domenica 26 aprile 2026

IL PROF. COSIMO COMITO, SPECIALISTA IN CARDIOLOGIA ED ESPERTO IN LONGEVITY, SPIEGA QUALI SONO GLI ALIMENTI DA RIDURRE PER ABBASSARE IL RISCHIO DI ALZHEIMER

 

MANGIARE SANO È IMPORTANTE, NON SOLO PER EVITARE LA PANZA – IL PROF. COSIMO COMITO, SPECIALISTA IN CARDIOLOGIA ED ESPERTO IN LONGEVITY, SPIEGA QUALI SONO GLI ALIMENTI DA RIDURRE PER ABBASSARE IL RISCHIO DI ALZHEIMER: “IL CERVELLO È UN ORGANO SENSIBILE. HA BISOGNO DI OSSIGENO, DI NUTRIENTI ADEGUATI, DI UN AMBIENTE “PULITO”. QUANDO QUESTO EQUILIBRIO SI ALTERA, IL DANNO NON ARRIVA SUBITO. ARRIVA LENTAMENTE, ANNO DOPO ANNO. ED È PROPRIO QUI CHE L’ALIMENTAZIONE GIOCA UN RUOLO DECISIVO” – “LA CARNE ROSSA VA LIMITATA, NON PIU’ DI 1 VOLTA A SETTIMANA, USARE PREVALENTEMENTE OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA AL POSTO DEL BURRO, RIDURRE DRASTICAMENTE I DOLCI ED EVITARE…”

cosimo comito cibo cervello alimentazione alzheimer  

Cosimo Comito* per Dagospia

*Specialista in Cardiologia

Esperto in Longevity

 

 

Alzheimer : gli alimenti da ridurre per abbassare il rischio

 

In questa malattia il nastro della vita viene riavvolto. La normale crescita di un bambino prevede che i primi mesi mangia il latte della madre e dorme. Con il passare dei mesi il bambino è sempre piu’ sveglio ed inizia ad imparare a masticare e deglutire senza soffocarsi. Lentamente spuntano i primi denti ed è il segnale che da una dieta liquida si può passare ad una semisolida e poi solida.

 

Nel tempo impara a mangiare da solo così come impara ad autogestirsi, ad essere autonomo. Non ha piu’ bisogno dei genitori per vivere. Quando inizia questa malattia lentamente da adulti autonomi diventiamo bambini di pochi mesi con la necessità di avere qualcuno che ci aiuta a mangiare a vestirci eccetera.

 

Tra i primi sintomi di questa malattia ricordiamo la perdita della memoria a breve (non ricordo cosa ho mangiato ieri, dove ho messo le chiavi..), gli sbalzi d’umore, la difficoltà a trovare la parola giusta durante un discorso, confusione con tempi o luoghi.

 

Quando parliamo di demenza, molti pensano a qualcosa di lontano, inevitabile, quasi scritto nel destino. Da medico, ti dico una cosa meno rassicurante ma più utile: non è così per questa come per molte altre malattie

 

Una parte importante del rischio dipende da come vivi. E soprattutto da come mangi. Ciò viene ben descritto da un aforisma francese: “è la dose che fa il veleno”. Il cervello è un organo estremamente sensibile. Ha bisogno di ossigeno, di nutrienti adeguati, di un ambiente “pulito”. Quando questo equilibrio si altera, il danno non arriva subito. Arriva lentamente, anno dopo anno. Come il calcare dell’acqua che lentamente incrosta la lavatrice o la caldaia dell’acqua calda.

 

alzheimer 7

Ed è proprio qui che l’alimentazione gioca un ruolo decisivo. Nella mia esperienza, il problema principale è che le persone si accorgono del danno troppo tardi. Non esiste un campanello d’allarme precoce. Non c’è dolore. Non c’è un segnale evidente. Non c’è la spia che si accende che ti avverte che il carburante della macchina sta’ finendo.

 

C’è un processo silenzioso fatto di:

•          infiammazione cronica lenta e silenziosa

•          peggioramento della circolazione cerebrale

•          accumulo di danni cellulari irreversibili

 

Il cervello, a questo punto, inizia a funzionare meno bene ad avere le prime defaillance. Prima in modo impercettibile, poi in modo evidente anche a chi ci osserva. E una volta che il danno è strutturato, tornare indietro è molto difficile.

carne rossa 1

 

GLI ALIMENTI CHE FAVORISCONO QUESTO PROCESSO

Non parliamo di veleni. Parliamo di abitudini quotidiane che si sommano nel tempo

 

Carni rosse in eccesso

La carne rossa non è da eliminare. Ma va limitata. Non piu’ di 1 volta a settimana

Un consumo frequente introduce una quantità elevata di grassi saturi.

Questi grassi, nel tempo, infiltrando la parete dei vasi sanguigni, li rendono meno elastici. A ciò si aggiunge la formazione di placche.

burro

Il risultato è semplice: meno sangue arriva al cervello, e quello che arriva può essere di qualità peggiore.

 

Burro e grassi animali

Il burro è un alimento tradizionale, ma non per questo innocuo se usato spesso.

Favorisce l’infiammazione e contribuisce a peggiorare il profilo lipidico (oggi sappiamo molto degli effetti che produce un colesterolo cattivo, LDL, in eccesso.

Il cervello lavora bene quando il sangue circola bene.

Quando questo non accade, inizia il problema che porterà alla malattia.

 

formaggi 7

Formaggi stagionati

Sono alimenti concentrati. Troppo concentrati, in base alla durata della stagionatura.

Contengono molti grassi e molto sale.

Il sale in eccesso aumenta la pressione arteriosa, e la pressione alta è un fattore di rischio diretto per il danno cerebrale. Il picco di pressione e come dare uno schiaffo al cervello, e vi assicuro che tanti schiaffi ripetuti nel tempo non fanno bene

Come al solito non è il singolo consumo a fare la differenza.

È la frequenza.

 

Zuccheri raffinati e dolci

zucchero raffinato

Qui spesso si sottovaluta il problema, perché l’industria ha imparato a ridurre la visibilità (quante persone sanno che in una lattina ci sono circa otto zollette di zucchero? che i succhi di frutta sono pieni di zucchero?).

Gli zuccheri causano continui sbalzi della glicemia.

Nel tempo, questi sbalzi portano a una condizione chiamata resistenza insulinica.

E oggi sappiamo che questa condizione è collegata tante malattie, tra cui anche al declino cognitivo.

 

junk food 1

Cibi ultra-processati

Questi sono i più problematici perché l’industria produce sempre più prodotti belli a vedersi, gustosi da mangiare e con sostanze che creano dipendenza (vi ricordate cosa dicevano i nostri nonni: una ciliegia tira l’altra. Questo è il principio).

Sono poveri di nutrienti utili e ricchi di sostanze che favoriscono l’infiammazione cronica e l’invecchiamento dell’organismo.

Spesso contengono zuccheri nascosti, grassi di bassa qualità, conservanti e additivi.

Il corpo riesce a gestirli per un po’, ad eliminarli ma nel lungo periodo

il cervello, ne paga il prezzo.

 

Molti pazienti mi dicono: “Mangio abbastanza bene”.

 

Poi, analizzando nel dettaglio, facendo domande sempre più mirate emerge una realtà diversa:

dieta per potenziare il cervello 6

•          consumo frequente di prodotti industriali

•          zuccheri quotidiani, visibili o nascosti

•          uso abituale di grassi animali più o meno visibili

 

Non si tratta di eccessi evidenti. Si tratta di piccole abitudini ripetute ogni giorno. Ed è proprio questa ripetizione che crea il problema. Se riesco a mettere 50 euro al giorno da parte dopo 40 anni avrò un bel gruzzoletto. Non serve diventare rigidi o estremi. Serve essere costanti.

burro e olio

 

Indicazioni semplici:

•          limitare la carne rossa a massimo una volta a settimana

•          usare prevalentemente olio extravergine di oliva al posto del burro, meglio se a crudo

•          ridurre drasticamente i dolci nella quotidianità, l’unico dolce che la natura ha creato è la frutta

•          evitare il più possibile i cibi industriali, preferite quelli a chilometri zero

Sono cambiamenti non impossibili, con un po' di esercizio diventano sostenibili.

E soprattutto, efficaci.

 

alzheimer 5

La salute del cervello non si costruisce quando iniziano i problemi. Si costruisce molto prima. La famosa Prevenzione di cui parliamo spesso. Ogni scelta alimentare è un piccolo segnale che dai al tuo organismo. Nel tempo, questi segnali diventano un risultato. Ricordiamo sempre che noi siamo un esempio visibile per i nostri figli. Faranno ciò che vedono e non ciò che diciamo. Tutto ciò lo puoi ignorare per anni. Oppure puoi iniziare a gestirlo in modo semplice e consapevole. Dal punto di vista medico, la differenza tra queste due strade è enorme.

 

Per concludere volevo riassumere ciò che vedo nella mia pratica quotidiana. Esistono due gruppi di Pazienti con malattia di Alzheimer; nel primo gruppo ci sono le persone che vengono inviate in strutture dedicate, dove i familiari li vanno a trovare di tanto in tanto (purtroppo ad un certo punto questi pazienti non riconoscono più i propri familiari e questo crea una ferita al cuore insanabile), nel secondo gruppo ci sono quelli gestiti a casa circondati da amore e compagnia (questa è una sfida molto dolorosa e difficile, immaginate di dover imboccare un adulto dalla mattina alla sera, lavarlo, vestirlo..).

dieta per potenziare il cervello 7

 

 Bene, questi sacrifici non andranno perduti anche se guardandovi in faccia il paziente non vi riconoscerà più, ma tutto ciò gli regalerà una sopravvivenza più lunga e serena.

 

 https://www.dagospia.com/salute/mangiare-sano-e-importante-non-per-evitare-panza-prof-cosimo-comito-472107 

 

IL MINISTRO DELLA CULTURA (PER MANCANZA DI PROVE) ALESSANDRO GIULI DISERTERA’ LA BIENNALE DI VENEZIA, UNO DEGLI APPUNTAMENTI CULTURALI PIU’ IMPORTANTI DELL’ANNO

 

LA PREVALENZA DEL CREMLINO – IL MINISTRO DELLA CULTURA (PER MANCANZA DI PROVE) ALESSANDRO GIULI DISERTERA’ LA BIENNALE DI VENEZIA, UNO DEGLI APPUNTAMENTI CULTURALI PIU’ IMPORTANTI DELL’ANNO, IN POLEMICA CON L’EX AMICO BUTTAFUOCO CHE, DA PRESIDENTE DELLA BIENNALE, HA VOLUTO A TUTTI I COSTI LA PARTECIPAZIONE DELLA RUSSIA – NIENTE HA FERMATO IL MUSULMANO BUTTAFUOCO: NÉ LA FURIA DI FAZZOLARI, CHE HA LA MOGLIE UCRAINA E HA A CUORE LA CAUSA DI KIEV; NÉ LE MINACCE DELLA COMMISSIONE EUROPEA DI CHIUDERE IL RUBINETTO DA DUE MILIONI DI EURO DI FINANZIAMENTI (TAGLIO CHE È POI STATO FORMALIZZATO CON UNA LETTERA); NÉ HA SORTITO EFFETTI LA MISSIVA DI PROTESTA FIRMATA DA 22 TRA MINISTRI DEGLI ESTERI E DELLA CULTURA DI PAESI EUROPEI E DELL'UCRAINA…

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco giorgia meloni  

Estratto dell’articolo di Niccolò Carratelli per “la Stampa”

 

ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO

Ora è ufficiale. Alessandro Giuli non andrà a Venezia per la Biennale. Diserterà uno degli appuntamenti culturali più importanti dell'anno in aperta e furiosa polemica con il presidente della Fondazione, Pietrangelo Buttafuoco, reo di aver voluto a tutti i costi la partecipazione della Russia alla sessantunesima Esposizione d'arte.

 

Il ministro della Cultura non sarà alle giornate di preapertura (6-8 maggio), né presenzierà alla cerimonia di inaugurazione del 9 maggio. Una scelta senza precedenti, ma nell'aria da diverse settimane, dopo lo scontro istituzionale (e personale) con Buttafuoco.

 

Già poco più di un mese fa, infatti, Giuli aveva deciso di non andare in laguna per celebrare la riqualificazione del Padiglione centrale dei giardini della Biennale, al termine del restauro.

 

giovanbattista fazzolari e giorgia meloni

Inoltre, ha richiesto alla Biennale tutta la documentazione sulle comunicazioni con le autorità russe, oltre che informazioni sulle modalità di allestimento del padiglione. Un'istruttoria che non ha fermato Buttafuoco, con il quale la rottura, anche dell'amicizia, appare ormai difficilmente sanabile.

 

Il presidente, infatti, ha sempre tirato dritto, difendendo la decisione di accogliere gli artisti russi a Venezia, nonostante gli avvertimenti e le critiche arrivate non solo dal ministero, ma anche da Palazzo Chigi. In particolare, dal sottosegretario Giovambattista Fazzolari, che ha la moglie ucraina ed è tra i più convinti sostenitori della causa di Kiev: a lui il ritorno di un padiglione targato Cremlino, dopo anni di assenza, proprio non è andato giù. Buttafuoco non si è fatto intimorire.

 

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

Non sono servite nemmeno le minacce della Commissione europea di chiudere il rubinetto da due milioni di euro di finanziamenti, il cui taglio è poi stato formalizzato con una lettera formale, a cui la Biennale deve ancora rispondere.

 

Né ha sortito effetti la missiva di protesta firmata da 22 tra ministri degli Esteri e della Cultura di Paesi europei e dell'Ucraina. Inutili le spiegazioni arrivate da Bruxelles sul fatto che la presenza della Russia alla Biennale violerebbe i principi e le regole previste dalle sanzioni che l'Ue ha comminato a Mosca, come conseguenza dell'invasione dell'Ucraina.

la biennale

 

Regole che vietano di dare spazio a ogni manifestazione o atto che possa configurarsi come propaganda a sostegno del regime. Ultima presa di posizione, giusto l'altro ieri, quella della giuria internazionale della Biennale, che non considererà, ai fini della premiazione, «quei Paesi i cui leader sono attualmente accusati di crimini contro l'umanità da parte della Corte penale internazionale».  Un annuncio che esclude, di fatto, Russia e Israele dalla competizione, ad esempio, per il Leone d'Oro e d'Argento. […]

https://www.dagospia.com/cronache/ministro-cultura-per-mancanza-prove-alessandro-giuli-disertera-biennale-472117 

 

25 APRILE DI SANGUE – UN UOMO HA ESPLOSO DUE COLPI DI PISTOLA AD ARIA COMPRESSA CONTRO MARITO E MOGLIE, ENTRAMBI ISCRITTI ALL’ANPI

 

25 APRILE DI SANGUE – PAURA E DELIRIO A ROMA, VICINO ALLA PIAZZA DELLA MANIFESTAZIONE PER LA FESTA DELLA LIBERAZIONE: UN UOMO HA ESPLOSO DUE COLPI DI PISTOLA AD ARIA COMPRESSA CONTRO MARITO E MOGLIE, ENTRAMBI ISCRITTI ALL’ANPI – L’UOMO ERA A BORDO DI UNO SCOOTER E INDOSSAVA UN CASCO INTEGRALE E UN GIUBBOTTO DI COLORE MILITARE, HA ESTRATTO L’ARMA E HA SPARATO CONTRO LA COPPIA: ENTRAMBI HANNO PERSO SANGUE, MA LE LORO CONDIZIONI NON SONO GRAVI…

 

(ANSA)  - A quanto si apprende due iscritti all'Anpi, con il fazzoletto dei partigiani al collo, erano in cerca di un bar a via della delle Sette chiese, a Roma, vicino alla piazza della manifestazione per il 25 aprile quando un uomo su uno scooterone chiaro con casco integrale ed un giubbotto di colore militare si è fermato, ha estratto pistola e ha sparato con pistola ad aria compressa.

 

I due, marito e moglie, sono stati colpiti al collo ed alla guancia il primo, alla spalla la seconda. Hanno perso sangue. Nessuno dei due è grave, hanno poi spiegato dall'Anpi. Si stanno sottoponendo alle medicazioni e "stanno bene". Ma, aggiungono, "quello che è successo è una cosa gravissima".

https://www.dagospia.com/cronache/paura-delirio-roma-vicino-piazza-manifestazione-per-festa-liberazione-472126 

 

CALCIO MARCIO! DAL TOTONERO ALLE INDAGINI SU GIANLUCA ROCCHI PER CONCORSO IN FRODE SPORTIVA: TUTTI GLI SCANDALI DEL PALLONE TRICOLORE

 

CALCIO MARCIO! DAL TOTONERO ALLE INDAGINI SU GIANLUCA ROCCHI PER CONCORSO IN FRODE SPORTIVA: TUTTI GLI SCANDALI DEL PALLONE TRICOLORE - IL PRIMO CASO RISALE ALLA STAGIONE 1926-1927, E RUOTA ATTORNO ALLA PRESUNTA COMBINE NEL DERBY CON LA JUVENTUS, COMPLICE IL DIFENSORE BIANCONERO ALLEMANDI, PER FAR VINCERE IL TORINO – LO SCANDALO SCOMMESSE NEGLI ANNI ’80, CON DIVERSI CALCIATORI E DIRIGENTI CHE FINIRONO IN CARCERE PER AVER TRUCCATO DELLE PARTITE – IL PASSAPORTO-FAKE DI RECOBA ALL’INTER, CALCIOPOLI NEL 2006, E LE PLUSVALENZE FITTIZIE DELLA JUVE …

scandali calcio italiano  

prima pagina di il tifone sul caso ALLEMANDI

(ANSA) - Scommesse, passaporti falsi, plusvalenze e partite truccate. Sono numerosi gli scandali, o presunti tali, che hanno investito il calcio italiano, alimentando dubbi, sospetti e polemiche a non finire sulla regolarità dei campionati che, in alcune circostanze, hanno portato a penalizzare le squadre e a revocare gli scudetti.   

 

Il primo caso risale alla stagione 1926-1927, addirittura prima della serie a a girone unico, e ruota attorno alla presunta combine nel derby con la Juventus, complice il difensore bianconero Allemandi, per far vincere il Torino. Lo scudetto vinto fu poi revocato ai granata, che da allora ne invocano la restituzione.   

 

I calciatori italiani alla sbarra nel primo processo sul calcioscommesse, 13 giugno 1980

Sono ancora oggi famose le immagini degli arresti e delle camionette di polizia e guardia di finanza negli stadi, riprese in diretta dalle telecamere di 90º minuto nel 1980, quando scoppiò il caso calcioscommesse. In carcere giocatori e dirigenti di serie A e B, accusati di truccare le partite in combutta col mondo del Totonero.

 

A livello penale furono tutti prosciolti, ma la giustizia sportiva fu durissima: Lazio e Milan retrocessi in B, penalizzazioni a Bologna, Avellino, Perugia, Palermo e Taranto, squalifica a vita per il presidente del Milan Colombo e pesanti sanzioni per diversi giocatori tra cui Albertosi, Giordano, Manfredonia, Savoldi, Rossi e Damiani.   

 

moggi calciopoli

Altri episodi di calcioscommesse emersero nel 2001 e nel 2004. Riguardò invece la naturalizzazione illecita di alcuni calciatori la cosiddetta Passaportopoli, che colpì non solo il calcio italiano nel 2001. A salvare i club coinvolti, tra cui Lazio, Udinese, Inter, fu un colpo di spugna normativo che modificò la regola federale sugli extracomunitari.

 

Alcuni calciatori vennero squalificati altri finirono nei guai anche per la giustizia ordinaria: Alvaro Recoba, ad esempio, patteggiò sei mesi di reclusione per i reati di concorso in falso e ricettazione.    Portò alla retrocessione in serie B della Juventus, nel 2006, Calciopoli, come fu battezzata la fitta rete di contatti illeciti tra dirigenti di club del mondo federale e arbitrale.

 

agnelli paratici e nedved

Colpita in particolare la 'Triade' bianconera, con la radiazione di Moggi e Giraudo. Colpiti anche, tra i dirigenti, i fratelli Della Valle, come pure i designatori Bergamo e Pairetto e il vicepresidente Figc Mazzini. Penalizzate Fiorentina, Lazio, Milan, Reggina e Arezzo.    Tra i tanti scandali c'è stato spazio anche per le plusvalenze, la differenza fra il prezzo a cui viene ceduto un calciatore e il valore residuale che aveva a bilancio. L'ultima inchiesta al riguardo ha portato al patteggiamento per gli ex vertici della Juventus.

alvaro recoba

 

https://www.dagospia.com/sport/calcio-marcio-dal-totonero-alle-indagini-gianluca-rocchi-per-concorso-in-472134 

“AVETE ROTTO IL CAZZO CO’ ‘STE BICI, CICLISTI DE MERDA!”

 

“AVETE ROTTO IL CAZZO CO’ ‘STE BICI, CICLISTI DE MERDA!” – A TORVAIANICA, UN 51ENNE È STATO PESTATO A SANGUE MENTRE TORNAVA A CASA DAL LAVORO IN BICICLETTA – TUTTA “COLPA” DI UN SORPASSO SULLA VETTURA: L’UOMO ALLA GUIDA È SCESO DALL’AUTO, SI È AVVICINATO AL CICLISTA E LO HA RIEMPITO DI BOTTE – IL RACCONTO: “GLI HO GRIDATO: “BASTA, COSÌ MI AMMAZZI!“, MA NON SI FERMAVA. E MENTRE MI PICCHIAVA CONTINUAVA A INSULTARMI, GRIDANDO 'AVETE ROTTO IL CAZZO, MA CHE PROBLEMI HAI CHE TE NE VAI IN BICICLETTA?'..."

 

Estratto dell’articolo di Maria Corrao per www.7colli.it

 

“Avete rotto il ca**o co’ ‘ste bici, ciclisti de merda!”, e poi le botte. Tante da massacragli la faccia. Follia pura a Torvaianica, dove la sera del 22 aprile, alle 20:40, un 51enne è stato aggredito mentre tornava a casa dal lavoro in bicicletta.

 

L’uomo, che stava percorrendo via dei Romagnoli in direzione del lungomare, è stato bloccato da uno sconosciuto sceso da un’auto che l’ha prima colpito con un violento pugno in faccia, poi ha continuato a picchiarlo con calci e pugni fino a procurargli fratture e contusioni al volto e alla cavità orbitale.

 

Andrea era uscito dal lavoro, a Pomezia, dove si reca ogni giorno in bicicletta. […] Ma mercoledì, arrivato nel tratto sconnesso di via dei Romagnoli, è successo l’imprevisto. Ha superato un’auto che, probabilmente proprio per via del fondo stradale sconnesso, stava andando pianissimo. Poi la vettura, oltrepassato il tratto critico, ha nuovamente superato la bici di Andrea. E, arrivata all’altezza dello stop, all’incrocio con via Zara, il conducente è sceso dall’auto.

 

L’uomo alla guida si è avvicinato al ciclista e, senza alcun motivo, lo ha colpito violentemente. “Non mi sono reso conto di nulla, io stavo pedalando per conto mio. Non ho neanche fatto in tempo a mettere i piedi a terra, fuori dai pedali, quando mi è arrivato il primo pugno in faccia”, racconta Andrea.

 

torvaianica, ciclista aggredito 1

“Mi ha fatto perdere l’equilibrio e sono caduto, ma non gli è bastato. Ha continuato a picchiarmi, dandomi pugni e calci. Mi ha rotto gli occhiali che portavo, mi colpiva ovunque, ma insisteva soprattutto in testa e in faccia. Gli ho gridato: “Basta, così mi ammazzi!“, ma non si fermava. E mentre mi picchiava continuava a insultarmi, gridando “Avete rotto il ca**o, ma che problemi hai che te ne vai in bicicletta?”. Che problemi ho io? Prima di incontrarlo non ne avevo…”.

 

L’INTERVENTO DELLA COMPAGNA: “PUÒ BASTARE COSÌ”

“Ad un tratto dall’auto è scesa una donna, forse la compagna dell’uomo. E, guardando la scena, con assoluta calma, si è rivolta verso l’uomo dicendo. “Va bene, basta così”. E lui ha smesso, è risalito sulla sua macchina e, facendo una sgommata, è scappato su via Zara, in direzione del centro, lasciandomi a terra sanguinante”, ricorda Andrea.

 

[…] Qualche secondo dopo, […] il 51enne è stato soccorso da alcuni ragazzi. Uno ha anche provato a inseguire l’aggressore, perdendolo però dopo pochi istanti. “Mi hanno detto che dovrebbe trattarsi di una Opel rossa. Io sinceramente non ricordo bene”, racconta Andrea.

 

30 GIORNI DI PROGNOSI

AGGRESSIONE

[…] Il 51enne è stato trasportato inizialmente al pronto soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia, poi, viste le sue gravi condizioni, è stato trasferito al San Camillo di Roma. “Gli hanno riscontrato varie fratture al volto – racconta Emilia, la moglie – fortunatamente non sembrano scomposte, ma per una valutazione migliore occorre attendere che si sgonfi l’edema.

 

Tra una settimana dovranno fare una nuova valutazione per capire se c’è bisogno di un intervento. Per il momento hanno dato una prognosi di 30 giorni. Ma oltre alle ferite, c’è lo shock e la rabbia per quello che è accaduto. Stavolta è successo a mio marito, ma poteva succedere a chiunque. Capisco che ci sia astio nei confronti dei ciclisti, ma questa è follia. Poteva ammazzarlo: lo ha salvato il casco. Sul caschetto ci sono tutti i segni dei pugni, se non lo avesse indossato a quest’ora la violenza con cui è stato colpito avrebbe portato a un esito diverso”.

 

aggressione

L’aggressore, da una prima ricostruzione, dovrebbe essere un ragazzo dall’età apparente di circa 30 anni, dall’accento romano. […] L’appello è verso chiunque possa aver visto qualcosa, per poter identificare l’aggressore: potete scrivere alla nostra redazione (sarà assicurato l’anonimato) all’indirizzo direttore@7colli.it o rivolgersi al commissariato di Ostia, dove è stata presentata la denuncia per aggressione, oppure dalla polizia locale di Pomezia.

 

 

LA NATO E’ IN BILICO: CHE FARE?

 

LA NATO E’ IN BILICO: CHE FARE? – NON C’E’ SOLO L’ARROGANZA DI TRUMP A INDEBOLIRE L’ALLEANZA ATLANTICA (VUOLE CACCIARE LA SPAGNA PER IL RIFIUTO DI SANCHEZ A DARE UNA MANO AGLI USA NELLA GUERRA ALL’IRAN), CI SONO ANCHE LE PRESE DI POSIZIONE DI QUELLO ZERBINO DI RUTTE – IL SEGRETARIO GENERALE SI E’ SUBITO APPECORONATO A TRUMP FACENDO INCAZZARE GLI ALTRI PAESI MEMBRI – E ORA TRABALLA IL VERTICE NATO DEL 7-8 LUGLIO IN TURCHIA – RUTTE VORREBBE UN INCONTRO “TECNICO” PER DISCUTERE DI COLLABORAZIONE INDUSTRIALE E PRODUZIONE DI ARMAMENTI, EVITANDO DI AFFRONTARE IL CONFLITTO IRANIANO - ERDOGAN, PADRONE DI CASA, IMMAGINA UN SUMMIT-EVENTO, AD ALTO CONTENUTO POLITICO: È CONVINTO DI AVERE GLI STRUMENTI PER BLANDIRE TRUMP ED EVITARE INCIDENTI DIPLOMATICI…

 

rutte trump erdogan 

Estratto dell’articolo di Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”

 

Le ultime mosse degli americani stanno agitando la preparazione del vertice Nato tra i capi di Stato e di governo, in programma ad Ankara, in Turchia, il 7 e l’8 luglio. Il segretario dell’Alleanza atlantica, Mark Rutte, è al lavoro, innanzitutto, per assorbire l’impatto della mail preparata dal sottosegretario alla Difesa Usa, Elbridge Colby, in cui si ipotizza l’espulsione della Spagna, accusata di aver boicottato la guerra degli americani contro l’Iran. Sul piano giuridico il problema non esiste.

 

BILATERALE MARK RUTTE - DONALD TRUMP - DAVOS - FOTO LAPRESSE

Come ricorda Alessandro Minuto Rizzo, già vicesegretario generale della Nato dal 2001 al 2007, «il Trattato non prevede questa possibilità; nessun Paese membro può essere espulso da un’Alleanza che è stata concepita su base volontaria». In che modo, dunque, gli Stati Uniti potrebbero punire il governo guidato dal socialista Pedro Sánchez? Ancora Minuto Rizzo: «L’unica cosa concreta che il Pentagono potrebbe fare è non usare più o addirittura chiudere le basi spagnole. Ma sarebbe un clamoroso autogol. Gli Stati Uniti ne hanno bisogno, anche perché sono infrastrutture di prim’ordine. In particolare la base navale di Rota (non lontano da Cadice, ndr )».

 

Il conflitto in Medio Oriente, innescato da Trump e da Benjamin Netanyahu, ha prodotto una miscela di ansia e nervosismo tra i partner europei. Fin da subito, Rutte ha cercato di spalleggiare Trump.

pedro sanchez 24

 

Il 4 aprile scorso, nella riunione del Consiglio Nord Atlantico, l’organismo politico dell’Alleanza, il segretario generale ha usato più o meno queste parole: il programma nucleare e la capacità missilistica dell’Iran sono da lungo tempo temi di grande preoccupazione della Nato; è quindi un errore sostenere che l’attacco contro Teheran non sia la nostra guerra. Peccato che sia proprio quella l’opinione della stragrande maggioranza degli alleati.

 

donald trump recep tayyip erdogan

Certo, Sánchez è stato il più netto e il più immediato. Ma anche il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e da ultimo Giorgia Meloni sostengono esattamente ciò che Rutte pensa sia «un errore»: nessuno vuole essere coinvolto nella guerra di Usa e Israele.

 

La tensione tra le due sponde dell’Atlantico, quindi, rischia di indebolire anche la posizione del segretario generale. Rutte sta studiando una strategia per evitare il clamoroso fallimento del vertice di Ankara che, inevitabilmente, metterebbe in discussione anche il suo ruolo. In realtà 31 Paesi sui 32 membri vorrebbero evitare la crisi storica dell’Alleanza.

 

BILATERALE MARK RUTTE - DONALD TRUMP - DAVOS - FOTO LAPRESSE

Ma, naturalmente, bisogna capire quali siano le vere intenzioni di Trump. Al momento oscure per tutti, compresi i leader delle principali nazioni. Nel frattempo, la comunità diplomatica di Bruxelles sta preparando l’agenda per il summit di luglio, sulla base anche delle indicazioni del generale americano Alexus Grynkevich, comandante supremo delle forze Nato in Europa. Sempre nella riunione del Consiglio Nord Atlantico del 4 aprile, Grynkevich aveva sollecitato gli alleati a non allentare il sostegno all’Ucraina e, nello stesso tempo, ad accelerare il processo di integrazione tra le diverse industrie militari europee.

 

RECEP TAYYIP ERDOGAN DONALD TRUMP

L’idea di Rutte, largamente condivisa dalla maggior parte degli Stati, è orientare il prossimo vertice su questioni più tecniche, come appunto la collaborazione industriale, la produzione di più armamenti, nel quadro di un aumento della spesa militare, giustificata da uno scenario geopolitico di massima allerta.

 

Il segretario generale vorrebbe anche stringere il più possibile i tempi della discussione, lasciando sullo sfondo il conflitto iraniano e chiudendo il vertice con un comunicato sintetico. […] Erdogan, il padrone di casa, però, la pensa diversamente. I turchi immaginano un summit-evento, spettacolare e ad alto contenuto politico. Il presidente turco è convinto di avere gli strumenti per blandire Trump ed evitare incidenti diplomatici. Ma sembra una scommessa rischiosa anche per lui.

BILATERALE MARK RUTTE - DONALD TRUMP - DAVOS - FOTO LAPRESSE

 
https://www.dagospia.com/politica/nato-e-in-bilico-fare-non-c-e-l-arroganza-trump-indebolire-472151 

 

A UDINE VA IN SCENA LO “SCONTRO TRA TITANI”: ALPINI VS GAY PRIDE!

 

A UDINE VA IN SCENA LO “SCONTRO TRA TITANI”: ALPINI VS GAY PRIDE! - L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI PROTESTA PER LA DECISIONE DI ORGANIZZARE LA MANIFESTAZIONE LGBT+ IL 26 SETTEMBRE, LO STESSO GIORNO DELL’ANNUALE FESTA DELLA SEZIONE CITTADINA DELLE “PENNE NERE” – GLI ALPINI NON CI STANNO”: “TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE, MA LA RICHIESTA DEL PRIDE APPARE IMPROPRIA. NESSUN PREGIUDIZIO, MA NULLA CI LEGA” - L’ASSESSORA ALLE PARI OPPORTUNITÀ, ANNA FACCHINI: “CI SONO IDENTITÀ E DUE GRUPPI AL LAVORO. LA CITTÀ È GRANDE. L’AUT AUT? PRETESTUOSO…”

raduno adunata alpini fvg gay pride udine  

Estratto dell’articolo di Domenico Pecile per il "Corriere della Sera"

 

pride a udine 2

Da una parte il Gay Pride, che vuole tornare in città dopo 9 anni con la sfilata dell’orgoglio arcobaleno. Dall’altra l’Associazione nazionale alpini, impegnata a organizzare nello stesso giorno l’annuale festa della sezione cittadina. E in mezzo il sindaco, chiamato a dirimere una controversia diventata politica. «Una soluzione la dobbiamo trovare e anche in fretta. Un conflitto non serve a nessuno», taglia corto il primo cittadino, Alberto Felice De Toni.

 

Pochi giorni fa la giunta apprende dai giornali che il Pride si terrà il 26 settembre. Una data che coincide con il raduno degli alpini, già programmato. […]

 

Il Comune richiama il diritto costituzionale di riunione e precisa che saranno le forze dell’ordine, coordinate dalla Prefettura, a valutare eventuali criticità. Una posizione giudicata troppo tiepida dall’Ana, attorno alla quale il centrodestra ha fatto quadrato chiedendo di bloccare il Pride.

 

adunata degli alpini a udine 2

Il presidente della sezione cittadina, Mauro Ermacora, è netto: o le penne nere o il Pride. «Non è possibile immaginare — afferma — che mentre si suona il Silenzio o si celebra la messa in Duomo, a pochi passi ci siano ragazzi che ballano». Poi aggiunge: «Tutti hanno diritto di manifestare, ma la richiesta del Pride appare impropria. Nessun pregiudizio, ma nulla ci lega».

 

[…]  Il sindaco annuncia un incontro con gli organizzatori, mentre martedì è prevista la riunione del direttivo Ana. L’assessora alle Pari opportunità, Anna Facchini, prova a ridi-mensionare: «Ci sono identità e due gruppi al lavoro. La città è grande. L’aut aut? Pretestuoso».

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https://www.dagospia.com/cronache/udine-in-scena-scontro-titani-alpini-vs-gay-pride-l-associazione-472156