Combatté nella Grande Guerra. Poteva farla subito da ufficiale, scelse di iniziarla da soldato semplice in quanto neutralista, con tutti i rischi annessi. Venne decorato con due medaglie, una d’argento e una d’oro.
Durante la dittatura i fascisti gli devastarono più volte lo studio dove lavorava. Un’altra volta lo picchiarono perché aveva una cravatta rossa; un’altra perché depose un mazzo di fiori sulla tomba di Matteotti. Fu arrestato, poi costretto all’esilio a Nizza dove per sopravvivere fece il muratore, il manovale, l’imbianchino e anche la comparsa cinematografica. Tornato in Italia, venne di nuovo arrestato. Da lì il carcere durato anni, a Pianosa, Savona, poi il confino a Ponza e Ventotene. Mai una volta rinnegò le sue idee. Infine, dopo la caduta del fascismo, la Resistenza, l’attività partigiana. Poi la politica nella Repubblica, nell’Italia liberata, fino a diventarne presidente.
Nasceva oggi Sandro Pertini. Un uomo onesto, retto, che visse sulla sua pelle privazioni e violenze di ogni genere, e che si guadagnò la stima e l’affetto di tutto un popolo, entrando nella storia come il Presidente della Repubblica più amato dagli italiani.
A lui, oggi, il ricordo di tutta Italia.
Leonardo Cecchi






