mercoledì 5 agosto 2026

Siamo sempre stati in anticipo...

 


La legge 442 approvata il 5 agosto 1981 è un passo avanti nel diritto di famiglia in Italia: finalmente vengono aboliti dal codice penale i residui tradizionalisti del matrimonio riparatore, del delitto d'onore e dell'abbandono di un neonato per causa d'onore.

Diverse forze politiche portano avanti l'iniziativa in Parlamento: tra i fautori, il ministro repubblicano Oronzo Reale, le comuniste Angela Maria Bottari e Romana Bianchi, la senatrice Tullia Carettoni Romagnoli, il giurista socialista Giuliano Vassalli.

Nel 1965 Franca Viola è stata la prima donna a rifiutare un matrimonio riparatore, dopo essere stata rapita e stuprata dal suo "spasimante": il caso portò a uno storico processo che contribuì a creare un ampio dibattito nella società civile e ad avviare un profondo processo di riforma.

Facebook 

Neil Armstrong

 


Accadde oggi: il 5 agosto 1930 ricorre l’anniversario della nascita 

del primo uomo che mise piede sulla Luna, Neil Armstrong.

Nato in Ohio e appassionato di volo fin da giovanissimo, Neil Armstrong ottenne il brevetto da pilota ancora prima di prendere la patente di guida. Dopo gli studi in ingegneria aeronautica, prestò servizio come coraggioso aviatore della Marina militare durante la guerra di Corea, affrontando decine di missioni di combattimento. Successivamente entrò a far parte del NACA (l'ente che sarebbe diventato la NASA), affermandosi come uno dei più brillanti piloti collaudatori al mondo: a bordo del razzo-aereo sperimentale X-15 volò a velocità ipersoniche toccando i confini dello spazio. 

Sebbene la storia lo ricordi universalmente per aver comandato la missione Apollo 11 e per essersi trasformato nel primo essere umano a posare il piede sulla superficie della Luna nel luglio del 1969, la sua vita fu definita molto di più dal suo carattere che dal clamore dell'impresa.

Uomo schivo, riservato e di una modestia quasi leggendaria, Armstrong mal sopportava la fama mondiale e le luci della ribalta. Dopo l'allunaggio e il congedo definitivo dalla NASA, scelse consapevolmente di ritirarsi a vita privata lontano dal circo mediatico. Si trasferì in una fattoria in Ohio e si dedicò con passione all'insegnamento universitario come professore di ingegneria aerospaziale, rifiutando la maggior parte delle interviste, delle apparizioni televisive e delle offerte commerciali. Ha sempre considerato la conquista lunare come il risultato del lavoro di squadra di centinaia di migliaia di tecnici e scienziati, definendo se stesso semplicemente come un ingegnere che aveva svolto il proprio compito al meglio. 

È scomparso nel 2012 all'età di 82 anni, lasciando il ricordo indelebile di un vero eroe dell'era spaziale che non si è mai fatto scalfire dal mito di se stesso.

Facebook 

È il solito merdone!


 

Facebook 

Perché questa coglione ha chiuso tutti i profili?

 


 

 

 

 

 






Dopo il lavoro dei NAS arriva la Denuncia dell'associazione Medici Italiani.

Adesso ci sediamo con una buona scorta di pop corn.e birra (per vedere di nascosto l'effetto che fa).

Vediamo ora caro imbianchino assurto a curandero assieme ai tuoi soci Riccardo (cura i tumori del pancreas), Livio dellaFerrera (il Dentiera che cura l'autismo tramite biorisonanza), le Naturopate e la connivente farmacia Lucia (che procura antiparassitari ed integratori dalla Cina).

Il tutto alle modiche cifre che vanno da 80 a 150 euro "a consulenza".

Prof Roberto Burioni, Medico qui c'è posta bella pesante per Lei.


Alan Paul Panassiti

Facebook 

La nuova cretina di Spagna

 


Si chiama Isabel Peralta, ha 24 anni ed è spagnola. Il suo slogan preferito è «Morte all’invasore».


Lo gridò nel 2021 davanti all’ambasciata del Marocco a Madrid, durante una manifestazione contro marocchini e musulmani. Per quel discorso è stata condannata a un anno di carcere e a una multa. Il Tribunale superiore di Madrid ha confermato la sentenza il 31 luglio. 


Dopo la condanna ha detto: «Se intendono fermarmi con condanne, arresti e multe, farebbero prima a spararmi alla nuca».


Peralta si dichiara nazista, ammira Hitler, nega l’Olocausto e considera Vox troppo moderato. Nel 2021 divenne nota con un discorso antisemita durante una commemorazione della Divisione Blu. In seguito guidò Bastión Frontal, gruppo neonazista madrileno, e frequentò ambienti neonazisti tedeschi. La Germania le ha vietato l’ingresso dopo averle trovato una bandiera nazista, simboli con la svastica e una copia del Mein Kampf. 


La radicalizzazione ha provocato anche la rottura con la famiglia. Suo padre, Juan Manuel Medina, ex esponente dell’estrema destra poi consigliere comunale del Partito popolare, la cacciò di casa dopo la sua partecipazione a un omaggio a José Antonio Primo de Rivera, fondatore della Falange. La madre, una religiosa buddista, non condivide la sua ideologia ma ha continuato ad avere rapporti con lei.


Peralta rifiuta la democrazia, ma sfrutta le libertà che la democrazia le garantisce. Può parlare, manifestare, organizzarsi e difendersi in tribunale. Poi usa ogni condanna per presentarsi come una perseguitata e rafforzare la propria propaganda. Sostiene un’ideologia che, se arrivasse al potere, non riconoscerebbe agli altri le stesse libertà di cui lei beneficia oggi.


𝑪𝒍𝒂𝒖𝒅𝒊𝒐 𝑪𝒉𝒊𝒔𝒖


📰 Seguici per non perdere le prossime notizie


📩 Hai una segnalazione o un comunicato?

Scrivi a informazionediagonale@gmail.com

Facebook 

Maria Corazza

 


Si chiamava Maria Corazza. Quarantasei anni, viveva a Pomezia, lavorava come addetta alle pulizie, era madre. 


Chi la conosceva dice che rideva spesso, che aveva un passo svelto, le mani sempre occupate in qualcosa: una pentola da sciacquare, un panno da strizzare, una borsa da raddrizzare sulla spalla. Aveva il vizio di aggiustare il mondo con gesti piccoli, che nessuno notava.


Quel giorno, Maria aveva appuntamento con Domenico Raco, un 39enne di origine calabrese, che considerava di famiglia. Uno di cui non si ha motivo di diffidare, uno che è sempre stato lì, in fondo, presente come un vecchio mobile in casa. Di quelli che non noti fino a quando non li trovi rotti.


Era il giugno del 2019, una giornata calda a Torvaianica, una località sul litorale laziale. Lui l'ha attesa, si sono parlati. Forse lei ha detto no. Forse ha provato a spiegare, a farsi capire. Lui ha tirato fuori un coltello e l’ha colpita dritto al cuore. Poi ha sistemato tutto. Ha comprato una tanica di benzina, ha scelto un posto isolato, ha versato il liquido sui sedili della Ford Fiesta. Infine, ha acceso il fuoco.


Giorni dopo, sui giornali, il suo nome era accanto a quello di lui. "Omicidio-suicidio", scrivevano. Come se fossero un’unica cosa. Come se ci fosse una storia d’amore dietro, come se fosse stata una passione. Invece era solo una morte. La sua. Perché lei non voleva, e lui non poteva sopportarlo.


Dicono che Maria fosse gentile. Che non si lamentava mai, che parlava con tutti, che amava il mare. Chissà se ha avuto il tempo di pensare ai suoi figli prima che la lama entrasse nel petto. O se il dolore è stato troppo veloce. Non ha sentito l’odore della benzina, né il calore delle fiamme. L'autopsia ha confermato che era già morta.


Le hanno dato una coltellata al cuore e poi le hanno dato fuoco. Ma non c’era nessuna passione, nessun amore tragico, nessun destino crudele. C’era solo il solito, banale, insopportabile diritto che qualcuno crede di avere sul corpo e sulla vita di una donna.


Maria voleva vivere. Non le è stato permesso.

Angela Marino 

Facebook 

Non dimentichiamoci la mitica Bibbiano...

 


Facebook