lunedì 24 agosto 2026

GIORGIA, ORA CHE FAI? LA MAGGIORANZA E’ IN FRANTUMI!

 

GIORGIA, ORA CHE FAI? LA MAGGIORANZA E’ IN FRANTUMI! VANNACCI CANDIDA L’EX FORZISTA GIANNETTA A REGGIO CALABRIA, SFIDANDO ALLE ELEZIONI SUPPLETIVE DEL 26-27 SETTEMBRE IL CENTRODESTRA - I SONDAGGI DANNO IN CADUTA LIBERA FORZA ITALIA E LEGA, DILANIATE DALLA GUERRA SU CHI COMPILERA’ LE LISTE ELETTORALI – MARINA BERLUSCONI A REGGIO CALABRIA HA IMPOSTO COME CANDIDATO IL TESORIERE FABIO ROSCIOLI, STORICO AVVOCATO DI FININVEST E UOMO DI FIDUCIA DELLA CAV IN GONNELLA - ROSCIOLI È ANCHE LA PERSONA INCARICATA DI STILARE LE LISTE PER IL 2027, PER CONTO DELLA FIGLIA DI SILVIO - È QUESTO IL VERO BOTTINO CHE STA SFALDANDO I DUE PARTITI DI MINORANZA DEL CENTRODESTRA: VALE PER FI, MA ANCHE PER LA LEGA, IMPANTANATA IN UNA FAIDA "FAMILIARE" TRA I "NORDISTI" E MATTEO SALVINI - IL NODO DEI SOLDI: I BERLUSCONI VANTANO CON FORZA ITALIA UN CREDITO DI 90 MILIONI DI EURO…

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Ilario Lombardo per “La Stampa” - Estratti

 

Domenico Giannetta candidato futuro nazionale supplettive calabria

Potrà sembrare curioso ma il destino del centrodestra si sta realizzando a Reggio Calabria. 

Una sfida apparentemente locale assume i contorni di un dramma nazionale e la città dello Stretto si presta bene a testimoniare la lacerazione della coalizione di governo. Roberto Vannacci ha presentato per la prima volta una sua lista, alle elezioni suppletive per un posto alla Camera. Futuro nazionale si presenterà da sola, contro il centrodestra e, per il debutto, il generale ha voluto fare un ulteriore dispetto, candidando Domenico Giannetta, fino alle quattro del pomeriggio di ieri capogruppo di FI alla Regione. 

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Il potere sulle liste Per quella stessa poltrona da deputato il centrodestra ha candidato Fabio Roscioli, avvocato e tesoriere di FI. O meglio: Marina Berlusconi lo ha imposto al segretario del partito Antonio Tajani. Meloni ha lasciato fare, dopotutto la Calabria è regione dove gli azzurri vanno forte e dove è meglio mettere il naso il meno possibile. È la regione del governatore Roberto Occhiuto, il primo a lanciare la sfida a Tajani in nome di Marina.

antonio tajani

 

Roscioli è anche l'incaricato per conto della manager primogenita del fondatore a stilare le liste per il 2027. È questo il vero bottino che fa gola ai contendenti e che sta sfaldando i due partiti di minoranza del centrodestra. Vale per FI, ma anche per la Lega, impantanata in una faida familiare tra i governatori del Nord e il segretario Matteo Salvini. 

Dal suo riposo francese, nella villa a Châteauneuf-de-Grasse, sulle alture della Costa Azzurra, dove a giorni potrebbe anche incontrare Tajani, Marina partecipa alle convulsioni del partito.

 

Difficilmente il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo avrebbe fatto quello che ha fatto, sfidare Tajani apertamente, con toni da resa dei conti congressuale, se non avesse avuto la benedizione della famiglia Berlusconi. La faccenda è di qualche giorno fa. Il vicepremier annuncia una stagione di sburocratizzazione senza minimamente informare Zangrillo, che legittimamente s'adombra.

 

marina berlusconi tajani

«Avrebbe prima dovuto rivendicare quattro anni di risultati» si lamenta il ministro piemontese in un'intervista a Il Foglio. Nella quale tra l'altro Zangrillo dice che se Marina scendesse in campo «tutti sarebbero entusiasti». Lei, la manager, lo stima e lo ha infilato nella short list del cast dei possibili successori di Tajani, assieme ai vicesegretari del partito, il presidente del Piemonte Alberto Cirio, Deborah Bergamini e Occhiuto. 

 

 

I sondaggi Non è facile per Meloni assistere all'indebolimento e al progressivo disfacimento dei suoi due principali alleati. L'orizzonte per entrambi i partiti è il 2027, mentre si evocano confronti nazionali e si litiga su congressi locali. Se non prima, sarà con le elezioni che si definirà il futuro di Tajani e Salvini, e dunque di FI e della Lega. Vannacci ha avuto l'effetto di un'esplosione sotto le acque immobili di un lago.

 

giorgia meloni matteo salvini

I sondaggi hanno preso a muoversi dopo tre anni di calma piatta. In una proiezioneanalizzata anche a Palazzo Chigi, FN avrebbe il potenziale del 10% e il Carroccio scenderebbe sotto il 5%. Tra qualche giorno, in Senato, si tornerà a lavorare sulla legge elettorale. La sua approvazione sarà un passaggio fondamentale per comprendere le prossime dinamiche politiche.

 

Numeri alla mano, nessuno del centrodestra fa i salti di gioia per la formula ideata che consegna il premio di maggioranza solo alla coalizione che raggiunge il 42%. Senza Vannacci, appare un traguardo impossibile. 

 

giorgia meloni al mare alla maddalena foto gente 4

Ma è difficile tornare indietro e con il Rosatellum, legge attualmente in vigore che prevede una parte di seggi uninominali, per la destra sarebbe anche peggio. Se dovesse passare la riforma, e il centrodestra dovesse uscire sconfitto, la Lega perderebbe circa due terzi dei 95 parlamentari che ha tra Camera e Senato. Forza Italia otterrebbe meno di trenta seggi. Sono cifre che spiegano benissimo perché la lotta di potere interna ai partiti - Marina contro Tajani, e fronte del Nord contro Salvini

https://www.dagospia.com/politica/giorgia-fai-maggioranza-e-in-frantumi-mosse-vannacci-guerra-sulle-484561 

 

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