sabato 31 luglio 2021

Napoli, 68enne muore in ambulanza: la Lega chiede una commissione di inchiesta sul 118

 


“In Campania non passa settimana senza che si registrino episodi di palese malasanità come quello che ha portato alla morte del 68enne", dice il consigliere regionale Nappi

Un'ambulanza 

Un'ambulanza

Napoli, 31 luglio 2021 – Spunta un nuovo caso di presunta malasanità a Napoli, la Lega denuncia un decesso in ambulanza perché “la bombola dell'ossigeno era esaurita”. Troppi i casi registrati in città, il Carroccio chiede subito una “commissione di inchiesta sul servizio del 118”.

"Fare chiarezza immediata sul decesso di Aniello Vicedomini, avvenuto a bordo di un mezzo di soccorso, perché la bombola dell'ossigeno era esaurita”, chiede Severino Nappi, consigliere regionale e coordinatore cittadino della Lega a Napoli.

“In Campania non passa settimana senza che si registrino episodi di palese malasanità come quello che ha portato alla morte del 68enne. Non intendiamo, certo, colpevolizzare una intera categoria che si distingue per sacrifici, abnegazione e impegno, ma non possiamo più permettere che la vita delle persone sia affidata a operatori incompetenti. Chiediamo una commissione di inchiesta sul servizio del 118 e sulle modalità che portano all'affidamento degli appalti", conclude il consigliere del Carroccio.

https://www.quotidiano.net/napoli/morto-ambulanza-commissione-118-1.6649525

Battaglia71

 

Albert Vanhoye

 Albert Vanhoye E’ morto il Cardinale Albert Vanhoye, gesuita, Rettore emerito del Pontificio Istituto Biblico e già Segretario della Pontificia Commissione Biblica. Era nato il 24 luglio 1923 ad Hazebrouck, nel Nord della Francia: ad oggi era il porporato più anziano del Collegio Cardinalizio. Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1941, è stato ordinato sacerdote nel 1954. Ha studiato presso la Sorbona e successivamente si è specializzato in filosofia scolastica, teologia e Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico. Il 24 marzo 2006, ad 83 anni, è stato creato cardinale da Papa Benedetto XVI per "i servizi che ha reso alla Chiesa con fedeltà esemplare e zelo ammirabile".

http://www.totomorti.com/tmnews-albert-vanhoye.htm

Costanzo71

Addio a Sergio Asti architetto visionario

 

il lutto

Fu tra i primi artefici del successo del design made in Italy. È morto ieri l’architetto Sergio Asti, nato a Milano il 25 maggio di 95 anni fa: a dare l’annuncio della sua scomparsa sono stati i responsabili dell’Associazione per il disegno industriale, di cui Asti era stato fondatore e socio onorario. Laurea al Politecnico, si accorse prima di altri dell’importanza del disegno industriale. Asti ha progettato nel corso della carriera oggetti caratterizzati dalla sapiente scelta dei materiali: basti citare la lampada da tavolo in vetro soffiato Daruma, i vasi Mapan e Marco (che gli valse il Compasso d’Oro nel 1962), le maniglie Tizianella e le posate Boca, ideate con Inao Miura.

Molte delle sue opere sono state ammirate in spazi espositivi prestigiosi come il London Design Museum, il MoMa di New York e il Philadelphia Museum. Inoltre, Asti ha ricevuto una medaglia d’oro e una d’argento alla XI Triennale.

https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/addio-a-sergio-asti-architetto-visionario-1.6635652

Kissinger71

Sergio Asti

 Sergio Asti Fu tra i primi artefici del successo del design made in Italy. È morto ieri l’architetto Sergio Asti, nato a Milano il 25 maggio di 95 anni fa: a dare l’annuncio della sua scomparsa sono stati i responsabili dell’Associazione per il disegno industriale, di cui Asti era stato fondatore e socio onorario. Laurea al Politecnico, si accorse prima di altri dell’importanza del disegno industriale. Asti ha progettato nel corso della carriera oggetti caratterizzati dalla sapiente scelta dei materiali: basti citare la lampada da tavolo in vetro soffiato Daruma, i vasi Mapan e Marco (che gli valse il Compasso d’Oro nel 1962), le maniglie Tizianella e le posate Boca, ideate con Inao Miura.

http://www.totomorti.com/tmnews-sergio-asti.htm

Kissinger71

Morto Albert Bandura, maestro delle scienze psicologiche

 Albert Bandura 

Lo psicologo canadese  Albert Bandura

 Una vita dedicata alla teoria sociale dell'apprendimento

Psicologia mondiale è in lutto per la perdita di uno dei suoi maggiori esponenti

Davide Di Giovanni

Psicologo

digiovanni

Si è spento a 95 anni,  uno degli studiosi più influenti nel panorama della Psicologia, Albert Bandura. Ha elaborato molte teorie, da quella dell'apprendimento sociale, alla teoria sociale cognitiva e ha introdotto concetti che, tutt'oggi, sono motivo di dibattito.

Uno di questi è l'autoefficacia percepita considerata come la consapevolezza di essere in grado di gestire eventi e situazioni. Secondo la teoria di Bandura, la percezione che abbiamo di noi stessi e delle nostre capacità, deriva da convinzioni e credenze che ci permettono di stabilire mete e obiettivi. Pertanto, le aspettative proprie e altrui in merito alle prestazioni, esercitano un'influenza non solo sui comportamenti ma anche sulla valutazione degli obiettivi raggiunti. Molte delle tecniche cognitive e comportamentali che utilizziamo coi nostri pazienti, derivano proprio dagli studi di Bandura.

Spesso infatti, ciò che impedisce di raggiungere un obiettivo, non sono le difficoltà oggettive e gli ostacoli effettivamente presenti, ma la convinzione di non essere in grado di affrontare una determinata situazione o non avere le qualità necessarie per fronteggiare certi eventi.  

Le aspettative di autoefficacia possono derivare da vari fattori: le esperienze positive passate, che ci consentono di riportare alla memoria fatti e situazioni che abbiamo affrontato abilmente; i modelli, in quanto osservare persone a noi simili che attraverso l'impegno hanno raggiunto i propri scopi, aumenta la convinzione di avere le medesime capacità; la persuasione verbale, che consolida la convinzione di possedere ciò che serve per riuscire nel proprio intento; infine, gli stati fisiologici innescati dall'ansia e dallo stress che, se male interpretati, possono essere considerati come la prova della nostra scarsa efficacia. Per esempio, se una persona ritiene che il risultato della propria performance (un esame universitario, un colloquio di lavoro ecc…) vari in base a un elemento controllabile come l'impegno, avrà una maggiore aspettativa di avere successo rispetto a chi, invece, è convinto che il raggiungimento dello scopo dipenda da cause esterne come la fortuna.

Ecco che allora, smantellare i pregiudizi su noi stessi e incrementare le nostre potenzialità e abilità, è il primo passo per innescare un cambiamento profondo e duraturo.

Credits: www.wikipediaorg 

https://www.nonsolocontro.eu/nsc2/in-piu/attualita/7201-morto-albert-bandura-maestro-delle-scienze-psicologiche.html

Kissinger71

 

SE N'È ANDATA LA BARBA BIONDA PIÙ FAMOSA DEL ROCK - È MORTO A 72 ANNI DUSTY HILL, IL BASSISTA DEL GRUPPO ZZ TOP

 

SE N'È ANDATA LA BARBA BIONDA PIÙ FAMOSA DEL ROCK - È MORTO A 72 ANNI DUSTY HILL, IL BASSISTA DEL GRUPPO ZZ TOP: FACEVA PARTE DELLA BAND DAGLI ANNI 70 - IL SUO VISO BARBUTO ERA DIVENTATO COSÌ ICONICO CHE LA GILLETTE FECE A TUTTO IL GRUPPO UN'OFFERTA INDECENTE, CIOÈ UN MILIONE DI DOLLARI PER RADERSI IN UNA RÉCLAME: PROPOSTA CESTINATA - LA BAND, ACCOLTA NELLA ROCK AND ROLL HALL OF FAME, HA VENDUTO 50 MILIONI DI DISCHI VINCENDO ANCHE TRE MTV VIDEO MUSIC AWARDS - VIDEO

 

https://youtu.be/Gg9cNGHl-bg 

Da www.ilmessaggero.it

 

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Dusty Hill è morto: il bassista del gruppo blues-rock ZZ Top aveva 72 anni. Lo ha annunciato la stessa band. «Ci mancherà e mancherà ai nostri fan», si legge sul sito del gruppo. Popolare per la sua lunga barba bionda e per i suoi occhiali da sole, Hill faceva parte della band dagli anni 70.

 

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«Ci rattrista apprendere che il nostro amico Dusty Hill è morto nel sonno nella sua casa di Houston, Texas», hanno scritto gli altri due membri del gruppo Billy Gibson e Frank Beard.

 

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Di lui restano brani immortali come Tush. La sua lunga barba, così quella Billy Gibbons, era diventata così famosa che Gibbons ha ricordato la favolosa offerta che la Gillette avanzò alla banda: un milione di dollari per radersi in una réclame. Offerta cestinata.

 

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La band, accolta nella Rock and Roll Hall of Fame, ha venduto 50 milioni di dischi vincendo anche tre MTV Video Music Awards.

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https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/se-39-andata-barba-bionda-piu-famosa-rock-278090.htm

 




Costanzo71

È morto a 77 anni Jean-François Stévenin, prolifico attore e regista della Nouvelle Vague

 

Martedì è morto a 77 anni Jean-François Stévenin, prolifico attore e regista della Nouvelle Vague, il movimento cinematografico nato in Francia tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Stévenin lavorò molto con François Truffaut, in film come Gli anni in tasca (1975), in cui era tra i protagonisti, oltre a Effetto notte (1973) e Il ragazzo selvaggio (1970). Ebbe ruoli secondari in decine di film, tra gli altri anche in Passion (1981) di Jean-Luc Godard e Fuga per la vittoria (1981) di John Houston.

Diresse anche tre film che Le Monde ha definito «di culto»: Passe-montagne (1978), Double messieurs (1986) e Mischka (2002). L’ultimo film che aveva interpretato, Illusions Perdues, è tratto dall’omonimo romanzo di Honoré de Balzac, è stato diretto da Xavier Giannoli e verrà presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il prossimo settembre. Nel 2018 vinse il prestigioso premio cinematografico Jean-Vigo d’onore.

https://www.ilpost.it/2021/07/28/jean-francois-stevenin-attore-regista-francese-morto/

LePen71

Lutto nella musica: morto Johnny Ventura, star del merengue

 


 
Grave lutto nella musica latina: morto Johnny Ventura, star del merengue, aveva 81 anni e ha reso grande un genere musicale.
 
(screenshot video)

È morto il famoso musicista dominicano di merengue Johnny Ventura. Secondo i media dominicani, il musicista di 81 anni è morto nella giornata di ieri dopo un improvviso attacco di cuore nel suo paese d’origine. La notizia è stata poi confermata dal figlio di Ventura sui social. Il suo vero nome era Juan de Dios Ventura Soriano, ed è diventato famoso come El Caballo Mayor.

Il suo soprannome derivava dal fatto che sia ​​la sua voce roca che lo stile afro-caraibica molto ballabile della sua musica scelta sono diventati popolari in tutta l’America Latina. A partire dagli anni ’60, Ventura ha pubblicato una serie di successi che sono diventati dei classici (“Patacon Pisao”, “Pitaste”, “Merenguero Hasta La Tumbadora”). Sono brani che hanno anche trasformato il merengue da musica folk a internazionale.

Chi era Johnny Ventura, il re della musica merengue

Johnny Ventura ha ulteriormente modernizzato la musica aggiungendo complessi arrangiamenti di fiati e persino elementi di rock and roll, che sono diventati una tela utile per l’elaborata coreografia teatrale e gli arrangiamenti musicali di Ventura. Poco prima della sua morte, Ventura aveva pubblicato un post sui social network su quanto non vedesse l’ora di esibirsi davanti ai suoi fan dopo il lungo blocco della pandemia.

La carriera di Ventura coincise con un rinnovato interesse per la musica afro-caraibica, grazie in gran parte all’etichetta discografica Fania Records con sede a New York. Questa etichetta ravvivò l’interesse per la musica proveniente da Cuba, Porto Rico e Repubblica Dominicana alla fine degli anni ’60 e per tutto il anni ’70. Il merenguero ha guadagnato il rispetto e l’ammirazione delle star della salsa come Celia Cruz, che ha registrato diverse canzoni con lo stile hip-swinging. Grande il cordoglio per la sua scomparsa in tutto il panorama musicale latino americano. 

https://www.ck12.it/2021/07/29/morto-johnny-ventura-star-merengue/

Costanzo71

 

Cerveteri piange un mito del calcio verdazzurro: è morto l’ex attaccante Alessandro Cordelli

 


Uruguay, suicida Emiliano Cabrera: è il terzo calciatore negli ultimi 6 mesi

 Emiliano Cabrera, 27 anni  

A pochi giorni dall'estremo gesto di Williams Martinez, vittima della depressione, un altro calciatore si è tolto la vita. A febbraio il suicidio dell'ex bomber Santiago Garcia

Adriano Seu

Milano

Ancora un suicidio nel calcio uruguaiano. A una settimana dallo choc per il fatale gesto del 38enne Williams Martinez, difensore del Villa Teresa, sulle rive del Rio La Plata si piange la scomparsa di un altro calciatore, il 27enne terzino Emiliano Cabrera, toltosi la vita nella notte tra giovedì e venerdì. È il terzo caso di suicidio registrato nel calcio charrùa negli ultimi sei mesi, da quando l'ex attaccante Santiago Garcia pose bruscamente fine a una lunga lotta contro la depressione con due colpi d'arma da fuoco. 

 

SITUAZIONE PREOCCUPANTE

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Nel caso di Cabrera, terzino cresciuto nel Boston River con una carriera spesa prevalentemente nelle serie minori tra Uruguay e Spagna, restano ancora sconosciuti i motivi dell'estremo gesto. Ma, anche stavolta, la stampa locale parla di una "complessa e problematica situazione famigliare che - spiega Ovacion - avrebbe spinto il giocatore in un profondo stato depressivo". Al proposito, il sindacato calciatori già espressosi dieci giorni fa dopo il suicidio di Martinez ha ribadito "l'allarme per un triste fenomeno sempre più frequente negli ultimi tempi". 

https://www.gazzetta.it/Calcio/Campionati-Esteri/25-07-2021/uruguay-suicida-emiliano-cabrera-4103046492416.shtml

Previti71

 

Schiacciato dal suo camion in azienda, Davide muore sul colpo a 47 anni

 

Stava effettuando dei lavori di manutenzione al suo camion, quando è stato schiacciato dal suo mezzo. È morto così, praticamente sul colpo, Davide Deboli, un autotrasportatore di 47 anni. La tragedia è avvenuta all'alba di oggi, nella filiale della Zobbi Autotrasporti di Nogarole Rocca (Verona).

 


 

 

 

Davide Deboli, residente a Sant'Ambrogio di Valpolicella, è rimasto schiacciato tra una ruota e il telaio del suo camion mentre stava eseguendo una manutenzione. Inutili i soccorsi allertati dall'azienda e dai colleghi poco dopo le 6.30 di questa mattina. La dinamica dell'incidente è al vaglio dei Carabinieri e dei tecnici dello Spisal dell'Ulss 9 Scaligera.

 

https://www.leggo.it/italia/cronache/davide_deboli_morto_schiacciato_camion_nogarole_rocca_30_luglio_2021-6111735.html

Placidi71

LA “SVOLTA GREEN” CI COSTERÀ MOLTO CARA

 

LA “SVOLTA GREEN” CI COSTERÀ MOLTO CARA – IL GREEN DEAL EUROPEO STABILISCE CHE ENTRO IL 2035 LE AUTO A MOTORE ENDOTERMICO VERRANNO MESSE FUORI MERCATO, MA SENZA LE TASSE SULLA BENZINA LO STATO FARÀ UN BUCO DI CIRCA 37 MILIARDI - L'INCASSO DELLE ACCISE SUI CARBURANTI FINANZIA L'INTERO SISTEMA SANITARIO NAZIONALE E PER COMPENSARE, LE IMPOSTE FINIRANNO ALTROVE – E POI C’È LA QUESTIONE COLONNINE: PER RAGGIUNGERE GLI OBBIETTIVI POSTI DALL’UE...

 

Carlo Cambi per "la Verità"

 

auto elettriche auto elettriche

Con l'auto elettrica lo Stato rischia di restare al verde. Chi è in «emissione per conto del pianeta» e vuole mandarci a piedi non se ne cura, ma è uno degli interrogativi più pesanti e oscuri. Può lo Stato rinunciare agli incassi sui carburanti? E una volta che nessuno più comprasse benzina e gasolio dove va a prenderli i soldi? In Italia il fisco incassa circa un euro per ogni litro di carburante acquistato alla pompa. Il Green deal concepito a Bruxelles già stabilisce che il prelievo minimo fiscale passa per la benzina da 0,359 a 0,385 euro e da 0,35 a 0,419 euro per il gasolio. Sono altri 5 centesimi in più al litro.

 

general motors auto elettrica general motors auto elettrica

Ma tutto questo dura fino al 2030 quando poi le auto a motore endotermico saranno una specie in via di estinzione perché nel 2035 verranno messe fuori mercato. È inquietante pensare quanto costerà circolare dopo quelle date per chi non si sarà potuto comprare quattro ruote a batteria. È bastato un anno di pandemia per far perdere all'erario circa 8 miliardi tra Iva e accise.

 

Se nessuno facesse più il pieno il buco sarebbe attorno ai 37 miliardi. Andando più nello specifico si scopre che dai prodotti petroliferi lo Stato incassa, oltre a quelle sui carburanti che sono il 75% della voce accise, un altro 10% delle accise sul gas naturale e un ulteriore 8% sull'energia elettrica prodotta con combustibili fossili. Il 99,3% degli incassi da accise dello Stato è assicurato dal petrolio: sono 33,7 miliardi a cui va aggiunta l'Iva.

aumenti carburanti 6 aumenti carburanti 6

 

Giusto per saperlo in tempo di virus cinese: l'incasso delle accise sui carburanti finanzia l'intero sistema sanitario nazionale. Sempre dalla pompa lo Stato incassa le tasse su reddito dei gestori dei distributori e sui profitti delle imprese petrolifere e di distribuzione. Se facciamo 50 euro di gasolio si ripartiscono così: il 58% e cioè 29 euro vanno allo Stato che si prende 27 euro di accise e Iva e 2 euro di gettito fiscale sulle attività, 40 % cioè 20 euro lordi alla compagnia petrolifera, 2% cioè 1 euro lordo al gestore dell'impianto. Stando così le cose l'evasione sui carburanti in Italia si aggira attorno ai 3 miliardi all'anno attraverso soprattutto le cosiddette «pompe bianche», cioè gli impianti di rifornimento no logo.

 

aumenti carburanti 4 aumenti carburanti 4

Ma il capitolo dello sconvolgimento fiscale non è finito. Dal prossimo anno tutti i carburanti saranno tassati: non ci saranno più esenzioni per il cherosene degli aerei, per il greggio delle navi, per il gasolio agricolo e dei motoscafi. Siccome delle loro emissioni nulla si sa è possibile che questi mezzi anche dopo il 2030 continueranno a viaggiare.

 

A finanziare lo Stato ci penseranno probabilmente in parte loro anche se giganti come Lufthansa hanno già detto che non intendono pagare perché l'Ue consentirà a vettori di altri continenti di viaggiare generando di fatto un dumping contro le compagnie continentali. A Bruxelles hanno fatto sapere che per navi e aerei gli Ets (sono i certificati che consentono di inquinare pagando una tassa) saliranno a 50 euro a tonnellata di CO2 emessa.

 

IL PIANO UE PER DIMEZZARE LE EMISSIONI IL PIANO UE PER DIMEZZARE LE EMISSIONI

Un volo Roma-New York e ritorno emette una tonnellata di gas a passeggero. La transizione verde per lo Stato non è un pasto gratis, ma il conto lo pagherà sempre il cittadino. Tornando alle automobili c'è da considerare il capitolo Iva sull'acquisto delle auto. Nel 2020 solo per l'effetto pandemia il settore auto ha fatturato circa 10 miliardi in meno per minori vendite: lo Stato ci ha rimesso 2 miliardi di Iva e circa 300 milioni di tasse d'immatricolazione, senza contare il minor gettito sui redditi.

 

emissioni co2 emissioni co2

C'è poi il capitolo tasse di circolazione. Come incentivo all'acquisto di auto elettriche (in Italia siamo fermi al 7,9% del mercato di cui solo il 36% è di elettriche pure) 18 Regioni su 20 non fanno pagare il bollo per cinque anni. E c'è anche da capire se possa resistere il bollo auto applicato alle quattro ruote a carburante fossile avendo decretato per legge che sono un bene non più commerciabile.

 

E qui si apre un'altra falla. Sono 6,6 miliardi all'anno che mancheranno alle Regioni. L'incasso complessivo che lo Stato fa ogni anno dal settore auto e affini è di circa 73 miliardi all'anno. È probabile che dagli oli lubrificanti fino ai meccanici nell'era del tutto elettrico tre quarti di quel gettito sparirà: sono 55 miliardi di entrate. Dopo il lucro cessante c'è la spesa emergente. La Commissione europea impone che si istallino stazioni di ricarica ogni 60 chilometri.

RICARICHE PER LE AUTO ELETTRICHE RICARICHE PER LE AUTO ELETTRICHE

 

La Corte dei conti europea ha già detto che per cogliere gli obbiettivi posti da Ursula von der Leyen bisognerebbe installare 3.000 colonnine al giorno considerando (è uno studio dell'Acea) che a oggi il 70% degli impianti di ricarica è concentrato in soli tre Paesi. La spesa? Una colonnina domestica che ricarica l'auto in una giornata costa 9.000 euro più Iva, una pubblica non meno di 40.000. Chi paga? Ah saperlo!

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/ldquo-svolta-green-rdquo-ci-costera-molto-cara-ndash-green-277395.htm

 

"SEI VECCHIA E MI DEVI MANTENERE"

 

 "SEI VECCHIA E MI DEVI MANTENERE" - A ROMA UN 27ENNE GHANESE PICCHIA LA MOGLIE, UNA 54ENNE ROMANA, CON LA PRETESA DI FARE LA BELLA VITA: "PERCHÉ PENSI CHE TI ABBIA SPOSATO. SEI PIÙ ANZIANA DI MIA MADRE" - DOPO IL MATRIMONIO, CELEBRATO TRE ANNI FA, IL RAGAZZO E' DIVENTATO UN AGUZZINO: LE IMPONEVA DI PARLARLE DA INGINOCCHIATA, LA OBBLIGAVA A FARE SESSO E PER RICATTARLA SI ERA APPROPRIATO DELLE PASSWORD USATE DA LEI PER IL LAVORO, FINO A FARLA LICENZIARE - QUANDO LEI HA MINACCIATO IL SUICIDIO, LUI...

 

Adelaide Pierucci per "il Messaggero"

 

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Pensava che anche per lui fosse amore invece era solo interesse. Una 54enne romana innamorata di un cittadino ghanese più giovane di 25 anni ha scoperto l'inganno solo dopo il matrimonio. Dal giorno delle nozze, celebrate tre anni fa, lo sposo ha messo da parte le attenzioni e ha iniziato coi pestaggi e le mortificazioni: «Sei vecchia, mi devi mantenere. Perché pensi che ti abbia sposato. Sei più anziana di mia madre». Nell'ultima aggressione sul pianerottolo di casa, a Tor Vergata, qualche settimana, fa la donna ha riportato la frattura di due costole.

 

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Per il marito manesco, Omar P., 27 anni, ora è scattato l'arresto. Nella misura cautelare, richiesta dal pm Eleonora Fini, ed eseguita l'altra sera dai carabinieri, si contestano i reati di maltrattamenti in famiglia, le lesioni aggravate, violenza sessuale e l'accesso abusivo a un sistema informatico. Non solo botte, l'imposizione di parlarle da inginocchiata, e intimità estorte, per ricattare meglio la consorte, impiegata in un call center, si era appropriato delle password usate da lei per accedere al sistema informatico aziendale fino a farla licenziare per le sue continue intrusioni. Il giovane pretendeva una paga per il suo ruolo da marito, costringendo se necessario anche la suocera a sborsare soldi.

 

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Umiliava lei e il figlio senza motivo. La donna si è decisa a denunciare solo quando era stata lasciata agonizzante sul pianerottolo. In ospedale le fratture sono state ritenute guaribili non prima di un mese. Lei ha raccontato le sevizie: «Mi costringeva a mantenerlo, a dargli una paghetta giornaliera», ha ricordato la donna. «In un momento di disperazione ho tentato di tagliarmi le vene, non mi ha soccorso». «Vuoi ucciderti? Mi prendo l'eredità», le rispose l'uomo.

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/quot-sei-vecchia-mi-devi-mantenere-quot-nbsp-roma-27enne-ghanese-278050.htm

 

Turchia, incendi per il terzo giorno consecutivo e quattro vittime. Fiamme fino alle spiagge

 

La Turchia è ancora in fiamme: sono quattro finora le vittime dei roghi. Per il terzo giorno consecutivo, le forze di emergenze turche stanno combattendo contro gli incendi che devastano sempre di più le foreste di varie aree del Paese. 

 

 

Come scrive su Twitter il Ministro dell'Agricoltura e delle forteste, berkir Pakdemirli, i roghi attivi sono ancora dieci, di cui tre nella regione dell'Antalya, una delle zone più turistiche della Turchia.

Not a Scene from Horror movie, this is turkey.
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#PrayForTurkey
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Dei 98 incendi che da mercoledì hanno colpito varie province turche, 88 sono sotto controllo. Gli incendi sono stati particolarmente gravi lungo la costa mediterranea, dove i forti venti hanno reso difficile l'opera dei vigili del fuoco. Evacuati anche molti alberghi in diverse regioni e i turisti tratti in salvo via mare.

 Le cause degli incendi sono ancora incerte ma le autorità turche non escludono l'opera di piromani. Nei prossimi giorni, ad aggravare la situazione nelle zone interessate dai roghi, sono attese temperature di oltre 40 gradi.

https://www.leggo.it/esteri/news/turchia_incendi_spiagge_turisti_fuga_dove_31_luglio_2021-6113248.html

Kissinger71

 

Francesco Pantaleo, il giallo della morte e la bugia della data della laurea riferita ai genitori

 E' giallo sulla morte di Francesco Pantaleo, lo studente universitario 23enne di Marsala ritrovato carbonizzato il 25 luglio a San Giuliano Terme, Pisa. Grazie alla comparazione del Dna dei campioni biologici, ieri è arrivata la triste conferma del suo decesso. La tac eseguita nei giorni scorsi non avrebbe rivelato ferite precedenti agli effetti delle fiamme: ora, si attende l'esito dell'autopsia.

Scomparso da Pisa lo scorso sabato, 24 Luglio, del ragazzo si erano perse le tracce una settimana fa. All'improvviso è sparito: senza più una telefonata ai genitori, niente biglietti o messaggi via social. Nella sua stanza aveva lasciato portafoglio, bancomat, telefono, computer e gli occhiali da vista.

Dopo due giorni il padre, Tonino Pantaleo, aveva un appello disperato sui social: «Se qualcuno l'ha visto, mi contatti». 

Rimane, dunque, ancora irrisolto il quesito sul suicidio o omocidio di Francesco.

https://www.leggo.it/italia/cronache/francesco_pantaleo_morte_data_laurea_pisa_ultimissime_31_luglio_2021-6113297.html

Guazzerotti71

 

venerdì 30 luglio 2021

Afghanistan, si temono fino a 150 morti per le inondazioni

  © AP Photo / Musadeq Sadeq

La regione al confine con il Pakistan è stata colpita da forti precipitazioni nei giorni scorsi, che hanno causato l'ingrossamento dei corsi d'acqua e delle forti inondazioni.
Tra le 40 e le 150 persone sono state uccise gravi inondazioni nella provincia settentrionale del Nuristan, nell'Afghanistan settentrional, secondo quanto riportato giovedì dalle emittenti locali, citando le autorità.

Le improvvise inondazioni hanno colpito il villaggio di Meherdish nella regione di Kamdish secondo Ariana News.
Esondando, i corsi d'acqua hanno demolito almeno 100 abitazioni e hanno causato gravi danni all'agricoltura e all'allevamento colpito anche il bestiame.
 
Nearly 50 people were killed after overnight flooding in Kamdesh district of #Nuristan province, local officials. #Afghanistan
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Gravi fenomeni alluvionali avevano colpito in queste stesse ore l'India, ed in particolar modo la Regione del Kashmir.
 
Stando a quanto riportato dalle autorità di New Delhi, nella regione al confine con il Pakistan sono stati riportati almeno quattro morti e centinaia di dispersi.  

https://it.sputniknews.com/20210729/afghanistan-si-temono-fino-a-150-morti-per-le-inondazioni---foto-12308903.html

Putin71 

 

Le mani della Cina sull’Afghanistan e l’Asia centrale

 

La Cina è sempre più vicina a controllare l’Afghanistan e l’Asia centrale. Nell’incontro avvenuto il 28 luglio 2021 tra il ministro degli esteri cinese Wang Yi e il leader talebano Abdul Ghani Baradar è emersa l’influenza cinese sul Paese dei grandi altopiani.

Pechino si è impegnata a sostenere i talebani nella ricostruzione dell’Afghanistan dopo il ritiro delle truppe americane e di quelle Nato. In cambio, la Cina ha chiesto al gruppo islamista di tagliare ogni collegamento con i miliziani uiguri attivi nello Xinjang, provincia autonoma in territorio cinese.

Le autorità di Pechino guardano con attenzione all’avanzata dei talebani in Afghanistan dopo il progressivo ritiro dei militari Usa che lasceranno il Paese entro il 31 agosto.

Mettere le mani sul Paese significa estendere la propria influenza su un’area vasta che include Afghanistan e Pakistan.

Islamabad è il più importante alleato cinese in Asia centrale e antagonista dell’India, avversario storico di Pechino e ostacolo all’influenza cinese nella regione. Il ritiro americano farebbe dunque cadere il territorio afgano nell’orbita pakistana e quindi cinese. Sullo sfondo c’è il controllo del gas del vicino Kazakhstan e Turkmenistan. Gli equilibri geopolitici dell’Eurasia rischiano quindi di essere rovesciati a scapito di altri equilibri.

https://notiziarioestero.com/2021/07/29/le-mani-della-cina-sullafghanistan-e-lasia-centrale/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=le-mani-della-cina-sullafghanistan-e-lasia-centrale

Bush71

Allarme dell'ONU: 18 milioni di afghani hanno estremo bisogno di aiuti umanitari

  © Sputnik . Stringer

Almeno 18 milioni di persone che vivono in Afghanistan stanno affrontando estremi bisogni umanitari, ha affermato la rappresentante speciale del segretario generale dell'ONU e il capo della Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA), Deborah Lyons.

"Attualmente circa 18 milioni di afgani stanno affrontando estremi bisogni umanitari. Questo numero è raddoppiato rispetto allo scorso anno ed è già pari alla metà della popolazione del Paese. Mentre stiamo seduti in questa stanza oggi, prima di tutto dobbiamo pensare a questi 18 milioni di afgani che, nel mezzo di un'estate calda, stanno vivendo una quarta ondata di COVID (come tanti altri Paesi in tutto il mondo) una siccità persistente, e l'intensificarsi dei combattimenti che hanno ucciso il numero più alto di afgani mai visto", ha dichiarato il capo dell'UNAMA alla seduta della Commissione per il coordinamento e il monitoraggio svoltasi oggi.

“We all need to rethink hardened political positions we may have… the Afghan people deserve more from us,” Secretary-General’s Special Representative for #Afghanistan @DeborahLyonsUN tells #JCMB today in Kabul. Read full statement at bit.ly/375ZEAY
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In Afghanistan prosegue uno scontro tra le forze governative ed i talebani*, che hanno conquistato vasti territori nelle zone rurali e lanciato un'offensiva contro le grandi città.

L'instabilità in Afghanistan sta crescendo nel contesto dei piani annunciati dell'amministrazione statunitense di completare il ritiro delle sue truppe dal Paese entro l'11 settembre. Nel 2020, funzionari di Washington e talebani hanno firmato a Doha il primo negli 18 anni di guerra accordo di pace. Il documento prevedeva il ritiro delle truppe straniere dall'Afghanistan in 14 mesi e l'avvio di un dialogo infra-afghano a marzo dopo l'intesa sullo scambio di prigionieri.
 
*I talebani sono un'organizzazione estremista bandita in Russia ed in altri paesi
 
https://it.sputniknews.com/20210728/allarme-dellonu-18-milioni-di-afghani-hanno-estremo-bisogno-di-aiuti-umanitari-12305026.html
 
Putin71

 

 

Afghanistan, l'avanzata dei talebani e le manovre delle potenze mondiali

 

È un'avanzata che le forze regolari afgane non riescono a frenare: oltre la metà dei distretti in Afghanistan è ora controllato dai talebani, che non trovano argine dopo il ritiro delle truppe statunitensi, quasi completato.

Nel frattempo, attorno alla polveriera Afghanistan, le potenze si posizionano.
Il ministro degli Esteri cinese, Wand Yi, ha ospitato mercoledì una delegazione talebana: la Cina condivide un piccolo confine con l'Afghanistan e ha una partnership storica con il Pakistan che dà a Pechino un vantaggio competitivo rispetto ad altre potenze rivali.

Con i talebani al potere, la Russia teme un rinnovamento delle minacce terroristiche.

Il ministro della Difesa russo, Sergey Shoigu, ha dichiarato che il Paese userà la sua base militare in Tagikistan, alleato di Mosca.

"In caso di minaccia al nostro alleato, membro del trattato di sicurezza collettiva, la Russia reagirà", ha detto Shoigu.

Dal canto suo, il presidente americano, Joe Biden, ha annunciato lo stanziamento di 100 milioni di dollari per l'ondata di profughi e rifugiati dall'Afghanistan: si tratta delle forze militari afgane, che retrocedono o scappano oltre confine, e dei civili in fuga dalle violenze dei talebani.

"C'è solo una strada ed è quella del tavolo dei negoziati per risolvere il conflitto in modo pacifico e far emergere un Afghanistan governato in modo veramente inclusivo e rappresentativo di tutto il suo popolo", ha sottolineato Il segretario di Stato americano Antony Blinken durante la sua visita in India. 

https://it.euronews.com/2021/07/28/afghanistan-l-avanzata-dei-talebani-e-le-manovre-delle-potenze-mondiali?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+euronews%2Fit%2Fhome+%28euronews+-+home+-+it%29

Bush71 

Afghanistan, Imran Khan: "Gli USA hanno incasinato tutto"

  © AP Photo / Alexei Druzhinin

 

Negli scorsi mesi Islamabad è stata spesso accusata di sostenere i talebani in funzione antigovernativa.
Martedì il primo ministro pakistano Imran Khan ha affermato che gli Stati Uniti "hanno davvero incasinato tutto" in Afghanistan, cercando di trovare una "soluzione militare" al conflitto, nonostante a suo modo di vedere una simile prospettiva non sia mai esistita.

“E le persone come me che continuavano a dire che non c'è soluzione militare, che conoscono la storia dell'Afghanistan, venivano chiamate antiamericane. Mi chiamavano Taliban Khan", ha detto il primo ministro pakistano durante un'intervista televisiva all'emittente americana PBS.

Khan, parlando della gestione da parte di Washington della questione afghana, si è lamentato del fatto che quando gli Stati Uniti sembravano pronti per una risoluzione politica nella nazione dell'Asia centrale, avevano già perso il loro "potere contrattuale" poiché il numero delle truppe della NATO era già stato ridotto a circa 10.000.

Khan ha confermato all'emittente americana che, dal momento in cui la "soluzione militare" al conflitto era fallita, un governo inclusivo che prevedeva un accordo di condivisione del potere con Kabul sarebbe stato il "miglior risultato" per il futuro.

"Quindi, i talebani* si siedono con l'altra parte e formano un governo inclusivo. Questo sarebbe il miglior risultato. Non c'è altro che possiamo fare, tranne spingerli il più possibile per una soluzione politica. Questo è tutto", ha detto ancora Khan.

Il primo ministro pakistano ha anche respinto le accuse secondo cui il Pakistan starebbe fornendo supporto militare, logistico e finanziario agli insorti talebani nella lotta contro le forze di sicurezza nazionali afghane (ANSF), come affermato dall'amministrazione del presidente Ashraf Ghani, che ha fatto notare come negli ultimi giorni circa 10.000 combattenti abbiano attraversato il confine tra i due Paesi per andare a dare manfrte ai talebani.

Da parte sua, Khan ha affermato che le autorità afghane devono ancora fornire prove a sostegno delle loro affermazioni.
“Quando dicono che il Pakistan ha dato ai talebani rifugi sicuri, santuari, dove sono questi rifugi sicuri?", si è chiesto il premier.
 

Il ritiro degli americani dall'Afghanistan

Gli Stati Uniti si sono impegnati a ritirare le proprie forze armate dall'Afghanistan entro il 31 agosto di quest'anno, con il processo che ha avuto inizio il 1° maggio scorso. All'inizio di questo mese, il Comando centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha annunciato che il 90% delle forze era già stato ritirato dalla regione.

Il processo di ritiro delle truppe straniere, tuttavia, è stato accompagnato da un'offensiva nazionale da parte dei talebani, con gli insorti islamici che affermano di controllare quasi l'85 percento del territorio dell'Afghanistan e il 90 percento dei suoi confini, compresi quelli con Tagikistan, Uzbekistan, Turkmenistan e Iran.

*I talebani sono un gruppo terroristico vietato in Russia e in altri Paesi
 
https://it.sputniknews.com/20210728/afghanistan-imran-khan-gli-usa-hanno-incasinato-tutto-12301981.html
 
Putin71 
 

 

Cina- Afghanistan: Pechino ospita una delegazione di talebani

 

Il ministro degli Esteri della Cina, Wang Yi, ha incontrato una delegazione di nove membri dei talebani capeggiata dal capo politico dell’organizzazione, Mullah Abdul Ghani Baradar, il 28 luglio, a Tianjin, in Cina. Wang ha promesso loro sostegno per il ruolo dei talebani nella ricostruzione dell’Afghanistan ma ha anche chiesto loro di interrompere i legami con l’East Turkestan Islamic Movement (ETIM), accusato da Pechino di aver perpetrato attacchi nella regione cinese dello Xinjiang.

Durante l’incontro del 28 luglio, Wang ha affermato di sperare che i talebani interrompano nettamente i rapporti con l’ETIM e altre organizzazioni terroristiche, reprimendole in modo efficace e deciso. Wang ha affermato che la Cina è un vicino dell’Afghanistan, rispetta le sue integrità territoriale, indipendenza e sovranità e ha sempre sostenuto la non interferenza negli affari interni afghani, perseguendo politiche amichevoli nei confronti di tutto il popolo dell’Afghanistan. Per il ministro cinese, il ritiro “frettoloso” dei militari degli USA e della NATO dal Paese avrebbe segnato il fallimento delle politiche statunitensi sull’Afghanistan. Al momento, per la Cina, il popolo afghano ha un’importante opportunità per stabilizzare e sviluppare la propria Nazione.

Rispetto ai talebani, Wang ha affermato che essi cono una forza militare e politica fondamentale in Afghanistan, che la Cina spera svolgerà un ruolo importante nel processo di pace, riconciliazione e ricostruzione del Paese. Pechino si augura che i talebani portino avanti i colloqui di pace stabilendo obiettivi in tal senso e perseguendo una politica inclusiva. Per la Cina, tutte le fazioni e i gruppi etnici in Afghanistan dovrebbero unirsi stabilendo in modo indipendente una struttura politica ampia e inclusiva che si adatti alle condizioni nazionali dell’Afghanistan.

Parlando dell’ETIM, Wang ha ribadito che il gruppo è stato riconosciuto come organizzazione terroristica dalle Nazioni Unite e che rappresenta una minaccia diretta per la sicurezza nazionale e l’integrità territoriale della Cina. Per Pechino, reprimere tale gruppo è una responsabilità condivisa dalla comunità internazionale e, a tal proposito, spera che i talebani interrompano i rapporti con ETIM e tutte le altre organizzazioni terroristiche

Il portavoce dei talebani, Mohammad Naeem, ha affermato che l’incontro di Wang con Mullah Abdul Ghani Baradar, che è stato accompagnato dai capi del Comitato religioso e del Comitato di propaganda dei talebani, si è incentrato su temi politici, economici e di sicurezza, così come sul processo di pace intra-afghano. I talebani hanno assicurato alla Cina che il territorio afghano non sarà utilizzato contro la sicurezza di altre Nazioni.

L’incontro del 28 luglio è stato la prima occasione in cui un membro di primo piano dei talebani si è recato in Cina da quando l’organizzazione ha ottenuto il controllo su vari distretti di primaria importanza nelle province di Badakhshan e Kandahar. In particolare, i talebani avrebbero preso il controllo di oltre la metà del territorio nazionale, spingendosi fino al confine con le regione cinese dello Xinjiang. Intanto, li USA stanno sostenendo le forze del governo di Kabul che combattono i talebani con operazioni aeree che sono state intensificate dallo scorso 25 luglio. I talebani hanno definito tali attacchi aerei una violazione dell’accordo di pace USA-talebani, del 29 febbraio 2020, firmato firmato a Doha in Qatar. L’intesa aveva consentito sia l’inizio del ritiro delle truppe statunitensi dall’Afghanistan che dovrebbe essere completato entro la fine del prossimo agosto, sia dei negoziati di pace intra-afghani tra i talebani e il governo di Kabul il 12 settembre 2020.

L’incontro tra Wang e i talebani potrebbe essere argomento di discussione tra il segretario di Stato statunitense, Antony Blinken, e i funzionari indiani durante la visita in corso a Nuova Delhi del primo. Alla luce del ritiro statunitense dall’Afghanistan, la Cina vorrebbe ottenere un ruolo di maggior rilievo nel Paese asiatico promuovendo una soluzione negoziata tra le parti afghane e un prospetto che non metta a rischio la sicurezza cinese. Prima del 28 luglio, la Cina aveva ospitato i talebani nel 2019.

In merito al gruppo ETIM, per Pechino, tra i membri dell’etnia musulmana e turcofona degli uiguri che vivono nello Xinjiang vi sarebbero persone affiliate all’organizzazione. Quest’ultima è stata fondata nel 1993 da gruppi di jihadisti di etnia uigura provenienti proprio dalla regione autonoma cinese dello Xinjiang, il cui obiettivo sarebbe quello di istituire uno Stato islamico indipendente nel Turkestan dell’Est, termine utilizzato oggi dai separatisti per riferirsi allo Xinjiang. Lo scorso 6 novembre, il Dipartimento di Stato degli USA aveva rimosso ETIM dalla lista delle organizzazioni terroristiche, la US Terrorism Exclusion List, suscitando dure critiche dalla Cina.


Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2021/07/28/cina-afghanistan-pechino-ospita-delegazione-talebani/

Bush71

Afghanistan, ministro Difesa russo individua le cause della nuova escalation

  

Il Ministro della Difesa russo ha sottolineato che il tentativo degli USA di creare nuove basi nei Paesi dell'Asia Centrale non porterà a nulla di buono.
Sullo sfondo del ritiro dei contingenti della NATO dall'Afghanistan, gli Stati Uniti stanno cercando di creare le proprie basi militari in un certo numero di paesi, ma questo "non porterà a nulla di buono".
Ad affermarlo, quest'oggi, è il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu:

“Il precipitoso ritiro dei contingenti stranieri ha provocato un ulteriore brusco balzo della tensione politico-militare e un'impennata delle ostilità. Allo stesso tempo, gli americani sono più preoccupati per la possibilità di creare nuove vie di transito e strutture logistiche negli Stati dell'Asia centrale, per il dispiegamento delle loro basi e strutture militari", ha riferito il Ministro in una riunione dei capi dei dipartimenti militari degli Stati membri dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (OCS).

Secondo il funzionario, l'esercito russo è a conoscenza di tali tentativi: "Crediamo che ciò non porterà a nulla di buono, ma può comportare solo una presenza prolungata dell'Alleanza nella regione e un'ulteriore instabilità", ha proseguito Shoigu, che ha poi osservato come in tali contesti sia fondamentale "tenere consultazioni costanti tra i nostri Paesi al fine di prevenire lo straripamento di processi destabilizzanti sul territorio degli stati della OCS.
 
In Afghanistan prosegue uno scontro tra le forze governative ed i talebani*, che hanno conquistato vasti territori nelle zone rurali e lanciato un'offensiva contro le grandi città. Il 12 settembre 2020 sono iniziati i colloqui di pace tra il governo afghano ed i talebani nella capitale del Qatar. In seguito le parti hanno firmato a Doha il primo negli 18 anni di guerra accordo di pace. Il documento prevedeva il ritiro delle truppe straniere dall'Afghanistan in 14 mesi e l'avvio di un dialogo infra-afghano a marzo dopo l'intesa sullo scambio di prigionieri.
L'amministrazione statunitense ha promesso di completare il ritiro delle truppe dall'Afghanistan in pieno coordinamento con gli alleati entro l'11 settembre.
 
*i talebani sono un'organizzazione terroristica vietata in Russia e in altri Paesi
 
https://it.sputniknews.com/20210728/afghanistan-ministro-difesa-russo-individua-le-cause-della-nuova-escalation-12299272.html
 
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Afghanistan, Wang: Ritiro truppe segna fallimento politica Usa

 Roma, 28 lug. (LaPresse) – “L’improvviso ritiro delle forze degli Stati Uniti e della Nato dall’Afghanistan segna il fallimento della politica degli Stati Uniti nel Paese, e il popolo afghano ha ora di fronte un’importante opportunità per stabilizzare e sviluppare il proprio Paese”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, citato dai media cinesi, incontrando a Tianjin una delegazione di talebani guidata dal capo negoziatore Abdul Ghani Baradar.

https://www.lapresse.it/ultima-ora/2021/07/28/afghanistan-wang-ritiro-truppe-segna-fallimento-politica-usa/

Bush71 

 

Afghanistan: Cina, ritiro truppe fallimento Usa

 


'Ora importante opportunità per stabilizzare e sviluppare Paese'

Afghanistan: Cina, ritiro truppe fallimento Usa 

PECHINO, 28 LUG - Il precipitoso ritiro delle truppe Usa e Nato dall'Afghanistan "ha in realtà segnato il fallimento della politica americana" e il popolo afghano ha ora "un'importante opportunità per stabilizzare e sviluppare il proprio Paese". Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, vedendo a Tianjin una delegazione di talebani guidata dal capo negoziatore Abdul Ghani Baradar, ha detto che "tutte le fazioni dovrebbero unirsi, promuovere il processo di pace per avere risultati sostanziali quanto prima e stabilire in modo indipendente una struttura politica ampia e inclusiva", ha riferito il ministero, confermando la visita anticipata dai media. (ANSA).

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/1317998/afghanistan-cina-ritiro-truppe-fallimento-usa.html

Bush71  

 

I problemi della Turchia con i talebani

Pochi avrebbero potuto prevedere il deterioramento dei legami turco-talebani poiché molti presumevano che sarebbero stati alleati ideologici naturali dopo il completo ritiro militare degli Stati Uniti dall'Afghanistan entro il 31 agosto, ma la realtà emergente sta rapidamente sovvertendo le aspettative. Il primo segno di difficoltà è stata la volontà manifestata dalla Turchia di mantenere le sue forze militari nel paese per proteggere l'aeroporto di Kabul, cosa che ha suscitato una forte condanna da parte dei talebani. Poi il presidente Erdogan ha recentemente criticato il gruppo per non essersi comportato come un vero musulmano e per aver "occupato" parti della loro patria. Nello stesso discorso, tuttavia, ha espresso la speranza che i prossimi colloqui con i talebani possano portare a una sorta di intesa pragmatica tra di loro, in particolare per quanto riguarda i piani della Turchia per proteggere l'aeroporto di Kabul. Non è chiaro dove porterà tutto questo, ma è ancora possibile discernere alcuni punti e potenzialmente seguirli come basi per le prossime analisi.

Molti osservatori non musulmani considerano il presidente Erdogan come il patrono di praticamente tutti i movimenti politici islamici nel cosiddetto “Grande Medio Oriente” (Nord Africa-Asia occidentale-Asia centrale), ma il dissidio tra Turchia e talebani mostra che questi due effettivamente praticano modelli diversi e che la Turchia non patrocina affatto i talebani.

Coloro che sospettano che il presidente Erdogan stia tentando di diventare un cosiddetto "sultano" probabilmente si sono sentiti nel giusto dopo che il leader turco ha giudicato pubblicamente la pietà dei talebani dicendo che "[il loro] approccio in questo momento non è come un musulmano si comporta con un altro musulmano".

Il colmo dell'ipocrisia per il presidente Erdogan accusare i talebani di "occupare" la loro patria, l'Afghanistan, quando il suo stesso paese sostiene i militanti stranieri che continuano a occupare parti del nord della Siria fino ad oggi.

Che fosse sua intenzione o meno, il presidente Erdogan ha decisamente mancato di rispetto ai talebani con i suoi ultimi commenti, che hanno messo in discussione il loro impegno nei confronti dei valori islamici e persino il loro ruolo nella stessa patria dove hanno vissuto per tutta la vita.

Sebbene l'Afghanistan di per sé abbia un valore strategico per la Turchia, l'ultimo dissidio del presidente Erdogan con i talebani sembra essere parte dell'equilibrio del suo paese tra est e ovest per cui sta cercando di attirare l'attenzione nello spazio centroasiatico-sud asiatico non mettendosi dal lato degli Stati Uniti. 

Secondo le sue presunte intenzioni di bilanciamento, la Turchia potrebbe non voler proteggere l'aeroporto di Kabul solo per il gusto di farlo, ma per facilitare il sostegno militare clandestino degli Stati Uniti e forse di altri a Kabul e alle forze anti-talebane locali.

Qualsiasi supporto speculativo turco per procura alle forze anti-talebane, facilitato indirettamente attraverso la sua sorveglianza dell'aeroporto di Kabul o fornito direttamente tramite combattenti stranieri sostenuti da Ankara seguendo gli scenari siriano e libico, perpetuerebbe la guerra civile afghana e destabilizzerebbe l'Asia centrale e meridionale.

Turchia e Pakistan sono stretti alleati, ma Islamabad potrebbe ancora essere privatamente preoccupata dalle continue tensioni turco-talebane, soprattutto se Ankara partecipa a una guerra per procura contro il gruppo che di default farebbe avanzare gli obiettivi strategici indiani in Afghanistan anche se il presidente Erdogan non ne ha la consapevolezza.

Il Pakistan è il partner di fiducia reciproco della Turchia e dei talebani e quindi nella posizione migliore per facilitare i colloqui tra loro volti a allentare le tensioni inaspettate che Ankara ha provocato nelle loro relazioni bilaterali in modo da evitare che fuoriescano dal controllo e vengano sfruttate da terze parti come gli Stati Uniti e l'India.

I piani della Turchia per proteggere l'aeroporto di Kabul, che hanno provocato problemi con i talebani, si basano su una prospettiva geopolitica per gli interessi del paese in Afghanistan, che deve essere sostituita con una geo-economica che dia priorità al rilancio del corridoio Lapis Lazuli. 

 


Andrew Korybko

 

Analista politico e giornalista. Membro del consiglio di esperti dell'Istituto di studi strategici e previsioni presso l'Università dell'amicizia tra i popoli della Russia. È specializzato in questioni inerenti la Russia e geopolitica, in particolare la strategia degli Stati Uniti in Eurasia. Le sue altre aree di interesse includono tattiche di regime change, rivoluzioni colorate e guerre non convenzionali.

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-i_problemi_della_turchia_con_i_talebani/37948_42469/

Bush71

 

Pakistan: 46 soldati afghani hanno attraversato il confine

 

L’esercito pakistano ha affermato, il 26 luglio, che 46 soldati afghani hanno attraversato il confine con il Pakistan per evitare attacchi dei talebani, il 25 luglio, ma l’Afghanistan ha negato tale notizia.

In particolare, secondo l’Esercito di Islamabad 46 membri delle forze di sicurezza afghane, tra cui 5 ufficiali, avrebbero attraversato il confine dalla città di Chithal nella provincia Nord-occidentale di Khyber Pakhtunkhwa, in Pakistan, la sera del 25 luglio. L’esercito pakistano ha dichiarato che i soldati afghani avrebbero ricevuto cibo, alloggio e servizi medici necessari e che le forze pakistane avevano notificato l’accaduto alle autorità afghane. Tuttavia, il 26 luglio, il governo di Kabul avrebbe negato tali affermazioni, dichiarando che non si trattasse della verità e che non vi fosse alcun soldato afghano scappato in Pakistan.

Il 27 luglio, le forze armate pakistane hanno diffuso un video ritraente di soldati afghani in uniforme accolti dalle truppe pakistane. Tale filmato è stato accompagnato da una dichiarazione in cui è stato specificato che i soldati in questione sono stati restituiti “amichevolmente” alle autorità afghane su loro richiesta insieme alle loro armi e attrezzature. Il Pakistan ha dichiarato che continuerà ad offrire qualsiasi tipo di sostegno ai propri “fratelli afghani nel momento del bisogno”. Le autorità pakistane hanno così confutato la smentita afghana del giorno prima ma nessuna tra le parti ha fornito informazioni sui combattimenti dalla parte afghana del confine che avrebbero causato la fuga dei soldati di Kabul.

Quest’ultima vicenda si colloca in un momento in cui talebani stanno conquistando porzioni di territorio in Afghanistan e hanno preso il controllo su valichi di frontiera strategici con diversi Paesi confinanti.  I talebani starebbero poi minacciando di conquistare più capoluoghi di provincia. Secondo quanto riferito da Associated Press, al momento, i talebani controllerebbero circa la metà dei 419 centri distrettuali dell’Afghanistan.

Secondo Associated Press, le relazioni tra il Pakistan e l’Afghanistan hanno una storia lunga e complessa connotata anche da scarsa fiducia e sospetti. I rapporti tra le parti si sono ulteriormente deteriorati quando i talebani hanno invaso la città di confine afghana di Spin Boldak il 14 luglio scorso. Secondo Associated Press, i combattenti talebani sarebbero stati visti ricevere cure mediche in un ospedale pakistano nella città di Chaman, oltre il confine da Spin Boldak. In tale contesto, gli Stati Uniti hanno effettuato attacchi aerei a sostegno delle truppe afghane nella città meridionale di Kandahar, a circa 100 chilometri a Ovest di Spin Boldak.

Il Pakistan ha respinto le accuse di aiutare i talebani e ha sottolineato di essere riuscito a fare pressioni sugli insorti nei colloqui di pace intra-afghani iniziati il 12 settembre 2020. Da parte sua, il Pakistan accusa l’Afghanistan di ospitare i talebani pakistani, un gruppo militante separato dai talebani afghani che ha intensificato attacchi ai militari pakistani.

Tra gli ultimi episodi di frizione tra Pakistan e Afghanistan, il 17 luglio, poi, la figlia dell’ambasciatore dell’Afghanistan in Pakistan, Silsila Alikhil, è stata brevemente rapita, torturata, e poi liberata da aggressori sconosciuti. Il giorno dopo, Kabul ha ritirato il proprio ambasciatore a Islamabad affermando che il diplomatico non tornerà fin quando Islamabad sarà in grado di risolvere tutte le minacce di sicurezza che comprenderebbero l’arresto e il processo dei rapitori.


Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2021/07/27/pakistan-46-soldati-afghani-attraversato-confine/

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