venerdì 12 giugno 2026

“L’EUROPA È IRRILEVANTE”

 

“L’EUROPA È IRRILEVANTE” – DONALD TRUMP RISPONDE A UNA TELEFONATA DEL GIORNALISTA DI LA7 DANIELE COMPATANGELO E, A UNA DOMANDA SU GIORGIA MELONI, SPERNACCHIA GLI ALLEATI DELL’UE: “NON AVEVAMO BISOGNO DEL LORO SOSTEGNO. ABBIAMO VINTO LA GUERRA. ERA IN QUALCHE MODO IRRILEVANTE! DEVO ANDARE, HO UNA GRANDE RIUNIONE IN CORSO, MA ABBIAMO VINTO LA GUERRA IN IRAN. NON AVEVAMO BISOGNO DEL LORO AIUTO. GRAZIE MILLE"..

donald trump la7 

TRUMP A LA7, 'ABBIAMO VINTO LA GUERRA, EUROPA IRRILEVANTE'

donald trump risponde alla telefonata del giornalista di la7 daniele compatangelo

(ANSA) - "Non avevamo bisogno del loro sostegno. Abbiamo vinto la guerra. Era in qualche modo irrilevante! Devo andare, ho una grande riunione in corso, ma abbiamo vinto la guerra in Iran. Non avevamo bisogno del loro aiuto. Grazie mille": così il presidente Usa, Donald Trump, al telefono con Daniele Compatangelo, riportata questa mattina a Omnibus di La7, rispondendo a una domanda sul ruolo dei leader europei e del G7 rispetto alla crisi con l'Iran.   

 

Trump ha sostenuto inoltre che il sostegno degli alleati europei fosse "irrilevante", rivendicando che gli Usa hanno raggiunto gli obiettivi senza il loro contributo.

 

 

MA STO TRUMP NON C’HA UN CAZZO DA FARE? IL TYCOON HA PARLATO DI NUOVO AL TELEFONO CON VIVIANA MAZZA, GIORNALISTA DEL “CORRIERE”

 

MA STO TRUMP NON C’HA UN CAZZO DA FARE? IL TYCOON HA PARLATO DI NUOVO AL TELEFONO CON VIVIANA MAZZA, GIORNALISTA DEL “CORRIERE”: “GLI ALLEATI EUROPEI NON SONO STATI D’AIUTO ADESSO, MA POSSONO ESSERLO IN FUTURO”, DOPO L’INTESA CON L’IRAN. POSSIBILI SVILUPPI DIPLOMATICI CON L’UE? “NON LO SO, DIPENDE DA LORO” – STAMANI TRUMP HA RISPOSTO ANCHE A UN GIORNALISTA DI LA7

giorgia meloni trump viviana mazza 

TRUMP AL CORRIERE, 'GLI ALLEATI EUROPEI POSSONO ESSERE D'AIUTO DOPO L'ACCORDO'

(ANSA) - "Gli alleati europei non sono stati d'aiuto adesso, ma possono essere molto d'aiuto in futuro, dopo" l'intesa con l'Iran. Lo ha affermato il presidente Usa Donald Trump in un colloquio telefonico con il Corriere della Sera. Sui possibili sviluppi diplomatici con i partner dell'Ue in seguito a un accordo con Teheran, il leader americano ha replicato: "Non ne ho idea, dipende da loro".

 

“L’EUROPA È IRRILEVANTE” – DONALD TRUMP RISPONDE A UNA TELEFONATA DEL GIORNALISTA DI LA7 DANIELE COMPATANGELO E, A UNA DOMANDA SU GIORGIA MELONI, SPERNACCHIA GLI ALLEATI DELL’UE: “NON AVEVAMO BISOGNO DEL LORO SOSTEGNO. ABBIAMO VINTO LA GUERRA. ERA IN QUALCHE MODO IRRILEVANTE! DEVO ANDARE, HO UNA GRANDE RIUNIONE IN CORSO, MA ABBIAMO VINTO LA GUERRA IN IRAN. NON AVEVAMO BISOGNO DEL LORO AIUTO. GRAZIE MILLE"

https://www.dagospia.com/politica/l-europa-e-irrilevante-donald-trump-risponde-telefonata-giornalista-477104

https://www.dagospia.com/politica/sto-trump-non-c-ha-cazzo-fare-tycoon-parlato-telefono-viviana-mazza-477183 

 

“MA QUALE VIMINALE, LO SANNO TUTTI CHE SALVINI NON ARRIVA COME LEADER DELLA LEGA ALLE PROSSIME ELEZIONI”

 

“MA QUALE VIMINALE, LO SANNO TUTTI CHE SALVINI NON ARRIVA COME LEADER DELLA LEGA ALLE PROSSIME ELEZIONI” – LA BATTUTA DI UN MINISTRO DI PESO CERTIFICA LO STATO IN CUI VERSA LA LEGA: DRENATO DAL BOOM DI VANNACCI A DESTRA, BALCANIZZATO AL SUO INTERNO DALLA LOTTA TRA “NORDISTI” E “SUDISTI”, IL CARROCCIO BY SALVINI È ORMAI A FINE CICLO – GIORGIA MELONI TEME UN CONTRACCOLPO SULLA MAGGIORANZA: PER QUESTO SI È MESSA IN CONTATTO CON ZAIA E FEDRIGA PER SALVARE IN EXTREMIS IL PARTITO – IL FRONTE DEI GOVERNATORI SPINGE PER IL MODELLO CDU/CSU: UNA DIVISIONE CONTROLLATA IN DUE LEGHE. MA I LEGHISTI “DEL SUD”, GUIDATI DA DURIGON, MINACCIANO: “VENTI DEPUTATI SONO PRONTI ALL’ADDIO SE TORNA L’ASSE DEL NORD”

matteo salvini roberto vannacci giorgia meloni massimiliano fedriga luca zaia  

“VENTI DEPUTATI PRONTI ALL’ADDIO SE TORNA L’ASSE DEL NORD”

Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”

 

CLAUDIO DURIGON AL MEETING DI RIMINI

«Claudio, se nasce la Lega meridionale in venti parlamentari se ne vanno». Deputati e senatori salviniani del Centro-Sud sono in subbuglio. Si sono visti mercoledì sera all'hotel Una, dietro via Veneto, dopo il federale-fiume nella sala Salvadori della Camera.

 

Convocati dal luogotenente del vicepremier sotto il Po, Claudio Durigon, vicesegretario nazionale del Carroccio. […]

 

Ce l'hanno tutti con il modello Cdu-Csu che sta spingendo il fronte dei governatori del Nord, facendo asse con Luca Zaia. […] Non vogliono diventare "la bad company" del Carroccio. […]  Fino alla minaccia di uscire. Per Salvini lo stop dell'ala "sudista" della Lega al progetto di Zaia può essere un assist. Ma se mal gestita, la questione rischia di trasformarsi nell'ennesima grana.

 

matteo salvini con mojito

“COSÌ SALVINI NON REGGE”, IL TIMORE NEL GOVERNO. E MELONI SENTE ZAIA

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

C’è un ministro di peso che si aggira al Senato, a due passi dalla buvette. Il governo è a Palazzo Madama, schierato quasi al completo. Inevitabilmente, la discussione vira su Matteo Salvini e sulla possibilità che il ministro dei Trasporti ottenga il gran ritorno al Viminale per non essere spazzato via da Roberto Vannacci.

 

«Non faccio dichiarazioni ufficiali», è la richiesta non negoziabile dell’esponente dell’esecutivo. Quindi aggiunge secco […]: «Ma quale Viminale, lo sanno tutti che Salvini non arriva come leader della Lega alle prossime elezioni».

 

giorgia meloni matteo salvini

Da qui bisogna partire per comprendere cosa si muove davvero nel governo. E soprattutto, per valutare le mosse di Giorgia Meloni e la svolta di Fratelli d’Italia nei rapporti con l’ex generale.

 

Se la premier ha deciso di inaugurare una nuova fase è perché […] ha preso coscienza di un dato di realtà: ignorare Vannacci e non spiegare che al momento si colloca all’opposizione del melonismo significa “autorizzare” fette dell’elettorato di destra a sostenere Futuro nazionale. Pescando nel bacino di consenso di via della Scrofa, ma soprattutto svuotando il Carroccio. Con un effetto ormai evidente: il collasso del partito.

 

Per questo negli ultimi giorni la leader si è mossa. Da tempo coltiva un rapporto istituzionale e politico con due pesi massimi leghisti, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga.

 

ROBERTO VANNACCI MATTEO SALVINI

Sono i candidati circolati per il ruolo di vicesegretario con poteri quasi assoluti sulla Lega del Nord. Di fatto, è in ballo una nuova leadership del Carroccio, anche se mimetizzata dietro la casella di numero due di via Bellerio.

 

Fonti leghiste di massimo livello lasciano trapelare che pochissimi giorni fa la presidente del Consiglio avrebbe avuto contatti telefonici con i due presidenti di regione. A loro […] avrebbe chiesto di contribuire a risolvere una situazione complessa, facendo il massimo per tenere in piedi una forza fondamentale della coalizione. Tradotto: i due governatori si muovano per risolvere il problema generato dall’opa ostile di Vannacci a Salvini.

 

luca zaia e massimiliano fedriga 4

Ritrovarsi Zaia o Fedriga in prima linea con ruoli di responsabilità servirebbe anche a Palazzo Chigi per dare una scossa alla Lega ed evitare che l’attuale segretario continui a perdere consensi a vantaggio di Futuro nazionale.

 

Parallelamente, Fratelli d’Italia procede con una svolta politica e di comunicazione nei confronti di Vannacci. Prima un fazzolariano come Francesco Filini, poi Giovanni Donzelli, infine ieri la premier in persona hanno messo nel mirino l’ex generale, veicolando sostanzialmente un messaggio: Fn è contro il governo, aiuta la sinistra, vota contro l’esecutivo, la vera destra siamo noi.

 

[…]

 

roberto vannacci matteo salvini meme by edoardo baraldi

RINVIATA LA RESA DEI CONTI L’ALA NORDISTA NON CEDE, IL «MURO» DEI FEDELISSIMI

Estratto dell’articolo di Cesare Zapperi per il “Corriere della Sera”

 

Attilio Fontana, che da qualche tempo si diverte a fare il grillo parlante leghista (memorabile la sua invettiva «col c... che ci vannaccizziamo»), il giorno dopo ammette che il Consiglio federale di mercoledì è stato «frizzantino». Un eufemismo che cerca di derubricare un confronto mai così duro e vibrante ai vertici del partito guidato da Matteo Salvini.

 

«Stiamo ancora tutti lavorando a delle soluzioni. Ne riparleremo quando avremo trovato, o non avremo trovato, un accordo». Così lo stato dell’arte nella sintesi del presidente della Lombardia. Nel senso che finora si è giocato solo il primo tempo di una partita che riprenderà mercoledì prossimo e che potrebbe necessitare anche di tempi supplementari da disputare il 3 e 4 luglio prossimi a Mogliano Veneto quando tutto lo stato maggiore leghista si troverà a rapporto dal leader.

 

ROBERTO VANNACCI RICEVE LA TESSERA DELLA LEGA DA MATTEO SALVINI

Ma che partita è? Parafrasando Garibaldi «qui si (ri)fa la Lega federale o si muore». I nordisti, uno schieramento che comprende i governatori (da Luca Zaia a Massimiliano Fedriga con Attilio Fontana e il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti), i capigruppo alle Camere (Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari) e diversi parlamentari eletti fra Lombardia e Piemonte, chiedono, o meglio pretendono, una modifica dello Statuto per riconoscere autonomia dentro il partito alle regioni nordiste.

 

Una autonomia non puramente formale ma molto sostanziale. Detto prosaicamente, potere di scegliere i candidati al Parlamento nella prossima tornata elettorale […] e possibilità di disporre di un proprio budget per sostenere le iniziative sui territori e la campagna elettorale.

 

MATTEO SALVINI E MASSIMILIANO ROMEO

Nelle scorse settimane Salvini, messo alle strette da un calo di consensi inversamente proporzionale alla crescita di quelli di Roberto Vannacci […] si è mostrato disponibile a venire incontro ad una vecchia richiesta di Zaia, quella di modificare l’assetto organizzativo del partito, distinguendo quello nazionale a trazione meridionale da quello del Nord.

 

Ma quando i correttivi sono stati messi a punto, al segretario è parso evidente il pericolo di vedersi intaccato il potere di decidere su tutto e per tutti. Ed è arrivata una brusca frenata, con il rinvio al secondo tempo della partita.

 

[…] Forse la tante volte evocata, a torto, resa dei conti interna non è così lontana. Per una elementare ragione. Sondaggio dopo sondaggio, l’asticella del consenso si sta abbassando (che via sia il sorpasso di Vannacci o no). Non fare nulla significherebbe rassegnarsi al declino. Ma anche fare qualcosa non è così semplice né è scontato che si arrivi ad una soluzione condivisa.

 

DUELLO VANNACCI-SALVINI I DUBBI DELLA PREMIER SULLA TENUTA DEL CARROCCIO

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

giorgia meloni al senato foto lapresse.

[…]  Anche Meloni dubita della tenuta della Lega. La presidente del Consiglio è molto preoccupata che la debolezza del segretario del Carroccio e gli assalti da destra del generale possano compromettere la stabilità del governo nei mesi cruciali prima del voto.

 

Meloni è in contatto con Zaia e con Massiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, con cui da sempre coltiva un ottimo rapporto. Ci sono stati scambi di messaggi, telefonate, un confronto che va avanti anche sugli scenari politici e sul destino del partito.

 

[…] in Senato. Matteo Renzi ha appena concluso il suo intervento in Aula contro la presidente del Consiglio, esce e si ferma a parlare con i cronisti nel piccolo Transatlantico: «Meloni farà di tutto per tenere Vannacci dentro la coalizione, vedrete. Anche perché se non lo fa, alle elezioni perde di sicuro». Renzi si diverte a dare consigli non richiesti alla sua avversaria. Ha annusato il terrore che circola nel centrodestra e si fa trascinare nel gioco delle previsioni, tra istinto e numeri.

 

luca zaia e massimiliano fedriga 3

Anche Vannacci, secondo il leader di Italia Viva, si trova di fronte a un bivio: «Deve scegliere se puntare a un ministero se rivince Meloni, oppure non allearsi e prendersi la futura leadership del centrodestra».

https://www.dagospia.com/politica/ministro-ma-quale-viminale-sanno-tutti-salvini-non-arriva-come-leader-477156 

 

Raul Jimenez, primo gol ai Mondiali e lacrime: ha rischiato di morire col cranio fratturato, col Messico si riscatta. Ecco chi è

 


Sembrava tutto finito, invece la sua carriera è ripresa ed è culminata con la partecipazione alla competizione più importante

Raul Jimenez, primo gol ai Mondiali e lacrime: ha rischiato di morire col cranio fratturato, col Messico si riscatta. Ecco chi è

di Cristiano Simeti

Una storia commovente che sembra scritta da uno sceneggiatore e che rappresenta già una delle "storie Mondiali" di questa Coppa del mondo. Raul Jimenez, attaccante del Messico, si è tolto la soddisfazione di segnare il primo gol in carriera in un Mondiale a 35 anni. Un gol che ha permesso alla sua squadra di chiudere la partita contro il Sudafrica e iniziare nel migliore dei modi il Mondiale "di casa". Le lacrime dell'attaccante del Fulham non sono solo di emozione per la prima rete nella competizione ma rappresentano una sorta di rinascita dopo un periodo estremamente duro che lo ha visto rischiare la vita. «Sono un miracolato» ha raccontato. Sembrava tutto finito, invece la sua carriera è ripresa ed è culminata con la partecipazione alla competizione più importante. 

L'incidente

Nel novembre 2020, durante un Arsenal-Wolverhampton, Raul Jimenez si fratturò il cranio dopo un terribile scontro con David Luiz. La sua vita è stata seriamente a rischio in seguito a un'emorragia cerebrale. Non era certo che riuscisse a sopravvivere. Ha vissuto mesi estremamente bui, non sapendo che futuro ci fosse per lui. Jimenez è tornato a giocare dopo oltre 6 mesi e da quel momento in poi ha sempre indossato una protezione sulla testa all'altezza della impressionante cicatrice. Nelle ultime stagioni ha giocato col Fulham, ma adesso è pronto a tornare ai Wolves per aiutarli a tornare in Premier dopo la retrocessione.

 

Il suo racconto

«Avevo bisogno di un’operazione urgente - ha raccontato Jimenez in un'intervista al 'The Guardian' - i medici hanno fatto un ottimo lavoro. Mi hanno subito detto dei rischi e mi hanno detto che sono un miracolato

Non è come un infortunio normale dove capisci come stai. Ripeto, è un miracolo che io sia persino tornato in campo».

 

Le lacrime ai Mondiali

Nel match di esordio tra Messico e Sudafrica ha realizzato il primo gol in un Mondiale all'età di 35 anni. Questa è la quarta partecipazione ad un Mondiale per l'attaccante messicano, ma nei precedenti tre non aveva mai giocato una gara da titolare né tantomeno trovato il goal. Ci è riuscito per la prima volta a 35 anni, a casa sua, davanti ai suoi tifosi, lasciandosi andare a un pianto liberatorio durante l'esultanza. Avrà pensato a quel giorno di novembre 2020, avrà pensato che poteva essere morto. E che anche questo gol è un piccolo miracolo, un'opportunità che la vita gli ha regalato.

https://www.leggo.it/sport/mondiali2026/12_giugno_2026_raul_jimenez_chi_e_primo_gol_mondiale_incidente_rischio_morte_frattura_cranio_cosa_e_successo-9588385.html  

 

 

Principessa Bha morta a 47 anni: era la prima figlia del re. La malattia improvvisa, poi il coma

 


L'Ufficio della Casa Reale in un comunicato ha dichiarato che «è deceduta serenamente»

Thailandia, morta a 47 anni la principessa Bha: era la prima figlia del re, si è ammalata all'improvviso
Thailandia, morta a 47 anni la principessa Bha: era la prima figlia del re, si è ammalata all'improvviso


La principessa thailandese Bajrakitiyabha Mahidol, la figlia maggiore del re, è morta all'età di 47 anni. Lo ha annunciato il palazzo reale. Più di tre anni fa la principessa era stata ricoverata in ospedale a seguito di una malattia improvvisa ed era in coma. Soffriva di un'infezione addominale e «le sue condizioni hanno continuato a peggiorare», ha dichiarato l'Ufficio della Casa Reale in un comunicato, sottolineando che «è deceduta serenamente». Conosciuta in Thailandia come «Principessa Bha», l'unica figlia del primo matrimonio del re Maha Vajiralongkorn era ricoverata in ospedale da quando si era ammalata improvvisamente nel dicembre 2022. 

Erede al trono, le cerimonie funebri

Bajrakitiyabha era stato considerato da molti analisti un erede al trono ben adatto, sebbene la questione non fosse mai stata affrontata ufficialmente. Le cerimonie funebri ufficiali annunciate dal Palazzo Reale inizieranno sabato, quando un corteo funebre trasporterà la bara della principessa dall'ospedale Chulalongkorn alla Sala del Trono Piman Rattaya nel Grande Palazzo Reale. 

Secondo quanto riportato dai media locali, sulla base di una dichiarazione del palazzo, al pubblico sarà consentito partecipare al rito del bagno reale, versando acqua sulla principessa.

La reazione del primo ministro

In una dichiarazione televisiva, il primo ministro Anutin Charnvirakul ha affermato che la notizia ha portato «profondo dolore e tristezza al popolo thailandese in tutto il Regno» e che nessuna parola può esprimere appieno «i sentimenti del popolo thailandese per questa grande perdita». «Con la sua ferma determinazione, Sua Altezza Reale ha dedicato le sue forze e il suo ingegno alla creazione di una società fondata sulla giustizia, l'uguaglianza e la dignità umana», ha affermato Charnvirakul. «Le sue molteplici capacità come giurista, diplomatica e assistente sociale sono state un esempio duraturo, ispirando il popolo thailandese a credere nel proprio potenziale, a impegnarsi per il miglioramento personale e a mettere a frutto le proprie conoscenze a beneficio della società e del Paese»

https://www.leggo.it/esteri/news/12_giugno_2026_principessa_bha_thailandia_morta_malattia-9588481.html 

 

 

GIORGIA MELONI RICORDA SILVIO BERLUSCONI A TRE ANNI DALLA SCOMPARSA (MA SI DIMENTICA COSA DICEVA DI LEI)

 

GIORGIA MELONI RICORDA SILVIO BERLUSCONI A TRE ANNI DALLA SCOMPARSA (MA SI DIMENTICA COSA DICEVA DI LEI) – LA DUCETTA SCRIVE SUI SOCIAL: “RESTA IL RICORDO DI UN PROTAGONISTA ASSOLUTO DELLA VITA POLITICA ITALIANA. ABBIAMO CONDIVISO UN PERCORSO FONDATO SULL’IDEA CHE L’AMORE PER LA LIBERTÀ, IL CORAGGIO E LA DETERMINAZIONE POSSANO CAMBIARE IL CORSO DELLE COSE” –  IL 14 OTTOBRE 2022, AL SENATO, IL CAV, INFURIATO DURANTE LE VOTAZIONI PER LA PRESIDENZA DI PALAZZO MADAMA SI SFOGÒ CONTRO LA SORA GIORGIA, BUTTANDO GIÙ, SU UN FOGLIO, I SUOI PENSIERI: “SUPPONENTE, PREPOTENTE, ARROGANTE. NESSUNA DISPONIBILITÀ AI CAMBIAMENTI, È UNA CON CUI NON SI PUÒ ANDARE D'ACCORDO”

giorgia meloni silvio berlusconi  

 

“GIORGIA MELONI, UN COMPORTAMENTO SUPPONENTE, PREPOTENTE, ARROGANTE” – IERI MATTINA, AL SENATO, SILVIO BERLUSCONI ERA INFURIATO E SI È SFOGATO BUTTANDO GIÙ SU UN FOGLIO I SUOI PENSIERI SULLA “DUCETTA”: “NESSUNA DISPONIBILITÀ AI CAMBIAMENTI, È UNA CON CUI NON SI PUÒ ANDARE D'ACCORDO" – IL CAV, DOPO IL BLITZ TENTATO DA LICIA RONZULLI, È IN GROSSA DIFFICOLTÀ: È ISOLATO E TRA I SUOI PARLAMENTARI STA INFIAMMANDO LA RIBELLIONE

https://www.dagospia.com/politica/gli-appunti-silvio-berlusconi-giorgia-meloni-comportamento-supponente-328146

 

MELONI: “TRE ANNI FA VENIVA A MANCARE SILVIO BERLUSCONI, PROTAGONISTA ASSOLUTO DELLA VITA POLITICA ITALIANA”

Estratto da www.adnkronos.com

 

giorgia meloni paolo berlusconi

"Tre anni fa veniva a mancare Silvio Berlusconi. Resta il ricordo di un protagonista assoluto della vita politica italiana. Con lui abbiamo condiviso un percorso politico e di Governo, fondato su battaglie comuni, su una visione dell’Italia e sull’idea che l’amore per la libertà, il coraggio e la determinazione possano cambiare il corso delle cose.

 

Quel percorso non si è interrotto e continua ancora oggi, con la stessa determinazione, al servizio di un’Italia forte, autorevole e orgogliosa. Anche nel suo ricordo". Così, su X, la premier Giorgia Meloni nell'anniversario della scomparsa di Silvio Berlusconi. […]

 

TAJANI RICORDA BERLUSCONI, 'AMICO FRATERNO, GRANDE LEADER, MAESTRO'

BERLUSCONI APPUNTI

(ANSA) - "Un amico fraterno, un grande leader, un maestro, un campione in tutto. C'è stato tanto da imparare da lui": è il ricordo di Silvio Berlusconi, nel terzo anno dalla sua scomparsa, offerto da Antonio Tajani, ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia, in un video postato su X.

 

"Questo era Berlusconi. Una persona per bene, sempre pronto con grande sensibilità ad aiutarti quando avevi anche momenti difficili, anche dal punto di vista personale", aggiunge il vicepremier. Nel commento che accompagna il video, Tajani afferma inoltre: "Le tue idee e i tuoi valori continueranno sempre a camminare sulle nostre gambe. Silvio, Presidente, ci manchi!"

 

SILVIO BERLUSCONI GIORGIA MELONI - 2008

SALVINI SU BERLUSCONI, 'CI MANCHI SILVIO'

(ANSA) - "Ci manchi, Silvio", lo scrive sui social il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini. Insieme alla frase, Salvini allega una foto che lo ritrae con Berlusconi e la didascalia 'per sempre con noi Silvio!"

https://www.dagospia.com/politica/giorgia-meloni-ricorda-silvio-berlusconi-anni-dalla-scomparsa-ma-si-477157 

"POTEVA ESSERE UNA TRAGEDIA, MA LASSÙ QUALCUNO HA FATTO UN MIRACOLO"

 

"POTEVA ESSERE UNA TRAGEDIA, MA LASSÙ QUALCUNO HA FATTO UN MIRACOLO" - PIER SILVIO BERLUSCONI PARLA DELL'INCIDENTE IN CUI E' RIMASTO COINVOLTO: TORNAVA DAL SUO UFFICIO A COLOGNO MONZESE A BORDO DEL SUO SUV DELLA ASTON MARTIN QUANDO UNA VETTURA PROVENIENTE DALLA CORSIA OPPOSTA HA PERSO IL CONTROLLO CENTRANDO LA MACCHINA DI "PIER DUDI" - IERI SERA, A 24 ORE DALLO SCHIANTO, PIER SILVIO HA INCONTRATO I DIPENDENTI E I COLLABORATORI DI "MEDIASET" PER RICORDARE SUO PAPA' SILVIO, MORTO 3 ANNI FA: "QUANDO SI ESCE CONSCI DI AVERE VISSUTO DEI MIRACOLI, SI È PIÙ FORTI DI PRIMA" - LA DINAMICA DEL'INCIDENTE: IL FIGLIO DEL CAV SI È SALVATO GRAZIE AGLI AIRBAG E ALLA CINTURA DI SICUREZZA...

pier silvio berlusconi incidente 

Estratto dell'articolo di Renato Franco per il “Corriere della Sera”

 

auto di pier silvio berlusconi - incidente

Prima un pauroso incidente (senza conseguenze), poi la celebrazione del terzo anniversario della scomparsa di suo padre: Pier Silvio Berlusconi ha vissuto due serate che ricorderà a lungo.

 

A 24 ore dal violento frontale con la sua Aston Martin, ieri sera l’amministratore delegato di Mfe-MediaForEurope ha incontrato i dipendenti e i collaboratori dell’azienda fondata dal padre. E inevitabile è arrivata la domanda di Gerry Scotti a chiedergli come stesse:

 

«Sto benissimo — ha risposto lui con un sorriso —. Ho avuto una disavventura. E lo dico onestamente, poteva essere una tragedia. Qualcuno ha trasformato una tragedia in un miracolo. E quando si esce consci di avere vissuto dei miracoli, si è più forti di prima».

 

auto che ha colpito la macchina di pier silvio berlusconi

Nel discorso che ha aperto la serata Pier Silvio Berlusconi ha ricordato la figura del padre Silvio, sottolineando che «sono passati tre anni, ma per me questo continua a essere un momento emozionante e addirittura commovente.

 

Sono sincero: penso che voi lo percepiate. Poter stare qui con tutti voi è il regalo più bello in assoluto». L’incontro è stato pensato non come una commemorazione, ma piuttosto come «una festa» (parole sue) per «rendere grazie alla sua energia, al suo entusiasmo, alla sua capacità di volere bene, che sono parte indelebile del nostro Dna e che noi tutti insieme facciamo vivere e respiriamo tutti i giorni».

 

Parlando dell’economia europea e mondiale influenzata dalle guerre, Pier Silvio Berlusconi ha spiegato che il successo di un’azienda non è soltanto economico perché «i numeri da soli non bastano».

 

pier silvio berlusconi-2

A contare deve essere anche la componente umana. «Ci sono tre ingredienti senza i quali non si costruisce nulla: l’ho imparato bene in quasi 40 anni di lavoro sempre qua, cresciuto come stanno facendo tutti questi giovani a Cologno Monzese.

 

I tre ingredienti sono la dedizione, la passione e il più importante di tutti, le persone, cioè voi, cioè noi. Io vi dico solo questa frase: noi siamo Mediaset, una realtà bellissima, un’azienda di cui essere orgogliosi grazie al lavoro e al contributo di tutti voi e di tutti noi. Siamo partiti da qualcosa e quel qualcosa era dentro qualcuno che ci sta guardando di sicuro e sorride. Noi siamo te e tu sei tutti noi. Grazie Presidente. Ti amo papà».

 

pier silvio berlusconi

[...] All’altezza di Vimercate, tra Villasanta e Arcore, il secondogenito del Cavaliere — che lo scorso 28 aprile ha compiuto 57 anni — procedeva in colonna quando un’auto proveniente dalla corsia opposta ha perso il controllo in piena accelerazione, invadendo la carreggiata e finendo nel senso di marcia contrario.

 

L’impatto, in pratica un frontale, ha distrutto la parte anteriore del veicolo, facendo esplodere tutti gli airbag. È stato grazie ai cuscinetti salvavita — combinati con la cintura di sicurezza — che l’ad di Mfe ne è uscito praticamente illeso, riportando solo lievi ferite. Chi ne è uscito peggio è la sua Aston Martin, che ha perso una ruota anteriore e si è ritrovata con il muso malconcio. [...]

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