lunedì 8 giugno 2026

“I NEGOZIATI STANNO PROCEDENDO, A MENO CHE LA STUPIDITÀ NON LI FERMI”

 

“I NEGOZIATI STANNO PROCEDENDO, A MENO CHE LA STUPIDITÀ NON LI FERMI” – TRUMP SI SBATTE COME UN MOULINEX PER CONVINCERE NETANYAHU E GLI IRANIANI A NON CONTINUARE A LANCIARSI MISSILI: “SMETTANO IMMEDIATAMENTE DI SPARARE”. SENNÒ CHE FA? GIÀ UNA VOLTA HA PROVATO A FERMARE I BOMBARDAMENTI ISRAELIANI IN LIBANO (LA FAMOSA TELEFONATA IN CUI HA DATO DEL PAZZO A “BIBI”), ED È STATO INUTILE. SARÀ DIVERSO QUESTA VOLTA? I PASDARAN ANNUNCIANO: "SOSPESE LE OPERAZIONI CONTRO ISRAELE" – IL FRONTE CENTRALE SI È SPOSTATO DAL GOLFO AL LIBANO, PAESE OSTAGGIO DELLE MILIZIE DEL “PARTITO” HEZBOLLAH, CHE AGISCONO PER CONTO DI TEHERAN, E CHE L’ESERCITO REGOLARE NON RIESCE A DISARMARE...

donald trump mojtaba khamenei benjamin netanyahu  

TRUMP, ISRAELE E IRAN SMETTANO IMMEDIATAMENTE DI SPARARE

(ANSA) - In un brevissimo post sulla sua piattaforma Truth Social, Donald Trump ha chiesto a Israele e all'Iran di "cessare immediatamente di sparare".

 

TRUMP, I NEGOZIATI FINALI STANNO PROCEDENDO A MENO CHE LA STUPIDITÀ NON LI FERMI

(ANSA) -  Donald Trump ha appena condiviso un altro messaggio sulla sua piattaforma Truth Social. Israele e Iran "stanno cercando di raggiungere un cessate il fuoco immediato", scrive il presidente Usa affermando che "i negoziati finali sulla 'pace' stanno procedendo, salvo che l'ignoranza o la stupidità non si frappongano al loro cammino." Trump afferma che il blocco statunitense dei porti navali iraniani rimarrà in vigore fino al raggiungimento di un "accordo definitivo".

 

PASDARAN, LE OPERAZIONI MILITARI CONTRO ISRAELE SONO STATE SOSPESE

(ANSA) - ROMA, 08 GIU - Il quartier generale centrale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie ha annunciato che, a seguito della ferma reazione dell'Iran contro il regime israeliano, le operazioni militari sono state sospese avvertendo al contempo di "attacchi più duri e devastanti" qualora Israele riprendesse i bombardamenti sul Libano. Lo scrive Irna.

 

TRUMP SU TRUTH CHIEDE A IRAN E ISRAELE DI SMETTERE DI SPARARSI

IDF, IRAN HA VIOLATO CESSATE IL FUOCO, INCAPACI DI FIRMARE ACCORDO CON USA

(ANSA) - "Ieri Teheran ha violato il cessate il fuoco di due mesi sparando verso Israele. Questo potrebbe indicare l'incapacità degli iraniani di firmare un accordo con gli americani e, per guadagnare tempo, hanno violato il cessate il fuoco", ha affermato in un briefing il portavoce dell'Idf.

 

frammento di missile iraniano in israele

IDF, 22 MISSILI DALL'IRAN E 2 DALLO YEMEN CONTRO ISRAELE DALLA NOTTE

(ANSA) - Durante la notte sono stati lanciati contro Israele 22 missili dall'Iran e altri due dallo Yemen. Lo riferisce l'Idf citato da Kan.

 

IRAN, 'NON INDIETREGGEREMO FINO A CHE L'AGGRESSORE SARÀ PUNITO'

(ANSA) -  Il ministro della Difesa iraniano, Majid Ebn-e-Reza, ha dichiarato che "fino a quando l'aggressore non sarà punito" la Repubblica islamica non indietreggerà, nel contesto degli attacchi tra Israele e Iran.

 

missili iraniani su israele. foto lapresse

"Finché l'aggressore non sarà punito, non indietreggeremo neppure per un istante dalla strada della difesa degli interessi e della sicurezza del Paese, e tutte le capacità di difesa e supporto sono al servizio delle forze armate", ha affermato Majid Ebn-e-Reza, come riferisce Isna, sottolineando che le forze armate della Repubblica islamica si stanno muovendo con piena autorità nella direzione della difesa del Paese e hanno il sostegno del suo ministero.

 

   "Il regime sionista, responsabile dell'uccisione di bambini, è oggi più vicino al declino e al collasso che mai, e il persistere dei suoi crimini ha rafforzato la volontà delle nazioni della regione di opporsi a questo regime", ha aggiunto il ministro.

 

BENJAMIN NETANYAHU BURATTINAIO DI DONALD TRUMP

PECHINO, MOLTO PREOCCUPATI, SI MANTENGA IL CESSATE IL FUOCO

(ANSA-AFP) -  La Cina ha dichiarato di essere "profondamente preoccupata" per i nuovi attacchi tra Israele e Iran, esprimendo la speranza che la fragile tregua nella guerra in Medio Oriente venga rispettata. "La ripresa delle ostilità non è nell'interesse di nessuna delle parti", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian in una conferenza stampa, aggiungendo: "Si spera che tutte le parti interessate rispettino l'impegno preso per un cessate il fuoco".

 

IDF, OPERAZIONE IN IRAN PER SMANTELLARE I SISTEMI DI DIFESA DEL REGIME

MEME SU DONALD TRUMP E L IRAN

(ANSA) - "Poco fa, decine di caccia dell'Aeronautica militare israeliana, guidati dalla direzione dell'intelligence dell'Idf, hanno portato a termine un attacco su vasta scala contro sistemi di difesa strategici appartenenti al regime terroristico iraniano". Lo comunicano l'Idf, le Forze di difesa israeliane.

 

"Recentemente, sistemi di difesa erano stati dispiegati in numerose aree dell'Iran per ripristinare le proprie capacità di rilevamento e difesa indebolite dall'operazione Il ruggito del Leone. L'attacco ha portato allo smantellamento di tali sistemi".

 

 

attacco iraniano in israele 3

IDF, COLPITO IN IRAN PETROLCHIMICO DI MAHSHAHR, USATO PER PRODUZIONE ARMAMENTI

(ANSA) - "L'Aeronautica militare israeliana, operando sulla base di precise informazioni di intelligence dell'Idf, ha colpito diversi siti infrastrutturali del complesso petrolchimico di Mahshahr, nel sud-ovest dell'Iran. Queste strutture venivano utilizzate dalle forze armate del regime iraniano per produrre ed esportare materie prime destinate alla fabbricazione di armamenti". Lo rende noto l'esercito israeliano in un comunicato.

    

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 3

"Le infrastrutture colpite producevano materiali specializzati che costituiscono componenti essenziali per lo sviluppo di missili balistici, i quali rappresentano una minaccia per lo Stato di Israele e per i suoi cittadini", ha detto l'Idf.

 

"Si tratta di elementi fondamentali dell'infrastruttura produttiva che sostiene il programma missilistico del regime terroristico iraniano. L'attacco si aggiunge alla serie di operazioni precedentemente condotte contro il complesso nell'ambito dell'Operazione Il ruggito del leone".

 

MEDIA, ISRAELE PRONTO A DIVERSI GIORNI DI GUERRA MA NON ATTUA OMICIDI MIRATI IN IRAN

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 2

(ANSA) -  "Israele si sta preparando ad almeno diversi giorni di combattimenti. Dietro le quinte, è in corso una cooperazione difensiva con gli Stati Uniti, anch'essi in stato di allerta per la possibilità di un conflitto congiunto. Tuttavia, al momento, gli attacchi sono condotti esclusivamente da Israele. L'esercito è già pronto con piani d'attacco per il futuro. Israele si astiene attualmente da omicidi mirati in Iran". Lo riferisce la tv israeliana Channel 12.

 

TEHERAN, 'NESSUNA INGERENZA IN LIBANO, PIUTTOSTO DAGLI USA'

(ANSA) - "Sono il Consigliere per la sicurezza nazionale dell'Iran e lo dico chiaramente: l'Iran non ha alcuna intenzione di interferire negli affari di alcun Paese, Libano compreso. Lo Stato libanese è in dialogo con tutte le sue componenti e giungerà a una soluzione, e qualunque essa sia, noi la accetteremo". Lo ha detto Ali Larijani in un post su X. "Chi si intromette negli affari del Libano è colui che vi fornisce un piano e una tempistica da migliaia di chilometri di distanza. Noi non vi abbiamo fornito alcun piano!"

 

missili iraniani su israele. foto lapresse

PERCHÉ LA VITTORIA SI DECIDE IN LIBANO

Estratto dell’articolo di Giordano Stabile per “La Stampa”

 

[…] Il fronte libanese è diventato centrale nella guerra, a questo punto dei "cento giorni", tra lo Stato ebraico e la Repubblica islamica. Quanto e forse più del Golfo.

 

Donald Trump ha cercato di disinnescarlo nella telefonata "you're fucking crazy", sei un pazzo con Benjamin Netanyahu. Ma il premier israeliano è andato avanti e ha colpito Beirut. Non per follia, per un calcolo.

usa e israele attaccano l'iran 2

 

Il fronte del Golfo è finito in uno stallo, un pareggio. I Pasdaran hanno bloccato il traffico petrolifero e hanno visto a loro volta i propri porti bloccati. Hanno inflitto gravi danni a 17 basi americane nella regione, ma non hanno ottenuto il ritiro delle truppe Usa. I negoziati servono a certificare questo pareggio. Fine delle sanzioni, ritorno del traffico marittimo. Il pareggio però crea una nuova "equazione". E cioè che Teheran ha ora più voce in capitolo negli affari regionali. Assume un ruolo.

 

Non Stato paria che può usare solo il "terrorismo". Ma che si siede a un tavolo con la prima potenza mondiale. Non usa più le milizie alleate come deterrente. Le protegge. Di più, si erge a protettore di un intero Paese, il Libano.

 

DONALD TRUMP ANNUNCIA L ATTACCO ALL IRAN

L'insistenza nel legare la tregua nei Paesi dei Cedri con i negoziati, la linea rossa posta a Beirut, che lo stesso Trump ha cercato di far rispettare, significa questo. Ma per il governo israeliano accettarlo ha il valore di un passo indietro.

 

Perdere la libertà di manovra nei confronti dei Paesi vicini rimette in discussione la postura di prima forza militare in Medio Oriente, conquistata nel 1967, ribadita nella campagna del 1982-83, consolidata con i cambi di regime e la balcanizzazione di Siria e Libia. Ma è proprio in Libano, lo Stato in teoria più debole di tutti, che questa postura è stata contestata con maggiore forza.

 

attacco iraniano in israele 1

[…] La Svizzera del Medio Oriente si era trasformata in un mosaico di sette religiose, ognuna con la sua milizia. E questo, dal punto di vista israeliano, era l'ideale. Oggi però sono rimasti solo un esercito regolare ancora molto debole e una forza di guerriglia modernizzata, che usa i droni con grande efficacia e si presenta come «unica resistenza» di fronte al «vero nemico».

 

L'esercito libanese non può disarmarlo. Non ha né la forza militare né il consenso politico interno. Se l'Iran riesce a preservarlo, il pareggio nel Golfo si trasformerà in una vittoria, seppure di un soffio. E la scommessa di Netanyahu, cambiare il Medio Oriente con l'aiuto di Trump, sarà fallita.

BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP  https://www.dagospia.com/cronache/i-negoziati-stanno-procedendo-meno-stupidita-non-li-fermi-donald-trump-476681 

 

PUTIN GIOCA CON IL FUOCO - UN DRONE RUSSO COLPISCE UN DEPOSITO DI STOCCAGGIO DELL’URANIO DELLA CENTRALE ATOMICA DI CHERNOBYL, CON IL RISCHIO DI INNESCARE UN DISASTRO NUCLEARE

 

PUTIN GIOCA CON IL FUOCO - UN DRONE RUSSO COLPISCE UN DEPOSITO DI STOCCAGGIO DELL’URANIO DELLA CENTRALE ATOMICA DI CHERNOBYL, CON IL RISCHIO DI INNESCARE UN DISASTRO NUCLEARE - NON È LA PRIMA VOLTA CHE I RUSSI METTONO NEL MIRINO IL SITO: NEL FEBBRAIO 2025 UN DRONE DI MOSCA HA COLPITO IL "SARCOFAGO" CHE COPRE IL REATTORE NUMERO QUATTRO DELLA CENTRALE NUCLEARE, ESPLOSO 40 ANNI FA E CHE CONTIENE UNA GRAN QUANTITÀ DI MATERIALI RADIOATTIVI - I FREQUENTI ATTACCHI RUSSI ALL'IMPIANTO ATOMICO DI ZAPORIZHZHIA, MOLTO VICINA AL FRONTE: VENERDÌ, UNA BOMBA È CADUTA NEL PERIMETRO DELLA CENTRALE...

chernobyl vladimir putin  

1 - CHERNOBYL INCUBO INFINITO

Estratto dell'articolo di Anna Zafesova per "la Stampa"

 

drone russo colpisce deposito di scorie nucleari esaurite di Chernobyl

«Un crimine di guerra»: dopo un ennesimo attacco alla centrale nucleare di Chernobyl, o Chornobyl come si chiama in ucraino, la magistratura di Kyiv ha deciso di aprire una incriminazione contro la Federazione Russa per «violazione delle regole delle attività belliche».

 

Il drone Geran-2, una versione made in Russia dei velivoli senza pilota iraniani, si è schiantato alle 2 e 05 di ieri contro l'edificio della centrale atomica che porta il nome ufficiale di TsSVYaP, che si descritta come "Deposito centralizzato di combustibile nucleare esausto".

 

[...] Le foto dell'edificio sventrato - un blocco di cemento armato dipinto dei colori della bandiera ucraina, situato a qualche chilometro di distanza dal "sarcofago" che racchiude il sito del disastro nucleare del 1986 - sono state pubblicate dall'ente nucleare ucraino Energoatom, insieme ai rottami del drone. «Attualmente non sono stati registrati superamenti delle norme della radioattività, a differenza del superamento evidente della già enorme arroganza russa», ha dichiarato sferzante Volodymyr Zelensky, che ha definito l'attacco «vile» e soprattutto «intenzionale».

Chernobyl

 

Alla vigilia del dibattito sul 21simo pacchetto delle sanzioni contro la Russia, anche il ministro degli Esteri di Kyiv Andriy Sybiha ha voluto ribadire che gli attacchi contro le infrastruture atomiche ucraine sono «sistemici, deliberati e inacettabili», invocando una «condanna globale e un aumento delle pressioni sull'aggressore».

 

Anche se, a quanto pare, il deposito dalla sigla impronunciabile fosse in realtà vacante al momento dell'attacco, il fatto stesso che la "zona" di Chernobyl – la centrale esplosa il 26 aprile 1986, e il territorio di esclusione che la circonda, tuttora pesantemente contaminato dalle radiazioni - continui a essere un bersaglio dell'esercito russo inquieta sia gli ucraini che gli europei.

 

drone russo colpisce deposito di scorie nucleari esaurite di Chernobyl

L'incendio scoppiato dopo l'impatto del drone russo è stato spento senza apparenti danni al magazzino dei container di scorie nucleari. Ma colpire Chernobyl significa giocare alla roulette russa: il 14 febbraio 2025 un drone russo ha centrato in pieno il "sarcofago", la struttura che copre il reattore numero quattro della centrale, esploso 40 anni fa e ancora contenente una quantità di materiali radioattivi enorme.

 

L'attacco ha perforato il rivestimento interno ed esterno del sarcofago, lasciando un buco di circa 15 metri quadrati, e danneggiando altri 200 metri quadrati dei pannelli del tetto.

 

Quando si parla della sede del più grave incidente nella storia del nucleare civile, qualunque attività militare nella zona di esclusione potrebbe produrre un disastro. Come del resto hanno scoperto i soldati russi a loro spese quando, nei primi giorni dell'invasione su larga scala dell'Ucraina, avevano scavato per ordine dei loro superiori delle trincee nel suolo altamente radioattivo della "foresta rossa", il tratto di bosco ucciso da un'ondata letale di radiazioni.

 

cupola protettiva sopra la centrale di chernobyl danneggiata dai droni russi 3

Rimane uno dei punti più contaminati della zona di esclusione, e diverse fonti anche occidentali hanno riferito che uno dei motivi che hanno spinto i russi ad abbandonare il territorio di Chernobyl, già il 31 marzo 2022, siano stati proprio i numerosi casi di malessere da radiazioni tra i militari che avevano inalato la polvere alzata dai lavori di scavo.

 

La bandiera ucraina issata sulla centrale dopo il suo ritorno sotto il controllo di Kyiv è stata uno dei pochi cimeli che sono stati salvati dalle macerie del museo di Chernobyl, distrutto dai missili russi durante uno dei bombardamenti delle ultime due settimane. [...]

drone russo attacca la centrale nucleare di chernobyl

 

2 - CHERNOBYL E ZAPORIZHZHIA IL FRONTE ORA SI SPOSTA DENTRO LE CENTRALI NUCLEARI

Estratto dell'articolo di Gianluca Di Feo per "la Repubblica"

 

Ieri è toccato a Chernobyl; l'altro giorno a Zaporizhzhia. Per scelta o per errore, anche i siti più pericolosi di tutti finiscono nel tiro incrociato di una campagna di attacchi che cresce di intensità. Nonostante il summit di Londra, il percorso dei negoziati resta lungo e incerto. Mentre il vortice dei bombardamenti reciproci è in costante aumento, senza rispettare neppure gli impianti nucleari.

 

Chernobyl

[...] Chernobyl, a ridosso del confine con la Bielorussia, è lontanissima dalle linee dei combattimenti. Ben diverso lo scenario della centrale di Zaporizhzhia, molto vicina al fronte in una regione dove sono in corso scontri intensi. Venerdì una bomba volante ucraina è piombata nel perimetro di questo impianto nucleare, ferendo alcuni soldati di Mosca.

 

Grazie alla mediazione dell'Aiea, era stata concordata una tregua locale per permettere la riparazione delle forniture di energia elettrica, interrotte per l'ennesima volta dalla battaglia. Impossibile capire se i raid sono stati deliberati o sono stati causati da ordigni finiti fuori rotta per le contromisure elettroniche o ancora per l'azione della contraerea.

missile russo su zaporizhzhia

 

Ormai ogni giorno i due eserciti rivali si tirano addosso 1.300 armi teleguidate a lungo raggio, che colpiscono anche a migliaia di chilometri di distanza. L'altra notte le squadriglie di Kiev sono tornate a bersagliare San Pietroburgo, facendo saltare in aria un arsenale della flotta del Baltico a Bolshaya Izhora: si stima che cinquemila tonnellate di munizioni siano state distrutte.

 

In queste ore l'offensiva ucraina si sta focalizzando sulla Crimea: missili e droni stanno isolando la penisola annessa da Mosca nel 2014, accanendosi contro i collegamenti stradali, i serbatoi di carburante e i magazzini di viveri. [...]

 

incendio alla centrale nucleare di zaporizhzhia 2

Si tratta di un capitolo dell'operazione lanciata dal 27 maggio, che il ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov ha definito «lockdown logistico». Ondate di droni pilotati dall'intelligenza artificiale prendono di mira camion, cisterne e pulman sulle arterie che portano verso la prima linea. Protagonisti sono gli Hornet, veri robot guerrieri costruiti in Ucraina dalla Perennial Autonomy fondata dall'ex ceo di Google Erich Schmidt: costano circa cinquemila euro, arrivano a duecento chilometri e individuano da soli le prede con l'Ai. [...] 

https://www.dagospia.com/politica/putin-gioca-fuoco-drone-russo-colpisce-deposito-stoccaggio-dell-uranio-476653 

 

Lena Paul

 


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Come pulire piumoni e cuscini senza usare la lavatrice: il metodo naturale (e veloce) consigliato dagli esperti

 


Un piccolo trucco suggerito dagli esperti permette di migliorare significativamente igiene e comfort nella stanza da letto, risparmiando tempo ed evitando lavaggi complessi.

Come pulire piumoni e cuscini senza usare la lavatrice: il metodo naturale (e veloce) consigliato dagli esperti


Lavare piumoni e cuscini è spesso una delle incombenze domestiche più impegnative. Le loro dimensioni e la difficoltà di asciugatura scoraggiano molte persone dal metterli in lavatrice, con il rischio di rimandare troppo a lungo una pulizia necessaria. Eppure esiste un metodo semplice, naturale ed economico per rinfrescare la biancheria da letto senza ricorrere all'acqua: sfruttare l'azione del sole e dell'aria aperta.

Una soluzione facile e veloce: il consiglio dell'esperto 

Secondo Steven Szary, esperto di riposo e fondatore di My Luxury Sleep Shop, esporre piumoni e cuscini alla luce solare per alcune ore può contribuire a eliminare batteri, germi e cattivi odori accumulati nel tempo. «Lasciate il piumone all'esterno per quattro o cinque ore, preferibilmente nel tardo pomeriggio o in prima serata, quando il sole non è troppo intenso. Un po' di luce solare aiuta infatti a contrastare batteri e microrganismi indesiderati», spiega l'esperto. Nel corso delle settimane, la biancheria da letto assorbe sudore, sebo, polvere e umidità. Queste sostanze possono favorire la proliferazione di acari e la formazione di cattivi odori, rendendo fondamentale arieggiare regolarmente piumoni e cuscini. L'esposizione all'aria aperta permette di ridurre l'umidità intrappolata nei tessuti e di mantenere l'imbottitura più fresca e soffice. Per ottenere i migliori risultati è importante scegliere la giornata giusta. Gli esperti consigliano di approfittare di una giornata soleggiata e ventilata, possibilmente dopo diversi giorni di tempo asciutto. 

In presenza di umidità elevata o dopo recenti precipitazioni, infatti, l'aria non sarebbe sufficientemente secca da garantire un'efficace azione rigenerante.

Il trucco

Prima di esporre la biancheria da letto all'esterno, è utile scuotere delicatamente piumoni e cuscini. Questo semplice gesto aiuta a distribuire uniformemente l'imbottitura e a eliminare parte della polvere superficiale. Una volta sistemato il piumone, è consigliabile batterlo leggermente per favorire l'espansione delle fibre interne ed evitare che il materiale si compatti. La soluzione ideale è appendere il piumone a uno stendibiancheria, così da consentire una migliore circolazione dell'aria e una distribuzione uniforme del calore. In alternativa, possono essere utilizzati uno stendino, una recinzione o qualsiasi superficie pulita e stabile. I cuscini, invece, possono essere appoggiati su una superficie piana oppure sistemati direttamente sullo stendino. Dopo quattro o cinque ore all'aperto, piumoni e cuscini risultano più freschi, arieggiati e privi degli odori accumulati durante l'uso quotidiano. Un piccolo accorgimento che, soprattutto durante le pulizie di primavera, può contribuire a migliorare l'igiene della camera da letto e il comfort del sonno senza dover affrontare il complicato lavaggio di capi voluminosi.

https://www.leggo.it/benessere/07_giugno_2026_pulire_cuscini_piumoni_senza_lavatrice_metodo_naturale_come_fare-9579135.html 

 

 

domenica 7 giugno 2026

Giustizia divina vs Davide: re, peccatore, regicida?



Papa Prevost recentemente ha dichiarato che Dio è sempre dalla parte degli uomini buoni.


Giovanni Paolo II, udienza 7 luglio 1999:

“Di fronte alla difficoltà di trovare giustizia negli uomini e nelle loro istituzioni, nella Bibbia si fa strada la prospettiva che la giustizia si realizzerà pienamente solo in futuro”


Ora parliamo di uno dei personaggi simboli del Pentateuco, Davide.


Il contrasto è Davide. Gli ebrei stessi lo discutono da sempre.


1. I rabbini e le “tannaitiche memorie”

Nel Talmud i rabbini tannaiti lo processano. Peccato con Betsabea, Uria. Alcune tradizioni dicono che Davide fu punito con sofferenze e vergogna pubblica perché “la giustizia di Dio colpisce anche il re”. Niente agiografia.


2. L’omicidio di Saul: impensabile per gli ebrei

Qui è il punto più duro. Davide fa uccidere l’Amalechita che gli porta la corona di Saul, dicendo “io ho ucciso l’unto del Signore”. Per la legge ebraica toccare l’unto di Dio era impensabile. I rabbini discutono: Davide ha ordinato l’esecuzione? L’ha solo accettata? In ogni caso il testo lo mette alla sbarra. Un re “giusto” che permette la morte dell’unto di Dio è il paradosso totale.


3. Gli archeologi: Davide nome o titolo?

Fuori dalla Bibbia, “Davide” compare solo nel IX sec. a.C. con la “Casa di Davide” sulla stele di Tel Dan. Da qui due letture:

- Nome proprio: Davide = “amato, prediletto da Dio”. Tradizione classica.

- Appellativo: alcuni archeologi ipotizzano dod = “zio, capo clan” o “conquistatore”. Quindi “Davide” = “Capo giusto / Conquistatore”, non nome di nascita. Non si sa il reale nome del re.


Conclusione

Gli uomini, anche Davide, tradiscono la giustizia: peccato, omicidio, regicidio indiretto. Giudicato dai rabbini, discusso dagli archeologi.

Dio invece “difende la causa dei miseri”. La giustizia piena non è umana, è promessa divina.


Fonti: Udienza Gv Paolo II 7/7/1999, 2 Sam 1:16 per Saul, stele di Tel Dan, dibattito su Davide



La cetra perché è il simbolo #1 di Davide 


1. Pastore e musicista

Prima di essere re, Davide era un pastore. Quando Saul era tormentato da uno spirito cattivo, lo chiamavano proprio perché “suonava la cetra e Saul si calmava” 1 Sam 16:23. Quindi la cetra = Davide umile, consolatore, non solo guerriero.


2. Salmista

Gli ebrei gli attribuiscono 73 Salmi. La cetra è lo strumento con cui “cantava a Dio”. Salmo 57:8 “Svégliati, arpa e cetra, io sveglierò l’aurora”. Per questo i rabbini lo chiamano _Neginot_ = maestro del canto.


3. Il contrasto che serve per l’articolo

Stesso Davide: da una parte suona la cetra per Dio = “germoglio giusto”. Dall’altra ordina la morte di Uria.  

La cetra ricorda che era “uomo secondo il cuore di Dio”... ma proprio lui ha tradito la giustizia. Ecco il paradosso: lo strumento di lode in mano al re peccatore.


Fenix 

UN COMPLOTTONE NEL PALLONE! LA CIA HA AVVELENATO IL PORTIERE DELL’INGHILTERRA, GORDON BANKS, AI MONDIALI DEL 1970?

 

UN COMPLOTTONE NEL PALLONE! LA CIA HA AVVELENATO IL PORTIERE DELL’INGHILTERRA, GORDON BANKS, AI MONDIALI DEL 1970? – È LA TEORIA RILANCIATO DAL SETTIMANALE BRITANNICO “OBSERVER”: I SERVIZI AMERICANI AVREBBERO MESSO I BASTONI TRA LE RUOTE ALLA NAZIONALE DEI TRE LEONI, FAVORITA PER LA VITTORIA DEL TORNEO, PER AVVANTAGGIARE IL BRASILE – IL MOTIVO? NEL 1964 GLI STATI UNITI AVEVANO CONTRIBUITO ALL’INSTAURAZIONE DI UNA DITTATURA MILITARE IN BRASILE, DEL GENERALE EMILIO MEDICI. NEL 1970 IL REGIME ERA DIVENTATO SEMPRE PIÙ REPRESSIVO E AVEVA BISOGNO DI UN’INIEZIONE DI POPOLARITÀ, COSI’ GLI YANKEE AVREBBERO…

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Estratto dell’articolo di Antonello Guerrera per www.repubblica.it

 

gordon banks 4

Sembra un romanzo di Graham Greene. Eppure ieri lo storico settimanale Observer ha deciso di dedicarvi addirittura la prima pagina: il leggendario portiere della nazionale inglese Gordon Banks è stato avvelenato, o meglio intossicato, dall’americana Cia ai Mondiali di calcio del 1970 in Messico?

 

L’autore dell’articolo, lo scrittore e giornalista sportivo Gabriel Gatehouse, si è sempre mostrato scettico verso la teoria dell’intossicazione alimentare indotta per il numero uno della nazionale dei Tre Leoni. Ora però, sembra aver cambiato idea.

 

L’AVVELENAMENTO DI BANKS A GUADALAJARA

La notte dell’11 giugno 1970, la stanza 1208 dell’Hilton di Guadalajara è condivisa da tre giocatori della nazionale: Bobby Charlton, Keith Newton e appunto il portiere Gordon Banks. […]

 

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A fine giornata, bevono qualcosa in camera per festeggiare la vittoria dell’Inghilterra contro la Cecoslovacchia. Tre giorni dopo, […] alla vigilia del quarto di finale contro la Germania Ovest poi perso per 3-2, Banks si ammala. “Non ricordo se la bottiglia mi sia stata aperta davanti, ma so che mezz’ora dopo averla bevuta mi sentii terribilmente male”, notò nella sua autobiografia Banks.

 

L’ARRESTO DI BOBBY MOORE IN COLOMBIA

L’Inghilterra era campione del mondo in carica dopo il trionfo del 1966, ed era la favorita nel 1970 insieme al Brasile. Ma giorni prima dell’inizio del torneo, il capitano Bobby Moore viene arrestato in Colombia, con l’accusa di aver rubato un braccialetto, poi mai ritrovato, con Moore che si è sempre detto innocente.

 

BOBBY MOORE

Questo sarebbe il primo tassello di un presunto “complotto latinoamericano della Cia contro l’Inghilterra”, come sosterrebbero anche alcuni file governativi britannici ritrovati a Kew, in piena Guerra Fredda.

 

BANKS AVVELENATO: “È STATA LA CIA”

La storia del complotto venne raccontata per primo a Gatehouse da Ed Jervis, nipote di Gordon Banks. Ma un altro giornalista, Bob Oxby, raccontò al collega Brian Glanville di avere un cugino, Stuart Symington, senatore degli Stati Uniti per il Missouri dal 1953 al 1976. Questi gli avrebbe rivelato su Banks: “È stata la Cia! Non penserai mica che avremmo lasciato che l’Inghilterra battesse il Brasile, vero?”.

PELE CON EMILIO GARRASTAZU MEDICI

 

IL RUOLO DEGLI USA E LA DITTATURA IN BRASILE

Nel 1964 gli Stati Uniti avevano contribuito all’instaurazione di una dittatura militare in Brasile, del generale Emilio Medici, come argine all’espansione del socialismo. Nel 1970 il regime era diventato sempre più repressivo e aveva bisogno di un’iniezione di popolarità. Ora Gatehouse ha trovato negli archivi della Cia un documento, datato 2 febbraio 1971 e classificato come segreto, che suggerisce come l’agenzia fosse almeno consapevole del potere politico della Coppa del Mondo.

 

LA FAMIGLIA DI BANKS IN QUARANTENA

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Non solo. Robert e Wendy Banks, figli di Gordon, hanno raccontato a Gatehouse che quando il padre tornò dal Messico, l’intera famiglia fu posta in quarantena nella casa vicino a Stoke-on-Trent per due settimane: “C’erano persone che giravano per casa con camici bianchi cercando di prelevare campioni da tutti noi. Ancora oggi non saprei dire chi fossero o da dove venissero”. […]

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https://www.dagospia.com/sport/cia-avvelenato-portiere-dell-inghilterra-gordon-banks-mondiali-1970-475437 

 

Donatella Mecchia, mamma di due bimbe muore a 46 anni dopo la caduta a cavallo: «Era una dottoressa apprezzata e stimata»

 


La donna, dopo la caduta, è stata portata d'urgenza in terapia intensiva neurologica all'ospedale Niguarda di Milano

Donatella Mecchia, mamma di due bimbe muore a 46 anni dopo la caduta a cavallo: «Era una dottoressa apprezzata e stimata» FOTO

di Enrico Loconsole

Era a cavallo, una delle sue più grandi passioni, quando è caduta, sbattendo la testa, e non si è più ripresa. Un incidente si è trasformato in tragedia per la dottoressa Donatella Mecchia, 46enne di San Vito al Tagliamento, residente ormai da qualche anno a Milano. La donna, dopo la caduta, è stata portata d'urgenza in terapia intensiva neurologica all'ospedale Niguarda di Milano. Il tentativo disperato di salvare la madre delle due piccole Aurora e Beatrice, però, è stato purtroppo vano. Venerdì mattina, poco prima delle 10, il suo cuore ha smesso di battere. Attonito il padre delle figlie, Marco Di Carlo, così come i fratelli Cristina e Alessandro. Non ci credono i genitori, entrambi molto attivi nel sociale: mamma Lorena Giordani, volontaria dell'associazione Polaris, donatrice di voce del museo tattile, e il papà Pierantonio, storico dottore, originario di Magenta, che ha lavorato per diversi anni come ortopedico a San Vito. Una famiglia generosa, sempre attenta al prossimo.

IL PROFILO

Peculiarità intrinseca anche in Donatella: il suo ultimo grande gesto d'amore per la vita è stato infatti la scelta di donare i propri organi, grazie ai quali altre cinque persone continuano a vivere. Donatella era una donna forte, molto apprezzata nel campo lavorativo e grande sportiva. Sanvitese di nascita, si laurea in Medicina e Chirurgia, per poi proseguire frequentando la Scuola di Specializzazione in Anatomia Patologica dell'Università degli Studi di Milano. Diventa ricercatrice, scegliendo di dedicarsi alla medicina estetica: si occupa di trattamenti, non chirurgici, destinati al miglioramento dell'aspetto e della qualità della pelle. La dottoressa aveva anche assunto incarichi di responsabilità sanitaria in strutture assistenziali. Donatella era ben consapevole che non si smette mai di imparare, infatti aveva sempre partecipato a corsi di perfezionamento e congressi scientifici.

I MESSAGGI

Proprio dalla Società Scientifica Italiana di Medicina Estetica "Agorà" arriva un profondo messaggio di saluto: «Dopo la formazione scrivono - era diventata una professionista apprezzata e riconosciuta in questa branca della medicina. Negli anni era poi diventata molto di più: tutor e docente stimata, un membro attivo del nostro corpo docente, di quelle persone su cui sai di poter sempre contare». «Ma quello che ci manca già adesso continuano - non sono solo la sua bravura e la sua dedizione, ma anche la sua simpatia contagiosa, quella risata che riempiva le stanze, la gioia di vivere che portava con sé ovunque andasse. Aveva il dono di far sentire tutti più leggeri, semplicemente stando lì». Il vuoto lasciato dalla dottoressa è incolmabile per la famiglia, ma la forza di reagire arriva proprio dalla stessa Donatella: in uno dei suoi ultimi post sui social, alludeva alla forza di superare le difficoltà.

«Dicono che i muscoli è il suo ultimo messaggio, allegato a una foto di lei che mostra i bicipiti - si formino attraverso micro-lacerazioni che poi guariscono diventando più forti. 

La vita funziona esattamente allo stesso modo. Ogni difficoltà che ho affrontato, ogni momento in cui ho pensato di non farcela, è stata una sfida che ha rotto' qualcosa per ricostruirlo più solido. La mia vera forza non è in ciò che sollevo, ma in ciò che ho superato». La camera ardente sarà allestita presso le Onoranze Funebri Meda, in via Monte Bianco a Corbetta (Milano), oggi dalle 8.30 alle ore 18.30. Una cerimonia di commiato si terrà dalle 15.30 alle 16.30. 

https://www.leggo.it/italia/milano/07_giugno_2026_donatella_mecchia_morta_caduta_cavallo_milano-9578988.html  


di Enrico Loconsole

Era a cavallo, una delle sue più grandi passioni, quando è caduta, sbattendo la testa, e non si è più ripresa. Un incidente si è trasformato in tragedia per la dottoressa Donatella Mecchia, 46enne di San Vito al Tagliamento, residente ormai da qualche anno a Milano. La donna, dopo la caduta, è stata portata d'urgen