venerdì 14 agosto 2026

È morto Umberto Bossi. Addio al 'senatùr'

 

Aveva 84 anni


Il popolo della Lega Nord piange Umberto Bossi, il fondatore della Lega e l'uomo che ha portato avanti le istanze federaliste e secessioniste della Padania. Il decesso all'ospedale di Circolo di Varese

È morto Umberto Bossi: il fondatore della Lega aveva 84 anni. Da “Roma ladrona” alla ‘discesa dei barbari’, vita, mosse e cadute del Senatùr

 


Nel 1984 fondò la Lega Lombarda, poi lasciata nel 2012 per lo scandalo dei rimborsi elettorali, (nell'ambito del cosiddetto scandalo Belsito) 
 
È morto Umberto Bossi: il fondatore della Lega aveva 84 anni. Da “Roma ladrona” alla ‘discesa dei barbari’, vita, mosse e cadute del Senatùr 
 
È morto Umberto Bossi. Il fondatore della Lega aveva 84 anni ed è deceduto all’ospedale di Circolo di Varese. È stato un politico, ministro, senatore, deputato e europarlamentare della Repubblica, fondatore della Lega Nord, di cui è stato segretario federale fino al 2012 e successivamente presidente a vita. Bossi è stato anche ministro delle riforme per il federalismo. Per la prima volta è stato eletto al Senato nel 1987 (X legislatura): da qui deriva il suo soprannome “Il Senatùr” (lombardo per Senatore). Dal 1992 ha ricoperto per sette volte la carica di deputato e un’altra volta quella di senatore, oltre a esser stato per tre volte anche parlamentare europeo. È entrato nel governo per la prima volta nel 2001, quando fu nominato ministro per le riforme istituzionali e la devoluzione nel governo Berlusconi II.
 

Classe 1941, l’Alberto da Giussano dei giorni nostri per il ‘popolo padano’, prima di incrociare la propria strada con la politica, il Senatur, che aveva lasciato la scuola per aiutare la famiglia, trova un impiego all’Aci di Varese, poi ottiene il diploma di perito elettronico alla scuola per corrispondenza ‘Radio Elettra’, lavora come operaio, perito tecnico e informatico.

Nel 1961 tenta la strada del successo musicale partecipando col nome d’arte di Donato al Festival di Castrocaro, per poi incidere due ’45 giri’: ‘Ebbrò e ‘Sconfortò. La musica, però, non è nel suo destino. Il primo contatto con la politica avviene sotto le rosse insegne di falce e martello, nel lontano 1975, quando l’uomo che sarà il futuro leader leghista e ministro delle Riforme partecipa a un’iniziativa di solidarietà del Pci di Verghera, una frazione di Samarate, in provincia di Varese; per una raccolta di fondi a sostegno dei dissidenti del regime che Augusto Pinochet aveva instaurato in Cile. L’impatto con le teorie autonomiste e federaliste avviene quattro anni dopo, quando Bossi incontra all’Università di Pavia il leader dell’Union Valdotaine Bruno Salvadori. Nel 1980 Bossi fonda un gruppo che chiama ‘Unione nord occidentale lombarda per l’Autonomia’.

Nel 1984 Bossi fonda la Lega autonomista lombarda, di cui viene eletto segretario nazionale, insieme a Roberto Maroni, con il quale percorrerà un lunghissimo tratto di strada (tra alti e bassi e con qualche incrinatura negli ultimi tempi). Alle politiche del 1987 Bossi viene eletto per la prima volta senatore. Nasce la ‘leggenda’ del Senatur e comincia la guerra a ‘Roma ladrona’, uno dei tanti epiteti che Bossi e i suoi riserveranno alla Capitale e al centralismo, odiato nemico da sconfiggere con l’arma del federalismo. Nel 1992, anno terribilis per la politica della prima Repubblica, caduta sotto i colpi di Tangentopoli, Bossi viene rieletto, questa volta alla Camera, con un cospicuo bottino di preferenze, quasi 241mila.

Il 1993 è l’anno di Tangentopoli e del cappio fatto oscillare in aula alla Camera dal leghista Luca Leoni Orsenigo contro i corrotti della politica, un gesto ‘figlio’ del celodurismo di Bossi. Il 1994 è l’anno dell’alleanza con Forza Italia. Un’alleanza con cui il centrodestra vince le elezioni, ma che dura poco perché il ‘regalo di Natale’ del Senatur a Berlusconi, il 22 dicembre dello stesso anno, è un ribaltone che manda a casa il neonato Polo delle Libertà.

Nel 1996 primi squilli di tromba per il progetto secessionista della Lega. È l’anno della prima cerimonia dell’ampolla, con l’acqua del ‘sacro fiume Po’ in viaggio dalla sorgente alla foce, accompagnata dalle camicie verdi leghiste. Nel 2001 nasce la Casa delle Libertà, che vince le politiche. Bossi varca la soglia di palazzo Chigi come ministro per le Riforme istituzionali e la devoluzione, imprimendo slancio alle idee federaliste, bandiera del Carroccio.

Nel 2004 il leader leghista viene colpito da un ictus. La riabilitazione lo costringe ad una lunga degenza. La malattia non gli impedisce però di candidarsi alle europee ed essere eletto. Nel 2006 il Senatur rilancia l’idea secessionista, con la nascita del ‘Parlamento del Nord’, antesignano dei ‘ministeri al Nord’ voluti dal Carroccio qualche mese fa. Il resto è storia più o meno recente, con un Bossi sempre più ago della bilancia nei rapporti interni al centrodestra, mai completamente a proprio agio con gli alleati dell’Udc e di Alleanza nazionale.

La nascita del Pdl, di cui l’Udc non farà parte e dal quale Fini uscirà dopo molti attriti con il Cavaliere, aumenta il peso ‘contrattuale’ della Lega all’interno della maggioranza. A fare e disfare equilibri politici tra il Carroccio e gli alleati, manco a dirlo, è sempre e solo lui, il Senatur. Che sceglie però la strada dell’opposizione quando a salire sui banchi del governo è Mario Monti insieme alla sua squadra di tecnici. Nel 2012 lascia la guida della Lega Nord dopo aver condotto la ‘Padania’ per oltre 20 anni sul campo di battaglia della politica, sotto le insegne del federalismo.

Successivamente a maggio 2012 Bossi è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Milano con l’accusa di truffa ai danni dello Stato per lo scandalo dei rimborsi elettorali, cioè di aver usato denaro pubblico per esigenze personali (nell’ambito del cosiddetto scandalo Belsito). Il 5 febbraio 2015 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova ha chiesto di rinviare a giudizio Bossi e il tesoriere Francesco Belsito per truffa sui rimborsi elettorali ai danni dello Stato (40 milioni di euro). L’inchiesta, da Milano, era stata trasferita a Genova per competenza territoriale. Nel 2018 è stato condannato a 1 anno e 10 mesi per aver sottratto indebitamente allo stato circa 49 milioni di euro. Nell’agosto del 2019 è stato prescritto il reato di truffa per Bossi e Belsito. La Cassazione ha confermato la confisca dei 49 milioni di euro alla Lega, mentre sono cadute le confische personali.

La parabola del Senatur declina appunto nel 2012. Bossi si allontana dalla scena politica, ma nel 2013 si candida alle primarie che la Lega Nord ha indetto per nominare il nuovo segretario. Vince Salvini che ottiene l’82% dei voti e per la Lega si apre una nuova stagione politica, con un ricambio di classe dirigente e con una rivoluzione nei riferimenti politici e nel quadro delle alleanze. Con Salvini non mancano i dissapori, le polemiche e gli scontri. Ma al vecchioguerriero‘ viene riconosciuto l’onore delle armi e nel 2018 viene ricandidato e eletto al Senato. Alle elezioni politiche anticipate del 2022 viene ricandidato alla Camera, come capolista per la Lega per Salvini Premier nel collegio plurinominale Lombardia 2 – 01, venendo rieletto deputato per la XIX legislatura, risultando il deputato in carica più anziano.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/19/umberto-bossi-morto-fondatore-lega-news/8330024/ 

 

 

 

ANDREA SEMPIO NON HA PIÙ UNA CASA NÉ UN LAVORO – IL 38ENNE, INDAGATO PER L’OMICIDIO DI CHIARA POGGI A GARLASCO, SARÀ LICENZIATO IL 31 AGOSTO DAL NEGOZIO DI TELEFONIA DOVE ERA IMPIEGATO

 

ANDREA SEMPIO NON HA PIÙ UNA CASA NÉ UN LAVORO – IL 38ENNE, INDAGATO PER L’OMICIDIO DI CHIARA POGGI A GARLASCO, SARÀ LICENZIATO IL 31 AGOSTO DAL NEGOZIO DI TELEFONIA DOVE ERA IMPIEGATO. UFFICIALMENTE NON C’ENTRANO LE INDAGINI: IL NEGOZIO CAMBIERÀ GESTIONE, MA NON È DETTO CHE SEMPIO VENGA ASSUNTO DI NUOVO. LA NOTIZIA ARRIVA A QUALCHE MESE DALLO SFRATTO CHE L’HA SPINTO A TORNARE A VIVERE CON I GENITORI (E STARE ACCANTO ALLA MADRE CHE HA TENTATO IL SUICIDIO)

andrea sempio chiara poggi delitto di garlasco  

 

Estratto da www.tgcom24.mediaset.it

 

ANDREA SEMPIO

In poco più di un anno, dall'apertura del nuovo filone di indagine della Procura di Pavia che lo vede come unico sospettato dell'omicidio di Chiara Poggi, la vita di Andrea Sempio è cambiata molto.

 

Non soltanto per via di interrogatori e attenzione mediatica, ma anche nella sfera privata: dopo il mancato rinnovo del contratto di affitto della casa in cui viveva, adesso il commesso 38enne perderà il lavoro.

 

[…]  Il 31 agosto Sempio sarà licenziato, insieme a tre colleghi, per via di un cambio di gestione. Come riporta Il Messaggero, l'uomo spera di essere riassunto, ma l'eccessiva attenzione (dei media e non solo) potrebbe portare il nuovo proprietario del negozio di telefonia a optare per diverse figure.

 

CHIARA POGGI GARLASCO

[…]  Gli stessi motivi avevano spinto, qualche mese fa, il proprietario dell'appartamento di Voghera in cui Sempio viveva in affitto a non rinnovargli il contratto: caos e giornalisti appostati infastidivano gli altri inquilini.

 

Per questo, già da un po' l'uomo è tornato a vivere con i genitori, avendo modo, così, di stare accanto alla madre dimessa dall'ospedale due settimane fa, dove era stata ricoverata a metà giugno per aver tentato di togliersi la vita.

 

 

[…]  Sempio aspetta anche un'altra data, che forse lo preoccupa ancora di più: il 28 settembre, termine ultimo per la chiusura delle indagini preliminari che potrebbe significare l'inizio del processo. […] 



https://www.dagospia.com/cronache/andrea-sempio-non-piu-casa-ne-38enne-indagato-per-l-omicidio-chiara-483687

 

Dipendenza da social: 29 Stati e oltre 3.000 cause contro i giganti della tecnologia

 

- Agosto 14, 2026 
 
 
 

Il 18 agosto inizierà in California il più grande processo federale mai celebrato negli Stati Uniti contro Meta per gli effetti di Facebook e Instagram sui minori. Ventinove Stati americani accusano la società di avere progettato piattaforme capaci di creare dipendenza, di averne nascosto i rischi e di avere raccolto illegalmente i dati dei bambini sotto i 13 anni. La selezione della giuria è già cominciata a Oakland; davanti al tribunale verranno esaminate le accuse presentate da California, Colorado, Kentucky e New Jersey in base alle rispettive leggi sulla tutela dei consumatori, insieme alle contestazioni sulla privacy dei minori avanzate complessivamente dai ventinove Stati.

Secondo le procure, Meta avrebbe progettato Facebook e Instagram per trattenere bambini e adolescenti davanti allo schermo il più a lungo possibile, utilizzando sistemi di raccomandazione, notifiche continue, riproduzione automatica dei video e scorrimento infinito; meccanismi sviluppati per alimentare un coinvolgimento continuo e trasformare l’attenzione dei più giovani in profitto. Gli Stati sostengono inoltre che il colosso di Zuckerberg conoscesse i rischi legati all’utilizzo compulsivo delle piattaforme e abbia presentato al pubblico una versione ingannevole della loro sicurezza. Un’altra parte del procedimento riguarda la raccolta dei dati dei bambini sotto i 13 anni senza un consenso dei genitori ritenuto valido, in violazione della legge federale americana sulla privacy dei minori, la COPPA. Meta respinge le accuse e afferma di avere introdotto strumenti, controlli parentali e protezioni specifiche per gli utenti più giovani. Secondo l’azienda, la salute mentale degli adolescenti dipende da numerosi fattori e non può essere ricondotta a una singola applicazione.

Anche la cifra in gioco ha dimensioni eccezionali, Meta sostiene che il metodo proposto dai quattro Stati per calcolare le sanzioni civili e la restituzione dei profitti potrebbe portare a una richiesta complessiva di 1.400 miliardi di dollari, una somma vicina al valore dell’intera società. La cifra è contestata dall’azienda e potrà essere determinata dal tribunale soltanto in caso di condanna.

Il processo contro Meta rappresenta il fronte più avanzato di una battaglia giudiziaria che coinvolge l’intera industria dei social network. Negli Stati Uniti sono state presentate oltre 3.000 cause contro Meta, Google, TikTok e Snap da parte di giovani, famiglie e distretti scolastici. Le accuse seguono lo stesso principio, le aziende avrebbero progettato deliberatamente i propri prodotti per creare un utilizzo compulsivo, soprattutto tra bambini e adolescenti. I ricorrenti collegano queste caratteristiche alla crescita di ansia, depressione, disturbi alimentari, autolesionismo e difficoltà scolastiche tra gli utenti più giovani.

Nei giorni scorsi la Corte d’appello federale del Nono Circuito ha respinto il tentativo delle società di bloccare preventivamente le cause attraverso la Sezione 230 del Communications Decency Act, la norma che protegge le piattaforme dalla responsabilità per i contenuti pubblicati dagli utenti. Secondo la Corte, quella protezione può essere utilizzata come difesa durante i processi, ma non garantisce alle aziende un’immunità capace di fermarli prima ancora che inizino. I tribunali potranno quindi valutare se le piattaforme debbano rispondere del modo in cui sono stati progettati i loro prodotti, indipendentemente dai singoli contenuti caricati dagli utenti. Il processo arriva dopo due importanti sconfitte giudiziarie per le piattaforme. A Los Angeles una giuria ha riconosciuto Meta e Google responsabili per avere progettato prodotti capaci di creare dipendenza e per avere contribuito ai problemi di salute mentale di una giovane donna. Il risarcimento complessivo è stato fissato in 6 milioni di dollari, con 4,2 milioni a carico di Meta e 1,8 milioni a carico di Google. Entrambe le aziende hanno presentato ricorso. In New Mexico una giuria ha imposto a Meta 375 milioni di dollari di sanzioni. Successivamente un giudice ha ordinato alla società di destinare altri 567 milioni a un fondo per affrontare i danni provocati ai giovani, portando il valore complessivo delle misure economiche a 942 milioni di dollari. La sentenza prevede anche verifiche più efficaci dell’età, limiti all’utilizzo delle piattaforme da parte dei minori, la disattivazione delle notifiche durante la notte e l’orario scolastico e maggiori protezioni nelle interazioni con i chatbot. Meta ha annunciato ricorso.

Il tempo che trascorriamo sui social ha un prezzo, ogni minuto produce dati, pubblicità e denaro, e quando quel tempo appartiene a un bambino, il prezzo diventa inevitabilmente sociale. Più scorriamo, più contenuti vediamo; più contenuti vediamo, più pubblicità può essere venduta. Per un adulto questo meccanismo è già potente, ma per un adolescente, il cui cervello sta ancora costruendo il rapporto con l’approvazione sociale, il corpo e l’autostima, diventa una macchina ancora più efficace.

Lo ripetiamo da anni, i dati che affidiamo ogni giorno a queste aziende sono nostri e il valore che producono deve tornarci sotto forma di reddito.

 

https://beppegrillo.it/dipendenza-da-social-29-stati-e-oltre-3-000-cause-contro-i-giganti-della-tecnologia/ 

 

La plastica che seminiamo nei campi

 

- Agosto 13, 2026 
 
 
 

Circa un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato ogni anno.

Una montagna di alimenti che richiede acqua, energia e terreni per essere prodotta e finisce spesso sepolta nelle discariche. Negli Stati Uniti questa sorte riguarda il 40% degli sprechi alimentari, con un impatto stimato in 30 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente all’anno. Per fare un esempio, sono più delle emissioni prodotte dall’intera Cuba nel 2024, pari a 24,4 milioni di tonnellate.

Recuperare quel cibo e trasformarlo in compost sembrerebbe la soluzione più logica. Ora, un nuovo studio dell’Università del Vermont, pubblicato su Nature Food, ha però scoperto un effetto rimasto finora ai margini delle politiche ambientali, insieme agli scarti organici recuperiamo anche la plastica delle confezioni. I ricercatori hanno confrontato diversi sistemi di gestione dei rifiuti alimentari misurandone l’impatto sul clima, sulle acque e sui terreni. Deviare gli scarti dalle discariche e destinarli al compostaggio o alla digestione anaerobica permetterebbe di ridurre l’impatto climatico tra l’89% e il 99%. Diminuirebbe anche l’eutrofizzazione, il fenomeno provocato dall’accumulo di nutrienti nei corsi d’acqua e dalla conseguente proliferazione delle alghe.

Una grande quantità di cibo viene buttata ancora confezionata, alcuni impianti utilizzano macchine chiamate “disimballatrici”, che separano gli alimenti dagli involucri, gli scarti organici vengono trasformati in compost o biogas, mentre le confezioni finiscono in discarica. La separazione, però, lascia passare piccoli frammenti. Secondo lo studio, anche con macchinari efficienti al 99%, il recupero degli scarti alimentari potrebbe aumentare di dieci volte la presenza di microplastiche nel suolo. Nei terreni agricoli statunitensi potrebbero così essere disperse fino a 20.000 tonnellate di plastica all’anno.

Ogni volta che si recuperano i rifiuti alimentari, esiste un rischio di inquinamento da microplastiche”, spiega Kate Porterfield, principale autrice dello studio. “Le persone possono sbagliare, le macchine possono sbagliare e oggi quasi tutto il nostro cibo è confezionato nella plastica”.

Finora nessuna ricerca aveva calcolato su scala nazionale l’“impronta di inquinamento da plastica” prodotta dai diversi sistemi di gestione degli scarti alimentari. Le politiche si sono concentrate soprattutto sulle emissioni evitate, lasciando in secondo piano ciò che rimane nel compost e viene successivamente sparso nei campi.

Lo stato del Vermont rappresenta uno dei casi più avanzati. Dal 2020 una legge impone alle famiglie e alle attività di separare gli scarti alimentari, che sono stati esclusi dai cassonetti destinati alla discarica. Secondo gli autori dello studio, estendere misure simili richiede che il problema della plastica venga affrontato fin dalla progettazione dei sistemi di raccolta e trattamento. La questione resta complessa, gli imballaggi possono prolungare la durata dei prodotti freschi e ridurne il deterioramento, soprattutto nelle piccole aziende agricole. “È proprio qui che nasce la tensione”, osserva Phil Holtam, cofondatore dell’impresa sociale Sussex Surplus. “Vogliamo ridurre lo spreco alimentare, ma vogliamo anche evitare l’uso superfluo della plastica”.

Una parte dello spreco nasce ancora prima del supermercato. Frutta e verdura deformi, irregolari o semplicemente lontane dall’estetica richiesta vengono escluse dagli scaffali. Lo chef e attivista Max La Manna riassume al The Guardian il meccanismo con una frase: “Stiamo permettendo che la perfezione diventi nemica del bene”.

Nelle scuole e nelle grandi istituzioni, inoltre, le regole sulla sicurezza alimentare favoriscono spesso l’impiego di prodotti confezionati singolarmente. Una precauzione comprensibile che moltiplica gli involucri e rende più difficile ottenere un compost pulito. Porterfield propone sistemi di raccolta semplici, capaci di rendere la separazione dei materiali quasi automatica. Serve anche superare il cosiddetto “riciclo per speranza”, l’abitudine di inserire nella raccolta differenziata oggetti dubbi confidando che qualche impianto riesca comunque a recuperarli.

Il compost dovrebbe restituire fertilità alla terra, se insieme alla materia organica spargiamo 20.000 tonnellate di microplastiche, abbiamo soltanto trasferito il problema dal cassonetto ai nostri campi.

 

 

 

LA CRISI DIPLOMATICA SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO

 

DAGOREPORT – LA CRISI DIPLOMATICA SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… 

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz   

 

DAGOREPORT

trump sanchez

La crisi diplomatica sui flussi migratori tra Italia e Spagna, ha sottolineqato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, "non sarà rivista prima del 15 agosto e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi i rischi di sicurezza per l’Italia".

 

Le parole del “tombeur de Schengen” italiano (copyright ElleKappa) possono anche essere lette “al contrario”: dopo Ferragosto, la crisi rientrerà, al netto della nuova “invasione” minacciata sui social marocchini a Ceuta e, soprattutto a Melilla, l’altra exclave spagnola nel paese nord-africano.

 

migliaia di migranti invadono ceuta 4

E qui si arriva al vero nodo irrisolto della questione, che non riguarda l’Italia, ma il Marocco e la rottura dell'accordo con la Spagna.

 

A Rabat il potere è ancora nelle mani del vispo Mohammed VI, un tipino fino che non disdegna la bella vita, tra auto e orologi di lusso, signorine che vanno e vengono e la passione per le arti marziali miste, al punto da avere una relazione strettissima con alcuni campioni di MMA.

 

 

Mohammed VI formalmente ha sulla capoccia ancora la corona, ma a governare di fatto è il figlio, il 23enne Moulay El Hassan.

 

MOHAMMED VI E LALLA SALMA

Il “Bin salman marocchino” è in grande ascesa e a muoverlo sono anche le ambizioni della madre, Lalla Salma, 48 anni, che ha divorziato da Mohammad nel 2018: è stata lei a tirarlo su insieme alla sorella Lalla Khadija.

 

L’allegro trio (il principe ereditario Moulay, la madre e la zia) ha svacanzato a luglio a Capri, accompagnato da una numerosa corte alle prese con ben 224 valige, si racconta nell’isola di Tiberio.

 

MOULAY EL HASSAN

I regnanti marocchini hanno occupato per una dozzina di giorni le mejo stanze del Grand Hotel Quisisana, dove avrebbero trovato il tempo anche per la politica.

 

Si mormora infatti che durante il loro soggiorno, Moulay e le due “sore Lalla” si siano intrattenuti con emissari della galassia  “MAGA”.

 

Negli ultimi giorni i rapporti tra il Marocco e l’amministrazione Trump sono stati sviscerati per trovare una “regia” all’invasione di Ceuta di due settimane fa.

 

 

IL PRINCIPE EREDITARIO DEL MAROCCO Moulay Hassan CON LA MADRE A CAPRI

È improbabile che il "Deragliato mentale", malgrado il suo disprezzo per Sanchez, sia la mente dell’"invasione" di Ceuta: tra Hormuz, inflazione e caos politico interno in vista delle midterm, ha altre gatte da pelare.

 

Più plausibile che l'"ispirazione" per l'operazione Ceuta abbia il marchio MAGA, come sta a testimoniare la visita caprese degli emissari del sovranismo americano al principe marocchino .

 

Da parte sua il Marocco è stato ben felice di inguaiare il traballante governo di Sanchez, azzerando i controlli alla frontiera con Ceuta, come “ripicca” per l’avvicinamento di Madrid agli storici nemici dell’Algeria.

 

E Trump a quel punto s’è buttato sul carro con le sue armate di troll e account social per soffiare sul fuoco dell’''invasione'', seguito a ruota dalla sua ex "amica speciale", Giorgia Meloni. 

 

IL PRINCIPE EREDITARIO DEL MAROCCO Moulay Hassan CON LA MADRE A CAPRI

Ovviamente, una cosa è il presidente degli Stati Uniti, un'altra è il presidente del consiglio dell'Italietta de' noatri. E' vero che Meloni ha ottenuto sulla lettera contro la politica migratoria spagnola la firma di ben 22 paesi Ue, ma poi l'unica "nazione", come la chiama lei, che ha fatto seguire alle parole i fatti è stata l'Italia.

 

 

All'isolamento de facto di Roma è poi seguito l’annuncio che Berlino rispedirà indietro i ''dublinanti'', cioè i migranti che dopo lo sbarco in Italia hanno raggiunto la Germania.

 

Anche qui, come Trump, la Ducetta della Sgarbatella non può trattare Merz come un Sanchez qualunque.

 

pedro sanchez giorgia meloni 2

Il cancelliere tedesco è l’ultimo salvagente rimasto per la premier italiana, che anche nell’ottica politica all’Europarlamento (la Cdu di Merz è il pilastro del Partito Popolare europeo, con cui i conservatori della sora Giorgia flirtano) non può arrivare alla rottura con lo spilungone crucco. Infatti, se Merz sui "dublinanti" tiene il punto, alla Meloni non resta che incassare la botta...

Giorgia Meloni Friedrich Merz

 

Marocco, il principe Moulay El Hassan arriva a Capri per le vacanze

Da https://www.napolivillage.com/

 

Il principe ereditario del Marocco, Moulay El Hassan, e’ arrivato a Capri per trascorrere un periodo di vacanza insieme alle principesse Lalla Salma e Lalla Khadija. I reali della dinastia alawita sono sbarcati al porto di Marina Grande a bordo della Polaris, l’unita’ veloce della Snav, dove sono stati accolti dal sindaco di Capri, Paolo Falco, e dalle forze dell’ordine presenti sul molo.

 

Abito formale per l’erede al trono del Marocco, mentre sua altezza reale Lalla Salma si e’ presentata con una borsa Kelly di Hermes, un lungo vestito giallo e un ampio cappello di paglia.

 

migranti a ceuta 1

Ad accoglierli con un messaggio di benvenuto e’ stato anche l’ambasciatore d’Italia in Marocco, Pasquale Salzano, che sui social ha espresso l’auspicio di un piacevole soggiorno sull’isola campana.

 

“Un cordiale benvenuto in Italia e buon soggiorno a Capri”, ha scritto il diplomatico in un messaggio di saluto rivolto ai membri della famiglia reale marocchina.

 

Lalla Salma del Marocco in vacanza a Capri con i figli. Ecco perché la «principessa scomparsa» sta tornando in scena

Laura Cardia per www.oggi.it

 

PASQUALE SALZANO

Lalla Salma del Marocco, in vacanza a Capri, con i due figli, il principe ereditario Hassan del Marocco e Lalla Khadija. Arrivo blindatissimo per l'ex moglie di re Mohammed VI e ingenti misure di sicurezza anche per la passeggiata di madre e figlio tra i turisti dell'isola. Dopo anni di silenzio, le apparizioni pubbliche della principessa si moltiplicano, favorite dall'ascesa di suo figlio. Che non ha dimenticato i torti a lei fatti dopo il divorzio.

[…]

 

Alloggiano in diverse ville dell'isola per garantirsi il massimo della privacy, mentre il cuore delle operazioni è il Gran Hotel Quisisana. Qui, nel ristorante della Colombaia, la famiglia è stata avvistata per una cena privata.

 

 

Poi, racconta Capri Press, «non si sono fatti mancare la salita in Seggiovia con la vista dall’alto di Monte Solaro dal belvedere che domina i golfi di Napoli e Salerno. Quindi, una minicrociera tra le costiere Sorrentina e Amalfitana, con sosta a Positano». E ovviamente senza perdere di vista il Marocco ai Mondiali di calcio. Vacanze di lusso e discrezione assoluta, per l'indimenticata principessa dai capelli rossi.

 

lalla salma mohammed vi 2

[…]

 

 

Con la vacanza a Capri torna d'attualità la bella marocchina, sparita dalla scena pubblica dopo il divorzio da Mohammed VI, nel 2018. Le nozze, nel 2002, hanno dato per la prima volta visibilità alla moglie del re, che ha ricevuto il titolo di Lalla. Molto attiva negli anni del matrimonio, Salma conduce adesso vita riservata, tanto che la chiamano "la principessa scomparsa".

 

FRANCIA O SPAGNA, PURCHE SE LAGNA - MEME BY EMILIANO CARLI

Vive con i figli, che le sono legatissimi, ed è sempre Lalla, in quanto madre del futuro re. E proprio Hassan sembra la chiave di volta per il suo ritorno. A 23 anni, il principe sostituisce sempre più spesso il padre malato e Salma è sempre più visibile, sebbene mai in occasioni ufficiali. Nei mesi scorsi si è vista a Fez e poi in una partita della Coppa d'Africa, ospitata dal Marocco, sempre con i figli. Sarà Salma la donna più influente del Paese, quando Hassan sarà re?

 

Marocco, il re avvicina al potere il figlio Moulay. La presenza della madre Lalla, l’ombra delle zie

Estratto dell’articolo di Leonardo Martinelli per www.repubblica.it

 

 

MOHAMMED VI E LALLA SALMA

Compirà 23 anni l’8 maggio. Discreto, ma sorridente, dotato di un’eleganza naturale, studi ottimi, Moulay (che vuole dire “principe”) Hassan, il figlio di Muhammad VI, re del Marocco, e il suo erede designato, procede passo passo lungo la strada che un giorno (forse non così lontano) lo porterà sul trono.

 

 

Ha appena superato una nuova tappa: il padre l’ha nominato coordinatore degli uffici e dei servizi dello Stato maggiore dell’esercito marocchino, una funzione strategica, che il padre di Muhammad VI, Hassan II, aveva affidato al figlio, già allora suo erede ufficiale, nel lontano 1985.

 

lalla salma

L’attuale sovrano, classe 1963, ma con diversi problemi di salute (che in patria rappresentano un vero tabù) e spesso assente dalla scena pubblica (per viaggi privati all’estero), ha avviato una transizione inevitabile, ma anche molto, molto progressiva, perché il giorno in cui il figlio (con il nome di Hassan III) salirà al trono, sarà tutto il sistema di potere marocchino (lo chiamano “makhzen”), intorno al palazzo reale, che dovrà riadattarsi a nuovi equilibri.

 

Come indicato in un libro, che esce per Grasset oggi in Francia, dal titolo “Le roman d’un roi” (Il romanzo di un re), con sottotitolo “Inchiesta su Muhammad VI”, scritto da due giornalisti del quotidiano Le Monde, Christophe Ayad e Frédéric Bobin, uno dei personaggi intorno al quale ruoteranno i nuovi equilibri sarà probabilmente Lalla Salma, 48 anni, la madre del giovane Hassan, dalla quale Muhammad VI ha divorziato nel 2018.

 

 

MOULAY EL HASSAN

Dopo quella data, il principe è stato tirato su dalla madre, assieme alla sorella Lalla Khadija, che oggi ha 19 anni. Per anni soprannominata “la principessa fantasma”, Lalla Salma era letteralmente scomparsa, senza che se ne sapesse più nulla. Ma, quando il figlio ha iniziato la sua ascesa al trono, anche lei si è miracolosamente materializzata di nuovo, per la prima volta in una foto scattata nell’estate 2024, assieme ad Hassan e a Khadija, in vacanza nell’isola di Mykonos, in Grecia.

 

[…] La monarchia in Marocco è una cosa seria e ancora oggi perfino Muhammad VI, personaggio originale e sfuggente, mantiene una grossa popolarità.

grand hotel quisisana capri 2

 

La monarchia resta il “collante” di un paese intero, che negli ultimi decenni è diventato sempre più moderno […]. Lo scorso autunno, quando il paese fu scosso dalle manifestazioni in piazza della “generazione Z”, i giovani scandivano slogan contro il primo ministro Aziz Akhannouch (una sorta di Berlusconi locale, imprenditore privato di successo, al potere dal 2021) e mai contro Muhammad VI. […]

 

A dire il vero, dalla sua ascesa al trono, nel 1999, Muhammad VI ha messo insieme una fortuna privata incredibile nella holding reale Al-Mada. Dopo il divorzio, nel 2018, Muhammad VI conobbe per caso Abou Bakr Azaitar, campione di Mma (Mixed Martial Arts) della diaspora marocchina in Germania.

 

MOHAMMED VI E LALLA SALMA

Da allora il sovrano ha sviluppato una relazione personale strettissima con lui, con Omar (gemello di Abou Bakr) e l’altro fratello, Ottman, e con il loro padre, imam in terra tedesca, presto nominato muezzin del palazzo reale. Questi personaggi, con i muscoli ben esibiti, accompagnano il sovrano in trasferte all’estero e spesso in hotel di lusso (in Germania diversi esponenti del clan hanno scontato pene di carcere per risse). Negli ultimi tempi, i fratelli Azaitar sono meno presenti al fianco del re, ma a favore di un altro colosso e campione marocchino di Mma, Yousef Kaddour.

LALLA KHADIJA

 

Ritorniamo a Moulay Hassan, dal fisico decisamente più esile. Si è laureato in Relazioni internazionale nell’università più prestigiosa del paese, il Politecnico Muhammad VI. Ora sta facendo un dottorato in geostrategia. Ha studiato anche il mandarino. Alla fine del novembre 2024, quando Xi Jinping, il presidente cinese, fece scalo a Casablanca, rientrando dal vertice del G20 in Brasile, fu proprio il principe ad andare a riceverlo all’aeroporto: fu l sua prima apparizione pubblica.

 

il principe moulay hassan 3

Da allora, altre ne sono seguite. Il 21 dicembre 2025, alla partita di inaugurazione della Can (la Coppa d’Africa di calcio) fu Hassan a dare il primo calcio al pallone (con una certa distaccata disinvoltura), perché il padre era assente, in viaggio (non si capiva bene perché) tra Abu Dhabi, il Cairo, Courchevel (località del jet-set delle Alpi francesi), Zanzibar (in Tanzania) e Parigi (dove viene fotografato spesso in locali notturni). Per un evento così importante, lui non era neanche in Marocco… meno male che c’era Hassan.

PIANTEDOSI TOMBEUR DE SCHENGEN - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

MOULAY EL HASSAN

migliaia di migranti invadono ceuta 5migliaia di migranti invadono ceuta 6

pedro sanchez giorgia meloni 2 2PEDRO SANCHEZ - GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY NARDI PER DOMANI

visto schengenLA CROAZIA ENTRA IN AEREA SCHENGENconferenza sulla ricostruzione dell ucraina a roma meloni con zelensky, tusk, merz ,von der leyen, foto lapresse

migranti a ceutamigranti a ceuta 6migranti a ceuta 5

MOHAMMED VI E LALLA SALMA

 

https://www.dagospia.com/politica/crisi-diplomatica-sui-flussi-migratori-italia-spagna-e-appesa-cio-483659 

 

IL LATO OSCURO DI ANTHROPIC – NON DITE A PAPA LEONE XIV, CHE L’HA INVITATO IN VATICANO, CHE ANCHE QUEL GENIACCIO DI DARIO AMODEI HA DEGLI SCHELETRI NELL’ARMADIO.

 

IL LATO OSCURO DI ANTHROPIC – NON DITE A PAPA LEONE XIV, CHE L’HA INVITATO IN VATICANO, CHE ANCHE QUEL GENIACCIO DI DARIO AMODEI HA DEGLI SCHELETRI NELL’ARMADIO. IL PIÙ GROSSO? LA MOGLIE, DI CUI APPARENTEMENTE NON SI SA NULLA: PERFINO “CLAUDE”, IL CHATBOT DI ANTHROPIC, NON RISPONDE SE GLI SI CHIEDONO NOTIZIE – IL MOTIVO È FACILE DA INTUIRE: CAMI CLARK, QUESTO IL NOME DELLA DONNA, HA UN PASSATO TURBOLENTO (EUFEMISMO). A VENT’ANNI SI SPOSÒ CON UN RICCO 64ENNE, E POI SI È ACCOPPIATA CON ERIC SCHMIDT DI GOOGLE PER ANNI, CONVINCENDOLO SUCCESSIVAMENTE A INVESTIRE IN ANTHROPIC - LA RAMPANTE CAMI, ARTEFICE DEL SUCCESSO DI ANTHROPIC GRAZIE ALLA SUA RETE DI CONOSCENZE, IN PASSATO AVEVA FONDATO UNA SOCIETÀ PORNOGRAFICA, E HA CORTEGGIATO A LUNGO IL FINANZIERE PEDOFILO JEFFREY EPSTEIN PER FARSI DARE SOLDI. INFORMAZIONI TENUTE BEN NASCOSTE DA AMODEI, CHE STA PER QUOTARE LA SUA SOCIETÀ PER 2MILA MILIARDI...

cami clark dario amodei  

Traduzione di un estratto dell’articolo di Keach Hagey e Luke Jerod Kummer per il “Wall Street Journal”, pubblicato da www.milanofinanza.it

 

cami clark

Quando il primo ministro indiano Narendra Modi ha invitato i leader del settore dell'AI a un incontro a Nuova Delhi all'inizio di quest'anno, i protocolli di sicurezza hanno permesso a ciascun dirigente di portare con sé una persona aggiuntiva. La maggior parte ha portato colleghi, ma il ceo di Anthropic, Dario Amodei, ha portato sua moglie, Cami Clark.

 

[…] Clark non lavora per Anthropic, ma la si vede spesso seduta in prima fila mentre Amodei parla a eventi come il Forum di Davos, oppure la si può trovare a chiacchierare con gli investitori […].

 

Secondo fonti vicine all'azienda, funge da consulente e consigliera strategica per Amodei. Inoltre, secondo alcune fonti, è stata lei a portare ad Anthropic un importante investitore iniziale, l'ex ceo di Google Eric Schmidt – con cui aveva avuto una relazione – quando l'azienda era agli inizi, all'inizio del 2021.

 

cami clark e dario amodei

Nonostante la sua influenza, online si trovano poche informazioni sulla Clark, e secondo un'analisi del Wall Street Journal e una persona a conoscenza dei fatti, sono stati fatti sforzi per rimuovere qualsiasi riferimento a lei.

 

La coppia si è sposata nel 2022, ma la pagina Wikipedia di Amodei non menzionava il matrimonio fino a quest'estate, e tuttora non specifica con chi. Le ricerche su Google per «moglie di Dario Amodei» spesso mostrano la fotografia di sua sorella, Daniela Amodei, che collabora alla gestione dell'azienda. Persino Claude, il chatbot basato sull'intelligenza artificiale di Anthropic, risponde alle domande affermando che «lo stato civile di Dario Amodei non sembra essere chiaramente confermato».

 

cami clark, la burattinaia di dario amodei

Mentre Anthropic si avvia a grandi passi verso un'Ipo che potrebbe superare i 2 trilioni di dollari già questo autunno, Clark è una delle voci più influenti che plasmano le decisioni di un ceo all'avanguardia nel settore dell'AI […].

 

[…] È un'ascesa straordinaria per una donna che non si è laureata, ha avuto un breve matrimonio, a 20 anni, con un uomo di oltre 40 anni più anziano e ha dichiarato bancarotta. La sua carriera include la co-fondazione di un'azienda di «pornografia di lusso gratuita» rivolta alle donne, nella quale ha tentato, senza successo, di convincere il criminale sessuale Jeffrey Epstein a investire, e l'avvio di un'app di «dieta sociale» per donne, trasformatasi poi in un'azienda di AI per la salute femminile.

 

dario e daniela amodei

Ha stretto legami con persone influenti, tra cui Schmidt, che ha introdotto nell'orbita di Amodei. Il miliardario ha lasciato i suoi incarichi in Google e nella società madre Alphabet nel 2020 per dedicarsi, tra le altre cose, agli investimenti in startup tecnologiche. Ha anche cercato di convincere Schmidt a sostenere un fondo di venture capital che avrebbe gestito insieme a lui per investire in Anthropic e altre aziende di intelligenza artificiale, ma il progetto non è andato in porto.

 

[…] Clark, nata a Reno, Nevada, nel 1979, era un'imprenditrice e interagiva spesso con i ricchi e potenti, così come con le nuove leve della Silicon Valley. La più importante si sarebbe rivelata essere Amodei, con cui ha iniziato una relazione nel 2014. Poco prima, dal 2011 e per tre anni, aveva avuto una relazione con Schmidt, che all'epoca era presidente esecutivo di Google.

 

eric schmidt 3

Clark trascorse del tempo nella casa condivisa a San Francisco dove Amodei, il suo amico Holden Karnofsky e sua sorella Daniela – che in seguito avrebbe sposato Karnofsky – vivevano con altre figure chiave del mondo della sicurezza dell'AI e dell'altruismo efficace. Il movimento, con centro principalmente nella Silicon Valley, si propone di utilizzare dati e ragionamento per determinare come fare il massimo bene possibile.

 

Quando si sono conosciuti, Amodei era ancora un accademico, ricercatore post-dottorato presso la Stanford University School of Medicine, dopo aver conseguito il dottorato di ricerca in neuroscienze computazionali a Princeton. In seguito ha lavorato per Baidu e Google prima di entrare in OpenAI nel 2016.

 

cami clark

[…] Mentre Amodei progrediva all'interno di OpenAI, Clark lo accompagnava agli eventi aziendali. Chi ha lavorato con lui e conosceva la coppia afferma che lei si assicurava che le sue idee ricevessero il riconoscimento che riteneva meritassero.

 

[…] Clark presentò anche Amodei a Schmidt, che rimase colpito dal giovane scienziato. Nel 2018, Schmidt visitò l'appartamento di Amodei e Clark a San Francisco e rimase impressionato dalle loro idee, come ha raccontato a Bloomberg.

 

michelle capocefalo e cami clark  

Quando sorsero tensioni tra Amodei e i co-fondatori di OpenAI, Sam Altman e Brockman, riguardo a chi detenesse il potere all'interno della startup, Amodei, sua sorella e altri cinque dipendenti lasciarono l'azienda per fondare Anthropic nel dicembre 2020.

 

Nel maggio 2021, Anthropic annunciò di aver raccolto 124 milioni di dollari nel suo round di finanziamento di Serie A, guidato dall'ingegnere di Skype Jaan Tallinn e con la partecipazione del co-fondatore di Facebook Dustin Moskowitz, del fondatore di Jane Street James McClave e del Center for Emerging Risk Research, oltre a Schmidt.

 

cami clark

Secondo documenti esaminati dal Wall Street Journal, anche Clark, che non era ancora sposata con Amodei, desiderava una partecipazione nella nuova società. Nel febbraio 2021, Clark propose a Schmidt la creazione di un nuovo fondo di venture capital chiamato Mother of AGI Fund. Secondo una proposta di 40 pagine, l'obiettivo era quello di fornire «una soluzione elegante per formalizzare il coinvolgimento di Cami in Anthropic (l'azienda di Dario), gestire l'investimento di Eric» e investire nell'«ecosistema dell'intelligenza artificiale generale».

 

[…] Clark, nota per la sua socievolezza e il suo carattere estroverso, ha interagito con politici e potenziali investitori per conto di Amodei, chiacchierando con loro e presentandoli al marito, un appassionato lettore, durante conferenze ed eventi.

 

cami clark mail con jeffrey epstein

Anthropic si è attirata le ire dell'amministrazione Trump all'inizio di quest'anno, dopo che Amodei si era rifiutata di revocare le restrizioni sull'utilizzo di Claude da parte del Pentagono. Il governo ha etichettato Anthropic come un rischio per la catena di approvvigionamento e, di fatto, ai partner del Pentagono è stato impedito di utilizzare la sua tecnologia nel lavoro con il Dipartimento della Difesa, una designazione che l'azienda ha contestato in tribunale.

A giugno, l'amministrazione ha aggiunto ulteriori restrizioni su altri modelli di intelligenza artificiale di Anthropic, restrizioni che sono state poi revocate. La controversia ha attirato un'attenzione indesiderata sull'azienda prima della sua Ipo.

 

cami clark 1

Secondo fonti vicine alla vicenda, Clark avrebbe recentemente confidato ad ambienti politici che la missione dell'azienda è proteggere l'America e che non è così woke come i suoi detrattori potrebbero pensare.

 

Alla conferenza di Sun Valley a luglio, dove ha trascorso gran parte della settimana al fianco del marito, ha pranzato con Ivanka Trump, un'amica, e ha chiacchierato con Jared Kushner, che Amodei aveva contattato all'inizio dell'anno per un investimento, sempre secondo fonti vicine alla vicenda.

 

I primi anni di Clark mostrano una giovane donna che si dà da fare per avere successo in una serie di attività, molte delle quali da lei fondate, tra cui una società di produzione di film pornografici rivolta alle donne.

 

[…]

 

john brockman

Nel 1999, all'età di 20 anni, sposò l'architetto di Reno Waldemar Eklof III, 64enne, che aveva progettato edifici come l'Atlantis Casino Resort della città. Divorziarono tre anni dopo. Su un sito web personale ora non più attivo, Clark affermò di aver abbandonato gli studi di architettura nel 1999.

 

I registri immobiliari mostrano che si trasferì a San Francisco nel 1999 e vi trascorse un decennio prima di trasferirsi a New York e Los Angeles. In quel periodo lavorò per una società di intermediazione di mutui chiamata Olg Financial. Mentre raccoglieva fondi per una successiva iniziativa, si descriveva come «cofondatrice di Olg Financial Corp». I documenti di costituzione della società del 2005 non includono il suo nome.

 

AMERICAN GIRL IN PARIS

Nel 2007, un istituto di credito ha pignorato il suo appartamento di San Francisco e, due anni dopo, lei ha dichiarato bancarotta, secondo quanto risulta dai registri immobiliari e dagli atti giudiziari.

 

Intorno al 2010, insieme a Michelle Capocefalo, ha fondato Eddice, che si descriveva come una «società pornografica rivoluzionaria». Il nome le fu dato in onore di Eddice Munson, la nonna materna di Clark, e l'obiettivo era quello di promuovere un approccio positivo alla sessualità in un'industria pornografica dominata dagli uomini, con lo slogan: «intellettualmente promiscua». Il sito includeva un blog che raccoglieva contenuti con titoli come Lady Porn Day e Orgasm, Inc.. Dava inoltre risalto al lavoro di intellettuali come il commentatore Clay Shirky e l'esperto di marketing e autore Seth Godin.

 

A un certo punto, dopo aver avvisato i lettori che il suo conto PayPal era stato bloccato, la società di Clark annunciò sul suo sito web di aver avviato una campagna di crowdfunding. «Stiamo raccogliendo 350.000 dollari per produrre EDDICE.COM e i nostri primi quattro film, AMERICAN GIRL IN PARIS».

 

[…]

 

jeffrey epstein

Clark e Capocefalo hanno partecipato alla conferenza Digital-Life-Design del 2011 a Monaco di Baviera, un salone dedicato a tecnologia, media, scienza e arte, spesso frequentato da dirigenti prima di recarsi al Forum Economico Mondiale di Davos. Quell'anno, il discorso di apertura fu tenuto da Schmidt, all'epoca ancora ceo di Google. Si sa poco pubblicamente della relazione triennale tra Clark e Schmidt, che è tuttora sposato con un'altra donna. Schmidt era anche un investitore in una delle startup di Clark, focalizzata sulla salute delle donne, secondo fonti vicine alla vicenda.

 

Alla conferenza di Monaco, Clark e Capocefalo incontrarono John Brockman, un agente letterario specializzato in libri scientifici, che presentò Jeffrey Epstein ad accademici ed esponenti dell'élite della Silicon Valley, secondo i documenti su Epstein recentemente resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia.

 

cami clark mail con jeffrey epstein

A marzo, John Brockman presentò le due donne a Epstein. Scrivendo di essere diretto a una festa della rivista Wired, dove Brockman era l'ospite d'onore, disse a Epstein: «Dovresti invitare a cena le mie ragazze, Cami e Michelle. Sono a Los Angeles per raccogliere fondi per un film porno destinato al pubblico femminile». In seguito, condivise con lui il sito web di Eddice.

 

Brockman concluse l'email del 3 marzo menzionando una festa di compleanno organizzata per lui quel sabato e dicendo che Clark e Capocefalo sarebbero stati presenti. Clark rispose poco dopo, scrivendo a Epstein: «Ciao Jeffrey! Ci piacerebbe cenare con te stasera». Gli inviò il suo numero di cellulare. John Brockman non rispose alle richieste di commento.

 

SAM ALTMAN DARIO AMODEI

La settimana successiva, Clark inviò a Epstein un'email con un allegato. «Abbiamo pensato che a te e alle ragazze potrebbe piacere la sceneggiatura/soggetto dei nostri primi 4 film, American Girl in Paris. Un po' esplicito», scrisse. Un anno dopo, ricontattò Epstein. Inizialmente lui non si ricordava di lei. Lei rispose che si erano conosciuti tramite John Brockman un anno prima. «Abbiamo la società di film porno di lusso gratuiti. Ti dice qualcosa?». Epstein rispose: «Sì, un forte rintocco di gong». Clark replicò scherzando: «Ahah, stavo per dire che saresti la prima persona a non ricordarsi di noi».

 

Gli propose di investire nella sua azienda, dicendo che avevano appena assunto qualcuno proveniente dalla società di Oprah Winfrey e dalla Katalyst di Ashton Kutcher, la società di produzione di programmi come Punk'd. «Sei ancora interessato?». Epstein, all'epoca registrato come molestatore sessuale, rispose: «Non posso fare programmi televisivi a sfondo sessuale».

 

DARIO AMODEI

Clark ha poi virato verso un'altra idea imprenditoriale, un'app e un sito web per la dieta rivolti alle donne, che avrebbe combinato i dati provenienti da Fitbit e altri dispositivi di monitoraggio della salute, i dati inseriti dagli utenti su alimentazione, ciclo mestruale, umore e posizione, e la possibilità di condividere tutto, in stile Facebook.

 

La loro interazione è continuata per oltre due anni, come dimostrano i documenti Epstein resi pubblici dal governo. Clark ha invitato Epstein alla festa di inaugurazione della sua nuova casa a Manhattan, a cui aveva partecipato anche Capocefalo, e lo ha aggiunto agli amici su LinkedIn.

 

Nel 2013, Epstein ha ricevuto una notifica automatica da LinkedIn in cui gli veniva chiesto di congratularsi con Clark per il suo nuovo ruolo di ceo di Female Algorithm Technologies. Le tracce di questa collaborazione online sono scarse, a eccezione di un account Tumblr dall'estetica provocatoria che combinava foto di donne nude, un ritratto di Steve Jobs con un Macintosh dei primi tempi e slogan in maiuscolo come «Le grandi menti si fottono a vicenda», usando la parolaccia per intero, e «Facciamo un sacco di soldi».

https://www.dagospia.com/business/lato-oscuro-anthropic-non-dite-papa-leone-xiv-l-ha-invitato-in-vaticano-483669