lunedì 14 settembre 2026

LE INCONGRUENZE DEL 11/09/2001




25 anni fa, un uomo malato (in dialisi in Afganistan...), in precedenza peraltro addestrato e finanziato dalla CIA, con un telefono e un portatile dell'epoca, da una caverna sperduta nei monti dell'Asia centrale, coordinava efficacemente 19 miliziani alla guida di quattro Jet di linea che non sapevano manovrare (come certificarono gli insegnanti di volo che li conobbero), i cui nomi non erano nelle liste dei passeggeri diramate dalle compagnie aeree subito dopo il disastro, a dirigere i suddetti jet con manovre che piloti veterani hanno dichiarato non fisicamente eseguibili nè da un veterano e tanto meno da un inesperto e principiante, per schiantarsi con volo a vista contro due famosi edifici, colpendo due edifici ed ottenendo il crollo di... tre grattacieli.


Il tutto nel paese più vigilato al mondo, con più aerei, satelliti, radar, computer, agenzie segrete e controlli e tecnologia del mondo (al tempo). Che fortuna che ebbero, a farcela, 19 terroristi senza abilità di pilotaggio, armati di taglierino, che portarono a termine due tentativi su due (anzi tre su tre, ma ci arriviamo). 

Fu molto sfortunata la Difesa degli USA che, proprio quel mattino, stava facendo svolgere una esercitazione che aveva portato via tutti i caccia militari della zona est del paese, ma proprio tutti tranne solo due, la sfortuna proprio, alle volte.

Per di più il Presidente non era operativo proprio quel mattino, e per ore fu incredibilmente impossibile raggiungere anche il vicepresidente per avere ordini pure per usare gli unici due jet disponibili, una jella nera.


Il terzo edificio che crollò con le due torri gemelle, non adiacente ai due edifici caduti e sostanzialmente intatto nè danneggiato dai crolli, si accartocciò da solo su se stesso alcune ore dopo, senza apparenti motivi, forse per disperazione. Che fortuna, perché era un vecchio edificio pieno di problemi e che doveva essere demolito con costi altissimi, proprio come le due torri, che erano letteralmente infarcite di amianto e non si sapeva come fare a demolirle o rifunzionalizzarle in un modo sostenibile.

Che fortuna fu che anche questo terzo edificio, pieno di problemi, venne giù da solo risolvendo de facto ogni grana. E poi era stato pure evacuato a tempo. 


Poco dopo i crolli, nella bolgia del disastro che ricorderete, una sorta di inferno dantesco ma reale, furono però ritrovati i passaporti dei miliziani, quasi intatti, solo un pochino bruciacchiati.

Ma che botta di culo eh.

Un disastro che vaporizza persone, aerei e due edifici alti 400 metri, ma lascia intatti i passaporti dei miliziani, che grandissima fortuna. O sfortuna per gli attentatori.

Solo poche ore dopo, grazie a questi passaporti bruciacchiati, anche se nessuna telecamera di sicurezza di nessun aeroporto aveva registrato la presenza dei 19 uomini negli aeroporti di partenza, con efficienza sovrumana (diciamo quasi come se fosse già tutto pronto da prima degli eventi) si sapeva già tutto di loro e del mandante, che veniva quindi denunciato a reti televisive mondiali unificate.

Poco importa che il celebre Osama, nell'imminenza dei fatti, avesse addirittura categoricamente smentito di aver compiuto questa azione, cosa curiosa assai per una organizazione terroristica che tende a vantarsi di qualsiasi violenza.


Sempre per fortuna o sfiga somma, a seconda dei punti di vista, un terzo aereo, con una manovra che nessun jet di linea avrebbe potuto materialmente sopportare senza frantumarsi in volo, e che nessun pilota nemmeno militare è mai riuscito a replicare ai simulatori, si schiantò contro il Pentagono.

Ma per sfortuna non centrò un punto qualsiasi, bensì fece una manovra assurda e precisissima, impattando proprio contro quella parte di facciata dell'enorme edificio ove erano gli uffici che, in quel momento, contenevano tutti i documenti di una indagine contro il vicepresidente e altri civili e militari delle amministrazioni in carica, per un buco di alcuni miliardi di dollari.

Tutto in fumo, indagine saltata, ma che jella.

O che sollievo, da che parte guardi il mondo, tutto dipende...


Ed è poi certamente un caso che, proprio meno di due mesi prima, il complesso immobiliare (costosissimo e ormai un affare in perdita da anni) era stato acquistato (in comodato di 99 anni) da un imprenditore ebreo, il quale per estrema lungimiranza lo avrebbe fatto immediatamente assicurare anche contro attentati perpetrati a mezzo aereo per 3,2 miliardi di dollari del tempo.

E fu una enorme fortuna che, proprio quel giorno fatidico, mentre egli in persona si recava in auto al lavoro al suo ufficio all'ultimo piano di una delle due torri, questo imprenditore fosse chiamato al telefono dalla moglie che gli ricordò della sua visita dal dermatologo, modificando la sua giornata e salvandogli così la vita.

La fortuna è cieca ma la sfiga ci vide benissimo per le altre migliaia di persone che non erano proprietarie del complesso e non avevano una mogliettina solerte.


A margine del fatto principale, fu una ulteriore incredibile fortuna per l'imprenditore (che non nominiamo, a volte li si evoca) che le assicurazioni pagarono, in effetti, per indennizzo, una cifra enorme, e la pagarono persino doppiamente perché i legali dell'imprenditore ebreo riuscirono a far passare la tesi che ciascuna torre fosse stata colpita da un aereo diverso, per cui si era trattato di due sinistri diversi che necessitavano il pagamento del premio per ciascuno dei due eventi (e ciascuno di dimensioni stellari). 

Quando si dice la fortuna, alle volte.

A proposito, per fortuna il proprietario del terzo edificio, quello caduto senza apparenti motivi oltre ad una fortunata sospetta convenienza, era guardacaso proprio lo stesso imprenditore ebreo che aveva acquistato (in perdita) le torri gemelle, e che avrebbe poi incassato l'indennizzo astronomico dalle assicurazioni.

Fortunato, eh. Ed era certamente una ulteriore grande fortuna che costui, evidentemente un tipo molto lungimirante, come da lui stesso dichiarato, avesse già pronto da alcuni mesi un progetto per rimpiazzare proprio questo terzo edificio crollato forse misteriosamente, ma certo molto opportunamente.

Oh, uno così fortunato è da sposare, eh, beata la moglie.


È poi certamente falso che i lavoratori dei sotterranei del WTC (e in seguito anche alcuni dei primi pompieri e poliziotti soccorritori) abbiano dichiarato e siano addirittura stati feriti da esplosioni avvenute nei sotterranei delle torri prima che fossero colpite dai cosiddetti aerei di linea. Esplosioni che sfortunatamente non sono state riconosciute come eventi realmente accaduti, nelle ricostruzioni ufficiali, e quindi non esistono e se ne parli sei un complottista.


Ed è poi normale che, dopo una intera guerra in Asia, devastazioni e infinite operazioni speciali, il caro e agognato Osama, finalmente rintracciato dalle forze speciali, venisse però ucciso benché dicono fosse disarmato, invece che essere catturato vivo e interrogato fino all'ultima confessione da estirpargli.

Che sfortuna, scappò la mano sul grilletto della task force mandata a prenderlo, e lo ammazzarono, dopotutto mica era all'epoca il cattivo più cattivo di tutti, pieno di segreti e informazioni utili..

E nessuno ebbe nulla da dire sul fatto che il suo corpo, uno o due giorni dopo, fosse poi in fretta e furia  buttato in mare a caso invece che mostrarlo al mondo intero come prova della grandezza della collera degli USA, e monito per tutti gli altri cattivi di questo film... ehm, storia.

Inutile precisare che il corpo militare speciale di dodici uomini che lo aveva (presuntamente) catturato, poche settimane dopo, fu sfortunatamente (ma forse molto opportunamente) sterminato interamente dalla caduta dell'elicottero che li stava trasportando.

Anche qui, che sfortuna.


Quel giorno (e negli eventi correlati), si assortirono perfettamente molte grandi fortune e grandi sfortune.

Quasi come se le cose fossero state congegnate. "Quasi come se", è davvero incredibile alle volte quello che, per caso, riesce a succedere nel mondo.


Buon ventunesimo secolo.

Iniziò così.


Edmund Dantes

Charo Vargas

 


Charo Vargas non chiede il permesso per pensare diversamente.


È un’avvocata specializzata in diritto di famiglia e lavora nel Dipartimento Investigativo del Comitato Nazionale delle Vittime della Guerriglia. Da lì ha costruito la sua voce pubblica: una giovane donna che si dichiara apertamente anticomunista, antiprogressista e antifemminista, e che conclude ogni dichiarazione con la stessa frase, come un marchio personale: «una donna libera».


In un ambiente in cui si dà per scontato che essere giovani sia sinonimo di essere di sinistra, ha scelto il percorso opposto e lo dice ad alta voce, senza chiedere scusa né ammorbidire la propria posizione. Quella combinazione—giovinezza, professione, convinzione religiosa e politica di destra—è precisamente ciò che l’ha resa una calamita per le reazioni. Alcuni la applaudono come esempio di pensiero critico. Altri la accusano di ripetere una retorica che minaccia diritti conquistati in decenni.


Ciò che nessuno contesta è che la sua dichiarazione non ha lasciato nessuno indifferente.

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*ROMA, FLASH MOB PER L’11 SETTEMBRE 1973: LA MEMORIA NON SI CANCELLA

 



A Torre Argentina, sotto la targa che ricorda il “Cile democratico”, abbiamo ricordato Salvador Allende e il golpe dell’11 settembre 1973.


Una delegazione del Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Roma, Castelli e Litoranea ha promosso oggi un flash mob per ribadire che quella memoria riguarda anche il nostro presente.


L’11 settembre 1973 il governo democraticamente eletto di Salvador Allende venne rovesciato dal colpo di Stato guidato da Augusto Pinochet. Seguirono anni di dittatura, repressione, torture, desaparecidos ed esilio.


Ricordare oggi il Cile significa non sottovalutare mai i segnali autoritari.


La democrazia non è conquistata una volta per tutte: libertà, diritti e partecipazione devono essere difesi ogni giorno.


Abbiamo deposto fiori e alzato cartelli con parole che restano attualissime:


*MAI PIÙ GOLPE*

*MAI PIÙ FASCISMO*


#SalvadorAllende #11Settembre1973 #Antifascismo #Cile #RifondazioneComunista


Giovanni Barbera

🔴 RONDA FASCISTA A BOLOGNA (E BIS A VENEZIA)



Nel tardo pomeriggio di giovedì 10 settembre, una decina di fascisti esteri accompagnati da un noto influencer di destra (che non nomineremo per non regalargli qualche click in più), hanno improvvisato una ronda nel quartiere della Bolognina, dove hanno compiuto delle aggressioni; sono poi corsi a rifugiarsi presso la più prossima stazione di polizia, dove hanno atteso l’arrivo della celere, che ha provveduto a proteggerli dai sopraggiunti antifascisti mentre si defilavano, senza nemmeno identificarli (cortesia professionale, immaginiamo). Gli stessi squadristi si sono un paio di giorni dopo dopo lanciati in un’incursione a Venezia, dove hanno aggredito dei militanti di Alleanza Verdi Sinistra colpevoli di indossare magliette antifasciste. A seguito delle violenze subite i compagni hanno dovuto ricorrere a cure ospedaliere.


Se da un lato la nostra massima solidarietà va alle vittime delle aggressioni, dall’altro non possiamo non rilevare come questo sia nient’altro che l’ennesimo episodio di collaborazione sistematica fra polizia e fascismo di strada. Tutti e due sono, d’altronde, strumenti di oppressione della classe lavoratrice, l’uno la forza repressiva statale, l’altro il mezzo per mettere i pezzi della classe stessa gli uni contro gli altri, indebolendone il fronte, e per colpire direttamente le organizzazioni che a rappresentare la classe lavoratrice si candidano (senza andar troppo sul sottile fra riformisti/opportunisti e chi coerentemente porta avanti un programma di classe).


Queste considerazioni qualificano il nostro antifascismo: non siamo antifascisti per democraticismo di stampo civico, bensì per coscienza della vera collocazione del fascismo all’interno della lotta di classe, del suo essere (al netto della finta retorica antisistemica) uno strumento dello stato presente di cose che combattiamo, come la storia più volte ci ha insegnato. La lotta al fascismo è lotta di classe – e noi non ci facciamo problemi nel prendere nettamente posizione in essa. Alla violenza politica dei fascisti e dell’estrema destra che (come è sempre successo nella storia) può essere incubatoio di una degenerazione autoritaria del regime borghese, occorre reagire con determinazione attivando l’antifascismo militante di massa.


PCL Bologna

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La Meloni è nemica degli italiani

 


SPENNATI SUL TFR 


Spiegadola in parole povere: il governo cancella dal 2027 la clausola di salvaguardia sul TFR. 

Cosa significa? Che quando, dopo una vita di fatiche, andrete a ritirare la vostra liquidazione, lo stato non applicherà più il vecchio calcolo protettivo ma vi piazzerà sopra l'aliquota piena. Una mazzata fiscale pesantissima direttamente sui risparmi accumulati anno dopo anno. 

Un capolavoro di patriottismo: difendere l'Italia alleggerendo il portafoglio degli italiani.

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Che merda!

 


#iomivaccino

EMMA BONINO

L'eterno riposo dona a lei, o Signore, e splenda a lei la luce perpetua. Riposi in pace. Amen.


Pro-UE

Pro-vaccini 

Pro-immigrazione 

Pro-euro

NON ERA UNA DI NOI.


#bonino #vaccini

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Non comprate lo yogurt neonazista Muller

 


Theo Müller, il re dello yogurt, ha detto che lui sta gioiosamente con l’estrema destra tedesca e ha definito il trionfo di Afd in Sassonia una “benedizione”.


E io, altrettanto gioiosamente, non acquisterò mai più un suo yogurt in vita mia.


Se lo facciamo da soli, non spostiamo una piuma.


Se siamo milioni, si chiama boicottaggio.


E, di fronte a uno che simpatizza per i neonazisti, mi pare il minimo sindacale.

Lorenzo Tosa 

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