martedì 26 dicembre 2023

ISRAELE FA GUERRA ANCHE ALL’ONU

 

ISRAELE FA GUERRA ANCHE ALL’ONU – LO STATO EBRAICO NON CONCEDERÀ PIÙ VISTI AUTOMATICI AI DIPENDENTI DELLE NAZIONI UNITE, CONSIDERATI “PARTNER COMPLICI” DI HAMAS DOPO LE PRESE DI POSIZIONE DEGLI ULTIMI MESI – IL CAPO DELLE FORZE ARMATE ISRAELIANE, HERZI HALEVI: “LE OPERAZIONI A GAZA DURERANNO MOLTI ALTRI MESI”

 

Herzi Halevi Herzi Halevi

MO: CAPO IDF, 'GUERRA DURERÀ MOLTI ALTRI MESI'

(Adnkronos) - Il capo delle forze armate israeliane, il generale Herzi Halevi, ha detto che si stanno allargando le operazioni nel sud e nel centro di Gaza mentre si è vicini allo smantellamento dei battaglioni di Hamas nella parte settentrionale della Striscia. Ma, ha avvisato, la guerra durerà ancora "molti altri mesi".

 

"Ho appena lasciato la Striscia di Gaza - ha detto ancora in una conferenza stampa nel sud di Israele - ho incontrato le truppe nel nord della Striscia. Sono rimasto colpito dal modo in cui le nostre forze stanno combattendo, lavorando e raggiungendo gli obiettivi che avevamo fissato. L'Idf è vicino a completare lo smantellamento dei battaglioni di Hamas nel nord di Gaza".

 

Ebrahim Raisi antonio guterres Ebrahim Raisi antonio guterres

“Abbiamo eliminato molti terroristi e comandanti, alcuni di loro si sono arresi alle nostre forze ed abbiamo preso centinaia di prigionieri - ha aggiunto - abbiamo distrutto molte infrastrutture sotterranee e armi". Ma, ha sostenuto, "in questa area densamente urbana, dove i terroristi sono vestiti come civili, non si può dire che li abbiamo uccisi tutti".

 

"Probabilmente incontreremo altri combattenti di Hamas in questa area e continueremo ad attaccarli in vari modi", ha continuato parlando del nord, sottolineando che ora "stiamo concentrando la nostra offensiva nel sud di Gaza Khan Younis, i campi nel centro della Striscia". "Non permetteremo un ritorno alla situazione di sicurezza prima del 7 ottobre, e non permetteremo che una cosa del genere si ripeta", ha detto ancora riferendosi agli attacchi di Hamas.

BENJAMIN NETANYAHU CON I SOLDATI ISRAELIANI IL GIORNO DI NATALE BENJAMIN NETANYAHU CON I SOLDATI ISRAELIANI IL GIORNO DI NATALE

 

MO: ISRAELE, STOP A VISTI AUTOMATICI A ONU, SI DECIDERÀ CASO PER CASO

(Adnkronos) - Israele ha annunciato che non concederà più visti automatici ai dipendenti delle Nazioni Unite, accusando le Nazioni Unite di essere “partner complici” delle tattiche di Hamas. La mossa, sottolinea The Times of Israel, "non fa che aumentare le tensioni tra le Nazioni Unite e Israele, che da tempo sostiene che l’organismo mondiale gli rivolga critiche ingiuste e sproporzionate".

 

Il portavoce del governo Eylon Levy afferma che Israele prenderà in considerazione le richieste di visto da parte dei dipendenti delle Nazioni Unite caso per caso anziché automaticamente.

LLOYD AUSTIN - BENJAMIN NETANYAHU LLOYD AUSTIN - BENJAMIN NETANYAHU BENJAMIN NETANYAHU VISITA I SOLDATI ISRAELIANI NELLA STRISCIA DI GAZA BENJAMIN NETANYAHU VISITA I SOLDATI ISRAELIANI NELLA STRISCIA DI GAZA ANTONY BLINKEN BENJAMIN NETANYAHU ANTONY BLINKEN BENJAMIN NETANYAHU antonio guterres antonio guterres

 

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/israele-fa-guerra-anche-all-rsquo-onu-ndash-stato-ebraico-non-379255.htm

 

 

 

Nethanyau71

 

Auto si ribalta nel canale a Pisa, morte incastrate tra le lamiere zia e nipote

 


La loro auto è finita in un canale lungo la provinciale 3 a Bientina (Pisa), senza che altre vetture fossero coinvolte

Auto si ribalta nel canale, morte incastrate tra le lamiere zia e nipote


La loro auto ha terminato la sua corsa ribaltandosi nel canale e le due donne a bordo del veicolo sono morte incastrate tra le lamiere.

Le due donne sono morte stamani nell'incidente stradale avvenuto a Bientina, in provincia di Pisa.

Chi sono le vittime

Le vittime, rimaste incastrate tra le lamiere, sono Monica Donati di 62 anni di Pontedera e la nipote, Jenny Donati, di 40 anni di Bientina.

Secondo una prima ricostruzione, al volante dell’auto c’era la nipote, quando ha sbandato improvvisamente finendo appunto nel canale.

L'incidente lungo la provinciale 3

La loro auto è finita in un canale lungo la provinciale 3, senza che altre vetture fossero coinvolte.

Le occupanti del mezzo sono rimaste incastrate nell'abitacolo e i medici purtroppo non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

L'allarme è arrivato alla centrale operativa del 118 alle 11.30, sul posto ambulanza e automedica, oltre a vigili del fuoco e carabinieri.

https://www.leggo.it/italia/cronache/auto_canale_morte_donne_pisa_oggi_26_12_2023-7836490.html

Giordani71

 

Incidente Barberino del Mugello: le vittime sono Leonardo, 58 anni, Ester e il compagno Edoardo, entrambi di 29

 

Incidente Barberino del Mugello: le vittime sono Leonardo, 58 anni, Ester e il compagno Edoardo, entrambi di 29

 

Una distrazione, forse un eccesso di velocità. Un istante e piomba la tragedia sulla vita di tre persone. È il tragico bilancio dell’incidente mortale avvenuto tra due auto nel giorno di Natale a Barberino del Mugello, in provincia di Firenze. Tre i morti: due giovani di 29 e un 58enne.

Chi sono le vittime

In base alle prime informazioni e agli accertamenti dei carabinieri di Borgo San Lorenzo le vittime sono un uomo e due giovani: Leonardo Nutini, 58 anni, di San Piero; Ester Raccampo, 29 anni di Borgo San Lorenzo, insegnante di italiano alla scuola secondaria di I grado “Lorenzo de’ Medici” a Barberino. Con lei è deceduto anche il compagno, Edoardo Lombardi, 29 anni, di Pistoia.

La dinamica del tragico schianto

Si è trattato di un violento scontro frontale in seguito al quale una vettura si è incendiata. Per le tre persone a bordo delle due auto non c’è stato nulla da fare. I vigili del fuoco intervenuti sul posto hanno estratto i tre dalle lamiere, ma era ormai troppo tardi. Il personale medico ha solo potuto constatare il loro decesso.

https://www.leggo.it/schede/incidente_barberino_mugello_leonardo_ester_edoardo_morti_oggi_26_12_2023-la_dinamica_del_tragico_schianto-3-7836314.html

Giordani71

 

 

Gotham Glow.

 

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Ritrova l'uso della mano paralizzata grazie a nervi del piede

 Intervento chirurgico pionieristico a Torino

-     RIPRODUZIONE RISERVATA 

 

Ritrova l'uso della mano paralizzata attraverso i nervi di un piede: l'intervento chirurgico è stato svolto a Torino nell'ospedale Cto "per la prima volta al mondo" secondo quanto riporta la Città della Salute.


    Il paziente è un operatore sociosanitario di 55 anni che, dopo un incidente stradale, aveva subito l'amputazione di metà della gamba sinistra ed una lesione completa del plesso brachiale del braccio sinistro.

La procedura seguita dai medici, definita "pionieristica", ha comportato il trasferimento nella parte superiore del corpo di una porzione del nervo sciatico.

Ora il paziente potrà imparare gradualmente a controllare l'uso della mano: in una prima fase dovrà pensare ai movimenti del piede, ma in seguito, grazie alle capacità di adattamento del cervello, svilupperà la nuova abilità. All'intervento, durato dodici ore, hanno preso parte i microchirurgi Bruno Battiston e Paolo Titolo e i neurochirurghi Francesca Vincitorio e Diego Garbossa. Il paziente è stato quindi ricoverato nel reparto di neurochirurgia dopo essere stato preso in carico dagli anestesisti della rianimazione diretta da Maurizio Berardino, la cui équipe, nella figura di Alice Mistretta, ha fornito supporto anestesiologico dell'intervento. La fase riabilitativa si svolgerà sotto il controllo degli specialisti di Medicina fisica e riabilitazione diretti da Giuseppe Massazza. "La procedura - spiegano alla Città della Salute - ha radici in quattro anni di ricerca intensiva, culminati con la pubblicazione su una prestigiosa rivista scientifica internazionale Injury e l'approvazione da parte del Comitato Etico della Città della Salute per l'applicazione clinica. Il fulcro dell'intervento è la trasposizione di una componente del nervo sciatico, la parte peroneale, che normalmente controlla la dorsiflessione del piede, ma che era inutilizzata a causa dell'amputazione alla gamba. Questo trasferimento nervoso mirato dalla gamba amputata fino al braccio paralizzato ha avuto lo scopo di reinnervare il plesso brachiale lesionato, aprendo la strada ad una riattivazione funzionale". 

(ANSA)

Mucci71

 

 

«Ho lavorato nella ristorazione per 7 anni, fate attenzione la prossima volta che andate a mangiare»

«Ho lavorato nella ristorazione per 7 anni, non avete idea delle cose disgustose che succedono»


Harry Marjoram, un ragazzo di Lowescroft, Norwich (Inghilterra), ha scosso la community di TikTok con le sue rivelazioni scioccanti riguardo a presunti comportamenti poco igienici dietro le quinte dei peggiori ristoranti inglesi. Nel suo video, che ha già attirato l'attenzione di oltre 260mila persone, Marjoram ha svelato segreti inquietanti di cui è venuto a conoscenza durante i sette anni di esperienza nel settore.

Il video di King Harry (il suo nickname sul social cinese), ripreso dal Daily Mail, inizia con un avvertimento: «Fate attenzione la prossima volta che andate a mangiare». Marjoram ha di nuovo sottolineato di aver lavorato nell'industria per sette anni, ed è passato a condividere alcuni scomodi dettagli che potrebbero far riflettere le persone che vanno spesso a mangiare fuori.

https://www.leggo.it/schede/ristoranti_peggiori_oggi_23_12_2023-7833873.html

Johnson71

''UNA MANINA ITALIANA NEI BROGLI PRO BIDEN''

 

CI MANCAVA THE ITALIAN JOB - GLI AVVOCATI DI TRUMP NON HANNO DUBBI: ''UNA MANINA ITALIANA NEI BROGLI PRO BIDEN''. SOSPETTI SU PRESUNTO SOFTWARE MANIPOLATORE DEI VOTI REALIZZATO DA UOMINI DELL'AMBASCIATA USA CON UN'AZIENDA DELLA DIFESA. TUTTO SAREBBE AVVENUTO ATTRAVERSO QUELLA CHE VIENE CHIAMATA UNA "MILITARY ENCRYPTION", QUINDI CODICI E CRITTOGRAFIE MILITARI PER PROTEGGERE CERTE OPERAZIONI E RENDERLE DIFFICILMENTE DECODIFICABILI

 

Daniele Capezzone per “la Verità

 

La notizia, se sarà confermata nei suoi dettagli, ha del clamoroso. Anche Roma e l' Italia sarebbero state coinvolte nella spy story potenzialmente più grave e sensazionale di questi anni, e cioè nella possibile manipolazione del risultato delle ultime elezioni presidenziali Usa. È ciò su cui il team legale della campagna Trump sta investigando, in un' inchiesta che, dopo una assai rumorosa tappa in Germania (di cui La Verità ha parlato ieri), ha avuto proprio a Roma un altro fondamentale momento di indagine.

 

È perfino scontato ipotizzare che i detrattori di Donald Trump diranno che si tratta di un' altra puntata dello show post elettorale del presidente tuttora in carica, e invocheranno elementi di prova che il team legale di Trump ritiene di poter rendere pubblici nei prossimi giorni.

donald trump con la mascherina in mano al dibattito contro biden donald trump con la mascherina in mano al dibattito contro biden

 

Ricordiamo il punto di partenza. Sidney Powell, la legale che con Rudy Giuliani guida il team giuridico di Trump, e che ha già al suo attivo la difesa del generale Michael Flynn, punta il dito da giorni su una strumentazione telematica progettata con lo scopo esplicito di spostare voti da un candidato all' altro, ovviamente a danno di Trump. Questo software elettorale potrebbe essere stato utilizzato anche a distanza, da altri Paesi, per intervenire sulla tabulazione delle schede elettorali.

 

Già ieri abbiamo parlato della società Dominion voting systems, fondata in Canada, le cui apparecchiature e software sono utilizzati in oltre 20 Stati americani. E sempre ieri abbiamo evocato il clamoroso giallo relativo alla città tedesca di Francoforte, teatro di un sequestro di materiale informatico secondo una prima ipotesi a danno di Dominion (che smentisce), secondo un' altra ipotesi a danno della compagnia spagnola di software elettorale Scytl (che smentisce a sua volta), e infine secondo una terza ipotesi a carico di una server farm gestita dalla Cia e oggetto di un presunto clamoroso raid (con tanto di scontro a fuoco) da parte di uomini delle Forze speciali dell' esercito Usa, secondo le dichiarazioni rese dal lieutenant general Thomas McInerney.

joe biden joe biden

 

Per altro verso, c' è l' ultima pista investigativa su cui la campagna Trump si dichiara a uno stadio avanzato di indagine: una parte del presunto switch elettorale, cioè del meccanismo per spostare voti manipolando i risultati, sarebbe stata pensata (forse sin dalla primavera scorsa) e poi realizzata anche dall' Italia, attraverso una triangolazione tra un official statunitense operante presso l' ambasciata Usa a Roma (ipotesi che, se confermata, non rimarrebbe ovviamente priva di conseguenze), figure militari di altissimo livello, e la collaborazione tecnica di una società italiana nel settore della difesa.

 

Tutto sarebbe avvenuto attraverso quella che viene chiamata una military encryption, quindi codici e crittografie militari per proteggere certe operazioni e renderle difficilmente decodificabili.

Ora, naturalmente, è doveroso precisare che l' onere della prova grava sulla campagna Trump e sui suoi legali.

 

Ma resta ben più che la sensazione che l' Italia sia tutt' altro che una realtà marginale anche in questa storia. Si ricorderanno le missioni a Roma, nel 2019, dell' attorney general William Barr, del procuratore John Durham, e di Gina Haspel, direttore della Cia. All' epoca, in particolare in coincidenza con le visite di Barr (ministro della Giustizia, dunque un politico a tutto tondo), balzò agli occhi l' asimmetria di status degli interlocutori italiani verso cui Conte lo indirizzò, e cioè i vertici dei nostri servizi, e non controparti politiche di pari grado rispetto all' ospite. Qualcuno ipotizzò che Conte, all' epoca, avesse voluto agire - politicamente parlando - on the quiet, alla chetichella, per dare a Trump la sensazione (ma forse solo quella) di una collaborazione rapidissima e concreta. Altri sostengono invece che non ci sia stata alcuna concreta cooperazione italiana.

 

festa ambasciata americana a roma per le elezioni usa 8 festa ambasciata americana a roma per le elezioni usa 8

La tesi investigativa Usa era nota, a proposito del lato italiano del cosiddetto Russiagate: e cioè che a Roma, nel 2016, qualche manina avesse contribuito a fabbricare prove farlocche contro l' allora candidato Trump, per inventare una relazione politica con Mosca e farne la base di un attacco giudiziario (che poi, una volta eletto Trump, si materializzò in un respinto tentativo di impeachment).

 

Per mesi, i media italiani si sono ostinati a tenere bassa la vicenda. Perfino a seguito di una conferenza congiunta con Sergio Mattarella, quando Donald Trump in persona evocò una catena di corruzione originata dall' amministrazione Obama e disse a chiare lettere: «Si è cercato di nascondere ciò che è stato fatto in alcuni Paesi e uno di questi potrebbe essere l' Italia», anche allora i nostri mainstream media preferirono concentrarsi sul racconto delle smorfie e delle faccine dell' interprete italiana: ennesima distrazione di massa.

 

william barr william barr

Vedremo se anche stavolta andrà nello stesso modo. E vedremo anche, sempre ammesso che il team legale della campagna Trump dettagli e circostanzi le accuse, se emergerà un qualche filo - oggettivo o soggettivo - a legare gli eventi del 2016 a quelli di questo 2020, anche nel loro lato italiano.

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ci-mancava-the-italian-job-avvocati-trump-non-hanno-dubbi-254491.htm

 

L’AZIENDA ITALIANA “LEONARDO” AVREBBE MANIPOLATO IL VOTO AMERICANO DEL 2020 TRAMITE I SATELLITI MILITARI

 

COMPLOTTO VOLANTE! – QUATTRO PERSONE SONO FINITE A PROCESSO PER L'ASSURDA TEORIA MESSA IN PIEDI DA DUE LOBBISTE AMERICANE, VICINE AL PARTITO REPUBBLICANO, SECONDO CUI L’AZIENDA ITALIANA “LEONARDO” AVREBBE MANIPOLATO IL VOTO AMERICANO DEL 2020 TRAMITE I SATELLITI MILITARI - OLTRE ALLE DUE SONO FINITI A PROCESSO PER DIFFAMAZIONE ANCHE UN "FACILITATORE" TORINESE E UN LEGALE, ANCHE LUI ITALIANO - LA RICOSTRUZIONE DI COME HANNO CREATO LA FAKE NEWS...

 

Estratto dell’articolo di Marco Carta, Giuseppe Scarpa per www.repubblica.it

 

Maria Strollo Zack Maria Strollo Zack

Hanno cercato di manipolare le ultime elezioni Usa. Hanno tentato di farlo dall’Italia due potenti e ricche lobbiste americane vicine al partito repubblicano. Le due cittadine statunitensi avrebbero commissionato documenti falsi a un avvocato italiano, documenti fatti poi circolare con astuzia sul web per destabilizzare l’opinione pubblica americana.

 

Questa la fake news: Leonardo, la principale società di difesa spaziale italiana, ha modificato grazie alla sua tecnologia satellitare l’esito delle elezioni americane del 2020 facendo perdere Trump. Leonardo avrebbe agito sui sistemi di spoglio elettronico trasferendo voti da Trump a Biden. Su questo caso, ed è questa la grande novità, c’è un’indagine della procura di Roma approdata a processo.

Maria Strollo Zack 2 Maria Strollo Zack 2

 

Il processo è per diffamazione nei confronti di Leonardo e di fronte al giudice sono finite le due lobbiste americane, l’avvocato italiano e il braccio destro del legale. La vicenda è complessa e va raccontata dal principio anche perché del caso si è occupato il Congresso Usa e l’Fbi.

 

Ma ecco la storia: due lobbiste americane, un facilitatore torinese e 300mila euro di consulenze ad un legale siciliano. E, infine Leonardo, accusata (falsamente) di aver interferito nelle elezioni Usa. Sullo sfondo i sostenitori dell’ex presidente degli Stati Uniti che assaltano Capitol Hill al grido di Italy did it.

 

michele roosevelt edwards michele roosevelt edwards

Quella dell’Italygate non è semplicemente una delle tante teorie complottiste della galassia Qanon che hanno inquinato il dibattito pubblico mondiale. Ma uno spaccato sul sistema degli affari e degli interessi che da Washington arriva fino al nostro Paese. I protagonisti sono quattro e sono a processo a Roma per aver diffamato Leonardo Spa, ecco i loro nomi: Maria Strollo Zack, a capo dell’organizzazione Nation In Army, dell’imprenditrice multimilionaria Michele Roosevelt Edwards e del suo braccio destro in Italia Carlo Goria e dell’avvocato Alfio D’Urso. I quattro avrebbero offeso la reputazione di Leonardo Spa per aver diffuso una fake news «attraverso la rete internet».

michele roosevelt edwards michele roosevelt edwards

 

Al centro della bufala c’è «un General affidavit a firma di D’Urso con il quale lo stesso attestava falsamente che tale D’Elia Arturo, dipendente della Leonardo, avrebbe dichiarato all’autorità giudiziaria di Napoli di aver partecipato, utilizzando la dotazione tecnologica messagli a disposizione dalla Leonardo nella città di Pescara, ad una campagna di «hackeraggio» volta ad alterare il risultato delle elezioni presidenziali americane nel 2020». La vicenda che ieri mattina è stata ricostruita in aula di fronte al giudice monocratico di Roma è solo in parte nota.

 

Secondo questa teoria, completamente inventata, l’ordine sarebbe partito dall’ambasciata americana di via Veneto, con il consenso dell’ex presidente Obama e dell’ex premier italiano Matteo Renzi. Ideatrice e mandante della campagna di fake news #Italygate e #Italydidit - come ricostruito in una delicata indagine dal Cnaipic della polizia postale - sarebbe stata Maria Strollo Zack lobbista vicina all’area trumpiana e a capo dell’organizzazione Nations in Action.

 

alfio durso alfio durso

È lei infatti ad affidare l’incarico all’avvocato catanese Alfio D’Urso di redigere la dichiarazione giurata (“affidavit”) con la quale conferma la cospirazione. Il 10 gennaio D’Urso pubblica un video, che lo ritrae nell’atto di dare lettura del proprio “affidavit” in cui sostiene di aver avuto mandato da D’Elia, che nel dicembre del 2020 era stato arrestato dalla procura di Napoli con l'accusa di aver trafugato 10 gigabyte di dati da Leonardo e informazioni tra il 2015 e il 2017.

 

L’hacker smentisce subito di aver dato qualsiasi incarico a D’Urso. Ma la teoria del complotto è ormai virale. Per questo quando Leonardo presenta un esposto alla procura di Napoli, la polizia postale inizia le indagini. “Abbiamo analizzato i metadati del documento scritto ed è emerso che era stato prodotto con la licenza Microsoft in uso a Michele Roosevelt Edwards”.

alfio d urso e l hacker di leonardo arturo d elia alfio d urso e l hacker di leonardo arturo d elia

 

[…] “In una lettera in inglese Maria Strollo Zack ringraziava D’Urso e lo pregava di registrare un video che lo riprenda nell’atto di leggere l’affidavit che hai creato per noi”. Nel laptop di D’Urso viene trovato anche il contratto di consulenza da 100mila euro annuali proprio con l’organizzazione della lobbista trumpiana.

 

L’accordo prevede “la preparazione di opinioni e documenti richiesti dalla Nations in Action per la propria attività in Italia”. I poliziotti della postale trovano un’altra ricca parcella dell’avvocato catanese. Altri 200mila euro, provenienti da USAerospace, per la consulenza nella trattativa per l’acquisto di Alitalia. Il dettaglio è decisivo, perché la società spaziale americana è diretta concorrente di Leonardo. In uno dei tanti messaggi diffusi sul sito dell’organizzazione di Maria Strollo Zack si chiedeva la risoluzione di ogni rapporto economico con Leonardo e il sequestro di tutti i beni.

 

l affidavit di alfio d urso l affidavit di alfio d urso

Per questo gli investigatori inizialmente ipotizzano il reato di aggiotaggio. Il complotto dell’Italygate assume i contorni più oscuri. I lobbisti americani nell’ingraziarsi Trump, sostenendo la presunta frode elettorale che avrebbe fatto vincere il suo concorrente Biden, cercano allo stesso tempo di penalizzare una competitor dell’USAerospace, Leonardo appunto. […]

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/complotto-volante-ndash-quattro-persone-sono-finite-processo-379014.htm

Bush71

 

FERRARI, PRESUNTO COLPEVOLE

 

QUANDO IL “DRAKE” FINI’ ALLA SBARRA – IL LIBRO “FERRARI, PRESUNTO COLPEVOLE” RIPERCORRE LA VICENDA GIUDIZIARIA CHE RIGUARDÒ IL FONDATORE DEL CAVALLINO –  NEL 1957, DURANTE LA MILLE MIGLIA, LA “ROSSA” GUIDATA DAL MARCHESE DE PORTAGO USCÌ FUORI STRADA, UCCIDENDO NOVE SPETTATORI – ENZO FERRARI, INCRIMINATO PER “OMICIDIO COLPOSO PLURIMO”, FU PROCESSATO E ASSOLTO. MA SI DOVETTE DIFENDERE ANCHE DAGLI ATTACCHI DELL’“OSSERVATORE ROMANO”…

 

Estratto dell’articolo di Nino Materi per “il Giornale”

 

FERRARI PRESUNTO COLPEVOLE - DI LUCA DAL MONTE FERRARI PRESUNTO COLPEVOLE - DI LUCA DAL MONTE

«Il Commendatore», «L’Ingegnere», «Il Mago», «Il Patriarca», «Il Grande Vecchio», «Il Drake». È lunga la lista di soprannomi che hanno accompagnato Enzo Ferrari in un’esistenza dipinta di rosso e profumata di pneumatici. Ma […]c’è un appellativo che è sempre rimasto in ombra, come una macchia d’olio per motore incrostata nell’angolo del garage: «Presunto colpevole».

Addirittura di «omicidio».

 

No, Enzo Ferrari non è mai finito in carcere per essere stato corresponsabile di «una strage», ma per questo terribile reato fu processato. E assolto. Un dramma vero, sconosciuto ai più, che Luca Dal Monte ha il merito di raccontare con piglio documentaristico nel libro «Ferrari, presunto colpevole» (Cairo).

 

[…]

 

Seconda domenica di maggio 1957: durante la 24ª edizione della Mille Miglia, la «Rossa» guidata dal marchese spagnolo Alfonso De Portago esce fuori strada travolgendo un gruppo di spettatori che assistevano alla corsa, uccidendone nove tra cui cinque bambini; nell’incidente perdono la vita anche De Portago e il suo co-équipier, l’americano Edmund Nelson.

 

 

LA FERRARI FUORI STRADA ALLA MILLE MIGLIA DEL 1957 LA FERRARI FUORI STRADA ALLA MILLE MIGLIA DEL 1957

La gara, incredibilmente, non viene sospesa. I giornali titolano: «Vergogna, chi è il colpevole?». De Portago è morto. Serve un capro espiatorio. E chi meglio del costruttore dell’«auto killer?»: Enzo Ferrari, appunto. Che così si ritrova sul banco degli accusati in un’indagine tesa più che altro a calmare un’opinione pubblica scioccata dal dramma. A Ferrari vengono ritirati patente e passaporto, proprio come se al volante della «macchina assassina» ci fosse stato lui

 

All’incriminazione per «omicidio colposo plurimo» si aggiunge l’anatema morale della Chiesa che sull’Osservatore Romano riserva all’imprenditore modenese un ritratto impietoso, definendolo un «Saturno ammodernato che divora i propri figli», dove «per figli» si sottintendono i piloti sacrificati sull’altare del dio denaro.

LA FERRARI FUORI STRADA ALLA MILLE MIGLIA DEL 1957 - LA DOMENICA DEL CORRIERE LA FERRARI FUORI STRADA ALLA MILLE MIGLIA DEL 1957 - LA DOMENICA DEL CORRIERE

 

[…] Ultimo capitolo: «Il verdetto». Con l’imputato Enzo Ferrari «assolto per non aver commesso il fatto»: epilogo giudiziario prevedibile, ma non scontato. Siamo pur sempre in Italia...

LA FERRARI FUORI STRADA ALLA MILLE MIGLIA DEL 1957 LA FERRARI FUORI STRADA ALLA MILLE MIGLIA DEL 1957 ENZO FERRARI ENZO FERRARI ENZO FERRARI 8 ENZO FERRARI 8 LA FERRARI FUORI STRADA ALLA MILLE MIGLIA DEL 1957 LA FERRARI FUORI STRADA ALLA MILLE MIGLIA DEL 1957

 

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/quando-ldquo-drake-rdquo-fini-rsquo-sbarra-ndash-libro-362907.htm

 

 

 

 

Previti71

 

IERI LE BOMBE ISRAELIANE HANNO COLPITO IL CAMPO PROFUGHI DI MAGHAZI, NEL CENTRO DELLA STRISCIA: IL BILANCIO (SECONDO HAMAS) È DI ALMENO 106 MORTI

 

IL REGALO DI NATALE DI NETANYAHU A GAZA – IERI LE BOMBE ISRAELIANE HANNO COLPITO IL CAMPO PROFUGHI DI MAGHAZI, NEL CENTRO DELLA STRISCIA: IL BILANCIO (SECONDO HAMAS) È DI ALMENO 106 MORTI – “BIBI” NON MOLLA: “NEL PROSSIMO FUTURO ISRAELE RIMARRÀ RESPONSABILE DELLA SICUREZZA A GAZA. L’ASPETTATIVA CHE L’ANP SMILITARIZZI LA STRISCIA È IRREALIZZABILE” - INTANTO RISPUNTA IL LEADER DI HAMAS, YAHYA SINWAR: "NON CI SOTTOMETTEREMO MAI"

 

GAZA: MEDIA, BILANCIO RAID SU MAGHAZI SALITO A 106 MORTI

bombardamento israeliano sul campo profughi maghazi a gaza 8 bombardamento israeliano sul campo profughi maghazi a gaza 8

(ANSA) - E' salito ad almeno 106 morti il bilancio delle vittime del bombardamento aereo israeliano che ha colpito lunedì il campo profughi di Maghazi, nel centro della Striscia di Gaza. Lo riporta sul suo sito web l'agenzia di stampa americana Associated Press, citando i registri del vicino ospedale di Al-Aqsa.

 

Un precedente bilancio fornito dal ministero della Sanità di Gaza controllato da Hamas parlava di almeno 70 morti. Si tratta di uno dei raid israeliani più sanguinosi dall'inizio dell'operazione militare seguita all'attacco del movimento islamista palestinese contro lo Stato ebraico il 7 ottobre scorso. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno avviato una "verifica" sull'attacco aereo condotto sul campo profughi di Maghazi, ha riferito ieri la radio militare di Israele. L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dato notizia di testimonianze "strazianti" raccolte dalle sue équipe nell'ospedale della Striscia dove si trovano le vittime del bombardamento.

 

GAZA: HAMAS-ANP CONTRO NETANYAHU, VUOLE CANCELLARE PALESTINESI

bombardamento israeliano sul campo profughi maghazi a gaza 11 bombardamento israeliano sul campo profughi maghazi a gaza 11

(ANSA) - L'Autorità nazionale palestinese (Anp) e Hamas hanno respinto le dichiarazioni del premier israeliani Benjamin Netanyahu, che secondo alcun media locali ha detto ieri in una riunione del suo partito Likud di essere pronto a incoraggiare la migrazione volontaria dei palestinesi dalla Striscia di Gaza. Lo riporta l'emittente araba Al Jazeera. Il Ministero degli Esteri dell'Anp ha affermato che è necessaria una "posizione internazionale coraggiosa per fermare immediatamente l'aggressione contro la Striscia e il crimine di pulizia etnica e di sfollamento prima che sia troppo tardi". Il movimento islamista palestinese ha detto invece che non permetterà a Israele "di approvare alcun piano che cancelli o allontani il popolo dalla sua terra e dai suoi luoghi santi".

 

GAZA: NETANYAHU, SICUREZZA IN CAMPO A ISRAELE IN PROSSIMO FUTURO

funerali di un soldato israeliano funerali di un soldato israeliano

(ANSA) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato ieri che Israele rimarrà responsabile della sicurezza nella Striscia di Gaza nel "prossimo futuro". "L'aspettativa che l'Autorità palestinese smilitarizzi Gaza è un sogno irrealizzabile", ha scritto Netanyahu in un editoriale sul Wall Street Journal spiegando che "per il prossimo futuro Israele dovrà mantenere la massima responsabilità in materia di sicurezza a Gaza". Netanyahu ha anche difeso l'operazione militare del suo Paese riguardo alle vittime civili nella Striscia - che secondo i funzionari sanitari locali sono oltre 20.000 -, scrivendo che Israele distribuisce volantini e invia messaggi di testo per avvisare degli attacchi. Hamas si posiziona deliberatamente in aree civili, secondo il premier israeliano.

 

RISPUNTA SINWAR, 'HAMAS NON SI SOTTOMETTERÀ MAI A ISRAELE' 

bombardamento israeliano sul campo profughi maghazi a gaza 5 bombardamento israeliano sul campo profughi maghazi a gaza 5

(ANSA) - Nel suo primo messaggio pubblico dopo i massacri del 7 ottobre, il leader di Hamas a Gaza Yahya Sinwar ha affermato oggi che la fazione islamica sta affrontando una "battaglia feroce e senza precedenti" contro Israele, aggiungendo che Hamas non si sottometterà mai alle "condizioni dell'occupazione". In un discorso alla leadership politica di Gaza, riferita tra gli altri dal Times of Israel, Sinwar si è detto fiducioso nella vittoria sostenendo che Hamas è riuscita a uccidere "più di mille soldati" nemici, cifra lontanissima dal bilancio delle autorità israeliane che stimano a poco più di 150 il numero dei soldati caduti finora.

 

COLPITA SEDE MEZZALUNA ROSSA A KHAN YUNIS, CI SONO VITTIME

bombardamento israeliano sul campo profughi maghazi a gaza 9 bombardamento israeliano sul campo profughi maghazi a gaza 9

(ANSA) - Proiettili dell'artiglieria israeliana hanno colpito i piani superiori della sede della Mezzaluna Rossa palestinese a Khan Yunis, nel settore sud della Striscia di Gaza, e hanno provocato alcune vittime fra gli sfollati che si trovavano al suo interno. Lo ha riferito su X la Mezzaluna Rossa palestinese. Nel palazzo in questione, ha aggiunto, avevano trovato riparo migliaia di sfollati. In Israele questa notizia non è stata ancora commentata.

 

ISRAELE, RAID SUL CAMPO PROFUGHI DI AL-MAGHAZI A GAZA: ALMENO 70 MORTI

Estratto dell’articolo di Lorenzo Cremonesi per www.corriere.it

 

Natale di rinnovati massacri a Gaza. L’esercito israeliano attacca duramente il nord e centro della Striscia. Nella notte i droni e l’aviazione israeliani hanno bombardato direttamente il campo profughi di Al Maghazi, nelle aree centrali della Striscia. Le bombe sono esplose nel mezzo delle case causando terrore e morte.  Una delle notti più sanguinose nelle ultime 11 settimane di guerra.

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[…[ Attacchi sono avvenuti anche nella vicina zona di Khan Younis e verso Rafah vicino al confine con l’Egitto. «Gli israeliani spingono la popolazione verso quelle che definiscono “zone sicure”, ma in realtà non ci sono più quartieri che non vengano colpiti», ripetono i funzionari dell’Onu locali.

 

I feriti faticano a percorre i cinque chilometri che separano Al Maghazi dall’ospedale al-Aqsa nel campo profughi di Deir el-Balah, l’unica struttura sanitaria ancora in grado di fornire un minimo di assistenza. I reporter locali della televisione qatariota Al Jazeera trasmettono senza sosta immagini di distruzione e orrore e segnalano la morte di almeno 100 civili nella notte appena trascorsa.

 

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Secondo il ministero della Sanità controllato da Hamas, i morti palestinesi sono ormai oltre 20.400, i feriti più di 53.000. Mancano acqua e cibo. Raid israeliani sono avvenuti anche in Cisgiordania, specie a Jenin e Nablus. Rastrellamenti e arresti stanno avendo luogo a Gerico. L’intensificarsi degli attacchi israeliani si spiega anche con la crescita delle pressioni internazionali, non ultime quelle americane, volte a terminare il prima possibile la fase calda della guerra. Ma Israele si trova in gravi difficoltà. Nelle ultime ore ha perso una ventina di soldati nei combattimenti attorno al campo profughi di Jabalia. Il numero dei suoi militari morti supera adesso i 160.

 

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[…] La promessa di Netanyahu di «sconfiggere totalmente Hamas» non sembra neanche lontanamente vicina a realizzarsi. «La guerra sarà lunga e non volge ancora al termine» ha detto il premier in una seduta alla Knesset. Hamas è persino riuscita a lanciare razzi verso Tel Aviv negli ultimi giorni. […]

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https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/regalo-natale-netanyahu-gaza-ndash-ieri-bombe-israeliane-379216.htm

Netanhyau71

 

PUTIN SI STA RASSEGNANDO A DIVENTARE IL VASSALLO DI XI JINPING

 

PUTIN SI STA RASSEGNANDO A DIVENTARE IL VASSALLO DI XI JINPING – MOLTI ESPERTI SOSTENGONO CHE RUSSIA E CINA SI STANNO AVVICINANDO PERICOLOSAMENTE ALLA COSTRUZIONE DI UN’ALLEANZA MILITARE PER TOGLIERE AGLI USA LO SCETTRO DI PRIMA SUPERPOTENZA MILITARE DEL MONDO – L’UCRAINA E IL SOSTEGNO AD HAMAS SONO LE PROVE GENERALI, TAIWAN POTREBBE ESSERE IL PROSSIMO PASSO – RIUSCIRÀ "MAD VLAD" A METTERE DA PARTE L'ORGOGLIO E DIVENTARE IL LUKASHENKO DEL LEADER CINESE?

Estratto dell’articolo di Tom Porter per www.businessinsider.com

 

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Per decenni, la potenza militare degli Stati Uniti è stata incontrastata. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991, gli Stati Uniti sono stati l'unica superpotenza militare del mondo, con le loro forze dispiegate in tutto il mondo per difendere gli alleati e scoraggiare le aggressioni.

 

Ma mentre il 2023 si avvicina, i conflitti si stanno accendendo in tutto il mondo e la Russia e la Cina stanno diventando sempre più aggressive nella loro ambizione comune di rovesciare gli Stati Uniti come maggiore potenza mondiale.

 

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Secondo gli analisti, i loro leader autoritari, Xi Jinping e Vladimir Putin, stanno cercando di sfruttare l'instabilità globale per danneggiare gli Stati Uniti e i loro alleati e si stanno avvicinando alla formazione di un'alleanza militare che rappresenta la più grande minaccia che gli Stati Uniti hanno affrontato negli ultimi decenni.

 

"È chiaro che i due Stati si considerano partner militari e che questa partnership sta diventando sempre più profonda ed esperta, anche se non si tratta di un'alleanza formale nel senso occidentale del termine", ha dichiarato a Business Insider Jonathan Ward, CEO di Atlas Group.

 

Xi e Putin si avvicinano a una formidabile alleanza militare

joe biden e volodymyr zelensky - armi all ucraina -vignetta osho joe biden e volodymyr zelensky - armi all ucraina -vignetta osho

La rivalità tra gli Stati Uniti e la partnership russa e cinese si manifesta nei conflitti in tutto il mondo. La Cina ha fornito alla Russia un sostegno economico e diplomatico fondamentale per l'invasione immotivata dell'Ucraina, mentre gli Stati Uniti hanno fornito miliardi di aiuti a Kiev.

 

In Medio Oriente, Russia e Cina si sono allineate all'Iran e hanno criticato gli attacchi di Israele a Gaza per distruggere il gruppo terroristico Hamas, sostenuto da Teheran. Gli Stati Uniti, invece, hanno fornito aiuti militari e sostegno diplomatico a Israele.

 

vladimir putin xi jinping a pechino vladimir putin xi jinping a pechino

Secondo gli esperti, la Cina sta probabilmente osservando con attenzione l'esito della guerra in Ucraina per capire come reagirebbe il mondo nel caso in cui agisse con l'intenzione di prendere il controllo di Taiwan. E mentre si avvicinano, Cina e Russia stanno coordinando sempre più le loro risorse militari.

 

"La 'partnership strategica globale di coordinamento per una nuova era tra Russia e Cina ha sempre riguardato la potenza militare", ha detto Ward.

 

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Negli ultimi due anni, Russia e Cina hanno avviato esercitazioni navali congiunte nel Mar del Giappone, la Russia ha consegnato alla Cina una tecnologia sottomarina che potrebbe darle un vantaggio in una guerra con gli alleati statunitensi nel Pacifico e i leader si sono impegnati a cooperare sullo sviluppo di armi ad alta tecnologia, come ha dichiarato Putin a novembre.

 

La Russia ha anche venduto alla Cina jet Su-25, elicotteri MI-17 e sistemi di difesa aerea S-400. Sebbene i leader non abbiano firmato un'alleanza militare formale, queste mosse dovrebbero preoccupare enormemente gli Stati Uniti e i loro alleati, scrive Chels Michta in un recente articolo per il Center for European Policy Analysis.

 

"Un'alleanza Cina-Russia su larga scala rappresenterebbe per gli Stati Uniti una minaccia mai affrontata prima dalla fine della Guerra Fredda", scrive Michta.

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Le forze armate statunitensi sono sollecitate ad affrontare la nuova minaccia

Durante la Guerra Fredda, il Pentagono aveva pianificato di poter combattere contemporaneamente una grande guerra e due guerre minori. Ma di fronte all'evoluzione delle minacce, ha modificato la sua strategia per essere in grado di combattere una grande guerra e di dissuadere altri attacchi.

 

In ottobre, la Commissione del Congresso sulla postura strategica degli Stati Uniti ha affermato che gli Stati Uniti si trovano ora ad affrontare minacce "fondamentalmente diverse [da] qualsiasi cosa sperimentata in passato, anche nei giorni più bui della Guerra Fredda" a causa dell'ascesa di Cina e Russia.

 

Ha esortato il Pentagono a rivedere i suoi piani per essere pronto alla possibilità di una guerra con la Cina e la Russia contemporaneamente.

 

JOE BIDEN E VOLODYMYR ZELENSKY AL VERTICE NATO DI VILNIUS JOE BIDEN E VOLODYMYR ZELENSKY AL VERTICE NATO DI VILNIUS

"L'asse Russia-Cina rappresenta un'enorme minaccia per gli Stati Uniti, dal momento che dovremo gestire la sicurezza sia in Europa che in Asia, così come in Medio Oriente, con il rischio di essere ridotti all'osso mentre Pechino e Mosca si coordinano per perseguire le rispettive ambizioni regionali", ha dichiarato Ward.

 

Alcuni esperti rimangono scettici sulla stabilità di un'alleanza russo-cinese, a causa delle tensioni di lunga data tra le potenze e del desiderio della Cina di mantenere forti legami con i lucrativi mercati occidentali. Ma la possibilità di un patto militare tra i leader autoritari è un'eventualità alla quale, secondo gli esperti, gli Stati Uniti devono prepararsi.

XI JINPING E VLADIMIR PUTIN - QUASI AMICI - BY EDOARDO BARALDI XI JINPING E VLADIMIR PUTIN - QUASI AMICI - BY EDOARDO BARALDI

 

Le alleanze globali degli Stati Uniti sono estremamente importanti per la loro capacità di compensare la minaccia rappresentata dalle superpotenze rivali. In particolare in Europa, devono urgentemente intensificare e potenziare la loro capacità militare, ha affermato Ward.

 

Gli Stati Uniti sono ancora in grado di gestire entrambe le minacce, ma ciò richiederà un sostanziale aumento della condivisione degli oneri, soprattutto tra gli alleati europei che hanno visto le reali conseguenze del "coordinamento" geopolitico tra Russia e Cina dopo l'invasione dell'Ucraina", ha affermato Ward.

 

 

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https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/putin-si-sta-rassegnando-diventare-vassallo-xi-jinping-ndash-molti-379208.htm

Cheney71