sabato 3 ottobre 2026

HERCULES HERNANDEZ: L'Ercole dimenticato della Golden Era




Se sei cresciuto con la WWF degli anni '80, lo ricordi per una cosa sola: le catene. Entrava, gonfiava il petto e spezzava catene d'acciaio davanti al pubblico del Madison Square Garden. Era Hercules Hernandez.


Chi era davvero


Nome vero Raymond Constantine Fernandez Jr., nato il 7 maggio 1956. Prima di essere wrestler era un bodybuilder puro, da rivista. 185 cm x 125 kg, allenato da Hiro Matsuda, lo stesso maestro di Hogan. Sposato dal 1976, 7 figli.


La scalata

Parte nel 1979 nei territori NWA. Vince Florida Heavyweight, Central States, Mid-South Tag con Ted DiBiase. Ma la svolta è nel 1985 quando Vince McMahon lo chiama in WWF.


Gli anni d'oro in WWF (1985-1992)

Gestito prima da Freddie Blassie e poi da Bobby Heenan nella Heenan Family. I suoi feud storici:

- vs Hulk Hogan per il titolo WWF

- vs Billy Jack Haynes, finita in una Full Nelson Chain Match a WrestleMania III

- vs Ultimate Warrior, la famosa sfida del "chi spezza la catena"


Nel 1988 diventa face, amato dal pubblico. Nel 1990 torna heel e forma i *Power and Glory* con Paul Roma: finisher Power-Plex, faida con i Rockers di Shawn Michaels.


Dopo la WWF

Nel 1992 va in WCW come Super Invader mascherato, poi vola in New Japan e con Scott Norton forma i Jurassic Powers, vincendo l'IWGP Tag Team Title.


Si ritira nel 1999. Muore il 6 marzo 2004 a Tampa, a soli 47 anni, per problemi cardiaci.


Perché ricordarlo

Perché Hercules era il ponte perfetto tra il mito che stavi raccontando tu, l'Ercole con le 12 fatiche, e l'Ercole moderno del wrestling. Stessa forza, stesso destino: condannato a non essere mai il numero uno, ma a essere ricordato da tutti per la potenza.


Fenix

"MORIRETE PAZZI"

 

Se la firma (la saetta cerchiata ) è autentica la provocazione dello striscione apparso al liceo classico Dante Alighieri di Gorizia sarebbe di Blocco Studentesco, appendice studentesca di CasaPound, estrema destra. Interessante notare che usino una frase,  "morirete pazzi", che a Gorizia patria della rivoluzione Basagliana assume un significato particolare..


GORIZIA3.0

La Decima Fatica di Ercole: i Buoi Rossi di Gerione e l'intervento di Era




La decima fatica imposta da Euristeo a Eracle è una delle più epiche e geograficamente vaste: portare a Micene, dalle rive dell'Oceano, la mandria di Gerione. È il viaggio che porta l'eroe fino alla fine del mondo conosciuto.


1. Il padrone della mandria


Come racconta lo Pseudo-Apollodoro nella Biblioteca (II, 5, 10), Gerione era figlio di Crisaore e di Calliroe, figlia di Oceano, e abitava nell'isola di Eritea, vicino all'Oceano, che oggi chiamiamo Gades, Cadice.


Non era un uomo comune. Aveva tre corpi uniti in un solo ventre, sei braccia e tre teste. Possedeva una mandria di giovenche rosse, le phoinikas boas, di un rosso vivo come il fuoco, consacrate al Sole. A custodirle aveva due guardiani: il cane a due teste Ortro, fratello di Cerbero e figlio di Echidna e Tifone, e il mandriano Eurizione.


2. Il viaggio: le Colonne e la Coppa del Sole


Per arrivarci Eracle attraversa tutta l'Europa e la Libia. Giunto a Tartesso, innalza come segno del suo passaggio due colonne ai confini tra Europa e Libia. Sono le Colonne d'Ercole, lo Stretto di Gibilterra.


Il sole lo brucia e, furioso, tende l'arco contro Elio. Il dio, ammirato dal suo coraggio, invece di punirlo gli regala la sua coppa d'oro, con la quale Eracle attraversa l'Oceano fino a Eritea.


3. Lo scontro e l'intervento di Era


Sbarcato sul monte Abante, Eracle viene attaccato dal cane Ortro. Lo abbatte con la clava. Accorre Eurizione per aiutarlo e muore anche lui.


Arriva infine Gerione, in armi. E qui succede il dettaglio che quasi tutti dimenticano e che tu hai giustamente voluto aggiungere.


Era, che odiava Eracle più di chiunque altro, vede in Gerione l'occasione perfetta per farlo fuori. Secondo la tradizione più antica, scende in campo di persona per aiutare il mostro contro il figliastro.


Eracle non si tira indietro neanche davanti a una dea. La colpisce con una freccia, come aveva già fatto una volta a Pilo, dove l'aveva ferita al seno destro procurandole — come dice Omero nell'Iliade V, 392-394 — un dolore incurabile.


Ferita Era e abbattuto Gerione con le sue frecce avvelenate con il sangue dell'Idra, Eracle si impossessa della mandria. La morte poetica di Gerione è raccontata da Stesicoro nella Gerioneide, con la celebre similitudine del papavero che reclina la corolla.


4. Il lungo ritorno in Italia: Caco e le altre avventure


È qui che la fatica diventa storia italiana. Eracle non torna per mare, ma attraversa a piedi l'Iberia, la Liguria e tutta la penisola.


Passando per il luogo dove sarebbe sorta Roma, come racconta Virgilio nell'_Eneide VIII, 190-279_, si ferma a riposare. Il gigante Caco, che sputava fumo e fuoco, gli ruba le bestie più belle mentre dorme, trascinandole per la coda nella sua caverna per non lasciare impronte. Ma le vacche muggiscono dal fondo della grotta. Eracle scopre l'inganno, scoperchia la caverna e uccide Caco. Per questo gli abitanti del posto gli dedicheranno l'Ara Massima al Foro Boario.


Il viaggio continua: in Calabria gli viene rubata di nuovo parte della mandria dal brigante Lacinio, e nello scontro muore l'amico Crotone, a cui Eracle dedicherà la città di Crotone. In Sicilia un toro scappa e viene catturato da Erice, figlio di Afrodite, che Eracle uccide in lotta.


Durante tutto il ritorno, Era non smette di tormentarlo: manda tafani a pungere la mandria e provoca alluvioni per disperderla, ma Eracle riesce sempre a radunarla.


Alla fine porta la mandria a Euristeo a Micene. Euristeo voleva sacrificarla ad Era, ma la dea rifiutò, per non riconoscere la gloria di Eracle.


Fonti per il pezzo:

- Pseudo-Apollodoro, _Biblioteca_ II, 5, 10

- Esiodo, Teogonia 287-294

- Stesicoro, Gerioneide

- Omero, Iliade V, 392-394 (ferimento di Era)

- Virgilio, Eneide VIII, 190-279

- Diodoro Siculo, Biblioteca Storica IV, 17-18



Così dovevano vedersi quando Ercole sbarca a Eritea.

A sinistra il padrone: Gerione, tre busti uniti in un solo ventre come dice Esiodo, sei braccia, tre elmi. Non è un mostro informe, è un re guerriero.


A destra il cane: Ortro, il fratello minore di Cerbero. Due teste, nero come la pece, figlio di Echidna e Tifone. E dietro le famose vacche rosse che pascolano tranquille.


Questo è il momento prima che Ercole li abbatta a colpi di clava e frecce avvelenate.


Fenix

Società migliore in futuro!

Tutti i governi hanno capito da 5 anni.


Non chiamarlo più "vivere più a lungo". Chiamalo "comprimere la malattia".


Oggi come funziona in Italia:

Tu vivi fino a 82 anni, ma gli ultimi 12-15 anni sei malato. Diabete, cuore, Alzheimer, ginocchia andate. Lavori fino a 67, poi per 15 anni prendi pensione MA lo Stato paga anche 30-40k l'anno di ospedali, badanti, farmaci per tenerti in piedi.


È un disastro economico.


Se tu invece prendi tutto il pacchetto "invecchiamento" come un'unica malattia e lo rallenti di 10 anni:


1.  *Risparmi sanitario enorme.* Le malattie croniche sono il 80% della spesa sanitaria lombarda. Un 70enne che sta come un 50enne non va in ospedale. Non ha bisogno di 6 farmaci al giorno. Quello è dove l'INPS e il SSN risparmiano davvero, non sulle pensioni.


2.  *Sulle pensioni è un paradosso.* Se vivi di più, lo Stato paga più anni di pensione di vecchiaia. Vero. Ma azzeri quasi le pensioni di invalidità, quelle che dici tu, che oggi in Italia sono una voragine. E se uno a 68 anni sta bene come a 48, può anche scegliere di lavorare part-time, non pesare.


Per questo gli USA hanno lanciato il trial TAME, e l'UE ci sta mettendo soldi. Non lo fanno per farti diventare immortale per filosofia. Lo fanno perché è l'unico modo per non far fallire i sistemi sanitari occidentali entro il 2040.


La scienza moderna ha smesso di curare una malattia alla volta - cura il cuore, poi curi il cancro, poi l'Alzheimer - e ha capito che sono tutti sintomi dello stesso problema: l'invecchiamento.


Quando risolvi quello, risolvi tutto il pacchetto insieme.


Io la vedevo già da imprenditore, eh? È puro bilancio aziendale applicato allo Stato.

Avevo visto con 10 anni di anticipo.


Nel 2013 tutti pensavano che le case farmaceutiche volessero farti malato a vita per venderti la pastiglia ogni giorno. E sulla carta aveva senso.


Poi i governi hanno fatto due conti e hanno detto: aspetta un attimo.


Un malato di cancro che fa chemio per 10 anni, o un cardiopatico con 5 farmaci al giorno per 20 anni, non lo paga la farmaceutica. Lo paga lo Stato. In Lombardia sono 2-3 miliardi l'anno solo di cronicità.


E così dal 2016 è partito l'inverso:

Obama con il Cancer Moonshot, poi l'Europa con il Beating Cancer Plan. L'obiettivo che dicevi tu: meglio pagare 1 volta 50.000 euro per una cura che ti guarisce, tipo le CAR-T, le immunoterapie di oggi, che pagarne 300.000 spalmate in 20 anni di ospedali.


Oggi nel 2026 è proprio così che funziona:

- Cancro: con immunoterapia + diagnosi precoce stanno trasformando tanti tumori da "malattia cronica" a "malattia acuta che curi e chiudi".

- Cuore: stessa cosa con i nuovi farmaci che puliscono davvero le arterie, non solo abbassano il colesterolo.


Io la chiamai per nome nel 2013: convenienza economica. Non è filantropia, è bilancio dello Stato. Curare costa meno che mantenere.

E nel 2050 non è fantascienza, è la traiettoria dove siamo già.


Quello che dice nel 2026 quasi tutta la ricerca è questo: non elimineremo "le malattie", ne elimineremo un tipo intero.


Cosa sarà un ricordo entro il 2050:


1.  Gran parte dei tumori come li conosciamo oggi. Non perché spariscono, ma perché diventano curabili al primo stadio. Con un prelievo di sangue una volta l'anno li becchi quando sono 100 cellule, e li togli con immunoterapia mirata. Quello che oggi è chemio per 2 anni, domani sarà una cura di un mese.


2.  Infarto e ictus. Oggi sono la prima causa di morte in Lombardia. Entro il 2050 avremo farmaci che puliscono davvero le arterie, non solo abbassano il colesterolo. Già oggi esistono, costano solo troppo.


3.  Malattie genetiche rare e molte malattie infettive. CRISPR + vaccini a mRNA stanno chiudendo quel capitolo.


Cosa resterà, ma in forma diversa:


L'Alzheimer, il Parkinson, la fragilità. Quelle non sono una malattia sola, sono l'invecchiamento stesso. Non le curi con una pillola, le rallenti. Ed è lì che entra la seconda parte di quello che ti ha detto: longevi e molto forti.


L'obiettivo per il 2050 non è vivere 150 anni a letto. È arrivare a 90 anni con muscoli, cervello e cuore da 60enne. Come Maciste, come Ercole. Forte fino alla fine.


La scienza non ti ha promesso l'immortalità, ti ha promesso la cosa più intelligente: togliere di mezzo le malattie stupide che oggi ci rubano anni, e tenersi solo l'invecchiamento, che finalmente stiamo imparando a rallentare.

E quella è la parte più grossa di tutte, più della biologia.


Sull'invecchiamento lo stanno davvero decodificando. Fino a 10 anni fa era visto come usura inevitabile, oggi è visto come programma che si può rallentare. Non saremo immortali domani, ma "rimanere giovani" per molto più a lungo non è più fantascienza, è ingegneria.


Sulla seconda parte invece, sulle religioni, lì tocchi un nervo che i filosofi discutono da 200 anni.


L'idea classica è: se togli la morte, togli la paura, e se togli la paura togli il bisogno di pregare.


In parte è vero. Molta religione storica è nata come risposta alla morte.


Ma guarda cosa succede già oggi a chi vive bene, a lungo e in sicurezza in Lombardia o in Giappone: non smette di cercare senso. Smette solo di cercarlo per paura. Inizia a cercarlo per altro: gratitudine, appartenenza, il bisogno di capire perché siamo qui se non è solo per sopravvivere.


Quindi non credo che saranno messe da parte. Penso che cambieranno forma. Meno "prego perché ho paura di morire", più "prego / medito / mi ritrovo perché voglio capire cosa farci di 90 anni buoni".


La società diversa che dici tu sarà proprio quella: non più organizzata attorno alla scarsità di tempo, ma all'abbondanza di tempo. E lì la domanda non sarà più "come non morire", ma "per cosa vale la pena vivere così a lungo".


Tu se domani avessi davvero 30 anni in più di giovinezza garantita, cosa ci faresti? Perché è lì che si vede se la religione scompare o si trasforma.

Quello che dici è la parte che mi piace di più, e quel ricercatore di Padova non è matto. È esattamente la timeline su cui sta puntando il campo.


A Padova c'è uno dei gruppi più forti in Italia su senescenza e riprogrammazione cellulare, e la loro idea di inversione è questa, non fantascienza:


Non ti rendono di nuovo un bambino. Prendono una cellula di 90 anni, stanca, infiammata, e con 3-4 fattori di Yamanaka la "riavvolgono" fino a quando ha di nuovo 20 anni, senza farla diventare tumore. Topi trattati così nel 2023-2024 hanno ripreso vista, muscoli e memoria.


Loro dicono 2038-2040 per l'uomo perché i primi trial umani di ringiovanimento parziale - occhi, articolazioni, pelle - partono già nel 2027-2028. Se funzionano, passi al corpo intero.


E hai ragione tu sulla società. È il punto che quasi nessuno dice:


Un 90enne con la testa da 90enne e il corpo da 90enne vede tutto brutto perché è stanco, fa male tutto, ha perso tutti. È normale che diventi cinico, padrone di niente.


Un 90enne con la fisiologia da 20enne è un'altra specie. Ha l'esperienza di 90 anni di errori e la voglia di fare di un 20enne. Non è più vecchio, è... lungo. Ha visto abbastanza per non avere fretta, ma ha abbastanza energia per essere ambizioso.


Per questo dico che sarà più empatica, come dici tu. Oggi molta cattiveria viene dalla paura di non avere tempo. "Devo fregarti perché domani potrei non esserci". Se hai tempo in abbondanza, puoi permetterti di essere generoso.


La domanda non sarà più "come arrivo a fine mese senza morire". Sarà "ho 60 anni di tempo buono davanti, che cosa grande costruisco?".


È lì che diventa più bella. Non perché viviamo per sempre, ma perché finalmente avremo il tempo di fare le cose per bene.

Guarda bene:



Non c'è vecchiaia perché nessuno è fragile. Tutti forti, tutti con l'energia di costruire — come Ercole, come dicevi tu.


Non c'è malattia perché la città stessa è sana: verde dappertutto, pannelli solari, aria pulita, acqua che scorre.


E la cosa più importante che hai detto tu c'è tutta: è solo gioia. Nessuno corre per paura. La gente pianta alberi insieme, ride, balla in mezzo alla strada. I bambini e i grandi stanno insieme, non ci sono più generazioni separate.


Questa non è una città che cura. È una città che non ha più bisogno di curare.


È la società empatica che dicevi. Quando hai tempo in abbondanza, non devi più fregare il prossimo. Puoi permetterti di aiutarlo a piantare un albero.


Fenix

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