domenica 5 luglio 2026

Oggi nemmeno con le guerre si fanno più i soldi!

 

Cosa è successo con i nepalesi e la Russia:

Dal 2023 la Russia ha arruolato cittadini stranieri, anche nepalesi, per combattere in Ucraina. Offrivano stipendi alti + promessa di cittadinanza russa.  

Il problema è che molti sono finiti al fronte con poca preparazione e ci sono stati diversi morti e dispersi.


E il Nepal?

Il governo nepalese si è incazzato parecchio. Nel gennaio 2024 ha ufficialmente *chiesto alla Russia di smettere di arruolare nepalesi* e di rimpatriare chi c’era già. Hanno anche arrestato degli agenti che reclutavano illegalmente in Nepal.


Si parla di "70.000 euro a persona deceduta"

Qui non ho conferma ufficiale. La Russia ha promesso compensi alle famiglie dei soldati caduti, e per gli stranieri si parlava di cifre alte. Ma non esiste un accordo pubblico Nepal-Russia di "70.000 euro a morto" che io sappia. Spesso le cifre girano gonfiate sui social/WhatsApp. 

Quello che è certo è che il Nepal ha detto che la Russia non stava pagando bene i compensi e non dava informazioni chiare sui dispersi, e per questo ha richiamato i suoi cittadini.


Quindi in sintesi: Sì, c’erano nepalesi che combattevano coi russi. Sì, il Nepal li ha richiamati. Sul pagamento preciso per i deceduti non ci sono dati pubblici verificati.

I pagamenti ai soldati nepalesi arruolati dai russi.


Quello che si sa ad oggi:


1. Quanto prometteva la Russia

Ai cittadini stranieri arruolati promettevano circa 200.000 - 400.000 rubli al mese, cioè 2.000 - 4.000€ circa. + bonus per ferite/morte e promessa di cittadinanza.


2. Il problema

Il governo nepalese ha denunciato che:

- Molti non ricevevano lo stipendio promesso

- I compensi per feriti e famiglie dei caduti arrivavano in ritardo o non arrivavano

- Non davano informazioni chiare sui dispersi


Per questo nel gennaio 2024 il Nepal ha chiesto ufficialmente alla Russia di fermare il reclutamento e rimpatriare i suoi cittadini.


3. Sui "70.000 euro a morto"

Non esiste un documento ufficiale Russia-Nepal con quella cifra. Circolano voci, ma i compensi veri per i soldati russi caduti sono molto più bassi e cambiano. Per gli stranieri era tutto poco trasparente.


In pratica: promesse grosse, pagamenti incerti. E tanti ragazzi nepalesi ci sono rimasti male.



Questi sono i Gurkha nepalesi. Si riconoscono subito dal cappello "slouch hat", la divisa e il famoso *kukri*, il coltello ricurvo che portano sempre.


Sono noti in tutto il mondo per il coraggio e la disciplina. Molti servono nell'esercito britannico e indiano da più di 200 anni.


Il kukri


È il coltello ricurvo tipico dei *Gurkha nepalesi*. Non è solo un'arma: è anche un attrezzo da lavoro.


Curiosità veloci:

- Forma: La lama ricurva serve sia per tagliare che per colpire

- Simbolo: Ogni Gurkha lo porta sempre con sé. È tradizione e onore

- Uso: Tagliare legna, cucinare, e in combattimento



Fenix

W lo sport italiano

 


💥UNA SETTIMANA SENZA PRECEDENTI!!!🇮🇹🔥

🇮🇹UN LIVELLO TECNICO MOSTRUOSO!💙💙💙

Cinque prestazioni storiche e incredibili nel giro di pochi giorni, l'avvicinamento dell'atletica azzurra agli europei di Birmingham procede nel più sontuoso dei modi. 


A dare il via alla magia è stato Marcell Jacobs con il folle 9.67, seppur ventoso, nei 100m: secondo uomo più veloce nella storia dopo Bolt.


È poi caduto dopo 53 anni il più antico dei record italiani, quello degli 800, con Francesco Pernici a superare, finalmente, il mitico Marcello Fiasconaro. 


Altro giro ed altro record storico caduto, con Larissa Iapichino che vola a 7.12 nel salto in lungo, un centimetro meglio del primato piazzato 28 anni fa da sua mamma Fiona May.


Ed infine due migliori prestazioni mondiali dell'anno con Andy Diaz a 17.72 nel salto triplo e Leonardo Fabbri a scagliare il suo peso ad un grandissimo 22.74!


Una tale concentrazione di risultati tecnici così straordinari non ha precedenti, soprattutto in una fase della stagione ancora intermedia. Mettiamoci comodi, potrebbe essere un'estate epica...

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🇮🇹 IAPICHINO RECORD ITALIANO



7,12: superata mamma Fiona May! Battuto un altro storico primato italiano: a Eugene l'azzurra Larissa Iapichino al primo salto migliora il record del lungo di un centimetro (+1.8 vento) dopo 28 anni


ph. Diamond League


#atleticaitaliana

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Eugene Larissa Iapichino

 


Cosa ha fatto Larissa??!!????


A Eugene Larissa Iapichino ha appena battuto il record italiano di salto in lungo che deteneva la madre Fiona May ormai da 28, lunghissimi, anni.


7 e 12 centimetri al primo salto, uno in più di mamma Fiona.


Di madre in figlia, per uno dei record più difficili e uno dei passaggi di consegna più belli e commoventi della Storia dell’atletica e dello sport italiano.


Un cerchio che finalmente si chiude.

Lorenzo Tosa 

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La morte liberatrice...

 


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Chi glel'ha data la laurea a questo!

 


Orsini oggi ci spiega che “Gorbaciov era esattamente come Putin”


È la stessa finezza analitica di chi sostiene che il pompiere è “esattamente come l’incendiario” perché entrambi stanno vicino al fuoco.

Gorbaciov è l’uomo che apre il sistema sovietico, riduce la censura, accetta elezioni competitive e lascia crollare l’impero senza usare i carri armati.

Putin è l’uomo che richiude tutto, zittisce media e opposizione e prova a ricostruire l’impero invadendo i vicini. Metterli sullo stesso piano non è geopolitica: è fanfiction filorussa con sottotitoli motivazionali.


E non è neanche la prima volta che Orsini le spara così grosse. Mini elenco delle profezie orsiniane andate a murarsi da sole:


“Putin non ha interesse a invadere l’Ucraina”: due settimane dopo, carri armati su Kiev.


“La Russia non userà l’energia come arma politica contro l’Europa”: tagli del gas e ricatti energetici a raffica.


“Le sanzioni non faranno male alla Russia ma distruggeranno l’Europa”: da una parte economia russa sotto pressione, fuga di cervelli e investimenti, dall’altra UE che barcolla ma regge.


“La guerra durerà pochi mesi, poi l’Occidente si arrenderà”: siamo anni dopo, Putin è impantanato e l’Ucraina è ancora lì a combattere.


Se questo è il track record, forse l’unica cosa “esattamente uguale” fra Gorbaciov e Putin, nella testa di Orsini, è che gli servono come personaggi per tenere vivo il suo canale: oggi uguali, domani opposti, dopodomani vediamo cosa tira di più.


Intanto la sua claque applaude felice: “Che analisi coraggiosa! Nessuno dice queste cose!”.

In effetti c’è un motivo se nessuno le dice: chiunque abbia letto due pagine di storia recente sa che Gorbaciov è ricordato come il leader che ha tolto il piede dal collo all’Europa dell’Est, mentre Putin verrà ricordato come quello che ci ha rimesso gli stivali sopra.


Noi, di fronte alle “profezie” che non ne azzeccano una e alle equivalenze assurde tipo Gorbaciov = Putin, ci limitiamo a un servizio pubblico essenziale:

prendere le frasi, metterle accanto ai fatti e lasciare che il castello di narrativa filorussa crolli da solo. Con un’unica certezza: se c’è una costante nella geopolitica degli ultimi anni, non è la Russia… è Orsini che, puntualmente, sbaglia previsione.


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Che feccia!

 


Massimiliano Minnocci, “Il Brasiliano”, è il riassunto perfetto di certo maschilismo identitario made in Italy: tatuaggi fascisti, culto della forza, abuso di alcol e droga, violenza come linguaggio abituale.


Nel 2018 aggredisce i poliziotti fermati per un controllo, urla “questa è zona mia, vi ammazzo”, viene arrestato e poi condannato a 8 mesi di lavori socialmente utili per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.


 Nel 2024, sotto cocaina e alcol, prende a bastonate la fidanzata di vent’anni più giovane e le provoca una frattura scomposta al braccio: arresto per lesioni gravi, con il giudice che parla apertamente di rischio di recidiva e fallimento dei precedenti benefici.


Nel 2025 la Questura lo definisce “soggetto pericoloso” e ottiene due anni di sorveglianza speciale: coprifuoco, divieto di uscire da Roma, niente locali, niente frequentazione di altri pregiudicati. Nel 2026, in stato di agitazione, aggredisce gli operatori Ama sul Lungotevere e se la prende anche con i carabinieri: nuova denuncia per minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale.

Strano: quando c’è da indignarsi per un video fake di migranti o per un deepfake xenofobo, i sovranisti spuntano ovunque. Quando un influencer cresciuto tra tatuaggi di Mussolini e Hitler, violenze sulle donne, aggressioni ai poliziotti e sorveglianza speciale viene definito “soggetto pericoloso”, il patriottismo identitario improvvisamente sparisce.


Tutta la cantilena “difendiamo le forze dell’ordine senza se e senza ma” si dissolve appena a menare le mani contro polizia e carabinieri non è il migrante del video taroccato, ma il maschio italiano con la bandierina in bio. Per i generali del “law and order” e per i sovranisti che sventolano la divisa nelle piazze, la polizia è sacra solo finché il nemico è comodo da odiare. Quando il problema è la feccia violenta di casa propria, scatta l’omertà.


Questo è il curriculum del “maschio forte” di cui va orgogliosa una parte della destra tossica: più procedimenti penali che neuroni sobri, zero rispetto per donne e istituzioni, ma un sacco di follower pronti ad applaudire ogni volta che mena le mani. Ai vannacciani che urlano contro i “degenerati culturali stranieri” e poi tacciono davanti a questo, la sfida è semplice: o avete il coraggio di dire che il degenerato culturale è lui, prodotto doc del vostro immaginario, oppure smettete di recitare la parte dei difensori della civiltà. Perché finché vi indignate solo sui deepfake e sui meme razzisti, la civiltà che difendete è quella del branco che copre la propria feccia.


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