martedì 18 agosto 2026

Francesco Mazzocchi muore a 33 anni schiacciato da un trattore nella sua vigna. L'azienda agricola aperta appena un anno fa

 


Insieme al fratello, il giovane imprenditore agricolo aveva avviato una produzione di vino biologico alle porte di Milano

Francesco Mazzocchi muore a 33 anni schiacciato da un trattore nella sua vigna. L'azienda agricola aperta appena un anno fa


Aveva scelto la terra, con i suoi ritmi e le sue fatiche ma anche con le soddisfazioni che il lavoro in vigna poteva dare. E proprio nella sua vigna, quella che da appena un anno aveva rilevato per avviare un'azienda agricola con produzione di vino biologico, è morto a causa di un incidente sul lavoro. Francesco Mazzocchi, imprenditore di 33 anni, ha perso la vita schiacciato dal trattore che stava guidando in via della Malpensata a San Colombano al Lambro (Milano) mentre era impegnato nelle operazioni di vendemmia.

L'incidente

L'allarme è scattato immediatamente, richiedendo l'intervento d'urgenza dei soccorritori. Sul posto sono giunti i sanitari del 118 anche con l'ausilio di un elicottero, oltre al personale dell'ATS di Lodi e ai Carabinieri per effettuare i rilievi ed esaminare l'esatta dinamica dei fatti. Per il 33enne, tuttavia, i traumi riportati nell'impatto con il mezzo si sono rivelati fatali.
Al momento della tragedia era presente anche il fratello minore, con il quale Francesco condivideva la gestione della tenuta.

Il sogno del vino biologico 

La vittima aveva avviato da appena un anno l'azienda agricola "Fratelli Mazzocchi", realtà focalizzata sulla produzione di vini biologici nel territorio milanese. Un progetto nato dalla passione per la terra, testimoniato anche dai messaggi sui canali social dell'attività: dal primo post «Ascoltare la terra mentre matura il tempo» fino ai filmati recenti dedicati alle fasi di imbottigliamento.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di San Colombano al Lambro, Alessandro Granata, che ha espresso profondo cordoglio a nome dell'amministrazione e della cittadinanza per la scomparsa del giovane agricoltore, ricordandone l'impegno e la dedizione dimostrati nell'avvio dell'impresa familiare. 
 
https://www.leggo.it/italia/milano/18_agosto_2026_francesco_mazzocchi_morto_schiacciato_trattore_vigna-9712712.html 

 

El Niño in rafforzamento: «Probabile evento storico in autunno». Gli effetti della "schizofrenia climatica" sull'Italia e l'Europa

 

(Immagine generata con supporto AI)
 
 

Il Pacifico si sta scaldando come non succedeva da decenni, e questo potrebbe cambiare il meteo di mezzo mondo, Italia compresa. Gli scienziati stanno osservando con attenzione il rafforzamento di El Niño, il fenomeno climatico che nasce nell'oceano ma può avere effetti anche a migliaia di chilometri di distanza, grazie alla complessa interazione tra oceano e atmosfera.

Cosa sta succedendo nel Pacifico

Nella zona equatoriale orientale del Pacifico l'acqua di mare è più calda della media di oltre 2 gradi. Ma il dato più importante riguarda gli strati più profondi dell'oceano: secondo il Climate Prediction Center del National Weather Service, l'ente meteo degli Stati Uniti, nel corso di luglio il riscaldamento ha interessato in modo significativo anche le acque profonde, con anomalie che in alcuni punti hanno toccato i +10°C rispetto alla norma.

Un altro segnale arriva dal termoclino, cioè la fascia d'acqua che separa gli strati caldi in superficie da quelli freddi più in basso: in questa fase si trova più in profondità del solito. Per gli esperti significa che sotto la superficie del mare si sta accumulando una quantità considerevole di calore, il "carburante" che alimenta il sistema oceano-atmosfera di El Niño.

Il Pacifico si sta scaldando come non succedeva da decenni, e questo potrebbe cambiare il meteo di mezzo mondo, Italia compresa. Gli scienziati stanno osservando con attenzione il rafforzamento di El Niño, il fenomeno climatico che nasce nell'oceano ma può avere effetti anche a migliaia di chilometri di distanza, grazie alla complessa interazione tra oceano e atmosfera.

Cosa sta succedendo nel Pacifico

Nella zona equatoriale orientale del Pacifico l'acqua di mare è più calda della media di oltre 2 gradi. Ma il dato più importante riguarda gli strati più profondi dell'oceano: secondo il Climate Prediction Center del National Weather Service, l'ente meteo degli Stati Uniti, nel corso di luglio il riscaldamento ha interessato in modo significativo anche le acque profonde, con anomalie che in alcuni punti hanno toccato i +10°C rispetto alla norma.

Un altro segnale arriva dal termoclino, cioè la fascia d'acqua che separa gli strati caldi in superficie da quelli freddi più in basso: in questa fase si trova più in profondità del solito. Per gli esperti significa che sotto la superficie del mare si sta accumulando una quantità considerevole di calore, il "carburante" che alimenta il sistema oceano-atmosfera di El Niño.

Cosa rischia l'Italia

L'Europa non è tra le aree più direttamente colpite da El Niño, ma può comunque risentire dei cambiamenti nella circolazione atmosferica globale. Il fenomeno tende infatti a favorire la persistenza di anticicloni subtropicali robusti e duraturi anche sul continente, con possibili ripercussioni sulla stagione estiva. Per l'Italia questo può tradursi in una maggiore probabilità di caldo intenso e afa persistente. Il problema è che questi periodi molto caldi possono essere seguiti, anche a breve distanza, da fenomeni di forte instabilità come nubifragi e precipitazioni violente. È la cosiddetta "schizofrenia climatica": giornate torride che si alternano improvvisamente a temporali intensi nella stessa zona.

https://www.leggo.it/schede/18_agosto_2026_el_nino_autunno_caldo_effetti_italia-cosa_rischia_l_italia-3-9712797.html 

 

 

 

«Pestato da 30 persone perché gay, poi insultato anche dal paramedico. Mi sono rialzato in una pozza di sangue»: il racconto di Angelo Ratti

 


Per Angelo il bilancio è pesante: colpi alla pancia, al volto, ai genitali, oltre a una perdita di sensibilità a metà del viso e un fischio persistente all'orecchio sinistro

Angelo Ratti (foto IG)
Angelo Ratti (foto IG)


Un pestaggio a sfondo omofobo, andato avanti per mezz'ora e messo a segno da circa trenta persone, ha ridotto in condizioni gravi Angelo Ratti, 39 anni, dj del collettivo queer milanese "Biscotto della fortuna". È accaduto nella notte del 14 agosto al bar Kando di Porto Istana, a sud-est di Olbia, in Sardegna, dove Angelo si trovava per una serata musicale insieme ad altri quattro dj del gruppo. Uscito dall'aggressione con perdita di sensibilità al volto e un fischio persistente all'orecchio, il dj ha raccontato l'accaduto al Corriere della Sera.

Cosa è successo?

Il collettivo si trovava in Sardegna per una serie di date musicali, senza alcun legame diretto con eventi a tema Lgbtq+. Secondo la ricostruzione di Angelo, però, qualcosa già dal pomeriggio non tornava: un gruppo di circa trenta persone stazionava a distanza, osservando lui e gli altri dj mentre montavano l'impianto, «con sguardo sprezzante, carico d'odio». Un clima che lui stesso, parlando al Corriere, descrive quasi come un presagio: «È come se ci avessero portato nella tana del lupo».

La situazione è precipitata verso mezzanotte, al termine del set musicale, mentre Angelo era intento a smontare le apparecchiature. Sono partiti gli insulti - «Finocchio, gay, fro...io di me...a» - e da lì l'aggressione vera e propria. Lui stesso racconta il momento in cui tutto è iniziato: «Stavo prendendo da terra una scatola, quando un ragazzo mi ha gridato: "Vattene via, fr...io"». Poi il primo colpo: «Poi m'ha tirato un pugno sulla testa. Son stato preso di spalle e lanciato in spiaggia». Da lì il gruppo lo ha circondato: «A quel punto hanno cominciato a pestarmi. In trenta. Mi sono rialzato in una pozza di sangue».

I tre amici presenti - Federica, Daniele e Filippo - sono intervenuti per difenderlo, finendo a loro volta coinvolti negli scontri: Filippo avrebbe riportato le vertebre incrinate, mentre Federica un taglio alla schiena, dopo essersi sentita dire dagli aggressori: «Ringrazia che sei femmina, altrimenti avresti fatto la stessa fine».Per Angelo il bilancio è pesante: colpi alla pancia, al volto, ai genitali, oltre a una perdita di sensibilità a metà del viso e un fischio persistente all'orecchio sinistro, sul quale teme un danno al timpano. Gli aggressori avrebbero anche danneggiato la strumentazione del collettivo, sottratto un computer portatile e usato il telefono di Federica come corpo contundente, per poi disfarsene lanciandolo nella vegetazione vicina.

Ad aggravare la vicenda sarebbe intervenuto anche il gestore del bar, Edoardo, a cui Angelo si sarebbe rivolto subito dopo il pestaggio, ancora sanguinante: la risposta, riferisce il dj, sarebbe stata di un'ostilità sconcertante, oltre al mancato pagamento del compenso per la serata. Non solo: anche il primo soccorso sanitario sarebbe stato segnato da un episodio spiacevole. Angelo racconta che il paramedico del 118, rivolto alla collega che gli tamponava le ferite, avrebbe reagito con un misto di allarme e pregiudizio chiedendogli poi conferma della sua omosessualità, in quella che lui stesso legge come un'insinuazione legata all'Hiv: «Ci portiamo dietro questo stigma. Ancora oggi, nel 2026».

Le minacce del padre dell'aggressore

Uno degli aggressori sarebbe stato accompagnato in caserma dopo i fatti. Nei giorni successivi, riferisce sempre Angelo, il padre del ragazzo lo avrebbe contattato su WhatsApp, con toni inizialmente concilianti - «È un bravo ragazzo, non è cattivo. Non voglio andare in causa» - nel tentativo di dissuaderlo dallo sporgere denuncia. Di fronte al silenzio di Angelo, i messaggi si sarebbero trasformati in una sequenza di insulti a sfondo omofobo e razzista, fino a minacce esplicite di ritorsione e a un'accusa infondata di molestie ai danni del figlio, usata a giustificazione dell'aggressione.

Angelo ha sporto denuncia e, una volta rientrato a Milano, si sottoporrà ad accertamenti medici. 

https://www.leggo.it/italia/cronache/18_agosto_2026_angelo_ratti_picchiato_gay_olbia_sardegna_omofobia-9712760.html?refresh_ce 

 

Marco Farinella morto a 16 anni in un incidente: la moto su cui viaggiava sbalzata via dopo un violento impatto con un'auto

 


Alla guida della vettura si trovava una donna di 55 anni, residente ad Asti come la vittima, portata al pronto soccorso del Cardinal Massaia con lievi ferite 

Marco Farinella (foto Facebook Rione San Martino San Rocco)
Marco Farinella (foto Facebook Rione San Martino San Rocco)


Marco Farinella, 16 anni, è morto martedì 18 agosto all'ospedale di Alessandria, a causa delle gravissime ferite riportate in un incidente stradale avvenuto il giorno precedente, lunedì 17 agosto, nei pressi di Asti. Il sedicenne viaggiava in moto quando si è scontrato frontalmente con un'automobile lungo la strada che collega le frazioni di Valgera e Valmaggiore.

La dinamica dello scontro

Lo schianto tra la Ktm 125 su cui viaggiava il ragazzo e una Citroen proveniente dalla direzione opposta è stato violentissimo: l'urto ha fatto prendere fuoco all'automobile, mentre la moto è stata sbalzata a distanza. Le condizioni di Marco erano apparse fin da subito disperate, tanto da rendere necessario il trasporto d'urgenza in elisoccorso verso l'ospedale alessandrino, dove il cuore del sedicenne ha smesso di battere nella mattinata di martedì.

Alla guida della vettura si trovava una donna di 55 anni, residente ad Asti come la vittima, portata al pronto soccorso del Cardinal Massaia con lievi ferite che ne hanno escluso il ricovero: la conducente è così scampata alle fiamme divampate dopo l'impatto. Sulla dinamica esatta e sulle responsabilità del sinistro sono ora al lavoro le forze dell'ordine.

Il cordoglio della comunità

La notizia della morte del sedicenne ha suscitato profondo dolore nella comunità astigiana. Il comitato Palio del Rione San Martino San Rocco ha voluto stringersi attorno alla famiglia con un messaggio pubblicato sui social «in questo momento di immenso cordoglio». Nel testo si sottolinea il vuoto lasciato dalla scomparsa del ragazzo, ricordato per il suo carattere: «La perdita di un ragazzo così giovane lascia un vuoto incolmabile in tutti noi, che lo ricorderemo sempre con grande affetto, soprattutto per il suo grandissimo entusiasmo e partecipazione».

https://www.leggo.it/italia/cronache/18_agosto_2026_marco_farinella_morto_incidente_asti-9712794.html 

 

 

GLI ITALIANI NON SONO PIÙ LE “FORMICHINE” DI UNA VOLTA: ORA SI INDEBITANO ANCHE PER FARE LE FERIE – IL BOOM DEI PAGAMENTI A RATE TRAVOLGE ANCHE IL SETTORE DELLE VACANZE

 

GLI ITALIANI NON SONO PIÙ LE “FORMICHINE” DI UNA VOLTA: ORA SI INDEBITANO ANCHE PER FARE LE FERIE – IL BOOM DEI PAGAMENTI A RATE TRAVOLGE ANCHE IL SETTORE DELLE VACANZE – L’ALLARME DEL CODACONS: “IL RISCHIO E' TRASFORMARE UNA SPESA LEGATA A POCHI GIORNI DI VACANZA IN UN IMPEGNO ECONOMICO DESTINATO A PROTRARSI PER MOLTI MESI, O SPESSO ANCHE ANNI, ANDANDO A SOMMARSI ALLE ALTRE USCITE CHE GRAVANO SUI BILANCI FAMILIARI". UN CONTO È INDEBITARSI PER UNA CASA O UN’AUTO, UN ALTRO È FARLO PER FARE LA SPESA O ANDARE IN FERIE, E PAGARE PER MESI QUALCOSA CHE SI E' GIÀ "CONSUMATO"...

italiani poveri poverta redditi soldi  

Vacanze: Codacons, boom 'ferie a debito',rischi pagamenti a rate

paypal pagamenti a rate

(AGI) - E' boom delle 'ferie a debito', con prestiti, finanziamenti e formule di pagamento dilazionato che si fanno strada anche nel settore delle vacanze e consentono di rinviare nel tempo il pagamento di viaggi, soggiorni e altri servizi turistici. Lo denuncia il Codacons, che mette in guardia sui rischi legati alla crescente facilita' con cui oggi e' possibile ricorrere al credito anche per finanziare spese legate al tempo libero.

 

"Il fenomeno, favorito dalla possibilita' di dilazionare i pagamenti e dalla crescente familiarita' dei consumatori con rate e finanziamenti anche per acquisti e servizi di uso quotidiano - spiega l'associazione - puo' infatti nascondere insidie per i consumatori: il rischio e' infatti quello di trasformare una spesa legata a pochi giorni di vacanza in un impegno economico destinato a protrarsi per molti mesi, o spesso anche anni, andando a sommarsi alle altre uscite che gravano sui bilanci familiari".

 

ITALIANI INDEBITATI

Il Codacons richiama in particolare l'attenzione sulle offerte che pongono in primo piano la convenienza della rata mensile, elemento che puo' far apparire accessibile una spesa elevata spostando in secondo piano il costo complessivo dell'operazione, la durata del finanziamento, gli interessi e gli eventuali ulteriori oneri.

 

"Oggi indebitarsi puo' essere estremamente facile, mentre uscire dal debito puo' rivelarsi molto piu' difficile - afferma il Codacons - La possibilita' di rinviare il pagamento o suddividerlo in piccole rate rischia di far perdere di vista il peso complessivo dell'impegno assunto, soprattutto quando piu' finanziamenti e spese si sommano nel tempo. Una vacanza dura pochi giorni, ma il debito contratto per pagarla puo' gravare sul bilancio familiare per mesi e addirittura anni".

ITALIANI INDEBITATI

 

Per questo l'associazione invita i consumatori, prima di sottoscrivere qualsiasi finanziamento destinato alle ferie, a non fermarsi all'importo della singola rata, ma a verificare condizioni, durata, interessi, commissioni e soprattutto la somma complessiva che dovra' essere restituita.

 

Il Codacons chiede infine alla Banca d'Italia di vigilare sul rispetto delle norme in materia di trasparenza e correttezza nell'offerta di prestiti e finanziamenti ai consumatori, e all'Antitrust di verificare eventuali messaggi pubblicitari o pratiche commerciali scorrette legati alle formule di pagamento dilazionato per viaggi e vacanze, affinche' la facilita' della rata non finisca per oscurare il reale costo del credito e i consumatori siano messi nelle condizioni di compiere scelte pienamente consapevoli

https://www.dagospia.com/business/gli-italiani-non-piu-formichine-volta-si-indebitano-per-ferie-483965 

 

DA QUANDO I GIOVANI OCCIDENTALI SONO ATTRATTI DALLE ABITUDINI CINESI?

 

DA QUANDO I GIOVANI OCCIDENTALI SONO ATTRATTI DALLE ABITUDINI CINESI?  – SECONDO IL “SOUTH CHINA MORNING POST”, I RAGAZZI EUROPEI E AMERICANI DELLA “GENERAZIONE Z” STANNO SCOPRENDO LO STILE DI VITA CINESE: BERE ACQUA CALDA, MANGIARE CONGEE, BERE TÈ AL GOJI, PRATICARE TAI CHI E INDOSSARE ABITI ISPIRATI ALLA TRADIZIONE – DIETRO IL FENOMENO, RIBATTEZZATO “CHINAMAXXING”, CI SAREBBE IL FASCINO ESERCITATO SUGLI OCCIDENTALI DA INFRASTRUTTURE, ORDINE URBANO E SERVIZI CINESI, IN CONTRASTO CON UNA PERCEZIONE DI STANCHEZZA, DIVISIONE E INSODDISFAZIONE NELLE LORO SOCIETÀ – IL QUOTIDIANO DI HONG KONG PRECISA CHE IL CHINAMAXXING” NON EQUIVALE A UN'ADESIONE POLITICA A PECHINO MA MOSTRA COME I SOCIAL STIANO MODIFICANDO LA PERCEZIONE DELLA CINA (SI CHIAMA "PROPAGANDA")

chinamaxxing 

Il fenomeno del Chinamaxxing, la Gen Z occidentale scopre la Cina sui social

(ANSA) - PECHINO, 18 AGO - Bere acqua calda, mangiare congee, bere tè al goji, praticare tai chi e indossare abiti ispirati alla tradizione cinese: è il fenomeno del 'Chinamaxxing', una tendenza che si sta diffondendo sui social occidentali, soprattutto tra i giovani della Gen Z. A raccontarlo è il South China Morning Post, secondo cui il fenomeno va oltre la semplice curiosità per la cultura cinese e riflette anche una crescente attrazione per alcuni aspetti della vita in Cina.

 

CHINAMAXXING

Il termine indica l'adozione, spesso ironica e attraverso video sui social, di elementi dello stile di vita cinese. Tra gli esempi citati da Scmp c'è anche la confezione delle caramelle White Rabbit, diventata virale con oltre 6 milioni di visualizzazioni e 260mila 'like'.

 

Secondo il quotidiano di Hong Kong, dietro la tendenza potrebbe esserci però qualcosa di più profondo: il fascino esercitato su una parte dei giovani occidentali da infrastrutture, ordine urbano e servizi cinesi, in contrasto con una percezione di crescente stanchezza, divisione e insoddisfazione nelle società occidentali.

 

Il fenomeno non equivale necessariamente a un'adesione politica alla Cina, osserva Scmp, ma mostra come i social stiano contribuendo a modificare la percezione del Paese tra una generazione cresciuta in un contesto di forti tensioni tra Cina e Occidente.

https://www.dagospia.com/cronache/south-china-morning-post-i-ragazzi-europei-americani-gen-z-stanno-483958 

 

GLI EFFETTI NEFASTI DELL'INCLUSIONE WOKE – È PARTITO LO SCARICABARILE SULLA MORTE DI JASON ARDAY, L’EX PROFESSORE DELL’UNIVERSITÀ DI CAMBRIDGE TROVATO SENZA VITA NELLA SUA ABITAZIONE DI LONDRA DOPO ESSERSI DIMESSO PER UNA SERIE DI ACCUSE DI PLAGIO

 

GLI EFFETTI NEFASTI DELL'INCLUSIONE WOKE – È PARTITO LO SCARICABARILE SULLA MORTE DI JASON ARDAY, L’EX PROFESSORE DELL’UNIVERSITÀ DI CAMBRIDGE TROVATO SENZA VITA NELLA SUA ABITAZIONE DI LONDRA DOPO ESSERSI DIMESSO PER UNA SERIE DI ACCUSE DI PLAGIO (PER I MEDIA INGLESI, SI SAREBBE SUICIDATO) – LA SINISTRA BRITANNICA PUNTA IL DITO CONTRO “L’INACCETTABILE GOGNA MEDIATICA” NEI CONFRONTI DEL 40ENNE, MENTRE LA DESTRA ACCUSA L’ATENEO, CHE “LO HA MESSO IN UNA POSIZIONE PER LA QUALE NON ERA QUALIFICATO, PER POTER DIRE DI AVERE UN GENIO NERO FRA I SUOI DOCENTI” – L’UOMO AVREBBE MENTITO SU NUMEROSI NUMEROSI ASPETTI DEL SUO PASSATO, TRA CUI IL CURRICULUM, L'ENTITÀ DELLE SOMME DA LUI RACCOLTE PER BENEFICENZA E…

jason arday  

Estratto dell’articolo di Enrico Franceschini per “la Repubblica”

 

jason arday 7

"Una tragedia sotto molti punti di vista", la definisce il primo ministro Andy Burnham. "È stato vittima di una inaccettabile campagna di abusi e di una gogna mediatica", afferma il sindaco di Londra Sadiq Khan.

 

"L'università di Cambridge lo ha messo in una posizione per la quale non era qualificato, per poter dire di avere un genio nero fra i suoi docenti e, quando è stato scoperto, il suo mondo è andato in pezzi", commenta il deputato conservatore ed ex ministro degli Esteri James Cleverley.

 

Sono alcune delle reazioni alla morte di Jason Arday, il giovane professore di sociologia del prestigioso istituto accademico inglese ritrovato privo di vita venerdì nella sua casa nella capitale britannica, una settimana dopo avere dato le dimissioni dall'incarico per le accuse di avere copiato la tesi di dottorato e alcuni suoi lavori, e mentito su numerosi aspetti del suo passato, tra cui il curriculum, l'entità delle somme da lui raccolte per beneficenza, il numero incredibile di maratone che sosteneva di avere corso e le proprie difficoltà verbali a scuola fino all'età di 12 anni.

 

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[…] La tesi riportata dai media inglesi è che si sia suicidato. Simon Cohen, uno psicologo suo amico, direttore del Centro Ricerche sull'Autismo, disturbo di cui Arday era stato gravemente affetto, ha raccontato al Guardian di avergli parlato venerdì mattina, poche ore prima che venisse rinvenuto il suo cadavere: "Mi ha detto che non ce la faceva più ad andare avanti. Era stato un bambino, un ragazzo e un adulto vulnerabile, che avrebbe avuto bisogno di maggiore sostegno".[…]

 

La vicenda ha profondamente colpito l'opinione pubblica britannica e il mondo accademico, suscitando una valanga di polemiche. Da un lato, in particolare da destra, c'è chi mette sotto accusa Cambridge per avere assunto Arday senza avere fatto le necessarie verifiche sul suo curriculum, pur di poter vantare il più giovane cattedrattico nero nella storia della storica università.

 

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Accuse alla cultura woke, al politicamente corretto, alle quote riservate alle minoranze etniche in nome dell'eguaglianza senza badare esclusivamente al merito. Dall'altro, specie nella sinistra, si accusa la stampa, in particolare i tabloid ultra conservatori, di avere scatenato una campagna esageratamente denigratoria nei suoi confronti, con elementi di razzismo, proprio perchè Arday era nero. Usandolo come un simbolo di tutto quanto sarebbe sbagliato nella cultura woke.

 

"Questo non è il momento di dare frettolosi giudizi", ha detto Burnham. "È un momento per riflettere su come siamo arrivati a una simile tragedia", aggiunge il premier laburista. "La morte di Jason deve essere un campanello d'allarme", osserva il sindaco di Londra Khan. "È stato vittima di una vergognosa campagna pubblica per denigrarlo. Altre persone, accusate come lui di plagio, non hanno ricevuto un trattamento del genere". […]

https://www.dagospia.com/cronache/e-partito-scaricabarile-morte-jason-arday-l-ex-professore-dell-universita-483794