È lecito pensare a ragioni di tornaconto elettorale e altrettanto lecito affermare, che questo si è dimostrato il governo piu' filo sionista d'Europa e che fino ad oggi, abbiamo sempre sentito parlare di diritto alla difesa di uno statarello che ha vissuto sul principio "Mors tua vita mea".


Seguiamo sviluppi di questo "passo indietro" manifestando la consueta diffidenza - vera e propria sfiducia - nel governo che fino ad oggi ha macchiato il tricolore col sangue di tutte le vittime di Israele, secondo solo al governo del Duce - fonte di ispirazione per i partiti della maggioranza - che ci ha portato fra le braccia del governo di Hitler - fonte di ispirazione dei fondamentalisti israeliani.


Francesca Scoleri

Themis & Metis

[14/4, 18:19] Giorgio Gonnella: Se non si fa la notifica di stralcio degli accordi cioè se non si invia al governo sionista l'atto giuridico di soppressione di ogni accordo in realtà si continua a sostenere il genocidio la guerra ed il sionismo

Silver Surfer 630

 


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Silvia Renzis

 


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Antisemitismo d'accatto!

 


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Umberto D'Epifanio

 


Umberto aveva 61 anni, lavorava all’AMA e faceva l’allenatore di tanti ragazzi. È morto sul colpo sulla Casilina all’altezza di Tor Bella Monaca dopo lo scontro frontale della sua vettura con la vettura guidata da un 19enne che sta lottando in fin di vita. Dopo i 125 morti del 2025 e i 12mila ospedalizzati (neppure una guerra!), sapete cosa hanno detto i residenti dell’area che si sono visti questo massacro sotto le finestre? “C’è un problema di illuminazione”. Cioè non hanno detto che servono auto con autolimitazioni di velocità e scatole nere; non hanno detto che sono indispensabili gli autovelox sulla Casilina; non hanno detto che le sanzioni per l’alta velocità sono ridicole rispetto agli altri paesi. No. Hanno detto che ci vuole una migliore illuminazione. Per trasformare la Casilina in una più adeguata pista da Formula 1, dove le auto possono correre ancora di più vedendoci meglio

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Trump puo...

 


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La Melona cacapisciata via anche da Trump

 


Clamoroso!


Donald Trump ha appena attaccato in modo pesantissimo la (ex?) amica e alleata Giorgia Meloni con parole che letteralmente non avremmo mai creduto sentire pronunciare dal Presidente degli Stati Uniti.


“Piace il fatto che la vostra Presidente non stia facendo nulla per ottenere il petrolio? Piace alla gente? Non posso immaginarlo. Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo”.


Lo ha detto in esclusiva al “Corriere”.


Un voltafaccia sconvolgente che arriva dopo le critiche - peraltro tardive e pallidissime - di Meloni a Trump sulle parole del Papa.


Tanto è bastato per scaricarla e attaccarla su tutta la linea.


E questo dà una misura di quanto valga e quanto conti Giorgia Meloni e l’Italia per Trump: un utile vassallo da tenersi buono e gestire a suo piacimento.


Ora è più chiaro a Meloni e a questo governo di lacché e cheerleader cosa siamo e quanto contiamo davvero per Trump?


Ecco che fine ha fatto un decennio di servile “patriottismo” americano, con un benservito e neppure un grazie.


È finita così, nel ridicolo e con gli stracci che volano, un’intera stagione di melonismo a stelle e strisce. 


In cinque righe. 


Con tanti saluti, e manco un grazie.

Lorenzo Tosa 

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Quando sei solo una leccaculo

 


Nove ore. 


Tanto ci ha messo la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per riuscire a pronunciare mezza parola di condanna nei confronti dell’amico Donald Trump per gli attacchi inqualificabili a Papa Leone XIV.


Prima una nota di una debolezza e una pavidità politica sconcertanti, nella quale la sedicente “cristiana” mostrava solidarietà al Pontefice senza neanche nominare l’uomo responsabile di quelle parole indegne.


Poi, costretta dallo sdegno pubblico e dalle opposizioni, è arrivata – tardissimo – la condanna – si fa per dire – delle parole di Trump, cercando di salvare il suo elettorato cattolico e insieme la faccia, senza riuscire a fare né uno né l’altro.


Troppo poco. Troppo tardi.


E soprattutto l’assenza di ogni assunzione di responsabilità nell’aver sostenuto, omaggiato, riverito un megalomane che si auto-rappresenta come Gesù Cristo e attacca chiunque osi ricordargli l’abominio della sua guerra con l’Iran.


Signor Presidente del Consiglio, ci sono dei momenti nella Storia in cui bisogna avere il coraggio di decidere da che parte stare.


Lei non è all’altezza della Storia, e di questa storia.

Lorenzo Tosa 

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Bluurrrpppp per Giordano

 


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Ovviamente sono strinzate inventate per i boccaloni

 


MICHAEL YEADON, CEO DI PFIZER: ”I VACCINI COVID CONTENGONO MATERIALI TOSSICI”!

L’ex CEO Pfizer Michael Yeadon ha ammesso: “La pandemia non è mai esistita, e i vaccini Covid contengono materiali tossici, sono dannosi"! Una dichiarazione a sostegno della tesi secondo la quale i "malori improvvisi" , spesso con esito mortale, sono causati proprio dai vaccini inoculati durante il "periodo pandemico"

Nel frattempo, continuano a moltiplicarsi le segnalazioni di "malori improvvisi" che colpiscono persone relativamente giovani e senza una causa immediatamente definita. In molteplici studi, come per esempio quello condotto dai ricercatori della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma, vengono spesso richiamati possibili effetti avversi del vaccino Covid, tra cui eventi trombotici, cancro e turbocancro, miocarditi e pericarditi, disturbi neurologici, reazioni immunitarie importanti e complicanze oculari. Si tratta di analisi che alimentano il confronto scientifico e richiedono ulteriori approfondimenti per chiarire correlazioni, incidenze reali e fattori di rischio.

È in questo contesto che si inseriscono le dichiarazioni di Yeadon, diffuse in un video in cui afferma che "non c'è mai stata una pandemia" e che i dati sulla mortalità generale non mostrano un aumento significativo prima della dichiarazione dell’emergenza da parte dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità). Secondo l’ex dirigente, "non c'è stata alcuna emergenza sanitaria pubblica se non quella creata dai governi" e i test PCR sarebbero stati utilizzati in modo improprio, inducendo le persone a credere di avere una malattia che in realtà non avevano.

Secondo lo scienziato, i vaccini sono dannosi e l'utilizzo di materiale a elevato rischio tossicologico è stata una scelta intenzionale: "È assolutamente impossibile inventare, testare, valutare clinicamente e produrre su scala globale un prodotto biomedicale complesso in così poco tempo".

Yeadon ha sostenuto inoltre che durante la fase più critica dell’emergenza sanitaria molte persone sono state trattate in modo inadeguato, con pratiche cliniche che hanno contribuito a un aumento dei decessi, tra cui ventilazioni invasive, sedativi e la mancata somministrazione di antibiotici per polmoniti batteriche. A suo dire, "questa è stata l’unica vera pandemia". Sul fronte dei vaccini, l’ex CEO dichiara "è assolutamente impossibile inventare, testare, valutare clinicamente e produrre su scala globale un prodotto biomedicale complesso in così poco tempo", sostenendo che lo sviluppo corretto di un farmaco richieda anni. Secondo Yeadon, "quello che è stato fatto non è stato lo sviluppo di un vero prodotto medico" ma l’utilizzo di materiali che definisce "intenzionalmente tossici" e somministrati su larga scala, spesso in modo coercitivo. Yeadon sostiene che "milioni di persone sono morte" a causa delle vaccinazioni e che l’intera campagna è stata costruita su una menzogna.

Quando lo affermavo io in post su Facebook, soprattutto con riferimento alla ”approvazione provvisoria in emergenza” dei vaccini, senza il rispetto delle procedure di sperimentazione previste dalle norme molti di voi , evidentemente non in grado di capire, hanno cercato di  ”sbertucciarmi” perché i vaccini ”erano garantiti dagli Enti di controllo”. Beh… spero vivamente che adesso cerchino di usare il cervello, se ne dispongono anche solo in quantità ridotta, e comincino a capire.

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Alicia Amoruso

 


Non doveva finire così. Alicia Amoruso aveva 12 anni e stava tornando a casa da scuola, da sola, come un giorno qualsiasi. Poi, in un attimo, tutto si è fermato. Un albero, sradicato dalla furia del vento che in queste ore sta colpendo tutta la Puglia, l’ha travolta in via Sergio Cosmai, a Bisceglie.


Quando il 118 è arrivato, Alicia era già sotto quel tronco, incastrata, senza possibilità di scampo. I soccorsi hanno provato a salvarla, ma i politraumi da schiacciamento erano troppo gravi. È arrivata in ospedale senza vita.


Aveva compiuto 12 anni a settembre e ne avrebbe fatti 13 tra pochi mesi. Una ragazzina piena di vita, con una passione forte: la pallavolo. Giocava nella Asd Sportilia Volley Bisceglie, dove oggi il dolore è lo stesso che attraversa tutta la città. Le sue compagne, gli amici, chi la conosceva, sono sotto choc.


La Procura di Trani ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti e disposto l’autopsia per chiarire ogni responsabilità. Ma ci sono tragedie che, anche quando verranno spiegate, continueranno a sembrare incomprensibili.


Il sindaco Angelantonio Angarano ha parlato di un dolore che lascia senza parole, di una tragedia che distrugge il senso delle cose: “Davanti a eventi come questo, tutto perde significato”.


E forse è proprio questo il punto. Perché quando una bambina muore così, mentre torna semplicemente a casa, non è solo una vita che si spezza. È un pezzo di normalità che non tornerà più.


#tuttosullamafiaealtrenotiziedicronaca

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SARA E QUEL MATRIMONIO MANCATO. SI SAREBBERO SPOSATI A LUGLIO.

 


Un sogno spezzato. Era oramai quasi tutto pronto a Massa. Ancora poche settimane e Sara Tognocchi avrebbe sposato nel mese di luglio l'uomo della sua vita, Giacomo Bongiorni (entrambi nella foto).Una cerimonia che sarebbe stata il coronamento del sogno d'amore di entrambi. Si amavano alla follia. Anche il figlio di 11 anni avrebbe partecipato alla cerimonia, magari portando sulle mani il cuscino con le fedi. Già, la parola è avrebbe. 

Quello che è accaduto nella notte tra sabato e domenica, già lo sappiamo. Giacomo non c'è più, pestato a sangue in piazza Palma a Massa dal branco e dalla cultura della violenza giovanile senza regole e senza pietà.

Ciò che non sappiamo ma che possiamo solo immaginare è il dolore di Sara e del bambino.

'Dovevamo sposarci a luglio. Era un uomo favoloso ,generoso, gentile, buono come pochi. Quelli lo hanno picchiato e preso a calci anche dopo che è caduto a terra. Io urlavo 'Smettetela' ma quelli sono andati via solo quando hanno visto che era morto. Il bimbo gridava 'Papa' alzati '.Già, papà alzati.

Ma Giacomo non si alzerà più.' 

Per Sara è la FINE ingiusta di un sogno e di un amore spezzato .

Per il figlio di 11 anni è l' INIZIO di un trauma che sarà impossibile dimenticare.

Non sappiamo tutto ciò che stanno provando in questo momento. Piangeranno ancora e ancora e ancora.Noi possiamo solo immaginarlo. 

A Sara Tognocchi e al piccolo undicenne mando il mio ed il vostro messaggio di vicinanza e la speranza che venga fatta Giustizia. 

Vi siamo vicini.Coraggio.

Benedetto Maria Ladisa 


#SaraTognocchi. #GiacomoBongiorni #massa #BRANCO #violenza #giustizia #vicinanza

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Alessandro Manzoni

 


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Walter La Rizza

 


La Guardia di Finanza 💛💚 è in lutto per la tragica scomparsa di Walter La Rizza, finanziere di soli 28 anni 🖤, morto a seguito di un grave incidente stradale avvenuto a Dalmine, in provincia di Bergamo ❤️‍🩹


Il giovane, originario di Palermo 😓 e in servizio a Bergamo, ha perso la vita nella notte tra il 10 e l’11 aprile. Intorno alle 3 del mattino, mentre era in sella alla sua moto, avrebbe perso il controllo del mezzo all’altezza di una rotatoria, impattando violentemente contro il cordolo. Le cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento e non risultano coinvolti altri veicoli.


Soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII, è stato sottoposto a un intervento chirurgico, ma le gravi ferite riportate non gli hanno lasciato scampo.


La sua scomparsa ha colpito profondamente colleghi, amici e familiari, che oggi piangono un ragazzo che aveva scelto di servire lo Stato con onore e dedizione.


A te, Walter.: sei andato via troppo presto, lasciando un vuoto immenso. La tua divisa, il tuo coraggio e il tuo senso del dovere resteranno per sempre un esempio.


Proteggi da lassù chi continua a servire, proprio come facevi tu. Che la terra ti sia lieve. 💛💚🇮🇹🧑‍✈️


#tuttosullamafiaealtrenotiziedicronaca

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Giovanni Tamburi

 


INIZIATIVA SPECIALE. PERCHE' GIOVANNI ERA PROPRIO UN RAGAZZO SPECIALE 💖. 

Oggi 11 Aprile è giunta la conferma ufficiale.

A Bologna nascerà a breve un villaggio per i senzatetto, intitolato a Giovanni Tamburi (foto), sedicenne, rimasto ucciso nel rogo della discoteca “Le Constellation”, a Crans-Montana, in Svizzera, nella notte di Capodanno.

Giovanni era un ragazzo dal gran cuore. Lui amava il prossimo, aiutava in silenzio i poveri ,gli ultimi, i senzatetto.Nel suo tempo libero si dedicava ai clochard della città di Bologna, portando a loro cibo e conforto. 

Era un ragazzo d'oro. Lui avrebbe voluto che tutti avessero un tetto per la notte e una mensa per mangiare. Ora questo suo desiderio si trasforma in REALTA'. Il papà Giuseppe Tamburi ha raggiunto un accordo con il Comune di Bologna per finanziare un villaggio per clochard che sarà intitolato a Giovanni. L'area dove sorgerà questo villaggio è già stata individuata in Via Terracini a Bologna. Potrà ospitare per la notte i senzatetto e una sala mensa per un pasto caldo. 

Papà Giuseppe ha posto una condizione essenziale, accettata dal comune, ed è quella che avrebbe voluto Giovanni, cioè che gli ospiti potranno portare a dormire anche i loro cani. Sappiamo tutti che il legame tra i senzatetto e i loro animali è talmente forte che quando viene loro proposto un tetto per la notte, viene spesso rifiutato per non lasciarli soli.

Ora invece potranno dormire insieme ai loro cani sotto un vero tetto, al calduccio e mangiare insieme un pasto caldo.

Tutto questo in ricordo e nel nome di GIOVANNI TAMBURI. 

Un GRAZIE immenso alla sua famiglia e al Comune di Bologna. 

Era ciò che Giovanni avrebbe voluto.  Amava aiutare in silenzio. Era fatto così. Lo sapevano in pochi.  

Ciao Giovanni,  un ragazzo  veramente SPECIALE 💖. 

Ora Il tuo nome vivrà PER SEMPRE. E lo meriti. 

Benedetto Maria Ladisa .


#GiovanniTamburi #bologna #cransmontana #sensibilità #solidarietà #villaggio #unavitaperilprossimo #clochard #unbelgesto #grazie #UnRagazzoSpeciale

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Ma la Bartolozzi non parte più per l'estero?

 


Viva l’Italia!


La mitologica Bartolozzi torna giudice: l’ex “zarina” di Nordio ha chiesto il rientro in magistratura. E ha fatto spostare il processo sul caso Almasri. L'ex capo di gabinetto sarà ricollocata subito alla Corte d'Appello di Roma: a breve il via libera del Csm. A "salvarla" dalla legge anti-porte girevoli una norma ad hoc voluta dal governo.


Leggete cosa racconta Paolo Frosina sul Fatto:


“L’ex capo gabinetto del ministero della Giustizia, magistrata fuori ruolo dal 2018, ha infatti chiesto di rientrare nell’ordine giudiziario dopo quattro anni da deputata e quasi altrettanti da ministra-ombra al fianco del Guardasigilli Carlo Nordio, prima di essere costretta a dimettersi nel repulisti di governo post-referendario. Nei giorni scorsi l’istanza dell’ex “zarina” di via Arenula è arrivata alla Terza Commissione del Consiglio superiore della magistratura, che potrebbe approvarla già lunedì pomeriggio, rimettendo la pratica al plenum (l’organo al completo) per la ratifica finale. Essendo stata eletta in Sicilia e non a Roma, Bartolozzi potrà tornare nella funzione svolta prima di entrare alla Camera, quella – in realtà non particolarmente ambita – di giudice distrettuale presso la Corte d’Appello della Capitale: una figura di magistrato “tappabuchi” che può essere assegnato a tutti i tribunali del Lazio in base alle esigenze di organico.


 Il rientro in toga è una soluzione provvisoria per l’ex plenipotenziaria di Nordio, che punta alla ricandidatura in Parlamento o a un nuovo incarico da parte del governo (un’ipotesi concreta è la nomina a magistrato di collegamento nel Regno Unito). Soprattutto, però, la mossa serve ad allontanare da Roma il processo in cui è imputata per false informazioni ai pm sul caso Almasri: quando Bartolozzi tornerà giudice nella Capitale, il fascicolo dovrà obbligatoriamente essere trasferito alla Procura di Perugia, competente sui reati commessi da magistrati in servizio nel Lazio. La richiesta di spostamento infatti è già stata avanzata due volte dalla legale dell’ex “zarina”, la senatrice leghista Giulia Bongiorno, ma finora è stata respinta dalla Cassazione in quanto l’indagata si trovava fuori ruolo al ministero. E sempre a proposito di Almasri, martedì l’Aula della Camera voterà per sollevare conflitto di attribuzione alla Corte costituzionale contro i pm, sostenendo – come ha già fatto la Giunta per le immunità – che Bartolozzi dovrebbe godere dello stesso “scudo” dei membri del governo: a quel punto il procedimento penale resterà sospeso in attesa della decisione della Consulta”.


Siamo un paese fantastico! 😍

Andrea Scanzi 

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Innocenti uccise da delle bestie!

 


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La strage di Vallucciole

 


In questa foto il cadavere del piccolo Viviano Gambineri, tre mesi, preso a calci come una palla dai nazisti e poi finito con otto colpi di pistola al petto.

Il 13 aprile 1944 viene compiuta la strage di Vallucciole, nel comune aretino di Stia, che all’epoca era amministrato dal sindaco Martellucci, dal segretario Gabbani e dal segretario politico Francalanci.

L’8 aprile, dopo che il generale tedesco Dostler ha ordinato di espellere i civili dai punti strategici lungo la Linea Gotica, il maggiore Unterricht della divisione Göring giunge a Stia. Qui, con la complicità delle autorità locali e del brigadiere Biani, pianifica un rastrellamento e cerca di infiltrare alcuni uomini tra le file dei partigiani. Le spie vengono scoperte: due di loro sono uccise mentre la terza fugge e avvisa i comandi. Allora il maggiore von Loeben, con 800 uomini della divisione Göring al seguito, dalle ore 3 della notte seguente dà il via al massacro di tutti i civili della valle. Il bilancio finale è di 109 vittime. Tra loro il piccolo Viviano Gambineri. 

Il sindaco Martellucci fa affiggere un manifesto per giustificare la strage. 

I fascisti locali nel dopoguerra sono assolti in sede giudiziaria, perlopiù per insufficienza di prove.


Questa è una delle storie che raccontiamo in “Ventennio di Sangue”, il nostro almanacco sui crimini del fascismo. Lo trovate seguendo i link nel primo commento.

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Gianni Rodari

 


"Le fiabe sono alleate dell'utopia, non della conservazione. E perciò [...] noi le difendiamo: perché crediamo nel valore educativo dell'utopia, passaggio obbligato dall'accettazione passiva del mondo, alla capacità di criticarlo, all'impegno per trasformarlo."

Gianni Rodari è stato il più importante autore di letteratura per l'infanzia nel nostro Paese. 

Il suo lavoro resta ancora fondamentale per chiunque si approcci ai giovanissimi cercando di stimolare in loro fantasia, spirito critico e creatività.

Una figura come la sua oggi manca terribilmente.

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Zen 3168

 


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E i fascisti godono con poco...

 





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Malan pensa agli italiani

 


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Abbiamo una stampa troppo ignorante in politica estera

 









 

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Catone l'Uticense

 


Il 12 aprile del 46 a.C., a Utica, moriva #Catone l'Uticense. Racconta Plutarco che dopo aver capito che in città molti pensavano di passare dalla parte di Cesare, appena trionfante a Tapso, passò un'intera nottata a leggere il Fedone di Platone, esclamando infine che la virtù non era altro che una parola, trafiggendosi subito dopo con la spada. Ritrovato ancor ancora vivo, venne salvato, ma si riaprì le ferite decidendo di morire.

Dopo la vittoria in Africa Cesare sarebbe poi passato in Spagna dove avrebbe sconfitto, non senza difficoltà, Labieno a Munda, nel 45 a.C. Rientrato a Roma sarà nominato prima dittatore e poi nel febbraio del 44 dittatore a vita.

Storie Romane 

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Si sono dimenticati di Berlusconi

 


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L'Ungheria degli ultimi anni

 


🌹 Per capire perché oggi l’Ungheria non abbia più una vera sinistra parlamentare bisogna partire dalla sua genesi post 1989. La sinistra democratica ungherese non nasce, come in molti Paesi dell’Europa occidentale, da una lunga tradizione operaia o socialista autonoma, ma in larga parte dalla trasformazione del vecchio partito comunista di Stato nel Partito Socialista Ungherese (MSZP). Questo le ha dato di sicuro grande forza organizzativa, ma anche un marchio che per la maggior parte dell’elettorato è pesantissimo: la continuità con il sistema precedente, percepito come corrotto e oppressivo.


🔥 Ma il vero disastro avviene venti anni fa. Nel 2006 esplode lo scandalo del discorso di Ferenc Gyurcsány, in cui il premier ammette di aver mentito sulla situazione economica. Da lì la sinistra ungherese entra in una spirale di delegittimazione e fratture interne. Orban e Fidesz costruiscono allora un racconto potentissimo che vede da una parte il popolo nazionale, dall’altra una sinistra dipinta come erede del vecchio regime, corrotta, cosmopolita e ostaggio di interessi esterni. A essere onesti, neanche si possono dare grandi colpe a Orban. In realtà, quello della sinistra ungherese è quanto di più simile a schiacciare il pulsante dell'autodistruzione.


🗳️ Il passaggio finale lo abbiamo visto ieri. In parlamento sono entrati TISZA, Fidesz-KDNP e Mi Hazánk, mentre nessuna forza chiaramente socialdemocratica o di sinistra ha superato la soglia. Ma il dato più interessante è che la sinistra non è stata spazzata via da un’ondata reazionaria pura e semplice. E' stata semplicemente svuotata da una nuova opposizione di centrodestra, TISZA, che ha raccolto il voto anti-Orban senza portarsi dietro il bagaglio storico del post-comunismo. Se proprio vogliamo essere trenchant, in Ungheria il desiderio di cambiamento non si è tradotto in una rinascita della sinistra, ma in una sua sostituzione.

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Yvonne yiu re awewsome

 


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Giuseppe Salvia

 


Per lui la camorra mandò sei sicari. Lo inseguirono e fermarono sulla tangenziale e lo crivellarono di colpi. In sei, per uccidere un uomo.


Giuseppe Salvia, vicedirettore del carcere di Poggioreale, aveva fatto una cosa irricevibile per la camorra: aveva perquisito lui stesso Raffaele Cutolo. 


«Dottò, cosa dobbiamo fare? Sa, noi abbiamo famiglia…», gli avevano infatti detto i suoi agenti quando Cutolo si era rifiutato di farsi perquisire lì in carcere. Lui non ci pensò due volte e andò a farlo lui stesso, perfettamente conscio di cosa andava ad affrontare.  Lo fece al posto degli agenti. 


Cutolo gli mollò infatti uno schiaffo e Salvia capì subito che quello non era solo un gesto di stizza, ma una condanna a morte.

La eseguirono in questo giorno, il 14 aprile del 1981. 


Al suo funerale, arrivarono ben sessantotto corone di fiori. Le spedirono gli stessi carcerati che lui doveva sorvegliare. Lo fecero perché Salvia non era solo un grande uomo di Stato, ma anche un uomo buono che non aveva mai trasformato il “suo” carcere in un inferno per i detenuti, ma anzi lo aveva umanizzato. 

In questo giorno, anche quest'anno il nostro ricordo va a lui. Fa bene rinfrescare la memoria su questi personaggi. 


Alla sua storia, il suo coraggio, il suo essere stato ed essere ancora un grande esempio.

Leonardo Cecchi 

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Grazie Padre Maronno

 


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Larry Shreve

 


Nel 2026, diventare un aspirante pro wrestler è molto più semplice di quel che si creda, se ovviamente si ha capacità, tenacia e soprattutto la voglia di intraprendere un percorso non semplice, spesso infarcito da infortuni, interminabili ore ad allenarsi ed altrettante a spostarsi da un luogo ad un altro per pochi spiccioli.


Anche qui in Italia abbiamo decine di "poli istruttivi" e seminari in merito, figuriamoci negli Stati Uniti o in Giappone, dove il wrestling è una vera e propria istituzione.


Prima, però, non era così semplice: da sempre un mondo "chiuso", stretto nelle riserve della kayfabe e deciso a rimanere appannaggio di una piccola ma decisiva élite di pericolosi personaggi che hanno scritto la storia di questa disciplina, il mondo del wrestling "dietro le quinte" era davvero difficile da raggiungere.


Per questo quando il giovane canadese Larry Shreve, appartenente ad una famiglia della classe operaia ed affascinato da quel mondo così variegato, decise un giorno di tentare la sorte per vedere se riusciva a farne un vero e proprio lavoro, non fu affatto semplice.


Sotto la guida del suo maestro, il vecchio leone Jack Britton (che aveva visto in Tv lottare innumerevoli volte), Larry iniziò un suo personale percorso che lo vide girare le promotion indipendenti canadesi con poca fortuna.


Ma fu uno scontro con il figlio di Britton, Gino Brito, a cambiare le sorti della sua vita.


Durante l'incontro, preso dalla foga, Larry scaraventò una sedia di legno sulla schiena del povero Gino, frantumandola in mille pezzi.


Fu vedendo un pezzo rotto della stessa sedia che ebbe una illuminazione: prese l'oggetto e con quello "simulò" un feroce attacco al volto dello sfidante, che in pochi secondo iniziò a sanguinare dipingendo un quadro da film horror per gli spettatori nell'arena, inorriditi da tale azione.


Rimaneva un piccolo particolare: Larry non aveva un tono di voce intimidatorio, in netto contasto con il suo fisico decisamente enorme ed inquietante. Decise di allora di costruire su di sé un personaggio innovativo: un pericoloso folle, proveniente dalle remote regioni del Sudan (un posto che - negli anni Settanta - suonava come qualcosa di esotico e di misterioso), portato qui da folli manager in cerca di avventura ma con estrema difficoltà a contenerne la furia distruttrice: Abdullah il macellaio, The Butcher.


In breve tempo la figura di Abdullah divenne una di quelle attrazioni che attiravano il pubblico: cosa avrebbe fatto, quel matto furioso? Avrebbe usato una forchetta per aprire la testa dell'avversario? O qualcuno magari sarebbe stato così ardito da rendergli pan per focaccia?


La natura umana, da sempre affascinata dal proibito e dal misterioso, aiutò Shreve ad imporsi nel mondo del wrestling con quella sua stranissima gimmick. In Canada, sotto l'ala di Stu Hart nella Calgary Stampede, riuscì persino ad irritare un giovanissimo Bret "Hitman" Hart, seduto nelle prime fila per vedere i fratelli maggiori battersi contro quella furia e non ancora disilluso sulla realtà del wrestling, il quale sferrò un calcio nel grosso deretano del macellaio, che per tutta risposta si voltò con quegli occhi minacciosi, quasi come se fosse pronto a divorarlo.


Certo, il suo personaggio particolare non era privo di difficoltà nella vita di tutti i giorni: quando andava a mangiarsi un boccone fuori, doveva sempre essere accompagnato dal manager o guida di turno che gli faceva da "traduttore", mentre lui parlava un linguaggio incomprensibile (e totalmente inventato!) e spesso mangiava le pietanze con il solo uso delle mani (anche perché, diciamocelo, se foste stati dei camerieri avreste porto una forchetta o un coltello ad Abdullah?).


Non solo, una personalità come quella di Shreve era perfetta per federazioni come la WWC (World Wrestling Council) di Porto Rico, dove usare filo spinato e lame affilate era più comune di un braccio teso o un doppio calcio volante, oppure nella terra del Sol Levante (infatti noi in Italia lo abbiamo visto confrontarsi persino contro Hulk Hogan nelle telecronache di Tony Fusaro"il fantastico mondo del catch" ).


Ma quando, invece, si trattava di far parte di promotion più per famiglie, come la WWF o la JCP, allora le cose andavano ben diversamente. Basti pensare che una sua vignetta, dove addentava gustandolo un fegato crudo di un animale godendosi il pasto, fu ampiamente criticato dalla rete TBS, rischiando di far perdere il contratto televisivo alla Mid-Atlantic.


Nonostante ciò, negli anni, Shreve ha continuato a portare il suo folle Abdullah the Butcher in tutto il mondo, modellando nel tempo una forte nicchia di appassionati che non ha mai smesso di sostenerlo.


Il suo continuo dedicarsi a questa forma di wrestling estremo (oggi diremmo "hardcore") ha nel tempo minato il suo fisico, a partire da quella fronte piena di lunghi solchi e cicatrici, dove era solito infilarsi fiches da casinò per la gioia dei commensali venuti a mangiare nei suoi locali a base di cibo cinese e barbecue (e dove però, per uno strano caso, le forchette ed il coltello erano sempre di plastica!).


Oggi, Larry si trova ad affrontare il suo più temibile avversario: l'età. Alla veneranda età di 85 anni ha dovuto combattere con due ictus che ne hanno compromesso la mobilità, oltre che con alcuni grossi problemi di tipo finanziario che l'hanno praticamente ridotto al lastrico.


Ma dentro Larry Shreve, anche ora che riflessi, forza e resistenza non sono più quelli di un tempo, vive sempre lui: Abdullah the Butcher, il macellaio dal Sudan.


È lui infatti che lo tiene ancora in vita, rispondendo alla sua legione di fan e riuscendo persino miracolosamente a metterlo in piedi, grazie anche all'aiuto del sempre eccezionale Diamond Dallas Page con il suo DDP YOGA.


I suoi occhi, se visti da vicino, tradiscono ancora quell'uomo che un tempo infestava i ring di tutto il mondo: un lampo di genio e sregolatezza, che ha regalato ai fan di wrestling incontri al cardiopalma per tantissimi anni.


#AbdullahTheButcher #LarryShreve #wrestling #anni80 #anni90 #maestrozamo

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Noi pensiamo che la ndrangheta sia un problema reale

 


“Ma lei pensa veramente che io incontro un mafioso?”

“Tecnicamente l’ha fatto, onorevole”


C’è un passaggio, nel servizio di Report di ieri sera, che dice tutto. È lo scambio tra il giornalista Giorgio Mottola e l’attuale sottosegretaria all’Istruzione, Paola Frassinetti. Mottola la intervista su un incontro con il collaboratore di giustizia Gioacchino Amico, avvenuto quando lei era deputata e lui un uomo di punta del clan Senese in Lombardia. 


Un pezzo grosso della mafia. 

Anzi delle mafie, visto che nella figura di Amico convergevano gli interessi della Camorra, della ‘Ndrangheta e di Cosa nostra. 


Ebbene, la sottosegretaria prima farfuglia che Amico avrebbe voluto incontrarla per “visitare la Camera” (giuro, dice davvero così). Incalzata dalle domande, poi, chiede stizzita al giornalista quello che avete letto all’inizio di questo post. La risposta, di seguito: ineccepibile. Può sembrare uno scambio non così importante, in un servizio che racconta di infiltrazioni mafiose nel primo partito italiano. 


Ma per me lo è. 

Perché è uno spaccato della politica che ci governa. 


La politica che apre le porte delle istituzioni ai criminali, fa organizzare a loro i propri eventi elettorali (Fidanza, capo di FdI al Parlamento europeo) ci crea insieme delle società (ex sottosegretario Delmastro e altri sempre di FdI), presenta dei loro uomini nelle proprie liste. La stessa politica che, di fronte a prove concrete, è capace soltanto di fare due cose. Farfugliare. E poi accusare la stampa per il lavoro che fa. Come la premier Meloni, che solo pochi giorni fa sceglieva il Parlamento come pulpito da cui attaccare Report. 


A quella redazione, invece, deve andare il nostro più sentito ringraziamento. Perché se non abbiamo ancora sostituito le nostre istituzioni con un losco comitato d’affari, è soprattutto merito loro

Ilaria Cucchi

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lunedì 13 aprile 2026

Putin porta via questa mondezza va!

 


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Netanyahu

 


“Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza fare nulla.”

(Albert Einstein)


Quanta verità in questa frase!😔

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Trump oranai l"ha pisciato via

 


Sta succedendo l'impensabile. Sta scoppiando una guerra. E non una guerra qualsiasi: una guerra tra titani.


Da una parte Donald Trump, che ha scritto che Papa Leone è "un debole, pessimo in politica estera" e che ha postato una foto di sé stesso vestito da Gesù Cristo.


Dall'altra Matteo Salvini, il rosariato, il devoto al Cuore Immacolato di Maria, che si è precipitato a Telelombardia per sentenziare: "Trump eviti la guerra anziché attaccare il Papa. Non è intelligente contestare chi si spende per la pace".


C'è stato un tempo, neanche troppo lontano, in cui Matteo Salvini si fotografava col cappellino rosso "Make America Great Again".


C'è stato un tempo, neanche troppo lontano, in cui Matteo Salvini ci spiegava che Trump era l'uomo della pace, l'uomo della provvidenza, l'unico in grado di fermare le guerre nel mondo, di mettere d'accordo Putin e Zelensky, di pacificare il Medio Oriente, di salvarci dal baratro.


C'è stato un tempo, neanche troppo lontano, in cui Matteo Salvini diceva che con Trump alla Casa Bianca le bombe si sarebbero fermate e il mondo intero avrebbe finalmente trovato la pace grazie al genio strategico del suo idolo americano.


Quel tempo era ieri.


Oggi invece dichiara: "Eviti la guerra anziché attaccare il Papa. Non è intelligente contestare chi si spende per la pace".


Aspetta. Eviti la guerra?


Ma non era quello della pace?


Non era quello che, secondo lui, avrebbe pacificato il pianeta intero?


Non era il suo modello, il suo riferimento, il suo capo politico planetario?


E adesso, di colpo, è diventato uno che le guerre le fa? Uno che attacca il Pontefice? 


Si scopre, insomma, che il Trump della pace mondiale era una favola.


Perché ora che Trump bombarda l'Iran, minaccia di cancellare intere civiltà in una notte, manda i marines in Venezuela, attacca il Papa e si traveste da Gesù, Matteo non lo riconosce più.


E mente sapendo di mentire. Perché Trump è esattamente quello che è sempre stato. Lo stesso Trump di sempre. Quello che lui ha venduto agli italiani come messia della pace è lo stesso che oggi finge di non capire.


Solo che adesso, col Papa di mezzo, gli elettori cattolici che potrebbero scappare, tocca fingersi moderato.


Un'altra giravolta da aggiungere alla collezione.


Che meraviglia!

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La prova provata che i fascisti sono degli idioti!

 


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Orban game over!

 


Adesso faranno finta di nulla, fingeranno di non conoscerlo, straparleranno di “democrazia”, come se bastasse un voto a dare patenti di democrazia (anche in Iran e nella Russia di Putin si vota…), faranno di tutto per negare di esserci mai stati. 


Ma io me li ricordo, ognuno di loro, in fila e in video per omaggiare l’amico Orbán e lanciargli la campagna elettorale.


Me li ricordo Salvini e Meloni a gennaio in quel delirante spottone elettorale a straparlare di sovranismo, radici culturali e religiose e a celebrare il campione dell’anti-europeismo, in (pessima) compagnia di Marine Le Pen, Benjamin Netanyahu, Alice Weidel di Afp, il neofranchista Santiago Abascal e tutta la galassia nera d’Europa.


Me lo ricordo Salvini che la settimana scorsa è addirittura tornato a Budapest assieme al vice Presidente Usa Jd Vance - per conto di Trump - per spingere l’amico Orbán verso la vittoria.


È andata a finire malissimo.


E no, non è, non può essere liquidata solo come la sconfitta di Orbán in Ungheria. 


Questa è la sconfitta di ognuno di loro, la più grande disfatta del sovranismo anti-europeo da quando esiste. 


E, insieme a Orbán, ha perso malamente ognuno di loro, anche se Meloni fa finta di dimenticarsene.


Ecco perché il voto di ieri è così importante.


Ieri in Ungheria non ha affatto vinto il miglior candidato possibile, né da domani l’Ungheria diventerà la Spagna di Sánchez, ma di sicuro ha perso il peggior leader (anti)europeo della Storia, e insieme a lui, tutti quelli che la volevano distruggere dal di dentro.


Con tanti saluti a Giorgia e Matteo da Budapest, Europa.

Lorenzo Tosa 

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Il PD è il vero partito di destra moderato

 


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Detto dai fascisti è una battuta divertente...

 


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Lei rimane sempre una fascista infame

 


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Disse la madre di un venditore d'armi

 


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Come rosichera' quel rospetto della premier!

 


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Tutti dietro la Arminio Ottone

 


BUON LUNEDI’ A TUTTI VOI..

MIO ADORATO POPOLO NOVAX.

Questi scemi di merda non si mettono d’accordo e noi aspettano tempo difficili.

Non importa ne usciremo anche questa volta.

Non ci hanno piegato la volta scorsa, non lo faranno questa volta qui.

Molti ritengono che sia una farsa.

Lo è e non lo è.

Lo è perché secondo le mie teorie tutto è organizzato dagli oligarchi per impoverire e comprarsi tutto, un pezzetto per volta. Generano crisi per fare soldi.

Non lo è perché se dal mercato togli una parte di beni quello che resta costa di più.

La più semplice regola del mercato mondiale.

Detto questo credo che le scelte individuali sono quelle che ci salvano, come l’altra volta.

Portati a casa un po' di soldini contanti.

Risparmia più che puoi. L’altra volta chi aveva il conto vuoto ha dovuto subire più di chi aveva soldi da parte.

L’imperativo dal mio punto di vista resta sempre uno: DEVI STARE IN SALUTE.

Devi avere energie e lucidità mentale. Mangia carne rossa e un sacco di uova ogni giorno. 

Lo so che ne hai paura, ma ti hanno inculcato la paura della carne rossa con la propaganda.

Gestisci lo stress colloquiando con te stesso. 

Non lasciati buttare giù.

Ripetiti nella testa: mi sono salvato una volta e mi salverò anche questa.

Frequenta quelli come noi: il gruppo dà forza!

Dormi più che puoi. 

Non ci riesci: prendi una montagna di melatonina. E’ il più importante antiossidante dopo il glutatione. 

 Ricordati che sul mio canale Telegram hai 200 articoli che ti spiegano tutti gli inganni di Big Pharma.

Si ci sono anche gli integratori che ho formulato, ma non guardarli.

Usa la funzione “cerca” e scorri indietro ci sono  anni di lavoro.

E’ tutto gratis, è la mia vendetta.

Ti metto il link di invito nel primo commento se vuoi unirti.

Ricordati: LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI


Ps LUNEDI 20 sono di nuovo a processo. Non crede di essere l’unico che ha problemi, tutti ne abbiamo. Tutti soffriamo, è la vita. Ricordati che i provax mollano, NOI NO.

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Kill Bill: volume 1

 








Si tratta di un film statunitense del 2003 di genere azione/crime, scritto e diretto da Quentin Tarantino, con Uma Thurman, Lucy Liu, Vivica A. Fox, Daryl Hannah, David Carradine, Michael Madsen.


Uma Thurman interpreta il ruolo della Sposa di nome Beatrix "The Bride", cui questo suo nickname sarà svelato nel secondo volume. Lei un tempo apparteneva ad un team di assassini conosciuto come ‘Deadly Viper Assassination Squad’. Aggredita e lasciata in fin di vita il giorno delle proprie nozze, durante il quale, invece, lo sposo e altri invitati sono stati brutalmente assassinati, per ordine del suo padrino, Bill, la Sposa finisce in coma. Dopo cinque anni, la donna si risveglia e, sotto un ferreo addestramento da parte dei monaci Shaolin allo Zen e alle arti marziali, si sente pronta per completare la sua implacabile vendetta e uccidere Bill, che non l'ha perdonata per non averlo rispettato. Beatrix è conscia però che in questo frattempo la banda si è sciolta e, prima di arrivare a Bill, dovrà ucciderne degli altri...


Scene cruente e sanguinose, dove primeggiano sciabolate e mutilazioni impressionanti. Alcune sono al limite del verosimile però, tutto sommato, il film, anche se ti lascia un po' con l'amaro in bocca (io dopo averlo visto aspettavo a gloria il secondo volume che lo ritengo migliore), è godibile. 


Omaggio così il grande Quentin Tarantino, uno dei miei cineasti preferiti, nel giorno del suo 63esimo compleanno.


Un film da vedere.


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