venerdì 29 maggio 2026

Bart

 


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Tito Santana

 


È il 1976, e questi due ragazzi, Merced e Leah, firmano per diventare marito e moglie e scherzano davanti all'obiettivo della macchina fotografica.


È l'inizio della "via di Tito".


Cosa significa "The Way of Tito"?


Prima di tutto, se non conoscete il leggendario Tito Santana, forse allora questa pagina vi servirà per dare una rinfrescata alla vostra memoria.


Santana, nome d'arte dell'eccezionale Merced Solis, è stato uno dei lottatori più rappresentativi della World Wrestling Federation a cavallo tra gli anni 70 e gli anni 90, inanellando una serie di vittorie titolate (ha cinto intorno alla sua vita sia il titolo di coppia che quello intercontinentale) ed è stato ad un passo nel 1990 dal diventare il prossimo campione WWF di origine latina.


Da noi, in Italia, era amatissimo, dal mitico commentatore Dan Peterson (molto affezionato a Tito per come si muoveva sul ring e per quel volto da "bravo ragazzo") e da tutti quei ragazzi che tifavano per lui perché, molto probabilmente, è stato il primo wrestler in cui si identificavano.


Non un gigante come André Andre the Giant , non iconico come Hulk Hogan o Ultimate Warrior né eccentrico alla "Macho Man" Randy Savage, ma diretto, pulito, sicuro ed efficace, tanto da meritarsi il plauso sia quando vinceva sia quando le sue spalle erano al tappeto al conto di 3.


Nel 1991 divenne "El Matador", in un tentativo di rinnovare la sua immagine, senza avere però il successo sperato.


Ma la più grande qualità di Tito era quella di essere semplicemente "Tito".


A differenza di tante storie di wrestling di quegli anni, quella di Tito è una storia semplice, unica, ma non per questo meno speciale.


Non troverete storie di abusi, di alcool, di tradimenti o altro, come spesso succede quando si affrontano quegli anni dove i controlli e le sregolatezze erano all'ordine del giorno.


Tito, o Merced che dir si voglia, ha sempre amato il pro wrestling, ma prima di tutto ha sempre amato sua moglie e la sua famiglia, che non ha mai messo dietro al successo o alla fama ottenuta durante il suo periodo di massimo splendore nella WWF.


Quando è diventato chiaro che i suoi giorni da lottatore attivo erano ormai agli sgoccioli, Merced ha costruito una nuova carriera come insegnante di educazione fisica, fino al 2023, e nel contempo ha continuato a tenere viva la fiamma in lui della disciplina, insegnando alle giovani leve e partecipando a convention e spettacoli indipendenti.


Con grande classe e grande rispetto verso un business che gli ha dato tanto ma che ha anche ricevuto da lui molto, Merced ha costruito una sua storia, senza mai macchiarla in alcun modo.


Per molti suoi colleghi, appare quasi un'utopia, qualcosa di irrealizzabile... ma lui ce l'ha fatta.


"Vuoi fare le cose nella maniera corretta in questo business? Devi seguire la via di Tito!" - è diventata la frase chiave nel backstage di ogni promotion di wrestling.


Una leggenda, un hall of famer... nel wrestling, così come nella vita.


#TitoSantana #MercedSolis #anni80 #WWE #wrestling #maestrozamo

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Mr.Fuji

 


Conoscete un manager più infido e diabolico del machiavellico Mr.Fuji?


Harry Fujiwara era un ragazzone nato nelle Hawaii ma di origini giapponesi, che nel lontano 1962 decise di imbarcarsi nel rutilante mondo del pro wrestling.


La sua lunga attività come lottatore attivo lo vide impegnato nei territori degli Stati Uniti, ma è soprattutto nella World Wide Wrestling Federation (l'attuale WWE) che trovò fortuna, in particolare nella categoria tag team dove conquistò l'alloro di coppia per la bellezza di 5 volte.


Ma per noi fan italiani, cresciuti a pane e Superstars of Wrestling, Mr.Fuji era lui: l'odiato manager dei Demolition, una sorta di versione caricaturale di "Odd Job" di Goldfinger (che, paradossalmente, era anche lui un wrestler nella vita di tutti i giorni, Harold Sakata), con bombetta in testa e bastone da passeggio, il quale immancabilmente finiva spaccato in testa o sulla schiena dei poveri malcapitati che si trovavano a lottare contro i suoi assistiti. A questo look elegante spesso associava anche una pittura facciale (dal momento che era il manager dei The Powers of Pain e dei Demolition), abbastanza ridicola a vederla oggi.


Poi, nel 1992, cambiò radicalmente look: via il frac ed il cappello ed indossato un vestito cerimoniale giapponese, divenne il manager del mastodontico Yokozuna, cambiando il suo stile infido in uno pacifico e meditativo.... beh, almeno all'apparenza!


Fuji, infatti, aveva sostituito il suo bastone con il cestello dei sali che il grande Yoko usava per i suoi rituali pre-incontro, passandolo al suo cliente di nascosto per colpire il proprio avversario o lanciando i sali in esso contenuti per accecarlo.


Ma come faceva Mr.Fuji ad essere così malvagio, subdolo e sempre pronto per il prossimo tiro mancino?


Diciamo che la controparte sul ring era una evidente esagerazione di quello che Fujiwara era dietro le quinte, in quanto super esperto di scherzi allucinanti e raramente di buon gusto, a cui dovevi senza appello prima o poi fare ammenda, e senza nemmeno avere l'ardire di impermalosirti altrimenti sarebbe andata molto peggio la volta seguente.


Tra i suoi simpaticissimi tiri birichini c'era quello di riempire le borracce incustodite con del lassativo (ma non sempre!... solo poco prima che il malcapitato ne bevesse un sorso per entrare poco dopo sul ring...) oppure incollare o addirittura inchiodare i vestiti del collega di turno (come accaduto a "Classy" Freddie Blassie).


Ma i suoi scherzi non si limitavano a queste sciocchezzuole da camerati, se a Fuji non andavi a genio poteva inventarsi qualcosa di veramente terribile.


Ad esempio, se il tuo atteggiamento nel backstage non era dei migliori, poteva darti una lezione a modo suo: a Lex Luger, per fargli capire che la sua boria non era accettabile nello spogliatoio WWF, urinò di nascosto dentro i suoi stivali prima di una sua entrata sul ring.


Per la diva Sunny, la donna "più cliccata" di metà anni novanta su internet che aveva un ego pari alla sua enorme bellezza, decise di architettare qualcosa di più diabolico: chiese gentilmente alla ragazza di dare una mano a Yokozuna a raccogliere i capelli. La diva, probabilmente per cercare di non incappare in qualche tiro mancino del giapponese, accettò di buon grado... solo per rendersi conto troppo tardi che i capelli del gigante samoano erano stati volontariamente lasciati unti e lezzi per l'occasione da almeno una settimana.


Si dice anche che, nei confronti di un non meglio citato wrestler che avrebbe "rubato" alcuni booking al 5 volte campione di coppia, avesse di nascosto sottratto il cane, per poi renderglielo sotto forma di hamburger per cena...


Ovviamente, questo suo carattere, aveva anche un rovescio della medaglia: il suo essere un "cattivo" sul ring detestabile ed i suoi terribili scherzi a volte non venivano recepiti tanto bene e  più di una volta Fujiwara ha rischiato la pelle con alcuni nemici armati di coltello, una cosa che però faceva andare stranamente fiero il manager dei Demolition!


Una volta arrivata a fine la sua parabola nel mondo del wrestling, una personalità così frizzantina trovò il suo sfogo in un nuovo lavoro: l'usciere ad un cinema nel Tennessee.


Ma, alla fine, almeno noi spettatori di quell'epoca d'oro, come facciamo a non amare la figura di "Maestro" Fuji? 


Nel 2007, grazie anche all'amore incontrastato dei suoi fans, Fuji è stato introdotto nella Hall of Fame dal suo vecchio assistito Don Muraco (vi ricordate dei "Fuji Vice"?).


Costretto da ben nove operazioni al ginocchio su di una sedia a rotelle e con poco fiato in gola, l'anziano wrestler/manager ha potuto però salire sul palco con le proprie forze, fare un piccolo ringraziamento e soprattutto pronunciare la sua famosa frase "Banzai!" con cui era solito concludere ogni suo discorso.


Ci ha lasciato nel 2016, all'età di 82 anni... ma rimane vivo nel cuore di ogni appassionato (e nella memoria di chi ha subito i suoi terribili scherzi!)


#MrFuji #anni80 #anni90 #wrestling #maestrozamo

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