lunedì 24 agosto 2026

«Compro e rivendo oggetti dimenticati nei depositi, ecco quanto guadagno. Ho iniziato con 10 dollari grazie a un programma tv»

 

«Compro e rivendo oggetti dimenticati nei depositi, ecco quanto guadagno. Ho iniziato con 10 dollari grazie a un programma tv»
 
 

Quante volte buttiamo via o dimentichiamo vecchi oggetti senza conoscerne il reale valore? Quei beni abbandonati nei depositi possono trasformarsi in autentiche fortune. Mike Haskell, 18enne di New York, lo sa bene: grazie alla compravendita di oggetti in depositi abbandonati ha fondato la sua attività, la Mike's Unique Treasures, guadagnando ben 135.000 dollari nel 2025 e altri 85.000 dollari nei primi sette mesi del 2026.

Come nasce tutto

La storia di Haskell inizia nel 2025, in un momento di incertezza sul proprio futuro universitario. Non avendo voti brillanti come i compagni, il giovane si chiedeva quale fosse effettivamente la sua strada. La svolta è arrivata guardando in televisione Storage Wars, il celebre programma dedicato all'asta di depositi abbandonati.

Così, Haskell inizia il suo business. Acquista il primo box per soli 10 dollari e dalla sua prima vendita, una bombola di anidride carbonica, ne ricava 40. Ben presto si appassiona al settore e quello che inizialmente sembrava un hobby diventa un lavoro a tempo pieno. «Andavo ai depositi il ​​sabato e la domenica e mi affannavo per tornare a scuola ed essere pronto il lunedì», racconta a CNBC Make It. 

Il colpo da 36mila dollari

«Il modo per fare soldi non è guardare le cose che si hanno direttamente davanti agli occhi», afferma il giovane. «Si tratta di collegare i puntini, mettendo insieme piccoli dettagli che potrebbero non essere immediatamente evidenti». Haskell, infatti, non è a conoscenza del contenuto del box prima di acquistarlo, ma ha a disposizione alcune foto. Solo mettendo insieme indizi derivanti da alccuni degli oggetti può capire se il valore di quel deposito sarà alto o basso.

La sua scommessa più redditizia arriva quasi subito: spende 450 dollari per un mobile appartenuto al mercante d'arte di Manhattan Andrew Crispo, caduto in disgrazia. All'interno scopre un dipinto originale di Man Ray, celebre esponente del dadaismo e del surrealismo, oltre ad alcuni schizzi del pittore modernista Walt Kuhn. Una vendita complessiva da 36.000 dollari che convince anche i genitori più scettici del successo del suo business.

Selezione e vendita

Oggi Haskell stima di dedicare dalle 20 alle 25 ore a settimana alla sua attività. Per trovare e fare offerte per depositi abbandonati controlla regolarmente alcuni siti web e, con alcuni amici, ha sviluppato uno strumento basato sull’intelligenza artificiale che individua i nomi famosi associati ai depositi. Per la valutazione dei singoli pezzi si affida poi a Google Lens, ChatGPT e ai confronti di mercato su eBay. Dalle sneakers introvabili ai cimeli di guerra, tutto ciò che trova viene portato a casa della madre, in New Jersey, che lo ha aiutato fin dal primo giorno a contrattare i prezzi e chiudere gli affari.

Il futuro dell'azienda

Ora per il giovane si avvicina il trasferimento ad Atlanta per iniziare gli studi universitari: pur non sapendo quale sarà il futuro della Mike's Unique Treasures, ha già chiarito che non intende abbandonarla. Oggi, grazie a questo lavoro improvvisato, ha imparato a rivalutare le sue abitudini di spesa: compra di meno e investe di più in oggetti usati, come mobili e vestiti, che a suo dire sono spesso di qualità superiore.

https://www.leggo.it/schede/24_agosto_2026_compra_depositi_abbandonati_rivende_oggetti_mike_haskell-il_futuro_dell_azienda-4-9723119.html 

 

 

 

 

Massimiliano Gatti morto in Messico, il dolore di Francesco Oppini: «Non si può morire in vacanza a soli 38 anni per una scala non a norma»

 


Il 38enne di Basiglio ha perso la vita durante una vacanza a Cancún dopo una caduta dalle scale della struttura in cui alloggiava

Massimiliano Gatti morto in Messico, il dolore di Francesco Oppini: «Non si può morire in vacanza a soli 38 anni per una scala non a norma»

di Redazione web

La morte di Massimiliano Gatti detto “Maxi” , il 38enne di Basiglio morto durante una vacanza in Messico, ha scosso profondamente la comunità alle porte di Milano. Gatti si trovava a Cancún insieme alla fidanzata e a un gruppo di amici quando, domenica 16 agosto, è avvenuto l’incidente che gli è costato la vita. Una tragedia sulla quale le autorità messicane stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica.

Mentre familiari e amici attendono risposte, sono tantissimi i messaggi di cordoglio comparsi sui social. Tra questi c’è quello di Francesco Oppini, che conosceva Gatti perché entrambi cresciuti nello stesso posto. Un lungo ricordo nel quale racconta l'ultima volta in cui lo aveva incontrato e il dolore per una morte arrivata a soli 38 anni.

Massimiliano Gatti morto a Cancún: cosa è successo

Secondo le prime ricostruzioni fornite dagli amici, Gatti sarebbe scivolato dalle scale della struttura nella quale soggiornava. Il 38enne si sarebbe appoggiato a una ringhiera realizzata con tre rami intrecciati che si sarebbe improvvisamente staccata dalla parete. La caduta non gli avrebbe lasciato scampo. «Mio figlio è morto perché le scale dell’albergo non erano in sicurezza», ha dichiarato la madre, secondo quanto riportato da Il Giorno. Le autorità messicane hanno avviato gli accertamenti necessari per chiarire nel dettaglio le circostanze dell'incidente.

La notizia della morte di “Maxi”, come lo chiamavano gli amici, ha rapidamente raggiunto Basiglio, dove il 38enne viveva ed era conosciuto. La comunità si è stretta intorno alla famiglia e alle persone che gli erano più vicine.

Francesco Oppini ricorda “Maxi”: «Eri carino, gentile, educato»

Particolarmente toccante è il messaggio pubblicato su Instagram da Francesco Oppini. I due non erano amici strettissimi, ma condividevano le stesse radici e nel corso degli anni avevano avuto diverse occasioni per incontrarsi e parlare. Oppini parte proprio dall'ultimo ricordo di Gatti, risalente a poco prima della sua partenza per le vacanze: «La sera prima di partire per le mie vacanze di quest’anno stavamo lì, eravamo un gruppetto di ragazzi che parlava assieme del più o del meno».

Poi il ritratto di Massimiliano: «Tu eri carino, gentile, educato, un gran lavoratore e amico di tutti», scrive, ricordando quelle «quattro chiacchiere» scambiate nel tempo perché entrambi avevano vissuto ed erano cresciuti nello stesso luogo. Oppini racconta anche quanto la scomparsa del 38enne abbia colpito Basiglio: «Tutta, veramente tutta la comunità» si è stretta intorno a Massimiliano, alla sua famiglia e ai suoi cari davanti a quella che definisce una «terribile quanto inaccettabile tragedia».

È nella parte centrale del post che le parole di Oppini diventano ancora più dure. «Non si può morire in vacanza in Messico a soli 38 anni per una scala non a norma di un hotel», scrive. Nel suo messaggio Oppini fa riferimento anche ai soccorsi, sostenendo: «Non si può perdere un figlio, un compagno o un amico perché i soccorsi non erano disponibili come invece avrebbero dovuto». 

Si tratta di quanto affermato nel suo post, mentre sulla dinamica e sulle circostanze dell'incidente sono in corso gli accertamenti delle autorità messicane.

Il pensiero torna quindi alla fragilità della vita e a un ragazzo che, a 38 anni, aveva ancora davanti a sé il futuro. Oppini auspica che quanto accaduto possa almeno servire a evitare altre tragedie: «Che “Maxi” viva dentro ognuno di noi per far sì che quello che è successo a lui non possa capitare ad altri». Infine l'ultimo saluto, rivolto direttamente a Massimiliano Gatti: «Che la terra ti sia lieve caro ragazzo, ti aspettiamo tutti per dare a te l’ultimo “abbraccio” che meriti». Parole alle quali Oppini aggiunge le sue «condoglianze sentitissime» alla famiglia e a tutti i suoi cari.


https://www.leggo.it/esteri/news/24_agosto_2026_massimiliano_gatti_morto_messico_francesco_oppini_ricordo_cancun-9723194.html?refresh_ce

 

 

 

 

GIORGIA, ORA CHE FAI? LA MAGGIORANZA E’ IN FRANTUMI!

 

GIORGIA, ORA CHE FAI? LA MAGGIORANZA E’ IN FRANTUMI! VANNACCI CANDIDA L’EX FORZISTA GIANNETTA A REGGIO CALABRIA, SFIDANDO ALLE ELEZIONI SUPPLETIVE DEL 26-27 SETTEMBRE IL CENTRODESTRA - I SONDAGGI DANNO IN CADUTA LIBERA FORZA ITALIA E LEGA, DILANIATE DALLA GUERRA SU CHI COMPILERA’ LE LISTE ELETTORALI – MARINA BERLUSCONI A REGGIO CALABRIA HA IMPOSTO COME CANDIDATO IL TESORIERE FABIO ROSCIOLI, STORICO AVVOCATO DI FININVEST E UOMO DI FIDUCIA DELLA CAV IN GONNELLA - ROSCIOLI È ANCHE LA PERSONA INCARICATA DI STILARE LE LISTE PER IL 2027, PER CONTO DELLA FIGLIA DI SILVIO - È QUESTO IL VERO BOTTINO CHE STA SFALDANDO I DUE PARTITI DI MINORANZA DEL CENTRODESTRA: VALE PER FI, MA ANCHE PER LA LEGA, IMPANTANATA IN UNA FAIDA "FAMILIARE" TRA I "NORDISTI" E MATTEO SALVINI - IL NODO DEI SOLDI: I BERLUSCONI VANTANO CON FORZA ITALIA UN CREDITO DI 90 MILIONI DI EURO…

riforma legge elettorale stabilicum marina berlusconi giorgia meloni matteo salvini antonio tajani roberto vannacci melonellum  

Ilario Lombardo per “La Stampa” - Estratti

 

Domenico Giannetta candidato futuro nazionale supplettive calabria

Potrà sembrare curioso ma il destino del centrodestra si sta realizzando a Reggio Calabria. 

Una sfida apparentemente locale assume i contorni di un dramma nazionale e la città dello Stretto si presta bene a testimoniare la lacerazione della coalizione di governo. Roberto Vannacci ha presentato per la prima volta una sua lista, alle elezioni suppletive per un posto alla Camera. Futuro nazionale si presenterà da sola, contro il centrodestra e, per il debutto, il generale ha voluto fare un ulteriore dispetto, candidando Domenico Giannetta, fino alle quattro del pomeriggio di ieri capogruppo di FI alla Regione. 

(...)

Il potere sulle liste Per quella stessa poltrona da deputato il centrodestra ha candidato Fabio Roscioli, avvocato e tesoriere di FI. O meglio: Marina Berlusconi lo ha imposto al segretario del partito Antonio Tajani. Meloni ha lasciato fare, dopotutto la Calabria è regione dove gli azzurri vanno forte e dove è meglio mettere il naso il meno possibile. È la regione del governatore Roberto Occhiuto, il primo a lanciare la sfida a Tajani in nome di Marina.

antonio tajani

 

Roscioli è anche l'incaricato per conto della manager primogenita del fondatore a stilare le liste per il 2027. È questo il vero bottino che fa gola ai contendenti e che sta sfaldando i due partiti di minoranza del centrodestra. Vale per FI, ma anche per la Lega, impantanata in una faida familiare tra i governatori del Nord e il segretario Matteo Salvini. 

Dal suo riposo francese, nella villa a Châteauneuf-de-Grasse, sulle alture della Costa Azzurra, dove a giorni potrebbe anche incontrare Tajani, Marina partecipa alle convulsioni del partito.

 

Difficilmente il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo avrebbe fatto quello che ha fatto, sfidare Tajani apertamente, con toni da resa dei conti congressuale, se non avesse avuto la benedizione della famiglia Berlusconi. La faccenda è di qualche giorno fa. Il vicepremier annuncia una stagione di sburocratizzazione senza minimamente informare Zangrillo, che legittimamente s'adombra.

 

marina berlusconi tajani

«Avrebbe prima dovuto rivendicare quattro anni di risultati» si lamenta il ministro piemontese in un'intervista a Il Foglio. Nella quale tra l'altro Zangrillo dice che se Marina scendesse in campo «tutti sarebbero entusiasti». Lei, la manager, lo stima e lo ha infilato nella short list del cast dei possibili successori di Tajani, assieme ai vicesegretari del partito, il presidente del Piemonte Alberto Cirio, Deborah Bergamini e Occhiuto. 

 

 

I sondaggi Non è facile per Meloni assistere all'indebolimento e al progressivo disfacimento dei suoi due principali alleati. L'orizzonte per entrambi i partiti è il 2027, mentre si evocano confronti nazionali e si litiga su congressi locali. Se non prima, sarà con le elezioni che si definirà il futuro di Tajani e Salvini, e dunque di FI e della Lega. Vannacci ha avuto l'effetto di un'esplosione sotto le acque immobili di un lago.

 

giorgia meloni matteo salvini

I sondaggi hanno preso a muoversi dopo tre anni di calma piatta. In una proiezioneanalizzata anche a Palazzo Chigi, FN avrebbe il potenziale del 10% e il Carroccio scenderebbe sotto il 5%. Tra qualche giorno, in Senato, si tornerà a lavorare sulla legge elettorale. La sua approvazione sarà un passaggio fondamentale per comprendere le prossime dinamiche politiche.

 

Numeri alla mano, nessuno del centrodestra fa i salti di gioia per la formula ideata che consegna il premio di maggioranza solo alla coalizione che raggiunge il 42%. Senza Vannacci, appare un traguardo impossibile. 

 

giorgia meloni al mare alla maddalena foto gente 4

Ma è difficile tornare indietro e con il Rosatellum, legge attualmente in vigore che prevede una parte di seggi uninominali, per la destra sarebbe anche peggio. Se dovesse passare la riforma, e il centrodestra dovesse uscire sconfitto, la Lega perderebbe circa due terzi dei 95 parlamentari che ha tra Camera e Senato. Forza Italia otterrebbe meno di trenta seggi. Sono cifre che spiegano benissimo perché la lotta di potere interna ai partiti - Marina contro Tajani, e fronte del Nord contro Salvini

https://www.dagospia.com/politica/giorgia-fai-maggioranza-e-in-frantumi-mosse-vannacci-guerra-sulle-484561 

 

“NON SO SE CREDO, MA SONO FELICE DI AVERLO INCONTRATO”

 

“NON SO SE CREDO, MA SONO FELICE DI AVERLO INCONTRATO” - LO STORICO SASSOFONISTA DEI “BLUES BROTHERS", LOUIS “BLUE LOU” MARINI, RACCONTA “IL FACCIA A FACCIA” CON PAPA LEONE XIV AL MEETING DI RIMINI: “GLI HO DETTO CHE AVEVO UN REGALO DA PARTE DELLA BLUES BROTHERS BAND, UN PAIO DI CLASSICI OCCHIALI DA SOLE RAY-BAN. LUI HA REPLICATO CHE POTEVAMO SCAMBIARCI I DONI PERCHÉ AVEVA DEI ROSARI, PER ME E MIA MOGLIE CARMEN” - LA FOTO DI PREVOST SEMINARISTA IN STILE BLUES BROTHERS: “PENSO DI ESSERE UNA PERSONA SPIRITUALE, MA NON SO QUANTO POSSA DIRE DI ESSERE ANCHE RELIGIOSO”

papa leone xiv blue lou marini 

Estratto dall’articolo di Elvira Serra per il “Corriere della Sera”

 

Robert Francis Prevost vestito come i blues brothers

Del momento surreale in cui sabato pomeriggio papa Leone ha incontrato «Blue Lou» Marini al Meeting di Rimini, il più sorpreso era proprio il sassofonista 81enne dei Blues Brothers, già protagonista del film cult di John Landis del 1980. 

 

Louis Marini, che effetto le ha fatto incontrare il Papa? 

«Quando ci siamo avvicinati gli ho detto che avevo un regalo da parte della Blues Brothers Band, un paio di classici occhiali da sole Ray-Ban. Lui ha replicato che potevamo scambiarci i doni perché aveva dei rosari, per me e mia moglie Carmen. È stato un momento davvero cool ». 

 

Di cosa avete parlato? 

Papa Leone XIV incontra Louis Blue Lou Marini al meeting di RImini

«Io gli ho detto che, consapevole o no, la Blues Brothers Band era sempre stata in missione per conto di Dio, avendo viaggiato in tutto il mondo mettendoci cuore e anima». 

 

E lui? 

«È stato molto gentile. Ha ricordato di quando guardava il film in seminario, e ha citato la scena ambientata a Milwaukee del salto del ponte». 

 

Immagino il vostro entusiasmo quando avete visto la foto di Prevost seminarista in stile Blues Brothers, con cappello fedora e occhiali scuri. 

«Quella foto ha girato da matti negli Stati Uniti. Chi ci ama ha concluso che il Papa fosse un nostro fan e che magari un giorno lo avremmo potuto incontrare. In effetti ci sono appena riuscito! Come ho già detto ai miei amici, mi sembra di aver raggiunto la cima della montagna». 

 

Papa Leone XIV incontra Louis Blue Lou Marini al meeting di RImini

È orgoglioso di avere un pontefice americano? 

«Altroché! E di Chicago, poi. E che ha voluto incontrare me! È un onore incredibile, ma anche qualcosa di surreale e fantastico». [...]

 

Crede in Dio? 

«Penso di essere una persona spirituale, ma non so quanto possa dire di essere anche religioso. So che quando suono con la band, mi volto verso il nostro batterista, Lee Finkelstein, ci scambiamo uno sguardo e sappiamo che stiamo per avere ancora una volta l’opportunità di fare musica e di far stare bene la gente per un’ora e mezzo. È qualcosa di potente. Le ripeto: non so bene in cosa credo, è un mistero. Ma penso che siamo parte di un grande puzzle: più cerchiamo di capire, meno ne sappiamo». [...]

 

L’ultima volta che ha visto il film dei Blues Brothers? 

Papa Leone XIV incontra Louis Blue Lou Marini al meeting di RImini

«Mi capitava di vedere qualche spezzone facendo zapping. Invece questa primavera con mia moglie lo abbiamo guardato per intero, dall’inizio alla fine, e sono rimasto colpito da quanto fosse dolce e incantevole. Sono orgoglioso di averne fatto parte». 

 

Avrebbe mai immaginato, dopo più di 40 anni, di continuare a cantare in tutto il mondo le canzoni del film con la Blues Brothers Band? 

«Se ai tempi qualcuno me lo avesse detto gli avrei risposto: sei totalmente pazzo (questo lo dice in italiano, ndr)». 

https://www.dagospia.com/media-tv/non-so-se-credo-felice-averlo-incontrato-storico-sassofonista-484576

 

“SCAMARCIO ADESSO È TROPPO INTELLETTUALE”

 

“SCAMARCIO ADESSO È TROPPO INTELLETTUALE” – FEDERICO MOCCIA AL VELENO SULL’ATTORE CHE FU PROTAGONISTA DELLA VERSIONE CINEMATOGRAFICA DEL SUO ROMANZO “TRE METRI SOPRA IL CIELO”: “DA ALLORA NON L'HO MAI PIÙ INCONTRATO. A ‘BELVE’, QUANDO LA FAGNANI GLI HA DETTO CHE IO LO AVREI GIUDICATO POCO RICONOSCENTE, HA RISPOSTO ‘MA QUELLO È MATTO’. ALLE ‘IENE’ HA DICHIARATO DI DOVERE TUTTO A ‘TRE METRI SOPRA IL CIELO’. È STATO COSTRETTO AD AMMETTERLO” – POI LO SCRITTORE DI ROMA NORD RINCARA LA DOSE: “QUANDO L'HO VISTO RECITARE MI SONO DETTO ‘POTREBBE DIVENTARE IL NUOVO MASTROIANNI’. PURTROPPO LE MIE SPERANZE SONO NAUFRAGATE…”

riccardo scamarcio federico moccia 

Estratto dell’articolo di Fulvia Caprara per “La Stampa”

 

FEDERICO MOCCIA LUCCHETTI

In un passato vicinissimo, quando ancora poteva succedere che un amore, un desiderio, un'assenza, venissero comunicati con una frase scritta, magari su un muro, Federico Moccia, fresco 63enne, ha messo a segno una saga letteraria di straordinario successo, dando luogo a una serie di film e a una moda ancora in voga in tante città del mondo: «Il primo lucchetto l'ho messo io, la sera prima che uscisse Ho voglia di te. L'ho attaccato con una catena, al terzo lampione di Ponte Milvio, e mi sono detto "sta a vedere che adesso mi beccano i carabinieri e gli devo spiegare che cosa sto facendo"».

 

riccardo scamarcio kat saunders tre metri sopra il cielo

Una sorta di marketing preventivo, destinato a scatenare un fenomeno sociale: «Avevo pensato: "se qualche lettore vuole verificare la leggenda, almeno un lucchetto c'è"».

 

[…]

 

Sono passati più di 30 anni da quando ha scritto Tre metri sopra il cielo, quanto è cambiato il modo di raccontare l'amore?

«La ricerca della favola, della bellezza di stare "tre metri sopra il cielo" non è diversa da prima. I ragazzi di oggi, tra i 14 e i 16, sono comunque alla ricerca dell'amore, il sentimento è sempre, fortunatamente, molto presente. Mutano i modi, quelli sì.

 

riccardo scamarcio a belve 2

Adesso invece di scambiarsi il numero di telefono, si danno l'identità su Instagram e si scrivono lì. La comunicazione passa dai social, ma il desiderio della storia importante è uguale. C'è un sacco di gente che continua ad amare l'amore».

 

Cosa cercano, nell'amore, i teen-agers degli anni 2000?

«Solidità, una ragione di autenticità. Le insicurezze, le indecisioni, sono le stesse di un tempo, si è aggiunto il caos generale, la fluidità.

 

Noi queste cose non le abbiamo vissute, era tutto molto più doloroso, perché c'erano confini che non potevano essere superati, l'incapacità di accettare l'omosessualità, l'ha raccontata pure Zalone in Cado dalle nubi. Poi, a poco a poco, anche se alcuni retaggi sono rimasti, l'argomento è stato sdoganato, anzi, direi che oggi spesso non si capisce più niente, abbiamo un po'"sbracato"».

 

[…]

 

SCAMARCIO TRE METRI SOPRA IL CIELO

Il successo dei suoi libri e poi dei film lanciò Riccardo Scamarcio che divenne, in un attimo, adorato teen-idol. Siete rimasti in contatto?

«Pensi che, da allora, non l'ho mai più incontrato… adesso è troppo intellettuale (ride n. d. r.) . Ci siamo scritti e parlati a distanza, attraverso le interviste che ci è capitato di fare, l'ultima è quella che ha dato a Belve.

 

La Fagnani gli ha detto che io lo avrei giudicato poco riconoscente, lui ha risposto "ma quello è matto". Non ci siamo mai incrociati, poi, finalmente, alle Iene, ha dichiarato di dovere tutto a Tre metri sopra il cielo. Insomma, è stato costretto ad ammetterlo».

 

Che impressione le aveva fatto al primo incontro?

federico moccia

«Aveva 20 anni, ho un ricordo bellissimo di lui, mi disse che aveva letto il mio libro, che quella era proprio la sua storia da ragazzo, quando viveva ad Andria. Poi l'ho visto recitare, e mi sono detto "potrebbe diventare il nuovo Mastroianni, piacere al grande pubblico, di tutte le età".

 

Naturalmente a patto di avere lo stesso charme, la stessa grazia, la stessa ironia, la stessa eleganza di Marcello. Purtroppo le mie speranze sono naufragate, Mastroianni era una persona stupenda, meravigliosa…».  […]

 

https://www.dagospia.com/cronache/scamarcio-e-troppo-intellettuale-federico-moccia-sputa-veleno-contro-484598 

 

PER VANNACCI C'E' TROPPA "FROCIAGGINE" IN TV - NEL SUO DELIRANTE PROGRAMMA POLITICO, L'EX GENERALE PROPONE DI ISTITUIRE UNA FASCIA TELEVISIVA PROTETTA, DALLE 6 ALLE 23, IN CUI SONO VIETATI I CONTENUTI CHE LUI DEFINISCE "GENDERISTI" E "OMOSESSUALISTI", COSÌ DA "PROTEGGERE I BAMBINI"

 

PER VANNACCI C'E' TROPPA "FROCIAGGINE" IN TV - NEL SUO DELIRANTE PROGRAMMA POLITICO, L'EX GENERALE PROPONE DI ISTITUIRE UNA FASCIA TELEVISIVA PROTETTA, DALLE 6 ALLE 23, IN CUI SONO VIETATI I CONTENUTI CHE LUI DEFINISCE "GENDERISTI" E "OMOSESSUALISTI", COSÌ DA "PROTEGGERE I BAMBINI" - MA CHI È CHE STABILISCE COSA SI PUÒ O NON SI PUÒ MANDARE IN ONDA? VERRA' ISTITUITO UNA SORTA DI MINISTERO DELLA VERITÀ ORWELLIANO? - VANNACCI HA INTENZIONE DI ELIMINARE LE UNIONI CIVILI E RENDERE "REATO UNIVERSALE" IL CAMBIO DI SESSO DEI MINORI - L'EX GENERALE PROPONE L'EDUCAZIONE MILITARE COME MATERIA A SCUOLA E IL DISPIEGAMENTO DEI SOLDATI NELLE ZONE PIÙ DEGRADATE DEL PAESE. MANCA SOLO INSEGNARE  "FACCETTA NERA"...

vannacci vestaglietta 

Vannacci svela nuove proposte, 'stop a contenuti gender e omosessuali in tv' 

ROBERTO VANNACCI SI TUFFA IL PRIMO GENNAIO A VIAREGGIO

(ANSA) - ROMA, 24 AGO - Una fascia protetta in tv lunga quasi tutta la giornata, dalle 6 alle 23, per tenere lontani dai bambini contenuti definiti "genderisti" e "omosessualisti". Il cambio di sesso dei minori trasformato in "reato universale". E un muro contro le direttive europee considerate espressione dell'agenda Lgbt, anche a costo di andare allo scontro con le Corti internazionali.

 

È la stretta sui temi Lgbt disegnata nelle nuove proposte del programma di Futuro Nazionale. Il primo fronte del partito di Roberto Vannacci è la televisione. La proposta è vietare programmi, scene e spot con contenuti definiti "genderisti/omosessualisti" quando possano essere visti dai minori. Il risultato sarebbe una fascia protetta dalle 6 del mattino alle 23, accompagnata da un sistema di sanzioni che, nei casi previsti, potrebbe arrivare fino alla sospensione della licenza.

ROBERTO VANNACCI E IL PINGUINO GAY DI SIDNEY - VIGNETTA BY ROLLI IL GIORNALONE - LA STAMPA

 

Ancora più dura la linea sulla transizione di genere dei minorenni. Futuro Nazionale vuole vietare interventi chirurgici di riassegnazione, ormoni cross-sex e bloccanti della pubertà anche quando ci sia il consenso dei genitori. Non solo: queste pratiche dovrebbero diventare un "reato universale", perseguibile in Italia anche se effettuato all'estero.

 

Per gli adulti resterebbe invece la possibilità di ricorrere agli interventi, ma non a carico del servizio sanitario pubblico. Il terzo muro Vannacci vuole alzarlo a Bruxelles. Il programma chiede di respingere le direttive europee e internazionali considerate finalizzate alla promozione dell''ideologia woke' e dell''agenda Lgbt'. Una linea da mantenere anche davanti alle decisioni delle Corti e degli organismi internazionali: su questi principi, è la posizione espressa nel documento, non può esserci "sudditanza".

 

Vannacci, 'via le unioni civili e deroga al Patto Ue per la natalità'

roberto vannacci coi meloni in mano

(ANSA) - ROMA, 24 AGO - Via le unioni civili, il matrimonio come unico istituto di coppia e adozioni solo per famiglie con padre e madre. E, per provare a invertire la crisi delle nascite, una deroga al Patto di Stabilità europeo che permetta di spendere sulla natalità mettendola davanti al Green deal e al riarmo. È la ricetta di Roberto Vannacci, che nel nuovo capitolo del programma di Futuro Nazionale indica nella "crisi demografica" la "principale emergenza nazionale".

 

"Il matrimonio rimane l'unico istituto di coppia, perché solo la procreazione ha rilievo pubblico", afferma Vannacci. Il programma propone quindi l'abrogazione delle unioni civili e indica nella famiglia fondata sull'unione tra uomo e donna il modello da sostenere con politiche fiscali e abitative, asili nido e congedi. I diritti oggi collegati alle unioni civili, dall'assistenza in ospedale all'eredità, diventerebbero diritti individuali attribuibili alla persona scelta dal cittadino, senza, si legge, "elevare il rapporto sessuale a criterio di concessione dei diritti".

 

roberto vannacci alla versiliana 1

Stretta anche sulle adozioni: quella ordinaria sarebbe riservata alle famiglie con padre e madre, escludendo coppie omosessuali e i single, salvo per questi ultimi casi particolari legati a un rapporto già esistente con il bambino. Il generale mette poi sul tavolo un "vero quoziente familiare", esenzioni fiscali progressive per chi ha figli, un 'reddito di rinascita' per le madri e il 'mutuo tricolore', con interessi azzerati al terzo figlio.

 

Per le famiglie numerose dei dipendenti pubblici arriverebbero anche le 'quote azzurre', per facilitarne i trasferimenti. La sfida passa anche da Bruxelles. FnV propone di chiedere una "deroga strutturale al Patto di stabilità" per le spese destinate alla "riattivazione demografica", indicata come prioritaria rispetto a Green deal e ReArm Eu. Sul fine vita, infine, FnV ribadisce la difesa della vita "dal concepimento alla morte naturale" e il no a eutanasia e omicidio del consenziente.

 

Vannacci, 'educazione militare a scuola e soldati contro il degrado in città'

roberto vannacci alla versiliana 2

(ANSA) - ROMA, 24 AGO - L'educazione militare entra a scuola e l'Esercito viene dispiegato nelle zone più degradate delle città, con nuovi poteri per intervenire. Sono alcune delle proposte contenute nel nuovo capitolo del programma di Futuro Nazionale, il partito guidato dal generale Roberto Vannacci, che punta ad allargare il ruolo delle Forze armate sul territorio e rivendica la sovranità dell'Italia nelle scelte sulla Difesa, ribadendo il no all'obiettivo Nato del 5% del Pil e al programma europeo Safe.

 

Nelle scuole superiori, FnV punta a introdurre moduli di "educazione alla difesa e alla sicurezza nazionale", per far conoscere ai ragazzi il ruolo delle Forze armate e attirare verso la carriera militare "i migliori giovani con i caratteri adeguati". Prevista anche la partecipazione volontaria a campi e attività esterne di "formazione per educazione militare con valenza civica".

Roberto Vannacci rilancia sfida a Matteo Renzi sulla maratona 33

 

L'altro fronte sono le città: i militari potrebbero essere impiegati, insieme alle forze di polizia, nelle aree con "elevati livelli di criminalità e degrado", oltre che a difesa di infrastrutture strategiche e luoghi sensibili. L'obiettivo è riaffermare "presenza, controllo e legalità" dello Stato. FnV "rigetta con fermezza" l'obiettivo di portare la spesa militare al 5% del Pil e sostiene che né la Nato né altre organizzazioni sovranazionali debbano decidere quanto l'Italia deve spendere per la difesa.

 

Le risorse, afferma, devono rispondere alle "reali necessità strategiche italiane" senza sacrificare altre priorità. Ferma contrarietà anche a Safe, lo strumento europeo di prestiti per la difesa, considerato nuovo debito legato alle priorità di Bruxelles. Sui confini, torna in campo la Marina: il programma propone di rafforzare la sorveglianza nel Mediterraneo con "pattugliamenti e interdizioni mirate" contro l'immigrazione illegale, nel rispetto del diritto internazionale.

https://www.dagospia.com/politica/nel-suo-delirante-programma-politico-l-ex-generale-propone-istituire-484599 

 

PUTIN È A CORTO DI SOLDATI E CONDUCE TEST PER UNA NUOVA MOBILITAZIONE DI MASSA. LA RISPOSTA DEI RUSSI? IN MIGLIAIA SCAPPANO PER LA PAURA DI UNA CHIAMATA ALLE ARMI

 

L’ARMATA ROSSA E’ LESSA: SERVE CARNE DA MACELLO! - PUTIN È A CORTO DI SOLDATI E CONDUCE TEST PER UNA NUOVA MOBILITAZIONE DI MASSA. LA RISPOSTA DEI RUSSI? IN MIGLIAIA SCAPPANO PER LA PAURA DI UNA CHIAMATA ALLE ARMI - IL VICECAPO DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DMITRY MEDVEDEV LI BOLLA COME "TRADITORI" DELLA PATRIA - I RUSSI SI DEVONO SCIROPPARE ANCHE LUNGHE CODE PER FARE BENZINA: LA CARENZA DI CARBURANTE È UN EFFETTO DEGLI ATTACCHI UCRAINI SULLE INFRASTRUTTURE ENERGETICHE…

vladimir putin soldati russi 

(Adnkronos) - La Russia sta conducendo in modo discreto esercitazioni in tutto il Paese per verificare la capacità dell'apparato militare di gestire un'eventuale nuova mobilitazione di massa, dalla sistemazione delle reclute alla loro alimentazione e al rifornimento di armi ed equipaggiamenti.

 

Lo riporta il Wall Street Journal, citando funzionari dell'intelligence occidentale. In una delle esercitazioni, condotta a luglio, ufficiali militari sono volati da San Pietroburgo nell'exclave di Kaliningrad per supervisionare concretamente la pianificazione di una possibile mobilitazione dei residenti della regione, comprese le procedure necessarie per ospitare, nutrire e armare i nuovi soldati. Test analoghi sarebbero in corso in tutto il Paese "nel caso in cui venga presa la decisione" di procedere.

basi di droni russi

 

Il Cremlino non avrebbe tuttavia ancora deciso di ordinare una nuova mobilitazione e, secondo le fonti occidentali, difficilmente lo farà prima delle elezioni parlamentari previste alla fine di settembre. A spingere Mosca a valutare questa possibilità sarebbero le difficoltà nel reclutare abbastanza volontari per compensare le perdite subite sul campo, mentre il presidente Vladimir Putin continua a puntare alla conquista dell'intero Donbass.

 

A differenza della caotica mobilitazione del settembre 2022, che provocò la fuga dalla Russia di centinaia di migliaia di uomini, il Cremlino dispone oggi di un registro elettronico degli uomini in età militare che consentirebbe di procedere in maniera più graduale, convocando piccoli gruppi in diverse fasi e riducendo così il rischio di panico. Nelle ultime settimane, tuttavia, le indiscrezioni su una possibile nuova chiamata alle armi dopo le elezioni hanno già alimentato timori tra i russi, con un aumento delle ricerche online sulle modalità per lasciare rapidamente il Paese.  

VLADIMIR PUTIN SULL ISOLA DI SAKHALIN

 

PAURA DELLA MOBILITAZIONE MIGLIAIA DI RUSSI IN FUGA MEDVEDEV: "SONO TRADITORI" 

M.P. per “la Repubblica” - Estratti

 

Abituato a svernare ai tropici, Vasily, professionista della finanza, quest'anno sta pensando di anticipare la partenza a inizio settembre. «Giusto per essere sicuro» e per «monitorare la situazione dall'esterno». 

 

È uno dei molti russi che prendono sul serio le voci, sempre più insistenti, di una nuova mobilitazione dopo le elezioni alla Duma del 20 settembre. 

 

Pochi giorni fa, alcune foto sui social mostravano una lunga fila di automobili alla dogana di Verkhny Lars, al confine con la Georgia. Un numero anomalo di persone, circa ventimila, avrebbe attraversato il confine in un solo giorno, hanno riferito le autorità doganali russe, poi smentite da quelle georgiane, che hanno precisato che le cifre comprendevano il traffico in entrambe le direzioni.

 

armata rossa Spetsnaz truppe d’élite di mosca

Ma la notizia si era già diffusa, alimentando la paranoia collettiva e il déjà-vu del settembre 2022, quando proprio da quel valico una fiumana di russi fuggiva dalla «mobilitazione parziale», con cui Putin richiamò 300.000 riservisti per stabilizzare il fronte in Ucraina.

 

Nelle settimane successive centinaia di migliaia di uomini in età di leva lasciarono il Paese, molti senza più tornare. Quattro anni dopo, con l'avanzata russa che procede a rilento, centinaia di perdite al giorno e gli obiettivi dell'«operazione militare speciale» che restano una chimera, la preoccupazione per una nuova mobilitazione è più alta che mai. 

vladimir putin a Novosibirsk

 

Lo mostrano i dati di Google Trends: le ricerche relative a «ci sarà la mobilitazione?» hanno registrato un'impennata dalla fine di luglio. Un altro segnale arriva dagli affitti a Yerevan, in Armenia, saliti del 30% durante l'estate, secondo il portale russo Vyorstka, per la crescente domanda dalla Russia.

 

Un portavoce del progetto Idite Lesom, che aiuta gli uomini russi a evitare la leva, ha detto a Repubblica che nelle ultime settimane sono «sommersi» di richieste di aiuto. Per Kovcheg, organizzazione che aiuta a emigrare i russi contrari alla guerra, le richieste questo mese sono già otto volte superiori a maggio, con Armenia e Georgia tra le destinazioni più quotate. 

 

ARMATA ROSSA ZETA

Al momento si tratta solo di voci: non ci sono prove che il Cremlino si stia preparando a un'altra mobilitazione di massa e, secondo molti esperti, lo scenario resta poco probabile, dato il contraccolpo politico che questa misura comporterebbe. 

 

Come riferiscono attivisti e media russi indipendenti, per rifornire il fronte, le autorità starebbero intensificando il reclutamento di volontari, anche ricorrendo a pressioni e metodi coercitivi. 

 

Vladimir Putin

Emblematico il caso della regione di Penza, dove diversi uomini sarebbero stati prelevati per strada o dalle loro abitazioni e costretti a firmare un contratto con il ministero della Difesa.

 

Le autorità intanto cercano di tranquillizzare. «Sciocchezze»: così il vicecapo del Consiglio di Sicurezza Dmitry Medvedev ha definito le voci di una nuova mobilitazione, sostenendo che nella prima metà dell'anno 200.000 uomini avrebbero firmato un contratto con l'esercito.

 

Ma lo spauracchio di una nuova chiamata alle armi non è l'unico fattore che potrebbe spingere molti russi a considerare l'espatrio. A pesare è anche un clima di crescente pessimismo: secondo un sondaggio del centro VCIOM, circa due terzi della popolazione ritengono che tempi duri attendano la Russia, il dato più alto dai tempi della pandemia di Covid.

 

Tra le principali fonti di preoccupazione ci sono anche il peggioramento delle condizioni economiche e gli attacchi dei droni ucraini in profondità nel territorio russo.

 

«Quanto più difficile è la situazione al fronte per il nemico, tanto più crudeli e barbarici sono gli attacchi compiuti dal regime di Kiev», ha dichiarato ieri Putin durante un comizio al congresso di Russia Unita, ammettendo i «danni economici» inflitti dai raid. Medvedev, intervenuto in qualità di presidente del partito, ha attaccato i cittadini che hanno lasciato il Paese e che «desiderano la sua sconfitta»: «Simili traditori non dovrebbero avere il diritto di tornare nel proprio Paese».  

droni ucraini su mosca 1

 

IL PESO DEL CONFLITTO SULLA VITA DEI RUSSI 

Marco Imarisio  per il Corriere della Sera - estratti

Nel momento del bisogno, l’unione tra Stato e Chiesa fa la forza. E così, mentre sempre più parlamentari propongono leggi per inasprire le sanzioni a chi sui social mostra le auto in coda per la benzina e intanto elogiano la resilienza del popolo russo, nella cittadina di Friazino, vicino a Mosca, i preti dedicano la loro omelia alla mancanza di carburante.

 

Dmitrij Medvedev distrugge foto di leader europei in un video generato con ai

Chi se ne lamenta «è povero di spirito», perché la religione ortodossa, quella di oggi almeno, prevede «la sofferenza come forma di rispetto per il potere laico».

 

La situazione è «tesa», parola del vice primo ministro Aleksandr Novak, che già altre volte si è preso l’onere di dire la verità.

 

Anche ieri, dentro la Mkad, il raccordo anulare che comprende la prima periferia della capitale, le code davanti ai distributori erano ovunque, e alcune raggiungevano i due chilometri di lunghezza.

 

Niente a che vedere comunque con quelle che si videro proprio 28 anni fa quando il rublo venne svalutato e il panico travolse gran parte della popolazione.

 

La crisi del carburante Quando si parla di Russia, il senso delle proporzioni va sempre mantenuto. Ma è vero che ad agosto il Paese è stato colpito da una nuova crisi del carburante. Le segnalazioni di carenza o totale mancanza di benzina e dei relativi ingorghi alle stazioni di servizio giungono praticamente da ogni parte della Federazione. 

 

La mappa delle zone più in sofferenza e quella degli attacchi dei droni ucraini alle raffinerie formano una sovrapposizione quasi perfetta. 

 

È in corso un drastico calo della produzione dovuto alla ripresa delle incursioni dei droni di Kiev. Alcuni stabilimenti, già danneggiati, non sono più riusciti a riprendersi. 

 

Vladimir Putin tuta mimetica

Persino Vladimir Putin è dovuto intervenire per calmare la gente. Come da tradizione, il presidente russo ha tergiversato, facendo ben presente che la colpa della attuale situazione non ricade su di lui e sulle sue decisioni, ma sui suoi sottoposti.

 

«Non tutte le questioni sono state ancora risolte. Certo, ci sono alcuni disagi per la popolazione, e il governo deve ovviamente tenere la situazione sotto controllo». Nessuno li chiamerà mai danni collaterali di guerra, ma di questo si tratta.

 

Secondo i dati di Bloomberg , nella prima metà di agosto sono state colpite da attacchi almeno nove aziende del settore petrolifero, che rappresentano circa 145 milioni di tonnellate di materie prime all’anno. Considerando che nel 2025 la lavorazione primaria ammontava a circa 265 milioni di tonnellate, la quota delle raffinerie colpite è pari al 54 per cento. 

droni ucraini su mosca 15

 

Le misure del governo Le misure adottate dal governo per stabilizzare il mercato dei carburanti non stanno facendo argine. Il divieto totale di esportazione della benzina è stato prorogato al 31 gennaio 2027, quello sul gasolio fino al prossimo primo settembre.

 

Inoltre, discreto paradosso per uno dei Paesi più ricchi di materie prime, fino al prossimo luglio è consentita l’importazione e l’acquisto da altri Stati.

 

E in almeno 59 regioni sono state introdotte severe restrizioni alla vendita di carburante. Eppure, non basta.

 

Secondo i dati di una app che monitora in tempo reale la disponibilità di benzina nei punti vendita al dettaglio, lo scorso 16 agosto solo il 28% delle stazioni di servizio in tutto il Paese aveva una qualche disponibilità. Una settimana prima, la percentuale era del 41%.

https://www.dagospia.com/politica/l-armata-rossa-e-lessa-wsj-putin-corto-soldati-conduce-test-per-nuova-484568