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mercoledì 29 aprile 2026
TRUMP NE FA FUORI UN’ALTRA! – L'AMBASCIATRICE AMERICANA AD INTERIM IN UCRAINA, JULIES DAVIS, LASCERÀ KIEV NELLE PROSSIME
TRUMP NE FA FUORI UN’ALTRA! – L'AMBASCIATRICE AMERICANA AD INTERIM IN UCRAINA, JULIES DAVIS, LASCERÀ KIEV NELLE PROSSIME SETTIMANE. SECONDO IL “FINANCIAL TIMES” È FRUSTRATA PER LE DIVERGENZE CON IL COATTO DELLA CASA BIANCA IN MERITO AL SUO SOSTEGNO ALL'UCRAINA – L’ADDIO DI DAVIS SEGUE QUELLO DEL SUO PREDECESSORE, BRIDGET BRINK, CHE HA LASCIATO LO SCORSO ANNO PER MOTIVI ANALOGHI…
(ANSA) - NEW YORK, 28 APR - L'ambasciatrice americana facente funzione in Ucraina lascerà Kiev nelle prossime settimane. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti.
Julies Davis, che da maggio ricopre il ruolo di incaricata d'affari ad interim presso l'ambasciata americana a Kiev, sarebbe frustrata dal proprio incarico a causa delle divergenze con Donald Trump in merito al suo sostegno all'Ucraina. La sua uscita segue quella del suo predecessore, che ha lasciato per motivi analoghi.
volodymyr zelensky donald trump conferenza stampa a mar a lago foto lapresse 2
Davis ha notificato al Dipartimento di Stato la sua uscita nel giro di qualche settimana, con la quale mette fine alla sua carriera diplomatica durata 30 anni.
L'ambasciata americana a Kiev ha incontrato difficoltà a mantenere gli ambasciatori assegnati sia nel primo sia nel secondo mandato di Trump. Nel 2019 richiamò Marie Yovanovitch definendola "sleale".
Yovanovitch è stata una figura chiave nelle audizioni in Congresso per il primo impeachment di Trump.
L'ambasciatrice in Ucraina Bridget Brink ha lasciato invece lo scorso anno in protesta contro la pressione della Casa Bianca su Kiev mentre Mosca era risparmiata dalle critiche. Brink è ora candidata al Congresso per i democratici in Michigan. Davis è una diplomatica di carriera e prima dell'incarico a Kiev, era stata a Cipro e in Bielorussia.
Julies Davis
volodymyr zelensky e donald trump a mar a lago foto lapresse 2
https://www.dagospia.com/politica/trump-ne-fa-fuori-un-altra-lascia-l-ambasciatrice-americana-kiev-472455
COSA C’E’ DI PIU’ RADICAL DI UNA FESTA CAMPESTRE?
COSA C’E’ DI PIU’ RADICAL DI UNA FESTA CAMPESTRE? LA DEPUTATA DEM LAURA BOLDRINI COMPIE 65 ANNI E ANNUNCIA PER STASERA UNA CENA CON GLI AMICI PER CELEBRARE IL COMPLEANNO: “MA NON FINISCE QUI. IL 27 GIUGNO ORGANIZZERO’ UNA GRANDE CENA DANZANTE ALL’APERTO, SARA’ UN EVENTO CAMPESTRE…” (AMMAZZA, UN COMPLEANNO CHE DURA DUE MESI: MANCO IN BRASILE!) – POI LA BOLDRINOVA RIVENDICA DI NON AVER ABDICATO ALLE SUE BATTAGLIE GAUCHISTE: “HO LO SPIRITO COMBATTIVO DI SEMPRE, L’ETÀ NON MI HA RALLENTATO…”
laura boldrini al pride di roma
I miei 65 anni? “Stasera festeggerò con i miei amici dei tempi dell’università. Ma non finisce qui: il 27 giugno organizzerò una cena danzante all’aperto, diciamo una festa più campestre”.
La festeggiata in questione è l’ex presidente della Camera e deputata Pd Laura Boldrini, intervistata da Giorgio Lauro e Nancy Brilli a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, nel giorno del suo compleanno.
Quanti anni si sente? “Ho lo spirito combattivo di sempre, l’età non mi ha rallentato”. Che regalo vorrebbe ricevere per il suo compleanno? “Qualche oggetto che mi piace: una sciarpa, degli orecchini o qualche bel romanzo storico, genere che io adoro”.
https://www.dagospia.com/politica/c-e-piu-radical-festa-campestre-laura-boldrini-compie-65-anni-annuncia-472439
“TU PENSI CON IL 2,5% DI CONQUISTARE IL MONDO. MA CON CHI LO FAI? DA SOLO?”
“TU PENSI CON IL 2,5% DI CONQUISTARE IL MONDO. MA CON CHI LO FAI? DA SOLO?” – PRODI SPIAZZA CALENDA CHE AVEVA PROVOCATO IL PROFESSORE EVIDENZIANDO LE CONTRADDIZIONI DELLA COALIZIONE DI CENTROSINISTRA (“PENSO CHE IL PROBLEMA SIA IL BIPOLARISMO. IO, TE, GENTILONI E BONACCINI POSSIAMO FARE L’ACCORDO IN 25 MINUTI. PROVATE A FARLO CON CONTE, BONELLI, FRATOIANNI E LANDINI, E VOGLIO VEDERE”) – "IL MORTADELLA" INCALZA “IL CHURCHILL DEI PARIOLI”: “NON AMO LA POLITICA DEI CINQUE STELLE. MA TU DOVRESTI CONTRIBUIRE A CREARE UN GOVERNO IN CUI BILANCI IN MODO RIFORMISTA IL PD E LE ALTRE FORZE CHE CI STANNO..." - VIDEO
Dal Corriere della Sera – Estratti
«Vai da solo?» «Ho dei valori» Botta e risposta Prodi-Calenda
«Ma con chi lo fai? Da solo?».
«Non abdico ai miei valori per andare al potere».
È un botta e risposta franco quello che suggella il confronto tra Romano Prodi e Carlo Calenda nel pomeriggio bolognese in Cappella Farnese, durante la presentazione del nuovo libro del leader di Azione nella città che è da sempre il quartier generale del Professore. I due protagonisti sono chiamati a rispondere su come costruire il centrosinistra in vista della sfida elettorale del 2027. Calenda ha messo il suo paletto fin dall’inizio: niente coalizioni con i partiti della sinistra radicale e con il Movimento 5 Stelle.
«Penso che il problema sia il bipolarismo. Io, te, Gentiloni e Bonaccini possiamo fare l’accordo in 25 minuti. Provate a farlo con Conte, Bonelli, Fratoianni e Landini, e voglio vedere».
Prodi incalza Calenda con una domanda secca: «Ma con chi lo fai? Da solo?».
L’ex premier rivendica la propria esperienza di governo e attacca quello attuale: «Su tutti i temi fondamentali la coalizione ha pareri diversi. Il governo c’è da quattro anni e non ha preso nessuna decisione che abbia cambiato minimamente le strutture del Paese».
Il Professore richiama il leader di Azione: «Non amo la politica dei Cinque Stelle. Ma tu dovresti contribuire a creare un governo in cui bilanci in modo riformista il Pd e le altre forze che ci stanno.
Tu invece dici: sto da solo con il 2,5% e con questo conquisto il mondo».
CARLO CALENDA E ROMANO PRODI
prodi calenda
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RESA DEI CONTI ALLA CASA BIANCA – IL PANTANO IRANIANO IN CUI È FINITO TRUMP FA EMERGERE LA SPACCATURA TRA JD VANCE E PETE HEGSETH
RESA DEI CONTI ALLA CASA BIANCA – IL PANTANO IRANIANO IN CUI È FINITO TRUMP FA EMERGERE LA SPACCATURA TRA JD VANCE E PETE HEGSETH – IL VICEPRESIDENTE, IN ALCUNI INCONTRI A PORTE CHIUSE, HA ACCUSATO IL CAPO DEL PENTAGONO DI MINIMIZZARE IL PROBLEMA DELL’ESAURIMENTO DELLE SCORTE DI MISSILI E DI RACCONTARE A TRUMP CHE IL CONFLITTO VA A GONFIE VELE, QUANDO LA REALTÀ È MOLTO DIVERSA: IL REGIME DI TEHERAN TIENE PER LE PALLE WASHINGTON CON IL CONTROLLO DI HORMUZ – LA NARRAZIONE DI QUELLO SCEMO DI GUERRA DI HEGSETH, SU UNA RAPIDA VITTORIA, SI STA SQUAGLIANDO: LE 4-5 SETTIMANE DI IMPEGNO USA NEL GOLFO SONO ORMAI RADDOPPIATE E IL CONFLITTO È SEMPRE PIÙ COSTOSO, CON IMPLICAZIONI SULLA POLITICA INTERNA CHE TRUMP RISCHIA DI PAGARE NELLE ELEZIONI DI MIDTERM…
Estratto dell’articolo di Alberto Simoni per “La Stampa”
A fine marzo, durante un evento nello Studio Ovale, Donald Trump si girò verso Pete Hegseth, capo del Pentagono, e lo indicò fra coloro che l'avevano spinto ad avviare i raid contro l'Iran, «non è vero Pete?».
Il presidente non ha mai fatto mistero che nel suo Gabinetto vi fossero delle differenze di vedute e che JD Vance, il suo vice, fosse tra gli scettici di un conflitto contro la Repubblica Islamica.
Hegseth e Vance hanno una cosa in comune: entrambi – e più meno nello stesso periodo fra il 2005 e il 2006 – hanno prestato servizio in Iraq. L'attuale vice come addetto alle comunicazioni fra i Marines nella base di Al Asad; l'ex anchorman della Fox invece come soldato di fanterie nel 107° Reggimento della 101ª Divisione aviotrasportata. Fu anche il capo del suo plotone a Baghdad.
Su quel conflitto – e sull'impegno avviato in precedenza in Afghanistan – però i due hanno tratto differenti conclusioni: Hegseth fu da veterano, un ardente sostenitore del cosiddetto surge, il piano di rinforzi gestito dal generale Petraeus in ottica di controterrorismo e di recente ha dichiarato che in Iraq e Afghanistan gli Usa hanno perso per i limiti imposti alle regole di ingaggio.
JD Vance invece ha imboccato una strada opposta: «Ci hanno mentito», disse mentre era senatore dell'Ohio (2023-2025) sostenendo che i due conflitti erano sbagliati e falsi sin dall'inizio. […]
The Atlantic ha riferito dei dubbi che Vance, in alcuni meeting a porte chiuse, ha sollevato sulla descrizione che il Dipartimento della Guerra fa del conflitto. Fra le osservazioni del vicepresidente – secondo quanto hanno riferito alla rivista due alti funzionari – ci sono i dubbi se il Pentagono ha piena consapevolezza della drastica riduzione delle scorte di missili negli arsenali americani.
Sono osservazioni, precisano le fonti, che Vance ha espresso in maniera personale e non sono un'accusa nei confronti di Hegseth e di Dan Caine, il capo degli Stati Maggiori Riuniti. Ad allontanare il sapore delle critiche Vance ha anche diffuso un comunicato nel quale esalta «il grande lavoro di Hegseth» e il suo lavoro con Trump nel ristabilire «l'etica del guerriero» ai livelli più alti del Pentagono.
[…] La scorsa settimana il solitamente ben informato Center for Security and International Studies ha diffuso un report che analizza lo stato di salute dell'arsenale statunitense, in particolare sul fronte dei missili.
Sono stati utilizzati oltre 850 missili Tomahawk sui 3. 100 dell'inventario; fra i 190 e i 290 Thaad su 360; fra i 1. 060 e i 1. 430 Patriot su 2. 300. I missili PrSM (missili di precisione a lungo raggio e ritenuti i successori degli Atacms) sono diminuiti quasi del 80% nello scenario meno conservativo.
Numeri che secondo i ricercatori mettono a rischio non la prosecuzione del conflitto in Iran, ma la prontezza Usa in altri scenari bellici futuri.
Nonostante questi dati e i diversi riferimenti all'impoverimento degli arsenali già evidenziati nelle prime fasi di guerra, Hegseth ha sempre parlato di armi chiave «virtualmente illimitate». Nei briefing delle 8 mattino il suo approccio molto deciso, «sanguigno» lo definisce The Atlantic verso i media, sembra destinato a offrire al presidente proprio quello che vuole sentirsi dire.
DONALD TRUMP - JD VANCE - PETE HEGSETH - MIKE WALTZ
Hegseth, nota una delle fonti della rivista, sa come interloquire con Trump, è abile a consegnare il messaggio che vuol far passare. Anche perché è fra tutti i membri del Gabinetto quello il cui destino dipende interamente da Trump.
Il suo processo di conferma è stato pieno di ostacoli e alcune delle sue prime decisioni da capo del Pentagono hanno esasperato la Casa Bianca. Ma da allora l'ex anchorman ha infilato successi, dalla cattura di Maduro, ai raid sulle barche dai narcotrafficanti e ora l'Iran, campagna militare "venduta" a Trump come la più brillante di sempre.
[…]
DONALD TRUMP - JD VANCE - PETE HEGSETH
La narrazione di Hegseth di una rapida vittoria però si sta squagliando, le 4-5 settimane di impegno Usa nel Golfo sono ormai raddoppiate e il conflitto è sempre più costoso con implicazioni sulla politica interna che Trump non potrà più ignorare.
Nel frattempo, Teheran starebbe per presentare ai mediatori in Pakistan una nuova proposta per porre fine alla guerra. Dalla Casa Bianca Trump aveva fatto intendere che non avrebbe accettato la versione presentata nel fine settimana, che prevedeva prima il cessate il fuoco e solo dopo la risoluzione delle questioni più spinose relative al programma nucleare iraniano.
pete hegseth e donald trump - guerra all iran
E ieri su Truth ha scritto: «L'Iran ci ha appena informato di trovarsi in uno Stato di collasso. Ci chiedono di aprire lo Stretto di Hormuz il prima possibile, mentre cercano di risolvere la loro situazione di leadership (cosa che, credo, riusciranno a fare!)».
https://www.dagospia.com/cronache/pantano-iraniano-in-e-finito-trump-fa-emergere-spaccatura-jd-vance-pete-472467
LA MAMMA DI NICOLE MINETTI E' INGLESE E FACEVA LA CUBISTA IN UNA DISCOTECA DI RIMINI NEGLI ANNI '80 (POI E' DIVENTATA INSEGNANTE DI DANZA)
IL DESTINO E' NEL DNA – LA MAMMA DI NICOLE MINETTI E' INGLESE E FACEVA LA CUBISTA IN UNA DISCOTECA DI RIMINI NEGLI ANNI '80 (POI E' DIVENTATA INSEGNANTE DI DANZA) - IL PADRE E' DI PARMA ED ERA IMPRENDITORE NELL’ORGANIZZAZIONE DI EVENTI - LA 41ENNE MINETTI E' STATA L’IGIENISTA DENTALE PIÙ FAMOSA D’ITALIA, QUELLA CHE NEL 2009 DAGLI STAND DI PUBLITALIA, DOVE FACEVA LA HOSTESS, AVEVA COLPITO COSÌ TANTO L’ALLORA PREMIER SILVIO BERLUSCONI DA CONVINCERLO, L’ANNO DOPO, A CANDIDARLA ALLE REGIONALI DELLA LOMBARDIA NEL LISTINO BLINDATO DEL “PRESIDENTE ROBERTO FORMIGONI”
LA TV, LA POLITICA (E L’ULTIMA BUFERA) «SU DI ME NOTIZIE FALSE E LESIVE»
Estratto dell’articolo di Elvira Serra per il “Corriere della Sera”
Respinge le informazioni diffuse sul suo conto dal Fatto Quotidiano come «prive di fondamento e gravemente lesive della mia reputazione personale e familiare». E dà mandato ai suoi legali affinché «procedano con formale diffida nei confronti dei giornalisti e della testata dalla diffusione di ulteriori notizie false, diffamatorie e lesive».
Nicole Minetti […] L’avevamo lasciata su Instagram il 5 febbraio del 2022, con una tazzina di caffè in una mano e l’indice dell’altra puntato sul bozzetto di un bikini.
[…] era stata l’igienista dentale più famosa d’Italia, quella che nel 2009 dagli stand di Publitalia, dove faceva la hostess, aveva colpito così tanto l’allora premier Silvio Berlusconi da convincerlo, l’anno dopo, a candidarla alle Regionali della Lombardia nel listino blindato del «presidente Roberto Formigoni»: elezione assicurata.
Nata a Rimini da papà parmense imprenditore nell’organizzazione di eventi e da mamma inglese cubista in una discoteca riminese e poi insegnante di danza, una sorella più piccola, Nicole cerca la sua strada all’università di Bologna, ma la trova a Milano, dove si laurea al San Raffaele in Scienze delle professioni sanitarie tecnico-assistenziali e dove però muove anche i primi passi nel mondo della televisione, nei programmi Scorie e Colorado.
Ma è il 2010 l’anno che, nel bene e nel male, ne segnerà il destino. Perché alla fine di ottobre salirà agli onori della cronaca per essere corsa di notte alla Questura di Milano per garantire su una 17enne marocchina sospettata di furto. Si tratta di Karima El Mahroug, fantomatica nipote dell’allora presidente egiziano Hosni Mubarak. Minetti dirà di conoscerla e ne accetterà l’affidamento (anche se poi ridimensionerà il suo ruolo, ammettendo di aver voluto aiutare una ragazza in difficoltà, ma di non averla mai ospitata in casa).
Entrambe le esperienze (quella di consigliera regionale e quella di affidataria di una minorenne) avranno conseguenze dimenticabili: la prima si chiuderà con una condanna definitiva a un anno e un mese per peculato nell’ambito dell’inchiesta di Rimborsopoli, la seconda la porterà a una condanna definitiva a due anni e 10 mesi per induzione alla prostituzione nel processo «Ruby bis». Quarantuno anni oggi, qualche ex famoso (dal rapper Gué Pequeno a Claudio D’Alessio, figlio del cantante Gigi), l’ultima lunga relazione (conclusa?) con Giuseppe Cipriani della celebre famiglia dei ristoratori. […]
https://www.dagospia.com/cronache/mamma-nicole-minetti-e-inglese-faceva-cubista-in-discoteca-rimini-negli-472373
DONALD ALLO SPROFONDO – L'ATTENTATO SUBITO NON HA AIUTATO TRUMP NEI SONDAGGI: IL CONSENSO DEL PRESIDENTE AMERICANO CONTINUA A CALARE -
DONALD ALLO SPROFONDO – L'ATTENTATO SUBITO NON HA AIUTATO TRUMP NEI SONDAGGI: IL CONSENSO DEL PRESIDENTE AMERICANO CONTINUA A CALARE - SOLO IL 34% DEGLI AMERICANI APPROVA IL SUO OPERATO. A META' APRILE IL DATO ERA AL 36% - L'OPINIONE DEGLI ELETTORI USA IN MERITO ALLA POLITICA ECONOMICA DI "THE DONALD" È PERFINO PEGGIORE: SOLO IL 22% DEI CITTADINI SOSTIENE CHE STIA FACENDO UN BUON LAVORO. TE CREDO: CON LA GUERRA CHE HA SCATENATO IN MEDIORIENTE, IL PRESIDENTE USA HA FATTO SCHIZZARE I PREZZI DELLA BENZINA ALLE STELLE...
Usa: consenso presidente Trump ancora in calo, ora al 34%
DONALD TRUMP - CONFERENZA STAMPA DOPO L ATTENTATO ALLA CENA DEI CORRISPONDENTI DELLA CASA BIANCA
(AGI) - Roma, 28 apr. - Il consenso del presidente americano, Donald Trump, secondo il sondaggio Reuters/Ipsos, continua a calare: nell'ultima rilevazione e' al 34%, contro il 36% registrato a meta' aprile.
È ancora piu' marcato il giudizio sull'economia, in particolare sul costo della vita. Solo il 22% degli intervistati approva la gestione di Trump su questo fronte, in calo rispetto al 25% del sondaggio precedente. Il dato conferma come inflazione e spese quotidiane restino tra i punti piu' critici per l'amministrazione.
https://www.dagospia.com/politica/l-attentato-trump-non-aiutato-sondaggi-consenso-presidente-americano-472451











