giovedì 11 giugno 2026

ORA PUTIN SI RITROVA LA GUERRA IN CASA – GRAZIE AL NUOVO MISSILE “FP-5 FLAMINGO” (“FENICOTTERO”) L’UCRAINA COLPISCE I RUSSI NEL LORO TERRITORIO, CENTRANDO RAFFINERIE E BASI MILITARI BEN OLTRE LA LINEA DEL FRONTE

 

ORA PUTIN SI RITROVA LA GUERRA IN CASA – GRAZIE AL NUOVO MISSILE “FP-5 FLAMINGO” (“FENICOTTERO”) L’UCRAINA COLPISCE I RUSSI NEL LORO TERRITORIO, CENTRANDO RAFFINERIE E BASI MILITARI BEN OLTRE LA LINEA DEL FRONTE – L’ARMA HA UN RAGGIO D’AZIONE CHE RAGGIUNGE I 3.000 CHILOMETRI, PORTA TESTATE ESPLOSIVE DI 1.150 CHILI E COSTA MENO DEI “CUGINI OCCIDENTALI, I PATRIOT – IL SUPER MISSILE È DEL TUTTO “MADE IN UCRAINA”. UN SEGNALE DI INDIPENDENZA MILITARE DI KIEV – L’EX MINISTRO DEGLI ESTERI, DMYTRO KULEBA: “PERCHÉ PUTIN PUÒ COLPIRE KIEV E NOI NON POSSIAMO RISPONDERE MIRANDO A MOSCA?”

zelensky putin missile razzo ucraino ucraina fp-5 flamingo  

Estratto dell’articolo di Lorenzo Cremonesi per il “Corriere della Sera”

 

MISSILE UCRAINO FP-5 FLAMINGO

Caratteristiche principali: ha un raggio d’azione che raggiunge i 3.000 chilometri, porta testate esplosive di 1.150 chili, è relativamente accurato, se ne possono produrre sino a 210 al mese e costa meno dei missili «cugini» occidentali.

 

[…]  politici e militari a Kiev danno grande importanza al nuovo missile FP-5 Flamingo (Fenicottero), che già da qualche mese è diventato lo spauracchio delle raffinerie e delle basi militari russe.

 

Ma per Zelensky e i suoi generali c’è un punto in particolare che dà un valore inestimabile alla nuova arma: è stata pensata, quasi del tutto disegnata e largamente costruita in Ucraina, la conferma che il Paese sta riuscendo non solo a resistere, ma anche a tenere testa al nemico russo. […]

 

MISSILE FP-5 FLAMINGO UTILIZZATO DALL ESERCITO UCRAINO PER COLPIRE LA RUSSIA

 È finito il tempo dei droni Bayraktar importati dalla Turchia durante i primi mesi di guerra e con esso anche quello delle limitazioni imposte da Biden all’impiego delle armi americane, prima che Trump bloccasse radicalmente l’invio di materiale bellico Usa influenzato anche dalla sua ammirazione per Vladimir Putin.

 

I successi non si fanno attendere. Già da tempo i portavoce militari ucraini notano quanto le difese antiaeree russe siano relativamente primitive e facili da penetrare per i droni e missili di nuova generazione.

 

Ieri lo stesso Zelensky sui social ha voluto ringraziare gli ideatori del nuovo missile e le unità che lo hanno lanciato. «Grazie agli FP-Flamingo, che oggi hanno colpito uno stabilimento militare a Cheboksary e la raffineria petrolifera a Kuibyshevsky, nella regione di Samara, a 900 chilometri dal fronte», ha detto. Nelle sue parole si coglie il senso della nuova potenza militare ucraina: sta diventando indipendente, non occorre più chiedere nessun permesso.

 

FRIEDRICH MERZ - VOLODYMYR ZELENSKY - KEIR STARMER - EMMANUEL MACRON

«Perché mai Putin può colpire Kiev e noi non possiamo rispondere mirando a Mosca?», si chiedeva tra lo stupito e il risentito l’ex ministro degli Esteri Dmytro Kuleba nelle prime settimane della proditoria invasione voluta da Putin il 24 febbraio 2022.

 

Oggi non è più così: gli ucraini minacciano la capitale russa, colpiscono il sistema energetico sino a 2.000 chilometri dal confine tra i due Paesi, danneggiano le fabbriche di armi, obbligano gli aeroporti a chiudere a singhiozzo, gettano lo scompiglio al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo tra lo stupore delle delegazioni straniere.

 

Il Flamingo è costruito dalla Fire Point, una startup che come tante società militari ucraine viene creata all’ombra degli allarmi e delle bombe alla fine del primo anno della nuova guerra (quella vecchia era iniziata con l’attacco russo del 2014). Si tratta di una bomba aerea trasformata in missile da crociera con un motore jet.

 

[…]

 

MISSILE FLAMINGO - 1

La Fire Point collabora presto con il gruppo britannico Milanion. I primi modelli di Flamingo, il cui nome e il colore rosa pare siano un riconoscimento alle numerose donne che lavorano al progetto, sono entrati in funzione nell’agosto 2025.

 

Secondo il Financial Times il nuovo modello è una sorta di versione meno costosa dei Patriot anti-missili americani. L’ Economist segnala che una parte della produzione è effettuata all’estero, ma il 90 per cento delle componenti viene poi assemblata in Ucraina.

https://www.dagospia.com/cronache/grazie-missile-fp-5-flamingo-l-ucraina-sta-colpendo-i-russi-nel-territorio-477015 

 

UNA BOMBA SI ABBATTE SUGLI EURO-POTERI! - FRANCIA E GERMANIA VALUTANO DI SMANTELLARE IL SERVIZIO DIPLOMATICO DELL'UE (SEAE), ATTIVO DA 15 ANNI

UNA BOMBA SI ABBATTE SUGLI EURO-POTERI! - FRANCIA E GERMANIA VALUTANO DI SMANTELLARE IL SERVIZIO DIPLOMATICO DELL'UE (SEAE), ATTIVO DA 15 ANNI - SECONDO IL "FINANCIAL TIMES", "I PAESI SONO IRRITATI E VOGLIONO UNO STRUMENTO PIÙ EFFICACE PER AGIRE ALL'UNISONO SULLA SCENA INTERNAZIONALE" - PARIGI E BERLINO INTENDONO REVOCARE I POTERI ALL'ALTA RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (FEROCEMENTE ANTI-RUSSA), PER REDISTRIBUIRLI TRA LA COMMISSIONE UE E I PAESI MEMBRI...

merz macron kallas 

(ANSA) - BRUXELLES, 11 GIU - Francia e Germania stanno valutando una radicale revisione del Servizio europeo per l'azione esterna (Seae), il servizio diplomatico dell'Ue attivo da 15 anni. Lo scrive il Financial Times, citando alti funzionari europei. Al centro dei colloqui tra Parigi, Berlino e altri governi ci sarebbero diverse opzioni, tra cui la revoca dei poteri all'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, e la redistribuzione delle competenze del servizio, che ha un budget annuo di un miliardo di euro, tra la Commissione Ue e i Paesi membri.

 

emmanuel macron friedrich merz foto lapresse

La struttura attuale viene definita "disfunzionale" di fronte alle crisi geopolitiche nel mondo. "Il problema è strutturale e richiede una risposta strutturale", ha confidato una fonte al Financial Times. Tra le ipotesi contenute in una valutazione elaborata dal governo francese e condivisa con gli altri Stati membri figurerebbero una riduzione dell'autonomia di Kallas e un alleggerimento del suo controllo sulla rete di oltre 140 delegazioni diplomatiche gestite dal Servizio europeo per l'azione esterna (Seae) nel mondo.   

 

"Le capitali sono irritate e vogliono uno strumento più efficace per agire all'unisono sulla scena internazionale", ha spiegato un altro funzionario, avvertendo che "esiste un rischio concreto di smembramento del Seae". La riforma punterebbe inoltre a ridurre i costi e a eliminare le sovrapposizioni tra il servizio diplomatico europeo, i ministeri degli Esteri nazionali e la stessa Commissione europea, guidata da Ursula von der Leyen, da tempo impegnata in una competizione sotterranea con il Seae per la guida della politica estera dell'Ue.

KAJA KALLAS - CONFERENZA SULLA SICUREZZA DI MONACO

 

Secondo i sostenitori della ristrutturazione, l'operazione potrebbe essere realizzata senza modificare i Trattati europei. Le riflessioni sul futuro del servizio diplomatico dell'Ue, aggiunge il Financial Times, starebbero inoltre confluendo nella nuova strategia europea per la sicurezza che la Commissione dovrebbe presentare quest'estate.

 

L'Alta rappresentante, ha replicato un collaboratore, è "pienamente concentrata sull'adempimento del suo mandato", che comprende anche il compito di "rafforzare ulteriormente sia il Seae sia la Commissione nell'attuazione dei Trattati in materia di azione esterna e politica estera e di sicurezza comune".

https://www.dagospia.com/politica/bomba-si-abbatte-sugli-euro-poteri-francia-germania-valutano-smantellare-477007 

 

UN’ALTRA PESSIMA NOTIZIA PER SALVINI! – LA POTENTE DIRIGENTE DEL MINISTERO DEI TRASPORTI, ELISABETTA PELLEGRINI, BRACCIO DESTRO DEL LEADER LEGHISTA, È INDAGATA PER TURBATIVA D’ASTA NELL’INCHIESTA SULLE OLIMPIADI MILANO-CORTINA

 

UN’ALTRA PESSIMA NOTIZIA PER SALVINI! – LA POTENTE DIRIGENTE DEL MINISTERO DEI TRASPORTI, ELISABETTA PELLEGRINI, BRACCIO DESTRO DEL LEADER LEGHISTA, È INDAGATA PER TURBATIVA D’ASTA NELL’INCHIESTA SULLE OLIMPIADI MILANO-CORTINA – È COINVOLTA NEL FILONE SULL’APPALTO PER LA COSTRUZIONE DELLA CABINOVIA SOCREPES A CORTINA (IL SILURO ARRIVA A POCHI GIORNI DALLO SCANDALO CHE COINVOLGE LA CORTE DEI CONTI SUL PONTE DI MESSINA) – PELLEGRINI DAL 2022 È COORDINATRICE DELLA STRUTTURA TECNICA DI MISSIONE DEL MIT. TALMENTE BRAVA ED ESPERTA, DICONO I PIÙ STRETTI COLLABORATORI, CHE SALVINI NEGLI ULTIMI ANNI LE HA AFFIDATO TUTTI I DOSSIER PIÙ SCOTTANTI – LA SUPER-BUROCRATE È VICINISSIMA ANCHE A ZAIA. CI SAREBBE IL SUO “ZAMPINO” DIETRO AL PIANO DEL MINISTERO PER ASSEGNARE SENZA GARA PUBBLICA LA CONCESSIONE DELL’AUTOSTRADA A4 BRESCIA-PADOVA ALLA “CAV” (CONTROLLATA PER IL 50% DALLA REGIONE VENETO). UNA “FORZATURA, SU CUI CONFTRASPORTO HA PRESENTATO UN ESPOSTO ALL'ANAC... 

elisabetta pellegrini matteo salvini 

MILANO CORTINA, INDAGATA UNA DIRIGENTE DEL MINISTERO TRASPORTI

Elisabetta Pellegrini

(ANSA) - C'è anche una dirigente del ministero dei Trasporti tra gli indagati nell'inchiesta della Procura di Belluno per turbativa d'asta su presunte irregolarità nell'affidamento della realizzazione della cabinovia 'Apollonio Socrepes' a Cortina d'Ampezzo.   

 

Secondo quanto si apprende si tratta di Elisabetta Pellegrini, coordinatrice della struttura tecnica di missione del dicastero di Porta Pia e braccio destro del ministro Matteo Salvini.

 

Il suo nome si aggiunge ai tre già iscritti nel registro degli indagati, tra cui quello dell'ad di Società infrastrutture Milano Cortina (Simico), Fabio Massimo Saldini. La procura bellunese non smentisce la notizia, senza altri commenti. 

 

La Procura della repubblica di Belluno "non smentisce" la notizia dell'iscrizione della dirigente del Mit nell'indagine sulla cabinovia Apollonio-Socrepes. Lo ha precisato senza fornire ulteriori elementi, interpellato dall'ANSA, il procuratore capo Massimo De Bortoli. 

 

ALTRO CHE SALVINI, È ELISABETTA PELLEGRINI LA VERA MINISTRA DEI TRASPORTI

Estratto dell’articolo di Giovanna Predoni per www.lettera43 del 5 marzo 2025

 

matteo salvini e elisabetta pellegrini

Mentre il Capitano leghista è indaffarato nelle sue battaglie sovraniste, i dossier più scottanti del dicastero li sbroglia la sua brava ed esperta dirigente. Nata a Pescia, 63 anni, è una campionessa del deep state. Ha destato perciò sorpresa il pasticcio che ha fatto sulla gara per l’assegnazione della concessione della A22. Chi è la super burocrate del Mit.

 

Lei si chiama Elisabetta Pellegrini e dal 2022 presta servizio al ministero dei Trasporti come coordinatrice della struttura tecnica di missione, che detto in soldoni vuol dire coadiuvare il titolare del dicastero sbrogliandogli la matassa normativa in tema di infrastrutture e concessioni. Ma l’ingegner Pellegrini (laurea all’Università di Padova e Master al Cuoa) è molto di più di quel che il suo job title dice.

 

Elisabetta Pellegrini

Nata a Pescia, 63 anni, la professionista ha alle spalle una lunga carriera in Veneto, prima come dirigente alla Provincia di Verona poi, Luca Zaia regnante, in Regione come direttrice della struttura di progetto della Pedemontana veneta.

 

Talmente brava ed esperta, dicono i suoi più stretti collaboratori, che non solo Matteo Salvini l’ha voluta con sé al Mit ma, essendo lui impegnato nelle sue battaglie sovraniste, le ha affidato tutti i dossier più scottanti. Insomma, una campionessa del deep state, tanto che alla fine il vero ministro dei Trasporti è lei.

 

Elisabetta Pellegrini

Ha destato perciò sorpresa l’ultima questione di cui si è occupata, ossia la gara per l’assegnazione della concessione della A22, più comunemente conosciuta come Autostrada del Brennero.

 

Il bando di gara ha fatto storcere il naso ad alcuni dei soggetti interessati come Aspi e il concessionario uscente, la Società Autostrada del Brennero, che hanno fatto ricorso al Tar del Lazio.

 

 

La richiesta è quella di un annullamento del bando e revisione delle procedure di gara per distorsione della concorrenza e infrazione delle regole comunitarie. Un indiretto rimbrotto alla super burocrate del Mit, cui si imputano le falle del bando.

 

«A4, CON AFFIDAMENTO DIRETTO RISCHIO RINCARI PER I PEDAGGI»

Estratto dell’articolo di Marco Morino per “Il Sole 24 Ore” del 10 giugno 2026

 

luca zaia podcast il fienile

La concessione della autostrada A4 Brescia-Padova (ex Serenissima) diventa un caso. L’arteria è gestita dalla concessionaria Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova, società del gruppo A4 Holding, che a sua volta fa capo agli spagnoli di Abertis.

 

Conftrasporto-Confcommercio ha depositato lunedì 8 giugno un esposto formale all’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) per fermare il piano del Mit (ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) che punterebbe ad assegnare la concessione autostradale senza una gara pubblica.

 

Elisabetta Pellegrini

L’esposto, che Il Sole 24 Ore ha potuto visionare, è firmato dal presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo e indirizzato al presidente di Anac, Giuseppe Busia e, per conoscenza, alle Direzioni generali della Concorrenza e del Mercato interno della Commissione europea (Dg Comp e Dg Grow). [...] 

 

L’attuale concessione della Brescia-Padova scadrà il 31 dicembre 2026, ma anziché procedere con un bando di gara internazionale come è stato fatto, per esempio, nel caso dell’autostrada A22 del Brennero, il Mit avrebbe manifestato l’intenzione di procedere con un affidamento diretto (il cosiddetto in house) a favore di Cav (Concessioni autostradali venete), società il cui capitale è detenuto con il 50% ciascuno da Regione Veneto e Autostrade dello Stato (società in house del Mit, che però è interamente controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze).

 

Matteo Salvini e Luca Zaia

Rispetto a Cav, si legge nell’esposto, «il Mit risulta del tutto estraneo, non detenendovi alcuna partecipazione, nemmeno indiretta». Secondo Conftrasporto, questa mossa è «radicalmente illegittima» e priva dei requisiti minimi previsti dalle norme europee e nazionali. 

 

 

 

matteo salvini (3)

 

https://www.dagospia.com/politica/olimpiadi-potente-dirigente-ministero-dei-trasporti-elisabetta-pellegrini-477056 

 

Che madre di merda!

 


Willy non tornerà mai a casa.


“Non l’ho toccato neanche con un dito. Il mio desiderio è tornare a casa e poter crescere mio figlio. Non sono più quel ragazzo che, sei anni fa, ha varcato le porte del carcere.”


Parole che fanno discutere. Ma prima di qualsiasi dibattito sulla pena, sul cambiamento o sulla possibilità di riscatto, c’è una verità che non dovrebbe mai essere dimenticata: Willy Monteiro Duarte non può più parlare.


Quaranta secondi di violenza sono bastati per uccidere un ragazzo di 21 anni. Quaranta secondi che gli hanno portato via tutto: il futuro, i sogni, la possibilità di costruire una famiglia, di diventare padre, semplicemente di vivere.


A suscitare amarezza sono state anche alcune dichiarazioni della madre dei fratelli Bianchi. Oltre ad aver affermato che i suoi figli «non sono i mostri che avete descritto» e che «non sono stati loro a ucciderlo, una mamma certe cose le sa», arrivò a dichiarare: “Si parla di Willy come se fosse morta la regina Elisabetta”.


Una frase che ha sconvolto molte persone per la sua apparente mancanza di empatia e di consapevolezza della tragedia. Perché Willy non era un simbolo astratto né un personaggio lontano. Era un ragazzo di 21 anni, con una famiglia, degli amici, dei sogni e una vita davanti. Una vita spezzata per sempre.


Difendere i propri figli è umano. Ma minimizzare la morte di una vittima o lamentarsi dell’attenzione che le viene riservata significa perdere di vista l’essenziale: un giovane è stato ucciso e una famiglia è stata condannata a convivere per sempre con quel dolore.


Ancora oggi colpisce quella che molti percepiscono come una mancata piena assunzione di responsabilità. Chi sostiene di essere cambiato dovrebbe, prima di tutto, riconoscere fino in fondo la gravità di ciò che è accaduto. Il cambiamento non si dimostra soltanto con le parole, ma con la consapevolezza, con l’ammissione sincera delle proprie responsabilità e con il rispetto dovuto alla vittima.


Si parla del desiderio di tornare a casa, di crescere un figlio, di ricominciare una vita. Ma Willy non avrà nulla di tutto questo.


Come disse sua madre, Lucia Monteiro Duarte: ”Io so soltanto che ho perso un figlio, che non si è ucciso da solo”.


Ed è questo il punto che non dovrebbe mai essere dimenticato: Willy non avrà una seconda possibilità. Non tornerà mai a casa.


La memoria di Willy merita rispetto. Sempre.

Soumalia Diawara

Facebook 

LA RIVOLUZIONE? L’ULTIMA VERA ERA A FIRENZE. 1378. BASTA CAZZATE.



Ogni giorno su Facebook leggo: “Rivoluzione! Prendiamo i forconi! Abbattiamo il sistema!”

Ragazzi, calma. L’ultima vera rivoluzione popolare che ha fatto l’Italia è stata la Rivolta dei Ciompi a Firenze, 1378, durata dal 22 giugno al 31 agosto di quell'anno.

Cos’era successo in 3 righe:
1. Chi erano i Ciompi: Gli operai della lana. Sfruttati, senza diritti, senza voce politica. I “nulla tenenti” di allora.
2. Cosa hanno fatto: Per 6 settimane hanno preso il Palazzo della Signoria a Firenze. Hanno cacciato i nobili, si sono messi al governo loro. Hanno creato 3 nuove Arti per avere rappresentanza. Roba seria, non like su Facebook.
3. Com’è finita: Dopo poco i potenti si sono ripresi tutto. Promesse tradite, capi giustiziati. Ma per 6 settimane hanno cambiato Firenze davvero.

Morale?
La rivoluzione non è un meme. È fame, sangue e organizzazione. Non è condividere un post alle 18:23 mentre mangi la pasta.

Oggi le premesse non ci sono. Non c’è un “noi” che scende in piazza, c’è ognuno col suo orticello e la tastiera bollente.

Quindi finiamola con le cazzate da rivoluzionari da divano. Critichiamo, protestiamo, votiamo. Ma la Rivoluzione vera l’abbiamo già fatta 650 anni fa. E ci è bastata.

Fenix


MUSK SARÀ UN PARA-NAZISTA, MA È VENT’ANNI DAVANTI A TUTTI – L’OBIETTIVO DELLA FUSIONE TRA SPACEX E XAI È CREARE UN “MOTORE DI INNOVAZIONE VERTICALE E INTEGRATO”

 

MUSK SARÀ UN PARA-NAZISTA, MA È VENT’ANNI DAVANTI A TUTTI – L’OBIETTIVO DELLA FUSIONE TRA SPACEX E XAI È CREARE UN “MOTORE DI INNOVAZIONE VERTICALE E INTEGRATO”: SE FUNZIONA, RISOLVERÀ IL PROBLEMA DELL’APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO DEI DATA CENTER (PORTANDOLI NELLO SPAZIO), BRUCIANDO LA CONCORRENZA DI OPENAI E GOOGLE – L’ACCELERAZIONE DI MUSK SERVE A SFIDARE LE DUE AZIENDE RIVALI E SPIAZZARLE - DOPO LA QUOTAZIONE, LA SOCIETÀ VARRÀ 1250 MILIARDI DI DOLLARI (MEZZO PIL ITALIANO): SPACEX DA SOLA NE VALE MILLE  - È VERO CHE XAI BRUCIA UN MILIARDO AL MESE, MA IN PROSPETTIVA TUTTA L’OPERAZIONE È UN GRANDE TRADING SU MUSK E LA SUA VISIONE: QUANTO PUÒ VALERE UN IMPERO CHE VA DAI ROBOT UMANOIDI DI TESLA AI CHIP NEL CERVELLO DI NEURALINK, CHE GESTISCE BASI SULLA LUNA E CREA UNA NUOVA CIVILTÀ SU MARTE?

elon musk doge  

LA FUSIONE TECH DEL SECOLO SPACEX E XAI DIVENTANO UN GRUPPO DA 1.250 MILIARDI

Estratto dell’articolo di Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”

 

elon musk al met gala

Con un’operazione-lampo che ha sorpreso […] i gruppi finanziari che hanno investito nelle sue imprese, Elon Musk fonde la sua SpaceX, gigante mondiale dell’industria spaziale, con xAI: l’impresa, sempre sua, che opera nell’intelligenza artificiale soprattutto coi modelli Grok e anche nelle reti sociali con la piattaforma X (ex Twitter).

 

Con un valore attribuito di 1.250 miliardi di dollari (più della metà del Pil italiano), il gruppo sarà l’impresa privata (non quotata) di maggior valore mai esistita al mondo.

Pronta per andare in Borsa.

 

Secondo indiscrezioni non smentite da Musk (le ha, anzi, definite verosimili), l’Ipo potrebbe arrivare già a luglio puntando a raccogliere sul mercato 50 miliardi di dollari: sarebbe anche questo un record planetario superando la saudita Aramco che nel 2019 raccolse 29 miliardi.

 

SAM ALTMAN ELON MUSK

Il tycoon dell’era digitale ha presentato l’operazione con un linguaggio salvifico: «Sviluppare una scala che ci consentirà di creare un sole senziente, ci farà comprendere l’universo estendendo la luce della conoscenza fino alle stelle».

 

Sicuramente Musk vuole recuperare risorse «per costruire fabbriche sulla Luna, colonizzare Marte» e sfruttare l’energia solare nel cosmo, ma gli analisti che preferiscono guardare a orizzonti meno remoti ritengono che si stia muovendo con tanta rapidità soprattutto per sfidare i tre grandi concorrenti che oggi sopravanzano xAI nell’intelligenza artificiale: OpenAI e Google nell’AI per il mercato dei consumatori e Anthropic per quello delle imprese.

 

ELON MUSKOLINI - MEME BY EMILIANO CARLI

xAI […] ha il fiato grosso: poche centinaia di milioni di dollari di fatturato nel 2025 a fronte di 10 miliardi di investimenti per microprocessori e data center per addestrare i modelli AI. […] Elon ha bisogno di accelerare. E siccome anche OpenAI e Anthropic stanno pensando di andare a finanziarsi in Borsa, lui gioca d’anticipo, anche perché i mercati finanziari potrebbero faticare ad assorbire un gran numero di Ipo miliardarie […]

 

La carta migliore di Musk è forse l’obiettivo intermedio tra la battaglia per l’AI e la conquista di pianeti lontani: trasferire nello spazio i data center che alimentano le intelligenze artificiali. Bruciano una quantità enorme di energia, cosa che crea problemi ambientali e fa infuriare cittadini che dovranno pagare bollette elettriche più care a fronte della scarsità determinata dall’impennata dei consumi.

 

il deepfake di elon musk 1

L’idea di Musk è giusta: l’obiettivo di trasferire i data center nello spazio riempiendo di processori grossi satelliti dotati di enormi pannelli che riceveranno energia dal sole 24 ore su 24, senza nuvole o altre interferenze, trasmettendo, poi, a Terra i dati elaborati attraverso raggi laser, è condiviso anche dagli altri protagonisti del settore.

 

Soprattutto da Sam Altman di OpenAI e dal fondatore di Amazon, Jeff Bezos. Rimane un grosso problema: come raffreddare chip che producono molto calore. Sulla Terra si ricorre ad acqua e aria fredda, cose che non esistono nello spazio.

 

ELON MUSK SPACEX 3

Ma pare che Musk, in vantaggio sui concorrenti per le capacità missilistiche di SpaceX e quelle satellitari di Starlink, abbia trovato una soluzione: ma è una tecnologia ancora da sperimentare.

 

Sorpresi i grandi investitori privati nei due gruppi [...] L’operazione avverrà entro il 16 marzo con uno scambio di azioni. 

 

[…] Pare che chi non accetterà potrà essere liquidato e uscire. In linea di massima una buna notizia per gli azionisti di xAI (come il fondo sovrano del Qatar): la loro azienda in forte perdita confluisce nel gioiello dell’industria spaziale.

 

donald trump e elon musk

Anche gli azionisti di SpaceX (grandi fondi come Sequoia e Andreessen Horowitz) sperano di valorizzare le loro partecipazioni, ma guardano con preoccupazione all’emissione di 250 miliardi di azioni SpaceX che serviranno per pagare xAI: la loro quota ne risulterà diluita.

 

MUSK UNISCE SPACEX E XAI “L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE SARÀ PIÙ FORTE NELLO SPAZIO”

Estratto dell'articolo di Sara Tirrito per “la Stampa”

 

elon musk e grok 7

[…] L'obiettivo dichiarato dell'acquisizione è costruire un «motore di innovazione verticale e integrato, dentro e fuori la Terra». Dal punto di vista pratico, la prima conseguenza dell'accordo sarà l'affermazione di un modello di produzione di energia in orbita, dove nuvole o stagionalità non sono un problema, e i pannelli solari possono generare molta più energia per metro quadrato rispetto alla superficie terrestre.

 

La fusione, poi, va letta in un contesto in cui da settimane si parla della possibile quotazione in Borsa di una delle due aziende, prevista entro l'estate.

 

esplosione razzo spacex 8

SpaceX era già la compagnia privata tra le più promettenti al mondo, con un valore di 800 miliardi di dollari. È l'unica società americana in grado di fornire con costanza astronauti alla Stazione spaziale internazionale, nonché il primo fornitore di servizi di lancio per i razzi Nasa e di tecnologie per il dipartimento di difesa degli Stati Uniti.

 

Lunedì, riporta Bloomberg, è stata valutata mille miliardi. A xAI è stato assegnato un peso economico di 250 miliardi, e con la fusione, gli investitori potrebbero possedere circa 527 dollari ad azione.

 

starship spacex

La startup specializzata in intelligenza artificiale di Musk però finora non è mai decollata e continua a incontrare intoppi legali. I detrattori dell'imprenditore sudafricano leggono l'acquisizione come un'operazione di «ingegneria finanziaria», sottolineando che xAI brucia ogni mese un miliardo di dollari. «Nessuna delle valutazioni si basa su un multiplo razionale - hanno detto alcuni investitori al Financial Times -. Si sta facendo trading su Elon».

 

In effetti, l'accordo è innanzitutto un pezzo del puzzle di Musk, ed è letto da molti come il preludio a una futura annessione anche di Tesla, che affronta un calo del business tradizionale e ha da poco investito 2 miliardi di dollari in xAi.

 

elon musk - tesla

In questo eventuale piano trilaterale, la casa di auto elettriche sarebbe fonte di chip, SpaceX si occuperebbe di satelliti e data center e xAI si concentrerebbe sullo sviluppo di intelligenza artificiale e agenti.

 

Un'idea che stuzzica il patron di Tesla almeno quanto quella di presentare la quotazione in Borsa della nuova società prima che lo facciano i competitor OpenAi, produttore di ChatGpt, e Anthropic, che realizza Claude.

 

Secondo Axios, il nuovo scenario porterebbe Musk quantomeno a pensare di strutturare partnership o a vendere servizi a OpenAi. Tuttavia, l'evoluzione dei progetti apre a una serie di problematiche. Prima di tutto sui limiti dello spostamento dei supercalcolatori nello spazio, dove bisogna riuscire a gestire il calore, neutralizzare l'impatto ambientale, proteggere i chip dalle radiazioni.

 

ELON MUSK MARS VEHICLE

Ci sono poi gli ostacoli economici. Fino a lunedì SpaceX, l'azienda più solida del tycoon e anche quella con maggiori margini di crescita, era pronta a raccogliere 50 miliardi di dollari per sbarcare a Wall Street ma adesso avrebbe a carico le inefficienze di xAI.

 

Infine, restano forti dubbi sul potere che acquisirebbe l'uomo più ricco del mondo. In cima ai desideri del patron di Tesla rimane un obiettivo che sembra fantascienza ma sarebbe più vicino con la fusione delle tre aziende: avere abbastanza risorse, economiche e tecnologiche, per andare su Marte.

 

Rendere realtà i data center orbitali consentirebbe di creare «basi autosufficienti sulla Luna, un'intera civiltà su Marte e in ultima analisi l'espansione nell'Universo», scrive Musk, che ha chiuso l'annuncio dell'operazione con uno degli auspici più antichi della letteratura: «Ad astra». Di certo spera porterà fortuna.


https://www.dagospia.com/business/musk-sara-para-nazista-e-vent-anni-davanti-tutti-l-obiettivo-fusione-462866

 

TESLA È MOLTO PIÙ DI UN’AZIENDA AUTOMOBILISTICA

 

TESLA È MOLTO PIÙ DI UN’AZIENDA AUTOMOBILISTICA – LA SCOMMESSA DI ELON MUSK, SU CUI SI BASA ANCHE IL MEGA PIANO DI RETRIBUZIONE DA MILLE MILIARDI, È CHE LA SUA SOCIETÀ DIVENTI LA PIATTAFORMA PER LA PRIMA E PIÙ GRANDE “ARMATA COMMERCIALE DI ROBOT” DELLA TERRA. LE MACCHINE SERVONO SOLO PER RACCOGLIERE UNA QUANTITÀ MONUMENTALE DI DATI DALLE STRADE PER ALIMENTARE L’APPRENDIMENTO AUTOMATICO. SE RIUSCIRÀ A CREARE IL LEADER ASSOLUTO DI ROBOT E INTELLIGENZA ARTIFICIALE (COME SPACEX LO È DI LANCI SPAZIALI E SATELLITI), IL VALORE DI TESLA POTREBBE SCHIZZARE A CIFRE IMPENSABILI: FINO A 8500 MILIARDI DI DOLLARI. E UCCIDERE OGNI CONCORRENZA: SALUTAME A CHATGPT...

elon musk robot tesla optimus  

Estratto da “Geopolitica dell’intelligenza artificiale”, di Alessandro Aresu (ed. Feltrinelli)

 

[...] Nel 2018, SpaceX ha ormai raggiunto il suo obiettivo storico, la riusabilità del lanciatore, e Tesla ha inaugurato il suo primo veicolo di massa, la Model 3. Musk ha cambiato idea rispetto all'indipendenza di un'organizzazione di ricerca sull'intelligenza artificiale. Il motivo è semplice: ora lui dispone di una piattaforma, Tesla, in cui le tecnologie possono essere sperimentate su vasta scala, attraverso dati e prodotti con una dimensione commerciale per l'enorme mercato automobilistico; non ha più senso tenere le due dimensioni separate.

 

Il futuro di OpenAI è TeslaAI, ovvero Autopilot: un sistema di assistenza alla guida che indica l'orizzonte sempre prossimo della guida autonoma. Nella sua prima incarnazione del 2014 si basa su Mobileye, e poi si sposta su NVIDIA.

elon musk - tesla

 

Anche in questo caso, si inserisce una corsa al talento: nel 2017 Andrej Karpathy lascia Open AI per occuparsi di intelligenza artificiale direttamente per Tesla. Tornerà a OpenAI nel 2023. In precedenza, Mira Murati, dopo gli studi in ingegneria meccanica e le prime esperienze lavorative in un'azienda aerospaziale, nel 2013 inizia a lavorare a Tesla, dove si occupa dello sviluppo della Model X.

 

Lascerà l'azienda di Musk per una start-up nel 2016, fino a entrare in Open Al nel 2018, dove diventerà direttrice della tecnologia. È Tesla il luogo in cui Murati si interessa veramente all'intelligenza artificiale, attraverso la realtà aumentata e la realtà virtuale, e dentro Tesla scopre, in modo simile ma in una scala più vasta rispetto a OpenAI, "l'elevata densità di persone di talento, intelligenti e appassionate di quello che fanno, quasi come una ricerca spirituale".

 

Mira Murati

La sfida di Tesla, secondo Murati, è "trasformare un'intera industria".

 

Queste osservazioni ci aiutano a compiere un passaggio arduo ma necessario: prendere sul serio Elon Musk, Passaggio arduo, perché Musk è ormai divorato dal suo personaggio, che rende impossibile la formulazione un "giudizio equanime": l'elevazione mitologica dell'uomo più ricco del mondo, la "nebbia di guerra" di una presenza pubblica soverchiante attraverso Twitter/X.

 

progetto starlink

Passaggio necessario, per l'ambizione e i risultati di SpaceX e Tesla nei mercati di riferimento. Mettendo da parte Marte e dintorni, SpaceX ha già cambiato la sua industria in modo radicale, e quindi ha cambiato le telecomunicazioni attraverso lo spazio, in scenari di pace e di guerra.

 

Tesla è una fabbrica di talenti, come ricorda Murati, ma è anche semplicemente una fabbrica di prodotti nell'industria cruciale per lo sviluppo del capitalismo del Novecento. Si pone nel grande contesto dell'elettronica avanzata per l'automobile, che interessa a Jensen e a Shashua, perché rappresenta un enorme mercato e un luogo di sperimentazioni attraverso una grandissima mole di dati.

 

ELON MUSK PADRONE DEL MONDO

La frontiera della guida autonoma viene spostata sempre più in là, certo, ma nel mentre è uno dei mezzi con cui apprendiamo e realizziamo ulteriori soluzioni tecnologiche.

Quello che fa Musk, inoltre, ha un'enorme forza culturale e politica, che non può essere eguagliata da nessuno dei suoi critici.

 

SpaceX e Tesla sono costantemente in cima alle preferenze degli studenti di ingegneria degli Stati Uniti: se l'America rimane un magnete di talenti, quei talenti corrono verso Elon Musk. E Musk ha dimostrato che il pendolo geografico del mondo può subire oscillazioni: in America è davvero possibile costruire qualcosa, la manifattura avanzata non è destinata esclusivamente e incontrovertibilmente al dominio asiatico.

 

ELON MUSK BALLA CON IL ROBOT OPTIMUS

Certo, la produttività delle fabbriche americane non è pari a quella delle fabbriche cinesi, ed è improbabile che Musk accetti la sindacalizzazione dei suoi dipendenti: non a caso, prima nei paesi scandinavi e poi altrove, combatte e combatterà contro i resti dell'equilibrio tra capitale e lavoro.

 

Musk, in questo senso, si muove nel solco dell'ingegnere per eccellenza della nostra epoca, Morris Chang, perché è ormai strutturalmente impossibile che il lavoro abbia la forza di opporsi al capitale, ma ciò non toglie la capacità di Musk di dimostrare effettivamente che in America si può essere "costruttori".

 

SAM ALTMAN ELON MUSK

Questa presenza concreta, fatta di spazi e fornitori, di prototipi e di prodotti che devono rispondere a precisi standard di sicurezza per stare sul mercato, può fornire un vantaggio significativo per l'applicazione dell'intelligenza artificiale alla robotica, che non è solo la possibile ondata successiva ai grandi modelli linguistici, ma è anche il sogno più classico dell'intelligenza artificiale, percorso senza successo da Marvin Minsky e molti altri pionieri.

 

tesla cybercab 5

Con tutti i successi realizzati dopo l'uscita di Musk, OpenAl ha dovuto comunque compiere il suo "sacrificio", l’abbandono della robotica nel 2021. Per portare le simulazioni in un ambiente adeguato, c'è bisogno di lavorare a stretto contatto con una fabbrica.

 

Ed è quello che Tesla potrà sempre fare, in modo più efficace rispetto ad altri attori, mentre l'allargamento del mercato dei veicoli elettrici potrà garantire risorse di ricerca e sviluppo da reinvestire in modo funzionale. Morgan Stanley, utilizzando un'immagine cara a Fei-Fei e a Jensen, ha parlato della "prossima esplosione del Cambriano" in riferimento alla dimensione fisica dell'intelligenza artificiale, e ha indicato Tesla come vincitrice di questo processo per cui non viene più considerata un'azienda automobilistica, ma

"la più grande armata commerciale di robot che raccolgono una quantità monumentale di dati dalle nostre strade per l'elaborazione e l'apprendimento automatico'.

 

Queste previsioni sono senz'altro premature e criticabili, ma Musk vuole sicuramente puntare su prodotti robotici, anche perché sa benissimo che senza un apporto sostanziale dei robot non sarà possibile rendere l'umanità una specie multiplanetaria, rendere quasi abitabili luoghi che ci sono ostili.

 

elon musk alla rotonda del campidoglio per il giuramento di trump foto lapresse

Non è un caso che Musk ripeta che Tesla vada considerata non solo un'azienda automobilistica, ma un leader della robotica e dell'intelligenza artificiale. Lo dice sia per coprire le difficoltà nel mercato automobilistico, dove svanisce progressivamente l'effetto sorpresa di Tesla ed emerge sempre più la concorrenza cinese, sia perché vede veramente uno sbocco più ampio.

 

Già nel 1973 Emma Rothschild ha raccontato il "paradiso perduto"* dell'automobile e il suo declino in America, ma l'incerto abbraccio tra "l'industria delle industrie" e lo sviluppo tecnologico avanzato, più di cinquant'anni dopo, continua a segnare la nostra epoca con incognite e sorprese.

 

ELON MUSK TESLA

 

Nel 2024, mentre Apple getta la spugna dopo dieci anni sui progetti dell'auto elettrica", il cargo battente bandiera liberiana Explorer 1 del gigante automobilistico cinese BYD, dopo aver allungato il viaggio di dieci giorni passando per il Capo di Buona Speranza per evitare il Mar Rosso e gli houthi, scarica nei porti europei migliaia di veicoli dell'azienda cinese.

 

Dentro queste enormi trasformazioni, al di là del fattore umano nel rapporto con Page e gli altri protagonisti, le strade di Musk e di OpenAI si separano per due ragioni. In primo luogo, il concetto di "democratizzazione dell'intelligenza artificiale" cambia in base a chi lo impugna", quindi Musk, a seconda della posizione relativa e della forza di Tesla, diviene Davide oppure Golia.

 

ELON MUSK TESLA

In secondo luogo, l'idea dell'impresa di ricerca non profit deve comunque confrontarsi con una delle forze essenziali per la crescita delle potenzialità dell'intelligenza artificiale, ovvero la crescita continua della capacità di calcolo, ovvero la necessità di pagare Jensen e i suoi emuli: senza un aiuto fondamentale nella corsa dell'hardware, che richiede risorse superiori a "donazioni" pur molto cospicue, non è possibile competere.

 

Per questo OpenAI, senza più Musk, non può che bussare alla porta di uno degli altri giganti: Amazon, che pur essendo tra i donatori iniziali perde quest'occasione storica nel 2018", e Microsoft, con cui si concretizza nel 2019 l'accordo decisivo che cambia la natura stessa di OpenAI, da impresa non profit a impresa che deve continuare a raccontarsi come non profit ma è costretta, ovviamente, a garantire ritorni dell'investimento a Microsoft, che rende possibile il suo sviluppo infrastrutturale. [...]

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