sabato 6 giugno 2026

Federico Gerini morto a 17 anni: la lunga lotta alla malattia e l'ultima festa dei compagni di scuola

 


Diciassette anni segnati dalla malattia, dal dolore eppure dal grande coraggio di andare avanti

Federico Gerini morto a 17 anni: la lunga lotta alla malattia e l'ultima festa dei compagni di scuola
Federico Gerini morto a 17 anni: la lunga lotta alla malattia e l'ultima festa dei compagni di scuola

di Talita Fezzi

 Nel giorno del Corpus Domini un intero paese piangerà Federico, volato via prematuramente a soli 17 anni. Tutto il paese di San Marcello si stringe con affetto, commozione e vicinanza a mamma Francesca e babbo Stefano, al fratello Nicola e alle nonne, per sostenerli nel momento più difficile della perdita del loro amato Federico. Diciassette anni segnati dalla malattia, dal dolore eppure dal grande coraggio di andare avanti giorno per giorno, attraverso piccoli traguardi e sorrisi carichi di speranza per i sogni e l’avvenire.

Il dramma

Mercoledì, quei sogni si sono spezzati, quando Federico Gerini ha smesso di lottare nel suo letto di degenza all’ospedale regionale di Torrette di Ancona dove era ricoverato per l’ennesimo tempo sospeso. Un’altra battaglia, l’ultima per Federico che ha avuto sempre riflessi nei suoi, gli occhi della mamma e strette, le mani del padre ad accompagnarlo in quel calvario. Una famiglia coesa, dignitosa e forte. Come coeso è stato in questi anni il paese di San Marcello che ha sostenuto la famiglia non solo emotivamente, ma anche concretamente attraverso raccolte benefiche e iniziative solidali per dare una mano a finanziare le cure.

La scuola aveva organizzato una festa per il suo ritorno dall’ospedale, l’abbraccio dei compagni e di una normalità tanto desiderata laddove la malattia aveva impedito a Federico di frequentare le lezioni con regolarità e provare a fare la sua strada. 

Ma il male si è ripresentato con ferocia, imponendo i suoi tempi, divorando gli anni più belli fino all’epilogo che nessuno avrebbe voluto sentire. La camera ardente è stata allestita alla Casa del Commiato Santarelli di Monsano, aperta anche oggi per chi vorrà salutare Federico prima dei funerali, celebrati domani alle 17 nella chiesa parrocchiale di San Marcello. L’addio nel giorno del Corpus Domini, che per i credenti celebra l’eucaristia, l’ultima comunione, il “viatico” cioè il “cibo per la via”. Il Corpus Domini ci ricorda che non siamo fatti per restare qui. E forse consola un po’ pensare che Federico, con i suoi 17 anni per sempre, sta continuando il suo viaggio in un posto migliore, libero dal male.

https://www.leggo.it/italia/cronache/06_giugno_2026_federico_gerini_morto_tumore_ultima_festa_scuola_ancona-9577265.html 

 

ACEA Roma: cronaca giudiziaria e sanzioni dal 1996 al 2026



1. Le origini e il contesto

ACEA S.p.A. nasce nel 1996 dalla trasformazione dell’AAEM, l’azienda municipalizzata di Roma. Da allora gestisce acqua, energia e ambiente nel Lazio. Essendo quotata in borsa dal 1999, ogni procedimento rilevante è pubblico nei bilanci e comunicati.


2. "Parentopoli" 2008-2019

Nel 2010 esplode l’inchiesta sulle municipalizzate romane AMA, ATAC, ACEA. L’accusa era assunzioni di parenti di politici/manager senza concorso.

Esito: Per ACEA non ci sono state condanne definitive di top manager. Lo scandalo ha colpito più AMA/ATAC, con condanne per ex AD Franco Panzironi e licenziamenti.


3. Sanzioni ARERA su rete idrica 2010-2023

ARERA ha multato ACEA Ato2 più volte per perdite di rete oltre il 40% e per disservizi. Le multe sono arrivate a diversi milioni di euro.

Esito: Nessun reato penale, ma obbligo di piani investimento da 2+ miliardi per ridurre le perdite.


4. Contenziosi bollette e conguagli 2015-2023

Associazioni consumatori e Codacons hanno fatto class action per stime errate, conguagli "maxi" e letture non fatte.

Esito: ACEA ha dovuto rimborsare utenti e cambiare sistema di fatturazione dopo diffide ARERA. Si è chiuso in sede civile/amministrativa.


5. Indagini appalti 2018-2022

Procura di Roma ha aperto fascicoli su appalti per manutenzione rete e depuratori. Alcuni manager sono stati indagati.

Esito: Diversi procedimenti archiviati o chiusi con patteggiamento per illeciti amministrativi. ACEA come ente ha pagato sanzioni ma non ci sono condanne per corruzione.


Conclusione

Negli ultimi 30 anni ACEA ha avuto più sanzioni amministrative da ARERA che condanne penali. I problemi principali restano rete vecchia e disservizi, non scandali giudiziari con sentenze definitive. Ogni cittadino può verificare lo stato dei procedimenti su Portale Giustizia o bilancio ACEA.


Fenix

La Lunga Marcia di Mao: 6.000 km che cambiarono la Cina

 


Cos’è stata 

La Lunga Marcia, Chángzhēng 长征 in cinese, fu la ritirata strategica dell’Armata Rossa comunista tra ottobre 1934 e ottobre 1935. Dopo l’accerchiamento del Kuomintang di Chiang Kai-shek nella base di Jiangxi, i comunisti di Mao Zedong scelsero di fuggire verso nord.


I numeri da capogiro  

- Distanza: circa 6.000-9.000 km a piedi, a seconda del percorso. Più della distanza Roma-Pechino.

- Durata: 370 giorni, dal 16 ottobre 1934 al 20 ottobre 1935.

- Partenti: 86.000 soldati + civili e quadri del Partito.  

- Arrivati a Yan’an: ∼7.000-8.000. Il 90% morì per battaglie, freddo, fame, malattie, fiumi, montagne innevate.


Le tappe chiave

1. Partenza da Ruijin, Jiangxi – Ottobre 1934. Fuga notturna per rompere l’assedio nazionalista.

2. Attraversamento del Fiume Xiang – Prime perdite massicce contro Chiang Kai-shek.

3. Conferenza di Zunyi, gennaio 1935 – Svolta politica: Mao diventa leader indiscusso del Partito Comunista Cinese. Da qui la Marcia diventa “sua”.

4. Fiume Dadu e Ponte di Luding – Episodio leggendario: i soldati attaccarono un ponte di catene sotto il fuoco nemico.

5. Monti Daxue innevati e paludi di Songpan – Migliaia morirono per assideramento e per il fango che inghiottiva uomini e muli.

6. Arrivo a Yan’an, Shaanxi – Ottobre 1935. La base da cui Mao rilanciò la rivoluzione.


Perché fu decisiva

1. Salvò il Partito Comunista: Senza la Marcia, il PCC veniva sterminato nel 1934.

2. Creò il mito di Mao: La sopravvivenza fu raccontata come prova della sua guida infallibile. Nacque lì la sua autorità totale.

3. Propaganda perfetta: Dopo fu trasformata in epopea. “La Lunga Marcia è il primo libro di testo della Rivoluzione” disse Mao. Ancora oggi è pilastro della retorica nazionalista cinese.


Il lato scomodo

Gli storici oggi ridimensionano: non fu una sola marcia compatta, ma più colonne che si mossero. Le perdite furono anche per purghe interne e errori di comando. E l’arrivo a Yan’an fu l’inizio di 10 anni durissimi, non la vittoria finale.


Frase di Mao:  

“La Lunga Marcia è un manifesto. Ha proclamato al mondo che l’Armata Rossa è un esercito di eroi.”


Fenix



Ugo Forno

 


La mattina del 5 giugno 1944, dopo nove mesi di occupazione tedesca, le truppe alleate erano ormai a Roma. E proprio quel giorno, un ragazzo di 12 anni decise che non poteva restare a guardare. Quel ragazzo si chiamava Ugo Forno.

Era nato a Roma il 27 aprile 1932 e viveva nel quartiere Trieste. Frequentava la scuola media Settembrini ed era un ragazzo intelligente, vivace, generoso e pieno di entusiasmo. Nella tarda mattinata del 5 giugno, Ugo venne a sapere che alcuni reparti tedeschi in ritirata stavano preparando la distruzione del ponte ferroviario sull'Aniene, lungo la via Salaria, un'infrastruttura fondamentale per l'avanzata degli Alleati.

Ugo recuperò un fucile e convinse alcuni giovani a seguirlo. Insieme raggiunsero il ponte e aprirono il fuoco contro i guastatori tedeschi impegnati a collocare gli esplosivi. Lo scontro fu breve ma violentissimo. I tedeschi, sorpresi dalla resistenza incontrata, furono costretti a interrompere l'operazione e a ritirarsi. Il ponte venne salvato.

La reazione nemica però fu immediata. Alcuni colpi di mortaio investirono il gruppo degli improvvisati difensori. Ugo fu colpito mortalmente dalle schegge. Morì sul posto. Nello stesso combattimento persero la vita e rimasero feriti anche altri giovani che avevano partecipato all'azione.

Per questo motivo Ugo Forno è ricordato come l'ultimo caduto della Resistenza romana. Tra le molte figure della Resistenza italiana, quella di Ugo Forno resta una delle più toccanti. Perché è quella di un ragazzo che amava la scuola, gli amici e la vita. E proprio per questo il suo sacrificio continua a parlare alle generazioni successive, a chiunque non si volti dall’altra parte e non si arrenda di fronte alle ingiustizie del nostro tempo.

Facebook 

IL FUNZIONARIO DELLA CIA DAVID J. RUSH, TROVATO IN POSSESSO DI LINGOTTI D'ORO PER OLTRE 40 MILIONI DI DOLLARI, È STATO ARRESTATO CON L’ACCUSA DI AVER CREATO UN PROGRAMMA DI SPIONAGGIO FITTIZIO. LO RIVELA IL “WASHINGTON POST”

 

SERVIZI A PESO D’ORO – IL FUNZIONARIO DELLA CIA DAVID J. RUSH, TROVATO IN POSSESSO DI LINGOTTI D'ORO PER OLTRE 40 MILIONI DI DOLLARI, È STATO ARRESTATO CON L’ACCUSA DI AVER CREATO UN PROGRAMMA DI SPIONAGGIO FITTIZIO. LO RIVELA IL “WASHINGTON POST” – L’UOMO LAVORAVA A PROGRAMMI DI INTELLIGENCE TOP-SECRET ED È ACCUSATO DI AVER SOTTRATTO MILIONI DI DOLLARI PER USO PERSONALE ATTRAVERSO UN CONTRATTO FRAUDOLENTO...

david j. rush - funzionario della cia arrestato lingotti oro 

(ANSA) - WASHINGTON, 05 GIU - Un funzionario della Cia, trovato in possesso di lingotti d'oro per milioni di dollari, è stato accusato di aver creato un programma di spionaggio fittizio. Lo rivela il Washington Post, citando fonti informate.    

 

David J. Rush lavorava a programmi di intelligence top-secret ed è accusato di aver sottratto milioni di dollari per uso personale attraverso un contratto fraudolento.

 

Il funzionario aveva lingotti d'oro per un valore di oltre 40 milioni di dollari e secondo l'accusa avrebbe ideato un programma di intelligence fittizio e altamente classificato, utilizzandolo come canale per dirottare milioni di dollari a proprio uso.

 

Rush è stato arrestato il mese scorso per aveva creato quello che è noto come "programma ad accesso speciale", una sorta di "scatola nera" riservata alle operazioni di intelligence più segrete, hanno spiegato le fonti.

 

Cia - Central Intelligence Agency

Durante un'udienza sulla custodia cautelare presso il tribunale federale di Alexandria, un giudice ha stabilito che Rush è a rischio di fuga e ne ha ordinato la detenzione nel carcere locale in attesa del processo.

ORO - LINGOTTI

 

https://www.dagospia.com/cronache/funzionario-cia-david-j-rush-trovato-in-possesso-lingotti-d-oro-per-40-476523 

 

“IL COVO DELLA MAFIA SICILIANA OSPITA IL MATRIMONIO DELL’ANNO”

 

“IL COVO DELLA MAFIA SICILIANA OSPITA IL MATRIMONIO DELL’ANNO” – CI MANCAVA LA COLOSSALE STRONZATA SPARATA DAL QUOTIDIANO INGLESE “TELEGRAPH” SUI FESTEGGIAMENTI DI DUA LIPA E CALLUM TURNER A PALERMO, GIÀ CONTESTATI DA UNA PARTE DELLA CITTADINANZA (“LA CITTA NON È IN AFFITTO”) – IL TITOLO DELL’ARTICOLO DEL GIORNALE È DIVENTATO UN CASO, PERCHÉ VILLA VALGUARNERA, DOVE SI TERRÀ LA FESTA PRINCIPALE DELLA POP STAR, È IL SIMBOLO DI UNA LUNGA BATTAGLIA CONTRO LA MAFIA E CONTRO LE MANOVRE DEGLI UOMINI DI BERNARDO PROVENZANO – IN REALTÀ IL TESTO DEL PEZZO DESCRIVE LA TRASFORMAZIONE DI BAGHERIA DA EX “TRIANGOLO DELLA MORTE” A LUOGO “LIBERATO” DAL GIOGO MAFIOSO”

telegraph dua lipa matrimonio mafia palermo 

 

Estratto dell’articolo di Salvo Palazzolo per www.repubblica.it

 

Dua Lipa e Callum Turner a palermo - festeggiamenti per il matrimonio

“Il covo della mafia siciliana ospita il matrimonio dell’anno”: così il quotidiano britannico Telegraph titola sulla festa di nozze che da giorni impegna Palermo e Bagheria, città che vedono i centri storici blindati per Dua Lipa e Callum Turner. Il titolo sta suscitando una bufera di polemiche, finora limitate ai social, ma molto dure nell’imputare al Telegraph di aver usato uno “stereotipo” per dipingere la Sicilia.

 

 Il testo dell’articolo del corrispondente dall’Italia Nick Squires, al contrario del titolo, è invece molto onesto nel descrivere la trasformazione di Bagheria da ex “triangolo della morte” a luogo “liberato” dal giogo mafioso e oggi location turistica di fascino e pregio.

 

titolo del telegraph che tira in ballo la mafia per il matrimonio di dua lipa a palermo

Squires descrive il percorso di rinascita dopo le stragi di mafia, la forte risposta dello Stato e un livello di attenzione che non si abbassa. Eppure, in un reportage ben fatto, un titolo rischia di diventare una brutta etichetta. “Il titolo non l’ho fatto io”, spiega Squires all'Agenzia Italia, che lo ha contattato.

 

“Ho voluto raccontare Bagheria - continua il corrispondente, inconsapevole delle polemiche - intervistando anche il sindaco Tripoli, andando nei luoghi”. Ma, intanto, le polemiche social proseguono.

 

Dua Lipa e Callum Turner a palermo - festeggiamenti per il matrimonio

Qualcuno parla senza mezzi termini di “titolo bufala”, soprattutto perché nel racconto del giornale inglese manca un pezzo di storia di quel palazzo che ospiterà la festa di Dua Lipa: la vulcanica principessa proprietaria del palazzo, Vittoria Alliata, in questi giorni impegnatissima per i preparativi dell’evento, è stata la protagonista di una battaglia durissima contro gli uomini di Cosa nostra.

 

A metà degli anni Novanta, denunciò dalle pagine di un piccolo quotidiano palermitano, “Il Mediterraneo”, le manovre degli uomini di Bernardo Provenzano, che avevano occupato il parco di Villa Valguarnera. Il padrino di Corleone è stato a lungo a Bagheria, probabilmente in un altra residenza nobiliare, ma è rimasto il mistero. Vittoria Alliata è diventata così uno dei simbolo della lunga resistenza di Bagheria contro la mafia.

 

Dua Lipa a palermo - proteste per i festeggiamenti per il matrimonio

Dua Lipa a palermo - festeggiamenti per il matrimonio

Alla fine, il Telegraph ha corretto il titolo: “L’ex covo della mafia siciliana ospita le nozze dell’anno”. Ma neanche questo titolo è corretto, perché non rende onore a Vittoria Alliata e alla sua battaglia. […]

https://www.dagospia.com/cronache/il-covo-mafia-siciliana-ospita-matrimonio-dell-anno-stronzata-dua-lipa-476529 

"LA CUCINA DEI PERCHÉ"

 

BUTTATE IL VIAGRA E...MANGIATE PIÙ CIPOLLE! – GLI ANTICHI ROMANI CONSIDERAVANO L'ORTAGGIO UN CIBO AFRODISIACO. LO RACCONTA MARINO NIOLA NEL SUO "LA CUCINA DEI PERCHÉ": "AI GLADIATORI VENIVANO DATI CINQUE CHILI DI CIPOLLE AL GIORNO. PER LORO ERA IL MASSIMO: UN CONCENTRATO DI POTENZA. UNA SORTA DI 'VIAGRA BIO'. SECONDO GLI ANTICHI SCRITTORI, MANGIARNE IN ABBONDANZA PERMETTEVA DI VEDERE IL FUTURO, PREVEDERE CIÒ CHE SAREBBE ACCADUTO E ANNUNCIARE LA GUARIGIONE DALLE MALATTIE"

gladiatori cipolla 

Estratto da "La cucina dei perché" di Marino Niola - Slow Food Editore

 

marino niola - la cucina dei perche

La cipolla: l'ortaggio più generoso e al tempo stesso misconosciuto. Umile, ma prezioso: è cicatrizzante, rinfrescante, fortificante. Una vera fonte di energia, tanto da essere sempre stata considerata il cibo per eccellenza dei lavoratori, gente che fa molta fatica, e persino dei guerrieri. Era la razione quotidiana dell'esercito romano: infatti ogni soldato riceveva un sacco di cipolle al giorno. Per i gladiatori, addirittura, erano l'alimento principale.

 

A ciascuno venivano dati circa cinque chilogrammi di cipolle al giorno. Oggi se una persona ne mangiasse cinque chili sarebbe inavvicinabile, ma per il gladiatore era il massimo: un concentrato di potenza... e non solo bellica. La cipolla, infatti, è sempre stata considerata anche un potentissimo afrodisiaco, una sorta di "viagra bio".

 

Il poeta Marziale la raccomandava addirittura a chi soffriva di calo del desiderio: «Mangiate tanta cipolla - diceva - e vedrete che vi torneranno l'energia e il desiderio dei giorni migliori». Ma la cipolla ha anche una dimensione mistica: secondo gli antichi scrittori di libri sui sogni, mangiarne in abbondanza permetteva di vedere il futuro, prevedere ciò che sarebbe accaduto, e perfino annunciare la guarigione dalle malattie.

 

il gladiatore ii 9

Energizzante, cicatrizzante, terapeutica... perfino nei sogni! Ecco perché la cipolla è diventata il complemento essenziale di tantissimi piatti: per la sua fama antica, quasi magica, ma anche per le sue reali proprietà benefiche.

 

In fondo, i cibi che mangiamo ogni giorno diventano importanti sempre per un doppio motivo: uno simbolico e uno pratico. Alla base c'è il motivo pratico - nutrirsi - e poi il resto lo fa la nostra fantasia. E, oltretutto, la cipolla è anche il più potente lacrimoseno inventato da madre natura. Ogni volta che la affettiamo, cominciamo a versare lacrime copiose. Ma, come diceva Pablo Neruda: «Sono lacrime senza pena».

https://www.dagospia.com/cronache/buttate-viagra-e-mangiate-piu-cipolle-gli-antichi-romani-475226