QUALCHE RAGIONE PER ESSERE INCAZZATI CON L’ITALIA, GLI AMERICANI CE L’HANNO. E RIGUARDA LA NOSTRA SICUREZZA NAZIONALE
– IL CLAMOROSO CASO DEGLI SCANNER DEL COLOSSO CINESE "NUCTECH"
ACQUISTATI DALL’AGENZIA DELLE DOGANE E DEI MONOPOLI NONOSTANTE FOSSERO
DI QUALITÀ INFERIORE E NON CORRISPONDESSERO PIENAMENTE ALLE RICHIESTE – È LA CRONACA DI UN SUICIDIO ALL’ITALIANA:
PRIMA "NUCTECH", SU CUI L'EUROPA INDAGA DA ANNI, VIENE ESCLUSA DAL
BANDO, POI FA RICORSO AL TAR, VINCENDOLO. A QUEL PUNTO L’AGENZIA DELLE
DOGANE, INVECE DI RISPONDERE ALLE CONTESTAZIONI, CEDE E NON IMPUGNA LA
SENTENZA – GLI AMERICANI CHE C’ENTRANO? LA
CONCORRENTE DIRETTA (CHE AVEVA VINTO LA PRIMA ASSEGNAZIONE) È LA
STATUNITENSE "RAPISCAN" – L’INCHIESTA DEL “FOGLIO”, I RISCHI PER
L'ITALIA E IL VIZIETTO DEI CINESI PER LE FRODI DOGANALI...
GLI SCANNER DELLA DISCORDIA FRA TRUMP E MELONI
Estratto dell’articolo di Luciano Capone e Giulia Pompili per “il Foglio”
giorgia meloni e donald trump al vertice nato di ankara - foto lapresse
Al di là delle accuse via social e dei meme, c’è un
aspetto molto concreto nel risentimento del presidente americano Donald
Trump nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Secondo due fonti americane consultate dal Foglio e a
conoscenza del dossier, l’Amministrazione accusa Palazzo Chigi di
arrendevolezza su alcune questioni di sicurezza nazionale, che poi
riguardano anche la sicurezza dei sistemi Nato e del commercio
internazionale.
E c’è un dossier in particolare, del quale da sei
anni si occupano gli emissari della Casa Bianca in Italia: gli scanner
del colosso cinese Nuctech presenti nelle dogane italiane.
Al centro della storia ricostruita per la prima volta
dal Foglio c’è infatti l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, una gara
d’appalto per l’acquisto di cinque scanner backscatter – una tecnologia
cruciale per rilevare materiali nascosti dentro container o veicoli che
passano la dogana – e l’ostinazione con cui, per qualche ragione, è
stato favorito il colosso cinese rispetto ai competitor.
incontro tra roberto alesse e l amministrazione delle dogane cinesi
I fatti […] si svolgono nell’estate e nell’autunno
del 2021. Due anni prima era stata aperta una gara per l’acquisto di
cinque scanner con tecnologia backscatter […]. L’allora direttore
generale delle Dogane, Marcello Minenna, nominato nel 2020 su
indicazione del M5s, ritiene che per una tecnologia così sensibile nei
criteri di gara non si possa dare priorità solo al parametro economico –
cioè a quello che costa meno – e quindi il bando viene revocato.
Ne nasce una procedura negoziata e un acquisto “di
urgenza”: il team tecnico-legale dell’Agenzia si mette in moto per
garantire valutazioni più concrete sulla sicurezza e procedere
direttamente all’acquisizione.
roberto alesse yu jianhua,
A partecipare alla nuova gara sono il colosso degli
scanner americano Rapiscan, con sede a Billerica, in Massachusetts, e la
cinese Nuctech. Entrambi propongono all’Agenzia delle dogane visite sul
posto per parlare degli scanner, ma a Macao nessuno può andare per via
della politica Zero Covid imposta da Pechino.
La scelta, dal punto di vista puramente tecnico e di
sicurezza, è però abbastanza facile: “Gli scanner proposti dai cinesi
erano oggettivamente di qualità tecnica inferiore e poco sicuri”, dice
al Foglio una fonte che ha partecipato all’analisi tecnica.
yu jianhua, roberto alesse
“Il sistema funziona così: l’operatore nel camioncino
non vede l’immagine reale registrata dal backscatter, ma un’immagine
stock che il computer associa a quello che crede di vedere dentro il
container. Faccio un esempio: se dentro ci sono droni, ma il software è
impostato in modo che a quell’immagine corrisponda una foto stock di
banane, l’operatore che ha davanti un container pieno di droni vedrà
solo banane”.
Del resto, i dubbi su Nuctech circolavano da tempo.
Già nel dicembre 2020 il dipartimento del Commercio americano aveva
inserito Nuctech nella lista nera del Bureau of Industry and Security
per motivi di sicurezza nazionale, mentre il Canada annullava un
contratto da 6,8 milioni di dollari con l’azienda.
nuctech
Anche in Europa i dubbi non sono nuovi: un articolo
del New York Times di due giorni fa scrive che l’Ue “sta indagando se il
sostegno governativo” a Nuctech “abbia garantito alle imprese cinesi un
vantaggio competitivo sleale”, e che l’esito dello scontro “potrebbe
influenzare il futuro delle relazioni tra Cina e Ue”.
I sospetti internazionali in parte influiscono sulla
decisione dell’Agenzia delle Dogane italiana, che nell’estate di cinque
anni fa assegna la fornitura dei cinque scanner mobili a Rapiscan. Il
mese successivo però Nuctech, rimasto escluso dalla procedura, presenta
ricorso al Tar del Lazio, che concede la sospensiva cautelare inaudita
altera parte – prima ancora, cioè, di sentire le ragioni
dell’amministrazione. Ed è in quel momento che la vicenda prende una
direzione sorprendente.
beppe grillo milena gabanelli massimo dalema presentazione libro blu dell agenzia delle dogane e dei monopoli 2020
L’Agenzia delle Dogane inizia a raccogliere materiale
per dimostrare che l’esclusione dalla gara è valida. Nel suo ricorso,
Nuctech menziona una decisione di acquisizione di scanner cinesi da
parte delle Dogane della Danimarca.
Solo che le dogane danesi, contattate dal team
tecnico-legale italiano, riferiscono che inizialmente la gara era sì
stata vinta dai cinesi, ma poi era stata revocata, perché dal punto di
vista della sicurezza gli scanner cinesi non erano equivalenti a quelli
americani.
Una prova, insomma, che sembrava smontare l’argomento
centrale del ricorso. Contattata dal Foglio, la Toldstyrelsen (la
Danish Customs Agency) conferma di aver inviato all’Agenzia delle Dogane
italiana una lettera in cui spiegava le ragioni per cui Nuctech era
stata poi esclusa dalla gara, ma di non poterla condividere con i media
per ragioni di sicurezza.
SCANNER CINESE DI NUCTECH CONSEGNATO DALL ITALIA A CIPRO PER FOOD FOR GAZA
E così si potrebbe pensare che l’Agenzia delle Dogane
abbia usato quelle informazioni per difendersi, invece succede il
contrario. Il 23 settembre 2021, cioè il giorno successivo all’udienza
cautelare, l’avvocato Alessandro Canali, il dirigente della direzione
generale delle dogane che stava preparando le difese per
l’amministrazione, viene rimosso dal proprio incarico, senza preavviso.
Il 3 marzo del 2022 esce la sentenza del Tar, che
accoglie la domanda della società cinese: tra i motivi dell’accoglimento
viene citata la gara che Nuctech si era aggiudicata in Danimarca –
senza alcuna menzione della sua successiva esclusione.
conte xi jinping
Evidentemente i giudici non erano stati messi a
conoscenza dei problemi rilevati dalle dogane danesi, e che l’Agenzia
delle Dogane italiana non aveva depositato in giudizio quella
documentazione.
La stessa Agenzia decide di non impugnare la sentenza.
Ma oltre al danno arriva la beffa, perché al momento
della consegna degli scanner Nuctech a Livorno, nel maggio 2025, si
scopre che le apparecchiature mancano di un elemento considerato
imprescindibile dal bando di gara: una finestrella che avrebbe dovuto
permettere all’operatore interno di vedere l’esterno. Un problema che
avrebbe dovuto imporre la restituzione degli scanner al fornitore, e che
invece non impedisce che vengano comunque collaudati, installati e
pagati.
GIORGIA MELONI XI JINPING
Mentre il contenzioso Rapiscan-Nuctech si consumava
nelle aule del Tar, però, i rapporti tra Adm e i rappresentanti
istituzionali cinesi proseguivano su altri tavoli. Tanto che il 26
giugno del 2023 il nuovo direttore dell’Agenzia delle Dogane, Roberto
Alesse, riceve a piazza Mastai la delegazione dell’Amministrazione
generale delle Dogane della Repubblica popolare cinese e il ministro Yu
Jianhua, per “rilanciare i programmi di collaborazione doganale
reciproca”.
Nel frattempo però quegli scanner sono sempre più un
problema, e sembra quasi che l’Agenzia abbia bisogno di impiegarli in
modo diverso.
Il 9 luglio del 2024, nell’ambito dell’iniziativa del
governo italiano “Food for Gaza”, si svolge a Larnaca, a Cipro, la
cerimonia di consegna alle autorità doganali cipriote di uno scanner “di
ultima generazione” destinato ad agevolare il transito degli aiuti
umanitari verso Gaza. Le immagini diffuse dall’Agenzia mostrano
chiaramente […] il marchio Nuctech accanto al logo dell’iniziativa “Food
for Gaza”.
Roberto Alesse
[…]
PORTI, MERCI E FRODI FISCALI: COME LA CINA DOMINA L’EUROPA
Estratto dell’articolo di Milena Gabanelli e Francesco Tortora per “Dataroom – Corriere della Sera” – articolo del 25 marzo 2026
[…] Nel 2025 le importazioni Ue dalla Cina hanno
registrato un ulteriore aumento contribuendo a un nuovo record del
deficit commerciale europeo nei confronti di Pechino stimato intorno ai
360 miliardi di euro, più 18% rispetto al 2024. Anche grazie ai dazi
imposti da Trump negli Usa, l’Europa è diventata il mercato di sbocco
dell’eccesso di export cinese.
La quasi totalità di questi prodotti viaggia via nave
su portacontainer. La Cina, attraverso le compagnie statali COSCO e
China Merchants Group, possiede la più grande flotta mercantile al
mondo: circa 1.900 navi che partono dagli immensi porti di Shanghai o
Shenzhen per approdare in ogni dove percorrendo la «Via della seta
marittima».
CAMION PASSANO AI RAGGI X DI NUCTECH
Un sistema globale di infrastrutture e collegamenti
che garantisce il coordinamento dei flussi commerciali, e include anche
il controllo di 129 terminal distribuiti nei porti di arrivo in 60
Paesi. In Europa Pechino ha un piede dentro a tutti i porti più
trafficati. Eppure, investire in un terminal non è sempre un’attività
particolarmente redditizia. E allora qual è il tornaconto?
[…] In questi volumi si insidia il fenomeno, sempre
più invasivo, delle frodi doganali: troppo spesso gli spedizionieri
dichiarano un valore della merce, sul quale si pagano i dazi e l’Iva,
inferiore a quello reale. E se il terminal è gestito dall’esportatore
diventa più facile truccare le carte.
GIORGIA MELONI DONALD TRUMP
Certo, dopo lo sdoganamento ci sono le ispezioni, ma
in media non superano il 2% del totale . La Procura europea, con
l’indagine «Calypso», lo scorso giugno, ha sequestrato al Pireo 2.435
container, carichi principalmente di biciclette elettriche, prodotti
tessili e calzature.
L’attività criminale, in atto da almeno 8 anni, ha
portato all’arresto di 10 persone, inclusi due funzionari doganali, e ha
coinvolto 14 Paesi Ue, Italia compresa, causando una perdita di almeno
350 milioni di euro in dazi e 450 milioni di Iva.
nuctech
«Il meccanismo è sempre lo stesso – spiega a Dataroom
Fabio Botto, da 20 anni all’antifrode doganale – gli importatori
dichiarano solo una parte della merce sulla quale devono pagare i dazi e
che può arrivare fino al 70% in meno rispetto al valore reale; in più
utilizzano in modo fraudolento il regime doganale che consente di non
pagare l’Iva in dogana perché la merce è destinata ad un altro Stato
membro.
Così facendo realizzano un’evasione totale dell’Iva,
che si aggiunge al minor dazio pagato». Secondo l’investigatore, nel
porto del Pireo, dove le autorità doganali locali faticano a gestire
l’enorme aumento dei flussi dalla Cina, le frodi si sono impennate.
Complessivamente il danno economico ai danni della cassa Ue e dei
singoli Stati membri è gigantesco (Corte dei conti Europea relazione
speciale n. 8/2025 ndr), e sta generando il devastante impatto legato
alla concorrenza sleale.
XI JINPING PADRONE DEL MONDO
E poi c’è il pericolo che riguarda la raccolta dati
sul traffico. I terminal di Amsterdam, Gdynia, Le Havre e Rotterdam si
trovano in prossimità di porti militari utilizzati dalla Nato. Il
governo cinese potrebbe sfruttarli per monitorare il passaggio di truppe
o il trasferimento di forniture all’Ucraina.
Un sospetto fondato poiché in sette porti europei
(Anversa, Barcellona, Brema, Amburgo, Sines, Riga e Rotterdam) è in uso
LOGINK, una piattaforma di gestione del traffico portuale amministrata
dal Ministero dei Trasporti cinese. Significa che informazioni su
merci, container, rotte navali e persone coinvolte potrebbero essere
utilizzate per influenzare le operazioni portuali o sostenere interessi
strategici di Pechino. Secondo il Parlamento europeo questi terminal
presentano un potenziale dual-use, civile e militare, e potrebbero, in
teoria, supportare la marina militare cinese. […]
nuctech
In questa direzione si inserisce anche il lancio
dell’Autorità doganale europea (EUCA), la cui sede centrale sarà a
Lille, in Francia. Con la nuova agenzia la gestione dei dati doganali
sarà centralizzata e i codici uniformati. L’obiettivo è quello di
favorire controlli più efficaci per contrastare le frodi e proteggere il
Mercato unico.
nuctech scanner container
nuctech scanner camion
marcello minenna giuseppe conte
scanner nuctech
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