Giorgio Terruzzi per corriere.it
zanardi
Era convinto, eravamo convinti proprio tutti che ogni
conto fosse saldato. Sette arresti cardiaci, estrema unzione impartita,
gambe amputate dopo quell’incidente al Lausitzring del 15 settembre
2001 che fa male ancora adesso. Aveva in corpo meno di un litro di
sangue. Abbastanza per farne tesoro, per farlo scorrere, trasformarlo in
una benzina solo sua. Alessandro Zanardi: così sempre.
Una forza della natura, uno spettacolo di umanità.
Battuto? Ma va là. Vispo e pronto, poche ore dopo essere uscito dal
coma, da una operazione che avrebbe rivoltato la sua vita, a studiare le
protesi, a immaginare come fare, come continuare a camminare, a
correre, a gustare ogni attimo di vita perché vivere, come ripete
sempre, è una meraviglia. Fatica: sempre. Con un coach formidabile al
suo fianco. Daniela, sua moglie, tanto tosta quanto riservata, una
compagna di vita decisiva, razionale, ironica. Capace di mostrargli il
bello e il verso di ogni salita.
zanardi
Forse, la sua energia viene proprio dalle sofferenze.
Da ciò che la fatica, appunto, restituisce. Perse la sorella Cristina,
vittima di un incidente stradale; nel 1993, quando passò alla Lotus dopo
due anni grami in F1 andò a sbattere all’uscita dell’Eau Rouge, Spa,
con una violenza spaventosa. Si riprese in fretta ovviamente, disposto a
guidare di nuovo e a sorridere di se stesso con i capillari degli occhi
saltati. Uno sguardo, una espressione da film dell’orrore.
ZANARDI INCIDENTE
Perse il posto perché anche nelle corse, se inciampi,
è difficile che qualcuno ti aspetti. Il fatto è che Zanardi, fermarlo
non puoi, non sa proprio come fare. Reagisce, tira dritto. Andò in
America, trovò il modo, il ritmo, il solito cuore. Un sorpasso al
«Cavatappi» di Laguna Seca, da esordiente nel 1996 che è un poster
definitivo, fa il paio con quello di Valentino, stesso posto. Un guizzo
dell’azzardo sublime. Come Gilles e Arnoux a Digione, 1979; come Senna e
Mansell in Spagna, 1991.
ZANARDI INCIDENTE
Due titoli filati di Formula Indy (1997 e’98) e un
rientro in F1 amarissimo, dentro un 1999 annodato in casa Williams. Fu
un errore tornare dove non aveva funzionato; era carico di nuovo quando
decise quel bis da campionato Cart del 2001 che gli costò un incontro
ravvicinato con la morte. Ne uscì con una voglia di vivere strepitosa.
Forza di braccia, forza mentale. Handbike. Il bilancio gronda medaglie
olimpiche e mondiali. Soprattutto ha offerto a migliaia di ragazzi e
ragazze feriti un bellissimo esempio, un invito irresistibile a non
rinunciare. Parla Alex, e sa farlo.
ZANARDI INCIDENTE
Mostra. Dimostra. Lavora, sta ore nel suo capanno
officina, fa e disfa con le protesi, senza protesi, senza metterla giù
dura un solo istante. E quando ti incontra, si alza in piedi, come se
gli costasse zero, come fa una persona che conosce il valore del
rispetto. Per se stessi e, dunque, per ogni essere umano. Sì, una
persona preziosa. Per chi ogni giorno trascura il valore di una
opportunità scontata. Per chi pensa di aver perduto ogni piccola,
preziosa, opportunità.
LA PAURA DI DANIELA
Claudio Arrigoni per corriere.it
alex zanardi
È da sempre vicino ad Alex. Un passo indietro. Senza
riflettori. Ma pensare ad Alex senza di lei non è possibile. Daniela è
molto più che una moglie per Alex Zanardi. C’era quando lui si è
risvegliato dopo l’incidente in Germania, senza gambe e con una vita
diversa. Fu lei a raccontargli tutto, con dolcezza ma senza nascondere
nulla.
Alex ascoltò e poi le chiese: «Ma posso ancora
morire?» Lei lo guardò con un sorriso: «No». Lui ricambiò: «Allora
saremo capaci di affrontare anche tutto questo. Insieme». Perché questa
era la parola giusta per definire la loro vita. E il loro amore. Daniela
era lì, dietro di lui, quando è avven avvenuto anche questo incidente
zanardi 1
Io penso positivo
Nelle parole di Paolo Bianchini, titolare
dell’azienda vinicola Ciacci-Piccolomini, che si trovava proprio dietro
Zanardi: «L’ho affiancato con la macchina — racconta — e un minuto prima
dell’incidente mi ha detto di essere l’uomo più felice del mondo per
poter pedalare in quel paradiso. Poi ho sentito un botto, lo stridore
terribile di una lunga strisciata. Alex era a terra, respirava ancora.
Sua moglie è scesa di corsa e si è gettata su di lui».
alex zanardi
Chi l’ha vista subito dopo ha capito la sua
disperazione, la paura, confidata agli amici. «Ma non lo lascio solo»,
ha detto Daniela. Dopo l’operazione gli è vicino con la mamma di Alex e
il figlio Niccolò. Si sono conosciuti quando lui correva in formula Cart
e sposati nel 1996. Un amore passato attraverso i momenti difficili di
una vita da ricostruire. Fra le case in Veneto e in Maremma hanno
vissuto i momenti belli delle vittorie e delle cadute. A chi le dice:
«Però bel marito che ti sei scelta». Risponde con ironia e saggezza:
«Hai ragione, ma a lui è andata meglio».Alex lo sa. Tutte le volte
che ha cercato il suo sguardo nei momenti difficili. Gli ha dato forza.
Come ora. Ancora una volta, come sempre, insieme.
ZANARDI
zanardi e la moglie daniela
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