sabato 16 maggio 2026

Tau chi 401

 


Zen 394

 


3 esercizi di Tai Chi

 


Ricevuto Fence 👊 solo esercizi, niente chiacchiere.


Ecco 3 esercizi di Tui Shou da fare subito, dal più semplice al più “cattivo”:


1. *Sticky Hands Base - 2 mani*

*Obiettivo*: sentire il contatto senza perdere la struttura.  

*Come si fa*: 

- In piedi faccia a faccia col partner. Avambracci a contatto.

- Spingete leggermente in circolo: lui spinge, tu cedi e segui. Tu spingi, lui cede.

- Regola: il contatto non si stacca mai. Se stacchi, hai perso.

*Errore comune*: spingere di forza. Devi spingere col corpo, non col bicipite.


2. *Ascolto e Radicamento - 1 mano*

*Obiettivo*: capire dove l’altro è debole senza guardarlo.  

*Come si fa*:

- Una mano a contatto sul polso/avambraccio dell’altro.

- Lui spinge dove vuole, tu non resisti. Sposti i piedi, ruoti il bacino, scarichi a terra.

- Dopo 30 sec invertite.

*Focus*: senti quando il suo peso si sposta sul tallone. Lì è squilibrato.


3. *Fajin Corto su Squilibrio*

*Obiettivo*: collegare lo squilibrio all’emissione di forza.  

*Come si fa*:

- Partite da sticky hands. Tu cerchi di spostargli il centro di 2-3 cm avanti.

- Appena senti che è leggero davanti, emetti un colpo di palmo secco di 10 cm. Non serve forza, serve tempismo.

- Subito torni morbido. Non è un pugno, è una “spintarella” esplosiva.

*Attenzione*: fallo piano all’inizio. Senza protezione spacchi le costole.


*Regola d’oro*: se fai 10 min di questi 3 esercizi ogni giorno, in 2 settimane inizi a sentire cose che prima non sentivi. Senza sparring non serve a niente, ma senza questo non hai sparring che funzioni.


Vuoi che ti faccio un’immagine con la posizione dei piedi e delle mani per l’esercizio 1?


Tecnica del lenzuolo

 


L’audio dice: *"fajin de tai chi"* 


Quindi parli del *fajin* nel Tai Chi.


*Fajin* 爆勁 = “forza esplosiva”. È il momento in cui nel Tai Chi passi dal rilassato/molle al rilascio improvviso di potenza. Non è forza muscolare bruta, ma coordinazione di corpo intero: piedi che spingono, anche che girano, colonna che si srotola, e tutto esce dal pugno o dalla mano in un istante.


*Come funziona in pratica:*

1. *Song* - ti rilassi completamente. Niente tensione nelle spalle, braccia molli.

2. *Accumulo* - arrotoli energia nella postura. Tipo molla che carichi.

3. *Fang* - rilasci tutto in un colpo secco, partendo da terra. Il suono “fa” viene da lì.


*Esempi classici nel Tai Chi:*

- Colpo di pugno in “Pugno sotto il gomito”

- Spinta improvvisa in “Push hands” quando rompi l’equilibrio dell’altro

- Colpo di gomito/spalla in forma


È il contrario del movimento lento e continuo che vedi nelle dimostrazioni pubbliche. Quello serve a costruire la struttura. Il fajin è l’applicazione marziale.


Vuoi che ti spieghi l’esercizio base per iniziare a sentire il fajin, tipo “scuotere il lenzuolo” o “aprire e chiudere”?


L’audio dice: *"Sì spiegami l'esercizio fajin e ti puoi scuotere il lenzuolo"*


Sì, “scuotere il lenzuolo” è proprio l’esercizio base per sentire il fajin senza farti male.


L’esercizio “Scuotere il lenzuolo” - 放抖劲


Serve per imparare a creare l’onda di forza che parte da terra e arriva alle mani, senza usare solo le braccia.


*Come si fa:*

1. *Posizione*: Piedi alla larghezza spalle, ginocchia morbide, peso centrato. Immagina di tenere un lenzuolo grande davanti a te con entrambe le mani, all’altezza del petto.

2. *Rilassati*: Spalle giù, gomiti un po’ piegati, polsi morbidi. Niente tensione. Se sei rigido non funziona.

3. *Scendi e sali*: Piega leggermente le ginocchia spingendo a terra. Poi raddrizza le gambe in modo esplosivo, come se spingessi il pavimento via da te. 

4. *L’onda*: Quel colpo di forza sale da piedi → caviglie → anche → vita → colonna → spalle → braccia → polsi. Le mani si muovono da sole in avanti e indietro di 10-15 cm, come se stessero scuotendo il lenzuolo per farlo vibrare.

5. *Non tirare con le braccia*: Se le braccia fanno da sole, sbagli. Il movimento deve partire da sotto. Le braccia sono solo la frusta.


*Cosa devi sentire*: Un “fruscio” o vibrazione che parte dai piedi e arriva alle dita. Un colpo secco, breve, poi torni subito rilassato.


*Errori comuni:*

- Usare solo le braccia → ti stanchi e non è fajin

- Trattenere il respiro → tieni il respiro naturale, espira leggero sul rilascio

- Andare troppo forte subito → parti piano, la potenza viene dopo


Fallo 2-3 min al giorno. Quando lo senti, prova a farlo con un pugno aperto: quella vibrazione è il fajin.


Vuoi che ti faccia un’immagine passo-passo della postura corretta per questo esercizio?




Fajin

 


Il *fajin* 勁發 è “emissione di forza” nel tai chi e nelle arti marziali interne cinesi.


Non è forza muscolare normale. È forza che parte da terra, passa per le gambe, il bacino, la colonna, e esce in un colpo secco di 5-15 cm.


*3 punti chiave:*


1. *Radice a terra*: senza appoggio solido, non emetti niente. È come sparare con una pistola senza appoggiarla: rincula tutto. Il fajin scarica a terra e risale.

2. *Rilascio improvviso*: prima sei morbido, zero tensione. Il corpo è come una frusta arrotolata. Al momento giusto si srotola tutto in 0.2 sec. Se sei rigido prima, perdi il 90% della potenza.

3. *Struttura allineata*: schiena dritta, bacino sotto, spalla rilassata. La forza non esce dal braccio. Il braccio è solo il tubo. L’esplosione viene dal _dantien_, 3 dita sotto l’ombelico.


*Esempio pratico nel Tui Shou*: 

Ti attaccano, tu cedi e li sbilanci in avanti di 3 cm. Appena sono leggeri davanti, il fajin è una spinta di palmo corta che li fa volare indietro di 1 metro. Senza squilibrio, il fajin è solo una pacca.


*Errore comune*: la gente contrae il petto e il braccio e pensa che sia fajin. Quello è “forza morta”. Il fajin vero non fa rumore, non ha tensione visibile, ma sposta.


Vuoi che ti faccia un’immagine che mostra la catena di forza da piede a palmo?

venerdì 15 maggio 2026

IL FALLIMENTO DEL SISTEMA SANITARIO ITALIANO: LE PERSONE SONO COSTRETTE A RINUNCIARE ALLE CURE

 

IL FALLIMENTO DEL SISTEMA SANITARIO ITALIANO: LE PERSONE SONO COSTRETTE A RINUNCIARE ALLE CURE – SECONDO L’OCSE, QUASI L’8% DEGLI ITALIANI NON PUO' PROSEGUIRE LE TERAPIE PER I TEMPI ECCESSIVI. A CIÒ SI AGGIUNGE LA BASSA COPERTURA PUBBLICA PER LE PRESTAZIONI AMBULATORIALI E ODONTOIATRICHE, CHE SPESSO SPINGE I PAZIENTI A PAGARE PER ACCEDERE PIÙ RAPIDAMENTE AI PRIVATI. SI CREA UNA FORTE DISUGUAGLIANZA, IN BARBA ALLA COSTITUZIONE (ART. 32: “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL'INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITÀ, E GARANTISCE CURE GRATUITE AGLI INDIGENTI”)

liste d'attesa sanità 

Ocse, il 7,6% degli italiani rinuncia alle cure per le liste d'attesa

poverta sanitaria 5

(ANSA) - Le lunghe liste d'attesa rappresentano il principale ostacolo nel sistema sanitario italiano, causando nel 2023 la rinuncia alle cure mediche necessarie da parte del 7,6% della popolazione.

 

A ciò si aggiunge la bassa copertura pubblica per le prestazioni ambulatoriali e odontoiatriche, che spesso spinge i pazienti a pagare di tasca propria per accedere più rapidamente ai fornitori privati. Ciò crea una forte disuguaglianza: nel 2024, gli adulti a rischio di povertà erano oltre 2,5 volte più propensi a segnalare bisogni sanitari insoddisfatti rispetto alla popolazione generale. Lo rileva il report dell'Ocse 'Profilo della Sanità 2025: Italia' presentato oggi al Cnel.

   

poverta sanitaria 1

L'eccessiva lunghezza delle liste d'attesa ha interessato 2,7 milioni di persone, quasi il doppio rispetto agli 1,5 milioni registrati nel 2019, a indicare come la pandemia abbia acuito un problema di vecchia data. I ritardi si concentrano nei punti di accesso alle cure specialistiche: le visite iniziali e gli esami diagnostici hanno rappresentato oltre il 60% di tutti gli ostacoli all'accesso legati ai tempi di attesa, superando di gran lunga i problemi relativi alle fasi successive del trattamento.

 

LISTE DI ATTESA MALATI DI TUMORE - DATAROOM

Per combattere i tempi di attesa sempre più lunghi, l'Italia ha lanciato il Piano nazionale per la gestione delle liste d'attesa.

https://www.dagospia.com/cronache/vero-fallimento-sistema-sanitario-italiano-costrette-rinunciare-473277 

 

IL TERZO MONDO SIAMO NOI – QUASI UN BAMBINO ITALIANO SU QUATTRO VIVE AL DI SOTTO DELLA SOGLIA DI POVERTÀ, UNO DEI TASSI PIÙ ELEVATI IN EUROPA

 

IL TERZO MONDO SIAMO NOI – QUASI UN BAMBINO ITALIANO SU QUATTRO VIVE AL DI SOTTO DELLA SOGLIA DI POVERTÀ, UNO DEI TASSI PIÙ ELEVATI IN EUROPA – LA DISEGUAGLIANZA ECONOMICA INFLUISCE SU DIVERSI ASPETTI DELLA VITA DEI RAGAZZINI, COME L’EDUCAZIONE, L’ALIMENTAZIONE E LO STILE DI VITA: TRA I RAGAZZI DELLE FAMIGLIE PIÙ BENESTANTI, L’84% HA COMPETENZE BASE IN MATEMATICA E LETTURA, CONTRO MENO DEL 45% TRA QUELLI PIÙ POVERI E I BAMBINI DI FAMIGLIE A BASSO REDDITO HANNO UNA PROBABILITÀ 1,7 VOLTE MAGGIORE DI ESSERE IN SOVRAPPESO – IL RAPPORTO UNICEF…

bambini poveri poverta 

Da www.ansa.it     

 

bambini poveri 3

Quasi un bambino italiano su quattro vive al di sotto della soglia di povertà: il 23% dei bambini italiani vive in famiglie con un reddito inferiore al 60% della media nazionale - uno dei tassi più elevati in Europa. E' quanto emerge dal report: "Opportunità disuguali - bambini e disuguaglianza economica, di Unicef office of strategy and evidence - Innocenti.

 

L'Italia occupa il 12mo posto nella classifica sul benessere dei bambini su 37 paesi. Si trova nel primo terzo della classifica per quanto riguarda il benessere mentale (10mo posto), mentre si colloca nella fascia media per quanto riguarda la salute fisica (17mo posto) e le competenze (25mo posto).

 

Tra I paesi con dati comparabili inclusi nel rapporto, l'Italia si colloca al 22mo posto su 40 per quanto riguarda la disparità di reddito, con il quintile più ricco della popolazione che guadagna 5,35 volte il reddito del quintile più povero. Si colloca al 30mo posto per quanto riguarda la povertà infantile, con un tasso pari al 23,2%.

 

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Tra i paesi per cui il rapporto fornisce dati comparabili, l'Italia si colloca al 15mo posto su 41 per quanto riguarda l'entità del divario nelle competenze di base in matematica e lettura tra i bambini provenienti dalle famiglie più ricche e quelli provenienti dalle famiglie più povere: l'84% dei bambini appartenenti al quintile delle famiglie più ricche ha competenze di base in matematica e lettura, rispetto a poco meno del 45% dei bambini appartenenti al quintile più povero.

 

«La disuguaglianza influisce profondamente sul modo in cui i bambini imparano, su ciò che mangiano e su come vivono la vita» ha dichiarato Bo Viktor Nylund, direttore dell'Unicef Innocenti.

«Per limitare gli effetti più gravi della disuguaglianza, dobbiamo investire con urgenza nella salute, nella nutrizione e nell'istruzione dei bambini delle comunità più vulnerabili».   

 

Secondo il rapporto, esiste una chiara correlazione tra livelli più elevati di disuguaglianza economica e la salute dei bambini. Nel mondo, i bambini che crescono nei paesi con il maggior livello di disuguaglianza hanno una probabilità 1,7 volte maggiore di essere in sovrappeso rispetto a quelli che vivono nei paesi con minor livello di disuguaglianza, il che potrebbe essere dovuto a un'alimentazione di qualità inferiore e al fatto di saltare i pasti.

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Mettendo in evidenza i dati relativi ai paesi dell'Unione Europea, il rapporto sottolinea inoltre che solo il 58% dei bambini appartenenti a famiglie che rientrano nel quintile più povero della popolazione gode di ottima salute, rispetto al 73% di quelli appartenenti al quintile più ricco.

Il rapporto evidenzia poi una relazione tra disuguaglianza economica e rendimento scolastico.

 

Osserva che i paesi in cui il divario tra ricchi e poveri è più ampio tendono a registrare, nel complesso, risultati scolastici inferiori. Nei paesi con il più alto livello di disuguaglianza, il 65% dei bambini rischia di lasciare la scuola senza aver acquisito competenze di base in lettura e matematica, rispetto al 40% dei bambini nei paesi con il più basso livello di disuguaglianza.

 

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Queste disparità tra i vari paesi si riscontrano anche all'interno dei singoli paesi, dove si registrano notevoli differenze nei risultati dei voti scolastici tra i ragazzi provenienti dalle famiglie più abbienti e quelli provenienti dalle famiglie più povere. In media, l'83% dei quindicenni appartenenti al quintile più ricco della popolazione possiede competenze di base in matematica e lettura, rispetto al 42% di quelli appartenenti al quintile più povero.

 

Il rapporto esorta i governi ad adottare misure in diversi ambiti politici per ridurre al minimo l'impatto delle disuguaglianze sul benessere dei bambini, in particolare attraverso la riduzione della povertà infantile. 

 

IL 27% DEI BAMBINI E ADOLESCENTI ITALIANI È IN SOVRAPPESO

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 Il 27% dei bambini e degli adolescenti italiani di età compresa tra i 5 e i 19 anni è in sovrappeso, in linea con il trend di lunga data che vede un'elevata prevalenza di sovrappeso nei paesi dell'Europa meridionale. Se a ciò si aggiunge il divario alimentare legato al tenore di vita, ne emerge che l'alimentazione nei primi anni di vita costituisce una chiara leva politica sia per l'equità sociale che per i risultati in materia di salute infantile. E' quanto emerge dal rapporto - "Opportunità disuguali - bambini e disuguaglianza economica" Unicef Innocenti.

 

Dal report emerge anche che le abitudini alimentari dei bambini variano notevolmente a seconda del reddito familiare.

 

obesita infantile 1

Tra gli italiani di età compresa tra gli 11 e i 15 anni, il 22% dei ragazzi provenienti da famiglie a basso reddito consuma verdura ogni giorno, contro il 39% di quelli provenienti da famiglie ad alto reddito: un divario di 17 punti percentuali. Il consumo giornaliero di frutta si attesta al 32% (basso reddito) contro il 40% (alto reddito).

 

Il consumo giornaliero di bevande zuccherate mostra un andamento inverso: il 18% nelle famiglie a basso reddito e il 12% in quelle a reddito elevato. Questi divari - osservano gli estensori del report - suggeriscono che le politiche alimentari rivolte alle famiglie a basso reddito (pasti scolastici, programmi di distribuzione di frutta e verdura, regolamentazione dello zucchero) affrontano una disuguaglianza reale e misurabile. 

 

IN ITALIA MORTALITÀ PER SUICIDIO TRA GIOVANISSIMI TRA LE PIÙ BASSE IN UE

adolescenti suicidio

  La mortalità per suicidio tra i 15-19enni è di 2,82 per 100.000, uno dei tassi più bassi in Europa: è quanto emerge dal rapporto "Opportunità disuguali - bambini e disuguaglianza economica" di Unicef Innocenti.

 

Gli adolescenti italiani - si legge nel rapporto - dichiarano un livello di soddisfazione di vita relativamente elevato, ma il divario è marcato. Il 73% dei quindicenni italiani dichiara un alto livello di soddisfazione di vita. Tra gli adolescenti appartenenti al 20% con il contesto socioeconomico più svantaggiato, la percentuale è del 66%. Nel 20% con il contesto socioeconomico più favorevole, sale al 79%, con un divario di 13 punti percentuali.

 

depressione tra gli adolescenti

Inoltre, gli adolescenti italiani dedicano più tempo ai compiti rispetto ai coetanei di quasi tutti gli altri paesi inclusi nel report: più della metà dei quindicenni raggiunge un livello di competenza di base in matematica e lettura, ma con marcate differenze socio-economiche. Il 57% dei quindicenni italiani raggiunge un livello di competenza di base sia in matematica che in lettura.

 

Tra gli adolescenti del quintile socioeconomico più basso questa percentuale scende al 45%; nel quintile più alto sale all'84%. Il divario di 39 punti percentuali tra i due estremi del gradiente sociale è una delle più grandi disuguaglianze nell'apprendimento riscontrabili nei dati italiani. La 'segregazione scolastica' è moderata, il che suggerisce che il divario nell'apprendimento non sia determinato principalmente dalla scuola frequentata dagli studenti.

adolescenti suicidio 2

 

L'indice di 'segregazione scolastica' in Italia è pari a 0,23, il che indica che gli studenti provenienti da contesti socioeconomici diversi sono relativamente ben distribuiti tra le scuole. Il notevole divario nei risultati di apprendimento deriva quindi prevalentemente dall'interno del sistema scolastico o da fattori ad esso correlati. Ciò rimanda a fattori quali l'orientamento precoce verso i percorsi secondari accademici, tecnici e professionali a partire dai 14 anni, le risorse familiari e le condizioni al di fuori della scuola, nonché le differenze nella qualità dell'insegnamento e nelle risorse scolastiche tra le regioni. 

 

https://www.dagospia.com/cronache/bambino-italiano-vive-soglia-poverta-dei-tassi-piu-473832