sabato 25 luglio 2026

SENTENZA STORICA DEL TAR DEL LAZIO, CHE STABILISCE CHE LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NON PUÒ DELEGARE LE DECISIONI A UN PROGRAMMA DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE:

 

RESTIAMO UMANI! – SENTENZA STORICA DEL TAR DEL LAZIO, CHE STABILISCE CHE LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NON PUÒ DELEGARE LE DECISIONI A UN PROGRAMMA DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE: I “BOT” POSSONO ESSERE USATI PER ASSISTERE LE PROCEDURE MA L’ULTIMA PAROLA SPETTA A UN ESSERE UMANO – IL CASO, DESTINATO A TRASFORMARSI IN UN PRECEDENTE, NASCE DAL RICORSO DI UN INSEGNANTE, ESCLUSO DA UNA GRADUATORIA PER UN ERRORE DEL SISTEMA, CHE…

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Estratto dell’articolo di Sandra Riccio per “la Stampa”

intelligenza artificiale nel lavoro

 

Dietro ogni decisione della pubblica amministrazione ci deve essere una «riserva di umanità», un confine invalicabile per l'intelligenza artificiale. È una clamorosa sentenza del Tar del Lazio, destinata a trasformarsi in un precedente, a fissare la linea rossa all'algoritmo: può supportare le scelte, ma l'ultima parola va lasciata a una persona in carne e ossa.

 

A innescare i giudici amministrativi è stato il ricorso di un insegnante candidato al concorso per la scuola secondaria, classe Arte e Immagine: nel mirino c'è il decreto con cui l'ufficio scolastico, alla fine del 2024, ha approvato la graduatoria. Il sistema automatizzato non ha rilevato la riserva di posti a cui il candidato aveva diritto per il servizio prestato, perché la dichiarazione era stata inserita in una parte «erronea» della domanda. La macchina non se n'è accorta. E nessun essere umano, spiegano le carte, ha corretto il software.

 

intelligenza artificiale nel lavoro

Parte la battaglia, il Tribunale dà ragione all'aspirante insegnante: […] nelle procedure non automatizzate, ricordano i giudici, un requisito dichiarato nel posto sbagliato del modulo non può essere ignorato dall'amministrazione. […]

 

Il Collegio scolpisce il principio nero su bianco: «L'algoritmo, ove utilizzato dall'Amministrazione, costituisce un atto amministrativo informatico e non può tradursi in una delega integrale del potere decisionale a un sistema automatico, soprattutto nei procedimenti caratterizzati da profili valutativi o discrezionali».

 

[…] C'è poi il capitolo europeo. L'Ai Act, il regolamento Ue sull'intelligenza artificiale, non è ancora pienamente applicabile ma per il Tar può già essere usato come «parametro interpretativo evolutivo, idoneo a rafforzare l'esigenza di trasparenza, controllo umano e sindacabilità delle decisioni automatizzate».

intelligenza artificiale lavoro

 

E il regolamento classifica ad alto rischio proprio i sistemi di Ai impiegati nelle selezioni per l'impiego pubblico, imponendo «una supervisione umana effettiva, idonea a consentire il controllo, l'intervento e la correzione del funzionamento del sistema».

 

E il regolamento classifica ad alto rischio proprio i sistemi di Ai impiegati nelle selezioni per l'impiego pubblico, imponendo «una supervisione umana effettiva, idonea a consentire il controllo, l'intervento e la correzione del funzionamento del sistema».D'altronde - ricorda il Collegio - è quanto previsto negli articoli 3, 24 e 97 della Costituzione. […]

https://www.dagospia.com/cronache/sentenza-storica-tar-lazio-stabilisce-pubblica-amministrazione-non-puo-480978 

 

LA DECISIONE DELLA CORTE UE SU AGNELLI E ARRIVABENE ABBATTE L’AUTONOMIA DELLA GIUSTIZIA SPORTIVA

 

BOOM! CAMBIA TUTTO: LA DECISIONE DELLA CORTE UE SU AGNELLI E ARRIVABENE ABBATTE L’AUTONOMIA DELLA GIUSTIZIA SPORTIVA - SVOLTA STORICA DOPO I RICORSI DEGLI EX DIRIGENTI DELLA JUVENTUS NELL’AMBITO DELL’INCHIESTA SULLE PLUSVALENZE FITTIZIE - LE SANZIONI SPORTIVE CHE INCIDONO SULLE LIBERTÀ GARANTITE DAL DIRITTO UE DEVONO POTER ESSERE SOTTOPOSTE A UN GIUDICE CON IL POTERE DI ANNULLARLE E DI ADOTTARE MISURE PROVVISORIE. QUINDI, I GIUDICI STATALI POTRANNO ANNULLARE LE SQUALIFICHE DELLE FEDERAZIONI. FINISCE L’ERA DELL’INSINDACABILITÀ DEI PROCESSI FEDERALI. D'ORA IN AVANTI I TRIBUNALI CALCISTICI NON AVRANNO PIÙ L'ULTIMA PAROLA…

arrivabene agnelli 

Fabio Riva per lastampa.it - Estratti

 

ARRIVABENE AGNELLI

Se c’è (c’era…) una costante, nel mondo del calcio, è la strenua difesa della propria autonomia. Per decenni le federazioni sportive hanno vissuto in una sorta di iperuranio giuridico, una bolla, un regno separato in cui le decisioni (più o meno opinabili, comprensibili, condivisibili) dei giudici interni erano insindacabili. E in cui l'unica concessione ai tribunali dello Stato, in caso di palesi ingiustizie, era un mero risarcimento economico.

 

Ebbene, quella bolla è stata appena travolta. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea – pronunciandosi sui ricorsi di Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene contro le sanzioni del caso plusvalenze Juventus – ha infatti avviato una rivoluzione copernicana che riscriverà le regole del gioco.

 

Per capire il contesto e la portata di questa svolta bisogna riavvolgere il nastro di una vicenda iniziata cinque anni fa. Nel maggio 2021, l'inchiesta "Prisma" della Procura di Torino accese i fari sui bilanci della Juventus, ipotizzando plusvalenze fittizie e manovre stipendi.

arrivabene nedved agnelli

 

Da lì si mise in moto la macchina della giustizia sportiva della FIGC. Tra proscioglimenti iniziali, riaperture del processo e le clamorose dimissioni dell'intero Consiglio di Amministrazione bianconero nel gennaio 2023, si arrivò alle pesanti inibizioni: 24 mesi ad Agnelli e 16 ad Arrivabene, sanzioni poi confermate dal Collegio di Garanzia del CONI ed estese a livello globale dalla FIFA. Sembrava il “the end”.

 

 

Ma i due (ex) dirigenti decisero di non arrendersi e si rivolsero al Tar del Lazio. Una mossa che sulla carta sembrava potesse portare verso un vicolo cieco, poiché la legge italiana impedisce ai tribunali ordinari di annullare le sentenze della giustizia sportiva. Il Tar, tuttavia, intravide un potenziale cortocircuito: impedire a un professionista di lavorare in tutta Europa tramite una sanzione sportiva, senza che un giudice statale possa bloccare o annullare quel provvedimento, non viola forse le libertà fondamentali dell'Unione Europea? Ebbene, il rischio c’era. Da qui, il rinvio pregiudiziale a Lussemburgo.

agnelli maurizio arrivabene

 

La risposta della Corte di Giustizia UE non ha lasciato spazio a interpretazioni. I giudici europei hanno messo nero su bianco il fatto che una sanzione che vieta l'esercizio di un'attività professionale in tutti gli Stati membri calpesta il diritto alla libera circolazione dei lavoratori. Certo, il calcio ha il diritto di darsi delle regole per garantire il rispetto degli standard finanziari e la regolarità dei campionati, ma le punizioni devono essere «proporzionate, coerenti e basate su criteri trasparenti e oggettivi»

 

Ma il vero grimaldello che scardina il vecchio sistema è un altro: «I cittadini devono disporre di un ricorso giuridico effettivo». Detto facile: chi subisce una sanzione sportiva illegittima che condiziona (o distrugge) la propria carriera deve poter chiedere a un giudice indipendente e governato dalla legge dello Stato l’immediato annullamento della squalifica ed eventualmente l'adozione di misure cautelari urgenti.

 

Ecco la parte della sentenza che rivoluzione tutto: «Affinché il diritto degli Stati membri soddisfi tale requisito, deve innanzitutto consentire agli individui di adire le vie legali dinanzi a un giudice o a un tribunale competente ad annullare tali sanzioni e, se necessario, a disporre misure cautelari.

maurizio arrivabene

 

In secondo luogo, gli Stati membri devono garantire l'indipendenza di tale giudice o tribunale, in particolare da eventuali pressioni esterne che potrebbero essere esercitate dalle organizzazioni sportive interessate. Inoltre, è essenziale che l'esistenza, la composizione e l'organizzazione di tale corte o tribunale siano disciplinate dalla legge. Infine, la Corte o il Tribunale in questione deve fornire alle parti le necessarie garanzie procedurali, in particolare il rispetto dei diritti della difesa e l'osservanza del principio che le parti debbano essere ascoltate, ed esercitare un effettivo controllo giurisdizionale sugli atti sottoposti al suo esame».

 

Le conseguenze per la giustizia sportiva italiana sono dunque di portata immane. L'epoca dell'autonomia assoluta e dell'insindacabilità delle federazioni è ufficialmente tramontata.

 

D'ora in avanti i Tribunali calcistici non avranno più l'ultima parola. Per evitare che i loro provvedimenti vengano sistematicamente azzerati dai giudici amministrativi, le federazioni dovranno garantire processi impeccabili, dove il diritto alla difesa sia sacrosanto e l'indipendenza dei giudici interni da pressioni esterne sia totale. Ad esempio: il fatto che i giudici possano essere nominati e revocati dal presidente federale o chi per lui non va esattamente in questa direzione

allegri arrivabene nedved

 

QUALCHE RAGIONE PER ESSERE INCAZZATI CON L’ITALIA, GLI AMERICANI CE L’HANNO. E RIGUARDA LA NOSTRA SICUREZZA NAZIONALE

 

QUALCHE RAGIONE PER ESSERE INCAZZATI CON L’ITALIA, GLI AMERICANI CE L’HANNO. E RIGUARDA LA NOSTRA SICUREZZA NAZIONALE – IL CLAMOROSO CASO DEGLI SCANNER DEL COLOSSO CINESE "NUCTECH" ACQUISTATI DALL’AGENZIA DELLE DOGANE E DEI MONOPOLI NONOSTANTE FOSSERO DI QUALITÀ INFERIORE E NON CORRISPONDESSERO PIENAMENTE ALLE RICHIESTE – È LA CRONACA DI UN SUICIDIO ALL’ITALIANA: PRIMA "NUCTECH", SU CUI L'EUROPA INDAGA DA ANNI, VIENE ESCLUSA DAL BANDO, POI FA RICORSO AL TAR, VINCENDOLO. A QUEL PUNTO L’AGENZIA DELLE DOGANE, INVECE DI RISPONDERE ALLE CONTESTAZIONI, CEDE E NON IMPUGNA LA SENTENZA – GLI AMERICANI CHE C’ENTRANO? LA CONCORRENTE DIRETTA (CHE AVEVA VINTO LA PRIMA ASSEGNAZIONE) È LA STATUNITENSE "RAPISCAN" – L’INCHIESTA DEL “FOGLIO”, I RISCHI PER L'ITALIA E IL VIZIETTO DEI CINESI PER LE FRODI DOGANALI...

donald trump xi jinping giorgia meloni nuctech  

GLI SCANNER DELLA DISCORDIA FRA TRUMP E MELONI

Estratto dell’articolo di Luciano Capone e Giulia Pompili per “il Foglio”

 

giorgia meloni e donald trump al vertice nato di ankara - foto lapresse

Al di là delle accuse via social e dei meme, c’è un aspetto molto concreto nel risentimento del presidente americano Donald Trump nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

 

Secondo due fonti americane consultate dal Foglio e a conoscenza del dossier, l’Amministrazione accusa Palazzo Chigi di arrendevolezza su alcune questioni di sicurezza nazionale, che poi riguardano anche la sicurezza dei sistemi Nato e del commercio internazionale.

 

E c’è un dossier in particolare, del quale da sei anni si occupano gli emissari della Casa Bianca in Italia: gli scanner del colosso cinese Nuctech presenti nelle dogane italiane.

 

Al centro della storia ricostruita per la prima volta dal Foglio c’è infatti l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, una gara d’appalto per l’acquisto di cinque scanner backscatter – una tecnologia cruciale per rilevare materiali nascosti dentro container o veicoli che passano la dogana – e l’ostinazione con cui, per qualche ragione, è stato favorito il colosso cinese rispetto ai competitor.

 

incontro tra roberto alesse e l amministrazione delle dogane cinesi

I fatti […] si svolgono nell’estate e nell’autunno del 2021. Due anni prima era stata aperta una gara per l’acquisto di cinque scanner con tecnologia backscatter  […]. L’allora direttore generale delle Dogane, Marcello Minenna, nominato nel 2020 su indicazione del M5s, ritiene che per una tecnologia così sensibile nei criteri di gara non si possa dare priorità solo al parametro economico – cioè a quello che costa meno – e quindi il bando viene revocato.

 

Ne nasce una procedura negoziata e un acquisto “di urgenza”: il team tecnico-legale dell’Agenzia si mette in moto per garantire valutazioni più concrete sulla sicurezza e procedere direttamente all’acquisizione.

 

roberto alesse yu jianhua,

A partecipare alla nuova gara sono il colosso degli scanner americano Rapiscan, con sede a Billerica, in Massachusetts, e la cinese Nuctech. Entrambi propongono all’Agenzia delle dogane visite sul posto per parlare degli scanner, ma a Macao nessuno può andare per via della politica Zero Covid imposta da Pechino.

 

La scelta, dal punto di vista puramente tecnico e di sicurezza, è però abbastanza facile: “Gli scanner proposti dai cinesi erano oggettivamente di qualità tecnica inferiore e poco sicuri”, dice al Foglio una fonte che ha partecipato all’analisi tecnica.

 

yu jianhua, roberto alesse

“Il sistema funziona così: l’operatore nel camioncino non vede l’immagine reale registrata dal backscatter, ma un’immagine stock che il computer associa a quello che crede di vedere dentro il container. Faccio un esempio: se dentro ci sono droni, ma il software è impostato in modo che a quell’immagine corrisponda una foto stock di banane, l’operatore che ha davanti un container pieno di droni vedrà solo banane”.

 

Del resto, i dubbi su Nuctech circolavano da tempo. Già nel dicembre 2020 il dipartimento del Commercio americano aveva inserito Nuctech nella lista nera del Bureau of Industry and Security per motivi di sicurezza nazionale, mentre il Canada annullava un contratto da 6,8 milioni di dollari con l’azienda.

 

nuctech

Anche in Europa i dubbi non sono nuovi: un articolo del New York Times di due giorni fa scrive che l’Ue “sta indagando se il sostegno governativo” a Nuctech “abbia garantito alle imprese cinesi un vantaggio competitivo sleale”, e che l’esito dello scontro “potrebbe influenzare il futuro delle relazioni tra Cina e Ue”.

 

I sospetti internazionali in parte influiscono sulla decisione dell’Agenzia delle Dogane italiana, che nell’estate di cinque anni fa assegna la fornitura dei cinque scanner mobili a Rapiscan. Il mese successivo però Nuctech, rimasto escluso dalla procedura, presenta ricorso al Tar del Lazio, che concede la sospensiva cautelare inaudita altera parte – prima ancora, cioè, di sentire le ragioni dell’amministrazione. Ed è in quel momento che la vicenda prende una direzione sorprendente.

 

beppe grillo milena gabanelli massimo dalema presentazione libro blu dell agenzia delle dogane e dei monopoli 2020

L’Agenzia delle Dogane inizia a raccogliere materiale per dimostrare che l’esclusione dalla gara è valida. Nel suo ricorso, Nuctech menziona una decisione di acquisizione di scanner cinesi da parte delle Dogane della Danimarca.

 

Solo che le dogane danesi, contattate dal team tecnico-legale italiano, riferiscono che inizialmente la gara era sì stata vinta dai cinesi, ma poi era stata revocata, perché dal punto di vista della sicurezza gli scanner cinesi non erano equivalenti a quelli americani.

 

Una prova, insomma, che sembrava smontare l’argomento centrale del ricorso. Contattata dal Foglio, la Toldstyrelsen (la Danish Customs Agency) conferma di aver inviato all’Agenzia delle Dogane italiana una lettera in cui spiegava le ragioni per cui Nuctech era stata poi esclusa dalla gara, ma di non poterla condividere con i media per ragioni di sicurezza.

 

SCANNER CINESE DI NUCTECH CONSEGNATO DALL ITALIA A CIPRO PER FOOD FOR GAZA

E così si potrebbe pensare che l’Agenzia delle Dogane abbia usato quelle informazioni per difendersi, invece succede il contrario. Il 23 settembre 2021, cioè il giorno successivo all’udienza cautelare, l’avvocato Alessandro Canali, il dirigente della direzione generale delle dogane che stava preparando le difese per l’amministrazione, viene rimosso dal proprio incarico, senza preavviso.

 

Il 3 marzo del 2022 esce la sentenza del Tar, che accoglie la domanda della società cinese: tra i motivi dell’accoglimento viene citata la gara che Nuctech si era aggiudicata in Danimarca – senza alcuna menzione della sua successiva esclusione.

 

conte xi jinping

Evidentemente i giudici non erano stati messi a conoscenza dei problemi rilevati dalle dogane danesi, e che l’Agenzia delle Dogane italiana non aveva depositato in giudizio quella documentazione.

 

La stessa Agenzia decide di non impugnare la sentenza.

Ma oltre al danno arriva la beffa, perché al momento della consegna degli scanner Nuctech a Livorno, nel maggio 2025, si scopre che le apparecchiature mancano di un elemento considerato imprescindibile dal bando di gara: una finestrella che avrebbe dovuto permettere all’operatore interno di vedere l’esterno. Un problema che avrebbe dovuto imporre la restituzione degli scanner al fornitore, e che invece non impedisce che vengano comunque collaudati, installati e pagati.

 

GIORGIA MELONI XI JINPING

Mentre il contenzioso Rapiscan-Nuctech si consumava nelle aule del Tar, però, i rapporti tra Adm e i rappresentanti istituzionali cinesi proseguivano su altri tavoli. Tanto che il 26 giugno del 2023 il nuovo direttore dell’Agenzia delle Dogane, Roberto Alesse, riceve a piazza Mastai la delegazione dell’Amministrazione generale delle Dogane della Repubblica popolare cinese e il ministro Yu Jianhua, per “rilanciare i programmi di collaborazione doganale reciproca”.

 

Nel frattempo però quegli scanner sono sempre più un problema, e sembra quasi che l’Agenzia abbia bisogno di impiegarli in modo diverso.

 

Il 9 luglio del 2024, nell’ambito dell’iniziativa del governo italiano “Food for Gaza”, si svolge a Larnaca, a Cipro, la cerimonia di consegna alle autorità doganali cipriote di uno scanner “di ultima generazione” destinato ad agevolare il transito degli aiuti umanitari verso Gaza. Le immagini diffuse dall’Agenzia mostrano chiaramente […] il marchio Nuctech accanto al logo dell’iniziativa “Food for Gaza”.

 

Roberto Alesse

[…]

 

PORTI, MERCI E FRODI FISCALI: COME LA CINA DOMINA L’EUROPA

Estratto dell’articolo di Milena Gabanelli e Francesco Tortora per “Dataroom – Corriere della Sera” – articolo del 25 marzo 2026

 

[…]  Nel 2025 le importazioni Ue dalla Cina hanno registrato un ulteriore aumento contribuendo a un nuovo record del deficit commerciale europeo nei confronti di Pechino stimato intorno ai 360 miliardi di euro, più 18% rispetto al 2024. Anche grazie ai dazi imposti da Trump negli Usa, l’Europa è diventata il mercato di sbocco dell’eccesso di export cinese.

 

La quasi totalità di questi prodotti viaggia via nave su portacontainer. La Cina, attraverso le compagnie statali COSCO e China Merchants Group, possiede la più grande flotta mercantile al mondo: circa 1.900 navi che partono dagli immensi porti di Shanghai o Shenzhen per approdare in ogni dove percorrendo la «Via della seta marittima».

 

CAMION PASSANO AI RAGGI X DI NUCTECH

Un sistema globale di infrastrutture e collegamenti che garantisce il coordinamento dei flussi commerciali, e include anche il controllo di 129 terminal distribuiti nei porti di arrivo in 60 Paesi. In Europa Pechino ha un piede dentro a tutti i porti più trafficati. Eppure, investire in un terminal non è sempre un’attività particolarmente redditizia. E allora qual è il tornaconto?

 

[…] In questi volumi si insidia il fenomeno, sempre più invasivo, delle frodi doganali: troppo spesso gli spedizionieri dichiarano un valore della merce, sul quale si pagano i dazi e l’Iva, inferiore a quello reale. E se il terminal è gestito dall’esportatore diventa più facile truccare le carte.

 

GIORGIA MELONI DONALD TRUMP

Certo, dopo lo sdoganamento ci sono le ispezioni, ma in media non superano il 2% del totale . La Procura europea, con l’indagine «Calypso», lo scorso giugno, ha sequestrato al Pireo 2.435 container, carichi principalmente di biciclette elettriche, prodotti tessili e calzature.

 

L’attività criminale, in atto da almeno 8 anni, ha portato all’arresto di 10 persone, inclusi due funzionari doganali, e ha coinvolto 14 Paesi Ue, Italia compresa, causando una perdita di almeno 350 milioni di euro in dazi e 450 milioni di Iva.

 

nuctech

«Il meccanismo è sempre lo stesso – spiega a Dataroom Fabio Botto, da 20 anni all’antifrode doganale – gli importatori dichiarano solo una parte della merce sulla quale devono pagare i dazi e che può arrivare fino al 70% in meno rispetto al valore reale; in più utilizzano in modo fraudolento il regime doganale che consente di non pagare l’Iva in dogana perché la merce è destinata ad un altro Stato membro.

 

Così facendo realizzano un’evasione totale dell’Iva, che si aggiunge al minor dazio pagato». Secondo l’investigatore, nel porto del Pireo, dove le autorità doganali locali faticano a gestire l’enorme aumento dei flussi dalla Cina, le frodi si sono impennate. Complessivamente il danno economico ai danni della cassa Ue e dei singoli Stati membri è gigantesco (Corte dei conti Europea relazione speciale n. 8/2025 ndr), e sta generando il devastante impatto legato alla concorrenza sleale.

 

XI JINPING PADRONE DEL MONDO

E poi c’è il pericolo che riguarda la raccolta dati sul traffico. I terminal di Amsterdam, Gdynia, Le Havre e Rotterdam si trovano in prossimità di porti militari utilizzati dalla Nato. Il governo cinese potrebbe sfruttarli per monitorare il passaggio di truppe o il trasferimento di forniture all’Ucraina.

 

Un sospetto fondato poiché in sette porti europei (Anversa, Barcellona, Brema, Amburgo, Sines, Riga e Rotterdam) è in uso LOGINK, una piattaforma di gestione del traffico portuale amministrata dal Ministero dei Trasporti cinese. Significa che  informazioni su merci, container, rotte navali e persone coinvolte potrebbero essere utilizzate per influenzare le operazioni portuali o sostenere interessi strategici di Pechino. Secondo il Parlamento europeo questi terminal presentano un potenziale dual-use, civile e militare, e potrebbero, in teoria, supportare la marina militare cinese. […]

nuctech

 

In questa direzione si inserisce anche il lancio dell’Autorità doganale europea (EUCA), la cui sede centrale sarà a Lille, in Francia. Con la nuova agenzia la gestione dei dati doganali sarà centralizzata e i codici uniformati. L’obiettivo è quello di favorire controlli più efficaci per contrastare le frodi e proteggere il Mercato unico.

nuctech scanner containernuctech scanner camion marcello minenna giuseppe conte scanner nuctech

 

https://www.dagospia.com/politica/qualche-ragione-per-essere-incazzati-l-italia-gli-americani-ce-l-hanno-479921 

 

NON E' UNA SAGA, E' UN DELIRIO! DOPO IL FILMATO IN CUI VANNACCI CONDANNA A MORTE SCHLEIN E CONTE, ARRIVA “LA GRAZIA”, NUOVO EPISODIO DELLA SAGA DI “VANNACCIUS”

 

NON E' UNA SAGA, E' UN DELIRIO! DOPO IL FILMATO IN CUI VANNACCI CONDANNA A MORTE SCHLEIN E CONTE, ARRIVA “LA GRAZIA”, NUOVO EPISODIO DELLA SAGA DI “VANNACCIUS” (ACCOUNT VICINO ALL'EURODEPUTATO) CON MATTARELLA IMPERATORE E ROGGERO IN CEPPI RIPORTATO IN LIBERTA' DAL GENERALE - NEL VIDEO, REALIZZATO CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, L'EX PARA' SI SPINGE A CHIEDERE A MATTARELLA LA GRAZIA PER MARIO ROGGERO E LA OTTIENE - IL FILMATO E' STATO RILANCIATO DA VANNACCI SUI SOCIAL. IL MESSAGGIO E' CHIARO (E PERICOLOSO): CI PENSERA' VANNACCI A CONVINCERE MATTARELLA A TIRARE FUORI DI PRIGIONE L'EX GIOIELLIERE 

roberto vannacci sergio mattarella mario roggero grazia video ia 

Estratto dall’articolo di “www.repubblica.it” 

Mario Roggero video IA

 

"Grazia per Roggero. Amen". È la didascalia che accompagna un nuovo video realizzato con l'intelligenza artificiale da Roberto Vannacci, pubblicato su Instagram, e che raffigura il generale andare a chiedere (e ottenere) la grazia dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il gioielliere condannato per duplice omicidio dopo una rapina.

 

Il video arriva all’indomani del patto Meloni-Schlein sul bando ai deep-fake in campagna elettorale per evitare che il confronto politico sia inquinato da video prodotti con l’IA [...]

 

Nel video per Mario Roggero, agganciato alla petizione per la grazia, il leader di Futuro nazionale è rappresentato di nuovo come un condottiero dell'Antica Roma, e si incammina verso un personaggio seduto su un trono che ha le sembianze del capo dello Stato con in mano una pergamena che gli consegna.

 

Il filmato si conclude con Vannacci che libera le mani del gioielliere di Grinzane Cavour dalle manette e lo accompagna all'uscita del carcere, dove c'è una folla di gente che applaude tra cui la moglie (che abbraccia) e le figlie. [...]

Roberto Vannacci Sergio Mattarella video IA grazia Mario Roggero

Sergio Mattarella video IA grazia Mario Roggero video IA Mario Roggero Roberto Vannacci video IAMario Roggero Roberto Vannacci video IA 2Mariangela Sandrone moglie di Mario Roggero video IASergio Mattarella video IASergio Mattarella grazia Mario Roggero video IA

 

https://www.dagospia.com/politica/non-e-saga-e-delirio-mattarella-imperatore-vannacci-libera-481727 

 

COME VALUTAVA "REPORT" LE SEGNALAZIONI GIORNALISTICHE CHE RIGUARDAVANO LAVITOLA?

 

COME VALUTAVA "REPORT" LE SEGNALAZIONI GIORNALISTICHE CHE RIGUARDAVANO LAVITOLA? IL GIALLO SULL'EX SENATORE DE GREGORIO CHE AVEVA SOSPETTI SULL’ATTEGGIAMENTO “AMICALE” DEL FACCENDIERE NEI SUOI CONFRONTI MA NON VENNE ASCOLTATO DA "REPORT". PUÒ AVER INFLUITO SULLA DECISIONE L’AMICIZIA DI SIGFRIDO RANUCCI CON LAVITOLA, RISALENTE AL 2019? RISPONDE GIORGIO MOTTOLA: “LA SEGNALAZIONE ARRIVÒ A ME. MA LA VICENDA ERA GIÀ STATA PUBBLICATA DUE ANNI PRIMA. NON HO MAI CONOSCIUTO LAVITOLA. MA PRIMA DI PRENDERE IN CONSIDERAZIONE GLI SPUNTI OFFERTI DA UN PERSONAGGIO COSÌ ESPOSTO COME DE GREGORIO CI PENSO DUE VOLTE. È IL METODO REPORT...”.

ranucci lavitola de gregorio 

Antonella Baccaro per corriere.it - Estratti

sigfrido ranucci (3)

 

Che amico è Valter Lavitola delle persone di cui si dice amico? E come valutava Report le segnalazioni giornalistiche che lo riguardavano? Sono due quesiti distinti che però emergono da una stessa vicenda, riportata dal Giornale, che rispolvera una vecchia storia. Protagonista è l’ex senatore Sergio De Gregorio, colui che svelò i dettagli dell’«Operazione Libertà», messa in atto negli anni 2006-2008, che portò a processo Silvio Berlusconi.

 

De Gregorio nella sua deposizione confermò di aver ricevuto tre milioni di euro per passare dall’Italia dei Valori al centrodestra, e abbattere il governo Prodi. Della compravendita dei senatori era stato incaricato Lavitola, che fu condannato, inchiodato dalla testimonianza del senatore.

 

 

A distanza di anni, nel 2019, De Gregorio lo incontra per caso, vicino alla stazione di Napoli. Il faccendiere lo aveva già cercato più volte, tramite avvocato, facendo professione di «amicizia» nei suoi confronti e chiedendone il recapito telefonico, senza mai ottenerlo. Un atteggiamento amicale che De Gregorio, il quale si aspettava da parte di Lavitola «risentimento o rancore», definisce in una lettera al suo legale quantomeno «sospetto». Incontrando, dunque, di persona Valter Lavitola, questi lo abbraccia e gli conferma la sua amicizia: «Non avevi altra scelta — gli dice — io avrei fatto bene dal punto di vista processuale a fare come te». E lo invita al suo ristorante.

lavitola ranucci

 

Qui, sotto l’occhio di una telecamera, Lavitola gli prospetta l’idea di chiedere a Berlusconi una liquidazione milionaria, essendo stato per anni direttore de L’Avanti!, sostenendo la tesi che il Cavaliere ne fosse stato l’editore «occulto». Anche qui De Gregorio si stranisce: nella stessa conversazione Lavitola gli aveva raccontato l’eccitazione per l’accoglienza festosa ricevuta dal Cavaliere dopo la sua scarcerazione e il rammarico di essere stato scaricato dai suoi collaboratori.

 

SERGIO DE GREGORIO SILVIO BERLUSCONI resize

De Gregorio non si fida e spiffera tutto ai giornali e, due anni dopo, a Report, più precisamente a Giorgio Mottola. Ma la segnalazione non ha esito. Può aver influito sulla decisione l’amicizia di Sigfrido Ranucci con Lavitola, risalente al 2019? Risponde Mottola: «La segnalazione arrivò a me.

 

Ma la vicenda era già stata pubblicata due anni prima, e poi io non mi occupavo di Berlusconi. Preciso che non ho mai conosciuto Lavitola. Tornando a De Gregorio, prima di prendere in considerazione gli spunti offerti da un personaggio così esposto, ci penso due volte. È il metodo Report...».

Walter Lavitola nel suo ristorante Cefalu 22OPERAZIONE LIBERTASIGFRIDO RANUCCI

 

(...)

 

https://www.dagospia.com/politica/come-valutava-report-segnalazioni-riguardavano-lavitola-giallo-de-gregorio-481729 

 

PANDEMONIO AL CORTEO IN VAL DI SUSA: CENTINAIA DI INCAPPUCCIATI ASSALTANO IL CANTIERE DI CHIOMONTE CON PIETRE E BOMBE CARTA, OLTRE 60 AGENTI FERITI, IN FIAMME ALCUNE CAMIONETTE DEI CARABINIERI

 

DOPO GLI ANTAGONISTI A BOLOGNA, ANCHE I NO TAV TORNANO A ROMPERE I COGLIONI! PANDEMONIO AL CORTEO IN VAL DI SUSA: CENTINAIA DI INCAPPUCCIATI ASSALTANO IL CANTIERE DI CHIOMONTE CON PIETRE E BOMBE CARTA, OLTRE 60 AGENTI FERITI, IN FIAMME ALCUNE CAMIONETTE DEI CARABINIERI. LE FORZE DELL'ORDINE HANNO RISPOSTO CON LACRIMOGENI E IDRANTI - SCONTRI ANCHE A SAN DIDERO, CHIUSA L'AUTOSTRADA A 32 E TRENI SOSPESI - DESTRA SCATENATA CON GIORGIA MELONI ("LA VIOLENZA NON PIEGHERA' LO STATO"), SALVINI E TAJANI ("SINISTRA CONNIVENTE") - LA PENTASTELLATA APPENDINO: "SIAMO VICINI AGLI AGENTI, COSI' SI FA IL GIOCO DEI SI' TAV..."

no tav scontri cantiere chiomonte val di susa 

https://video.corriere.it/torino/no-tav-scontri-in-val-di-susa-l-assalto-al-cantiere-di-chiomonte-e-una-camionetta-dei-carabinieri-in-fiamme/d383f420-9ca3-4194-acf7-2550b7ffaxlk

 

Da corriere.it

«Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell'Ordine non sta difendendo un'idea, sta attaccando lo Stato. A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati.

 

A loro va la mia solidarietà e quella del Governo. La violenza non pieghera' lo Stato: chi serve l'Italia non sarà mai lasciato solo». Lo ha scritto sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, commentando le violenze di questo pomeriggio al cantiere Tav di Chiomonte.

 

Al momento si contano quattro mezzi delle forze dell'ordine dati alle fiamme e oltre 60 feriti. 

 

Scontri No Tav cantiere Chiomonte 24

«Esprimiamo vicinanza agli agenti feriti e condanniamo ogni atto di violenza contro le Forze dell'ordine avvenuto oggi in Val di Susa», hanno scritto in una nota congiunta Chiara Appendino, Antonio Iaria ed Elisa Pirro, aggiungendo che le violenze non fanno altro che aiutare «chi la Torino-Lione vuole difenderla». «Un giorno di scontri serve a non parlare dei 14,7 miliardi di euro di costo, dell'aumento del 127% rispetto alle stime iniziali secondo la Corte dei conti europea, del fatto che sul versante italiano non è ancora stato scavato un metro di tunnel di base con la fresa», affermano i parlamentari M5S.

 

 

1. MARCIA NO TAV, CENTINAIA DI INCAPPUCCIATI ASSALTANO IL CANTIERE DI CHIOMONTE

(ANSA) - Il cantiere della Torino-Lione a Chiomonte in Valle di Susa è stato attaccato su vari fronti da alcune centinaia di antagonisti. Sono state lanciate bombe carta e pietre, mentre le forze dell'ordine rispondono con lacrimogeni e idranti.

 

Un gruppo di un centinaio di travisati è stato bloccato dalla polizia tra due rivi mentre un altro gruppo più numeroso è stato fermato a Bruzolo, tra San Didero e Bussoleno, per impedire che arrivasse a ridosso del cantiere.

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Gli antagonisti hanno danneggiato delle barriere new-jersey. I disordini stanno continuando. Intanto la concessionaria autostradale Sitaf rende noto che per motivi di ordine pubblico ha chiuso l'autostrada A32 Torino-Bardonecchia tra gli svincoli di Oulx e Susa Est. 

 

"27 giugno e 3 luglio 2011 a 15 anni siamo ancora qua. Tanti e tante No Tav entrano nel cantiere della Maddalena. Siamo più del 3 luglio". Così il network antagonista torinese del centro sociale Askatasuna, sgomberato nel dicembre scorso a Torino, scrive sui social durante gli scontri in corso al cantiere della Torino-Lione a Chiomonte.

 

Il 27 giugno e il 3 luglio sono due date simbolo del movimento No Tav: la prima è quando venne sgomberata l'area al presidio della Maddalena dalle forze dell'ordine per l'avvio dei lavori del cantiere. La seconda data invece è quando ci fu una giornata di violenti scontri legati al tentativo dell'area più oltranzista dei No Tav di bloccare l'inizio dell'opera.

 

2. NO TAV: SCONTRI TRA CORTEO E POLIZIA, PIETRE E BOMBE CARTA

(Agi) - Secondo quanto si apprende alcuni scontri sarebbero avvenuti tra manifestanti No Tav e forze dell'ordine a San Didero. I primi avrebbero lanciato alcune pietre e bombe carta. La polizia, in tenuta antisommossa, ha risposto con un lancio di lacrimogeni.

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3. NO TAV: PROSEGUONO SCONTRI, CAMIONETTE FORZE ORDINE IN FIAMME

(Agi) - Secondo quanto e' stato confermato all'AGI da fonti, alcune camionette delle forze dell'ordine sarebbero state date alle fiamme nel corso degli scontri che stanno accompagnando la manifestazione No Tav in corso. Durante l'assalto al cantiere di Chiomonte, in Valle di Susa nel Torinese, i manifestanti hanno lanciato pietre, bottiglie e bombe carta contro le forze dell'ordine, che hanno risposto con lacrimogeni e idranti. 

 

Scontri a Chiomonte: pioggia di reazioni dai partiti di Governo

Arrivano le reazioni del centrodestra, che condanna gli episodi di violenza e ribadisce il sostegno all’opera. Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini parla di «frutti avvelenati e violenti di una sinistra che alimenta odio e delegittimazione contro le Forze dell’Ordine», mentre il capogruppo leghista alla Camera Riccardo Molinari definisce gli scontri «un attacco allo Stato»: «la violenza non può mai essere uno strumento di confronto democratico».

 

«Vergognosa e inaccettabile la guerriglia scatenata dai No Tav contro le forze dell'ordine, che ancora una volta difendono a costo della propria incolumità la sicurezza dello Stato e dei cittadini, ma anche la crescita del Paese attraverso la realizzazione di infrastrutture necessarie all'economia e ai territori». Così Antonio Tajani, vicepremier e segretario di Forza Italia. Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè (Fi) parla di «inqualificabile intifada nostrana», e la segretaria di Noi Moderati Mara Carfagna di «atti criminali che nulla hanno a che fare con il diritto di manifestare».

 

E ancora, il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti accusa l’ala «insurrezionalista e antisistema della sinistra», mentre la senatrice di Fratelli d’Italia Paola Ambrogio assicura: «Non fermeranno la Torino-Lione». Da Fi intervengono anche il senatore Maurizio Gasparri, che definisce i No Tav «criminali» e chiede di sostenere «chi difende la legge e l’ordine», e i dirigenti torinesi Roberto Rosso e Marco Fontana: il cantiere Tav è «bersaglio di chi rifiuta la democrazia e sceglie la distruzione». L'appello del vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, infine: «Contro iterroristi No Tav condanna decisa e unanime».

 

https://www.dagospia.com/cronache/dopo-gli-antagonisti-bologna-i-tav-tornano-rompere-i-coglioni-60-feriti-481736