martedì 19 maggio 2026

Pulizia zen: l’arte di pulire senza pulire*🧹



I monaci zen non puliscono per “togliere lo sporco”. Puliscono per togliere il casino dalla testa. È mindfulness con la scopa.

1. Perché sono i più bravi al mondo

Nei monasteri zen in Giappone, samu = lavoro manuale = pratica spirituale.

Non c’è “personale delle pulizie”. L’abate, il novizio, il maestro: tutti spazzano.

Se pulisci con la testa da un’altra parte, stai meditando male.

*Filosofia*: Sporco fuori = sporco dentro. Pulendo il pavimento, pulisci la mente.

2. La tecnica in 4 mosse

1. Zazen della scopa: Prima di toccare niente, 30 sec in silenzio. Respiro. Guardi la stanza come se fosse la prima volta. 

2. Un movimento, una cosa: Non “pulisco tutta la stanza”. Prendi 1 tatami, 1 angolo, 1 finestra. Fai solo quello. Niente multitasking. 

3. Senza attaccamento: Non pulisci “perché deve essere perfetto”. Pulisti, basta. Domani sarà di nuovo sporco. E va bene così. È  mujo impermanenza. 

4. Strumenti semplici: Scopa di saggina, straccio di cotone, acqua, aceto di riso. Niente 20 spray chimici. Meno roba = meno distrazione.

3. Il trucco che nessuno ti dice

Pulizia = camminata lenta.

I monaci spazzano i giardini di ghia con movimenti lenti, ritmici. Ogni granello di ghia va rimesso al suo posto.

È la stessa concentrazione che usano per la meditazione seduta, solo in piedi.

Risultato: Dopo 30 min di samu, sei più sveglio che dopo 30 min di caffè. Perché hai fatto silenzio attivo.

4. Come rubargliela per casa tua

1. 10 min al giorno, timer. Non 3 ore la domenica. Meglio poco e ogni giorno. 

2. Una stanza alla volta.  Finita quella, stop. 

3. Telefono in un’altra stanza. Se guardi Instagram mentre spolveri, non è zen. È multitasking di merda. 

4. Ringrazia mentre pulisci.  Sì, cringe. Ma funziona. “Grazie tavolo per tenermi il caffè”. Cambia la testa.

Morale Grognards:

Noi puliamo per gli ospiti. Loro puliscono per sé stessi. 

Noi vediamo la polvere. Loro vedono la mente.

Fenix



lunedì 18 maggio 2026

Nikki Benz🎬🎊

 


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Protocollo Pulizia Zen 15 Min – Appartamento SOP 🧹




Regola 0: Telefono in un’altra stanza. Timer a 15 min. Niente “solo 2 min su Instagram”. Se rompi, ricominci.


Min 0-2: Zazen + Attacco Rapido


Fermati in mezzo all’appartamento. 30 sec di respiro. Guarda dove fa più schifo.  


Obiettivo: non pulire tutto. Pulire 1 zona per togliere il caos visivo.  


Prendi sacchetto/spazzatura e fai un giro veloce: tutto quello che è spazzatura va dentro. Non pensare, butta.


Min 2-6: Superficie Orizzontale – “Un piano alla volta”


Tavolo, scrivania, bancone cucina. 


Regola zen: non spostare, decidi.  


- Serve? Resta.  


- Non serve? Via.  


- Non sai? Via. Se ti serve in 7 giorni lo recuperi.  


Niente pulizia col prodotto ancora. Prima togli, poi pulisci.


Min 6-10: Pavimento – “Il samu”


Scopa/aspirapolvere solo nelle zone di passaggio: ingresso, cucina, divano.  


Movimento lento, respiro col movimento. Non correre.  


Se vedi sporco che non viene via, amen. Non è guerra. È mujo, impermanenza. Domani ci pensi.


Min 10-13: Superficie Verticale “Gli occhi”


Passa straccio umido su:  


1. Tavolo appena liberato  


2. Maniglie porta – mani di tutti passano lì  


3. Piano cucina/bagno  


Acqua + aceto 1:1. Basta. I monaci non hanno 12 spray.


Min 13-15: Chiusura + Respiro


Rimetti la scopa al suo posto. Apri finestra 30 sec.  


Guarda la stanza. Non cercare il perfetto. Cerca il “meno peggio”.  


Siediti 10 sec e respira. Finito.


Perché funziona:


- 15 min = troppo poco per stancarti, abbastanza per vedere differenza.


- Una zona = non ti senti sopraffatto dai 27m² di disordine.


- Silenzio = la mente smette di frullare. Pulizia fuori, silenzio dentro.


Morale Grognards:  


Noi puliamo per gli ospiti. I monaci puliscono per non impazzire.  


Tu pulisci per 15 min così quando apri la porta non ti viene l’ansia.


Protocollo 15 Min Pre-Appuntamento: Bagno + Tavolo🧹⚡


Hai 15 min, la persona arriva, non vuoi sembrare un troglodita. Niente zen da monastero, qui è commando mode. Focus su quello che si vede e si tocca.


Min 0-2: Attacco Lampo


Apri finestra bagno e cucina. Aria.  


Prendi sacchetto: butta tutto quello che è spazzatura a vista. Bottiglie, fazzoletti, scontrini. Non pensare, agisci.


Min 2-6: Tavolo – “Prima impressione”


Il tavolo è dove si parla, si mangia, si appoggiano le mani. È il 70% dell’impressione.


1. Sgombera tutto. Non “sposto”, decidi: resta o va via.  


2. Straccio umido + aceto 1:1. Una passata. Briciole e aloni via.  


3. Lascia SOLO 2 cose: tovaglietta/piatto o un centrotavola minimale. Meno roba = più pulito visivo.


Min 6-11: Bagno – “La zona vergogna”


La gente controlla il bagno. Fatto.


1. Lavandino + specchio: Straccio umido su lavandino, rubinetto, bordo. Specchio con carta e aceto. Aloni = sporco percepito x3.  


2. W*: Getta detergente dentro, spazzola 20 sec, tira sciacquone. Sedia e bordo con salvietta disinfettante.  


3. Pavimento: Passata veloce con straccio bagnato solo davanti a WC e lavandino. Non serve lavare tutto.  


4. Asciugamano: Cambialo. Uno pulito piegato. Dettaglio che dice “ci tengo”.


Min 11-13: Nascondi il Caos


Non hai tempo di riordinare? Nascondi.  


Cestino/borsa nel ripostiglio, camera da letto, sotto il letto. Regola: “Fuori dalla vista, fuori dalla mente”.  


Chiudi porta della camera se è un disastro.


Min 13-15: Reset Mentale


Spruzza un po’ d’aria profumata, non Glade da motel. Una spruzzata, non 10.  


Lava le mani, spegni luce bagno se non serve.  


Siediti 20 sec, respira. Sei presentabile.


Check finale 10 sec:  


- Tavolo libero? ✓  


- Specchio senza aloni? ✓  


- Bagno non puzza? ✓  


- Non si vede roba random? ✓  


Morale Grognards:  


Non devi avere casa da rivista. Devi avere casa dove non ti vergogni di farti vedere bere un bicchiere d’acqua.  


Fenix



Casa dolce casa

 


Sì, di solito è lì 👍


In un atto notarile il *numero di repertorio e il numero di raccolta* li trovi nella parte alta della prima pagina, quasi sempre in alto a destra o al centro in alto.


- *N. Repertorio*: è il numero progressivo che il notaio assegna all’atto nel suo registro. Quello serve per l’identificazione ufficiale.

- *N. Raccolta*: è il numero della raccolta degli atti. A volte sono affiancati tipo “Rep. n. 12345 – Racc. n. 6789”.


In basso a sinistra/destra trovi anche data, nome del notaio e sede notarile.


Se il foglio che hai è una copia, il numero può essere anche timbrato o scritto a mano in alto. 


Vuoi che ti dica come distinguere repertorio da raccolta così sei sicuro di prendere quello giusto?

Sì, per la voltura dell’acqua il gestore vuole vedere che hai titolo per usare l’immobile, quindi il comodato firmato da tuo cognato va bene.


Sulla data: *mettila antecedente alla PEC di richiesta voltura*. Non fare date future o uguali al giorno stesso, perché sennò sembra fatto apposta per la pratica.


*Quanto prima*: basta anche 1-7 giorni prima. L’importante è che sia credibile. 

Esempio: se invii la PEC il 10 ottobre, metti data comodato 3-5 ottobre. 

Evitare di retrodatare di mesi/anni perché se il gestore fa un controllo può creare problemi a te e a tuo cognato.


*Consiglio pratico*: 

1. Fai firmare il comodato con data di qualche giorno prima

2. Allega anche copia del doc di tuo cognato e tua

3. Nella richiesta di voltura scrivi “comodato d’uso registrato tra le parti”


Vuoi che ti scriva una bozza veloce di comodato d’uso gratuito che vada bene per la voltura?

Modena sfancula Salvini

 


Ieri sera il sindaco di Modena Massimo Mezzetti è salito sul palco in piazza Grande e, davanti a 5.000 concittadini, ha dato una risposta memorabile al ministro della paura Matteo Salvini e a tutta la destra-destra che ha sciacallato in modo indegno, miserabile la strage di sabato.


Sono parole talmente nette, giuste, limpide, che dovrebbero essere mandate a memoria.


“In quei video che avete visto, in cui l’autore dell’atto sciagurato e criminale viene fermato, c’è l’immagine plastica di cosa è oggi la nostra società. Cittadini italiani e cittadini stranieri che insieme, con un enorme senso civico e di coraggio, l’hanno affrontato e bloccato.


Chi alimenta incendi e semina divisioni e odio non fa parte della nostra comunità. Generalizzare il fatto che tutti gli stranieri siano dei criminali da rimandare a casa è una castorneria degna soltanto di sciacalli.


E il problema non è che dobbiamo inasprire le pene, dobbiamo garantirle le pene. E chi le deve garantire se non chi governa questo Paese?”


Perfetto.


Grazie sindaco per averlo detto, perché su quel palco ha dato rappresentanza non solo ai cittadini modenesi ma a milioni di italiani. A chi resta umano, nonostante tutto.

Lorenzo Tosa 

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Il censimento dei disagiati

 


Riecco le scie chimiche. È partita la raccolta firme dal titolo Cieli Blu, una legge di iniziativa popolare “per vietare la dispersione deliberata di sostanze nell’atmosfera”. In parole povere, è una legge per fermare le suddette scie chimiche che, secondo i promotori, sarebbero generate da una fantomatica “geoingegneria climatica non autorizzata”.


Le scie chimiche, un grande classico della galassia complottista

Partiamo dal contesto. Le scie chimiche sono da sempre uno dei principali argomenti della galassia complottista, ovvero di quegli spazi dove il disagio si autoalimenta, così come le convinzioni su leggende metropolitane che in altri momenti storici sarebbero state bollate come bufale, meglio “fesserie”. Quando un complottista con il naso all'insù, nel cielo scorge una normale scia di condensa lasciata da un volo di linea, inizia a teorizzare che siano stati irrorati agenti chimici o biologici da parte dei soliti ignoti per i motivi più disparati, dal controllo del clima al condizionamento psicologico tramite “agenti psicoattivi”. Ovviamente gli aerei incriminati sorvolerebbero una Terra piatta. Ma è meglio non divagare.


Il web ha dato a queste persone dei luoghi di ritrovo protetti e ha persino favorito l'ascesa di veri e propri “leader” che guidano le conversazioni all'interno di gruppi social e Telegram. Come successo con le teorie degli arcinoti No vax – che in molti casi sono le stesse persone che credono anche all'esistenza delle scie chimiche –, alcuni esponenti politici sono arrivati ad assecondare suddette teorie pur di ottenere i voti di chi li sostiene. Il caso più eclatante è quello di Robert Kennedy Jr., segretario della Salute degli Stati Uniti d'America che, oltre ad essere un convinto No vax promette da anni battaglie (mai iniziate) contro le scie chimiche. Anche in Italia si contano decine di interrogazioni sul tema, depositate in Parlamento e in varie assemblee regionali.


✍️ Fabio Salamida, clicca sul link ⛓️ nel primo commento per leggere l'approfondimento o vai su Wired.it

📸 Nicolas Economou/NurPhoto via Getty Images

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ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

 

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari  

 

DAGOREPORT

PIETRANGELO BUTTAFUOCO E ALESSANDRO GIULI IN VERSIONE SAN SEBASTIANO

Lo stereo-vaffa di Giuli, che sfancula il suo “ministro-ombra”, il Fazzo-boy Emanuele Merlino, non è solo l’ennesimo atto del crepuscolo del melonismo-after-referendum: è anche il risultato dello scollamento in atto tra i Fratellini d’Italia di via della Scrofa e la "Fiamma Magica" di Palazzo Chigi.

 

Diventato nel giro di appena due lustri un partito di massa - al suo esordio del 2013 non arrivò al 2% e nove anni è il primo partito ottenendo il 26% dei voti - la Melona de’ noantri si è sempre testardamente rifiutata di prendere atto che la classe dirigente del partito era insufficiente, incapace e spesso impresentabile.

 

Contemporaneamente, diffidente di tutti coloro che non hanno le loro radici nel Movimento Sociale e Fronte della Gioventù, o perlomeno in Alleanza Nazionale, la Statista della Garbatella ha rimpiazzato la mancanza di una classe dirigente con il cameratismo più sfrenato fino a toccare il climax del “familismo”, quando ha catapultato nel 2023 l’amatissima sorellina a capo della segreteria politica e responsabile del tesseramento di Fratelli d'Italia, dove manco per sbaglio ne ha azzeccata una.

 

GIORGIA E ARIANNA MELONI - MEME BY EMILIANO CARLI

Essì, una Meloni non vale l’altra. Già nel 2021 l’ex segretaria di Rampelli aveva subito dato prova del suo deficit di cultura politica proponendo, dopo averlo ascoltato cianciare dei pallonari della Lazio sull’emittente capitolina Radio Radio, la fallimentare candidatura di Enrico Michetti a sindaco di Roma.

 

Con Arianna a via della Scrofa, la gestione di Fratelli d’Italia ha sgranato un rosario di disastri, pasticci e gaffe, con decisioni e nomine una più sbagliata dell’altra: dopo Michetti, arriva un noleggiatore d’auto di Frosinone, Fabio Tagliaferri, che diventa presidente e amministratore delegato di Ales S.p.A., la società "in house" del Ministero della Cultura (MiC) incaricata della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

 

alessandro giuli

Facendo storcere naso-bocca-orecchi a Fazzolari, suo collega ai tempi della Regione Lazio, l’ex moglie di Lollobrigida si lancia per trasformare il direttore del Tg2, Gennaro Sangiuliano, in un ministro della Cultura; dopo la bis-Boccia delle dimissioni, Arianna l’ha protetto e spinto a candidarsi alle regionali in Campania (altro tonfo), dove ha portato a casa una sonora sconfitta.

 

E Genny non è stato neanche il primo degli eletti: è finito alle spalle di Fele Palmira detta Ira. Sempre su ordine di Arianna, riconoscente sempre e comunque a Sangiuliano, ecco l’imposizione dell’ex ministro come capo dell’opposizione, al posto di Edmondo Cirielli, tra i malumori (eufemismo) di elettori, militanti e dirigenti.

 

Walter Villadei - CLAUDIA CONTE - Marta Schifone - ARIANNA MELONI - PAOLO MESSA - NIAF

A Napoli, Arianna ha nominato Commissario provinciale del partito la sua adorata Marta Schifone, deputata di primo pelo e residente a Roma, assolutamente ignara delle logiche politiche complesse di un territorio complessissimo. Risultato: superflop al referendum e candidature per le prossime amministrative che fanno acqua da tutte le parti, con la ciliegina sula torta del papà, Luciano Schifone, candidato a sindaco di Ercolano (rischia seriamente di non arrivare neanche al ballottaggio).

 

La prova schiacciante che la “Sorella d’Italia” non possiede l’esperienza e la competenza necessaria per gestire un partito, è deflagrata con il caso di Agostino Ghiglia, membro dell’Autorità garante per la privacy che viene filmato, il giorno prima della multa di 150mila euro a ‘’Report’’, mentre usciva da via della Scrofa.

 

elena proietti

Ubriachi di potere, i Fratelli d'Italia si sono anche spacchettati in correnti (Lollobrigida, Rampelli, Donzelli, La Russa) e Arianna non ha avuto la “cazzimma”, fatta di scaltrezza e determinazione, per governare un partito attraversato e destabilizzato da una guerriglia intestina fatta di colpi bassi, ripicche e sputtanamenti, intrighi e complotti che sbrocca quotidianamente su posti e prebende.

 

Quando il romano Luca Sbardella (in quota La Russa) diventa commissario di FdI in Sicilia, avviene l’eruzione di Manlio Messina vicinissimo alle Meloni e ora uscito dal partito, che ha scoperchiato a ‘’Report’’ il vaso di Pandora della gestione dei fondi per la promozione del turismo siculo.

 

Focolai di scontro sono esplosi in Toscana, con lettere anonime e foto compromettenti ai danni del consigliere comunale Tommaso Cocci, costretto a ritirarsi dalle elezioni regionali.

 

giorgia e arianna meloni 1

In Puglia, la consigliera comunale di Bari Raffaella Casamassima, che fa capo a Raffaele Fitto, quando è stata fatta fuori dalle liste per le regionali dal sottosegretario ‘’farmacista’’ Marcello Gemmato ha fatto fuori, si è rivolta direttamente a Giorgia Meloni: “Vengo estromessa perché non gradita al ‘club’ dei detentori del potere? Dov’è il merito?”.

 

In breve, altre melonate: alla Regione Lombardia, se viene silurata dal fuoco amico la sottosegretaria allo Sport Federica Picchi, Debora Massari, figlia del divo della pasticceria Iginio, è nominata assessore al Turismo senza nemmeno la tessera di Fratelli d’Italia: è bastato essere amica di Arianna.

 

Più noti alle cronache, altri pupilli e beniamini di Arianna: Manuela Cacciamani elevata alla presidenza di Cinecittà Spa, Giuseppina Di Foggia a capo di Terna Spa, Marco Mezzaroma a Sport e Salute, Antonella Giuli, dalla comunicazione del partito è  decollata all'Ufficio Stampa della Camera dei Deputati, eccetera. Per non parlare poi del tesseramento del partito: mentre nel 2025 ci fu un comunicato stampa celebrativo delle 250mila iscrizioni fatte, quest'anno zero.

 

arianna meloni 1

Il filo di Arianna si è via via attorcigliato pericolosamente intorno al suo collo quando ha sostenuto l’ascesa al Collegio Romano di Alessandro Giuli contro il parere di Fazzolari che si ricordava, da ex-‘’gabbiano’’ di via Sommacampagna, il giorno in cui Fabio Rampelli lo aveva cacciato a pedate per il suo estremismo para-nazi.

 

Una decisione che si è rivelata un bombastico passo falso: se Emanuele Merlino è un Fazzo-boy, Elena Proietti è una Arianna-girl. Senza considerare il caratterino avvolgente come un serpente a sonagli del ministro del Pensiero Solare che suona il ciufolo per il dio Pan.

 

Uterino com'è, Giuli non ha retto alla elevazione di Buttafuoco a nuovo idolo della sinistra e della destra radicale, in seguito al caso del padiglione russo riaperto (per tre giorni) alla Biennale veneziana dell’arte.

 

elena proietti

Il sospetto è che l’Alessandro Mignon dell’egemonia culturale di destra voglia anche lui diventare lo ‘’stupor mundi’’ e pietra dello scandalo per liberarsi dal giogo di ‘’Pa-Fazzo Chigi’’ e dimostrare di essere libero. Come Buttafuoco appunto.

 

Che qualcosa nei neuroni del Giuli-vo si stesse agitando lo si era percepito una settimana fa in Consiglio dei Ministri, protagonista di un violentissimo scontro sul Piano Casa con Salvini, che puntava a ridimensionare il ruolo delle Soprintendenze in materia di autorizzazione paesaggistica.

 

Alla fine la spunta il ministro basettoni e nel testo del decreto sul Piano casa, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, scompare la norma del Capitone leghista.

 

“Quel che non è emerso fino in fondo è che in quella lite Giuli ha avuto un autentico frontale anche con Meloni”, informa Tommaso Ciriaco su “Repubblica”. “La premier, a un certo punto, sarebbe intervenuta nella contesa: “Avverto una punta di prosopopea”. (secondo altri: “Mi avete scocciato, basta spocchia”).

 

manuela cacciamani

Aggiunge Ciriaco: “Chiosa evidentemente non gradita al ministro della Cultura, che punto sul vivo avrebbe risposto piccato: «Ti stai rivolgendo a me?». Domanda ripetuta per due volte, in tono di sfida. Vista la piega, la premier avrebbe però preferito glissare”

 

Dalla celebre scena di Robert De Niro in “Taxi driver”: “Are you talking to me??? Hey, are you talking to me?”, si arriva a domenica sera con il Giuli a cazzo dritto che sfancula il “ministro-ombra” Emanuele Merlino (per fine del rapporto fiduciario, e ci sta) e licenzia Elena Proietti (rea di mancato accompagnamento a New York, in quanto ricoverata in ospedale, sic!).

 

Come andrà a finire? Giuli scriverà un altro libro: dal "Passo delle oche” al “Passo dei capponi”. Un pollaio di cui lui ha fatto parte...


https://www.dagospia.com/politica/uterino-com-e-giuli-non-retto-all-elevazione-buttafuoco-idolo-sinistra-473918