Sapete quando si dice che è bene non conoscere i fatti privati dei propri beniamini della TV, spettacolo o sport?
C''è sempre la possibilità che, conoscendo più di quello che dovremmo sapere, la propria opinione possa tramutarsi in un sentimento diverso, spesso delusione e a volte addirittura sconcerto.
Quando acquistai il libro "Hitman: my real life in the cartoon world of wrestling" di Bret Hart rimasi colpito dalla miriade di informazioni contenute, uno dei migliori libri sul wrestling che avessi mai avuto modo di leggere.
Bret parlava in maniera estremamente dettagliata di ogni periodo della sua carriera (ci sono anche alcuni aneddoti divertenti che riguardano i tour italiani, come quello che lo vide affrontare Andre the Giant).
Rimasi però estremamente stupito con quanta nonchalance "The Excellence of Execution" parlasse della sua condotta alquanto libertina, con numerose tresche amorose sparse nel mondo.
Questa sensazione deve averla avuta pesante come un mattone anche la prima moglie di Bret, Julie, che trovò conferma di molti sospetti avuti durante la sua lunga relazione con il canadese, tanto che alcuni anni dopo (il libro di Bret era del 2007) anche lei volle scrivere nel 2013 un resoconto della vita accanto al 5 volte campione WWF.
Il ritratto di Bret dato da Julie è davvero sconcertante: il campione viene visto come un uomo affetto da un disturbo grave, quasi bipolare, un momento prima molto calmo e tranquillo, l'altro in preda a violenza inaudita (come quando tentò di strangolarla, fino ad essere fermato dalle grida del figlio Dallas).
Inoltre, nel libro, ammette candidamente che sia lui che lei facevano abitualmente uso di droghe insieme.
Si parla anche dello strano rapporto di Bret con la seconda moglie, l'italiana Cinzia conosciuta al primo Wrestling Gala della NWE a Monza (una esperienza davvero incredibile, che ricordo con molto affetto), all'epoca una sua fan accanita, dell'età più o meno di una delle figlie di Bret stesso.
Tra l'altro, Bret la ringraziò alla cerimonia della Hall of Fame per esserle stata accanto nei momenti più duri per la sua salute... solamente che fu Julie (e non lei) quella che si prese la briga di accudirlo in quel difficile periodo.
Poco dopo essersi sposato con Cinzia (si parla di giorni) tentò nuovamente di sedurre la ex-moglie, e così sembra aver fatto (a volte - lo ammette la stessa Julie - anche con esiti positivi) per tutto il resto della sua vita con la moglie italiana.
Teniamo sempre ben fermo nella mente che, quando si tratta di libri e di memorie di personalità che in qualche modo hanno gravitato attorno al mondo del pro wrestling, molte delle informazioni vanno prese con le pinze, ma mi sento di dire che almeno il 90% delle notizie contenute nei due libri siano vere, in particolare il fatto di Bret di essere un "traditore seriale", confermato da tutti e due ed in parte giustificato dalla continua assenza di Bret Hart da casa per via degli sfiancanti tour con la WWF.
Bret ne parla in continuazione nel suo libro, con menage a trois ed avventure licenziose degne di una novella del Boccaccio.
Un campione, Bret "Hitman" Hart, che tra il 1992 e soprattutto in quel famigerato 1994 con le puntate di Italia1, avevamo imparato a rispettare ed amare per il suo fatto di essere un wrestler sempre attivo e sempre pronto ad ogni sfida, un simbolo quasi "familiare", una sorta di esempio da seguire per noi bambini e ragazzi dell'epoca, orfani di Hulk Hogan (che non sapevamo essere approdato alla rivale WCW).
Quale - quindi - la verità?
Ognuno è libero di avere le proprie opinioni, personalmente penso che Bret abbia avuto tutte le "debolezze" classiche dei wrestler di quella generazione, né più né meno di quelle lette in tantissime biografie dei campioni di quell'epoca d'oro, ma stento veramente a credere ad un "Hitman" con scatti di violenza e cattivera, due lati che persino i suoi detrattori più accaniti dicono non far parte della personalità del canadese.
Lasciamo quindi che le memorie - a volte - restino quelle che avevamo in gioventù... quando Bret si toglieva gli occhiali da sole e li donava al bambino in prima fila.
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Fenix







