giovedì 13 agosto 2026

Ignazio approfitta dell'occasione...

 


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Voteremo in massa questa babbiina!

 


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I martiri di Fiesole

 


In quel tardo pomeriggio del 12 di agosto, alle 18.00, poche ore dopo il massacro di Sant'Anna di Stazzema, il monsignore e segretario comunale di Fiesole recarono un messaggio dei nazisti: o i carabinieri che stanno aiutando la Resistenza si consegnano alle autorità oppure i tedeschi procederanno a trucidare dieci civili innocenti. 


Fulvio Sbarretti, Alberto La Rocca e Vittorio Marandola, carabinieri poco più che ventenni, non esitarono un solo istante e decisero di offrirsi in cambio della vita dei civili. Potevano fuggire, c’era già un passaggio pronto per farli andare via e unirsi alla Resistenza. Ma scelsero di consegnarsi ai tedeschi. 


Prima di farlo, tornarono in caserma e indossarono l’uniforme dell’Arma. 


Alle 20.30 vennero tutti e tre fucilati. Morirono per salvare la vita a degli innocenti. 


Furono i Martiri di Fiesole: tre carabinieri, tre italiani, tre servitori dello Stato che come tanti altri decisero di stare dalla parte giusta, dando la vita per il prossimo.

Leonardo Cecchi 

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Cosimo Quagliarella ucciso a 18 anni, la difesa del 17enne: «Aggredito mentre mangiava un panino con gli amici, si è solo difeso»

 


«Il mio cliente è altamente affranto per quanto accaduto», ha detto il legale del 17enne, che lo ha accompagnato in caserma per costituirsi

Cosimo Quagliarella, morto a 18 anni
Cosimo Quagliarella, morto a 18 anni


Il ragazzino che avrebbe ucciso Cosimo Quagliarella, il 18enne accoltellato durante una rissa alla mezzanotte di mercoledì 12 agosto a Trani, ha appena 17 anni: è stato lui a consegnarsi ai carabinieri insieme al suo avvocato difensore, Enrico Alvisi, riferendo di aver agito senza l'intenzione di uccidere. «Il mio cliente è altamente affranto per quanto accaduto», ha detto il legale.

«È stato aggredito, non voleva uccidere»

«Quanto successo non era nelle sue intenzioni, lui si è difeso» perché «è stato aggredito con oggetti contundenti da un gruppo di cinque, sei persone, una delle quali ha mostrato un'arma da sparo minacciandolo». «Non c'è stata alcuna rissa tra gruppi rivali: il mio assistito era con gli amici per una grigliata, stava mangiando un panino quando è stato raggiunto da queste persone che lo hanno picchiato: è stato un raid», continua l'avvocato spiegando che il 17enne «ha riportato diverse contusioni che confermano che si è trattato di una aggressione unilaterale subita dal mio assistito che si è dovuto difendere». 

«Lui ha confessato la paternità, la materialità del fatto, escludendo l'intenzione omicidiaria - prosegue Alvisi - e, al momento, nessuna misura è stata adottata in quanto non ci sono i presupposti per l'adozione di un provvedimento». 

Ad innescare quanto successo sarebbero stati «antecedenti attriti» tra il 18enne e il presunto assassino. «Entrambi avrebbero avuto una relazione con la stessa ragazza, - spiega il legale - non so se contemporaneamente oppure no: questo è da approfondire, ma ci sono chat che testimoniano un interesse condiviso».

Ucciso con tre coltellate

La vittima, Cosimo Quagliarella, aveva 18 anni ed era residente ad Andria: è stato ucciso con tre coltellate alla schiena. Accompagnato alla postazione fissa medicalizzata di Trani, è stato trasferito in ospedale a Bisceglie date le gravi condizioni di salute, ma non ce l'ha fatta. Inizialmente si parlava di una rissa tra due gruppi rivali, ipotesi però smentita dall'avvocato del 17enne fermato. L'aggressione è avvenuta in piazza Papa Giovanni XXIII: sulla vicenda indagano i carabinieri che hanno ascoltato gli amici della vittima e alcuni testimoni. Sono stati i medici del Pronto soccorso di Trani ad avvisare i carabinieri del ricovero del diciottenne andriese, evidenziando che sulla schiena del ragazzino c'era una ferita provocata verosimilmente da un coltello. 

https://www.leggo.it/italia/cronache/13_agosto_2026_cosimo_quagliarella_ucciso_trani_17enne_fermato_cosa_dice_ricostruzione-9706099.html 

  

 

GIU' LE MANI DALLA LORENZIN

 


Intesa come legge, ovviamente.


Anno 2017, le coperture vaccinali stavano drammaticamente calando a causa di una intensa campagna di disinformazione no-vax e l'allora ministra Lorenzin estese l'obbligo vaccinale (esistente fin dagli anni '60 nel nostro Pese) ad altri vaccini, fra cui quello contro il morbillo.


Era proprio il morbillo a preoccupare con ondate crescenti di circolazione virale proprio quando l'OMS chiamava i Paesi membri a rafforzare gli sforzi necessari per l'eradicazione.


L'obbligo non è mai una bella cosa. Sono il primo a sostenerlo. Ma tutti noi esperti restammo stupiti quando l'Istittuo Superiore di Sanità pubblicò i dati relativi alle reazioni dei genitori italiani alla legge sull'obbligo. Molti pensavano che avrebbe aumentato il sentimento di scetticismo vaccinale. Niente di più sbagliato: dopo l'introduzione dell'obbligo i no-vax convinti aumentarono di pochissimo, mentre diminuì in modo significativo la quota di genitori incerti. Si trattava di quei genitori (tanti) che erano dubbiosi perchè vittima della disinformazione e che, di fronte ad un obbligo di stato, venivano del tutto liberati dall'ansia della scelta.


Oggi, per la prima volta dal 2017, alcune forze politiche governative hanno invocato (lo consente la Lorenzin) una revisione della legge. Per fortuna, nonostante il feroce spoiling system operato ad ogni livello, i cardini del nostro sistema hanno tenuto e la commissione del Consiglio Superiore di Sanità interrogata sulla questione si è pronunciata: niet! La Lorenzin non si tocca.


Proprio in queste ore, dall'altra parte dell'oceano, Trump assestava l'ultimo colpo a quel poco che rimaneva della sanità pubblica americana. Mentre il suo fido disinformatore Kennedy a denti stretti doveva ammettere che il vaccino contro il morbillo è efficace e necessario a contenere la disastrosa epidemia che si diffonde nel Paese, lui firmava un ordine esecutivo smantellando l'obbligo vaccinale, raccomandando l'uso dei vaccini singoli (si torna agli anni '80) e riproponendo la solita balla dei vaccini che causano l'autismo.


Pazienza, sia di qua che di la' dall'Atlantico, ha da passà 'a nuttata.

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Sara Curtis

 


🇮🇹 𝗦𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼𝘀𝗳𝗲𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗦𝗮𝗿𝗮 𝗖𝘂𝗿𝘁𝗶𝘀!!


𝗡𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗶𝗳𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝟱𝟬 𝗱𝗼𝗿𝘀𝗼, 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮 𝗶𝗹 𝗰𝗿𝗼𝗻𝗼𝗺𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗮 𝟮𝟲"𝟲𝟯, 𝘀𝗶𝗴𝗹𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝗿𝗲𝗰𝗼𝗿𝗱 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼! 🏊

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