“IL MIGLIORE RISULTATO ALLE ELEZIONI DEL 2027 SAREBBE IL PAREGGIO” – CARLO CALENDA LA BUTTA LÀ: “IO PENSO CHE IL BIPOLARISMO CI STA SEMPLICEMENTE PORTANDO NEL BARATRO. PENSO CHE NON È PIÙ BIPOLARISMO, PENSO CHE È UN BIPOPULISMO": "UN
PAESE MESSO IN MANO A CONTE, SCHLEIN, FRATOIANNI E BONELLI NON SOLO NON
FA L'EUROPA DELLA DIFESA, FA UN ALTRO BUCO DA 209 MILIARDI DI EURO E
MANDA IL PAESE A CARTE 48" - "BISOGNA COSTRUIRE UN BLOCCO CENTRALE CHE MANDI IN STALLO IL BIPOLARISMO"
– QUALCOSA SI STA MUOVENDO: LA SVOLTA “MODERATA” DI FORZA ITALIA, IL
FERMENTO DEI RIFORMISTI DEM, I MOVIMENTI DELLO STESSO CALENDA E DI
RENZI...
QUELLA VOGLIA DI PAREGGIO ALLE ELEZIONI CHE COLPISCE ANCHE GLI “INSOSPETTABILI”
Estratto dell’articolo di Mario Ajello per www.ilmessggero.it
PAOLO GENTILONI E CARLO CALENDA A NAPOLI
Da Napoli, alla presentazione del suo libro
"Difendere la libertà. L'ora dell'Europa" (Piemme editore) con Paolo
Gentiloni, Carlo Calenda è l'unico che esplicitamente dice quello che
pensano in tanti e che sperano in molti. «Il migliore risultato, nelle
elezioni del '27, sarebbe il pareggio. Così, poi si fa un governo
politico con dentro tutti quelli che credono nell'Europa, nel
superamento del bipolarismo anzi del bipopulismo e nello sviluppo, nella
concretezza e nell'anti-ideologia».
[...] L'aria di pareggite […] si sta diffondendo a
macchia d'olio in tutto l'arco politico. Anche dove non si crede di
poter trovare questo tipo di sensibilità, ossia nei due partitoni: FdI e
Pd.
GIORGIA MELONI E CARLO CALENDA - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA
Nei democrat, e non solo di area riformista ma anche
in quelli che sono dalla parte di Schlein, stimano la segretaria […] ma
non sono sicurissimi (magari a torto) che abbia già lo standing e
l'esperienza per governare l'Italia in una situazione complessa […].
E certe voci dall'interno di Fratelli d'Italia
coincidono con questo mood e non escludono che perfino Giorgia Meloni
[…] possa alla fine preferire uno scenario di condivisione larga delle
responsabilità piuttosto che di assunzione diretta e autosufficiente […]
della premiership.
Al voto manca ancora un anno, un anno e mezzo da qui
alla scadenza ufficiale della legislatura, è un'eternità. Però, per
adesso, tra responso referendario, sondaggi e legge elettorale se resta
invariata, l'eventualità del pareggio, specie in vista delle
"quirinarie" del '29, diventa un sogno forse irrealizzabile ma
certamente assai diffuso. A vanvera? Si vedrà.
schlein fratoianni bonelli conte
Non vanno in direzione del pareggio le mosse che
Marina Berlusconi sembra suggerire a Forza Italia? Cioè di uno
sganciamento dall'appartenenza al fronte della destra per puntare - e
Mediaset con Bianca Berlinguer e altri autori e conduttori sinistresi è
lo specchio di questa tendenza - a un gioco più largo e a tutto campo,
sulla base di più diritti per tutti, garantismo come vero cemento
riformista dopo lo scontro referendario, europeismo e anti-trumpismo a
volontà?
Ed è soprattutto il mondo di centro (Calenda ma anche
Renzi con la Casa Riformista) che punta al pareggio tra i due grandi
blocchi, per far valere le proprie percentuali magari ristrette ma
decisive in una prospettiva di fuori dagli schemi predefiniti.
marina berlusconi
Si dirà: a Meloni e Schlein […] perché dovrebbe
convenire […] la grande ammucchiata? Se non vince l'una e se non vince
l'altra, non potrebbe convenire a tutte e due convergere verso un
governo del pareggio che sarà quello che sceglierà il prossimo Capo
dello Stato rappresentativo, una volta tanto, non solo della cultura di
centrosinistra ma anche di quello che i politologi chiamavano "il polo
escluso", cioè il centrodestra?
calenda renzi
Nel pareggio, si ritrovano quelli che nel Pd tifano
Schlein ma sotto sotto confidano: se non dovessimo vincere bene con
Elly, si troverà un'altra personalità in grado di coinvolgere i vari
soggetti in un esecutivo di responsabilità nazionale.
[…]
E la Lega? È contraria alla nuova legge elettorale,
senza collegi uninominali. E nell'ipotesi pareggio il Carroccio, che un
governo di responsabilità nazionale lo ha già sostenuto (Draghi) e che
sempre secondo i dati è destinato a un ridimensionamento, potrebbe
preferirlo all'ipotesi di finire nella ridotta dell'opposizione o, se
dovesse rivincere Meloni, della subalternità a FdI.
PAOLO GENTILONI E CARLO CALENDA A NAPOLI
[…] Quanto a Conte e il pareggio, basta farsi una
domanda. Meglio Schlein uber alles o una situazione più fluida, più
adatta a un neo-democristiano (va letto il suo libro "Una nuova
primavera", per capire il personaggio) qual è Conte? I numeri parlano:
46% contro 45%, la differenza tra i due poli. E così nessun blocco
avrebbe la maggioranza sicura in Parlamento. E in questo scenario di
stallo i partiti centristi tipo Azione e Italia Viva diventano i pivot
della partita. […]
TRASCRIZIONE DELL'INTERVENTO DI CARLO CALENDA A NAPOLI
Io penso che il bipolarismo ci sta semplicemente
portando nel baratro. Penso che non è più bipolarismo, penso che è un
bipopulismo, guardate lo schifo che ha indotto nelle celebrazioni del 25
aprile, ieri sono state le peggior celebrazioni della storia di questo
paese.
CARLO CALENDA DIFENDERE LA LIBERTA
Non riusciamo più a stare insieme su niente, passiamo
le nostre giornate a insultarci reciprocamente, non sulle
posizioni politiche, ma sull'essenza dello stare insieme, cioè il
riconoscimento dell'altro nel dialogo e nella differenza.
Aggiungo un fatto: io non credo che si possa uscire
dall'impasse del governo Meloni, che non sta facendo nulla, perché è un
governo paralizzato, di galleggiamento, mettendo il paese in mano a
Conte, Schlein, Fratoianni e Bonelli, perché un paese messo in mano a
Conte, Schlein, Fratoianni e Bonelli non solo non fa l'Europa della
difesa, fa un'altro buco da 209 miliardi di euro e manda il paese a
carte e 48.
Quindi, se uno ha questa visione qui, cosa cerca di
fare? Cerca di costruire un blocco centrale che mandi in stallo il
bipolarismo, cioè che renda, a legge elettorale vigente, impossibile la
formazione di un governo composto esclusivamente da uno dei due blocchi,
perché sono troppo estremisti e troppo casinari. E che dica, e noi lo
diremo prima, signori, questi sono i sei punti per noi su cui non si
può discutere, quindi prendete un bravo Presidente del Consiglio.
adolfo urso giorgia meloni - foto lapresse
Per me, per esempio, uno dei punti fondamentali
sta nel cursus honorum dei ministri. Qui tutti parlano di programma. Se
continuiamo a mettere gente che non ha mai lavorato in vita sua un
giorno a fare i ministri, possiamo averci quello che ti pare, ma non c'è
niente da fare.
E vi dico, io pensavo che con Di Maio fossimo
arrivati al fondo, secondo me, ve lo dico così, Urso è peggio di Maio.
Quindi bisogna mandare in stallo questo sistema, bisogna mandarlo in
stallo e poi magari chiamiamo qualcuno bravo, equilibrato, riformista,
che può fare bene il suo lavoro, che c'ha un'esperienza finanziaria, che
si sgancia dalla sinistra estrema.
CARLO CALENDA A CAVALLO - POST DEL 5 APRILE 2026
No, mica sto parlando di Gentiloni, è un gesto
d'affetto. Questo bipolarismo se ne deve andare via da questo paese dopo
averlo straziato per trent'anni. No, non governo tecnico, governo
politico di gente che ha una sola cosa, che è quella che abbiamo detto
prima: si fa l'Europa o si muore, come dicevano i padri del
Risorgimento. Perché questo è il momento storico e c'è una trasversalità
delle posizioni europeiste. Ci sono molte fibrillazioni da un lato e
dall'altro. Ci vuole qualcuno che abbia il coraggio di innescare questo
stallo e quindi azione lavorerà per innescare questo stallo.
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