Il 24 febbraio del 391 d.C. l'imperatore #Teodosio vietava ogni forma di sacrificio pagano (anche privato), di avvicinarsi ai templi e adorare le statue o altri oggetti sacri ivi contenuti (Cod. Theod. XVI, 10, 10):
«L'Augusto Imperatore (Teodosio) ad Albino, prefetto del pretorio.
Nessuno violi la propria purezza con riti sacrificali, nessuno immoli vittime innocenti, nessuno si avvicini ai santuari, entri nei templi e volga lo sguardo alle statue scolpite da mano mortale perché non si renda meritevole di sanzioni divine ed umane. Questo decreto moderi anche i giudici, in modo che, se qualcuno dedito a un rito profano entra nel tempio di qualche località, mentre è in viaggio o nella sua stessa città, con l'intenzione di pregare, venga questi costretto a pagare immediatamente 15 libbre d'oro e tale pena non venga estinta se non si trova innanzi a un giudice e consegna tale somma subito con pubblica attestazione. Vigilino sull'esecuzione di tale norma, con egual esito, i sei governatori consolari, i quattro presidi e i loro subalterni.
Milano, in data VI ante calende* di marzo sotto il consolato di Taziano e Simmaco.»
Il successivo 11 maggio (Cod. Theod. XVI, 7, 4) Teodosio emanò un secondo decreto che regolamentava le pene per i lapsi (i #cristiani che erano "ricaduti" in pratiche pagane); il 16 giugno infine venne ribadito il decreto del 24 febbraio, vietando nuovamente di avvicinarsi e guardare i templi (Cod. Theod. XVI, 10, 11).
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* il calcolo è da farsi così: 28 febbraio (non bisestile) + 1 = 1 marzo = calende, a cui si deve sommare un giorno (esiste il giorno prima delle calende, il 28 febbraio ma il 27 è tre giorni prima delle calende, che si contano due volte). Quindi è [28 + 1x2 (=1 marzo)] - 6 = (28 +2) - 6 = 30 - 6 = 24 febbraio
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