La paura della nuvola radioattiva in atmosfera è un equivoco che gira molto.
Sì, è vero che vogliono costruire reattori nucleari sulla Luna:
- USA - NASA: progetto Lunar Reactor-1, reattore compatto da 20 kW (si parla anche di 100 kW nella versione finale) da posare vicino al polo sud lunare entro dicembre 2030, deve funzionare 5 anni da solo senza manutenzione.
- Russia + Cina: reattore chiamato Selena, sviluppato da Rosatom e Istituto Kurchatov per la stazione ILRS (International Lunar Research Station), previsto per il 2036, 10 kW per 10 anni.
Perché nucleare? Sulla Luna la notte dura 14 giorni terrestri. I pannelli solari non bastano per una base permanente, soprattutto nei crateri in ombra dove c'è ghiaccio d'acqua.
Se esplode, si diffonde nell'atmosfera? No, per due motivi fisici:
1. Sulla Luna non c'è atmosfera. Non c'è vento che porta via una nuvola. Se un reattore si rompesse sulla superficie lunare, il materiale radioattivo cadrebbe lì, intorno al punto di rottura, per qualche centinaio di metri / pochi km. Rimarrebbe sul suolo lunare. Non potrebbe mai arrivare sulla Terra perché dovrebbe sfuggire alla gravità lunare e attraversare 384.000 km di vuoto.
2. I reattori verrebbero lanciati spenti. Sia USA che Russia prevedono di lanciarli in stato inattivo, quindi senza reazione in corso durante il viaggio. È la fase più sicura.
Dove sta il vero rischio allora?
Non è sulla Luna, è qui da noi al lancio:
- Se il razzo che porta il reattore esplodesse in atmosfera terrestre durante la salita, sì, potrebbe disperdere uranio (HALEU, uranio a basso arricchimento) in alta atmosfera. È già successo in passato con satelliti con generatori RTG. Per questo la NASA deve superare controlli di sicurezza nucleare molto rigidi.
- Sulla Luna il rischio è locale: contaminazione del sito e necessità di creare una zona di esclusione per gli astronauti, perché non puoi costruire un bunker di cemento come sulla Terra. 2929
Quindi riassunto: incidente sulla Luna = problema lunare, circoscritto. Incidente durante il lancio dalla Terra = quello è il rischio ambientale che le agenzie temono di più.
Sulla Luna non succede nulla per noi qui, sulla Terra. Quello che preoccupa gli esperti è il lancio da Terra.
Ecco come funziona:
1. Lo lanciano spento, freddo.
Sia NASA (Lunar Reactor-1 per il 2030) che Russia+Cina (Selena per il 2036) prevedono di lanciare il reattore in stato inattivo. Finché non lo accendi nello spazio, l'uranio dentro - HALEU, uranio a basso arricchimento tra 5 e 20% - ha una radioattività molto bassa. Come dicono gli ingegneri NASA: dovresti letteralmente raccoglierlo e mangiarlo per avere un problema. Non c'è reazione in corso.
Per questo il reattore viene acceso solo quando è in un'orbita sicura, oltre 1.000 km dalla Terra, circa 48 ore dopo il lancio 7e9e55a4
2. Cosa succede se il razzo esplode in atmosfera?
È già successo con satelliti nucleari. Il caso più famoso è Kosmos 954 sovietico nel 1978, che rientrò e sparse detriti radioattivi sul Canada 7e9e
Se esplodesse un razzo con il reattore lunare:
- il combustibile è avvolto da "multiple layers of metal structure" per contenere il nocciolo
- non c'è mushroom cloud nucleare, perché non è una bomba, è solo metallo d'uranio
- la dispersione sarebbe locale, mare/terra intorno alla rampa. Le dosi per il pubblico, secondo i calcoli di SpaceNukes che costruisce questi reattori, resterebbero "far below the minimum set by safety regulations"
3. Il vero rischio dopo, è il rientro.
Come dice Kathryn Huff, professoressa di ingegneria nucleare in Illinois ed ex Department of Energy: "It cannot blow up the moon" ma se un giorno dovessero riportarlo indietro, il rientro in atmosfera deve essere perfetto, per non ripetere Kosmos 954 6641
Quindi riassunto tuo è giusto:
- incidente sulla Luna = problema solo lunare, senza aria né vento non si diffonde
- incidente alla partenza da Terra = è quello che richiede tutte le approvazioni di sicurezza, ma lo hanno già fatto decine di volte con gli RTG senza incidenti gravi.
Sì, è una procedura lunghissima, ed è stata cambiata apposta nel 2019 per i reattori lunari.
Si chiama *NSPM-20* - National Security Presidential Memorandum 20, firmato il 20 agosto 2019. Prima di quello serviva sempre il Presidente per qualsiasi cosa nucleare nello spazio, ora hanno fatto 3 livelli di rischio:
TIER I - rischio minimo
Piccole sorgenti radioattive <=100.000 x A2 (es. piccoli strumenti scientifici).
Approva solo il capo dell'agenzia, NASA in questo caso. Basta.
TIER II - rischio medio
Sorgenti grandi >100.000 x A2, o reattori a uranio poco arricchito LEU (<20% come quello lunare americano).
Qui scatta l'INSRB - Interagency Nuclear Safety Review Board.
È un comitato permanente con gente di:
- NASA
- Department of Energy (DOE) - loro fanno la sicurezza del reattore
- Department of Defense - sicurezza del sito di lancio
- EPA - inquinamento aria/acqua
- Department of Transportation e State
- NRC - commissione nucleare come advisor 5241
Loro prendono il *SAR - Safety Analysis Report* (l'analisi di sicurezza che fa il DOE) e ci fanno sopra un *SER - Safety Evaluation Report*, cioè una contro-analisi indipendente che dura più di un anno.
Approva sempre il capo dell'agenzia, ma dopo aver letto il SER.
TIER III - rischio alto - serve il Presidente
Qualsiasi reattore con uranio altamente arricchito (non-LEU), o qualsiasi missione con probabilità >1 su 1.000.000 di esporre il pubblico a più di 25 rem.
Il reattore lunare da 20kW della NASA è LEU, quindi sarebbe Tier II. Ma se usassero HEU come volevano fare inizialmente i russi/cinesi, diventa automaticamente Tier III.
Per Tier III la pratica è:
1. DOE fa il SAR dettagliato di tutto: reattore + navicella + razzo + traiettoria
2. INSRB lo esamina e fa il SER
3. Il tutto va al capo dell'agenzia (Administrator NASA)
4. Lui chiede l'autorizzazione al Presidente. Per missioni non militari la delega è all'OSTP - Office of Science and Technology Policy della Casa Bianca, che può inoltrare al Presidente. 5241bee1
E c'è anche il passaggio NEPA - devono fare lo studio di impatto ambientale e i piani di contingenza radiologica locali, con briefing a governi statali e locali prima del lancio. b35e
In pratica: il reattore lunare che vogliono lanciare entro il 2030 è già in Tier II, quindi senza firma presidenziale, MA con più di un anno di revisione indipendente da 6 agenzie federali.
Questa è proprio la parte da chiarire — perché quello che ti ha detto quel diplomatico è mezzo vero e mezzo no, e si capisce perché l'hai scritto così.
1. Sì, gli americani hanno fatto esplodere bombe nucleari nello spazio. Ma non da anni, e non 35.
Sono stati esperimenti della Guerra Fredda, tra il 1958 e il 1962, prima che fosse vietato.
Lista ufficiale declassificata:
- Operazione Hardtack I (1958): 3 test ad alta quota — Yucca, Teak, Orange — tra 26 e 77 km
- Operazione Argus (1958): 3 test a 200, 240 e 540 km — Argus III a 540 km è la più alta esplosione nucleare mai fatta dall'uomo
- Operazione Fishbowl dentro Dominic I (1962): il più famoso è Starfish Prime il 9 luglio 1962, 1,4 megatoni a 400 km sopra Johnston Atoll
In totale USA: 11 tentativi, 6 riusciti ad alta quota. URSS ne fece altri 5 circa. Non 35, e finirono tutti nel 1962.
Perché lo facevano? Volevano vedere cosa faceva l'EMP — l'impulso elettromagnetico. Starfish Prime accese un'aurora artificiale visibile dalle Hawaii e bruciò lampioni a Honolulu a 1300 km di distanza e danneggiò almeno 3 satelliti in orbita.
2. Da allora è vietato per trattato internazionale.
- 1963 Partial Test Ban Treaty: USA, URSS e UK vietano test nucleari in atmosfera, spazio e sott'acqua.
- 1967 Outer Space Treaty: vieta esplicitamente di mettere armi nucleari o di distruzione di massa in orbita o sulla Luna.
Quindi da 62 anni nessuno può legalmente farlo.
3. L'idea di Obama di far esplodere bombe vecchie nello spazio non è mai esistita. È l'opposto.
Obama fece nel 2009 a Praga il discorso per un mondo senza armi nucleari e nel suo programma iniziale scrisse nero su bianco: "I will not weaponize space" — non voglio militarizzare lo spazio.
Quello che fece invece fu firmare nel 2015 la legge che permette alle aziende private USA di estrarre risorse nello spazio, e quello ha fatto arrabbiare molti che lo hanno letto come "violazione dello spirito del trattato lunare".
Quindi l'articolo che avevoscritto ha un fondo vero — sì, ci furono esplosioni nucleari in spazio — ma il numero 35 e la storia di Obama che vuole detonare vecchie bombe nello spazio sono disinformazione che gira da anni nei forum complottisti.
Quella proposta è vecchia di 50 anni, se ne parlava già negli anni '70 alla NASA — mandare le scorie nel Sole con i razzi. Sulla carta sembra pulitissima, nella realtà è considerata una delle idee più pericolose in assoluto, ed è per questo che l'hanno scartata.
Te la smonto in 3 punti:
1. Il rischio non è nel Sole, è qui quando parti.
Ti ricordi cosa dicevamo prima per il reattore lunare? Se il razzo esplode in atmosfera disperde uranio.
Ora immagina non un reattore piccolo, ma 250.000 tonnellate di scorie ad alto livello che abbiamo accumulato nel mondo. Solo gli USA ne hanno 90.000 tonnellate.
Con gli attuali razzi, 1 lancio su 100 fallisce. Anche con 1 su 1000, se ti esplode in alta atmosfera un carico di scorie crei un disastro tipo Chernobyl globale, perché le particelle girerebbero in stratosfera per anni. L'INSRB di cui parlavamo prima non approverebbe mai una cosa del genere.
È esattamente per questo che il Trattato del 1967 e la NSPM-20 mettono i lanci nucleari in Tier II / Tier III con revisione presidenziale.
2. Andare verso il Sole costa più che uscire dal Sistema Solare.
È controintuitivo, ma per cadere nel Sole devi frenare la Terra. La Terra gira intorno al Sole a 30 km/s. Per cancellare quella velocità e cadere dentro servono circa 26 km/s di delta-v.
Per andare su Marte te ne bastano 4 km/s. Per andare su Giove 6 km/s.
Quindi ti serve un razzo gigantesco solo per buttare un piccolo bidone. Per portare 1 tonnellata di scorie verso il Sole spendi più carburante di quanto ne servirebbe per portare 20 tonnellate sulla Luna.
Con 2-3 astronavi non pulisci nemmeno una centrale. Una centrale fa 20-30 tonnellate di scorie l'anno. Con un Falcon Heavy al massimo porti 2-3 tonnellate verso il Sole, se tutto va bene. Ti servirebbero decine di migliaia di lanci. Costo: migliaia di miliardi.
3. Oggi abbiamo soluzioni più sicure ed economiche qui.
Quello che si fa davvero:
- Deposito geologico profondo (Finlandia ha appena aperto Onkalo, a 400 metri nel granito, deve tenere per 100.000 anni)
- Reattori di IV generazione che bruciano parte delle scorie come combustibile
- HALEU e riciclo
L'idea dell'ex astronauta che hai sentito probabilmente era quella di Gerard O'Neill o di qualche ingegnere di SpaceX che l'ha buttata lì come provocazione — tecnicamente "si può fare", ma nessuno lo vuole fare per il rapporto rischio/beneficio.
È proprio su quel punto che l'ex astronauta sbaglia i conti - ed è un errore classico.
Vi faccio vedere con due numeri reali, perché sembra economico ma non lo è.
Quanto costa tenere le scorie sulla Terra per "secoli"?
Prendiamo l'unico deposito definitivo già costruito al mondo, Onkalo in Finlandia:
- Costo totale di costruzione: ∼3,5 miliardi di euro
- Capacità: 6.500 tonnellate di scorie
- Deve tenere per 100.000 anni senza nessuno che lo guardi
Fa circa 500.000 euro a tonnellata, una tantum, per 100.000 anni. Poi è finito, chiudi e te ne dimentichi. La Finlandia ha già i soldi accantonati dalle bollette elettriche.
In Francia e USA il costo di stoccaggio intermedio è ∼200-400 mila dollari a tonnellata per 50 anni.
Quanto costa spararle nel Sole?
Qui il paradosso di cui parlava:
Per buttare 1 kg nel Sole non ti basta arrivare nello spazio (150 km). Devi annullare la velocità con cui la Terra gira intorno al Sole: 30 km/s. È come frenare un treno lanciato a 108.000 km/h.
Serve un Delta-v di ∼26 km/s. Per capirci, per andare sulla Luna ne bastano 6.
Oggi un Falcon Heavy costa ∼150 milioni di dollari e porta 64 tonnellate in orbita bassa, MA per mandare qualcosa verso il Sole ne porta meno di 3 tonnellate, perché serve tutto carburante per frenare.
Quindi: *1 tonnellata verso il Sole = ∼50 milioni di dollari solo di razzo*. E senza contare il contenitore speciale anti-esplosione che chiede l'INSRB (altri 20-30 milioni).
Confrontiamo:
- Tenere 1 tonnellata sottoterra per 100.000 anni: 0,5 milioni
- Sparare 1 tonnellata nel Sole: 50-80 milioni
Costa 100 volte di PIÙ, non di meno.
E se fai esplodere 1 razzo su 1.000 (tasso di fallimento attuale), hai appena creato un disastro ambientale da migliaia di miliardi di danni assicurativi. Nessuna assicurazione al mondo ti assicura un lancio del genere.
Per questo l'idea è stata abbandonata nel 1978 dalla NASA stessa dopo uno studio chiamato "Space Disposal of Nuclear Waste": conclusero che servivano 20.000 lanci di Shuttle solo per le scorie USA, con probabilità quasi certa di almeno 20 incidenti catastrofici in atmosfera.
Più pulito? Sulla carta sì. Più economico? No, nemmeno lontanamente.
Il vero risparmio che spingono oggi le aziende è un altro: usare reattori nuovi che mangiano le vecchie scorie e le riducono del 90% in volume. Quello sì che abbassa i costi.
Ecco qui — così se la immaginano NASA e Rosatom:
In primo piano il microreattore da 40kW (tipo quello che vuole NASA per il 2030), con i suoi radiatori per disperdere il calore — sulla Luna non c'è aria, quindi non puoi usare una torre di raffreddamento, devi irraggiare il calore nello spazio.
Dietro la base HAB-A al polo sud, i rover e la Terra che sorge. È piccolo apposta: grande come un furgone, non come una centrale di Montalto di Castro. Deve stare lontano dagli habitat per la radiazione, collegato solo con un cavo.
Fenix