martedì 19 maggio 2026

*​TORNARE IN MONTAGNA PER LA LIBERTÀ*




*​Venerdì 22 maggio 2026, alle ore 18:00*, presso la sede di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea in *Piazzale degli Eroi 9* a Roma ospiterà la presentazione del romanzo *“Tornare in Montagna per la Libertà”*, scritto da *Paolo Prosperi*.


​L'opera è ambientata in un'Italia del 2026 segnata da una drammatica svolta autoritaria e racconta la nascita di una nuova Resistenza, un movimento clandestino coraggiosamente impegnato nella difesa della libertà e dei valori democratici. Dopo aver già registrato una notevole e calorosa partecipazione di pubblico durante i precedenti incontri presso i locali comunali di Cerveteri e Mentana, e alla Casa dell’arte e della Cultura di Ladispoli, il libro approda finalmente nella Capitale.


​L'incontro sarà introdotto e coordinato dalla giornalista *Mariangela Pani*, che vanta nel suo percorso professionale collaborazioni con importanti testate e agenzie di stampa nazionali come *L'Unità*, *Adnkronos* e *La Repubblica*. La sua presenza offrirà una guida autorevole a un dibattito che rappresenterà un'importante occasione di dialogo e di libero confronto direttamente con l'autore. 


Sarà un momento per riflettere insieme non solo sulle pagine del romanzo, ma anche sulle grandi tematiche e sulle sfide dell'attualità che il testo inevitabilmente solleva.


​Al termine della presentazione e del dibattito, la serata proseguirà con un momento di convivialità: per chi lo desidera, ci sarà la possibilità di cenare insieme grazie a un menù a buffet allestito direttamente nei locali della sede.


Vi aspettiamo numerosi!

Giovani Barbera

BASTA QUERELE TEMERARIE! – LA DEPUTATA DEL M5S, VITTORIA BALDINO, FIRMA UN’INTERPELLANZA AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA PER CAPIRE CHE INTENZIONI ABBIA IL GOVERNO CON I GIORNALISTI (OLTRE A DENUNCIARLI)

 

BASTA QUERELE TEMERARIE! – LA DEPUTATA DEL M5S, VITTORIA BALDINO, FIRMA UN’INTERPELLANZA AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA PER CAPIRE CHE INTENZIONI ABBIA IL GOVERNO CON I GIORNALISTI (OLTRE A DENUNCIARLI) – E RIPERCORRE L’ESCALATION DI SPIONAGGIO (VEDI CASO PARAGON) E QUERELE PROMOSSE DALL’ESECUTIVO CONTRO CHI FA DOMANDE, ULTIMA QUELLA DI MATTEO PIANTEDOSI A DAGOSPIA. LA NOSTRA COLPA? AVER CHIESTO DELUCIDAZIONI SUI SUOI RAPPORTI CON CLAUDIA CONTE... – LA PRECISAZIONE DI GENNARO SANGIULIANO: “NON HO AVVIATO ALCUNA RICHIESTA DI RISARCIMENTO DANNI MILIONARIA CONTRO ‘IL FATTO QUOTIDIANO’”

vittoria baldino carlo nordio matteo piantedosi claudia conte  

Interpellanza 2-00844 al ministero della Giustizia, presentata da Vittoria Baldino (M5s)

https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=2-00844&ramo=C&leg=19

 

Vittoria Baldino

La sottoscritta chiede di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere – premesso che:

 

dall'insediamento del Governo Meloni osservatori internazionali, come Reporter senza frontiere e organizzazioni come Media freedom rapid response, hanno rilevato e documentato una crescente e sistematica iniziativa giudiziaria promossa da numerosi esponenti del Governo nei confronti di giornalisti, cronisti d'inchiesta e direttori di testate nazionali;

 

tale fenomeno si sostanzia in una proliferazione di querele per diffamazione e citazioni in sede civile per risarcimento danni; le azioni appaiono spesso caratterizzate da una sproporzione tra l'asserita offesa e l'entità delle pretese risarcitorie, configurando in molti casi il profilo delle cosiddette «querele temerarie» o Slapp (Strategic lawsuits against public participation), utilizzate al fine di scoraggiare l'attività giornalistica, esercitando una pressione indebita sull'attività d'informazione;

 

CLAUDIA CONTE PIANTEDOSI

l'Italia è stata segnalata anche dai competenti organismi unionali: il Rapporto della Commissione Ue (2024) ha evidenziato preoccupazione per l'uso sistematico di procedimenti giudiziari contro i giornalisti da parte di esponenti politici in Italia; il Consiglio d'Europa, in diverse allerte pubblicate sulla piattaforma per la protezione del giornalismo, ha citato casi specifici che coinvolgono ministri italiani, definendoli potenziali intimidazioni;

 

in particolare, il Presidente del Consiglio dei ministri ha mantenuto o avviato diverse azioni legali. Tra le più note, quella contro Saviano e contro il quotidiano Domani. Per quanto risulta all'interpellante, il Vicepremier Salvini ha una lunga storia di querele contro giornalisti e testate (tra cui Piazzapulita e vari cronisti d'inchiesta), molte delle quali antecedenti al mandato attuale ma portate avanti durante lo stesso;

 

CLAUDIA CONTE E MATTEO PIANTEDOSI INSIEME AL SENATO PER UN CONVEGNO SU ALDO MORO - 11 MAGGIO 2023

il Ministro dell'agricoltura ha intrapreso azioni legali, tra cui una querela contro una giornalista del quotidiano La Stampa e altri commentatori per opinioni espresse in contesti televisivi o editoriali. Il Ministro del made in Italy è noto per uso frequente di diffide e richieste di risarcimento danni verso alcune testate. Gennaro Sangiuliano, durante il suo mandato da Ministro, ha avviato azioni legali, inclusa una richiesta di risarcimento danni milionaria contro Il Fatto Quotidiano;

 

risulta, da ultimo, la querela del Ministro Piantedosi contro il sito Dagospia per diffamazione aggravata a mezzo stampa, relativamente alle notizie rese sul rapporto tra il Ministro e la giornalista Claudia Conte. Tale vicenda, al netto delle questioni meramente personali, pone oggettivi e legittimi interrogativi giornalistici su eventuali incarichi ricevuti dalla giornalista;

 

Vittoria Baldino

peraltro, preme in tale contesto evidenziare altresì la grave vicenda dei giornalisti spiati attraverso lo spyware israeliano Graphite. Il Governo continua a negare coinvolgimenti, mentre la società Paragon solutions ha, comunque, rescisso il contratto con l'Italia per violazione del codice etico, che, per l'appunto, vieta lo spionaggio di giornalisti e figure della società civile, e per la mancata collaborazione;

 

il ricorso frequente allo strumento giudiziario da parte di figure investite di altissime responsabilità istituzionali rischia di alterare il delicato equilibrio tra la tutela dell'onorabilità individuale e il diritto dei cittadini a essere informati su questioni di rilevante interesse pubblico –:

 

quali iniziative urgenti anche di carattere normativo intendano adottare al fine di rafforzare la libertà della stampa e dei media, la tutela del giornalismo in tutte le sue forme ed espressioni, a salvaguardare i diritti, la sicurezza e le condizioni di lavoro dei giornalisti, in particolare, attraverso il recepimento nell'ordinamento italiano della direttiva cosiddetta anti-Slapp ((Ue) 2024/1069);

 

DAGO CON LA REDAZIONE DI DAGOSPIA (LUCA DAMMANDO, ASCANIO MOCCIA, FRANCESCO PERSILI, ALESSANDRO BERRETTONI, RICCARDO PANZETTA, GREGORIO MANNI, FEDERICA MACAGNONE)

se i componenti del Governo che vi hanno fatto ricorso non intendano valutare l'opportunità della remissione delle querele presentate nei confronti dei giornalisti, ovvero di testate giornalistiche;

 

se non sia opportuno rendersi disponibile verso gli attori dell'informazione, attraverso una costante e periodica convocazione di conferenze stampa, aperte alle libere domande, al fine di rendere conto del proprio operato, quale parte integrante del mandato di Governo;

 

quali urgenti iniziative di competenza, anche di carattere normativo, intendano assumere per dare piena attuazione al regolamento (Ue) 2024/1083, cosiddetto Freedom act, a tutela del pluralismo e dell'indipendenza dell'informazione;

 

quali iniziative, per quanto di competenza, si ritenga di intraprendere al fine di tutelare la libertà di stampa e il diritto di cronaca, anche in forma freelance, quale strumento di estrinsecazione anche del fondamentale diritto di informazione per il cittadino, astenendosi dal portare a compimento tutte quelle riforme che possano comportare una compressione di tali diritti costituzionalmente garantiti, nonché ad adottare iniziative normative volte a ripristinare la disciplina precedente alla cosiddetta «norma bavaglio», che limita la pubblicazione delle ordinanze di custodia cautelare;

giorgia meloni in versione hacker

 

quali iniziative di competenza si intendano assumere, al fine di adempiere pienamente al dettato costituzionale, affinché sia garantito il pluralismo nella sua qualità di valore primario sotteso all'intero sistema dell'informazione, assicurandone l'imparzialità, l'obiettività, la correttezza e la completezza.

(2-00844) «Baldino».

https://www.dagospia.com/politica/basta-querele-temerarie-deputata-m5s-vittoria-baldino-firma-474600 

 

XI JINPING SA DI AVERE IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO E, PUR AIUTANDO PUTIN CON FORNITURE E ADDESTRAMENTO DI SOLDATI, NON SI ESPORRÀ SUL DOSSIER UCRAINA

 

AMICI, MA FINO A UN CERTO PUNTO: I CINESI NON VOGLIONO MORIRE PER LA RUSSIA - XI JINPING SA DI AVERE IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO E, PUR AIUTANDO PUTIN CON FORNITURE E ADDESTRAMENTO DI SOLDATI, NON SI ESPORRÀ SUL DOSSIER UCRAINA – “MAD VLAD” SPNGE PER LA FIRMA DEL TRATTATO SUL GASDOTTO “POWER OF SIBERIA 2”, CHE XI RIMBALZA DA ANNI. ED È DIFFICILE CHE CEDA PROPRIO ORA, DOPO AVER RIFIUTATO LE RICHIESTE DI FORNIRE ALTRI 50 MILIARDI DI METRI CUBI DI METANO ALL’ANNO (NON VUOLE LEGARSI TROPPO A UN MORTO CHE CAMMINA…)

gasdotto russia cina – power of siberia ii metano xi jinping vladimir putin 

MEDIA, 'PECHINO HA ADDESTRATO SOLDATI RUSSI SCHIERATI IN UCRAINA'

(ANSA) - Le forze armate di Pechino hanno addestrato segretamente circa 200 militari russi in Cina alla fine dello scorso anno e alcuni di loro sono poi stati schierati nel conflitto in Ucraina. Lo scrive Reuters sul sito, che cita come fonti tre agenzie di intelligence europee.

   

Le sessioni di addestramento segrete, incentrate sull'uso di droni, si sono svolte tra la capitale e Nanchino, come previsto da un accordo russo-cinese siglato da alti ufficiali delle due parti il 2 luglio 2025, a Pechino. La Cina ha ripetutamente affermato di essere neutrale nel conflitto e continua a presentarsi come mediatore di pace tra Kiev e Mosca.

 

PUTIN SPERANZE CINESI

Estratto dell’articolo di Anna Zafesova per “La Stampa”

 

GASDOTTO RUSSIA CINA – POWER OF SIBERIA II

Un processo negoziale «per l'Ucraina e per tutta l'Europa»: Volodymyr Zelensky telefona al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa per confermare che l'Europa dovrà sedere al tavolo delle trattative, il giorno che la guerra della Russia contro l'Ucraina si concluderà, o almeno si interromperà.

 

Una prospettiva che appare meno remota di qualche mese fa, con la Russia oggi «più debole, mentre l'Ucraina è in questo momento più forte». I raid dei droni ucraini su Mosca hanno ribaltato la percezione del conflitto, non solo agli occhi dei russi, spaventati e sconvolti dalla fine dell'illusione di invulnerabilità che Vladimir Putin gli aveva promesso.

 

vladimir putin xi jinping

I telegiornali russi hanno dedicato pochissimo spazio ai raid contro fabbriche militari e raffinerie alle porte della capitale russa, ma ovviamente il segreto è stato impossibile da nascondere, e sui social russi le battute sarcastiche si mischiano a spavento, e alla rabbia, «la contraerea è tutta concentrata intorno alle dacie di Putin, invece di difendere la città» è uno dei commenti più frequenti.

 

Perfino i dati del centro demoscopico governativo VTsIOM mostrano un aumento del 14 per cento degli scontenti della politica interna, in soli quattro mesi, superando per la prima volta – 36 per cento contro 33 – quelli «generalmente soddisfatti».

 

cina

Il numero degli scontri della politica estera del Cremlino è invece balzato di 10 punti, al 26 per cento, il record dell'era putiniana, e probabilmente aumenterà ancora dopo le ultime settimane di raffinerie in fiamme negli Urali e sul Mar Nero, e ora dei droni su Mosca.

 

È con questi numeri che Putin inizia oggi la sua visita in Cina, sulle orme ancora calde di Donald Trump. Il portavoce della presidenza Dmitry Peskov ha annunciato che il suo principale «ripone grandi speranze in questa visita», la 25ª nella biografia di Putin.

 

bandiera russa a pechino

Nonostante l'attesa firma delle solite decine di accordi, mancherà verosimilmente la conclusione del trattato più atteso, quello sul gasdotto "Potenza della Siberia 2", che Putin non riesce a ottenere da Pechino da diversi anni ormai. Il consigliere diplomatico del Cremlino Yuri Ushakov ha dichiarato ieri che «l'argomento è in agenda e verrà esaminato nel dettaglio».

 

È difficile però che Xi Jinping ceda proprio ora, dopo aver risposto più volte di no alle richieste russe di fornire altri 50 miliardi di metri cubi di metano ogni anno alla Cina, a un prezzo tutto da definire.

 

Un contratto che diventa cruciale per la sopravvivenza dell'economia russa, dopo la perdita del mercato europeo.

 

vladimir putin, xi jinping e kim jong un alla parata militare in piazza tienanmen a pechino foto lapresse

Proprio ieri si è saputo che uno degli ultimi grandi clienti di Gazprom nell'Unione europea, la Slovacchia, sta per firmare un grande accordo per la fornitura di metano con l'Azerbaigian. La visita di Robert Fico a Mosca per i festeggiamenti della vittoria sul nazismo appare in questo contesto un modo per addolcire la pillola per i russi.

 

Zelensky ieri ha quantificato la riduzione della raffinazione di petrolio in Russia, a seguito degli attacchi ucraini, in almeno il 10 per cento, e che una delle maggiori società petrolifere russe ha dovuto sigillare 400 pozzi.

 

Una situazione in cui Xi Jinping si rende conto di avere il coltello dalla parte del manico nella discussione con il presidente russo. Che per di più gli dovrà fornire spiegazioni su un drone russo che la notte di lunedì ha colpito una nave mercantile cinese al largo di Odessa. Un attacco probabilmente accidentale, […] ma che comunque non aggiunge lustro all'immagine della Russia come potenza militare, almeno agli occhi dei cinesi.

 

VLADIMIR PUTIN XI JINPING E KIM JONG UN - PARATA MILITARE IN PIAZZA TIENANMEN A PECHINO

Pechino infatti non ha comunicato di aspettarsi una discussione sul dossier ucraino, forse nascosto nella voce delle «questioni internazionali di mutuo interesse». Intanto l'alta rappresentante per la Politica estera dell'Ue Kaja Kallas ha esortato la Cina a svolgere un ruolo nel «convincere realmente Mosca a fermare la guerra».

 

La partita militare si intreccia a quella diplomatica, e mentre quella condotta da Washington appare totalmente in stallo tra Mosca e Kyiv, si intensifica quella europea, con il ritorno […] all'eventuale negoziato con Mosca. Angela Merkel ieri ha smentito di voler fare da mediatrice con il Cremlino.

 

Anzi, ritiene che l'idea stessa di un "mediatore" – Putin qualche giorno fa aveva gettato scompiglio nel dibattito politico tedesco proponendo come suo rappresentante l'ex cancelliere Gerhard Schroeder – sia completamente sbagliata. «Per parlare con Putin ci vuole volontà politica», ha detto, invitando i leader dell'Ue a «non permettere che Trump rimanga l'unico in contatto con il Cremlino».

https://www.dagospia.com/politica/amici-certo-punto-i-cinesi-non-vogliono-morire-per-russia-xi-jinping-sa-474642 

 

ANTOINE GRIEZMANN LASCIA L’ATLETICO MADRID DOPO 10 ANNI IN MAGLIA BIANCOROSSA (CON UNA PARENTESI DI DUE ANNI AL BARCELLONA)

 

ADIOS, “GRIZOU”! – ANTOINE GRIEZMANN LASCIA L’ATLETICO MADRID DOPO 10 ANNI IN MAGLIA BIANCOROSSA (CON UNA PARENTESI DI DUE ANNI AL BARCELLONA) – L’ATTACCANTE FRANCESE, ARRIVATO A MADRID NEL 2014, È IL MIGLIOR MARCATORE STRANIERO DELLA STORIA DEI “COLCHONEROS”, CON 212 GOL IN 500 PARTITE. GIOCHERÀ NEGLI STATI UNITI, CON LA MAGLIA DI ORLANDO – AL TERMINE DELLA SUA PARTITA D’ADDIO, IL 35ENNE SI È SCUSATO CON I TIFOSI PER ESSERSI TRASFERITO AL BARÇA NEL 2019: “PER FAVORE, PERDONATEMI. ERO GIOVANE E HO COMMESSO UN ERRORE…” 

antoine griezmann 

Estratto da www.calciomercato.com

 

antoine griezmann lascia l'atletico madrid 6

La partita di ieri tra Atletico Madrid e Girona, terminata 1-0 per i Colchoneros di Diego Simeone, ha fatto da cornice all'addio al Metropolitano di Antoine Griezmann, […] che saluta dopo essere arrivato nel 2014, con una parentesi di due anni al Barcellona. […]

 

DICHIARAZIONE D'AMORE E RICHIESTA DI PERDONO

“Per favore, perdonatemi. Ero giovane e ho commesso un errore ad andare al Barcellona”, ha detto in maniera schietta il francese con gli occhi emozionati. Il suo passaggio in blaugrana per 120 milioni di euro nel 2019 è stato un flop.

 

antoine griezmann lascia l'atletico madrid 3

“Non capivo l’amore che avevo qui. Ho riconosciuto il mio errore e ho fatto di tutto per tornare e godermi questo posto”: prima Griezmann è tornato in prestito oneroso a 10 milioni nel 2021, poi l'affare è stato concluso in maniera definitiva nel 2023 per 22 milioni.

 

GRIEZMANN ALL'ATLETICO MADRID

“Non ho vinto La Liga né l’UCL, ma il vostro amore è ciò che conta”: per Griezmann 10 anni a Madrid, esclusi appunto i due a Barcellona, 500 partite tonde tonde in tutte le competizioni, 212 reti e 100 assist. Con l'Atletico ha vinto Supercoppa Spagnola 2014, Europa League 2017/18, Supercoppa UEFA 2018. Ora lo aspetta la MLS, da giocare con la maglia di Orlando.

https://www.dagospia.com/sport/antoine-griezmann-lascia-l-atletico-madrid-dopo-10-anni-in-maglia-474679 

 

LANCIATE UN SALVAGENTE ALLA SORA GIORGIA! DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, CONTINUA IL LENTO E COSTANTE SPROFONDO DELL’ARMATA BRANCA

 

SOGNO O SONDAGGIO? – LANCIATE UN SALVAGENTE ALLA SORA GIORGIA! DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, CONTINUA IL LENTO E COSTANTE SPROFONDO DELL’ARMATA BRANCA-MELONI: SECONDO SWG, NELL'ULTIMA SETTIMANA FRATELLI D'ITALIA HA PERSO UN ALTRO 0.3% E SCENDE AL 28.5% - GIU' ANCHE LA LEGA (-0.2%, 6%) - CRESCE IL CAMPO LARGO: PD +0.2% (22.2%) E M5S +0.2% (12.5%) - A MANDARE IN TILT GLI OTOLITI DELLA MELONI SI AGGIUNGE VANNACCI CON IL SUO FUTURO NAZIONALE, CHE ROSICCHIA VOTI A DESTRA E RAGGIUNGE IL 4.1% - A PALAZZO CHIGI SONO PREOCCUPATISSIMI PER LA TORNATA ELETTORALE DI QUESTO FINE SETTIMANA, QUANDO SI VOTERA' IN 666 COMUNI, DI CUI 16 CAPOLUOGHI DI PROVINCIA E UNO DI REGIONE...

giorgia meloni - meme by edoardo baraldi  

Estratto dell’articolo di www.repubblica.it

 

GIORGIA MELONI E IL REFERENDUM - MEME BY VUKIC

Fratelli d'Italia cala, Pd e M5s crescono. È il quadro delineato dal sondaggio settimanale sulle intenzioni di voto degli italiani di Swg per il Tg La7. Fratelli d'Italia è sempre primo partito. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, cede lo 0,3% rispetto alla scorsa settimana e scende al 28,5%.

 

Il Partito democratico della segretaria Elly Schlein guadagna lo 0,2% e arriva al 22,2%. Passo avanti anche per il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che cresce dello 0,3% e ora vale il 12,5%.

 

Ai piedi del podio, in ascesa Forza Italia del segretario Antonio Tajani che passa dal 7,5% al 7,6%. Arretrano Verdi e Sinistra, che perdono lo 0,1% e si attestano al 6,7%. Giù anche la Lega (-0,2%) di Matteo Salvini, ora al 6% netto. Prosegue la crescita di Futuro Nazionale: il partito di Roberto Vannacci cresce dello 0,2% e arriva al 4,1%. Seguono Azione di Carlo Calenda (3,5%), Italia viva di Matteo Renzi (2,4%), +Europa (1,4%) e Noi Moderati (1,3%).

conte schlein https://www.dagospia.com/politica/sogno-sondaggio-dopo-sconfitta-referendum-giorgia-meloni-perso-suo-474677 

 

“VOI, PER ME, SIETE DEGLI STRONZI. VERGOGNATEVI, NON RISPETTATE GLI ESSERI UMANI”

 

“VOI, PER ME, SIETE DEGLI STRONZI. VERGOGNATEVI, NON RISPETTATE GLI ESSERI UMANI” – UN UOMO CON LA MAGLIETTA DELL’ASSOCIAZIONE “LIBERA” CONTESTA IL MELONIANO GIOVANNI DONZELLI FUORI DA MONTECITORIO SUL TEMA DELL’IMMIGRAZIONE (E’ FINITA LA LUNA DI MIELE DI FDI CON GLI ITALIANI) – LA REPLICA DEL RESPONSABILE ORGANIZZATIVO DI FDI: “CHI SI DEVE VERGOGNARE È CHI HA FATTO VENIRE LE PERSONE QUI SENZA NESSUNA REGOLA E POI MORIVANO IN MARE, CON LE COOPERATIVE ROSSE CHE LUCRAVANO”. IL CONTESTATORE LO INTERROMPE: “VOI LI AVRESTE AMMAZZATI IN LOCO…” 

giovanni donzelli contestato 

(Agenzia Vista) - Il deputato di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli, è stato contestato davanti a Palazzo Montecitorio. Mentre rilasciava un'intervista ai giornalisti, il parlamentare è stato interrotto da un passante che indossava una maglia dell'associazione "Libera", il quale lo ha accusato di "disumanità" sul tema della gestione dei flussi migratori. Not for sale. / Courtesy: Augusto Cantelmi

https://www.dagospia.com/politica/siete-degli-stronzi-vergognatevi-non-rispettate-gli-esseri-474598 

FDI ACCUSA LA LEGA PER IL PASTICCIO DELLA MOZIONE DEL CENTRODESTRA SULL’ENERGIA, IN CUI ERA STATO INSERITO A SORPRESA (E POI GOFFAMENTE RIMOSSO) UN PASSAGGIO CHE PREVEDEVA UN RIDIMENSIONAMENTO DELL’OBIETTIVO DEL 5% DEL PIL DESTINATO ALLE SPESE MILITARI

 

SCAZZI ARMATI NEL GOVERNO – FDI ACCUSA LA LEGA PER IL PASTICCIO DELLA MOZIONE DEL CENTRODESTRA SULL’ENERGIA, IN CUI ERA STATO INSERITO A SORPRESA (E POI GOFFAMENTE RIMOSSO) UN PASSAGGIO CHE PREVEDEVA UN RIDIMENSIONAMENTO DELL’OBIETTIVO DEL 5% DEL PIL DESTINATO ALLE SPESE MILITARI – I FRATELLINI D’ITALIA PUNTANO IL DITO SUL CAPOGRUPPO DEL CARROCCIO, MASSIMILIANO ROMEO, CHE AVREBBE ORDITO LA “TRAPPOLA” – GIORGIA MELONI È FURIOSA CON GLI ALLEATI: COME SI SAREBBE POTUTA PRESENTARE AL VERTICE NATO DI ANKARA, IL PROSSIMO 7 LUGLIO, RINNEGANDO UNA PROMESSA SU CUI TRUMP VALUTA LA FEDELTÀ DEGLI ALLEATI? – OLTRE IL CAOS E L’IRA DELLA DUCETTA, RESTA L’IMMAGINE DI UN CENTRODESTRA ORMAI A PEZZI…

giorgia meloni guido crosetto matteo salvini 

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per www.repubblica.it

 

massimiliano romeo matteo salvini

È stata la Lega, è stato il capogruppo Massimiliano Romeo ad aver sgambettato la maggioranza al Senato. Così, almeno, sentenziano ai vertici dell’esecutivo, a sera. Lo riferiscono fonti di massimo livello dell’esecutivo, ne hanno piena contezza al ministero della Difesa e ai piani alti Fratelli d’Italia.

 

È dunque il leghista, al termine di un giorno folle e di un processo politico improvvisato, a essere individuato come l’ispiratore del passaggio nella mozione sull’energia in cui qualcuno inserisce a sorpresa il passaggio - anzi un punto, l’ottavo – che prevede un ridimensionamento esplicito dell’obiettivo del 5% del pil destinato alle spese militari.

 

matteo salvini e giorgia meloni - presentazione piano casa - foto lapresse

Ira, panico. E soprattutto: caccia al colpevole. Per diverse ore, la maggioranza precipita nel caos. Colpa di questa novità sugli investimenti in difesa, che non ha una diretta aderenza al dossier dell’energia.

 

Quando la notizia trapela, arriva proprio lo stop del ministero della Difesa. Ma soprattutto, scatta la ricerca di chi ha ordito la “trappola”: perché per Giorgia Meloni diventa impossibile presentarsi ad esempio al vertice Nato di Ankara, il prossimo sette luglio, rinnegando una promessa su cui Donald Trump valuterà la fedeltà degli alleati.

 

Dicono da Fratelli d’Italia: “I punti erano sette, qualcuno ha aggiunto l’ottavo, senza che sapessimo nulla. Ma forse è stato un equivoco…”. Non lo è stato: si è trattato di un atto politico,

 

guido crosetto giorgia meloni

Nessuno, tra le forze di centrodestra, ha vagliato l’ultima versione del testo con cura, o forse non ha valutato le conseguenze politiche dell’atto. [...]

 

Lucio Malan e Maurizio Gasparri iniziano un vorticoso giro di telefonate allarmate. Il tema finisce sul tavolo di Crosetto. Il ministro fa presente che non è accettabile rinnegare gli impegni.

 

Anche Palazzo Chigi, ovviamente, va su tutte le furie. La Lega prova a scansare le responsabilità, almeno in una prima fase. Romeo difende la filosofia del “punto 8”, ci prova. Il Carroccio, intanto, lascia trapelare che un ruolo l’avrebbe avuto anche Stefania Craxi, capogruppo azzurra. Da Forza Italia negano.

 

roberto vannacci - inaugurazione sede di futuro nazionale a roma accanto a quella di forza italia

La pressione dell’esecutivo si alza, è il caos. Si valuta una limatura di quel passaggio, poi si decide per un atto drastico: via, cancellato. Alla fine si torna al partito di Matteo Salvini, alla volontà di creare un caso nella maggioranza, di acquisire consenso facile contro le spese in difesa.

 

Tra le ragioni, ci sarebbe la necessità politica di coprirsi a destra, perché l’opa ostile di Roberto Vannacci e i primi fuoriusciti in direzione di Futuro Nazionale (oggi è toccato a Laura Ravetto) allarmano via Bellerio.

 

I sondaggi informali allarmano, indicando proprio nella guerra e nelle spese militari uno dei punti deboli dell’attuale maggioranza rispetto all’opinione pubblica.

 

MATTEO SALVINI E CLAUDIO BORGHI

La Lega, alla fine, accetta di togliere quel passaggio dalla mozione, ma aggiunge con Claudio Borghi: "Le spese militari? Stiamo parlando di energia ed è giusto dedicarci a parlare solo di energia. È una mozione che parla di energia, è giusto discutere su quella. Per le spese militari ci sarà tempo di discutere in modo più approfondito".

 

E Romeo: “Era una mozione di tutti quanti, poi ci siamo accorti che non era il caso di discutere di questo tema, che è un tema delicato, dove ci sono sensibilità differenti: c'è Crosetto che è per la Difesa, Giorgetti che dice “prudenza nei conti”, la Meloni che sta giocando una partita importante in Europa. Quindi invece di discuterne in Aula, abbiamo pensato fosse meglio discuterne in altre sedi. E quando si troverà equilibrio, a quel punto, andremo in Aula". [...]

https://www.dagospia.com/politica/scazzi-armati-nel-governo-fdi-accusa-lega-per-pasticcio-mozione-474686