giovedì 16 aprile 2026

Palermo è anche questa...

 


ESCLUSIVO - Quelle parole choc di Natoli e Scarpinato: "Paolo Borsellino era pure lui un gran coglione, come me…". E quei legami col grande maestro della massoneria. E sull'avvocato dei figli del dottor Borsellino: “Lo vogliono candidare per Fratelli d'Italia, immagina se lui gli può rompere il giocattolo, si fa sparare piuttosto…”. “O Paolo Borsellino, buonanima, era pure lui un grande coglione come me che aveva il grande maestro della massoneria col muro confinante e non se n'era mai accorto oppure Palermo è questa!!! […] picchì proprio, ci pinzava stamatina, dissi: è splendido! se io muoio, se io muoio, i miei figli potranno andare a fare le conferenze nell'Anm alla pari di Manfredi Borsellino con capacità argomentative ben superiori a quelle di Manfredi! È chiaro? picchì iddu ppì ora che ave? u vantaggio che so patre murìu e iu ristavu vivu?! (Perché lui ha il vantaggio che suo padre è morto e io sono rimasto vivo ndr)”.


Sono parole scioccanti, pronunciate da Gioacchino Natoli, ex membro del pool antimafia che fu proprio di Falcone e Borsellino, uomo vicinissimo al pentastellato Scarpinato. Ora emergono nuovi elementi inquietanti grazie a un’intercettazione emersa dal lavoro della Commissione antimafia guidata da Chiara Colosimo.


I due protagonisti sono Natoli e il senatore del Movimento 5 Stelle Roberto Scarpinato, ex procuratore generale di Palermo, che prendono di mira anche i Borsellino. In una lunga conversazione in cui Natoli e Scarpinato si accordavano sulle domande che quest’ultimo avrebbe rivolto al primo in ipotesi di una sua (probabile) escussione e concordavano i temi che Natoli avrebbe dovuto sviluppare con l’ausilio del senatore, il quale avrebbe dovuto “alzargli la palla” per consentirgli di introdurre determinate circostanze che entrambi erano interessati a fare emergere, il 18 gennaio 2024 Scarpinato chiede a Natoli: “Senti, ma tu da chi l’hai saputo che Borsellino (l’avvocato ndr) ha chiesto di essere sentito dopo che sentivano te (in commissione antimafia ndr)?”. Natoli risponde: “Minchia, nel… oggi ha fatto un’intervista, o meglio, ieri ha fatto un’intervista a ‘La Nazione’ in cui… e festeggia la formidabile audizione del dottor Lama, che aveva avuto intuizioni, eccetera… e, dice, Lama che è stato sentito dalla commissione, che sentirà anche il dottor Natoli, in esito alla cui audizione, eventualmente chiederò di essere risentito io” e poi aggiunge “addivintò (diventò ndr) un juke box”.


A quel punto Scarpinato risponde che “ho capito… ho sentito dire in ambiente giornalistico che lo vogliono candidare per Fratelli d’Italia all’Europee, gli stanno facendo questa proposta”. E Natoli: “E figurati! Certo, certo, certo…”. Poi Scarpinato si esprime in modo ancora più pesante: “Immagina se lui gli puoi rompere il giocattolo con cui ha costruito la sua notorietà mediatica. Si fa sparare piuttosto”. E ancora Scarpinato: “Che poi scusa, pensandoci bene, se quest’uomo avesse avuto un minimo di equilibrio, appena gli consegnavano quel documento di smagnetizza, alzava il telefono e diceva ‘Natoli, mi spieghi questa cosa?’”.


Come la stessa Commissione evidenzia, “la quasi totalità delle conversazioni telefoniche tra il presidente Natoli e il senatore Scarpinato riguarda non le indagini nell’ambito del procedimento cosiddetto ‘mafia appalti’, bensì gli accordi presi dagli stessi circa l’attività da svolgere da parte di ciascuno di loro nell’ambito della commissione di inchiesta: fatto questo (non costituente ipotesi di reato) che non era previsto né prevedibile”.


Infatti “le prime intercettazioni delle conversazioni Natoli/Scarpinato vanno a ascritte esclusivamente al fatto che il dottor Natoli ha telefonato ‘a tappeto’ ha un ingente numero di magistrati, di personale amministrativo della procura di Palermo e di ufficiali di polizia giudiziaria".


© il giornale.it


#palazzodeiveleni🥹

#dossiermafiaappalti 

#tuttosullamafiaealtrenotiziedicronaca 

#covodivipere #nidodivipere 


- IO STO DALLA PARTE DELLA PRESIDENTE CHIARA COLOSIMO.

- IO STO DALLA PARTE DELL'AVVOCATO DEI FIGLI DEL DOTTOR BORSELLINO (FABIO TRIZZINO).

- IO STO DALLA PARTE DI LUCIA BORSELLINO, MANFREDI BORSELLINO E FIAMMETTA BORSELLINO 


Giuro, non mi sconvolge nulla. 🤢

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Un'applauso all'elettorato illuminato di destra

 


In italia abbiamo due  poveri ignoranti votati da un branco di deficienti: uno diplomato al liceo classico, l’altra al professionale dell’istituto  alberghiero Vespucci di Roma ( neppure avrebbe i requisiti per accedere all’ università). I poveracci che li hanno votati pensavano che queste  due nullità avrebbero  risolto i loro problemi, 

invece ci troviamo con il diesel a 2,50 al litro per la prima volta nella storia, senza abolire ne’ accise, ne’ Legge Fornero, senza il ponte sullo stretto e senza aver realizzato una sola riforma decente! La Spagna che per anni ha pagato il prezzo per la sua storia recente ci ha superati in tutti gli aspetti: economici, politici e sociali. I politici autenticamente preparati ed avveduti fanno certo la differenza rispetto a due chiacchieroni senza arte ne’ parte, bugiardi, opportunisti ed inconcludenti!

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Quanta coglionaggine in pochi metri quadri

 


Ospite di Red Ronnie insieme al Maestro Spirituale Bernard Rouch (Terapeuta Energetico, Sensitivo e Lettore dell'Aura che parla coi Mondi Invisibili), Marcello Foa annuncia di aver raccolto attorno a sé “una squadra di giornalisti e analisti molto qualificata” e di aver aperto un nuovo, imperdibile canale online per tutti coloro che si sono rotti le balle delle bugie del Mainstream: LIBERTIMEDIA.

“In un periodo in cui il Pensiero Unico sembra voler plasmare e controllare l’opinione pubblica, la nostra missione è difendere con coraggio il pluralismo e coltivare con rigore la coscienza critica, senza mai abbracciare facili dogmi né piegarsi a interessi di potere.” 

Fra gli "analisti molto qualificati", troviamo dei veri cavalli di razza: Alberto Contri, Enrica Perucchietti, Mario Giordano, Francesco Borgonovo, il Generale Fabio Mini e Maddaalena Loy.

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Ad maiora.

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I fermenti supremi dell'Arminio Ottone

 


PERCHE’ E’ SEMPRE UNA BUONA IDEA SISTEMARE L’INTESTINO  PRENDENDO I PROBIOTI…

1) Perché esiste una stretta correlazione tra come sta l’intestino ed il cervello. Se i tuoi batteri buoni sono tanti e stanno bene, non sei depressa.

2) Perché il microbiota sano aiuta a rimanere generalmente in ottima salute. Pancia a posto vuol dire sistema immunitario forte

3) Perché un intestino sano permette di assorbire meglio i nutrienti quando mangiamo. Se il microbiota non sta bene non digerisci nulla. Non sei una macchina meccanica ma un organismo unitario.

4) Perché un intestino sano si muove meglio e aiuta nello smaltire le tossine con le feci. Magari non vai al bagno perché i tuoi probioti sono pochi 

5) Perché forse non lo sai ma un intestino che sta bene fa si che guariscano le psoriasi e le dermatiti. E’ nota da migliaia di anni in medicina cinese la correlazione tra il derma e l’intestino crasso.

6) Perché un intestino che sta bene ti salva dalle infezioni genitali. Le donne hanno spesso cistiti e gli uomini dopo i 50 spesso hanno infiammazione alla prostata. Questo è dovuto anche da un microbiota che non sta bene.

Potrei ancora andare avanti a raccontarti come il microbiota sia importante per la salute ma credo che questo basti.

Ho creato un prodotto specifico a lunga durata per sostenere le funzionalità dell’intestino.

I prodotti commerciali a base di fermenti lattici  hanno di solito dosi per 7-10 giorni.

E’ un tempo irrisorio per ripristinare la flora batterica.

I miei Fermenti Supremi sono tre ceppi di lattobacilli tra i migliori sulla piazza.

Il prodotto dura 30 giorni ma io ti consiglio di fare almeno 3 mesi.

Ho inserito nel mio integratore anche i “prebiotici” vale a dire la “pappa buona” per rinforzare il tuo microbiota, quello che tu hai già.

Inoltre ho addizionato tutto con le vitamine B per riparare alle deficienze di un microbiota debole. Poi ho inserito camomilla e finocchio perchè utilizzati da secoli a sostegno dell intestino. 


Se prendi due dei miei FERMENTI SUPREMI hai in omaggio il terzo barattolo.

Basta un messaggio su whatsapp per saperne di più.

Mi puoi scrivere al 3314501323  

LA SALUTE E’ UNA TUA SCELTA

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Quando metti gli incompetenti al comando

 


Ritardi fino a 220 minuti, guasti ovunque, linee bloccate. Solo negli ultimi due giorni abbiamo avuto (di nuovo) una paralisi del sistema ferroviario.


E il Ministro delle Infrastrutture pensa al “remigrazione summit” che si terrà tra due giorni a Milano. Mi pare giusto. 


Perché Salvini, in perdita di consenso da mesi, anziché pensare che forse, dico forse, potrebbe non farsi detestare da milioni di pendolari intervenendo con serietà sul trasporto ferroviario, fa il tombarolo dei temi più abbietti e brutali cercando nuovi sbocchi di consenso (deportare persone nate qui non è proprio una cosetta tranquilla). E nel far questo, neanche si rende conto di star pure perdendo tempo: è cotto, andato, politicamente scaduto. I soggetti di dubbia intelligenza e di vuota moralità che chiedono la remigrazione non si rivolgeranno certo a un politico che ha cambiato tremila volte posizione nel giro di pochi anni, ma a quell’altro individuo che Salvini stesso, con mossa geniale, ha creato: Vannacci. 


Comunque vada nei prossimi tempi, ciò che davvero mi auguro è che Matteo Salvini non tocchi più neanche un sotto-ufficio di un dipartimento di un qualunque ministero. I danni che sta facendo questo individuo alla costante ricerca di consenso, che ha piegato uno dei ministeri più importanti del Paese alla sua sola esigenza elettorale, richiederanno anni per essere sanati.

Leonardo Cecchi 

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Quelli del Foglio giusto le analisi del sangue possino fare al massimo...

 


L’ONU NON DIFENDE PIÙ I DIRITTI DELL’UOMO. 

DIFENDE IL DIRITTO DEI DITTATORI A NON ESSERE DISTURBATI MENTRE LI CALPESTANO.


da Il Foglio, 14 APRILE


All’Onu uno spettacolo di grottesco cinismo. Il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite ha nominato l’Iran al Comitato per la programmazione e il coordinamento, l’organo che detta la linea su diritti umani, diritti delle donne, disarmo e prevenzione del terrorismo. Nello stesso giro, Cina, Cuba, Arabia Saudita e Sudan sono stati eletti per acclamazione al comitato sulle ong, ovvero il tribunale che decide quali organizzazioni della società civile possano accedere al tempio sacro dei diritti umani a Ginevra. Solo gli Stati Uniti hanno avuto il coraggio di definire Iran, Cuba e Nicaragua “unfit”, inadatti. Il resto del “mondo libero” – Canada, Francia, Spagna, Norvegia, Paesi Bassi, Australia, Regno Unito, Finlandia, Svizzera, Austria – ha avallato le nomine. L’Iran teocratico, quello che impicca omosessuali e fa strame di dissidenti, reprime nel sangue le proteste delle donne che osano mostrare un ciuffo di capelli, quello che finanzia Hezbollah, Hamas e gli houthi spargendo terrore dal Libano allo Yemen, quello che ha massacrato migliaia di manifestanti solo nei mesi scorsi, siederà dunque a decidere le politiche globali sui diritti delle donne e sulla lotta al terrorismo. E ieri è uscito il rapporto sulla pena di morte in Iran: 1.639 impiccati nel 2025, record di sempre. E noi gli diamo la penna per scrivere le risoluzioni sul “gender equality” e sul “counter-terrorism”.


Secondo il rapporto annuale congiunto dell’organizzazione norvegese Iran Human Rights e dell’associazione parigina “Insieme contro la pena di morte” (Ecpm), se la Repubblica islamica “sopravviverà all’attuale crisi, esiste il serio rischio che le esecuzioni vengano utilizzate in modo ancora più esteso come strumento di oppressione e repressione”. Più di quattro esecuzioni al giorno nel 2025 e il 2026. Questa è la terza nomina di peso dell’Iran all’Onu in un mese. Prima è stato eletto vicepresidente Abbas Tajik nella Commissione Onu per lo sviluppo sociale, che si occupa della “promozione della democrazia, l’uguaglianza di genere e la garanzia della tolleranza e della non violenza”; poi Teheran si è preso la vicepresidenza della commissione incaricata di attuare la Carta delle Nazioni Unite. 


Con il suo apparato di sorveglianza totale, i campi di rieducazione nello Xinjiang dove un milione di uiguri vengono “rieducati” attraverso lavoro forzato, sterilizzazioni e indottrinamento, Pechino ora vigilerà sulle ong che osano criticare i regimi autoritari. La scena è degna del Palazzo dell’assurdo: un dissidente tibetano o un avvocato per i diritti umani di Hong Kong che chiede udienza all’Onu e si ritrova davanti un funzionario del Partito comunista che decide se la sua voce merita di essere ascoltata.


Poi c’è Cuba. L’isola che esporta miseria e repressione, dove gli oppositori finiscono in carcere per “delitti contro la rivoluzione”, siede con diritto di veto sulle ong che vorrebbero denunciare queste violazioni. Questo comitato sulle ong ha il potere di accreditare o cancellare migliaia di gruppi della società civile. Con una maggioranza di dittature al suo interno, il rischio – già annunciato da UN Watch – è lampante: verranno bocciate le poche voci indipendenti che all’Onu denunciano il genocidio uiguro, la repressione iraniana e le prigioni cubane e verranno invece promosse le ong-fantoccio create dai regimi stessi, quelle che recitano il rosario dei “diritti umani all’orientale”. 


Hillel Neuer di UN Watch ha detto: «È come mettere Al Capone a capo della lotta contro il crimine organizzato». Ha ragione, ma forse è persino peggio. Al Capone, almeno, non pretendeva di essere il paladino della legalità internazionale. Lo chiamano “multilateralismo”, ma è la resa dell’universalismo occidentale al relativismo culturale più ipocrita. 


L’Onu non difende più i diritti dell’uomo. Difende il diritto dei dittatori a non essere disturbati mentre li calpestano.

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Zen 6737

 


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