domenica 13 settembre 2026

Ha fatto una bella stronzata!

 


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Serafina Battaglia

 


La mafia le ammazzò il compagno. Ma lei, Serafina, non parlò perché era cresciuta nella trappola dell’omertà e della mafia. In un primo momento rimase dentro quella stessa logica, quella della vendetta.


Poi però toccò al figlio, Salvatore, trascinato anche lui in quel mondo e nella faida nata dopo l’omicidio di Stefano Leale. La mafia uccise anche lui.


Per Serafina Battaglia cambiò tutto.


Decise di rompere con la vita di prima e, soprattutto, di rompere l’omertà.


Ai giudici disse quello che sapeva: nomi, sicari, affari mafiosi, legami, informazioni. Tutto.


Fu una delle prime donne a testimoniare apertamente contro la mafia e la prima, proveniente da quell’ambiente, a sfidare pubblicamente uomini di Cosa nostra nei tribunali.


Pagò un prezzo enorme, oltre a quello della perdita del figlio: un isolamento durissimo.


Si mise contro familiari, conoscenti, persone che fino al giorno prima facevano parte della sua vita. Ebbe perfino difficoltà a trovare un avvocato disposto ad assisterla. In tanti la evitavano perché aveva fatto ciò che, in quel mondo, non si doveva fare mai: parlare.


Ma Serafina non si arrese.


Testimoniò nei processi e affrontò i boss mafiosi faccia a faccia, senza abbassare lo sguardo. Li incalzò, li accusò, inveì contro di loro. Una donna sola davanti a uomini abituati al silenzio e alla paura degli altri.


“Se le donne dei morti ammazzati si decidessero a parlare così come faccio io, non per odio o per vendetta ma per sete di giustizia, la mafia in Sicilia non esisterebbe più da un pezzo”, diceva.


Non mollò.


Per l’omicidio di suo figlio ci furono arresti, processi e condanne, ma Serafina non vide mai una condanna definitiva dei responsabili. Alla fine gli imputati furono assolti.


Visse gli ultimi anni lontana dai riflettori, segnata dal dolore e dall’isolamento.


Morì a Palermo nel 2004.


Ma quel suo aver detto “no” all’omertà aveva ormai aperto una strada.


Perché Serafina Battaglia dimostrò una cosa che allora sembrava quasi impossibile: che anche chi era cresciuto dentro la cultura mafiosa poteva spezzarne le regole, parlare e scegliere la giustizia.


A lei, oggi, il ricordo di tutti.

Leonardo Cecchi 

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Lavori e muori di fame...

 


Stamani leggevo alcuni titoli sull’occupazione derivati dall’ultima rilevazione Istat. 


“Mai così alta da vent’anni”, “è record assoluto” e via discorrendo. 


Mi sono quindi preso la briga di leggerli. 

A prima vista, sembrava tutto vero: in effetti i dati ci dicono che c’è un boom senza precedenti di occupati - per giunta pure a tempo indeterminato.


Però qualcosa non mi tornava. Non perché io sia di sinistra e non mi vada giù che le cose vadano bene (i classici gufi, no?), ma per due ragioni che saltano subito all’occhio. Primo: se il mercato del lavoro va così bene, se si battono record su record, perché la crescita economica è prossima allo zero e l’industria arretra? Secondo: perché questo boom di occupati è trainato anche da contratti sì a tempo indeterminato, ma part-time? 


Non tornano i conti, se ci pensate. Lasciate perdere destra, sinistra, centro: è logica. 


Ho quindi cercato qualche altro dato, sempre Istat e sempre aggiornato. E ho scoperto – non che ci volesse molto –  perché le cose non tornano: perché il record è dovuto all’exploit di servizi a bassa specializzazione o a bassa retribuzione. Trainano infatti attività immobiliari (+5,3%), alloggio e ristorazione (+3,6%), intrattenimento e sport (+3,5%) e istruzione (+2,7%). Aumentano cioè camerieri, addetti alle pulizie, bagnini, personale di sala, steward, insegnanti precari (55,9% a part-time…) e agenti immobiliari in genere con fisso da fame e possibilità di guadagno solo a provvigioni. Tutto lavoro povero. 


E la manifattura? Il cuore della produttività registra −0,1% di occupati. Eccolo il boom, ma al contrario. 


In sostanza, il Governo Meloni – e qui lo dico con la politica – sta realizzando il sogno delle élite italiane: terziarizzare il Paese. L’obiettivo è un feudalesimo moderno che veda pochi individui con ricchezze sfacciate derivate da rendite (case, ristoranti, alberghi, impianti etc.), stantie ma enormi, al cui servizio vi siano milioni di persone con nessuna possibilità di crescita sociale. Per questo puntano ai servizi e non all’industria, alla manifattura, all’alta specializzazione. Nell’industria hai mille mansioni e puoi crescere. Impari, ti specializzi. Come cameriere puoi puntare a capo sala. 


Questo era il patto della destra italiana con le élite. E questo stanno facendo.

Leonardo Cecchi 

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La fede è fede

 


Una studentessa a Palermo entra in classe indossando un ciondolo con la croce rovesciata.

Il professore le chiede se sa cosa rappresenti quel simbolo, e lei dice di sì. Sono una satanista, dice al prof.


Il professore non si scompone, e la invita a mettere il ciondolo sotto i vestiti, come fa anche lui, per non urtare la sensibilità degli altri.


Sarà pure la tua fede, ma tientela sotto la maglietta, dice.


La studentessa non è d'accordo manco per il cazzo, anche perché in classe c'è il crocifisso. 

Che facciamo, quello lo lasciamo lì? 

Quello non urta la sensibilità di chi ha altre fedi?


Piuttosto facciamo una lezione su questo tema, chiede lei.


Allora lui si inalbera, si incazza , insomma condanna la "fede" satanista, dice che non ha nessuna dignità, e ricorda che lì vicino c'è anche stato da poco un fatto di sangue (la strage di Altavilla: un padre convinto di dover purificare la sua famiglia dai demoni ha ucciso la moglie e due figli).


Insomma, come minimo è di cattivo gusto, metti via quella roba, cazzo!


In breve ...


La faccenda finisce nell'ufficio della preside, che deve prendere una decisione, non può ignorare la cosa.


Sai sul gruppo Whatsapp dei genitori quanto si discuterà di questa faccenda? Quella sì che è l'ira di Dio da scongiurare, altro che Satana.


E allora la preside decide: Tre giorni di sospensione!


Per la studentessa satanista, direte voi.


No, per il professore, perché ha violato la libertà religiosa e la dignità della studentessa, mettendola in imbarazzo davanti alla classe e violando la sua riservatezza.


Se io credo nell'oscuro signore, e nella sua capacità di fare le pentole ma non i coperchi, perché devo venire a dirlo a te?


Cos'è questo processo inquisitorio solo perché non ti piace il mio ciondolo sacro?


Il prof ovviamente protesta per la decisione ( pare che ci fosse già dell'ostilità con la preside)  e fa ricorso presso il giudice del lavoro.


Il ricorso, però, viene respinto: Per il giudice ha ragione la studentessa, perché condannando la fede satanista il professore ne ha fatta una questione di fede giusta e fede sbagliata, contravvenendo così alla laicità della scuola pubblica.


Quindi confermata la sospensione, la decurtazione dello stipendio per tre giorni, più 3.000€ di spese legali.


(Nella foto: Satana che legge le risposte sul gruppo Whatsapp dei genitori)


Sì, è un fatto realmente accaduto.


Post rubato sul Girone degli Eretici 2.0

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Oramai si è dato spazio a queste bestie!

 


Non è stato un combattimento nell’ottagono a far parlare tutti di Sean Strickland questa volta. È stata una frase. Breve, diretta, senza filtri: il tipo di frase che ormai è diventata il suo tratto distintivo dentro e fuori dalla UFC:


🗣️ «Dobbiamo rimettere le donne in cucina; solo gli uomini dovrebbero lavorare»


Il combattente americano ha nuovamente suscitato polemiche esprimendosi sul ruolo delle donne, e la reazione ha subito diviso i social tra chi lo difende come qualcuno che «dice semplicemente quello che pensa» e chi lo accusa di palese sessismo.

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I novax attaccano gli avversari del governo

 


I DANNEGGIATI DA VACCINO, LE MAGLIETTE E QUELLA COSA FASTIDIOSA CHIAMATA “NUMERI”


Ieri, 11 settembre 2026, a Palazzo Pirelli è andato in scena “Il cammino nella luce”, incontro dedicato ai cosiddetti “danneggiati da vaccino e alle vittime dei protocolli ospedalieri”. L'iniziativa è stata promossa con il sostegno del consigliere leghista Emanuele Monti; era presente anche il capogruppo di Fratelli d'Italia Christian Garavaglia. La giornata ha prodotto una durissima polemica politica e, secondo la denuncia del gruppo PD, una trentina di partecipanti è poi salita negli uffici dem, con insulti ai collaboratori e successivo intervento della vigilanza e della Digos. Monti ha condannato l'episodio.


Ma la parte che mi interessa è un'altra. E sapete che su questa cosa io sono sempre stato chiaro proponendo numeri e fondi.


Perché nelle fotografie abbiamo magliette con scritto “VACCINATA E DANNEGGIATA”, uno striscione dedicato ai “DANNEGGIATI DA VACCINO” e persino una maglia con un bel “NOVAX” stampato sulla schiena.


Poi arriva Claudio Borghi e spiega sostanzialmente che sarebbe assurdo chiamare No Vax un danneggiato da vaccino, perché per essere danneggiato il vaccino bisogna averlo fatto.


Fantastico, peccato che il problema non sia stabilire se uno abbia ricevuto il vaccino.


Il problema è stabilire chi abbia accertato che il vaccino gli abbia causato quel danno.


Una vecchia conoscenza: la Legge 210/92. Questa sconosciuta, gratuita e necessaria domanda. Non c'è bisogno di avvocati succhiasangue, di incredibili perizie da parte di pseudo esperti di cliniche privata che puppano soldi. Basta farla. Presentarla, anche in carta semplice.


Qui entra in scena quella noiosissima cosa che rovina sempre le feste: la documentazione.


C'è o non c'è? Quando parlai del film "Invisibili" raccontai di questi attori che non presentavano alcuna domanda e che si presentavano solo con il nome.


Era solo un esempio, ma perchè accadeva? Perchè essendo gratuita era meglio non dirlo ma presentarsi di fronte a telecamere senza dire esattamente cosa era successo e che iter si era seguito.


C'erano "Gli ergastolani da vaccino", gente "danneggiata a vita" che ballava in discoteca (vero Rosy), si alzava dalla sedia a rotelle dopo aver finito le riprese (vero Monica) per poi andare con il fidanzato in vacanza, capi di associazione e relativi avvocati che ai gazebo a Milano si presentavano in piedi e sorridenti chiedendo donazioni per "la nostra battaglia".


Una battaglia senza domande, pretendendo di avere di fronte non uno Stato, ma un ente di telepatia che doveva leggere nella mente, senza avere ricevuto domande scritte di nessun genere. Le basi.


Ma c'era anche chi le domande le ha presentate davvero, molto pochi, ed è stato riconosciuto come danneggiato. Quindi anche la narrazione di "invisibili" cadeva immediatamente. Le uniche cose "invisibili" erano le domande. I post sui social non valevano come richieste per indennizzi e risarcimenti, purtroppo.


Esiste una procedura prevista dalla Legge 210/1992 per ottenere l'indennizzo pubblico in presenza dei requisiti previsti dalla legge. Per i vaccini anti-SARS-CoV-2 il legislatore ha esteso espressamente questa tutela.


E siccome questo argomento mi interessava già quando ancora non era diventato una sagra al Pirellone, nel 2023 e nel 2024 ho chiesto alla Regione Lombardia i dati sulle istanze presentate.

Come ho più volte raccontato. Ma ogni tanto un ripasso della storia fa benissimo.


L'ultimo monitoraggio che pubblicai nel maggio 2024 fotografava la situazione al 31 dicembre 2023. Non erano numeri presi da Telegram, dal cugino del cognato o dal gruppo Facebook “Mio zio dopo Pfizer sente Radio Maria dal molare”.


Erano dati ottenuti dalla Regione Lombardia.


Eccoli.


116 istanze complessive.


Di queste, 113 erano domande di indennizzo e 3 richieste una tantum per decesso. Nel 2022 erano state presentate 67 domande di indennizzo più 2 per decesso; nel 2023 altre 46 più una per decesso.


E già qui bisognerebbe ricordare una cosa:


116 domande non significano 116 danneggiati riconosciuti.


Significano 116 istanze. Su una popolazione di 10 milioni di abitanti con 9 milioni di vaccinazioni (moltiplicate per due o tre volte).


È una differenza piccolissima. Più o meno come quella tra presentare domanda per diventare astronauta ed essere sulla Stazione Spaziale Internazionale.


E allora vediamo cosa successe a quelle 116 domande


Secondo il monitoraggio regionale che pubblicai:


85 erano risultate ammissibili alla prosecuzione dell'iter;


28 erano state rigettate dalle ASST;


3 erano ancora in attesa della documentazione necessaria.


Ma viene il bello quando si passa alla valutazione medico-legale.


Alla data del monitoraggio risultavano 6 giudizi positivi della Commissione Medica Ospedaliera sul nesso causale: cinque relativi alle istanze del 2022 e uno a quelle del 2023. Altre pratiche erano ancora in corso: 2 attendevano l'esito e 42 dovevano ancora essere prese in carico dalla CMO.


E quanti indennizzi risultavano effettivamente in pagamento?


TRE.


Tre.


Non trecento.


Non tremila.


Tre.


Attenzione, perché questo dato non autorizza la conclusione opposta e altrettanto stupida: non significa che soltanto tre persone in Lombardia abbiano subito un danno causato dai vaccini Covid.


Le pratiche non erano tutte concluse. I numeri fotografavano la situazione al 31 dicembre 2023.


E soprattutto un sistema di indennizzo non coincide con l'intero universo della farmacovigilanza né con quello delle possibili azioni risarcitorie.


Però quei numeri una cosa la dimostrano benissimo.


“Danneggiato da vaccino” non è un'autocertificazione.


Avere una patologia dopo una vaccinazione non significa automaticamente averla avuta a causa della vaccinazione.


Presentare una domanda ex Legge 210/92 non significa aver ottenuto il riconoscimento.


Presentare una segnalazione di sospetta reazione avversa non significa aver dimostrato un rapporto causale.


E soprattutto scrivere “VACCINATA E DANNEGGIATA” su una maglietta non costituisce, fino a prova contraria, un nuovo metodo diagnostico riconosciuto dalla medicina legale.


Il punto non è negare l'esistenza degli eventi avversi gravi. Esistono. Proprio per questo esistono farmacovigilanza, valutazioni del nesso causale e strumenti di tutela e indennizzo.


Negarli sarebbe antiscientifico.


Ma è altrettanto antiscientifico prendere qualunque evento avvenuto dopo una vaccinazione e trasformare quel “dopo” in un “a causa di” senza dimostrarlo.


Ed è qui che la storia di ieri diventa quasi grottesca, perché quei numeri sono della Regione Lombardia!


Non stiamo parlando di un convegno organizzato nel retrobottega di una pizzeria.


Siamo dentro Palazzo Pirelli, Regione Lombardia.


La stessa amministrazione alla quale avevo chiesto i dati sulle pratiche ex Legge 210/92.


Quindi abbiamo una situazione meravigliosa.


Da una parte gli slogan:


“Danneggiati da vaccino”.


“Vaccinata e danneggiata”.


“Danni da vaccino, lo Stato dov'è?”


Dall'altra parte, nei cassetti della stessa istituzione che ospita l'incontro, ci sono le pratiche amministrative che permettono di sapere quanti cittadini abbiano presentato domanda, quanti procedimenti siano stati respinti, quanti siano ancora pendenti e quanti abbiano ottenuto un giudizio favorevole.


Allora facciamo una cosa rivoluzionaria.


Aggiorniamo i numeri.


Chiediamo alla Regione Lombardia la situazione al 31 dicembre 2024, 31 dicembre 2025 e, quando disponibile, quella del 2026.


Quante istanze Covid ex Legge 210/92 sono state complessivamente presentate?


Quante sono state ammesse?


Quante respinte?


Quante hanno ricevuto dalla CMO un giudizio favorevole sul nesso causale?


Quanti indennizzi vengono effettivamente pagati?


E quanti riguardano decessi?


Questa sì che sarebbe una discussione seria sui danneggiati da vaccino. Ed io lo farò come sempre: inviando una mail per richiedere l'ultimo monitoraggio (sapendo che negli ultimi 24 mesi il numero di domande ricevute si è quasi azzerati)


Perché i danneggiati veri meritano qualcosa di meglio, ed è forse questo l'aspetto che trovo più triste.


Una persona che abbia realmente subito una grave reazione avversa merita medicina, assistenza, riconoscimento e tutela.


Non merita di diventare la comparsa di una guerra ideologica sui vaccini.


E non merita nemmeno che il suo caso venga confuso con centinaia di autodiagnosi, correlazioni temporali trasformate magicamente in causalità e racconti nei quali qualsiasi malattia comparsa dopo il 2021 diventa automaticamente conseguenza della vaccinazione.


Perché così non si aiutano i danneggiati.


Li si usa. Ed è quello che queste associazioni fanno, da anni. Con incontri, paranoie inventate, paure e nessuna domanda presentata.


E poi c'è chi si toglie la vita perchè non riesce più a dormire perchè ossessionata: la storia di Francesca di Terni di qualche anno fa mè inquietante. Le chat che sono oggetto di indagine stanno per portare in giudizio una di queste associazioni per istigazione al suicidio.


Fare domande gratuite non è di moda, pubblicare un iban, invece, per riceve una donazione, non lo è.

E se poi chiedi: "Che danno hai avuto?", in genere nessuno sa risponderti.


E alla fine resta quella piccola differenza che nessuna maglietta, nessuno striscione e nessun post sui social riesce a cancellare:


TRA “DOPO IL VACCINO” E “A CAUSA DEL VACCINO” C'È IL NESSO CAUSALE.


E per stabilirlo servono dati, documentazione e medicina.


Non una maglietta.


I dati ufficiali della Regione Lombardia (amministrata dalla Lega) avuti tramite una semplice richiesta agli atti.


Il primo monitoraggio che pubblicai https://alanpaulpanassiti.blogspot.com/2023/05/quante-sono-le-domande-di-indennizzo.html


Ultimo monitoraggio disponibile : https://alanpaulpanassiti.blogspot.com/2024/05/istanze-presentate-ex-lege-21092-per.html


Negli ultimi 24 mesi domande ridotte quasi a zero, ma ho appena fatto una nuova richiesta agli atti (basta una email e motivarla, è gratis).


In Italia il sottoscritto è l'unico che l'ha fatta Pierfrancesco Majorino, bastava un pò di buona volontà.

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Al governo gli servono i morti!

 

La sicurezza che sbandiera questo governo ha la faccia di squadre organizzate che girano l'Italia a caccia di scontro.


A Bologna sono stati respinti dai residenti della Bolognina. Quarantotto ore dopo, a Venezia, guidati dall'influencer di estrema destra Jolly Time, hanno aggredito con spray al peperoncino e a pugni militanti di Alleanza Verdi e Sinistra e del centro sociale Morion. Sei persone in pronto soccorso, tra cui un consigliere di Municipalità.


Diciamo chi c'è dietro, con nome e cognome. Ferenc Venturelli, in arte Eterno, esponente di Futuro Nazionale, ha detto in pubblico che Abderrahim Fakir se l'è cercata perché 'drogato', e che la polizia ha 'tolto un problema dalle strade'.

Quando lo stesso gruppo era stato contestato in Bolognina, appena due giorni prima dell'aggressione di Venezia, l'europarlamentare di Fratelli d'Italia Stefano Cavedagna gli aveva già espresso 'massima solidarietà'. A Venezia, quelle stesse persone hanno riempito di botte un consigliere e altri militanti politici.


Questo è squadrismo. Gruppi organizzati che intimidiscono i cittadini, coperti da un partito di maggioranza e da un clima politico compiacente.

La destra al governo grida sicurezza e intanto scalda le squadre che vanno a menare le mani per le strade.


Presenterò interrogazione al ministro Piantedosi su questi fatti. Voglio sapere chi organizza e finanzia questi gruppi, quali legami hanno con esponenti e movimenti della maggioranza, quali provvedimenti intende adottare il governo prima che il prossimo pugno provochi conseguenze ben più gravi di qualche giorno di prognosi.

Ilaria Cucchi

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