giovedì 19 dicembre 2024

Roberto Mancini e Hoara Borselli amanti?

 Dal canale Telegram di Fabrizio Corona ennesimo scoop? Secondo il paparazzo l'ex calciatore Roberto Mancini e la giornalista Hoara Borselli sarebbero amanti. 



[VIDEO] Roberto Mancini e Hoara Borselli:
Gli Amanti segreti del Lusso Sfrenato!


In esclusiva per voi del mio canale telegram, Scopriamo (come testimoniato dal video) un amore segreto che dura da ben cinque anni: Roberto Mancini, l'ex CT della Nazionale, e la giornalista Hoara Borselli sono amanti, ma non solo di passione! D’altronde come può una giornalista permettersi un vestiario così dispendioso? Forse abbiamo capito ora perchè Roberto Mancini è andato di corsa in Arabia per incassare un contratto da 40 milioni di euro l’anno. Esperienza durata poco ma che gli ha fatto incassare una fortuna in Arabia!

Alle spalle l’ex ct azzurro ha un matrimonio con una prima moglie che, al momento del divorzio gli ha portato via ben 29 milioni di euro, la seconda e attuale moglie (Silvia Fortini ndr) e poi Hoara Borselli, l’amante da mantenere ma che per mister 30 milioni non è un problema…

Fenix

Renzi


 

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mercoledì 18 dicembre 2024

L'artista più bella d'Italia, Viviana Avellino

 


Balotelli ritirati!

 


Sapevamo che l'arrivo di Patrick Vieira avrebbe influito negativamente sull'impiego in campo di Balotelli.

Da quando è arrivato il tecnico francese, Mario ha giocato appena 27 minuti in 4 partite e contro il Milan è stata lasciato in panchina per tutta la partita.

Nel complesso, in 7 partite, ha giocato solo 49 minuti: 0 gol segnati, 0 assist forniti, 19 palloni toccati, di cui 12 sono stati passaggi tentati, con una precisione del 25% (3 su 12 completati) e 2 soli tiri finiti lontano dalla porta.

Non proprio il rendimento che ci si aspettava da lui.

Ad onor del vero bisogna fare un appunto anche sulla sua forma fisica, apparsa al quanto precaria. E sappiamo bene che se non sei al top della condizione, anche se ti chiami Mario Balotelli, fatichi tantissimo a competere in Serie A.

Per Vieira, inoltre, è importante l'equilibrio quindi difficilmente giocherà con due prime punte e Andrea Pinamonti ha un ruolo centrale nel suo progetto.


Ergo, se Balotelli non accetta di essere una riserva al Genoa, prevediamo la rescissione anticipata del sul contratto (sarebbe l'ennesima della sua carriera).


Non è proprio il ritorno che Mario aveva sperato...

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Christina Ricci 😘💕🌹

 


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martedì 17 dicembre 2024

Il Jeet Kune Do

 


"Il Jeet Kune Do utilizza tutti gli stili e non è costretto da nessuno, e similmente utilizza qualunque tecnica o mezzo che serva ai suoi fini. È efficace tutto ciò che arriva a segno. Il Jeet Kune Do è adattamento al proprio avversario. Esso è derivato da ciò che ho imparato, con l'aggiunta della mia valutazione personale. Perciò, il mio Jeet Kune Do non è limitato da alcun genere di arte marziale. Al contrario, accetto di buon grado coloro che si propongono di studiare e di migliorare il Jeet Kune Do." 

#brucelee

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E le illusioni in realtà

 


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Brother Love

 


Da una parte un normale essere umano, Bruce Pritchard, noto negli anni ottanta come Brother Love, che conduceva un divertente segmento di interviste all'interno degli show della World Wrestling Federation.

Dall'altra The Ultimate Warrior, che tutto sembrava meno che un "normale essere umano".

No, non un body-builder, sarebbe davvero riduttivo definirlo con questo appellativo.

The Ultimate Warrior era un personaggio dei cartoni animati che aveva preso vita. 


Di "body-builder" ne sono passati tanti nel pro-wrestling ed erano tutti piuttosto "legnosi", legati nei movimenti, lenti, ancorati a terra. 

Ma The Ultimate Warrior no, era veloce, dinamico, esplosivo, agile. 

Ok, è vero, non è mai stato particolarmente coordinato, anzi. 

E nemmeno tecnico. 

Ma perché avrebbe dovuto esserlo? 

Per quale ragione un guerriero selvaggio arrivato da "parti sconosciute" e che combatteva usando la sua forza bruta, avrebbe dovuto essere "tecnico"?


Sarebbe come sminuire Andrè the Giant perché non eseguiva i salti mortali dalla cima del paletto. 

Cioè, quanto dovrebbe essere idiota un gigante di due metri e quindici per duecentoquaranta chili, per combattere lanciandosi dalle corde con un volo carpiato?

Non avrebbe alcun senso. 


Ok, il pro-wrestling è uno spettacolo e gli incontri hanno un esito prestabilito, ma un minimo di coerenza nella narrazione deve comunque essere mantenuta. 

Un gigante deve combattere come combatterebbe un gigante ed un guerriero selvaggio deve combattere come combatterebbe un guerriero selvaggio. 


#UltimateWarrior #BrotherLove #WWFWrestling #WWE #VintageWrestling

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DIFENDIAMO L'AUTONOMIA UNIVERSITARIA



L'8 gennaio 2025, alle 11.30, presso la Sala stampa della Camera dei deputati (Palazzo Montecitorio, via della Missione 4, Roma), è indetta una conferenza stampa in merito a un'interrogazione parlamentare richiesta da oltre 100 docenti universitari, alcuni dei quali rivestono posizioni istituzionali apicali, e caricata sulla piattaforma Change.org per chi fosse interessato ad aggiungersi ai primi firmatari (https://www.change.org/p/la-carica-dei-121-difendiamo-l-autonomia-universitaria). L'interrogazione, accolta dall'on.le Gilda Sportiello e già depositata, riguarda un'ispezione, annunciata il 27 novembre scorso dalla Ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e sollecitata dall'on.le Rossano Sasso, che interessa le Università di Sassari e di Roma Tre. 


L''ispezione, poiché siamo in assenza di qualunque ipotesi di reato, è in palese contrasto con l'art. 6 della Legge del 9 maggio 1989, n. 168, sull'autonomia universitaria (scientifica e didattica), oltreché con l'art. 33 della Costituzione: la "colpa" dei due atenei, agli occhi dell'on.le Sasso, ed evidentemente anche a quelli della ministra Bernini, consisterebbe nella diffusione, di cui sarebbero responsabili alcuni docenti titolari di insegnamenti in quegli atenei, dell'"ideologia gender" e delle "teorie queer".


Parteciperà alla conferenza stampa, oltre all'on.le Sportiello, una delegazione dei firmatari guidata da Massimo Arcangeli, che ha promosso e lanciato la petizione, e da Antonello Sannino, presidente dell'Osservatorio Lgbtqia+ della regione Campania.

I novax ci allungano la vita

 


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Le supercazzole della Melona

 


Non ci cascate: il fatto che lo Stato abbia risparmiato 2,5 miliardi di spesa sociale non è una buona notizia come lor signori (e signore) vorrebbero far credere. 


Perché quel risparmio non è dovuto a tagli a sprechi, ma riduzioni della platea di beneficiari di misure sociali e riduzione dell'importo stesso. In manovra hanno per altro anche aumentato i requisiti per l'Assegno di inclusione, quindi il risparmio da oggi sarà anche maggiore. 


Lo dico da tempo e ne sono convinto: la linea di politica economica di questo Governo è la progressiva creazione di un "esercito industriale di riserva", ossia masse di poveri che anche a causa dello sfacelo del welfare sono disposti ad accettare paghe sempre più basse dai padroni. Più aumenta l'offerta di lavoro a basso costo, più la domanda si adegua abbassandosi anch'essa. 


Lo schema è inequivocabile e lo dimostrano tutti i dati, a partire da quello della povertà assoluta che quest'anno è arrivata a 5,7 milioni di individui dai 5,6 dello scorso anno, fino alla progressiva e scientifica riduzione del welfare. 


In dieci anni torneremo indietro di trenta o persino quaranta. Garantito.

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A Pietro non serve l'universita'...

 


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lunedì 16 dicembre 2024

La Melona sputtanata anche da Giordano

 


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La Santanché apre bocca e le dà fiato.

(Google )



Case popolari: immigrati avvantaggiati, italiani emarginati?
Se prendiamo gli ultimi dati, degli ultimi tre-quattro anni, vediamo che agli italiani sono assegnate le case intorno al 55 per cento, essendo l’8 per cento la popolazione extracomunitaria» (min. -29:04)
Il 119 novembre, ospite a Cartabianca su Rai3, la senatrice di Fratelli d’Italia Daniela Santanché ha parlato (min. -29:04) di edilizia popolare, dicendo che «se prendiamo gli ultimi dati, degli ultimi tre-quattro anni, vediamo che agli italiani sono assegnate le case intorno al 55 per cento, essendo l’8 per cento la popolazione extracomunitaria».

Questi numeri, secondo Santanché, dimostrerebbero che chi non è italiano è in un certo senso avvantaggiato nell’assegnazione delle case popolari.

Secondo la senatrice, «i problemi sono i criteri di assegnazione, perché dobbiamo privilegiare il principio della residenzialità: che tu sia straniero o italiano, è uguale. Noi diciamo: “Dobbiamo avvantaggiare quelli che sono da più anni residenti e che hanno fatto da più anni la domanda”, altrimenti gli italiani vengono emarginati».

Ma è davvero così? Gli immigrati sono avvantaggiati nell’assegnazione delle case popolari? Abbiamo verificato.

Quanti sono gli extracomunitari in Italia

Partiamo dal secondo numero citato da Santanché, quello sulla popolazione extracomunitaria in Italia. Qui la senatrice di FdI commette un’imprecisione, equiparando la popolazione non europea con quella straniera in generale.

Secondo i dati Istat più recenti, al 1° gennaio 2019 la popolazione extracomunitaria residente in Italia contava oltre 3 milioni e 717 mila individui, circa il 6,1 per cento (e non l’8 per cento) su una popolazione totale nel nostro Paese di quasi 60 milioni e 560 mila cittadini.

Questa percentuale sale all’8,7 per cento (quella citata da Santanché) se si prendono in considerazione tutti gli stranieri in Italia (oltre 5 milioni e 255 mila, al 31 dicembre 2018), e non solo gli extracomunitari.

Vediamo ora i dati sulle case popolari per capire se gli stranieri siano in qualche modo più avvantaggiati rispetto alla loro proporzione sulla popolazione nazionale.

Quanti stranieri ci sono nelle case popolari

L’edilizia residenziale pubblica è una realtà frammentata, gestita dai singoli comuni e dalle Regioni. Per questo motivo, a livello statale non esiste uno strumento che raccoglie e analizza le statistiche riguardanti le case popolari in Italia.

L’unico database ad oggi disponibile è l’Osservatorio permanente nazionale sull’edilizia Sociale, realizzato nel 2019 da Federcasa, con le elaborazioni dei dati realizzate dalla società di consulenza Nomisma. Federcasa è un’associazione nazionale di cui fanno parte 74 enti e aziende territoriali, che costruiscono e gestiscono abitazioni sociali realizzate con fondi pubblici.

I dati contenuti nell’Osservatorio permanente (non consultabili pubblicamente, ma forniti da Federcasa a Pagella Politica) sono aggiornati al 2016 e riguardano un censimento fatto su 70 aziende e oltre 644 mila alloggi.

Su circa 1,4 milioni di cittadini presenti nelle case popolari, l’87,2 per cento è di nazionalità italiana; il restante 12,8 per cento è straniero (circa 168 mila persone). Come ha spiegato Federcasa a Pagella Politica, le statistiche dell’Osservatorio non permettono di avere dati disaggregati tra gli stranieri comunitari e quelli extracomunitari, categoria a cui fa esplicito riferimento Santanché.

La presenza di cittadini stranieri è più marcata nel Nord-Ovest (20,7 per cento), e meno al Sud e nelle Isole (2,8 per cento). In base ai dati del 2016, in quell’anno il 12,8 per cento degli inquilini nelle case popolari era straniero, rispetto a una popolazione residente non italiana che all’epoca corrispondeva all’8,3 per cento della popolazione nazionale.

Povertà e affitti

Per spiegare la percentuale più alta degli stranieri assegnatari rispetto alla loro incidenza sulla popolazione residente (12,8 per cento contro 8,3 per cento nel 2016, come abbiamo visto), è utile guardare anche ai dati relativi alla povertà nel nostro Paese, che riguardano più da vicino chi accede agli alloggi di edilizia popolare.

Secondo i dati più recenti dell’Istat, nel 2018 l’incidenza della povertà assoluta tra i cittadini stranieri ha raggiunto il 30,3 per cento (circa uno straniero su tre in Italia), rispetto al 6,4 per cento degli italiani. Inoltre, va sottolineato il fatto che, tra le famiglie povere, è più alta la percentuale di stranieri in case in affitto e non di proprietà.

Nel 2018, «il 66 per cento delle famiglie con stranieri vive in affitto e il 23,5 per cento in casa di proprietà contro, rispettivamente, il 14,2 per cento e il 76,5 per cento delle famiglie di soli italiani», spiega l’Istat.

Questi due elementi – maggiore povertà e maggiore presenza di affittuari – permettono dunque di contestualizzare meglio i dati visti in precedenza. Ci sono anche altri fattori, più strettamente legati alla questione delle assegnazioni, di cui parla Santanché.

Quali sono i numeri delle assegnazioni

Come abbiamo visto, non esistono dati aggiornati e completi sugli inquilini delle case popolari in Italia. E a livello nazionale non ci sono neppure statistiche sulle assegnazioni degli appartamenti.

Periodicamente, infatti, i comuni pubblicano bandi di assegnazione delle case popolari, a cui possono accedere i cittadini che rispettano determinati requisiti (per esempio di residenzialità, reddito e composizione del nucleo familiare). L’inquilino è tenuto poi al pagamento delle bollette, del canone di locazione (più basso di un normale affitto) e delle spese di manutenzione ordinarie.

Secondo Santanché, negli ultimi anni il 55 per cento delle case popolari è stato assegnato agli italiani; il 45 per cento agli extracomunitari.

Questa percentuale, come abbiamo visto, non è verificabile, ma fa probabilmente riferimento a una statistica del 2016 di Federcasa, secondo cui «la maggior parte di coloro che fanno richiesta per ottenere una casa popolare è di cittadinanza italiana (54,4 per cento), mentre il restante 45,6 per cento è straniero». Numeri che corrispondono a quelli citati dalla senatrice di Fratelli d’Italia.

È vero però che negli ultimi anni sono stati pubblicati diversi articoli su quotidiani locali che mostrano come in alcune città italiane (per esempio, Bologna, Ferrara, Modena e Terni) la percentuale di alloggi assegnate a cittadini stranieri ha raggiunto quasi la quota del 50 per cento.

Ma questo non dipende da un ipotetico “vantaggio” dato dalle regole agli stranieri, ma dal fatto che tra quest’ultimi, secondo un rapporto di Federcasa del 2016, è più diffuso il cosiddetto “disagio legato all’abitare”.

Dall’analisi delle graduatorie degli aventi diritto a una casa popolare, il fenomeno del disagio abitativo è più accentuato, per esempio, tra i nuclei famigliari più numerosi, nella classe di età del richiedente tra i 25 e i 45 anni e tra chi vive in condizione di sovraffollamento.

Queste caratteristiche sono più diffuse soprattutto tra le famiglie di nazionalità straniera, dove è scarsamente presente il nucleo familiare composto da un solo anziano, più frequente tra gli italiani.

Troppe poche case popolari

Un’altra possibile spiegazione all’aumento della percentuale di case assegnate agli stranieri dipende anche dalla scarsità degli alloggi popolari a disposizione, come segnalato dalla ricercatrice di Federcasa Paola Capriotti, in un saggio del 2019 intitolato “Il diritto all’abitare per i nuovi abitanti”.

«La scarsità di alloggi, che è il riflesso di una scarsità di risorse dedicate, genera una lista d’attesa produttrice di tensioni sociali, che spesso e volentieri rischiano di mettere in competizione cittadini e stranieri, accomunati dalla condizione di fragilità, e che sono poste a fondamento delle cosiddette politiche di esclusione», scrive Capriotti.

Poche case popolari, unite all’aumento dell’immigrazione registrato soprattutto negli anni recenti – ora stabilizzatosi – starebbero causando il fenomeno in questione.

«La scarsa offerta di alloggi popolari a fronte di una richiesta che è cresciuta esponenzialmente ha fatto sì che in questi anni le istanze si accumulassero in graduatoria per cui oggi la presenza di stranieri negli ultimi bandi di assegnazione risulta molto più rilevante rispetto al passato», ha scritto in una recente analisi sull’edilizia popolare a Roma l’architetto Enrico Puccini, ex capo segreteria dell’assessorato alla Casa e al Lavoro di Roma Capitale ai tempi dell’amministrazione Marino.

La questione della residenzialità

Non è di questa opinione, come abbiamo visto nell’introduzione, Santanché, secondo cui bisognerebbe avvantaggiare nell’assegnazione delle case popolari chi vive da più tempo in un determinato comune.

In realtà, esistono già meccanismi simili, che premiano di fatto chi è da più tempo residente in una città o in una Regione.

Prendiamo per esempio l’ultimo bando del comune di Milano – aperto a settembre 2019 e che chiuderà a dicembre 2019 – con cui è stata aperta l’assegnazione di 457 case popolari.

Come si legge nel testo ufficiale del bando, il punteggio per entrare in graduatoria è formato anche dal periodo di residenza, sia nella Regione che nel comune. Per esempio, se un cittadino vive da oltre 10 anni a Milano, otterrà un punteggio di 8 punti, contro l’1 di chi invece vive nel capoluogo lombardo da un solo anno.

Nel 2018, il Friuli-Venezia Giulia aveva introdotto una legge che ha stabilito nuove regole per l’assegnazione delle case popolari. In breve, per ottenere un alloggio bisogna essere residenti nella regione da almeno cinque anni, mentre chi è extracomunitario deve presentare «la documentazione attestante che tutti i componenti del nucleo familiare non sono proprietari di altri alloggi nel paese di origine e nel paese di provenienza».

Sempre nel 2018, la Corte costituzionale (sentenza n. 106) ha dichiarato però incostituzionale una legge della Regione Liguria che per l’assegnazione delle case popolari agli stranieri aveva innalzato il requisito della residenza da cinque a dieci anni.

«È vero che questa Corte, in altre occasioni, ha affermato che le politiche sociali delle Regioni ben possono richiedere un radicamento territoriale continuativo e ulteriore rispetto alla sola residenza», aveva scritto la Corte costituzionale nella sentenza. «Ma ciò sempreché un tale più incisivo radicamento territoriale, richiesto ai cittadini di paesi terzi ai fini dell’accesso alle prestazioni in questione, sia contenuto entro limiti non arbitrari e irragionevoli».

Il verdetto

Secondo Daniela Santanché, negli ultimi anni agli «extracomunitari» – pur essendo solo l’8 per cento della popolazione – è stato assegnato il 45 per cento delle case popolari, a svantaggio degli italiani. Nella dichiarazione della senatrice di FdI ci sono alcune imprecisioni.

Non è possibile avere numeri certi e definitivi sulla questione, ma la percentuale del 45 per cento fa probabilmente riferimento al numero di persone che fa richiesta degli alloggi, e non delle effettive assegnazioni, secondo una rilevazione del 2016. Gli extracomunitari poi non sono l’8 per cento della popolazione italiana, ma circa il 6,1 per cento.

È vero che secondo diversi casi di cronaca recente anche per le assegnazioni si sono registrate percentuali simili a quelle indicate da Santanché, ma questo non significa che gli immigrati siano avvantaggiati rispetto agli italiani. I dati sulla povertà, gli affitti, la scarsità di alloggi e la composizione dei nuclei familiari spiegano perché negli ultimi anni sempre più stranieri beneficiano delle case popolari. In conclusione, Santanché si merita un “Nì”.
FRATELLI D'ITALIA

Edmund Dantes 

Friedkin ammirate il vostro capolavoro...!

 


Quando Mourinho disse che la rosa non aveva gli attributi per giocare fuori casa, i fenomeni del nulla si scagliarono contro di lui, dando la colpa al “giuoco” che proponeva. Oggi, forse, qualcuno si rende conto che aveva ragione, perché questa è una squadra moscia, costruita male in estate da una proprietà senza arte né parte, che prima costruisce un progetto con un Mister e poi lo allontana a pedate dopo 4 partite in croce. Una rosa povera tecnicamente, fortemente incompleta ed estremamente fragile che, con la sconfitta a Como, è riuscita nell’impresa di raggiungere quota 9 sconfitte stagionali. E se è vero che i 53 giorni di Juric sono stati una sciagura su tutta la linea e che mister Ranieri ha tanto lavoro da fare anche per i suoi errori, è ancor più vero che chi scende in campo sta dimostrando di essere poca roba a prescindere da chi sieda in panchina. Non ci interessa nemmeno sapere se siano veramente calciatori di basso livello o meno, giudichiamo ciò che vediamo e basta, perché di fornire alibi ci siamo parecchio stancati.


Ci auguriamo che i Romanisti si accorgano che, finché non si raggiungeranno i 40 punti in classifica, l’obiettivo è solo uno: niente voli pindarici, niente sorrisetti, solo ed esclusivamente risultati positivi per tenere in vita la Roma. Poi ci sono le coppe, e lì dove si arriverà si arriverà, sperando che esca fuori qualcosa di meraviglioso ma consapevoli che siamo impegnati in una lotta molto più aspra in campionato.


Questa società fa vomitare, la squadra in campo da mesi ne è lo specchio: fate vedere un po’ di carattere e poi a giugno andatevene!

FORZA ROMA!

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Laura Torrisi

 











Laura Torrisi, a 44 anni, supera splendidamente la temutissima prova costume! 😍 

L'attrice è sempre meravigliosa e raffinata. Spettacolare!

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Rita Ora

 


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La Melona dice solo stronzate!

 


Che barzelletta quella che va dicendo questa signora. 

Quella della destra vicina ai lavoratori e ai poveri e una sinistra arroccata con le élite. 


Spieghi agli italiani che i miliardi presi dalle banche, "dai poteri forti", come li chiamano loro, sono solo un misero prestito che tra tre anni andrà restituito con soldi dei contribuenti o indebitandoci tutti. Perché il coraggio di tassarle davvero non lo hanno avuto. 


Spieghi perché una destra vicina ai lavoratori fa guerra al salario minimo e reintroduce i voucher, un modo barbaro di pagare il lavoro. 


Spieghi come anche quest'anno hanno dato soldi a scuole private e sanità privata, sottraendole ora a malati di sangue infetto (decreto liste d'attesa) ora ai morosi incolpevoli e ora alle misure sociali.


Infine spieghi come questa destra sta contrastando la povertà se ieri, numeri alla fine, è emerso che abbiamo risparmiato 2,5 miliardi di spesa sociale, non perché i poveri siano diminuiti ma perché le misure che hanno sostituto l'Rdc sono inefficienti. 


E si potrebbe andare avanti per ore. 

Però visto che sono tornati a urlare, cogliamone il significato positivo: iniziano ad avere un po' di paura. Perché questa destra sbraita quando ha bisogno di consenso. E se ne avverte il bisogno adesso è perché inizia a perderlo.

Leonardo Cecchi 

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I leghisti sono amici della ndrangheta

 





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SI DICE CHE ERA MEGLIO CHE DORMIRE SUL PAVIMENTO.

 



Cinque uomini dormono in una locanda della corda ad Amburgo, in Germania, nel 1920.


I clienti che frequentavano questi alloggi si sedevano in fila su una panca, con una corda tesa davanti a loro, e si appoggiavano come se si sporgessero verso qualcosa.


Quando l'orologio segnava le 5 del mattino, un dipendente del luogo arrivava e tagliava la corda, segnando la fine del servizio. Si dice che fosse un'opzione migliore rispetto a dormire sul pavimento nudo.


Questo tipo di alloggio esisteva anche nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Francia e in Spagna, tra altri paesi. Erano le locande più economiche e furono molto comuni dalla fine del XIX secolo.

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Castello di Limatola, Benevento

 


Campania

📍Castello di #Limatola - BN

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Gino Cervi & Fernandel Peppone & Don Camillo Buon Appetito!

 


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Kelly Rohrbach

 


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OTRIONEO

 



Quando Troia venne assediata dall’esercito Acheo, che le dichiarò guerra, furono in molti gli alleati che giunsero da ogni parte e si offrirono di difendere le mura delle città. 

Tra di loro vi era un giovane che in realtà non aveva intenti bellicosi, atti a far di lui un prode guerriero temuto da tutti, ma i suoi reali propositi erano quelli di farsi valere in battaglia, solamente per ottenere la mano della figlia di re Priamo, la bella Cassandra; il nome di questo giovane guerriero era Otrioneo e di lui ci narra Omero nell’Iliade.

Otrioneo era un valente guerriero proveniente dalla tranquilla città di Cabeso, nella Troade e confidando nelle proprie forze e capacità, nonché in quelle dell’esercito troiano, aveva offerto, a Priamo, come pegno delle sue nozze con la bella Cassandra, non oggetti preziosi com’era in uso fare all’epoca, bensì l’impresa di scacciare l’esercito invasore dal suo regno e quegli aveva accettato di buon grado la proposta.


Quantunque sparso di canizie il crine,

Con vigor fresco allora Idomeneo,

Fatto ai Greci coraggio, i Teucri assalse,

E sbaragliolli, ucciso Otrioneo.

Di Cabeso poc'anzi era costui

Venuto al grido della guerra, e a sposa

La più bella chiedea, senza dotarla,

Delle fanciulle priamee, Cassandra;

E l'alta impresa di cacciar da Troia,

Lor malgrado gli Achivi impromettea.

Gli avea di questa intenzion già data

Il re vecchio l'assenso, ed animalo

Dalle promesse il vantator pugnava

Arditamente, ed incedea superbo.»

( Iliade, libro XIII Traduzione di Vincenzo Monti. )

Purtroppo egli ebbe vita breve, poco dopo esser sceso sul campo di battaglia, Idomeneo, un eroe acheo, lo colpì con la sua lancia in pieno ventre per poi farne trascinare il cadavere per tutto il campo di battaglia e porre fine, in tal modo, ai suoi sogni di potersi congiungere con la bella principessa troiana.


«Colla fulgida lancia Idomeneo

L'adocchiò, lo colpì, gl'infisse il telo

In mezzo all'epa dalle piastre invano

Del torace difesa.»

( Iliade, libro XIII )


Scena di battaglia fra Achei e Troiani, kylix attico a figure rosse (490 a.C.) Museo del Louvre, Parigi. Francia.

Mitologia greca 

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AMARACO

 




C'è un' antica leggenda mitologica greca, che narra la triste storia del principe dell’isola di Cipro, Amaraco,(in greco antico Αμάρακος). Egli deliziava le sue giornate con la creazione di profumi.

Essendo da tempo alla ricerca del profumo perfetto in assoluto, non gli parve vero quando, una volta trovatolo, poté mostrarlo al re dell’isola, suo padre, per fargliene dono, ma mentre si dirigeva, col cuore traboccante d’entusiasmo, verso la dimora del genitore, inciampò e l’ampolla, contenente il prezioso liquido, gli cadde dalle mani e si frantumò in mille pezzi.

Tanta fu la delusione e il dispiacere che avvolse il cuore del giovane Amaraco, che non riuscì più a riprendersi e - giorno dopo giorno - le cose non migliorarono, tanto che il giovane si lasciò morire.

Gli Dei, mossi a pietà, nel vedere cotanta devozione e passione in quel giovane, decisero di trasformarlo in una pianta la cui essenza era simile a quella da lui creata.

Una pianta il cui profumo aveva la capacità di affascinare e rincuorare chiunque, una pianta che tutti noi oggi conosciamo con il nome di origano.


Una seconda leggenda narra di come, questa pianta, crescesse in abbondanza nel giardino di Afrodite, alle pendici del monte Olimpo, creata dalla stessa Dea per soddisfare il proprio olfatto con quel suo particolare profumo inebriante ed era così tanto apprezzata, da essere nominata oros ganos: delizia del monte.


Un'ultima leggenda narra invece che Amaraco era il dispensiere di Cinira, re di Cipro e che era lui che aveva l'incarico di prendersi cura dei profumi del re, ma un giorno, inavvertitamente, ruppe alcune ampolle dei profumi più pregiati e tanto se ne rammaricò, che dal dispiacere ne morì. Allora gli Dei, impietositi, lo tramutarono in una pianta odorifera, ovvero la Maggiorana.

Immagine condivisa dal Web.

Mitologia greca 

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Roberta Gemma

 


#buoncompleanno 


Roberta Gemma

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CON IL NO AL CONCERTONE DI CAPODANNO DI TONY EFFE IL CENTROSINISTRA PERDE ANCORA PIÙ CONSENSO”

 CON IL NO AL CONCERTONE DI CAPODANNO DI TONY EFFE IL CENTROSINISTRA PERDE ANCORA PIÙ CONSENSO” – IL MESSAGGIO DI DAGO A GUALTIERI: “AL DI LÀ DEL POLITICAMENTE CORRETTO, L’AMMINISTRAZIONE DOVREBBE PENSARE AI GIOVANI CHE NON POSSONO PERMETTERSI DI SPENDERE 200 EURO PER TRASCORRERE IL CAPODANNO IN UN LOCALE E CHE AL CIRCO MASSIMO TROVANO L’OPPORTUNITÀ DI DIVERTIRSI CON UN EVENTO GRATUITO…E POI ANCHE SE IL SANREMO DI TELEMELONI CONDOTTO DA CARLO CONTI OSPITA UNDICI RAPPER FORSE IL SINDACO GUALTIERI AVREBBE DOVUTO AVERE PIÙ CORAGGIO”




Maria Egizia Fiaschetti per il Corriere della Sera - Estratti

 

Dago ph Porcarelli

(..) Roberto d’Agostino, giornalista e regista, ritiene che “negando la partecipazione di Tony Effe al concertone di Capodanno, il centrosinistra perda ancora più consenso”.

 

Dal suo punto di vista “al di là dei motivi ideologici e del politicamente corretto, l’amministrazione dovrebbe pensare ai giovani che magari non possono permettersi di spendere 200 euro per trascorrere il Capodanno in un locale e che al Circo Massimo trovano l’opportunità di divertirsi e stare insieme con un evento gratuito…

e poi anche se il Sanremo di Telemeloni condotto da Carlo Conti ospita undici rapper forse il sindaco Gualtieri avrebbe dovuto avere più coraggio”


Ruben Saccio, chi era il ragazzo morto nell'incidente d'auto contro la cisterna: prof a 25 anni, campione di motociclismo

 


Lo schianto all'alba sulla strada statale Palermo-Agrigento. Morto anche un 21enne, Samuele Cusimano, feriti altri tre giovani

Ruben Saccio, chi era il ragazzo morto nell'incidente d'auto contro la cisterna: prof a 25 anni, campione di motociclismo

di Ilaria Del Prete

Si chiamava Ruben Salvatore Saccio uno dei due ragazzi morti nell'incidente sulla strada statale 121 Palermo-Agrigento. C'era proprio lui alla guida dell'auto, una Seat Leon, che si è schiantata all'alba contro una cisterna. Ruben aveva 25 anni e un curriculum invidiabile: nonnostante la giovane età, era già professore alle superiori. Nello schianto è morto un altro giovanissimo, Samuele Cusimano, di 21 anni. Un terzo raagazzo, di 27 anni, è stato trasportato in condizioni gravissime all'ospedale Civico di Palermo. Gli altri due passeggeri sono stati condotti al Buccheri La Ferla, uno in codice rosso e l'altro in codice arancione.


Ruben Saccio aveva 25 anni ed era di Villafrati (Palermo), così come gli altri amici coinvolti nell'incidente avvenuto all'altezza di Bolognetta.


Laureato in Ingegneria meccanica, dal 2022 insegnava tecnologia meccanica all'Istituto superiore "E. Fermi" di Mantova. Tra le sue passioni, quella per il motociclismo, che coltivava sin da ragazzino e lo aveva portato a discreti successi. La notizia della sua morte ha sconvolto la comunità del Palermitano. Su facebook lo ricordano: «Se avessi saputo che sarebbe stata l'ultima volta l'altro ieri che ci saremmo sentiti ti avrei ripetuto quello che ti dico sempre Ruben Saccio che sei Bellissimo e immenso in tutto. SEI perché ancora non ci credo...».


https://www.leggo.it/italia/cronache/ruben_saccio_chi_e_morto_incidente_professore_villafrati_palermo_oggi_14_12_2024-8539113.html


Mucci71

LA SETTIMA - LA PIÙ ATTESA, LA PIÙ IMPORTANTE

 











Il dominio europeo del Real Madrid ha avuto una fase di stallo di oltre trent'anni, la sesta, vinta contro un ottimo Partizan di Belgrado, risale al 66 e oltre una finale persa con il Liverpool nel 1981 e due Coppe UEFA a metà anni 80, il Real deve assistere all'ascesa europea di altri top Clubs.


Tutto cambia nel 1998, dopo aver vinto il campionato agli ordini di Capello, il Real di Heynckes delude nella Liga ma va avanti spedita fino alla finale contro la Juventus di Lippi e Zidane, che poi diventerà una leggenda proprio dei merengues. Il Real dominerà a lunghi tratti e vincerà la finale grazie ad un goal di Mijatovic. Piccola nota, in quella formazione c'era Panucci, ad oggi l'unico italiano ad aver vinto la Champions League con il Real Madrid. Dal trionfo contro la Juventus il club della capitale spagnola vincerà altre due edizioni nei successivi quattro anni cominciando la corsa verso la decima di Ancelotti, vittoria che poi sarà l'apripista per il Real dominatore assoluto della Champions odierna nonché primo della classe con 15 vittorie su 18 finali disputate.


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📸 Antonio Treccarichi



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