venerdì 22 maggio 2026

FUORI UN’ALTRA! LE “AMAZZONI” DI TRUMP CADONO COME MOSCHE – LA DIRETTRICE DELL'INTELLIGENCE NAZIONALE, LA PUTINIANA TULSI GABBARD SI E’ DIMESSA

 

FUORI UN’ALTRA! LE “AMAZZONI” DI TRUMP CADONO COME MOSCHE – LA DIRETTRICE DELL'INTELLIGENCE NAZIONALE, LA PUTINIANA TULSI GABBARD SI E’ DIMESSA. LA DECISIONE UFFICIALMENTE È LEGATA ALLE CONDIZIONI DI SALUTE DEL MARITO, RECENTEMENTE COLPITO DA UNA FORMA ESTREMAMENTE RARA DI TUMORE OSSEO – DOPO PAM BONDI, EX PROCURATRICE GENERALE E QUELLA BAMBOLONA PLASTIFICATA DI KRISTI NOEM, RESPONSABILE DELLA SICUREZZA INTERNA, UN’ALTRA PASIONARIA TRUMPIANA, FINITA NEL MIRINO DEL GANGASTER DELLA CASA BIANCA, MOLLA LA POLTRONA – "THE DONALD" STA SOFFRENDO LE PRESSIONI DEL MONDO MAGA E HA DECISO DI FAR FUORI LE SUE “FEDELISSIME” PUR DI ACCONTENTARLO…

donald trump - tulsi gabbard 

Washington, 22 mag. (Adnkronos) - La direttrice dell'Intelligence nazionale Tulsi Gabbard ha annunciato le proprie dimissioni dall'amministrazione del presidente Donald Trump, spiegando che la decisione è legata alle condizioni di salute del marito, recentemente colpito da una forma estremamente rara di tumore osseo.

 

Lo riferisce Fox News, secondo cui Gabbard ha informato il presidente durante un incontro nello Studio Ovale e ha poi formalizzato la decisione in una lettera, in cui ha scritto di essere "profondamente grata per la fiducia accordatale" e ha confermato che le dimissioni saranno effettive dal 30 giugno. 

 

Usa: media, direttrice Intelligence Tulsi Gabbard si è dimessa

donald trump tulsi gabbard

 (LaPresse) - Fox ha ottenuto in esclusiva la lettera di dimissioni formali nella quale Gabbard afferma di essere "profondamente grata per la fiducia accordatami e per l'opportunità di guidare l'ufficio dell'Intelligence Nazionale nell'ultimo anno e mezzo". "Purtroppo, devo presentare le mie dimissioni, con effetto dal 30 giugno 2026", ha scritto ancora. "A mio marito, Abraham, è stata recentemente diagnosticata una forma estremamente rara di cancro alle ossa". 19:22 22-05-2026

https://www.dagospia.com/cronache/fuori-un-altra-amazzoni-trump-cadono-come-mosche-tulsi-gabbard-si-e-475061 

 

Le Chiese all’Europa: “Basta fossili, salvate la casa comune”

 

- Maggio 21, 2026 
 
 
 

Il Movimento Laudato Si’, insieme a più di 130 organizzazioni religiose e cristiane di 20 Paesi europei ha lanciato un appello alle istituzioni dell’Unione Europea dal titolo “Europe, Be Faithful for Our Common Home, Europa, sii fedele alla nostra casa comune: la casa comune brucia, la dipendenza da carbone, petrolio e gas rende il continente fragile, e l’Europa deve tornare ai suoi principi fondativi, dignità umana, diritti, pace, bene comune, trasformandoli in una scelta politica concreta, quella di uscire dai combustibili fossili.

L’appello arriva in un momento delicato; l’Unione Europea discute il prossimo bilancio pluriennale, mentre cresce la pressione per alleggerire le norme ambientali e sociali. I promotori denunciano il rischio che la parola “semplificazione” diventi il nuovo nome della deregolamentazione. Il riferimento è anche al pacchetto Omnibus, presentato dalla Commissione europea per semplificare gli obblighi di sostenibilità e due diligence delle imprese. Le organizzazioni religiose temono che questo percorso possa indebolire gli impegni climatici, ridurre le tutele ambientali e sociali e aumentare la dipendenza dai combustibili fossili.

Nell’appello la cura del creato viene presentata come una responsabilità verso i poveri, gli anziani, i bambini, gli agricoltori colpiti da siccità e alluvioni, le persone senza casa, le famiglie in povertà energetica, le comunità del Sud globale e tutte le popolazioni esposte agli effetti più duri della crisi climatica. Papa Leone XIV, parlando alla COP30, ha ricordato che per queste persone il cambiamento climatico “non è una minaccia lontana” e che ignorarle significa negare la nostra umanità comune.

La campagna lanciata richiede azioni coraggiose:

  • Fine immediata di tutte le nuove esplorazioni di combustibili fossili

  • Una chiara strategia di eliminazione graduale: carbone entro il 2030, gas entro il 2035, petrolio entro il 2040

  • Fine dei sussidi alla ricerca e all’estrazione dei combustibili fossili e una tassa permanente sui profitti derivanti dai combustibili fossili

  • Una transizione equa che tuteli i lavoratori, le famiglie vulnerabili e le comunità

  • Finanziamenti climatici ambiziosi e accessibili, e liberazione delle risorse per il Sud del Mondo

Il documento si appoggia anche ai dati della scienza: l’Agenzia Internazionale dell’Energia, nel suo scenario per arrivare a emissioni nette zero entro il 2050, ha indicato che non abbiamo bisogno di nuovi giacimenti di petrolio e gas e nemmeno di  nuove miniere di carbone o estensioni di quelle esistenti.  Investire ancora in nuove infrastrutture fossili significa creare dipendenza, costi futuri e ritardi nella transizione ecologica.  Secondo l’aggiornamento 2026 del database Carbon Majors, nel 2024 solo 32 aziende sono state collegate a oltre la metà delle emissioni globali di CO₂ da combustibili fossili e cemento. Lo stesso rapporto attribuisce 34,7 miliardi di tonnellate di CO₂ equivalente a 166 produttori attivi di petrolio, gas, carbone e cemento. La crisi climatica viene spesso raccontata come una somma di piccoli gesti individuali. Questi numeri mostrano anche la concentrazione del potere industriale e la necessità di regole, tasse, responsabilità e scelte politiche.

L’opinione pubblica europea appare più avanti di molti governi. Secondo l’Eurobarometro 2025, l’85% dei cittadini dell’Unione considera il cambiamento climatico un problema grave, l’81% sostiene l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 e l’88% appoggia maggiori investimenti europei in rinnovabili ed efficienza energetica.

Tra i firmatari compaiono realtà come Movimento Laudato Si’, Caritas Europa, CIDSE, Pax Christi International, Jesuit Refugee Service Europe, insieme a molte organizzazioni italiane, tra cui FOCSIV, AGESCI, ACLI, Azione Cattolica Italiana, Pax Christi Italia, Comunità Papa Giovanni XXIII, Fondazione Lanza, Aggiornamenti Sociali e numerose reti ecclesiali e sociali.

L’Europa è nata per difendere la dignità umana, e oggi quella dignità passa dall’aria che respiriamo, dall’acqua che beviamo e soprattutto dalla terra che lasceremo ai nostri figli. Uscire dai fossili è una scelta di sopravvivenza e di buon senso.

La casa comune brucia… dimentichiamo che è l’unica che abbiamo e che sta a noi salvarla.

 

https://beppegrillo.it/le-chiese-alleuropa-basta-fossili-salvate-la-casa-comune/ 

 

L'ITALIA, IL FANALINO DI CODA DELL'EUROPA

 

L'ITALIA, IL FANALINO DI CODA DELL'EUROPA - TRA IL 2007 E IL 2025 IL PIL REALE ITALIANO È CRESCIUTO DI UN MISERO 1,9%. QUELLO DI FRANCIA, GERMANIA E SPAGNA DI QUASI IL 20% - IL RAPPORTO ISTAT CERTIFICA UNA SITUAZIONE HORROR: TRA IL 2019 E IL 2025, L'OCCUPAZIONE È CRESCIUTA SOLO DEL 4,3%, CONTRO IL 12,6% DELLA SPAGNA, CHE HA PUNTATO SU GIOVANI, INNOVAZIONE E IMMIGRAZIONE - L'ITALIA, CHE INVESTE SEMPRE MENO, È SEMPRE PIÙ VECCHIA E NON È ATTRATTIVA: L'ETA' MEDIA DEGLI OCCUPATI E' DI 45,7 ANNI E IL 10,4% DEI DOTTORI DI RICERCA SI È TRASFERITO ALL'ESTERO -  6,6 MILIONI DI PERSONE DESIDERANO FIGLI, MA CI HANNO RINUNCIATO A CAUSA DELLA COMPLESSA SITUAZIONE ECONOMICA...

giorgia meloni italia affonda economia  

UNDICI MILIONI A RISCHIO POVERTÀ ALLARME ISTAT SU CAROVITA E SALARI

Estratto dell’articolo di Rosaria Amato per "la Repubblica"

 

ITALIA AFFONDA TITANIC jpeg

Tra il 2007 e il 2025 il Pil reale italiano è cresciuto dell'1,9%, quello di Francia, Germania e Spagna di quasi il 20%. Mentre le principali istituzioni economiche si interrogano sull'impatto della crisi in Medio Oriente sulla crescita 2026/2027, dall'analisi di periodo che emerge dal Rapporto Annuale Istat, presentato ieri mattina alla Camera dei deputati dal presidente Francesco Maria Chelli, emerge una stagnazione pluriennale dell'economia italiana, incapace da tempo di trovare una direzione.

 

Una debolezza di fondo che spiega tutte le vulnerabilità del Paese, a cominciare dai salari che, nonostante i rinnovi contrattuali, mantengono ancora una perdita dell'8,6% del potere d'acquisto rispetto al 2019. Undici milioni di persone, il 18,6% della popolazione, a rischio di povertà, mentre oltre un quinto della popolazione dichiara di arrivare a fine mese con difficoltà e oltre un quarto non riesce a far fronte a spese impreviste. Persino la povertà energetica aumenta, sale al 9,1% rispetto al 7,7 % del 2022, nonostante la spesa per il Superbonus che ancora grava sui conti pubblici.

 

ITALIA PEGGIORE IN UE PER PREVISIONI DI CRESCITA E RAPPORTO DEFICIT PIL

E le prospettive non sono certo di un miglioramento, con l'inflazione che ad aprile è già balzata al 2,8%, una fiammata che «è preoccupante», ammette Chelli. [...] L'Italia è resiliente, rileva l'Istat, ma ha bisogno di un cambio di passo importante, che va dal potenziamento degli investimenti alla valorizzazione del capitale umano. Gli investimenti languono: la spesa in R&S è inferiore all'1,5% del Pil.

 

La creatività che ha fatto grande il Made in Italy rimane: tra il 2005 e il 2025 le registrazioni di marchi italiani sono cresciute del 138%, ma le imprese fanno sempre più fatica a tradurle in motore di sviluppo. Neanche l'aumento dell'occupazione spinge la produttività, e del resto tra il 2019 e il 2025 è cresciuta solo del 4,3%, contro il 12,6% della Spagna, che ha puntato su giovani, innovazione e immigrazione.

FRENATA DELLA CRESCITA ECONOMICA IN ITALIA

 

Mentre in Italia la crescita degli occupati è concentrata tra gli ultracinquantenni, e «l'invecchiamento della forza lavoro frena l'innovazione», ricorda Chelli. Inoltre un giovane laureato su quattro è relegato in mansioni inferiori al suo titolo di studio: è anche per questo che nel solo 2025, il 10,4% dei dottori di ricerca formati in Italia si è trasferito all'estero. [...]

 

ITALIA, RESILIENTE MA SENZA SLANCIO FORMAZIONE E TECNOLOGIE I PUNTI DEBOLI 

Estratto dell'articolo di Enrico Marro per il “Corriere della Sera”

 

pil pro capite italia

Un Paese resiliente, ma in declino demografico, con ben 6,6 milioni di persone che, pur desiderandoli, hanno rinunciato ad avere figli, e pochi investimenti tecnologici. Fattori questi sui quali sarebbe urgente intervenire per conservare e migliorare il benessere di tutti. È questa la fotografia dell’Italia che emerge dal Rapporto annuale dell’Istat, l’istituto nazionale di statistica, che quest’anno compie cento anni.

 

Nella relazione svolta alla Camera, il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, ha così sintetizzato i contenuti di un lavoro che spazia dalla situazione economica a quella sociale: «Nell’ultimo anno l’economia italiana ha mostrato segnali di resilienza in uno scenario globale complesso». Ma «le potenzialità di crescita restano vincolate da criticità di lungo periodo, tra cui il modesto andamento della produttività», figlio dell’invecchiamento della forza lavoro (45,7 anni l’età media) e degli insufficienti investimenti in istruzione e innovazione tecnologica e digitale.

 

CULLE VUOTE IN ITALIA

[...] Welfare a rischio Avanza la polverizzazione delle famiglie: il 37,1% sono composte di una sola persona, mentre i figli unici sono saliti a 8,2 milioni. Il declino demografico impone di «valutare con attenzione i rischi di sostenibilità per il sistema di welfare», dice Chelli. Il caso spagnolo In Italia il Pil è aumentato dello 0,5% nel 2025 e quest’anno difficilmente andrà meglio. Il caso spagnolo, di cui molto si discute, è stato approfondito nel Rapporto.

 

Tra il 2022 e il 2025 la Spagna è cresciuta del 9% contro il 2,3% dell’Italia. Merito della maggior spesa pubblica e dell’aumento della popolazione, «trainata dalla forte espansione della componente degli stranieri regolari (+22,3%; +4,6% in Italia)».

 

pil pro capite italia

[...] La resilienza italiana si è dimostrata soprattutto sull’export, aumentato del 34% rispetto al 2019, più della stessa Spagna (+32,2%), della Francia (+18,5%) e della Germania (+17,5%). E l’occupazione, nello stesso periodo (2019-'25), è cresciuta del 4,3%. L’inflazione è in aumento per via del caro energia: il 9,1% delle famiglie è in povertà energetica (difficoltà a far fronte a queste spese) mentre 11 milioni di persone, dice il Rapporto, sono a rischio povertà. [...]

 

ORA L’ASCENSORE SOCIALE SCENDE GIOVANI SEMPRE PIÙ INDIETRO

Estratto dell’articolo di Chiara Saraceno per "La Stampa"

 

ANDAMENTO TENDENZIALE INFLAZIONE IN ITALIA - OTTOBRE 2021-OTTOBRE 2022

Certo, siamo un Paese con una forte incidenza di popolazione anziana, e questo rende più difficile l’innovazione, tecnologica ma non solo, oltre a provocare squilibri nella spesa sanitaria e pensionistica.

 

Ma, forse, continuare a guardare alla demografia come fonte di tutti i nostri problemi rischia di diventare un alibi per non vedere lo spreco di risorse umane, giovani e meno giovani, che si continua a fare e che è anche una delle cause della persistente bassissima fecondità: lo scarso investimento nei giovani di entrambi i sessi, sia in quelli ad alta formazione, sia in quelli che invece vengono abbandonati precocemente dal sistema formativo, nelle donne, negli stranieri che vorrebbero dare forma al proprio futuro in Italia. [...]

DENATALITA

 

Non solo il livello di istruzione medio in Italia rimane comparativamente basso anche nelle generazioni più giovani. Se è vero che un buon livello di istruzione garantisce migliori opportunità nel mercato del lavoro (ma non sempre se si è stranieri), tuttavia non è sempre sufficiente per trovare riconoscimento adeguato in termini di remunerazione e di qualità del lavoro.

 

Tra i giovani ad alta formazione una significativa percentuale se ne va all’estero, perché trova condizioni occupazionali, salariali, di disponibilità e organizzazione dei servizi migliori. Vale, ad esempio, per il 10% di chi ha acquisito un dottorato. L’aumento dell’occupazione stabile che pure c’è stato negli ultimi due anni, non è sufficiente a contrastare queste uscite non compensate da entrate di tipo e qualità analoghe, perché non accompagnato da un miglioramento significativo dei salari, specie di ingresso, delle condizioni e qualità del lavoro per chi ha una buona formazione. [...]

https://www.dagospia.com/cronache/l-italia-fanalino-coda-dell-europa-2007-2025-pil-reale-italiano-e-475003 

 

Gunnar Persson

 

Gunnar Persson (13 ottobre 19338 aprile 2018) è stato un fumettista e disegnatore svedese.[1]

Era il figlio di Elov Persson, noto per la creazione di uno dei più antichi personaggi svedesi di strisce a fumetti, Kronblom. Gunnar iniziò a disegnare le strisce di Kronblom nel 1968 subito dopo il peggioramento delle condizioni di salute del padre. Prima di dedicarsi a Kronblom, Gunnar Persson aveva già disegnato le strisce Gus e Herr Larsson contenute nel fumetto 91:an.

 

(Gunnar Persson) 

Note

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 34439836 · ISNI (EN) 0000 0000 5380 8581 · Europeana agent/base/23120

https://it.wikipedia.org/wiki/Gunnar_Persson 

GUY LYON PLAYFAIR (1935 – 2018) – Obituary Notice

  

(https://www.obitpatrol.com) 

Guy Lyon Playfair

By Alan Murdie

It is with great regret and sorrow we record the death of psychical researcher Guy Lyon Playfair who died in London early on 8th April 2018, at the age of 83.

Born in Quetta India, the son of Major General Ian Playfair and novelist Jocelyn Playfair he was educated in England and studied modern languages at Cambridge. After National Service as a translator with the RAF in Iraq, he pursued a career in journalism and working for Life magazine. In the early 1960s he moved to Rio de Janeiro where he worked for the next 10 years as a freelance journalist for a number of international business magazines, The Economist, Time, The Guardian and Associated Press. He also served for four years with the press corps of the US Agency for International Development (USAID).

It was during his time in Brazil. in the late 1960s, that he became interested in paranormal, following direct experience with a psychic healer. Initially, sceptical he was satisfied from first-hand observations that psi phenomena existed in the country and began studying the subject in depth. In 1973 he investigated a poltergeist outbreak in a private apartment in Sao Paolo where he succeeded in capturing unexplained rapping sounds on tape. He joined the British Society for Psychical Research the same year and was also became a member of the Ghost Club. On his return to Britain in 1974 he wrote the first of a series of best-selling books on psychic topics. He also translated into English a large number of original texts on psychic experiences from Latin America previously available only Spanish and Portuguese.

In 1977 together with Maurice Grosse he investigated the famous Enfield poltergeist outbreak in North London. He spent 180 days and nights with the troubled family over a two-year period between September 5th 1977 and June 1978, including 25 all-night vigils. Over 140 hours of tape recordings were obtained, resulting in transcripts running to over 500 pages (a substantial number of recordings have still to be transcribed). Additionally, there were at least 30 other witnesses to strange incidents. Re-investigated in 1981-82 by a special committee assembled by the Society for Psychical Research, the Enfield Poltergeist Investigation Committee (EPIC) re-examined the witnesses and collected evidence, later issuing 194-page report reaching the conclusion that paranormal incidents had indeed occurred in the house.

Many details of the case were included in his best-selling book This House is Haunted (1980) which sold 98,000 copies and was reprinted in 2012. Asked if sceptics who criticised the case at a distance had ever attempted to examine the material upon which it was based, Guy Playfair confirmed that in more 35 years none ever had taken the opportunity to do so. He also drew attention to much positive evidence from the case which still has yet to be published. The Enfield case remains the best documented poltergeist disturbance on record.

As well as investigating other cases of poltergeists and hauntings he also conducted experiments with mediums and investigated claims of psychokinesis and metal-bending. He was happy to work with experienced conjurors and members of the Magic Circle to try and explain effects in normal ways but found many could not be replicated, leaving them open to a psychic explanation. He was also particularly interested in cases of telepathy between identical twins, publishing the book Telepathy: Twin Connection in 1999 and in cases of meaningful coincidences. Continuing to be active in psychical research until a few weeks before his final illness he would have appreciated the coincidence that he died the same morning as the BBC broadcast an edition of the Radio 4 programme The Re-Union dedicated to the Enfield case.

Alan Murdie is literary executor to the Guy Playfair estate.

https://europaranormal.com/guy-lyon-playfair-1935-2018-obituary-notice/ 

Tim Matley muore a 36 anni, il cantante degli Overtones combatteva contro un tumore


11 Aprile 2018, 18:33 

 di Valeria Morini 

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Lutto nella musica britannica: il cantante del quintetto è morto, a due anni dalla tragica scoperta di un melanoma maligno. Resta ignota la causa esatta del decesso, mentre gira voce di una caduta dal balcone.

Lutto inatteso e doloroso nella musica britannica: Tim Matley, il cantante irlandese degli Overtones, è morto a soli 36 anni. La causa esatta del decesso non è stata ancora annunciata, ma è noto che il vocalist stesse combattendo contro una grave forma di cancro della pelle: un melanoma maligno di stadio tre gli era stato diagnosticato nel 2016. Indiscrezioni provenienti dall'Irlanda (era nativo di Cork) parlano di una caduta da un balcone, un fatto che però non è stato confermato. L'annuncio della scomparsa arriva dal profilo Facebook della band, da parte degli altri quattro componenti Mark Franks, Mike Crawshaw, Darren Everest e Lachie Chapman:

È con enorme tristezza che dobbiamo annunciare che il nostro caro amico e fratello Timmy è morto. Sappiamo che questa notizia sarà straziante per voi quanto lo è per noi. Apprezziamo il vostro amore e supporto in questo momento difficile.
Chi era Tim Matley, era in cura dal 2016

Matley doveva completare un ciclo di cure per la sua malattia. Lo aveva spiegato sul sito della campagna per raccogliere fondi che lui stesso aveva sostenuto: "Nell'estate 2016 è stato trovato un nodulo nella mia ascella e il 2 settembre dello stesso anno mi è stato diagnosticato un melanoma maligno allo stadio tre". Timothy Thomas Matley (questo il suo nome completo) aveva iniziato a cantare a 14 anni e a 17 si era trasferito dall'Irlanda in Inghilterra.


La carriera degli Overtones


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Quintetto "vocal harmony" specializzato in canzoni in stile doo-wop anni 50-60, gli Overtones sono stati scoperti da un talent scout della Warner Bros. Records: ai tempi in cui lavoravano come imbianchini in un negozio londinese, li sentì cantare durante una pausa pomeridiana. Il loro disco d'esordio Good Ol' Fashioned Love è stato il secondo miglior debutto nel Regno Unito del 2011. Hanno pubblicato altri quattro dischi, Higher (2012), Saturday Night at the Movies (2013), Sweet Soul Music (2015) e Good Ol' Fashioned Christmas (2015).


https://music.fanpage.it/tim-matley-muore-a-36-anni-il-cantante-degli-overtones-combatteva-contro-un-tumore/

Liam Devally

 

Liam Devally (1933, Cahir, County Tipperary, Ireland – 9 April 2018, Dublin) was an Irish radio and television host and singer,[1] and later a barrister and judge. Born in Cahir, the son of a Garda, the family moved to Mullingar, Co. Westmeath when Liam was young. Liam won a scholarship and attended St Enda's College, Galway.

Devally was known for hosting various programmes for Ireland, he was a radio host on RTÉ Radio 1, he was best known for Irish listeners between 1972 and 1979 when he commentated for RTÉ Radio listeners at the Eurovision Song Contest. He also recorded a number of songs including My Lagan Love and Eileen Aroon.[2] Devally sang on the Ed Sullivan Show, in America, in 1959, he also played irish revolutionary Eamon Ceant in the dramatisation Insurrection in 1966.[3]

He married Mairead Connaghton, who he met at RTE, and they lived in Blackrock, Co. Dublin.

Liam was also a Barrister and served as a judge of the Circuit Court from 1991 until his retirement. He died in Dublin on 9 April 2018, at the age of 85,[4] and is buried in Kilmacanogue Cemetery, Co. Wicklow. 

 

(https://www.obitpatrol.com/) 

References

  1. "Death of colleague Liam Devally". superannrte.ie. Retrieved 11 April 2018.
  2. "RTÉ Archives". Raidió Teilifís Éireann. Retrieved 15 June 2012.
  3. Liam Devally IMDB Database.
  4. "Obituary: Liam Devally". The Irish Independent. 15 April 2018. Retrieved 16 April 2018.


https://en.wikipedia.org/wiki/Liam_Devally