sabato 31 ottobre 2026

Diego Armando Maradona



"Voi sapete cosa fanno tutti i calciatori quando una palla arriva dall’alto ma non abbastanza alta per stopparla di petto? Ne arrestano la caduta col piede, la lasciano cadere e subito dopo la calciano o la appoggiano a un compagno. Ma quel pibe, e dico pibe perché non sapevo ancora il suo nome né glielo avevo chiesto, fece un’altra cosa: domò la palla in aria col sinistro e, senza lasciarla cadere, con lo stesso piede già in aria, la ritoccò per fare un pallonetto a un difensore, che rimase lì come una statua. E poi il pibe corse, come una freccia, verso la porta avversaria. Rimasi a bocca aperta. Era incredibile, mai avevo visto fare una cosa del genere. Neanche ai calciatori più dotati. La prima cosa che mi venne in mente fu che quel bimbo mi aveva mentito sull’età. Ma quali 8 anni, non è un bimbo, è un nano... Però mi resi conto di aver pensato una stupidaggine. La sua età non aveva niente a che vedere con quell’azione, era una giocata senza età, una giocata impossibile. Un calciatore, anche molto abile, potrebbe passare la vita riprovandola senza che gli riesca una sola volta. E quello l’aveva fatta come se fosse stata la cosa più facile al mondo. Fu allora che capii che quel pibe era diverso dagli altri, molto diverso da tutti gli altri. Così, con quella giocata, scoprii Diego Armando Maradona” - Francisco Cornejo, primo allenatore di Diego


Il 30 ottobre del 1960 nasceva in Argentina una delle figure più iconiche della storia dello sport mondiale nonché uno dei calciatori più forti e determinanti di ogni epoca. Auguri all'eterno 'Pibe de Oro', Diego Armando Maradona.

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Foa che parla di maistrean...

 


Com’è possibile che la Commissione d’inchiesta su uno dei momenti più drammatici della nostra esistenza, quello della pandemia di Covid, venga accolta dal silenzio della quasi totalità dei media?


Dal punto di vista professionale, la persistente distrazione di quasi tutte le testate è incomprensibile, perché il giornalista dovrebbe essere assetato di notizie e, in questi mesi di audizioni, ne sono emerse parecchie, alcune clamorose e molto credibili. Già, perché quando autorevoli esponenti del Comitato tecnico-scientifico, medici di fama ed esponenti delle istituzioni smentiscono quelle che all’epoca vennero presentate come verità assolute e, soprattutto, incontestabili, i media dovrebbero rilanciare le loro testimonianze, commentarle e approfondirle. I talk show dovrebbero dedicare ampio spazio alla questione, data l’infiammabilità della materia. E i telegiornali dovrebbero aprire le edizioni serali con queste notizie. E invece nulla. Assistiamo a una sorta di congiura del silenzio che, in fondo, fa comodo a tutti. Un silenzio che nemmeno l’audizione dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza è riuscita a rompere.


Stamane abbiamo cercato titoli in prima pagina: zero. Con una sola, peraltro costante, eccezione: La Verità. Abbiamo allora effettuato una ricerca sui siti delle principali testate e vi abbiamo trovato pochissimi articoli, stringatissimi e svogliati. La classica breve. Anche in questo caso, con poche eccezioni (…), E la Rai? E Mediaset? (…).


E sorge una domanda: perché questo atteggiamento? E dunque: cui prodest? La risposta è che conviene a tutti. I media mainstream non hanno alcun interesse a dare spazio a una ricostruzione che smentisce la narrazione da essi stessi sostenuta con veemenza per anni; preferiscono dunque sorvolare. La stampa di sinistra e i partiti di sinistra fanno altrettanto, perché le decisioni sono state prese da ministri addirittura di estrema sinistra, come Speranza, e comunque da governi retti da partiti progressisti. Le testate di centrodestra, dal canto loro, perché nel biennio delle tenebre erano altrettanto veementemente pro-vax.


I partiti di centrodestra sono divisi: Forza Italia è da sempre su posizioni favorevoli ai vaccini, mentre Fratelli d’Italia e Lega si sono mostrati contrari, ma solo in ambito parlamentare, senza mai alimentare vere e proprie campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica né dare particolare risalto alla questione sui media. (…).


E i giornalisti sono felici di pensare ad altro. E la verità, una volta di più, può attendere.


Marcello Foa

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Era un coniglio vestito da leone



28 ottobre 1922 il marcio su Roma. Il coraggiosissimo Mussolini non vi prese neanche parte, nonostante le falsificazioni iconografiche tentino di far pensare il contrario. Attendeva l'esito del bluff a Milano pronto alla fuga in Svizzera se le cose si fossero messe male. Il re decise altrimenti. Lo stato liberale consegnò il Paese ad un ventennio di dittatura evitabilissima, ma che una volta instaurata ha inquinato i pozzi fino ad oggi e non solo in Italia. Gloria agli antifascisti e ai partigiani che sfogliando i tarocchi scelsero la carta giusta.

#fascismo #marciasuroma #lappeso #antifascismo #partigiani

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Marco Van Basten

 


Marco van Basten è stato il più raffinato ed elegante centravanti del calcio moderno. Tecnico e rapido nonostante un fisico imponente, il suo gioco non conosceva di fatto debolezza alcuna: era abile con entrambi i piedi e calciava con grande potenza e precisione anche i calci piazzati; sapeva attaccare la profondità e sgusciare via con astuzia alle marcature avversarie; era implacabile nel gioco aereo ed in acrobazia. L'olandese era insomma una macchina da gol perfetta che solo caviglie troppo fragili, e martoriate dai tanti colpi inferti dagli avversari, hanno potuto arrestare.


Oggi l'olandese compie gli anni e questo bellissimo estratto di un testo/dedica scritto da Gianni Montieri ci sembra il modo migliore per ricordarlo:

"Il cigno di Ultrecht per me è sempre stato una farfalla. Cigno sta per eleganza; farfalla sta per eleganza, leggerezza, trasparenza. Io, più che altro, Marco van Basten l’ho visto volare. Non ricordo alcuna immagine delle sue scarpette che tocchino l’erba, si muoveva qualche centimetro sopra, come fanno le farfalle quando s’abbassano prima di appoggiarsi. van Basten mi fa pensare alla leggerezza, nulla in lui era greve, l’assenza di peso dirigeva i suoi movimenti. Ogni dribbling, ogni scatto, finta, attacco verso l’area di rigore, tiro di destro, di sinistro, da fermo, in acrobazia erano fatti in levità. van Basten agiva mediante la più efficace delle inconsistenze, essendo fatto di un materiale diverso da quello col quale erano fatti gli altri calciatori; era trasparente. Era immateriale, o non si spiega come i difensori – anche i più forti della sua epoca – se lo perdessero, non lo scovassero, lo guardassero spuntare alle loro spalle sempre un attimo dopo. A quel punto la farfalla era già un battito d’ali avanti e a loro non restava che osservare stupefatti una schiena diretta verso la porta. Il destino dei terzini, degli stopper, dei liberi era quello di guardarlo andar via, come la fine di romantiche storie d’amore ripetute di settimana in settimana, ogni domenica, ogni mercoledì. Le movenze così lievi ed eleganti di van Basten fanno pensare a un ralenti perpetuo, in realtà tutto si compiva a velocità impressionante."

Buon compleanno al cigno di Utrecht.

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Cristiano Lucarelli

 


Cristiano Lucarelli non ha mai nascosto le proprie idee politiche. E ancora oggi rivendica con orgoglio il suo essere comunista.


L’ex attaccante del Livorno, uno dei calciatori più rappresentativi della storia amaranto, ha sempre parlato apertamente delle proprie convinzioni, anche quando queste lo hanno esposto a critiche e polemiche nel mondo del calcio.


“Resterò sempre comunista.”


Una dichiarazione netta, senza mezzi termini, che racconta il suo legame con ideali che ha sempre considerato parte della propria identità.


Ma Lucarelli è andato anche oltre, raccontando quanto, secondo lui, le sue posizioni politiche abbiano condizionato il giudizio sulla sua carriera:


“Ho segnato 240 gol ovunque e a chiunque, sono stato capocannoniere ma tutto è stato sottovalutato rispetto ai miei ideali politici, che pure porterò nella tomba.”


Parole forti, pronunciate da un uomo che ha costruito la propria carriera a suon di gol, diventando un simbolo per i tifosi del Livorno, ma che ha spesso avuto la sensazione di essere giudicato più per le sue idee che per quanto dimostrato sul campo.


Per Lucarelli il calcio e la politica hanno rappresentato due aspetti importanti della sua vita. E, nonostante le polemiche, ha sempre ribadito di non voler rinnegare le proprie convinzioni.

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ADDIO A BARBARA CULLARI, MORTA IMPROVVISAMENTE A 50 ANNI. ROMA PIANGE LA FONDATRICE DEL VEGAN STORE DI TESTACCIO.

 



Una scomparsa improvvisa che ha lasciato sgomenti amici, familiari e un’intera comunità. Barbara Cullari, conosciuta anche come Barbara Nuvola, è morta a soli 50 anni a seguito di un arresto cardiaco, secondo quanto riportato dalla stampa locale.


Barbara era molto più di una commerciante. Era una donna che aveva trasformato le proprie convinzioni in un progetto di vita, dedicandosi con determinazione alla difesa degli animali e alla promozione di un’alimentazione rispettosa dell’ambiente e degli esseri viventi.


Nel 2015 aveva aperto il Vegan Store all’interno del Nuovo Mercato di Testaccio, a Roma, dando vita al primo banco interamente vegano del mercato. Un’iniziativa coraggiosa, soprattutto in un quartiere storicamente legato alla tradizione della carne e dell’antico mattatoio.


Il suo negozio era diventato negli anni un luogo di incontro, confronto e solidarietà, capace di unire persone accomunate dal desiderio di costruire un mondo più attento agli animali e ai più vulnerabili.


Barbara non aveva mai nascosto le proprie idee e aveva affrontato anche momenti difficili pur di difenderle. Chi l’ha conosciuta la ricorda come una donna energica, generosa, determinata e sempre pronta a impegnarsi per ciò in cui credeva.


La notizia della sua morte ha provocato un’ondata di commozione. Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati dal mondo dell’attivismo animalista e dai clienti che, nel corso degli anni, avevano imparato a conoscerla e ad apprezzarla.


Anche l’associazione Animalisti Italiani ha espresso il proprio dolore, ricordando l’impegno e la passione con cui Barbara aveva portato avanti la sua attività.


Il pensiero più grande va oggi alla figlia, che si trova ad affrontare una perdita immensa. Per sostenerla, le persone vicine a Barbara hanno promosso una raccolta fondi in sua memoria.

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NO, HALLOWEEN NON È UNA FESTA SATANICA. Ecco da dove viene davvero.




Ogni anno, puntuale come le zucche a fine ottobre, torna: "Halloween è la festa di Satana, non fatela fare ai bambini".

Non lo è. Non lo è mai stato. È una storia lunga 2000 anni che parla di tutt'altro.


1. Tutto inizia con i Celti: Samhain

Circa 2000 anni fa, in Irlanda, Scozia e Bretagna, i Celti festeggiavano il 31 ottobre Samhain. Era il capodanno celtico, la fine del raccolto e l'inizio dell'inverno buio. Credevano che in quella notte il velo tra il mondo dei vivi e quello dei morti diventasse sottilissimo. Non per evocare demoni, ma per ricordare gli antenati. Si accendevano grandi fuochi per tenerli vicini e per tenere lontani gli spiriti cattivi.


2. Arriva la Chiesa: All Hallows' Eve

Nel IX secolo la Chiesa cattolica sposta la festa di Ognissanti al 1° novembre. La sera prima diventa "All Hallows' Eve", vigilia di tutti i santi, da cui "Halloween". È una veglia cristiana, non pagana. Nel Medioevo i poveri andavano di casa in casa a chiedere "pane delle anime" in cambio di preghiere per i defunti. L'antesignano di "dolcetto o scherzetto".


3. Le zucche? Una leggenda irlandese

La Jack-o'-lantern viene dalla leggenda di Jack, un fabbro furbo che ingannò il diavolo e fu condannato a vagare con una rapa intagliata con dentro un tizzone. Arrivati in America, gli irlandesi scoprirono che le zucche erano più grandi e facili da intagliare delle rape. Da lì l'icona che conosciamo.


4. Perché allora i diavoli e gli scheletri?

Perché è una festa del travestimento e dell'esorcismo della paura. Mascherarsi da mostro, da morto, da strega nel folklore non significa adorare il mostro, ma prenderlo in giro, renderlo innocuo. Come a Carnevale. È psicologia pura: se rido della morte, la temo di meno. I bambini lo hanno capito da sempre.


Il satanismo moderno, quello vero, nasce negli anni '60 in California con Anton LaVey e non ha mai avuto nulla a che fare con il 31 ottobre. Usare Halloween per parlare di satanismo è come dire che Natale è la festa di Babbo Natale e basta, dimenticando tutto il resto.


Quindi stasera, se vedete zucche accese e bambini con lenzuola in testa, non è un rito oscuro. È una festa di 2000 anni che ci ricorda una cosa molto semplice e molto umana: l'inverno sta arrivando, accendiamo una luce e stiamo vicini.



Fenix