lunedì 31 agosto 2026
Alberico Evani
CALCIOMERCATO : Alberico Evani alla Sampdoria, prezzo 200 mila lire .
Estate caldissima del 1993, Alberico Evani è scontento. Al Milan ha paura di non partire titolare e chiede di andare via. L'unica sistemazione gradita ad Evani è la Sampdoria e le due società si accordano per questa soluzione : Evani passa dal Milan alla Samp in prestito alla cifra simbolica di 200 mila lire. State tranquilli, perchè non è un altro caso-Tumburus. L'ingaggio che Alberico Evani percepirà sarà lo stesso dei tempi del Milan : 900 milioni di lire. Milan e Samp hanno anche un accordo, tutt'altro che segreto, per convertire il prestito in cessione definitiva. La cifra di 200 mila lire è l'escamotage per evitare che il parametro di Evani si azzeri al momento del riscatto . La sua valutazione rimane quindi 2 miliardi e 300 milioni ed è quello che la Samp dovrà sborsare .
"Lascio il Milan a malincuore dopo 16 anni, più di metà della mia vita. Giocavo troppo poco e soffrivo le pene dell'inferno, m'intristivo. Ci ho pensato giorno e notte prima di prendere questa decisione. I tifosi in vacanza mi fermavano e mi chiedevano di rimanere. Io volevo solo la Samp per giocare titolare. Poi voglio riconquistare la maglia azzurra e dimostrare di essere un investimento fruttuoso. In fondo non sono costato così tanto".
Chicco Evani va a alla Samp e lotta per lo Scudetto. Si piazza terzo, vince la Coppa Italia e si guadagna la convocazione in Nazionale per Usa '94.
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(fonte: Xavier Jacobelli - Corsport)
Che stronzate imbarazzanti che scrivono su Facebook
In #Groenlandia si spezza una montagna di ghiaccio e si capovolge a due passi da una piccola cittadina. In #Nepal il crollo del ghiacciaio e l'inondazione che causa oltre 700 morti e 3.000 dispersi. Due strane coincidenze che hanno a che fare con il ghiaccio.
Io dico che gli americani hanno messo delle bombe e fatto crollare gli iceberg.
Trump vuole la Groenlandia a tutti i costi. In Nepal la Generazione Z fa rivoluzioni non gradite alla casa Bianca.
No nessun complotto, fatti inconfutabili e poco discutibili.
Non sarebbe la prima volta, del resto gli americani sono i mastri in esplosioni controllate in Alaska l'esplosione di questi bacini ha causato storiche inondazioni a Juneau, distruggendo strutture e sommergendo fiumi. Gli scienziati americani utilizzano potentissime cariche esplosive controllate sulla superficie dei ghiacciai (come nel caso del ghiacciaio Thwaites in Antartide). Queste detonazioni non servono a distruggere il ghiaccio, ma a generare onde sismiche e inondazioni (dicono controllate).
A Voi le conclusioni.
Il lato oscuro del calcio
L'amore di Bruce Lee per il cinema italiano
C'ha pure copiato per diventare famoso.
Bruce Lee aveva studiato proprio il modello italiano, in particolare Clint Eastwood e Sergio Leone.
1. Il trucco di Eastwood
Eastwood non riusciva a sfondare a Hollywood, allora è andato in Italia a fare gli spaghetti western di Leone, Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono il brutto e il cattivo_. Sono diventati un successo mondiale e l'America l'ha richiamato come star.
Lee era amicissimo di James Coburn e gli diceva sempre: "Farò come Eastwood, ma con Hong Kong. Tornerò in America come una superstar come Eastwood."
Ed è quello che ha fatto: prima sfondare in Asia con The Big Boss e Fist of Fury, per farsi chiamare da Hollywood.
2. L'amore per il western all'italiana
Il suo unico film da regista completo, L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente / The Way of the Dragon del 1972, l'ha voluto ambientare apposta a Roma. E l'ha girato come uno spaghetti western marziale.
Lo dicono anche i critici americani: è il suo "Spaghetti Martial Arts Western" — prende le trovate di Leone e le ribalta. Invece del pistolero che disarma sparando la pistola dalle mani, Lee disarma i gangster italiani a calci togliendogli la pistola dalle mani.
C'è pure il duello finale al Colosseo con Chuck Norris, girato tutto con i primi piani alla Leone, silenzi lunghi, musica di Morricone style.
Conosceva benissimo Leone, Corbucci, il filone. Non tanto Fellini o Visconti, a lui interessava il cinema di genere di Cinecittà, quello commerciale che faceva 200 film all'anno di pistole e botte.
Quindi si, il cinema di genere italiano lo conosceva a menadito. Gli è servito da manuale per come diventare leggenda.
Fenix
Monica
Monica è un nome bellissimo e con una storia lunga.
L'origine non è sicura al 100%, ci sono 3 teorie:
1. Quella più accettata - dal latino: viene da monere che vuol dire "ammonire, consigliare, ricordare". Quindi Monica sarebbe "colei che consiglia, la consigliera, colei che ammonisce con saggezza". È per questo che Santa Monica - madre di Sant'Agostino - è vista come la protettrice delle madri pazienti.
2. Dal greco monos: sola, "unica". Quindi "la sola, l'unica, la solitaria". Meno accreditata, ma molto poetica.
3. Dal fenicio/punico: c'era una dea nordafricana di nome _Mon_ o _Mona_. Siccome Sant'Agostino e sua madre Monica erano del Nord Africa [Algeria di oggi], alcuni pensano venga da lì.
In pratica oggi quando si regala il nome Monica si intende: *"saggia, consigliera, unica"*.
È un nome molto diffuso anche tra le comunità rom perché Santa Sara Kali a volte viene associata a Santa Monica nei loro calendari, ma è un nome italiano a tutti gli effetti, non solo rom.
Fenix
No, sei solo FILOSTRONZO!
FAI UNA DOMANDA? SEI FILORUSSO.
Ormai funziona così.
Se chiedi perché un ministro straniero si permetta di dare lezioni all’Italia, sei filorusso.
Se chiedi dove finiscano armi, soldi e sacrifici degli italiani, sei filorusso.
Se pretendi trasparenza sulle scelte del Governo, sei filorusso.
Se metti l’interesse nazionale prima delle etichette, sei filorusso.
Comodo.
Io non sono filorusso.
Non sono filoucraino.
Non sono filoamericano.
SONO FILOITALIANO.
E continuerò a fare domande ogni volta che sarà necessario.
Perché in democrazia fare domande non è propaganda.
È un diritto.
E difendere l’Italia non è estremismo. È il mio dovere.
My Sharona
Storia al volo, perché è una delle storie più pazze del rock:
1978, Los Angeles. Doug Fieger e Berton Averre si incontrano, due fissati con Beatles e British Invasion. Mettono su una band che suona come se fosse il 1964, in pieno periodo punk / disco. Tutti li prendono per pazzi.
Poi Fieger si innamora di una ragazza di 17 anni che lavorava in un negozio di vestiti, si chiamava Sharona Alperin. Lei non lo cagava proprio. Lui per conquistarla le scrive una canzone in 15 minuti, nella sua cameretta.
Oggi Sharona Alperin fa l'agente immobiliare di lusso a Beverly Hills.
Quella canzone è My Sharona. Riff di chitarra killer di Averre + ossessione di Fieger.
1979 esce il disco "Get The Knack". In due settimane è disco di platino. My Sharona sta 6 settimane al primo posto in America, è il singolo più venduto dell'anno, più dei Bee Gees, più di Donna Summer. Hanno dovuto stampare le copertine in fretta perché Capitol Records non ci credeva.
Poi sono stati massacrati dalla stampa: troppa promozione, accusati di essere una copia dei Beatles, di essere sessisti per il testo. Il famoso "Knacklash". Sono spariti quasi subito dopo.
Sul batterista:
Bruce Gary è morto il 22 agosto 2006, a 55 anni per un linfoma.
Era considerato il più grande batterista di tutti i tempi? No, non ai livelli di Bonham o Moon nella classifica ufficiale, ma tra i musicisti era molto, molto rispettato. Era un session man incredibile, super tecnico, con un tiro pazzesco. Dopo i Knack ha suonato con tutti: Jack Bruce dei Cream, Bob Dylan, Rod Stewart, George Harrison, Sheryl Crow. Molti batteristi lo citano come uno dei più sottovalutati degli anni '70-'80.
Fieger, il cantante, è morto, carcinoma ai polmoni, anche lui poco dopo, nel 2010.
Fenix
VACCINI: A PALERMO RITORNANO GLI "OPEN DAY". CENTRI VACCINALI APERTI NEL WEEKEND
Un intero fine settimana dedicato alle vaccinazioni per facilitare l’accesso dei cittadini ai servizi dell’ASP di Palermo. Nel fine settimana i seguenti centri saranno aperti in modalità open day (con accesso diretto senza alcuna prenotazione), dalle ore 8.30 alle 14.30, per consentire alle famiglie di effettuare le vaccinazioni:
- Casa del Sole (via Luigi Sarullo 19, Palermo) sabato 29 agosto;
- Pietratagliata (via Crocifisso a Pietratagliata 50, Palermo) sabato 29 e domenica 30 agosto;
- Massimo D’Azeglio (Via Massimo D’Azeglio 6A, Palermo) sabato 29 e domenica30 agosto;
- Pallavicino (via Spata 25, Palermo) sabato 29 e domenica 30 agosto;
- Bagheria (Piazza Lizst 32/34, Bagheria) sabato 29 e domenica 30 agosto;
- Misilmeri (via Orto Botanico, Misilmeri) sabato 29 e domenica 30 agosto;
- Partinico (via Siracusa 2, Partinico) sabato 29 e domenica 30 agosto;
- Carini (Piazza San Francesco 1, Carini) sabato 29 e domenica 30 agosto;
- Corleone (via Don Colletto, Corleone) sabato 29 agosto;
- Lercara Friddi (via Delle Rose, 32, Lercara Friddi) sabato 29 agosto.
L’iniziativa si inserisce nelle attività messe in campo dall’ASP di Palermo nell’ambito dell’emergenza difterite e nella campagna di sensibilizzazione sull’importanza della vaccinazione e del rispetto del calendario vaccinale.
A partire da oggi, sarà inoltre operativo un nuovo centro vaccinale allo Zen, in via Einaudi 26, per ampliare ulteriormente i punti di accesso alla vaccinazione e rispondere alla crescente richiesta registrata in questi giorni. Il centro dello Zen sarà aperto anche sabato 29 e domenica 30 agosto dalle 8.30 alle 14.30.
Dal 17 al 27 agosto, nei centri vaccinali dell’ASP sono state effettuate complessivamente 9.745 vaccinazioni, rispetto alle 6.085 somministrazioni effettuate nello stesso periodo del 2025, con un incremento del 60%.
Particolarmente significativa è la crescita delle somministrazioni di vaccino esavalente, che dal 17 agosto a oggi sono state 1.318, rispetto alle 776 dello scorso con un incremento del 70%.
Delle 1.318 dosi di esavalente somministrate, 420 sono prime dosi, 421 seconde dosi e 444 terze dosi, a conferma di una richiesta che riguarda sia l’avvio dei cicli vaccinali sia il loro completamento.
Guido Oadovani
Un dolore improvviso ha sconvolto Pisa: Guido Padovani, 38 anni, è stato trovato senza vita nella sua abitazione di Milano. Figlio del noto giurista pisano Tullio, Guido aveva mantenuto negli anni un legame fortissimo con la sua città d’origine, alla quale era profondamente affezionato.
Innamorato della storia, delle tradizioni e soprattutto del Pisa, aveva frequentato a lungo la Curva Nord “Maurizio Alberti”. Anche dopo essersi trasferito a Milano per lavoro, la passione per i colori nerazzurri non lo aveva mai abbandonato.
Nel capoluogo lombardo aveva costruito la sua strada professionale, ottenendo successo e soddisfazioni nel mondo della moda, del fitness e del jetset. Una vita che si è interrotta improvvisamente, lasciando increduli familiari, amici e quanti lo conoscevano.
Quando Guido è stato trovato privo di sensi nella sua casa, i soccorsi sono intervenuti immediatamente. Ma per il 38enne non c’era più nulla da fare. La notizia ha lasciato un profondo dolore anche a Pisa, la città che aveva continuato a portare con sé nonostante la distanza.
Girate quest'articolo al governo
Il dato più impressionante non è quante vite hanno salvato i vaccini, ma quanta vita hanno restituito dopo.
Quando si parla di vaccini, si pensa spesso alla malattia che non arriva: la febbre evitata, il contagio interrotto, il bambino che non finisce in ospedale. È una protezione quasi invisibile, proprio perché il suo successo consiste nel non far accadere qualcosa.
Per misurare questo effetto, uno studio internazionale ha ricostruito l’impatto dei programmi di immunizzazione in tutto il mondo. Non ha guardato a una sola campagna o a un singolo Paese, ma a 194 Stati membri dell’Organizzazione mondiale della sanità, lungo un periodo preciso: dal 1° giugno 1974 al 31 maggio 2024.
Il modello ha considerato i vaccini contro 14 patogeni. Tra le malattie comprese ci sono morbillo e poliomielite, insieme a quelle affrontate dai programmi di vaccinazione di base, come difterite, tetano e pertosse.
Il risultato stimato è enorme: 154 milioni di morti evitate in mezzo secolo. Per avere un’idea concreta, significa che intere generazioni hanno potuto crescere, lavorare, avere figli e invecchiare grazie a protezioni ricevute spesso senza nemmeno sapere quanto fossero decisive.
Una parte sorprendente del dato riguarda il morbillo: da solo rappresenterebbe circa 93,7 milioni delle vite salvate stimate. Non perché sia sempre la malattia più visibile, ma perché è molto contagiosa e la vaccinazione ha cambiato radicalmente la sua capacità di colpire le popolazioni.
C’è poi un numero che può trarre in inganno, se letto di fretta: 66 anni di buona salute guadagnati in media per ogni vita salvata. Non vuol dire che ogni persona vaccinata viva 66 anni in più. Vuol dire che, considerando le vite sottratte alla morte e gli anni vissuti in salute, il beneficio medio associato a ciascuna vita salvata arriva a quella cifra.
Nel complesso, la stima parla di 9 miliardi di anni di vita guadagnati e di 10,2 miliardi di anni di piena salute. Sono numeri costruiti con un modello statistico, quindi non sono un conteggio fatto nome per nome: dipendono dai dati su malattie, coperture vaccinali, mortalità e andamento delle epidemie. Ma l’ordine di grandezza è stato rilanciato e confermato dalle principali organizzazioni internazionali.
La medicina preventiva ha una caratteristica curiosa: quando funziona bene, non fa notizia. Nessuna sirena, nessun titolo, nessuna scena drammatica. Solo milioni di persone che arrivano al giorno dopo, e poi a quello dopo ancora.
💁♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 154 milioni di vite salvate tra il 1974 e il 2024
👉 93,7 milioni di vite salvate grazie al vaccino contro il morbillo
📚 Fonti: lancet, who, unicef, gavi
L'ignoranza di cui si nutre la destra italiana
Una malattia che sembrava sparita è tornata a ricordare quanto può costare una scelta basata su una paura falsa.
Per anni la difterite è rimasta fuori dai pensieri di moltissime famiglie italiane. Non perché fosse diventata innocua, ma perché le vaccinazioni l’avevano resa rara, quasi invisibile nella vita quotidiana.
Ed è proprio qui che nasce l’equivoco: quando una malattia non si vede più, può sembrare che non esista più. In realtà, spesso è la protezione a impedirle di tornare.
A Palermo, una bambina di quattro anni è arrivata in ospedale in condizioni già molto gravi. I medici hanno tentato di salvarla in ogni modo, trasferendola in terapia intensiva e ricorrendo anche all’Ecmo, un sistema di circolazione extracorporea usato quando cuore e polmoni non riescono più a svolgere da soli le loro funzioni.
Non è bastato. Gli accertamenti sono stati avviati per confermare la causa, ma i sintomi osservati dal personale sanitario erano riferibili a un’infezione da difterite. L’ultimo caso mortale registrato in Italia risaliva al 1991.
La bambina non era stata vaccinata. Secondo quanto riportato, la scelta dei genitori sarebbe nata dalla convinzione che il vaccino trivalente avesse provocato l’autismo a un cugino.
Questa convinzione, però, non ha basi scientifiche. Il presunto legame era nato da uno studio pubblicato alla fine degli anni Novanta e poi ritirato per gravi irregolarità. Le numerose ricerche condotte negli anni successivi non hanno confermato alcuna associazione tra vaccini e autismo.
Nel frattempo, il cuginetto della stessa età è risultato contagiato. Aveva ricevuto le prime dosi del ciclo vaccinale e, pur essendo stato a stretto contatto con la bambina, presentava condizioni non gravi e sintomi blandi.
La difterite è un’infezione batterica contagiosa. La tossina prodotta dal batterio può creare una membrana nelle vie respiratorie, rendere difficile respirare e, nei casi più seri, danneggiare il cuore e il sistema nervoso.
Il vaccino contro la difterite è incluso nell’esavalente previsto dal calendario italiano, con successive dosi di richiamo. La vaccinazione protegge il singolo bambino, ma quando è diffusa rende più difficile la circolazione della malattia e aiuta anche chi non può vaccinarsi per motivi medici.
Rara non significa impossibile. A volte basta una storia vera per ricordarci che ciò che sembra scomparso può essere soltanto tenuto lontano.
💁♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 1991: ultimo caso mortale di difterite in Italia prima di Palermo
👉 4 anni: età della bambina morta
📚 Fonti: ilfattoquotidiano, istituto superiore di sanità
Cambiamento climatico
La catastrofe in #Nepal è un bilancio drammatico che si aggrava ogni giorno: centinaia le vittime e migliaia i dispersi.
La causa scatenante che ha fatto staccare un fronte di ghiaccio e roccia sull’Himalaya è ancora ufficialmente da individuare, ma il fenomeno - è l'analisi condivisa degli scienziati - non può che essere letto nel suo complesso come conseguenza della deglaciazione provocata dall'aumento costante delle temperature.
La vignetta della domenica del #tg3 di Pasquale Martello.
domenica 30 agosto 2026
LA TENTAZIONE DEL POTERE
Flavio Insinna E Giacomo Zito
LA TENTAZIONE DEL POTERE : SPETTACOLO TEATRALE AD ANAGNI, FR, , IERI SERA, nella cornice della storica Piazza Innocenzo III
Il XXXIII Anagni festival del teatro medievale e rinascimentale è tornato con uno spettacolo che parla di potere, ambizione, fede e fragilità dell’uomo, attraversando la storia per arrivare ad interrogare il nostro presente.
Flavio Insinna noto conduttore TV di programmi con alto tasso di share, come Affari tuoi e Tale e Quale Show, ed attore di fiction come Don Matteo su Rai1, è stato protagonista dello spettacolo, con Giacomo Zito, che è anche il sapiente Direttore artistico del Festivall stesso.
Partcolare il duo Insinna - Zito che hanno interpretato i dialoghi immaginari dei Papi Celestino V e Bonifacio VIII, tratti da " L' Avventura di un povero Cristiano " di Ignazio Silone e riadattati da Giacomo Zito ed il Prof. Gaetano D' Onofrio, presentatore e Direttore teorico-critico di codesto Festival.
Superbe le l' interpretazioni dei Papi con la musica di Paolo Vivaldi ( pianoforte ), dell' Orchestra Teatro Cilea.
La fine serata è stata conntraddiistinta dalla travolgente ironia di Flavio Insinna che ha coinvolto il pubblico a suon di battute e simpatia ed ha ricevuto il Premio dal Comune Di Anagni tramite l' Ass. alla cultura Carlo Marino ed il Sindaco Daniele Natalia
Ho partecipato volentieri e con attenzione.
DOPO FLAVIO INSINNA,, Fuori Festival Anagni che ha ospitato " SERATA ROSSA" dedicata al Cesanese del Piglio DOCG. di Stefano Raucci i e l' intervento dei 4 Sindaci.
PRO LOCO Anagni Città dei Papi
De Palo Vincenzo immobiliare - italy
Visit Lazio
visitanagni.com
Ministero dell'Istruzione e del Merito
Daniele Natalia Sindaco di Anagni
Eventi e Tradizioni Anagni Città dei Papi
IN UNA COINVOLGENTE INTERPRETAZIONE DEI PAPI CELESTINO V E BONIFACIO VIII , SABATO 29 AGOSTO, IN PIAZZA INNOCENZO III AD ANAGNI, LA CÌTTÀ DEI PAP, I IN UNA SERATA DI Anagni festival del teatro medievale e rinascimentale GIUNTO ALLA XXXIII EDIZIONE.
LA PIAZZA : GREMITA DI GENTE AD APPLAUDIRE LA PERFORMANCE DEL DUO E L' ESILARANTE IRONIA DEL NOTO CONDUTTORE TV ED ATTORE FLAVIO INSINNA CHE, CON LE SUE BATTUTE, HA DIVERTITO TUTTO IL PUBBLICO PRESENTE ANCHE QUANDO HA RICEVUTO IL PREMIO DAL Comune Di Anagni.
LA PIAZZA : GREMITA DI GENTE AD APPLAUDIRE LA PERFORMANCE DEL DUO E L' ESILARANTE IRONIA DEL NOTO CONDUTTORE TV ED ATTORE FLAVIO INSINNA CHE, CON LE SUE BATTUTE, HA DIVERTITO TUTTO IL PUBBLICO PRESENTE ANCHE QUANDO HA RICEVUTO IL PREMIO DAL Comune Di Anagni.
De Zerbi
Gli hanno comprato Tonali a 108 milioni, Mateus Fernandes 99 milioni, Van Hecke 60 milioni, Robertson, Senesi e Marnoush in prestito. Più altri calciatori.
Ha cacciato Vicario.
Poi ha preso 3 sberle dal Brentford senza segnare alla prima giornata.
Gli hanno preso Savinho, e altri 88 milioni.
Ha preso altre 2 sberle in casa, dal Newcastle ieri, senza fare un gol
Il problema non è tutta di De Zerbi che allena, ma chi spende 400 milioni per uno come De Zerbi e soprattutto chi pensa che lui sia tra i migliori allenatori che ci siano.
La sua carriera parla chiaro
Andatevela a vedere poi mi dite
Ah, in tutto ciò 4 anni di contratto a 14 milioni a stagione !!!
Dal post de Il punto Brillante
BORN TO BE WILD: L'inno che ha inventato l'Heavy Metal senza volerlo
Steppenwolf - 1968. Due minuti e mezzo che hanno messo in moto l'America.
Tutti la conoscono. Tutti l'hanno urlata in macchina. Pochi sanno che è stata scritta da un tizio senza moto, chiuso in un appartamento a Los Angeles.
L'autore che non c'entrava niente
Si chiamava Dennis Eugene McCrohan, in arte Mars Bonfire. Canadese, classe 1943, fratello del batterista degli Steppenwolf Jerry Edmonton. Faceva parte dei The Sparrows, il gruppo che poi è diventato Steppenwolf, ma se n'era andato prima del successo.
Un giorno vede un cartellone pubblicitario: una moto che strappa il disegno del poster e scappa fuori. Gli viene in mente una ballata folk lenta sulla voglia di scappare dalla città. La scrive così, quasi triste.
Poi la porta agli Steppenwolf. Loro la prendono, ci mettono il riff di chitarra più sporco del '68, la voce roca di John Kay e la trasformano in una bomba in America, un milione di copie.
Di cosa parla davvero?
Il testo è il mito americano puro:
Get your motor runnin' / Head out on the highway / Lookin' for adventure / In whatever comes our way.
È Kerouac in quattro versi. Prendi e parti.
La parte che ha fatto discutere per 50 anni è questa:
I like smoke and lightnin' / Heavy metal thunder / Racin' with the wind / And the feelin' that I'm under.
Nel 1968 tutti ci hanno letto un riferimento alla marijuana. "Smoke", "feelin' that I'm under" = essere fatti. John Kay ha sempre smentito: "Non stavamo invitando nessuno a drogarsi. Descrivevamo la velocità, il rombo del motore, la libertà totale". Che poi in quegli anni moto, rock e fumo viaggiassero insieme è un altro discorso.
E in quei due versi succede una cosa storica: per la prima volta nella storia del rock viene usata l'espressione "heavy metal thunder". Da lì i critici hanno iniziato a chiamare "heavy metal" quel nuovo suono duro e pesante. Senza quella frase, il genere si chiamerebbe in un altro modo.
Perché Easy Rider?
Nel 1969 Dennis Hopper cerca una canzone per il suo film su due biker che attraversano l'America in cerca dell'America vera. Sente Born to Be Wild e dice: è questa.
Da quel momento la canzone non è più solo una hit, diventa un simbolo culturale. È la colonna sonora di ogni chopper, di ogni partenza, di ogni "nato per essere libero" e non "nato per stare chiuso".
Non è una canzone sulla droga. È una canzone sulla voglia di andarsene. Che poi uno si accenda qualcosa mentre va, sono affari suoi.
Fenix
Arrestate questi eversori!
Biella, piazza Duomo.
La foto circola da un po' sui vari social.
Giovani balilla, seguaci di Vannacci, con il loro bell'opuscolo di Futuro Nazionale in mano e il braccio bello teso.
È stato ricostituito il partito fascista.
Vanno fermati prima che sia troppo tardi. Fra un po' spunteranno squadristi e manganelli, e se aspettiamo ancora marceranno su Roma.
Denunciate.
Massimo Arcangeli
WhatsApp: 3477296033
Le stronzate di Marattin
Gli ucraini avevano piazzato un deposito di armi e munizioni in una zona densamente abitata alle porte di Kiev.
Quel deposito è stato bombardato dai russi (così come gli ucraini bombardano le infrastrutture militari in Russia), e a causa della vicinanza con i centri abitati sono morte 37 persone civili.
Zelensky avrebbe potuto dire che i russi non hanno certo bisogno di questo per attaccare e ammazzare deliberatamente civili innocenti, come hanno dimostrato 4 anni di aggressione criminale.
Invece ha definito un grave errore da parte ucraina piazzare un deposito militare in mezzo ai civili, ed ha ordinato l’apertura di un’inchiesta immediata per accertare le responsabilità e punirle.
Se pensiamo che, ad esempio, Hamas si fa un vanto di nascondere centri militari in scuole e ospedali, capiamo bene da che parte bisogna stare - in Ucraina come in Medio Oriente - per difendere libertà e democrazia.
Oggi ancora di più, Slava Ukraini.
I responsabili della morte della bambina
Una bambina di quattro anni, non vaccinata, è morta di difterite.
Una malattia che i vaccini avevano sostanzialmente cancellato è tornata a uccidere nel 2026.
Ecco, sono passati giorni.
Eppure, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dal vicepresidente Matteo Salvini e dal ministro della Salute Orazio Schillaci non è arrivata nemmeno una parola.
Questo silenzio è indecente.
Perché negli anni della pandemia erano in prima fila quando c’era da soffiare sui dubbi, strizzare l’occhio ai No-Vax, trasformare vaccini e scienza in un terreno indegno di propaganda.
Quando c’erano voti da raccogliere sfruttando le paure della gente, parlavano eccome.
Adesso che una bambina è morta per una malattia prevenibile con la vaccinazione, improvvisamente tacciono.
Dovrebbero vergognarsi.
Chi ricopre le più alte responsabilità del Paese non può permettersi di sciacallare sulla salute delle persone e sulla scienza.
Perché le parole pronunciate da un leader politico pesano e non restano confinate nei talk show o sui social: entrano nelle case e creano un clima in cui la prevenzione viene guardata con sospetto.
Oggi Meloni, Salvini e Schillaci avrebbero il dovere di dire senza un “ma”, senza un “però”, senza l’ennesima furbizia: vaccinate i vostri figli, i vaccini salvano vite.
E invece niente.
Davanti alla morte di una bambina di quattro anni, questo silenzio è pura vigliaccheria politica.
Chiedano scusa per le ambiguità del passato e facciano finalmente una cosa utile: difendano pubblicamente, con chiarezza e senza esitazioni, i vaccini e la scienza.
E la smettano di fare calcoli sul consenso persino sulla bara di una bambina di quattro anni.
QUANDO UNA SOTTRAZIONE DIVENTA UN COMPLOTTO
C’è un video che gira con l’aria di chi ha appena trovato il dossier segreto nascosto dietro una lavatrice: foglio sfocato, tono grave, inquadratura tremolante e l’ordine solenne che ormai conosciamo tutti: “Leggete bene il modulo di consenso”. E noi lo abbiamo letto. Davvero. Tutto, con la data, il contesto e soprattutto con una calcolatrice che non appartiene al reparto profezie apocalittiche.
Nel video viene mostrato un modulo informativo della fase iniziale della campagna vaccinale e si sventolano due percentuali come fossero la prova del secolo: 99,95% nel gruppo vaccinato e 99,07% nel gruppo placebo. Il narratore sottrae, ottiene circa l’1% e annuncia: “Quindi il vaccino riduce il rischio solo dell’1%”. È una performance che sarebbe anche tenera, se non fosse una manipolazione statistica servita col sottofondo da film horror.
Nello studio Pfizer-BioNTech, quello vero, non quello spiegato con il pennarello sullo schermo, dopo due dosi si registrarono 8 casi di Covid sintomatico tra i vaccinati e 162 nel gruppo placebo. Il risultato fu una riduzione del rischio relativo di circa il 95%. Non 1%. Novantacinque. Il dato dell’1% racconta soltanto quanti casi sono stati evitati in quella specifica finestra temporale, con quella circolazione del virus e in quella popolazione. È un po’ come dire che l’estintore funziona poco perché, in un condominio senza incendi, ha salvato poche porte. Il punto è che quando l’incendio parte, la differenza tra averlo e non averlo è leggermente più importante della filosofia da commento Facebook.
Poi arriva la parola magica: “sperimentale”. Nel video, il fatto che la fase 3 proseguisse con il monitoraggio viene raccontato come se milioni di cittadini fossero stati arruolati di nascosto in un laboratorio sotterraneo. In realtà, il vaccino era stato autorizzato dall’EMA sulla base di dati ritenuti sufficientemente robusti su qualità, sicurezza ed efficacia; l’autorizzazione condizionata richiedeva ulteriore raccolta e valutazione di dati, come accade per controllare efficacia nel tempo ed eventi rari. Nel 2022 l’EMA ha poi convertito l’autorizzazione condizionata di Comirnaty in autorizzazione standard. Una notizia poco adatta al thriller, lo capiamo: le cavie, a quanto pare, non solo non sono morte tutte, ma hanno pure prodotto dati controllabili.
Il consenso informato viene poi venduto come una specie di liberatoria medievale: firmi e ti assumi da solo ogni conseguenza, mentre il sistema ti saluta dal finestrino con una risata malvagia. Peccato che il consenso serva a informare sui benefici, sui rischi noti, sulle alternative e sulle modalità per segnalare eventuali reazioni. Se hai un effetto indesiderato, il medico deve saperlo; non è un “arrangiati e buona fortuna”, non è una fuga dalle responsabilità e non trasforma nessuno in un concorrente di Hunger Games con il braccialetto sanitario.
La parte sulla gravidanza è forse la più istruttiva, perché dimostra come funziona la macchina del panico: si prende un foglio del 2020-2021, quando i dati diretti in gravidanza erano ancora limitati, lo si congela nel tempo e lo si usa nel 2026 come se da allora medici, ricercatori e intere popolazioni fossero rimasti in pausa caffè. I trial iniziali spesso non includevano donne incinte, per precauzione; ciò non significava che il vaccino rendesse infertili, danneggiasse il feto o trasformasse il DNA in una playlist di Bill Gates. Oggi l’EMA riporta che i dati raccolti su un’ampia popolazione di donne vaccinate non mostrano aumenti delle complicanze in gravidanza né del rischio di aborto spontaneo, e Comirnaty può essere utilizzato anche durante l’allattamento.
Poi c’è la cancerogenicità: il video legge “non valutata” e, con un salto acrobatico che meriterebbe una medaglia olimpica per il pattinaggio logico, arriva al sottotesto “allora può causare tumori”. No. “Turbo cancro” non è una diagnosi, non è una categoria oncologica, non è un termine nei registri tumori: è una parola grossa fatta per spaventare gente normale. L’mRNA del vaccino è transitorio, viene degradato e non entra nel nucleo delle cellule. Non esiste alcun segnale credibile che colleghi i vaccini mRNA a tumori accelerati. Se esistesse, lo vedremmo nei registri oncologici, nelle cartelle cliniche e negli studi di popolazione, non nei video con la musichetta da cospirazione e i fogli ripresi attraverso un acquario.
Questo non significa raccontare la favola opposta, quella del vaccino privo di qualunque rischio. I vaccini hanno effetti avversi, come ogni farmaco, e la medicina seria li ha dichiarati, monitorati e aggiornati nelle schede tecniche. Tra quelli rari, miocardite e pericardite sono state riconosciute e poste sotto sorveglianza. Ma anche qui il racconto si ferma sempre un attimo prima del dato scomodo: il Covid può provocare miocardite con un rischio da cinque a dieci volte superiore rispetto alla vaccinazione mRNA. Se hai paura dell’incendio, e scappi dall’estintore per abbracciare il lanciafiamme, forse non è prudenza: è sceneggiatura.
Nel frattempo, mentre i video contano decimali come se fossero criptogrammi massonici, i numeri sanitari fanno un lavoro più noioso ma decisamente più utile. In Italia, una stima ha calcolato che la campagna vaccinale contro il Covid ha evitato più di 52 mila morti nel 2021. Cinquantaduemila persone non hanno una faccia nei collage dei “malori improvvisi”, non hanno una musichetta inquietante e non producono commenti furiosi. Una vita salvata è una storia che non diventa virale: semplicemente continua.
Io, fossi nel complottaro medio, una domanda me la farei: com’è che il quotidiano che leggo per difendermi dal “sistema”, La Verità, ha incassato 827 mila euro di contributi pubblici all’editoria? Sipario.
#CMD #ConMarzulloInDiscoteca #Vaccini #VacciniSalvanoVite #Scienza #Medicina #FactChecking #Disinformazione #NoVax #NoVaxItalia #COVID19 #Comirnaty #Pfizer #ConsensoInformato #EMA #AIFA #ISS #OMS #Miocardite #Gravidanza #Allattamento #Fertilità #Statistica #RischioRelativo #RischioAssoluto #FakeNews #Bufale #Satira #Ironia #StopDisinformazione
Jet Kune Do
"Il Jeet Kune Do non è un'arte di massa.
Soltanto una su 10.000 persone potrebbe essere in grado di occuparsi della mia arte, Kung Fu e Jeet Kune Do.
È un'arte marziale, attacchi offensivi completi. È da sciocchi pensare che quasi tutti possano impararla. Non si tratta di forme contemporanee dell'arte che io insegno. Principalmente si tratta di ciò con cui io lavoro, attacchi marziali. Si tratta in realtà di un'armonica espressione ritmica per annientare il nemico prima che lui annienti voi, con qualsiasi metodo a disposizione."
#brucelee
Song Yadong
"Bruce Lee ha fatto conoscere le arti marziali cinesi a tutto il mondo ed è diventato il mio più grande eroe. Mio zio mi faceva vedere i suoi film e guardarlo è ciò che mi ha spinto a lasciare casa a soli 9 anni per andare a studiare Shaolin.
Oggi voglio mostrare alla gente cosa significa il vero Kung Fu applicato all'MMA. Non si tratta solo di forme tradizionali, ma di quello che insegnava lui: prendere ciò che funziona, adattarlo e farlo fluire dentro l'ottagono." -Song Yadong
#brucelee
Smontiamo le stronzate sull'euro digitale su Facebook dove gira il 90% di cazzate da click.
Ecco cosa è davvero e cosa non è, con i dati ufficiali BCE:
COSA E':
1. E' semplicemente l'equivalente elettronico del contante, emesso dalla BCE. Non è una criptovaluta, non è una stablecoin, non è un investimento. 1 euro digitale = 1 euro fisico, valore costante.
2. E' un'alternativa per non dipendere da Visa/Mastercard/Paypal. Oggi il 61% dei pagamenti con carta in Europa e il 70% se ci metti PayPal passa da circuiti americani. Lo fanno per autonomia europea.
3. Non è ancora in circolazione. La BCE ha finito la fase preparatoria nel 2025, pilota dal secondo semestre 2027 e, SE la legge UE passa nel 2026, prima emissione possibile nel 2029. Quindi chi dice "da domani sparisce il contante" mente.
LE 5 STRONZATE PIU' COMUNI:
1. "Ci tolgono il contante" - FALSO.
La stessa BCE dice che è pensato per _integrare_, non sostituire banconote e monete. Anzi, l'UE sta facendo una legge parallela per OBBLIGARE i negozi ad accettare il contante.
2. "Ci controllano cosa compriamo, Grande Fratello" - FALSO.
Per i pagamenti offline, da telefono a telefono senza internet, è previsto un livello di riservatezza analogo al contante: la BCE dice che non potrà identificare direttamente gli utenti dalle transazioni. Al contrario, oggi Visa e Mastercard sanno già tutto di te.
3. "I soldi scadranno se non li spendi" - FALSO.
Bufala nata da una proposta vecchia su un "euro digitale programmabile" per bonus pubblici. L'euro digitale normale non avrà scadenza. Sarebbe incostituzionale.
4. "Ti svuotano il conto / tassa patrimoniale automatica" - FALSO.
Ci sarà un tetto (si parla di 3000 euro) proprio per EVITARE che la gente svuoti i conti bancari per metterli in BCE. Non puoi tenere lo stipendio intero lì.
5. "Sarà obbligatorio" - FALSO.
Sarà un wallet gratuito, ricaricabile, opzionale. Come oggi puoi scegliere se pagare in contanti o con carta.
Perché i "poveretti di Facebook" ci cascano? Perché mischiano euro digitale con ID digitale, credito sociale cinese e fine del contante. Sono 3 cose diverse.
Fenix
La difterite
Sappiamo un paio di cose:
1. I genitori della bambina di Palermo di 4 anni non hanno vaccinato la figlia contro la difterite;
2. È accertato che la bambina è morta di difterite. Sì, è accertato, nonostante quello che va propalando la rete no-vax in preda al panico.
3. È un fatto noto che gli antibiotici uccidono il batterio che genera la tossina della difterite ma non la tossina.
4. È un fatto altrettanto noto che il siero iniettato per distruggere la tossina della difterite non può fare niente contro quella parte di tossina che è già entrata nei tessuti del malato.
5. Il vaccino contro la difterite è fatto proprio per neutralizzare la tossina appena viene generata, perché gli anticorpi sono già stati generati dall'organismo prima che venisse colpito dalla malattia. A differenza del siero che agisce solo in un momento successivo alla diagnosi. Con il siero una parte di tossina entra comunque in circolo, con il vaccino la tossina viene neutralizzata subito.
La bambina non era vaccinata contro la difterite ed è morta di difterite.
Tutto qua.
È la teoria del rasoio di Occam.
La spiegazione più semplice è quella corretta.
Tutto il resto è rumore.
Rumore di gente che non ha nessuna nozione di medicina, non capisce la differenza tra correlazione e nesso di causalità, non sa neanche scrivere frasi di senso compiuto in italiano.
Loro non vogliono capirlo e non sono in grado di capirlo.
Perché sono limitati.
I vigliacchi arraccano una malata invologica su Facebook
Lei è una mia collega in Regione Lombardia.
Si chiama Roberta Vallacchi ed è una consigliera eletta con il Partito Democratico.
Sui suoi canali social ha lanciato qualche giorno fa, la festa de l'Unità del suo territorio.
Il lodigiano.
Per quel video sta ricevendo commenti indegni il cui tenore è il seguente
"Via questo schifo di foulard dalla testa".
Roberta sta curando da diverso tempo una patologia oncologica al seno.
E nonostante tutto non fa mancare la sua presenza, la sua competenza, la sua passione nel lavoro che svolge.
È sicuramente più forte del marciume che gli sta arrivando addosso.
Ugualmente la abbraccio qui, in attesa di poterlo fare fisicamente in aula alla ripresa dei lavori in Regione.
Non li faremo vincere quelli che si cibano di pregiudizi e odio.
Luca Paladini
L'informazione di destra vive di fake news
È’ giusto che questo giornale riceva quasi 1 milione di euro di soldi pubblici per fare disinformazione su tutto e in particolare sulla salute della gente? Chi ha deciso questo contributo pubblico? Gli italiani devono sapere come vengono sperperati i soldi che pagano di tasse.
Matteo Bassetti
















































