mercoledì 27 dicembre 2023

Ritrovati morti Nicole, 18enne incinta al nono mese, e il compagno: erano scomparsi da giorni

 


La ragazza avrebbe dovuto presentarsi in clinica per il parto, ma non è mai arrivata ed era ormai una settimana oltre la data ipotizzata per la nascita del figlio

Ritrovati morti Nicole, 18enne incinta al nono mese, e il compagno: erano scomparsi da giorni


La giovane scomparsa del Texas, Savanah Nicole Soto, incinta e prossima al parto, insieme al suo fidanzato, è stata ritrovata morta dopo una ricerca durata diversi giorni. Lo ha confermato un membro della famiglia martedì 26 dicembre.

Savannah Soto e il fidanzato Matthew Guerra, anch'esso segnalato come disperso, sono stati trovati morti all'interno di un veicolo, secondo quanto riferito da un membro della famiglia alla stazione affiliata di CBS a San Antonio, KENS 5.

Le indagini sulle morti avvolte dal mistero

Il capo della polizia di San Antonio, Bill McManus, ha dichiarato di trovarsi di fronte a una scena del crimine «molto, molto particolare» e ha ipotizzato la possibilità di un omicidio, ma non è stato in grado di confermare con certezza la causa della morte di entrambe le persone. 

Bisognerà aspettare il parere del medico legale.

La famiglia di Soto ha informato la polizia dell'ubicazione del veicolo dopo essere stata avvisata da qualcuno che l'aveva vista, e McManus ha suggerito che il veicolo potrebbe essere stato lì «anche per tre o quattro giorni». La nonna di Soto ha dichiarato a KENS 5 tra le lacrime: «Voglio solo risposte su chi è stato e perché è successo». 

La giovane avrebbe dovuto presentarsi in clinica per il parto, ma non è mai arrivata ed era ormai una settimana oltre la data ipotizzata per la nascita del figlio.

https://www.leggo.it/esteri/news/nicole_soto_morta_incinta_compagno_texas_oggi_27_12_2023-7837869.html

Bush71

 

martedì 26 dicembre 2023

QUANTO FATTURA DAVVERO CHIARA FERRAGNI?

 

QUANTO FATTURA DAVVERO CHIARA FERRAGNI? – L’IMPERO DELL’INFLUENCER È DIVISO IN DUE SOCIETÀ: “FENICE” E “TBS CREW”. LA PRIMA HA LA LICENZA DEL NOME DELLA MOGLIE DI FEDEZ, LA SECONDA FA “CONSULENZA” IN DIGITAL MARKETING. AL VERTICE DELLA PIRAMIDE C’È LA “SISTERHOOD”, INTERAMENTE DI PROPRIETÀ DELLA FERRAGNI. DALLA SOMMA DEI FATTURATI, RISULTANO RICAVI AGGREGATI PER 33,3 MILIONI. MA DALL’ANALISI DEI BILANCI EMERGONO ALCUNE ANOMALIE…

 

Estratto dell'articolo di Gianni Dragoni per “il Sole 24 Ore”

 

chiara ferragni 66 chiara ferragni 66

Una macchina da soldi. Ma qualcosa adesso rischia di incepparsi nell’ingranaggio ben lubrificato delle aziende che fanno capo a Chiara Ferragni. Safilo […] ha annunciato l’interruzione dell’accordo di licenza per il design, la produzione e la distribuzione degli occhiali a marchio Chiara Ferragni, «a seguito di violazione di impegni contrattuali assunti dalla titolare del marchio».

 

L’imprenditrice opera nel business della moda, licenza del suo marchio nell’abbigliamento e gioielli, con la Fenice Srl, inoltre fa consulenza in digital marketing attraverso Tbs Crew Srl, aziende operative con oltre 14 milioni di ricavi ciascuna nel 2022.

 

Al vertice della piramide c’è una terza società, Sisterhood Srl, interamente di Ferragni. Nel 2022 Sisterhood ha dichiarato ricavi pari a 4,54 milioni e un utile netto di 2,43 milioni. Sisterhood possiede l’intero capitale di Tbs e ha il 32,5% di Fenice, nella quale ci sono anche altri soci, Ferragni ne è l’amministratore delegato.

 

CHIARA FERRAGNI IN VERSIONE BAMBOLA - MEME CHIARA FERRAGNI IN VERSIONE BAMBOLA - MEME

Dalla somma dei fatturati risulta che le tre aziende hanno generato ricavi aggregati per 33,3 milioni nel 2022, rispetto ai 28,4 milioni del 2021. Ferragni però non fa un bilancio consolidato che indichi se questi sono tutti ricavi verso terzi o se vi siano partite infragruppo, da elidere.

 

L’analisi dei bilanci evidenzia alcune anomalie […]. Stando ai dati già resi noti ai primi di giugno da fonti del gruppo, rilanciati in questi giorni, la Fenice «ha chiuso il 2022 con ricavi per 14,2 milioni e un giro d’affari a valore retail di 62 milioni».

 

Tbs Crew nel 2022 ha espresso ricavi per 14,52 milioni. In quell’occasione Fabio Maria Damato, consigliere di Fenice e general manager, aveva indicato prospettive di crescita per il 2023: «Il giro d’affari di Fenice dovrebbe arrivare a 71 milioni, quello di Tbs Crew a 18,9 milioni».

 

chiara ferragni fabio maria damato chiara ferragni fabio maria damato

Ma i dati che si leggono nel bilancio di Fenice rimandano una realtà di dimensioni più ridotte. Il bilancio 2022 di Fenice dichiara ricavi delle vendite e prestazioni in aumento da 6,4 a 14,276 milioni. Nel documento non c’è traccia dei 62 milioni di «giro d’affari a valore retail» vantati dal gruppo in giugno.

 

Fenice Srl ha raggiunto un’elevata redditività negli ultimi due esercizi, dopo la perdita di -3,48 milioni nel 2020. Nel 2021 ha ottenuto un utile netto di 1,91 milioni, salito a 3,4 milioni nel 2022. L’assemblea dei soci il 27 giugno scorso ha deliberato la distribuzione di dividendi per 1,998 milioni. A fine 2022 la società aveva disponibilità liquide per 3,3 milioni.

 

Per Tbs Crew, invece, i dati del bilancio coincidono con quelli comunicati dal gruppo. I ricavi nel 2022 sono aumentati da 7,09 a 14,52 milioni, l’utile netto è aumentato da 1,77 a 5,14 milioni. Non sono stati distribuiti dividendi. La liquidità a fine 2022 era aumentata da 3,1 a 9,1 milioni.

SOUPAHNDORO - MEME BY EMILIANO CARLI SOUPAHNDORO - MEME BY EMILIANO CARLI

 

I profitti di Fenice e Tbs non vanno direttamente a Ferragni, ma sono recepiti nei conti di Sisterhood. […] I ricavi di Sisterhood nel 2022 sono diminuiti da 14,9 milioni a 4,54 milioni, l’utile netto è diminuito da 7,26 a 2,43 milioni. I profitti a cui può attingere Ferragni sono solo i 2,43 milioni di Sisterhood, non quelli di Fenice e Tbs. A fine 2022 Sisterhood aveva una liquidità di 5,88 milioni, non ha distribuito dividendi. Nei giorni scorsi l’Antitrust ha sanzionato Fenice e Tbs per 1,075 milioni e Balocco per 420mila euro per pratica commerciale scorretta.

MEME SU CHIARA FERRAGNI MEME SU CHIARA FERRAGNI chiara ferragni e fedez chiara ferragni e fedez fedez e chiara ferragni fedez e chiara ferragni uovo di pasqua di chiara ferragni 10 uovo di pasqua di chiara ferragni 10 uovo di pasqua di chiara ferragni 7 uovo di pasqua di chiara ferragni 7 chiara ferragni si scusa dopo il caso dei pandori balocco 8 chiara ferragni si scusa dopo il caso dei pandori balocco 8 uovo di pasqua di chiara ferragni 8 uovo di pasqua di chiara ferragni 8 MEME SU CHIARA FERRAGNI MEME SU CHIARA FERRAGNI meme sulle imbarazzanti scuse di chiara ferragni per il caso pandoro 2 meme sulle imbarazzanti scuse di chiara ferragni per il caso pandoro 2 chiara ferragni 1 chiara ferragni 1 la tuta di chiara ferragni va sold out 1 la tuta di chiara ferragni va sold out 1 la festa di fedez al supermercato 7 la festa di fedez al supermercato 7 la festa di fedez al supermercato 1 la festa di fedez al supermercato 1 chiara ferragni chiara ferragni 

https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/quanto-fattura-davvero-chiara-ferragni-ndash-rsquo-impero-379254.htm

 

 

Briatore71

 

ISRAELE FA GUERRA ANCHE ALL’ONU

 

ISRAELE FA GUERRA ANCHE ALL’ONU – LO STATO EBRAICO NON CONCEDERÀ PIÙ VISTI AUTOMATICI AI DIPENDENTI DELLE NAZIONI UNITE, CONSIDERATI “PARTNER COMPLICI” DI HAMAS DOPO LE PRESE DI POSIZIONE DEGLI ULTIMI MESI – IL CAPO DELLE FORZE ARMATE ISRAELIANE, HERZI HALEVI: “LE OPERAZIONI A GAZA DURERANNO MOLTI ALTRI MESI”

 

Herzi Halevi Herzi Halevi

MO: CAPO IDF, 'GUERRA DURERÀ MOLTI ALTRI MESI'

(Adnkronos) - Il capo delle forze armate israeliane, il generale Herzi Halevi, ha detto che si stanno allargando le operazioni nel sud e nel centro di Gaza mentre si è vicini allo smantellamento dei battaglioni di Hamas nella parte settentrionale della Striscia. Ma, ha avvisato, la guerra durerà ancora "molti altri mesi".

 

"Ho appena lasciato la Striscia di Gaza - ha detto ancora in una conferenza stampa nel sud di Israele - ho incontrato le truppe nel nord della Striscia. Sono rimasto colpito dal modo in cui le nostre forze stanno combattendo, lavorando e raggiungendo gli obiettivi che avevamo fissato. L'Idf è vicino a completare lo smantellamento dei battaglioni di Hamas nel nord di Gaza".

 

Ebrahim Raisi antonio guterres Ebrahim Raisi antonio guterres

“Abbiamo eliminato molti terroristi e comandanti, alcuni di loro si sono arresi alle nostre forze ed abbiamo preso centinaia di prigionieri - ha aggiunto - abbiamo distrutto molte infrastrutture sotterranee e armi". Ma, ha sostenuto, "in questa area densamente urbana, dove i terroristi sono vestiti come civili, non si può dire che li abbiamo uccisi tutti".

 

"Probabilmente incontreremo altri combattenti di Hamas in questa area e continueremo ad attaccarli in vari modi", ha continuato parlando del nord, sottolineando che ora "stiamo concentrando la nostra offensiva nel sud di Gaza Khan Younis, i campi nel centro della Striscia". "Non permetteremo un ritorno alla situazione di sicurezza prima del 7 ottobre, e non permetteremo che una cosa del genere si ripeta", ha detto ancora riferendosi agli attacchi di Hamas.

BENJAMIN NETANYAHU CON I SOLDATI ISRAELIANI IL GIORNO DI NATALE BENJAMIN NETANYAHU CON I SOLDATI ISRAELIANI IL GIORNO DI NATALE

 

MO: ISRAELE, STOP A VISTI AUTOMATICI A ONU, SI DECIDERÀ CASO PER CASO

(Adnkronos) - Israele ha annunciato che non concederà più visti automatici ai dipendenti delle Nazioni Unite, accusando le Nazioni Unite di essere “partner complici” delle tattiche di Hamas. La mossa, sottolinea The Times of Israel, "non fa che aumentare le tensioni tra le Nazioni Unite e Israele, che da tempo sostiene che l’organismo mondiale gli rivolga critiche ingiuste e sproporzionate".

 

Il portavoce del governo Eylon Levy afferma che Israele prenderà in considerazione le richieste di visto da parte dei dipendenti delle Nazioni Unite caso per caso anziché automaticamente.

LLOYD AUSTIN - BENJAMIN NETANYAHU LLOYD AUSTIN - BENJAMIN NETANYAHU BENJAMIN NETANYAHU VISITA I SOLDATI ISRAELIANI NELLA STRISCIA DI GAZA BENJAMIN NETANYAHU VISITA I SOLDATI ISRAELIANI NELLA STRISCIA DI GAZA ANTONY BLINKEN BENJAMIN NETANYAHU ANTONY BLINKEN BENJAMIN NETANYAHU antonio guterres antonio guterres

 

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/israele-fa-guerra-anche-all-rsquo-onu-ndash-stato-ebraico-non-379255.htm

 

 

 

Nethanyau71

 

Auto si ribalta nel canale a Pisa, morte incastrate tra le lamiere zia e nipote

 


La loro auto è finita in un canale lungo la provinciale 3 a Bientina (Pisa), senza che altre vetture fossero coinvolte

Auto si ribalta nel canale, morte incastrate tra le lamiere zia e nipote


La loro auto ha terminato la sua corsa ribaltandosi nel canale e le due donne a bordo del veicolo sono morte incastrate tra le lamiere.

Le due donne sono morte stamani nell'incidente stradale avvenuto a Bientina, in provincia di Pisa.

Chi sono le vittime

Le vittime, rimaste incastrate tra le lamiere, sono Monica Donati di 62 anni di Pontedera e la nipote, Jenny Donati, di 40 anni di Bientina.

Secondo una prima ricostruzione, al volante dell’auto c’era la nipote, quando ha sbandato improvvisamente finendo appunto nel canale.

L'incidente lungo la provinciale 3

La loro auto è finita in un canale lungo la provinciale 3, senza che altre vetture fossero coinvolte.

Le occupanti del mezzo sono rimaste incastrate nell'abitacolo e i medici purtroppo non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

L'allarme è arrivato alla centrale operativa del 118 alle 11.30, sul posto ambulanza e automedica, oltre a vigili del fuoco e carabinieri.

https://www.leggo.it/italia/cronache/auto_canale_morte_donne_pisa_oggi_26_12_2023-7836490.html

Giordani71

 

Incidente Barberino del Mugello: le vittime sono Leonardo, 58 anni, Ester e il compagno Edoardo, entrambi di 29

 

Incidente Barberino del Mugello: le vittime sono Leonardo, 58 anni, Ester e il compagno Edoardo, entrambi di 29

 

Una distrazione, forse un eccesso di velocità. Un istante e piomba la tragedia sulla vita di tre persone. È il tragico bilancio dell’incidente mortale avvenuto tra due auto nel giorno di Natale a Barberino del Mugello, in provincia di Firenze. Tre i morti: due giovani di 29 e un 58enne.

Chi sono le vittime

In base alle prime informazioni e agli accertamenti dei carabinieri di Borgo San Lorenzo le vittime sono un uomo e due giovani: Leonardo Nutini, 58 anni, di San Piero; Ester Raccampo, 29 anni di Borgo San Lorenzo, insegnante di italiano alla scuola secondaria di I grado “Lorenzo de’ Medici” a Barberino. Con lei è deceduto anche il compagno, Edoardo Lombardi, 29 anni, di Pistoia.

La dinamica del tragico schianto

Si è trattato di un violento scontro frontale in seguito al quale una vettura si è incendiata. Per le tre persone a bordo delle due auto non c’è stato nulla da fare. I vigili del fuoco intervenuti sul posto hanno estratto i tre dalle lamiere, ma era ormai troppo tardi. Il personale medico ha solo potuto constatare il loro decesso.

https://www.leggo.it/schede/incidente_barberino_mugello_leonardo_ester_edoardo_morti_oggi_26_12_2023-la_dinamica_del_tragico_schianto-3-7836314.html

Giordani71

 

 

Gotham Glow.

 

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Ritrova l'uso della mano paralizzata grazie a nervi del piede

 Intervento chirurgico pionieristico a Torino

-     RIPRODUZIONE RISERVATA 

 

Ritrova l'uso della mano paralizzata attraverso i nervi di un piede: l'intervento chirurgico è stato svolto a Torino nell'ospedale Cto "per la prima volta al mondo" secondo quanto riporta la Città della Salute.


    Il paziente è un operatore sociosanitario di 55 anni che, dopo un incidente stradale, aveva subito l'amputazione di metà della gamba sinistra ed una lesione completa del plesso brachiale del braccio sinistro.

La procedura seguita dai medici, definita "pionieristica", ha comportato il trasferimento nella parte superiore del corpo di una porzione del nervo sciatico.

Ora il paziente potrà imparare gradualmente a controllare l'uso della mano: in una prima fase dovrà pensare ai movimenti del piede, ma in seguito, grazie alle capacità di adattamento del cervello, svilupperà la nuova abilità. All'intervento, durato dodici ore, hanno preso parte i microchirurgi Bruno Battiston e Paolo Titolo e i neurochirurghi Francesca Vincitorio e Diego Garbossa. Il paziente è stato quindi ricoverato nel reparto di neurochirurgia dopo essere stato preso in carico dagli anestesisti della rianimazione diretta da Maurizio Berardino, la cui équipe, nella figura di Alice Mistretta, ha fornito supporto anestesiologico dell'intervento. La fase riabilitativa si svolgerà sotto il controllo degli specialisti di Medicina fisica e riabilitazione diretti da Giuseppe Massazza. "La procedura - spiegano alla Città della Salute - ha radici in quattro anni di ricerca intensiva, culminati con la pubblicazione su una prestigiosa rivista scientifica internazionale Injury e l'approvazione da parte del Comitato Etico della Città della Salute per l'applicazione clinica. Il fulcro dell'intervento è la trasposizione di una componente del nervo sciatico, la parte peroneale, che normalmente controlla la dorsiflessione del piede, ma che era inutilizzata a causa dell'amputazione alla gamba. Questo trasferimento nervoso mirato dalla gamba amputata fino al braccio paralizzato ha avuto lo scopo di reinnervare il plesso brachiale lesionato, aprendo la strada ad una riattivazione funzionale". 

(ANSA)

Mucci71

 

 

«Ho lavorato nella ristorazione per 7 anni, fate attenzione la prossima volta che andate a mangiare»

«Ho lavorato nella ristorazione per 7 anni, non avete idea delle cose disgustose che succedono»


Harry Marjoram, un ragazzo di Lowescroft, Norwich (Inghilterra), ha scosso la community di TikTok con le sue rivelazioni scioccanti riguardo a presunti comportamenti poco igienici dietro le quinte dei peggiori ristoranti inglesi. Nel suo video, che ha già attirato l'attenzione di oltre 260mila persone, Marjoram ha svelato segreti inquietanti di cui è venuto a conoscenza durante i sette anni di esperienza nel settore.

Il video di King Harry (il suo nickname sul social cinese), ripreso dal Daily Mail, inizia con un avvertimento: «Fate attenzione la prossima volta che andate a mangiare». Marjoram ha di nuovo sottolineato di aver lavorato nell'industria per sette anni, ed è passato a condividere alcuni scomodi dettagli che potrebbero far riflettere le persone che vanno spesso a mangiare fuori.

https://www.leggo.it/schede/ristoranti_peggiori_oggi_23_12_2023-7833873.html

Johnson71

''UNA MANINA ITALIANA NEI BROGLI PRO BIDEN''

 

CI MANCAVA THE ITALIAN JOB - GLI AVVOCATI DI TRUMP NON HANNO DUBBI: ''UNA MANINA ITALIANA NEI BROGLI PRO BIDEN''. SOSPETTI SU PRESUNTO SOFTWARE MANIPOLATORE DEI VOTI REALIZZATO DA UOMINI DELL'AMBASCIATA USA CON UN'AZIENDA DELLA DIFESA. TUTTO SAREBBE AVVENUTO ATTRAVERSO QUELLA CHE VIENE CHIAMATA UNA "MILITARY ENCRYPTION", QUINDI CODICI E CRITTOGRAFIE MILITARI PER PROTEGGERE CERTE OPERAZIONI E RENDERLE DIFFICILMENTE DECODIFICABILI

 

Daniele Capezzone per “la Verità

 

La notizia, se sarà confermata nei suoi dettagli, ha del clamoroso. Anche Roma e l' Italia sarebbero state coinvolte nella spy story potenzialmente più grave e sensazionale di questi anni, e cioè nella possibile manipolazione del risultato delle ultime elezioni presidenziali Usa. È ciò su cui il team legale della campagna Trump sta investigando, in un' inchiesta che, dopo una assai rumorosa tappa in Germania (di cui La Verità ha parlato ieri), ha avuto proprio a Roma un altro fondamentale momento di indagine.

 

È perfino scontato ipotizzare che i detrattori di Donald Trump diranno che si tratta di un' altra puntata dello show post elettorale del presidente tuttora in carica, e invocheranno elementi di prova che il team legale di Trump ritiene di poter rendere pubblici nei prossimi giorni.

donald trump con la mascherina in mano al dibattito contro biden donald trump con la mascherina in mano al dibattito contro biden

 

Ricordiamo il punto di partenza. Sidney Powell, la legale che con Rudy Giuliani guida il team giuridico di Trump, e che ha già al suo attivo la difesa del generale Michael Flynn, punta il dito da giorni su una strumentazione telematica progettata con lo scopo esplicito di spostare voti da un candidato all' altro, ovviamente a danno di Trump. Questo software elettorale potrebbe essere stato utilizzato anche a distanza, da altri Paesi, per intervenire sulla tabulazione delle schede elettorali.

 

Già ieri abbiamo parlato della società Dominion voting systems, fondata in Canada, le cui apparecchiature e software sono utilizzati in oltre 20 Stati americani. E sempre ieri abbiamo evocato il clamoroso giallo relativo alla città tedesca di Francoforte, teatro di un sequestro di materiale informatico secondo una prima ipotesi a danno di Dominion (che smentisce), secondo un' altra ipotesi a danno della compagnia spagnola di software elettorale Scytl (che smentisce a sua volta), e infine secondo una terza ipotesi a carico di una server farm gestita dalla Cia e oggetto di un presunto clamoroso raid (con tanto di scontro a fuoco) da parte di uomini delle Forze speciali dell' esercito Usa, secondo le dichiarazioni rese dal lieutenant general Thomas McInerney.

joe biden joe biden

 

Per altro verso, c' è l' ultima pista investigativa su cui la campagna Trump si dichiara a uno stadio avanzato di indagine: una parte del presunto switch elettorale, cioè del meccanismo per spostare voti manipolando i risultati, sarebbe stata pensata (forse sin dalla primavera scorsa) e poi realizzata anche dall' Italia, attraverso una triangolazione tra un official statunitense operante presso l' ambasciata Usa a Roma (ipotesi che, se confermata, non rimarrebbe ovviamente priva di conseguenze), figure militari di altissimo livello, e la collaborazione tecnica di una società italiana nel settore della difesa.

 

Tutto sarebbe avvenuto attraverso quella che viene chiamata una military encryption, quindi codici e crittografie militari per proteggere certe operazioni e renderle difficilmente decodificabili.

Ora, naturalmente, è doveroso precisare che l' onere della prova grava sulla campagna Trump e sui suoi legali.

 

Ma resta ben più che la sensazione che l' Italia sia tutt' altro che una realtà marginale anche in questa storia. Si ricorderanno le missioni a Roma, nel 2019, dell' attorney general William Barr, del procuratore John Durham, e di Gina Haspel, direttore della Cia. All' epoca, in particolare in coincidenza con le visite di Barr (ministro della Giustizia, dunque un politico a tutto tondo), balzò agli occhi l' asimmetria di status degli interlocutori italiani verso cui Conte lo indirizzò, e cioè i vertici dei nostri servizi, e non controparti politiche di pari grado rispetto all' ospite. Qualcuno ipotizzò che Conte, all' epoca, avesse voluto agire - politicamente parlando - on the quiet, alla chetichella, per dare a Trump la sensazione (ma forse solo quella) di una collaborazione rapidissima e concreta. Altri sostengono invece che non ci sia stata alcuna concreta cooperazione italiana.

 

festa ambasciata americana a roma per le elezioni usa 8 festa ambasciata americana a roma per le elezioni usa 8

La tesi investigativa Usa era nota, a proposito del lato italiano del cosiddetto Russiagate: e cioè che a Roma, nel 2016, qualche manina avesse contribuito a fabbricare prove farlocche contro l' allora candidato Trump, per inventare una relazione politica con Mosca e farne la base di un attacco giudiziario (che poi, una volta eletto Trump, si materializzò in un respinto tentativo di impeachment).

 

Per mesi, i media italiani si sono ostinati a tenere bassa la vicenda. Perfino a seguito di una conferenza congiunta con Sergio Mattarella, quando Donald Trump in persona evocò una catena di corruzione originata dall' amministrazione Obama e disse a chiare lettere: «Si è cercato di nascondere ciò che è stato fatto in alcuni Paesi e uno di questi potrebbe essere l' Italia», anche allora i nostri mainstream media preferirono concentrarsi sul racconto delle smorfie e delle faccine dell' interprete italiana: ennesima distrazione di massa.

 

william barr william barr

Vedremo se anche stavolta andrà nello stesso modo. E vedremo anche, sempre ammesso che il team legale della campagna Trump dettagli e circostanzi le accuse, se emergerà un qualche filo - oggettivo o soggettivo - a legare gli eventi del 2016 a quelli di questo 2020, anche nel loro lato italiano.

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ci-mancava-the-italian-job-avvocati-trump-non-hanno-dubbi-254491.htm

 

L’AZIENDA ITALIANA “LEONARDO” AVREBBE MANIPOLATO IL VOTO AMERICANO DEL 2020 TRAMITE I SATELLITI MILITARI

 

COMPLOTTO VOLANTE! – QUATTRO PERSONE SONO FINITE A PROCESSO PER L'ASSURDA TEORIA MESSA IN PIEDI DA DUE LOBBISTE AMERICANE, VICINE AL PARTITO REPUBBLICANO, SECONDO CUI L’AZIENDA ITALIANA “LEONARDO” AVREBBE MANIPOLATO IL VOTO AMERICANO DEL 2020 TRAMITE I SATELLITI MILITARI - OLTRE ALLE DUE SONO FINITI A PROCESSO PER DIFFAMAZIONE ANCHE UN "FACILITATORE" TORINESE E UN LEGALE, ANCHE LUI ITALIANO - LA RICOSTRUZIONE DI COME HANNO CREATO LA FAKE NEWS...

 

Estratto dell’articolo di Marco Carta, Giuseppe Scarpa per www.repubblica.it

 

Maria Strollo Zack Maria Strollo Zack

Hanno cercato di manipolare le ultime elezioni Usa. Hanno tentato di farlo dall’Italia due potenti e ricche lobbiste americane vicine al partito repubblicano. Le due cittadine statunitensi avrebbero commissionato documenti falsi a un avvocato italiano, documenti fatti poi circolare con astuzia sul web per destabilizzare l’opinione pubblica americana.

 

Questa la fake news: Leonardo, la principale società di difesa spaziale italiana, ha modificato grazie alla sua tecnologia satellitare l’esito delle elezioni americane del 2020 facendo perdere Trump. Leonardo avrebbe agito sui sistemi di spoglio elettronico trasferendo voti da Trump a Biden. Su questo caso, ed è questa la grande novità, c’è un’indagine della procura di Roma approdata a processo.

Maria Strollo Zack 2 Maria Strollo Zack 2

 

Il processo è per diffamazione nei confronti di Leonardo e di fronte al giudice sono finite le due lobbiste americane, l’avvocato italiano e il braccio destro del legale. La vicenda è complessa e va raccontata dal principio anche perché del caso si è occupato il Congresso Usa e l’Fbi.

 

Ma ecco la storia: due lobbiste americane, un facilitatore torinese e 300mila euro di consulenze ad un legale siciliano. E, infine Leonardo, accusata (falsamente) di aver interferito nelle elezioni Usa. Sullo sfondo i sostenitori dell’ex presidente degli Stati Uniti che assaltano Capitol Hill al grido di Italy did it.

 

michele roosevelt edwards michele roosevelt edwards

Quella dell’Italygate non è semplicemente una delle tante teorie complottiste della galassia Qanon che hanno inquinato il dibattito pubblico mondiale. Ma uno spaccato sul sistema degli affari e degli interessi che da Washington arriva fino al nostro Paese. I protagonisti sono quattro e sono a processo a Roma per aver diffamato Leonardo Spa, ecco i loro nomi: Maria Strollo Zack, a capo dell’organizzazione Nation In Army, dell’imprenditrice multimilionaria Michele Roosevelt Edwards e del suo braccio destro in Italia Carlo Goria e dell’avvocato Alfio D’Urso. I quattro avrebbero offeso la reputazione di Leonardo Spa per aver diffuso una fake news «attraverso la rete internet».

michele roosevelt edwards michele roosevelt edwards

 

Al centro della bufala c’è «un General affidavit a firma di D’Urso con il quale lo stesso attestava falsamente che tale D’Elia Arturo, dipendente della Leonardo, avrebbe dichiarato all’autorità giudiziaria di Napoli di aver partecipato, utilizzando la dotazione tecnologica messagli a disposizione dalla Leonardo nella città di Pescara, ad una campagna di «hackeraggio» volta ad alterare il risultato delle elezioni presidenziali americane nel 2020». La vicenda che ieri mattina è stata ricostruita in aula di fronte al giudice monocratico di Roma è solo in parte nota.

 

Secondo questa teoria, completamente inventata, l’ordine sarebbe partito dall’ambasciata americana di via Veneto, con il consenso dell’ex presidente Obama e dell’ex premier italiano Matteo Renzi. Ideatrice e mandante della campagna di fake news #Italygate e #Italydidit - come ricostruito in una delicata indagine dal Cnaipic della polizia postale - sarebbe stata Maria Strollo Zack lobbista vicina all’area trumpiana e a capo dell’organizzazione Nations in Action.

 

alfio durso alfio durso

È lei infatti ad affidare l’incarico all’avvocato catanese Alfio D’Urso di redigere la dichiarazione giurata (“affidavit”) con la quale conferma la cospirazione. Il 10 gennaio D’Urso pubblica un video, che lo ritrae nell’atto di dare lettura del proprio “affidavit” in cui sostiene di aver avuto mandato da D’Elia, che nel dicembre del 2020 era stato arrestato dalla procura di Napoli con l'accusa di aver trafugato 10 gigabyte di dati da Leonardo e informazioni tra il 2015 e il 2017.

 

L’hacker smentisce subito di aver dato qualsiasi incarico a D’Urso. Ma la teoria del complotto è ormai virale. Per questo quando Leonardo presenta un esposto alla procura di Napoli, la polizia postale inizia le indagini. “Abbiamo analizzato i metadati del documento scritto ed è emerso che era stato prodotto con la licenza Microsoft in uso a Michele Roosevelt Edwards”.

alfio d urso e l hacker di leonardo arturo d elia alfio d urso e l hacker di leonardo arturo d elia

 

[…] “In una lettera in inglese Maria Strollo Zack ringraziava D’Urso e lo pregava di registrare un video che lo riprenda nell’atto di leggere l’affidavit che hai creato per noi”. Nel laptop di D’Urso viene trovato anche il contratto di consulenza da 100mila euro annuali proprio con l’organizzazione della lobbista trumpiana.

 

L’accordo prevede “la preparazione di opinioni e documenti richiesti dalla Nations in Action per la propria attività in Italia”. I poliziotti della postale trovano un’altra ricca parcella dell’avvocato catanese. Altri 200mila euro, provenienti da USAerospace, per la consulenza nella trattativa per l’acquisto di Alitalia. Il dettaglio è decisivo, perché la società spaziale americana è diretta concorrente di Leonardo. In uno dei tanti messaggi diffusi sul sito dell’organizzazione di Maria Strollo Zack si chiedeva la risoluzione di ogni rapporto economico con Leonardo e il sequestro di tutti i beni.

 

l affidavit di alfio d urso l affidavit di alfio d urso

Per questo gli investigatori inizialmente ipotizzano il reato di aggiotaggio. Il complotto dell’Italygate assume i contorni più oscuri. I lobbisti americani nell’ingraziarsi Trump, sostenendo la presunta frode elettorale che avrebbe fatto vincere il suo concorrente Biden, cercano allo stesso tempo di penalizzare una competitor dell’USAerospace, Leonardo appunto. […]

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/complotto-volante-ndash-quattro-persone-sono-finite-processo-379014.htm

Bush71

 

FERRARI, PRESUNTO COLPEVOLE

 

QUANDO IL “DRAKE” FINI’ ALLA SBARRA – IL LIBRO “FERRARI, PRESUNTO COLPEVOLE” RIPERCORRE LA VICENDA GIUDIZIARIA CHE RIGUARDÒ IL FONDATORE DEL CAVALLINO –  NEL 1957, DURANTE LA MILLE MIGLIA, LA “ROSSA” GUIDATA DAL MARCHESE DE PORTAGO USCÌ FUORI STRADA, UCCIDENDO NOVE SPETTATORI – ENZO FERRARI, INCRIMINATO PER “OMICIDIO COLPOSO PLURIMO”, FU PROCESSATO E ASSOLTO. MA SI DOVETTE DIFENDERE ANCHE DAGLI ATTACCHI DELL’“OSSERVATORE ROMANO”…

 

Estratto dell’articolo di Nino Materi per “il Giornale”

 

FERRARI PRESUNTO COLPEVOLE - DI LUCA DAL MONTE FERRARI PRESUNTO COLPEVOLE - DI LUCA DAL MONTE

«Il Commendatore», «L’Ingegnere», «Il Mago», «Il Patriarca», «Il Grande Vecchio», «Il Drake». È lunga la lista di soprannomi che hanno accompagnato Enzo Ferrari in un’esistenza dipinta di rosso e profumata di pneumatici. Ma […]c’è un appellativo che è sempre rimasto in ombra, come una macchia d’olio per motore incrostata nell’angolo del garage: «Presunto colpevole».

Addirittura di «omicidio».

 

No, Enzo Ferrari non è mai finito in carcere per essere stato corresponsabile di «una strage», ma per questo terribile reato fu processato. E assolto. Un dramma vero, sconosciuto ai più, che Luca Dal Monte ha il merito di raccontare con piglio documentaristico nel libro «Ferrari, presunto colpevole» (Cairo).

 

[…]

 

Seconda domenica di maggio 1957: durante la 24ª edizione della Mille Miglia, la «Rossa» guidata dal marchese spagnolo Alfonso De Portago esce fuori strada travolgendo un gruppo di spettatori che assistevano alla corsa, uccidendone nove tra cui cinque bambini; nell’incidente perdono la vita anche De Portago e il suo co-équipier, l’americano Edmund Nelson.

 

 

LA FERRARI FUORI STRADA ALLA MILLE MIGLIA DEL 1957 LA FERRARI FUORI STRADA ALLA MILLE MIGLIA DEL 1957

La gara, incredibilmente, non viene sospesa. I giornali titolano: «Vergogna, chi è il colpevole?». De Portago è morto. Serve un capro espiatorio. E chi meglio del costruttore dell’«auto killer?»: Enzo Ferrari, appunto. Che così si ritrova sul banco degli accusati in un’indagine tesa più che altro a calmare un’opinione pubblica scioccata dal dramma. A Ferrari vengono ritirati patente e passaporto, proprio come se al volante della «macchina assassina» ci fosse stato lui

 

All’incriminazione per «omicidio colposo plurimo» si aggiunge l’anatema morale della Chiesa che sull’Osservatore Romano riserva all’imprenditore modenese un ritratto impietoso, definendolo un «Saturno ammodernato che divora i propri figli», dove «per figli» si sottintendono i piloti sacrificati sull’altare del dio denaro.

LA FERRARI FUORI STRADA ALLA MILLE MIGLIA DEL 1957 - LA DOMENICA DEL CORRIERE LA FERRARI FUORI STRADA ALLA MILLE MIGLIA DEL 1957 - LA DOMENICA DEL CORRIERE

 

[…] Ultimo capitolo: «Il verdetto». Con l’imputato Enzo Ferrari «assolto per non aver commesso il fatto»: epilogo giudiziario prevedibile, ma non scontato. Siamo pur sempre in Italia...

LA FERRARI FUORI STRADA ALLA MILLE MIGLIA DEL 1957 LA FERRARI FUORI STRADA ALLA MILLE MIGLIA DEL 1957 ENZO FERRARI ENZO FERRARI ENZO FERRARI 8 ENZO FERRARI 8 LA FERRARI FUORI STRADA ALLA MILLE MIGLIA DEL 1957 LA FERRARI FUORI STRADA ALLA MILLE MIGLIA DEL 1957

 

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/quando-ldquo-drake-rdquo-fini-rsquo-sbarra-ndash-libro-362907.htm

 

 

 

 

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