lunedì 9 marzo 2026

Presto vedremo il pedofilo in mondovisione

 


Secondo quanto riportato, hacker iraniani avrebbero annunciato su Telegram l’intenzione di diffondere dieci video compromettenti che coinvolgerebbero il presidente Trump e minorenni. La notizia è emersa immediatamente dopo i primi attacchi militari statunitensi contro l’Iran, segnando un passaggio verso operazioni cyber-psicologiche aggressive.


La minaccia di una fuga di informazioni così delicata arriva mentre, secondo i rapporti, il vicepresidente JD Vance avrebbe spinto per un conflitto su larga scala piuttosto che per operazioni limitate. Nel frattempo, le escalation militari convenzionali proseguono: l’Iran prende di mira soldati statunitensi negli hotel e colpisce l’ambasciata americana a Riyadh.


La situazione geopolitica rimane estremamente volatile, con la Corea del Nord che offre missili per “cancellare” Israele e la Russia che emette avvertimenti nucleari. Inoltre, l’IAEA segnala una totale perdita di contatto con le autorità nucleari iraniane, aumentando i timori per una possibile emergenza radiologica regionale.


Sul piano economico, il conflitto ha paralizzato i mercati energetici, spingendo l’UE a valutare un ritorno alle importazioni di energia dalla Russia. La minaccia del “grande colpo” promessa dal presidente Trump persiste, mentre le pressioni interne ed esterne sull’amministrazione aumentano.


Con l’“Operazione True Promise 4” che colpisce ormai ogni angolo del Medio Oriente, questa minaccia informatica aggiunge una dimensione profondamente personale e politica alla guerra. Le autorità non hanno ancora verificato l’esistenza o il contenuto dei presunti video citati dai gruppi hacker.

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Speriamo mantenga la promessa

 


Giusi Bartolozzi, consulente del Ministro Nordio, in un intervento televisivo ha perorato le ragioni del Si al referendum dicendo che, se dovesse passare la riforma dell'ordinamento giudiziario Gelli-Berlusconi, la magistratura riacquisterebbe maggiore autorevolezza.


Inoltre ha minacciato di scappare all'estero perché si sente "perseguitata" da un'indagine a suo carico.  


Ha anche detto che se passasse la riforma, l'Italia diventerebbe un paese più appetibile per gli investimenti esteri, (come a dire che così la magistratura avrebbe le mani legate di fronte al potere economico di fare quello che le pare grazie a quello politico).


Quindi si tratta di una riforma dichiaratamente iperliberista che non servirebbe a risollevare affatto le sorti del ceto medio, anzi, lo impoverirebbe sempre di più, lasciando ai ricchi la possibilità di difendersi meglio intimorendo le autorità giudiziarie che neppure proveranno a mandare a sentenza qualcuno di loro.


Loro estremi giudici di se stessi presidieranno le aule nell'udienza che si terrà il 22 e il 23 marzo


#IOVOTONO

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Quando si parla della rivoluzione cubana, quanti conoscono davvero il ruolo delle donne?

 


Nella storia della Rivoluzione cubana si citano spesso Fidel Castro, Ernesto Che Guevara e Camilo Cienfuegos. Ma accanto a loro centinaia di donne hanno combattuto, organizzato la resistenza e rischiato la vita per cambiare il destino di Cuba.

Tra le montagne della Sierra Maestra e nelle reti clandestine delle città, le donne rivoluzionarie hanno trasportato armi, curato i feriti, organizzato la lotta e guidato importanti strutture politiche del movimento rivoluzionario.

Tra loro ricordiamo figure straordinarie come:
Celia Sánchez
Vilma Espín
Haydée Santamaría
Melba Hernández

Donne che hanno contribuito a costruire una vera rivoluzione dentro la rivoluzione.

🎥 Nel nostro nuovo video raccontiamo questa storia spesso dimenticata.

👇 Guarda il video e scopri il ruolo delle donne nella rivoluzione cubana.
https://youtu.be/L4KCNsGqDpA

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💬 Scrivici nei commenti: conoscevi queste figure della rivoluzione?

#Cuba #RivoluzioneCubana #8Marzo #DonneNellaStoria #AmericaLatina #Antimperialismo

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Brigitte Bardot e Sean Connery durante le riprese di "Shalako" (1968)

 


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Fantastica Jennifer Lopez, 56 anni.

 


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IL PROTOCOLLO COZZI: Quello che non vi dicono



Lui è il Dottor Pietro Cozzi, uno dei coordinatori logistici del piano di immunizzazione forzata. A differenza dei suoi colleghi che cercano di convincervi con i sorrisi, Cozzi ha capito che il tempo delle spiegazioni è finito.

Nel suo ospedale, Cozzi ha implementato quello che lui chiama privatamente il 'Protocollo Silenzioso'. Si dice che abbia ricevuto finanziamenti illimitati per trasformare il reparto di medicina in un laboratorio di sperimentazione sociale. Il suo compito è semplice: massimizzare le somministrazioni senza lasciare traccia nei registri pubblici.

Fonti interne riportano che Cozzi non discute più con chi rifiuta il trattamento. Semplicemente, utilizza tecniche di 'persuasione passiva' durante i normali controlli di routine. Se entrate nel suo ufficio per un certificato, potreste uscire con una strana sensazione di torpore al braccio e un Dottor Cozzi che vi sorride dicendo: 'È solo lo stress, torni pure a casa... l'aggiornamento è completo'.

Si mormora che il suo legame con le fondazioni americane sia così stretto che il suo intero staff riceva bonus produzione per ogni 'resistente' ricondotto alla ragione. Cozzi non si nasconde: lui crede fermamente che la salute della massa valga più del dubbio del singolo, e se per ottenerla deve agire nell'ombra, lo farà senza rimorsi. Per lui, voi non siete pazienti, siete dati statistici da ottimizzare.


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Sant'Egidio

 


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