giovedì 7 maggio 2026

Pare funzioni anche contro il cancro ai reni

 


32 pazienti con tumore al colon. Nessuna chemioterapia. Zero ricadute in quasi tre anni.


Non è uno slogan. È il risultato del trial clinico NEOPRISM-CRC, pubblicato all'AACR 2026.


Il protocollo standard per un tumore al colon in stadio 2-3 funziona così: prima si opera, poi si bombarda il corpo con chemioterapia adiuvante per ridurre il rischio di recidiva. È il paradigma consolidato da decenni. Funziona abbastanza bene — non benissimo, ma abbastanza.


I ricercatori dell'University College London hanno fatto l'opposto.


Hanno selezionato 32 pazienti britannici con tumore al colon in stadio 2-3, tutti con una caratteristica genetica specifica: il cosiddetto deficit del mismatch repair (dMMR), una variante che rende i tumori particolarmente vulnerabili all'immunoterapia. Prima dell'operazione, nessuna chemio. Solo 9 settimane di pembrolizumab — un farmaco che, in sostanza, toglie il freno al sistema immunitario e lo lascia attaccare.


Aspetta. Perché quello che succede dopo è il punto.


Quando i chirurghi sono entrati in sala operatoria, nel 53% dei casi il tumore non c'era più. Non ridotto. Non indebolito. Scomparso. In termini tecnici: risposta patologica completa nel 53% dei pazienti (ITT), 58% sui tumori effettivamente analizzati. Il sistema immunitario aveva già fatto il lavoro.


E qui arriva il dato che cambia tutto.


Ad aprile 2026, a quasi tre anni dall'inizio del trial, l'University College London ha presentato all'AACR il follow-up: zero ricadute. Su 32 pazienti. Nessuno. Il dato statistico che ci si aspetta in questa fascia di pazienti — anche con la cura standard — non è zero. Non è mai zero.


Il trial ha anche risposto a una domanda che nessuno osava fare ad alta voce: se il tumore è già sparito prima dell'operazione, serve davvero operare? In alcuni casi, la risposta potrebbe essere no. La ricerca è ancora in corso su questo fronte, con una coorte espansa a 78 pazienti.


La tossicità? Nessun effetto avverso di grado 3 o superiore. Un solo paziente ha evitato la chirurgia — per scelta propria, non per complicazioni.


Quello che NEOPRISM-CRC ha dimostrato non è solo che l'immunoterapia funziona prima dell'operazione. Ha dimostrato che l'ordine logico della cura che conosciamo da decenni potrebbe essere semplicemente sbagliato — almeno per questa variante genetica del tumore al colon.


Il sistema immunitario, se non viene frenato in tempo, è già il chirurgo migliore disponibile.


In breve:

32 pazienti con tumore al colon hanno ricevuto solo immunoterapia (pembrolizumab) prima dell'operazione, senza chemioterapia

Nel 53% dei casi il tumore era già scomparso quando i chirurghi hanno operato

A quasi 3 anni dall'inizio, zero ricadute su tutti i 32 pazienti — risultato mai visto con la cura standard

Facebook 

Antonio Canova

 


Uno scultore veneziano andò a Parigi da solo e recuperò metà dei capolavori rubati da Napoleone.


Nessun esercito. Nessun mandato formale. Solo Antonio Canova contro le potenze che avevano appena vinto Waterloo.


Torniamo indietro. Tra il 1796 e il 1797, durante la campagna d'Italia, Napoleone non si limitò a conquistare territori. Ordinò il trasferimento sistematico di oltre 500 capolavori italiani a Parigi. Dipinti, sculture, antichità — caricati su carri e portati al Louvre come trofei di guerra.


L'obiettivo era fare di Parigi il centro culturale del mondo. E per un po', ci riuscì.


Nel 1815 Napoleone cade. Le potenze vincitrici si riuniscono a Vienna. L'Italia, che non esiste ancora come stato, non ha nessuno al tavolo delle trattative. Nessun ambasciatore, nessun governo, nessun esercito da mettere sul piatto.


Canova aveva 57 anni ed era lo scultore più famoso d'Europa. Partì per Parigi su incarico del papa Pio VII e si sedette a trattare faccia a faccia con le potenze vincitrici.


Aspetta.


Un singolo uomo, senza potere formale, che contratta la restituzione di opere d'arte contro chi aveva appena ridisegnato la mappa del continente.


Riuscì a portare a casa 249 opere. Dipinti di Raffaello, Tiziano, capolavori che i musei italiani non vedevano da quasi vent'anni. Una vittoria che, nella storia dei saccheggi culturali, non ha praticamente precedenti.


E poi c'è l'altro lato del conto.


Le restanti 248 opere non si mossero. I francesi dissero che spostarle sarebbe stato troppo rischioso. Troppo fragili, troppo grandi, troppo delicate per il trasporto.


Tra quelle 248 c'erano le Nozze di Cana di Paolo Veronese. Una tela di 994 centimetri — il quadro più grande del Louvre — strappata nel 1797 dalla chiesa di San Giorgio Maggiore a Venezia. Oggi è esposta direttamente di fronte alla Gioconda. Il capolavoro veneziano a fare da sfondo permanente al capolavoro fiorentino.


Quelle 248 opere sono ancora lì, al Louvre, oggi.


Quando vai a Parigi e vedi le Nozze di Cana, stai guardando un quadro veneziano che l'Italia ha smesso di rivendicare ufficialmente nel 1815 — perché Canova aveva già fatto il massimo possibile con quello che aveva.


In breve:

Napoleone trafugò oltre 500 capolavori italiani tra il 1796 e il 1797.

Antonio Canova trattò da solo a Parigi nel 1815 e riportò in Italia 249 opere.

Le altre 248, incluse le Nozze di Cana di Veronese, non sono mai state restituite e sono ancora al Louvre.

Facebook 

Hantavirus

 


Non ti tocca, non ti fa tossire. Ti basta respirare.


Non serve toccare un topo. Non serve nemmeno starci vicino mentre è vivo. Basta avvicinarsi al posto sbagliato — una cantina, una soffitta, un garage — e inalare la polvere che si alza mentre pulisci.


Quel che non sapevi è che l'hantavirus non si trasmette per contatto diretto né per tosse. Si trasmette per via aerea, attraverso particelle microscopiche di escrementi o urina secca di topo infetto. Particelle invisibili, sospese nell'aria per minuti interi. Un respiro basta.


Betsy Arakawa, moglie di Gene Hackman, è morta così. Non in una foresta amazzonica. Non in un paese in via di sviluppo. A casa sua, negli Stati Uniti, presumibilmente per inalazione in un ambiente contaminato da roditori. Hantavirus Pulmonary Syndrome — la forma polmonare del virus.


I primi sintomi che ha avuto sono identici a quelli di un'influenza comune: febbre, dolori muscolari, stanchezza. Niente che ti faccia pensare al peggio. Niente che ti mandi al pronto soccorso di corsa.


Spoiler: il peggio arriva dopo.


Quando i sintomi respiratori compaiono — e compaiono in modo brusco — il corpo ha già perso terreno. Da quel momento, la forma polmonare uccide tra il 30 e il 50% dei contagiati. In molti casi, nel giro di 36-48 ore. Non giorni. Ore.


Non esiste un vaccino. Non esiste una cura specifica. Il trattamento è solo di supporto: ossigeno, ventilazione meccanica, sperare che l'organismo regga.


In Italia la variante che circola di più è quella renale — meno aggressiva, mortalità tra l'1 e il 15%, chiamata anche "febbre del topo". Ma dal 2025 la variante polmonare è tornata sotto i riflettori dei centri di sorveglianza europei.


La distanza tra "ho l'influenza" e "sono in terapia intensiva" si misura in ore. E non c'è un farmaco che la colmi.


In breve:

L'hantavirus si trasmette inalando polvere contaminata da escrementi o urina di topo — senza contatto diretto

La forma polmonare uccide il 30-50% dei contagiati, spesso in 36-48 ore dall'esordio respiratorio

Non esiste vaccino né cura specifica; in Italia circola soprattutto la variante renale (mortalità 1-15%)

Facebook 

FRANCO SERANTINI

 


Spira la mattina del 7 maggio, il giorno delle elezioni, come per un macabro destino.


FRANCO SERANTINI

OMICIDIO DI STATO COMPIUTO IL 7 MAGGIO 1972


Anarchico fu picchiato e arrestato dopo le cariche delle forze dell'ordine a Pisa. Portato in prigione il 5 maggio, morì  due giorni dopo lasciato in una cella senza cure. Aveva subito colpi in testa.

La sera del 5 maggio 1972 Serantini è fermo all’angolo di via delle Belle donne, lì dove sfocia sul Lungarno Gambacorti. 

Il tramonto rosseggia le acque del fiume, mentre lui osserva la “sua” città devastata dagli scontri, ode la violenza echeggiare nelle strade antiche, cariche di storia, annusa annichilito gli odori di guerra.

Manca poco alle otto di sera. Sul Ponte di Mezzo si profila minacciosa una colonna formata da una quindicina di camionette e di gipponi, carichi di una sessantina di uomini del secondo e del terzo plotone della terza compagnia del I Raggruppamento celere di Roma. Il primo mezzo abbatte una barricata eretta con automobili bruciate e tabelloni pubblicitari. Serantini assiste all’avanzata, immobile e disarmato.

Una decina di celerini si avventano contro il ragazzo inerme, lo accerchiano, prendono a picchiarlo con furia disumana, coi calci dei moschetti, i manganelli, gli scarponi. I sensi probabilmente accesi da qualche sostanza proibita, lo tempestano di colpi con metodica ferocia, riversando su quel giovane indifeso la loro furia, le loro frustrazioni. Sono dei ventenni, come la loro vittima sacrificale.

Un graduato ferma la mattanza. Serantini, semisvenuto, viene caricato su una jeep, condotto in piazza Garibaldi e poi, su una “Giulia” del pronto intervento, alla caserma Mameli, in via San Francesco, quindi al carcere Don Bosco.


In quella prigione Franco Serantini trascorre trentadue ore di tremenda agonia. La mattina del sabato subisce un interrogatorio; i detenuti si rendono conto della gravità delle sue condizioni, allertano le guardie, ma a nessuno pare importare che quel ragazzo abbia la testa rotta, che si stia lentamente spegnendo, tra atroci sofferenze. Eppure sono in molti a vederlo: gli agenti di custodia, i graduati, il magistrato che lo interroga, i medici che lo visitano frettolosamente, senza neanche misurargli la pressione arteriosa o la frequenza cardiaca, la temperatura, la reattività della pupilla: si limitano a prescrivergli una borsa di ghiaccio. 

Le testimonianze raccolte in seguito sono agghiaccianti: anche un cieco si sarebbe accorto che quel ragazzo era in fin di vita.

La sera del sabato alla tv trasmettono un episodio di Pinocchio, lo sceneggiato di Luigi Comencini. Franco ama la storia di quel burattino che diventa umano, in fondo gli ricorda ciò che è accaduto a lui. Ma quella sera non riesce a muoversi dalla sua cella, sta morendo.

La classe operaia va in paradiso 

Facebook 

mercoledì 6 maggio 2026

Tartaria: quando YouTube diventa l’enciclopedia dei creduloni





Ricordiamocci che YouTube appartiene a Google.

C’è un Impero che non è mai esistito, ma che oggi fattura milioni di views. Si chiama Tartaria.

Secondo migliaia di video, era una civiltà avanzata cancellata dalla storia ufficiale. Aveva energia libera, architettura impossibile, giganti alti 4 metri. Poi un giorno è arrivata la “grande reinizializzazione” del 1800, hanno seppellito tutto sotto 2 metri di fango e nessuno ne ha più parlato. Tranne, ovviamente, i canali con la voce robotica e le immagini AI.

Uno più uno veloce sui fatti:

Cosa dicono i video? 

Tartaria impero mondiale, palazzi sepolti dal fango 

Cosa dice la storia vera? 

“Tartaria” era il nome che i cartografi europei 1600-1700 davano alle zone poco mappate dell’Asia centrale. Tipo scrivere “qui ci sono i draghi” sulle mappe. 

Seminterrati. Nel 1800 costruivano piani sotto il livello strada per stalle e magazzini. Oggi li spacciano per prova del “Mud Flood” 

Architettura impossibile: Stile neoclassico e beaux-arts. L’Esposizione di Chicago 1893 aveva edifici temporanei in gesso. Smontati = “cancellati dalla storia”. .

Tecnologia energia libera: Antenne e cupole = parafulmini e ornamenti. Tesla non c’entra. I video prendono foto di isolatori elettrici e dicono “energia eterica”. 

Il business della fuffa. Il punto non è che la gente ci crede. Il punto è che qualcuno ci guadagna.

Carichi 10 ore di slideshow con musica epica, voce AI e foto di Milano riciclate come “Tartaria di Roma”, e l’algoritmo ti premia. Perché? Watch time alto, titolo clickbait, commenti di gente che litiga. Engagement = soldi AdSense.

lo stesso AdSense che nel 2011 ha bannato un blog di informazione come Grognards2011 con quasi 9 milioni di visite e fonti primarie, oggi spingono video che dicono che il Colosseo era una centrale elettrica.

Morale: Se pubblichi documenti napoleonici veri vieni cancellato per “contenuto duplicato”. Se dici che Napoleone era un tartaro di 3 metri ti arriva l’assegno.

YouTube permette queste stronzate. Punto.

La stessa piattaforma che nel 2011 mi ha tolto AdSense per “contenuto duplicato” con quais  9 milioni di visite e fonti primarie, oggi monetizza 24/7 video che dicono che il Duomo di Milano era una centrale tartara. Stesso algoritmo, due leggi diverse.

Se sei un divulgatore vero ti bannano. Se racconti che i palazzi sono sepolti dal fango perché “resettavano l’umanità”, ti arriva l’assegno AdSense. YouTube non è una piattaforma neutra. È un editore che ha scelto i giganti di fango al posto della storia napoleonica.

Tartaria e la propaganda: quando la fuffa diventa geopolitica*

Non è un caso se il mito di Tartaria è esploso dopo il 2014. Putin stesso ha sdoganato mappe del 1600 per giustificare l’invasione dell’Ucraina: “guardate, qui era tutto nostro, gli ucraini non esistono”. È il vecchio nazionalismo zarista riciclato.

Pezzo dopo pezzo, i canali YouTube hanno preso quella tesi e l’hanno condita di energia libera e Mud Flood. Obiettivo? Rincoglionire l’Occidente. Creare un esercito di analfabeti funzionali convinti che la storia vera sia un complotto e che la Russia sia l’erede di un impero magico.

Ai russi conviene. Agli italiani che odiano “la narrazione ufficiale” piace. Ame è costato quasi 9 milioni di visualizzazioni

Nota storica per analfabeti funzionali: i Tatari esistevano, Tartaria no

Facciamo un po’ di pulizia etimologica, visto che YouTube monetizza gente che non ha mai aperto un vocabolario.

1. I Tatari sono esistiti: Erano popoli turco-mongoli. L’Orda d’Oro, Kazan, Crimea. Hanno fatto il culo ai connazionali di Putin per secoli. Battaglia di Kulikovo 1380, assedio di Mosca 1382, razzie fino al 1700. I russi pagavano tributi all’Orda. Esistono ancora oggi. Fine.

2. Tartaria non è mai esistita: Era il nome che i cartografi europei scrivevano sulle mappe per dire “terre poco conosciute a est”. Non era uno stato. Non aveva un imperatore. Non aveva energia libera.

3. Perché noi diciamo "Tartari"? Per errore medievale. I cronisti europei sentirono “Tatari” e ci aggiunsero una R per assonanza con *Tartaro*, l’inferno greco. Era un insulto: “vengono dall’inferno”. Quindi *Tartaro = inferno greco + Tatari = popolo reale*. I complottari hanno preso l’errore linguistico e ci hanno costruito un impero magico.

4. Nota finale per Mosca: La parola *“Russia” deriva dai Rus’*, vichinghi svedesi. Il loro primo principe, Oleg, è sepolto a Kiev. Kiev è la madre delle città russe, non Mosca. Ma questo ai canali Tartaria non lo dicono, perché smonta tutta la narrativa di Putin.

La presa per il culo finale: L’unica tartaro che è esiste davvero è il portiere dell'Unione Sovietica Rinata Dasaev. Ha parato più lui in una partita di Coppa Campiomi di quante fonti abbiano questi canali in 10 anni di video.

Negazionismo storico Made in YouTube: Firenze non è mai esistita

Il delirio Tartaria non si ferma ai palazzi di fango. Ora colpiscono il sistema accademico italiano alla radice.

Cosa dicono i video monetizzati da YouTube:

1. Firenze è nata nel 1800: Tutto il Rinascimento è fake. Brunelleschi? Invenzione. I Medici? Attori pagati.

2. Napoli non esisteva: Pompei è un set del 1700. Il Vesuvio non è mai eruttato. I Borbone? Mai esistiti.

3. Platone e Marco Aurelio sono invenzioni: La filosofia greca e stoica? Falsi scritti dagli accademici nell’800.

Perché lo fanno? Se distruggi Platone, distruggi la filosofia occidentale. Se dici che Firenze è del 1800, distruggi l’Italia. *Tabula rasa culturale = popolo rincoglionito = perfetto per la propaganda russa.*

La ciliegina avvelenata: Napoleone aveva la bomba atomica

Il delirio tocca il fondo con Mosca 1812.

Cosa dicono i video monetizzati:

1. Grande carestia mondiale del 1812: Non è mai esistita. Confondono tutto. La *vera* carestia fu nel *1816*, l’“Anno senza Estate” per l’eruzione del Tambora 1815.

2. Piccola era glaciale nel 1816 : Falso, la Piccola Era Glaciale va dal 1300 al 1850.

3. Napoleone distrugge Mosca con una bomba nucleare: Usano *un dipinto d’epoca di Mosca che brucia come prova. Peccato che Mosca bruciò perché i russi stessi appiccarono il fuoco per la tattica della terra bruciata.

Il paradosso criminale: Grognards2011 pubblicava articoli con fonti sempre ben visibili bannato da AdSense per "contenuto non appropriato"*. Il canale "Tartaria Nuclear 88" dice che Napoleone aveva l’atomica. *Monetizzato. Brand safe.*

E gli inserzionisti? Coca-Cola, ad esempio, vuole vendere bibite o finanziare Putin?

2017: Coca-Cola scappa da YouTube per gli spot sui video ISIS. Adpocalypse, 750 milioni di danni. YouTube giura: “Mai più”.

2026: gli stessi brand pagano per finire preroll sui video “Napoleone aveva l’atomica” e “Firenze è un falso”. Spot Coca-Cola → 10 ore di negazionismo + mappe zariste + analfabetismo storico.

Il paradosso Grognards2011: Io con quaisi 9 miionln di visite eri “unsafe” nel 2011. Il canale che dice che i Tatari avevano il Wi-Fi è “brand safe” nel 2026. Perché? Perché YouTube ha deciso così.

Coca-Cola, chiediti una cosa: nel 2011 non potevi sponsorizzare Grognards2011. Oggi paghi per finire prima di un video che dice che Firenze non è mai esistita, Napoleone aveva la bomba H, e la Russia è erede di Tartaria. Ma la Russia viene dai vichinghi di Kiev, e i Tatari hanno menato Mosca per 400 anni. Sei sicura che sia brand safety? O stai finanziando la distruzione culturale con i soldi che dovevi dare a me? Questa domanda vale per tutti  gli sponsor di quella piattaforma farlocca.

Come difendersi dalla “grande reinizializzazione” del cervello

1. Controlla le fonti: Un video con musica drammatica non è una fonte. Un libro di storia sì.

2. Cerca la foto originale: 90% delle “prove di Tartaria” sono edifici di Chicago 1893 o dipinti dell’800 scambiati per atomiche.

3. Chiediti chi ci guadagna: Se il canale confonde Tatari con Tartaria, 1812 con 1816, e Kiev con Mosca, non sta cercando la verità. Sta cercando il tuo click.

Tartaria non è mai esistita. Ma la guerra ibrida che usa queste balle per cancellare Firenze, Platone, Napoleone e Kiev esiste eccome. È negazionismo storico pagato da AdSense.

Grognards2011 quasi  9 milioni di visite cancellato AdSense nel 2011 per "contenuto non consono".  

La fuffa che dice che i Rus’ di Kiev non esistono è ancora online. Monetizzata da YouTube. Pagata da Coca-Cola altri inserionisti avveduti.



Fenix

SE RUBIO È QUELLO BRAVO ALLA CASA BIANCA, ALLORA SIAMO MESSI MALE

 

SE RUBIO È QUELLO BRAVO ALLA CASA BIANCA, ALLORA SIAMO MESSI MALE – MOMENTI DI CONFUSIONE DURANTE UNA CONFERENZA STAMPA DEL SEGRETARIO DI STATO USA. IL CAPO DELLA DIPLOMAZIA AMERICANA HA FATTO FATICA A GESTIRE LE RICHIESTE DEI GIORNALIST - A UN CERTO PUNTO HA CERCATO DI DARE LA PAROLA A UNA REPORTER, MA NON È RIUSCITO A FAR CAPIRE A CHI SI STAVA RIVOLGENDO: “LEI SIGNORA, SÌ LEI. IN NERO. NO, NON LEI... QUESTO È IL CAOS, RAGAZZI” – UNA GIORNALISTA CHIEDE: "QUAL È IL SUO NOME DA DJ?". E LUI RISPONDE... 

marco rubio conferenza stampa alla casa bianca 

(LaPresse) – Momento di caos ieri alla Casa Bianca durante una conferenza stampa del segretario di Stato Marco Rubio. Il capo della diplomazia americana sta rispondendo alle numerose domande dei giornalisti presenti e fa fatica a gestire le richieste.

 

Rubio a un certo punto cerca di dare la parola a una reporter indicando i colori degli abiti che indossa ma non riesce a far capire a chi si sta rivolgendo: «Questo è il caos, ragazzi» lo sfogo finale dell'esponente dell'amministrazione Trump.

MARCO RUBIO - CONFERENZA STAMPA ALLA CASA BIANCAMARCO RUBIO - CONFERENZA STAMPA ALLA CASA BIANCA

 

UN PASSEGGERO ANCORA A BORDO DELLA NAVE DA CROCIERA “MV HONDIUS” SU CUI È SCOPPIATO IL FOCOLAIO DI HANTAVIRUS SOSTIENE CHE 23 PERSONE SIANO SBARCATE LO SCORSO 21 APRILE SULL'ISOLA DI SANT'ELENA E HANNO FATTO RIENTRO NEI RISPETTIVI PAESI SENZA CONTROLLI

 

ONDA SU ONDA, ARRIVA LA NUOVA PANDEMIA? – UN PASSEGGERO ANCORA A BORDO DELLA NAVE DA CROCIERA “MV HONDIUS” SU CUI È SCOPPIATO IL FOCOLAIO DI HANTAVIRUS SOSTIENE CHE 23 PERSONE SIANO SBARCATE LO SCORSO 21 APRILE SULL'ISOLA DI SANT'ELENA E HANNO FATTO RIENTRO NEI RISPETTIVI PAESI SENZA CONTROLLI – PER L’OMS, AL MOMENTO SONO OTTO I SOSPETTI CASI DI INFEZIONI, DI CUI TRE CONFERMATI – L’IMBARCAZIONE ARRIVERA SABATO A TENERIFE – L’INFETTIVOLOGO MATTEO BASSETTI: “CON L'HANTAVIRUS NON C'È DA SCHERZARE, QUESTO VIRUS CONTAGIA DA UOMO A UOMO…”

hantavirus topi nave crociera  

PASSEGGERO SU NAVE CON HANTAVIRUS, '23 PERSONE SBARCARONO SENZA CONTROLLI'

hantavirus

(ANSA) - MADRID, 06 MAG - Ventitré passeggeri della crociera Mv Hondius sono sbarcati lo scorso 21 aprile sull'isola di Sant'Elena, nell'Atlantico meridionale, e hanno fatto rientro nei rispettivi Paesi senza controlli immediati, nonostante il focolaio di hantavirus a bordo. Lo riferisce un passeggero spagnolo, rimasto sulla nave, contattato da El Pais, secondo cui "ci sono 23 persone in giro e fino a tre giorni fa nessuno le aveva contattate", ha assicurato l'uomo, mantenendo l'anonimato.  

 

I passeggeri, provenienti da diversi Paesi - fra cui Australia, Stati Uniti, Taiwan e Inghilterra - avrebbero ripreso la loro vita normale, dopo il rientro, senza essere stati sottoposti ad alcuna misura precauzionale.  

 

nave da crociera Mv Hondius - focolaio di hantavirus

Almeno una di queste persone, secondo il racconto del passeggero, sarebbe stata infettata dall'hantavirus. Si tratta dell'uomo che è poi stato ricoverato questa mattina in un'ospedale in Svizzera. "Non si sentiva bene del tutto ed è andato in ospedale e questa mattina è risultato positivo", è il racconto del passeggero spagnolo.  

 

Soltanto negli ultimi tre giorni l'Organizzazione Mondiale della Salute avrebbe iniziato a contattare le persone sbarcate, una circostanza che solleva interrogativi sulla gestione iniziale del tracciamento. L'Oms ha confermato che il focolaio è legato al virus del ceppo andino, l'unica variante del virus trasmissibile tra esseri umani, Il bilancio complessivo è di otto casi, tre dei quali mortali, con un paziente in terapia intensiva a Johannesburg.

 

HANTAVIRUS: OMS, OTTO CASI SOSPETTI DI CUI TRE CONFERMATI

hantavirus

(LaPresse) - Sono otto i sospetti casi di Hantavirus, di cui tre confermati tramite test di laboratorio, legati alla nave da crociera MV Hondius. Lo ha affermato il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus.

 

"L'Oms continuerà a collaborare con i Paesi per garantire che pazienti, contatti, passeggeri ed equipaggio abbiano le informazioni e il supporto necessari per rimanere al sicuro e prevenire la diffusione del virus", ha aggiunto.

 

MADRID, 'LA NAVE COL FOCOLAIO HANTAVIRUS ARRIVA SABATO A TENERIFE 

nave da crociera Mv Hondius - focolaio di hantavirus

(ANSA) - MADRID, 06 MAG - La nave crociera Mv Hondius con il focolaio di hantavirus attraccherà sabato all'isola di Tenerife nel porto di Granadilla de Abona e i passeggeri stranieri saranno evacuati nei rispettivi Paesi d'origine.   

 

Lo ha annunciato la ministra spagnola della Sanità, Monica Garcia, nella conferenza stampa successiva alla riunione interministeriale alla Moncloa sulla crisi sanitaria. I 14 spagnoli che viaggiano sulla nave saranno sottoposti a controlli alle Canarie e trasferiti in aereo a Madrid, dove resteranno in quarantena all'ospedale Ulla di Madrid.

 

"Saremo particolarmente attenti alla sicurezza, proteggeremo le persone che arrivano, ma adotteremo anche le misure necessarie di salute pubblica, in modo che, se ci saranno persone sintomatiche, non trasmettano" il virus "alla popolazione" e i passeggeri spagnoli "resteranno in quarantena all'ospedale militare Gomez Ullà di Madrid" ha poi aggiunto la ministra Garcia, nel chiarire i dettagli dell'operazione concordata con la Commissione europea e la Oms.  

 

topi - hantavirus

I passeggeri della crociera, appartenenti a circa 22 nazionalità, dalle Canarie saranno rimpatriati direttamente nei paesi d'origine. Mentre gli spagnoli saranno trasferiti, dopo una prima valutazione medica, su un aereo militare alla base militare di Torrejon de Ardoz (Madrid) e da là all'ospedale Gomez Ullà di Madrid.   

 

La scelta di Granadilla di Abona è per la vicinanza all'aeroporto internazionale di Tenerife sud. La ministra ha fatto il punto della situazione: "La mv Hodiuns è alla fonda vicino Praia, capitale di Capo Verde, dove una squadra di epidemiologi del Centro europeo per la prevenzione e controllo delle malattie, ha verificato che a bordo ci sono tre casi. Tre persone sintomatiche che in questo momento sono evacuate presso i Paesi Bassi", ha segnalato.  

 

HANTAVIRUS

La titolare della Sanità ha chiarito che il medico della nave, che ieri presentava una situazione più critica per il contagio da hantavirus "è stato stabilizzato", per cui non sarà trasferito in Spagna, come aveva chiesto a Madrid il governo olandese, ma sarà evacuato in Olanda.  

 

"Tutti i passeggeri ad oggi e l'equipaggio sono asintomatici", ha anche detto Monica  Garcia. "Una volta conclusa l'evacuazione a Capo Verde, la nave continuerà il viaggio verso le Canarie, dove è atteso l'attivo nel giro di tre giorni al porto secondario di Granadilla di Abona, a 10 minuti dall'aeroporto sud di Tenerife". 

 

HANTAVIRUS

Là sarà avviata "un'operazione congiunta" di valutazione sanitaria, finalizzata a rimpatriare "tutti i membri dell'equipaggio e tutti i passeggeri", con "tutti i protocolli sanitari necessari" e un "meccanismo europeo di protezione civile". "Tutto il proccesso è diretto dalla Commissione europea e avrà l'appoggio della Oms e del meccanismo di Protezione civile già attivato", ha assicurato l'esponente del governo spagnolo, specificando che anche i trasporti saranno effettuati in situazione di isolamento "ad hoc" per evitare contatti.    

 

HANTAVIRUS

Garcia ha ricordato che "la trasmissione tra umani non è abituale, ma non si può escludere, e si produce sempre in situazioni di contatto molti stretto fra persone sintomatiche". E ha evitato polemiche con il governatore delle Canarie, Fernando Calvijo, che si oppone alla decisione, affermando di essere "in contatto permanente a tutti i livelli" con l'autorità regionale.    

 

Da parte sua, il ministro dell'Interno, Fernando Grande Marlaska, ha spiegato che la scelta di Tenerife come porto di destinazione è perché è il più vicino con capacità di prestare aiuti: "Non solo perchè riunisce le condizioni necessarie, ma perché abbiamo un meccanismo dell'Ue necessario per poter garantire un rimpatrio con le condizioni di maggiore sicurezza", ha affermato.

 

HANTAVIRUS, BASSETTI: NON C'È DA SCHERZARE, SONO MOLTO PREOCCUPATO

matteo bassetti

(askanews) - "Il problema più grosso arriverà da  quella nave da crociera, con l'hantavirus non c'è da scherzare,  questo virus contagia da uomo a uomo, sono molto, molto, molto  preoccupato. Come lo è tutto il mondo". Lo ha detto  l'infettivologo Matteo Bassetti intervenendo a "Un Giorno da  Pecora" su Rai Radio1.