Grognards
mercoledì 18 febbraio 2026
John Cazle
Quando John comunicò che gli era stato diagnosticato il cancro, a volte lo accompagnavo a fare la chemio. Era un grande amico, oltre che un grande artista, e avrei voluto lavorare sempre con lui. Una volta, scherzando, mi disse: "Possibile che recitiamo sempre insieme? Io voglio fare altre esperienze, lavorare anche con altra gente!". Scoppiai a ridere.
Quando peggiorò, Bob De Niro e gli altri interpreti del "Cacciatore" pagarono di tasca loro l'assicurazione che copriva l'eventualità in cui John non avesse potuto terminare le riprese. Fu un gesto non da poco. Una cosa incredibile fu anche come Meryl Streep fu accanto a lui fino alla fine. E' una delle più grandi attrici che abbia mai visto, e la dedizione e l'energia che ebbe per John mi toccarono profondamente. Non lo lasciò mai solo, e per questo mi fu molto cara. Lo è ancora adesso.
(Da "Sonny Boy - Un'autobiografia" di Al Pacino)
𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔 𝗨𝗡𝗜𝗧𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗜𝗟 𝗣𝗘𝗥𝗜𝗖𝗢𝗟𝗢 𝗦𝗔𝗥𝗔𝗖𝗘𝗡𝗢: 𝗟𝗔 𝗕𝗔𝗧𝗧𝗔𝗚𝗟𝗜𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗚𝗔𝗥𝗜𝗚𝗟𝗜𝗔𝗡𝗢
Nel 915, sulle rive del Garigliano, un evento segnò una svolta radicale nella storia medievale italiana. La decennale minaccia saracena, che aveva insidiato Roma e il cuore della penisola, fu neutralizzata grazie a una lega cristiana senza precedenti. Per la prima volta, principi, duchi e città-stato unirono le forze, mettendo da parte le rivalità, per combattere compatti sotto la guida di un pontefice guerriero.
La battaglia del Garigliano, combattuta tra giugno e agosto di quell'anno, fu l'epilogo di un trentennio in cui i musulmani, sfruttando le divisioni politiche in Italia, avevano stabilito una roccaforte militare vicino a Traetto, alla foce del fiume. Da questa base, partivano saccheggi e razzie che si spingevano fino alle porte di Roma.
Dopo la distruzione di Traetto e la fondazione di un insediamento saraceno fortificato nella seconda metà del IX secolo, gli invasori strinsero accordi con alcuni nobili cristiani, in particolare gli Ipati di Gaeta, nominalmente legati a Bisanzio. Questa mossa garantì loro un vantaggio strategico e politico, sfruttando il frammentato sistema dei principati locali. Precedenti tentativi di liberazione, come quelli di Guido II di Spoleto (885 circa) e dell'alleanza napoletana-capuana-beneventana (903), fallirono a causa di rivalità interne e delle alleanze tra signori cristiani e musulmani. La svolta decisiva giunse con papa Giovanni X. Grazie alla sua carismatica e lungimirante politica, riuscì a persuadere i potenti del Sud (Landolfo I di Benevento, Atenolfo II, Guaimario II di Salerno, Gregorio IV di Napoli e Giovanni I di Gaeta) a superare le ostilità e a formare una coalizione dichiaratamente anti-saracena.
La lega cristiana si rafforzò con l'adesione di alleati cruciali: il re d’Italia Berengario I inviò truppe guidate da Alberico I, duca di Spoleto e signore di Camerino; l’Impero bizantino, sollecitato da Capua, spedì una potente flotta al comando dello stratego Niccolò Picingli, con contingenti da Puglia e Calabria. Sul campo, fu ancora Giovanni X a guidare politicamente e militarmente le operazioni, presentandosi armato alla testa di un esercito romano-laziale e toscano. La Chiesa dimostrava così di essere pronta a difendere la cristianità anche con la spada. Prima dello scontro decisivo, le forze cristiane ottennero vittorie minori nel Lazio settentrionale, respingendo saccheggiatori (ad esempio presso Campo Baccano, sulla Via Cassia, e nelle aree di Tivoli e Vicovaro). Ciò indebolì i musulmani, costringendoli a concentrarsi nella roccaforte di Traetto.
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Nel giugno del 915, l'esercito della Lega si attestò sulla sponda destra del Garigliano, accerchiando i Saraceni in una morsa: il fiume alle spalle, la flotta bizantina (con navi di Napoli, Gaeta e Roma) a sbarrare la fuga verso il mare. Giovanni X e Alberico I guidarono le forze di terra contro Alliku, il capo saraceno, di cui le fonti riportano solo il nome. L'assedio si protrasse per oltre tre mesi, logorando riserve e morale degli assediati, ormai isolati e senza rifornimenti.
Già gravemente indeboliti, i Saraceni tentarono una disperata sortita, incendiando l'accampamento fortificato – forse per ritardare l’inseguimento o nascondere prove – e rifugiandosi sulle colline. Qui resistettero agli attacchi di Alberico e Landolfo, ma la carenza di viveri e la pressione cristiana li costrinsero a tentare la fuga verso la costa, diretti in Sicilia. Le cronache narrano che, intercettati dalle forze della lega nel tentativo di aprirsi un varco, furono tutti catturati e uccisi. Questo annientamento di Traetto segnò la fine dell’ultimo grande insediamento musulmano stabile in Italia e l’arresto definitivo dell’espansione saracena sul Tirreno.
Le conseguenze politiche dello scontro furono profonde. Il papa premiò Berengario con il sostegno all’incoronazione imperiale. Ad Alberico andò un ruolo centrale a Roma e il titolo pontificio di console. Gaeta estese il suo dominio fino al Garigliano; il suo signore, Giovanni I, ottenne da Bisanzio il titolo di patricius, che la sua famiglia mutò in duca, consolidando la dinastia capuano-gaetana. La battaglia del Garigliano, forse tra le colline di Suio (oggi frazione di Castelforte), divenne simbolo di unità italiana contro una minaccia comune, anticipando la consapevolezza di una più vasta comunità politica, oltre i confini dei singoli principati.
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Crosetto ometto ridicolo
Vi propongo questa bellissima riflessione di Guido Crosetto, coordinatore nazionale di Fratellini d’Italia: se siete favorevoli ad aborto ed eutanasia non potete pretendere l’obbligatorietà del vaccino.
Crosetto ha ragione, sta dando a tutti una splendida lezione di logica.
Aggiungiamo altri ragionamenti simili: “se avete comprato una macchina diesel poi non potete lavarvi i denti tutte le sere”; oppure, “se amate i balli latino americani, poi come fate a mettere il ketchup sulle patatine?”
Signori, è solo il due gennaio e già abbiamo raggiunto altissime vette di benaltrismo condite da porzioni letali di non-sense e qualunquismo.
Cosa diavolo c’entra l’aborto con il vaccino per il covid? In che modo la mia personale scelta di far nascere un bambino o di togliere il disturbo da questa terra avrebbe a che fare con una pandemia che ha infettato sino ad ora 84milioni di persone nel mondo.
“Se il corpo è mio è mio sempre. Siete incoerenti. Non potete rivendicare la libertà personale solo quando vi fa comodo”.
Eh certo. Allora chi è contrario all’aborto dovrebbe essere favorevole alla vaccinazione obbligatoria perché sul mio corpo decide sempre la comunità.
Ah no?
Per voi il giochino della coerenza non vale?
Ma soprattutto, non ci vuole un master in bioetica per capire che state paragonando situazioni e problemi totalmente slegati l’uno dall’altro. A dire il vero, non ci vuole neanche la quinta elementare. Ma cosa potremmo mai pretendere da gente che normalmente grida nelle piazze “gli Taliani chiusi in casa e i porti aperti!”?
Detto questo io sono contro l’obbligatorietà.
Mi accontenterei che le persone che rifiutano di vaccinarsi - senza avere una valida giustificazione medica, sia chiaro - poi non pretendano di essere curate dal servizio sanitario nazionale.
Vostra la scelta, vostre le conseguenze.
Spero di essere stato chiaro.
Cialtroni
❤️






