La svolta più significativa arriva dalla perizia medico-legale affidata a Vittorio Fineschi, che ha condotto la nuova autopsia dopo la riesumazione
La sera del 26 dicembre 2022 Francesca Ercolini viene trovata impiccata con un foulard nella sua casa di Pesaro. Suicidio, si conclude in fretta. Ma il corpo della giudice molisana, riesumato quattro anni dopo, racconta un'altra storia: segni di percosse, un solco al collo incompatibile con l'impiccagione, e due cavi elettrici che per gli investigatori potrebbero essere l'arma vera. La procura dell'Aquila va avanti, ci sono sei indagati tra cui il marito. L'appuntamento decisivo è l'8 giugno. E dietro tutto c'è una madre, Carmela Fusco, che non ha mai smesso di cercare la verità - come riporta il Corriere della Sera.
La battaglia di una madre
A trovare il corpo della 51enne sono il marito, il noto avvocato civilista pesarese Lorenzo Ruggeri, e il figlio allora sedicenne. Entrambi danno l'allarme. Fin da subito, però, sua madre Carmela Fusco non si rassegna alla versione del suicidio. Da anni Francesca le raccontava di un clima domestico violento: umiliazioni, maltrattamenti fisici e psicologici da parte del marito e del figlio. Lo documentava — foto di lividi, tagli, occhi gonfi — e lo metteva per iscritto in messaggi inviati alla madre. Due settimane prima di morire, Carmela invia alla Questura di Pesaro una lettera anonima per segnalare quei maltrattamenti. Viene ignorata.
Dopo la morte della figlia, Carmela non si ferma. Assistita dall'avvocato Giuseppe Lattanzio, incarica due professori di una perizia medico-legale di parte e la deposita alla Procura dell'Aquila. Poi presenta un esposto in cui elenca incongruenze e lacune nella prima indagine condotta dalla Procura di Pesaro, che nel frattempo non aveva ritenuto necessario esaminare i telefoni delle persone vicine a Francesca.
Alla fine del 2023 arriva la prima svolta: Ruggeri, già indagato per maltrattamenti, viene accusato di almeno sei tentativi di inquinamento delle prove.
Con lui finiscono sotto indagine il medico legale che eseguì la prima autopsia, tre funzionari di polizia e un quarto in pensione. Le ipotesi di reato sono depistaggio, falsità ideologica e violazione del segreto istruttorio. La salma di Francesca viene riesumata nel giugno 2025 dal cimitero di Riccia, il paese molisano di famiglia, e trasferita a Roma per la nuova autopsia.
L'indagine e i punti oscuri
La svolta più significativa arriva dalla perizia medico-legale di Vittorio Fineschi, incaricato della nuova autopsia dopo la riesumazione. La relazione — 450 pagine — descrive numerosi segni di percosse e un solco al collo che, secondo il consulente, non è riconducibile all'impiccagione ma allo strozzamento. Al termine dell'incidente probatorio svoltosi all'Aquila, la pm D'Avolio ha chiesto e ottenuto dal gip Marco Billi ulteriori approfondimenti su un elemento preciso: due cavi elettrici collegati ad altrettante lampade, individuati dai Ris durante un sopralluogo nell'appartamento di Pesaro, dove i militari sono tornati qualche mese fa su indicazione della Procura per ricostruire la scena al momento del ritrovamento.
La domanda a cui rispondere è diretta: i segni sul collo di Francesca sono compatibili con quei fili? Il 24 maggio si è tenuto alla Sapienza di Roma un incontro tra Fineschi, la pm D'Avolio e tutti i consulenti di parte — un passaggio interlocutorio che precede l'appuntamento decisivo dell'8 giugno, fissato all'obitorio del Policlinico Umberto I, dove la salma si trova da un anno.
https://www.leggo.it/italia/cronache/25_maggio_2026_francesca_ercolini_morta_pesaro_impiccata_omicidio_marito_maltrattamenti-9553473.html

Nessun commento:
Posta un commento