giovedì 20 agosto 2026

John Amirante

 

John Amirante (May 12, 1934 – April 17, 2018) was an American singer who was the anthem singer of the New York Rangers at Madison Square Garden from 1980 until his retirement in 2015.[1] He also sang the anthem for the New York Yankees and New York Mets. He was born in The Bronx, New York.[2]

Amirante died on April 17, 2018, at the age of 83.[3][4]

 

 

John Amirante
BornMay 12, 1934
The Bronx, New York, U.S.
DiedApril 17, 2018 (aged 83)
New York City, New York, U.S.
Years activec.1979–2018
Known forAnthem singer for the New York Rangers

 

References

  1. "Amirante sings final anthem for Rangers". Archived from the original on April 20, 2015. Retrieved April 17, 2018.
  2. DeLessio, Joe. "John Amirante on Performing the National Anthem at Rangers Games and Being Wooed by the Devils". Retrieved April 17, 2018.
  3. "Rangers anthem singer Amirante dies at age 83". Archived from the original on April 18, 2018. Retrieved April 17, 2018.
  4. "John Amirante, Longtime Anthem Singer for the Rangers, Dies at 83". The New York Times. April 17, 2018.

https://en.wikipedia.org/wiki/John_Amirante 

VANNACCI, GIOCA COI FANTI, MA LASCIA STARE I SANTI! – L’EX GENERALE HA DEFINITO SAN PAOLO UN “CAMERATA”

 

VANNACCI, GIOCA COI FANTI, MA LASCIA STARE I SANTI! – L’EX GENERALE HA DEFINITO SAN PAOLO UN “CAMERATA”: “LA NORVEGIA HA DECISO DI NON CONCEDERE SUSSIDI PRIMA DEI CINQUE ANNI DI PERMANENZA NEL PAESE PERCHÉ, CITO IL CAMERATA SAN PAOLO, ‘CHI NON LAVORA NEPPURE MANGI’” – PER TUTTA RISPOSTA UNDICI SACERDOTI ADERENTI ALLA FONDAZIONE “INTERESSE UOMO” HANNO SCRITTO UNA LETTERA DI PROTESTA AL LEADER DI FUTURO NAZIONALE: “LE SACRE SCRITTURE NON SI PRESTANO A ESSERE RIDOTTE A UN MANIFESTO POLITICO” – È INTERVENUTO ANCHE IL MOVIMENTO DEI CRISTIANI RIFORMISTI: “VANNACCI CONFONDE L’ESORTAZIONE DEL SANTO A UNA VITA SPIRITUALE E MORALE MIGLIORE CON UNA SORTA DI RIGIDO ORDINE MILITARESCO”

roberto vannacci san paolo 

Estratto dell’articolo da “Il Giorno”

 

roberto vannacci alla versiliana 1

L’uscita di Roberto Vannacci su San Paolo fa infuriare la Chiesa. Il generale qualche giorno fa ha definito l’apostolo delle genti, uno dei pilastri della storia cristiana, un «camerata». A protestare pubblicamente è un gruppo di preti, ma la loro lettera segue altri interventi di esponenti di Chiesa per contrastare il leader di Futuro Nazionale.

 

«Le Sacre Scritture non si prestano a essere ridotte a un manifesto politico» è quanto scrivono, manifestando «profondo dissenso e sconcerto». Con questa lettera inviata a Vannacci, undici sacerdoti aderenti alla Fondazione ‘Interesse Uomo’ che opera tra Sicilia e Basilicata per il contrasto all’usura e al sovraindebitamento, marcano la propria distanza dal partito del generale.

 

san paolo

A intervenire è anche il Movimento dei Cristiani Riformisti: «Nelle sue esternazioni, il generale Vannacci compie un grave errore di valutazione: confonde l’esortazione del Santo a una vita spirituale e morale migliore con una sorta di rigido ordine militaresco. Ridurre il messaggio Paolino a una mera disciplina di caserma dimostra una totale mancanza di comprensione del testo sacro, o peggio ancora una totale ignoranza», ha sottolineato il presidente Antonio Mazzocchi. [...]


https://www.dagospia.com/politica/vannacci-gioca-coi-fanti-lascia-stare-i-santi-l-ex-generale-definito-san-484182

 

È MORTO A 77 ANNI FRANK BEARD, STORICO BATTERISTA DELLA BAND TEXANA ZZ TOP. ERA L’UNICO MEMBRO DEL TRIO A NON PORTARE LA LUNGA BARBA CHE HA RESO ICONICA L’IMMAGINE DELLA BAND

 

È MORTO A 77 ANNI FRANK BEARD, STORICO BATTERISTA DELLA BAND TEXANA ZZ TOP. ERA L’UNICO MEMBRO DEL TRIO A NON PORTARE LA LUNGA BARBA CHE HA RESO ICONICA L’IMMAGINE DELLA BAND – IL GRUPPO, INSERITO NELLA "ROCK AND ROLL HALL OF FAME" NEL 2004, HA INTERROTTO IL TOUR IN CORSO – GLI ZZ TOP SI ERANO FORMATI A HOUSTON NEL 1969. IL LORO SOUND, NATO DALL'INCROCIO TRA PSICHEDELIA, BLUES E ROCK, SI ERA DEFINITO NEGLI ANNI '70 CON ALBUM COME “TRES HOMBRES” E BRANI DIVENTATI CULT COME “LA GRANGE”. NEGLI ANNI ’80 HANNO OTTENUTO UN NUOVO GRANDE SUCCESSO CON “ELIMINATOR”, ANCORA OGGI UNO DEI DISCHI ROCK PIÙ VENDUTI DI SEMPRE…

billy gibbons - dusty hill - frank beard - zz top  

Estratto dell’articolo da “La Stampa”

 

FRANK BEARD

Frank Beard, storico batterista degli ZZ Top e per oltre mezzo secolo cuore ritmico del celebre trio texano, è morto all’età di 77 anni.

 

La band ha annunciato la scomparsa sui social con un messaggio firmato da Billy F. Gibbons: «Oggi, Elwood ed io abbiamo perso un grande amico e collaboratore, e il mondo ha perso uno dei batteristi più naturalmente innovativi e un grande e vero figlio del Texas. Il suo backbeat inconfondibile è stato la chiave per tenere gli ZZ sempre al top».

 

Billy Gibbons - Dusty Hill - Frank Beard - zz top

A seguito della morte di Beard, gli ZZ Top hanno cancellato i concerti previsti a Salt Lake City e Colorado Springs. [...]

 

Frank Lee Beard era nato l’11 giugno 1949 a Frankston, Texas. Entrato negli ZZ Top fin dagli esordi, nel 1969, è stato per decenni l’unico membro del trio a non portare la lunga barba che ha reso iconica l’immagine della band: un dettaglio paradossale, visto che il suo cognome significa proprio “barba”.

 

Gli ZZ Top si erano formati a Houston nel 1969, mantenendo per oltre cinquant'anni la stessa formazione: Billy Gibbons alla voce e chitarra, Dusty Hill al basso e Frank Beard alla batteria. [...]

 

Billy Gibbons - Dusty Hill - Frank Beard - zz top

Il loro sound, nato dall'incrocio tra psichedelia, blues e rock, si era definito negli anni '70 con album come Tres Hombres e brani diventati cult come La Grange. Negli anni '80, con l'introduzione dei sintetizzatori e videoclip entrati nell'immaginario collettivo, il trio aveva raggiunto una nuova vetta di popolarità con Eliminator (1983), ancora oggi uno dei dischi rock più venduti di sempre.

 

Beard era considerato uno dei batteristi più solidi e riconoscibili del rock americano: essenziale, preciso, con un groove asciutto che ha definito il suono degli ZZ Top. Apparentemente semplice, il suo stile era una macchina perfetta che teneva insieme il blues texano e la modernità degli anni '80.

 

Billy Gibbons - Dusty Hill - Frank Beard - zz top

Con gli ZZ Top ha venduto 50 milioni di album (25 milioni negli Stati Uniti), ottenuto 8 successi nella Top 40, 6 primi posti nella Mainstream Rock Songs e 3 MTV Video Music Awards. Il 15 marzo 2004 è stato inserito, insieme a Billy Gibbons e Dusty Hill, nella Rock and Roll Hall of Fame.

https://www.dagospia.com/media-tv/e-morto-77-anni-frank-beard-storico-batterista-band-texana-zz-top-era-484184 

 

Christian Caggia morto a 23 anni, il tragico scontro fra scooter e moto: un mezzo prende fuoco, grave un coetaneo

 


L'incidente nella notte in Salento, sulla provinciale Galatina-Galatone

Christian Caggia morto a 23 anni, il tragico scontro fra scooter e moto: un mezzo prende fuoco, grave un coetaneo


Tragedia nella notte sulla provinciale Galatina-Galatone (Lecce), dove un 23enne di Galatina, Christian Caggia, ha perso la vita in un violento incidente stradale. Un coetaneo, residente a Galatina, è rimasto gravemente ferito. Lo schianto è avvenuto lungo la strada provinciale 47, nei pressi della centrale elettrica.

L’allarme è scattato poco dopo le 3. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, per cause in corso di accertamento si sono scontrati uno scooter Piaggio e una motocicletta Yamaha R7. L’impatto è stato violento e uno dei due mezzi ha preso fuoco, rimanendo completamente distrutto dalle fiamme.
Caggia, era alla guida dello scooter. Nonostante l’intervento dei soccorritori, per il giovane non c’è stato nulla da fare: è morto sul posto. 

Il conducente della Yamaha, è stato soccorso dagli operatori del 118 e trasferito in codice rosso all’ospedale Vito Fazzi di Lecce.


Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Maglie, impegnati nello spegnimento dell’incendio e nella messa in sicurezza dell’area. Per i rilievi e gli accertamenti è intervenuta la Polizia di Stato, con gli agenti del Commissariato di Galatina. Sono in corso le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

https://www.leggo.it/italia/cronache/20_agosto_2026_christian_caggia_morto_incidente_galatina-9716268.html 

 

 

Marta muore a 33 anni dopo un intervento di chirurgia estetica "tre in uno": «Ha lottato fino alla fine». Aveva tre bambini

 


Sarebbe stata dimessa il giorno successivo all'operazione, ma il 14 agosto ha iniziato ad accusare malori ed è stata nuovamente ricoverata in ospedale

Marta Kelly (foto IG @oficialmarcuss)
Marta Kelly (foto IG @oficialmarcuss)


È morta a 33 anni Marta Kelly, influencer brasiliana seguita da oltre 500mila persone tra TikTok e Instagram, dove condivideva contenuti dedicati alla moda e raccontava la sua vita di madre di tre figli. Il decesso è avvenuto pochi giorni dopo un intervento di chirurgia estetica definito "tre in uno". A darne notizia, come riporta il Daily Mail, è stato il marito Marcus Vinicius, che ha pubblicato sui social un lungo messaggio di addio.

Secondo quanto riferito, Kelly si era sottoposta il 12 agosto a un intervento che combinava liposuzione, impianto di protesi mammarie e addominoplastica. Sarebbe stata dimessa il giorno successivo all'operazione, ma il 14 agosto ha iniziato ad accusare malori ed è stata nuovamente ricoverata in ospedale. È morta lunedì 17 agosto; le cause del decesso non sono state rese note. L'ultimo post pubblicato dall'influencer risale al 6 agosto e la ritraeva durante una visita di consulenza per un intervento di aumento del seno.

«Abbiamo perso la battaglia»

Nel post pubblicato, Vinicius ha scritto che la moglie ha «combattuto fino all'ultimo momento con tutta la forza che aveva», prima di perdere la battaglia. «Non credo che nessuna frase possa spiegare la quantità di dolore che sto provando in questo momento», ha proseguito.

 

 

Una decerebrata contro un medico

 


"Sig. Bassetti, lei dice che ho "perso tempo" a fare la ballerina? 

E io le dico: meglio una pirouette onesta che un camice bianco indossato per coprire sei anni di prese per il culo alla gente. 

Medici, giornalisti, politici: tutti in fila, tutti colpevoli. 

Per ignoranza, per paura, per denaro, non importa. 

Il risultato è lo stesso. 

E il vero problema non è la mia carriera, è l'impunità di tutte queste persone. 

Lei disprezza chi non ha il suo titolo, ma evita il confronto con chi ha i suoi stessi titoli e la pensa diversamente. 

Preferisce attaccare me, perché sa che il like del gregge di pecore lobotomizzate le costa meno ed è più facile di una risposta a un collega scomodo. 

Lei parla di scienza, ma io parlo di verità. 

E la verità, al pari della scienza, non si persegue con l’arroganza. 

Si cerca. Ma per cercarla, bisogna prima smettere di sentirsi intoccabili. 

Il problema non è che io abbia ballato. 

È che lei ha giurato di curare e invece ha scelto di fare da spalla a un sistema che ha reso malati anche i sani. 

La verità non la cerca chi ha il camice, ma chi ha il coraggio di toglierselo. 

E lei, quel coraggio, non ce l'ha mai avuto".

Heather Parisi

Facebook 

Inoki vs Williams

 


Il 27 febbraio 1980, al Kuramae Kokugikan di Tokyo (il vecchio Sumo Hall), di fronte ad una folla di circa undicimila spettatori, si svolse uno degli scontri più iconici nella storia degli sport da combattimento giapponesi: il karateka americano Willie Williams affrontò il leggendario pro-wrestler giapponese Antonio Inoki per il World Martial Arts Heavyweight Championship. 🇯🇵


Williams, un colosso alto quasi due metri e praticante di Kyokushin karate (stile a contatto pieno fondato dal leggendario Maestro Mas Oyama, del quale ho parlato ieri in un altro post), era un atleta di grande carisma. 🥋

Aveva gareggiato nei campionati mondiali full-contact promosso da Mas Oyama e aveva acquisito fama anche per un’esibizione cinematografica in cui “combatteva” contro un orso. 

Inoki, fondatore della New Japan Pro-Wrestling nel 1972 e icona indiscussa in Giappone, era all’apice della propria carriera e continuava a promuovere incontri interstile (dopo il famoso match con Muhammad Ali del 1976) per dimostrare la superiorità del wrestling sulle altre discipline da combattimento. 🤼


Il match, sebbene predeterminato secondo le logiche del pro-wrestling, fu estremamente intenso e caotico. 

Williams, con i guantoni, poteva colpire con i pugni; Inoki, a mani nude, poteva usare solo le mani aperte per i colpi alla testa. 

I due si scambiarono calci, proiezioni e tentativi di sottomissione. 

Uscirono più volte dal ring, con i rispettivi accompagnatori (i karateka di Williams e i wrestler di Inoki) che intervenivano. 


La sfida terminò per un doppio conteggio fuori del ring al quarto round, dopo che entrambi erano caduti all'esterno del quadrato.

Nonostante il risultato di parità, l’incontro divenne leggendario in Giappone. 

Nel 2003 fu votato da alcuni analisti specializzati come il miglior match professionale di combattimento del ventesimo secolo nel paese del Sol Levante. 

È considerato un precursore delle MMA (Mixed Martial Arta) moderne per la sua formula di scontro tra stili diversi.


Quasi diciassette anni dopo, il 4 gennaio 1997 al Tokyo Dome, i due si affrontarono di nuovo, ma stavolta Inoki vinse per sottomissione in poco più di quattro minuti. 

Willie Williams continuò a combattere per varie promotion di arti marziali miste prima di ritirarsi nel 2000. 

Se n'è andato nel 2019, mentre Inoki nel 2022.


Quel match del 1980 resta un pezzo di storia, un momento in cui karate e wrestling si scontrarono sul ring, contribuendo a gettare le basi di ciò che oggi chiamiamo arti marziali miste. 


#AntonioInoki #WillieWilliams #Karate #Wrestling #JapanWrestling #Giappone #Anni80 #Puroresu #NJPW

Facebook