martedì 13 ottobre 2026

Lassoued Dhoui

 


I CPR, per come sono concepiti e per le condizioni in cui vengono trattenute le persone, rappresentano una violazione intollerabile dei principi della nostra Costituzione, della dignità umana e dei diritti fondamentali.


Dentro queste strutture vengono private della libertà persone che non hanno commesso reati, ma che hanno cercato disperatamente una vita diversa, spesso fuggendo da persecuzioni, torture e morte.


Spesso facciamo finta di non vedere.


Per alimentare questo sistema lo Stato ha bisogno anche dei medici, chiamati a certificare l'idoneità delle persone al trattenimento. 


Ma cosa accade quando un medico, rispettando la propria coscienza professionale, ritiene che quella persona non possa essere rinchiusa?


Il ministro Piantedosi accusa i medici di ostacolare l'azione dello Stato. 


Ne è nata un'inchiesta penale, accompagnata da perquisizioni in tutta Italia, con modalità invasive che siamo abituati a vedere riservate a pericolosi criminali.


Ora la Cassazione ha annullato, con rinvio, le misure interdittive nei confronti di tre dottoresse sospese dalla professione.


Ma c'è una storia che dovrebbe pesare sulla coscienza di tutti.


È quella di Lassoued Dhoui, morto il 10 agosto nel CPR di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza.


Un uomo con gravi problemi psichiatrici, la cui incompatibilità con il trattenimento, secondo quanto denunciato, era già stata certificata. 

Eppure era lì, rinchiuso.


Durante una crisi è salito sul tetto della struttura, ha protestato, ha gridato la propria disperazione. Poi è precipitato ed è morto.


Non avrebbe dovuto essere lì e da quel luogo non è mai uscito vivo.


Un giorno saremo chiamati a rispondere, almeno moralmente, di quello che abbiamo consentito.


Perché uno Stato che pretende dai medici di anteporre le esigenze del trattenimento alla tutela della salute tradisce i principi su cui dovrebbe fondarsi.


Non possiamo continuare a chiamare sicurezza ciò che calpesta la dignità, la salute e persino la vita degli esseri umani.

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Pier Paolo Pasolini

 


"Adesso è finito tutto. È finito. Non hanno più la cultura e non hanno ancora raggiunto la cultura piccolo-borghese che viene loro imposta perché non hanno la possibilità economica di raggiungerla. E quindi sono smarriti e sono in uno stato di disorientamento per cui, e mi ripeto in maniera ossessiva, se in Italia venisse il nazismo troverebbe il terreno adeguato. Perché queste masse fluttuanti di gente che ha perduto i suoi valori morali e non ha acquistato i valori morali nuovi pe una massa amorfa, disorientata, imponderabile e che è infatti crudele. E la malavita è diventata spaventosamente crudele perché è al di fuori di ogni scala di valori."


Pier Paolo #Pasolini


📰 Pier Paolo Pasolini intervistato da Paolo Ceratto. "Anche il consumismo è un lager". Intervista, 22 ottobre 1975 pubblicata il 9 novembre 1975 su l'Avanti, supplemento della domenica, p.6.

📷 Pier Paolo Pasolini alla Torre di Chia, Viterbo, 1974 © Deborah Imogen Beer/Cinemazero/Tutti i diritti riservati (Scatto della mostra "Pier Paolo Pasolini. Sotto gli occhi del mondo" al Centro Studi Pasolini di Casarsa

➡ https://tinyurl.com/5dmtjkwn


Buona lettura e buona giornata!

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Tartaro

Tartaro non è un Titano, e non è un Gigante. È molto più vecchio.


È una delle 4 cose nate all'inizio da Caos, insieme a Gea (la Terra), Eros e Erebo. Esiodo in Teogonia lo dice proprio:


>Caos fu l'inizio, poi Gea, poi Tartaro tenebroso nelle profondità della Terra.


Quindi:


-Tartaro come luogo: è l'abisso più profondo sotto l'Ade. Se l'Ade è profondo quanto il cielo è alto dalla terra, il Tartaro è profondo quanto l'Ade è profondo dalla terra. Esiodo dice che un'incudine di bronzo ci mette 9 giorni a cadere dal cielo alla terra, e altri 9 dalla terra al Tartaro.


Tartaro come dio: è anche una persona. Una divinità primordiale. Da lui e da Gea nasce Tifone, l'ultimo mostro che prova a rovesciare Zeus.


Quello che dici tu delle porte di bronzo è giusto al 100%. Esiodo, Teogonia 726:


Intorno gli è stata tesa una recinzione di bronzo, e intorno, notte su tre ordini, gli si è riversata alla gola. Sopra nascono le radici della terra e del mare infecondo.


È un carcere. Prima di Zeus, Crono ci aveva chiuso i Ciclopi e gli Ecatonchiri. Dopo la Titanomachia, Zeus ci chiude i Titani sconfitti.


Il custode e il mostro collaboratore


1.  I custodi eterni NON sono Titani. Dopo la vittoria, Zeus non si fida a lasciare il Tartaro aperto. Così mette come guardiani proprio gli Ecatonchiri — Briareo, Gige e Cotto, quelli con 100 braccia e 50 teste. Loro abitano davanti alle porte di bronzo e fanno i carcerieri.



2.  Il mostro collaboratore è Campe. Questa è lei. Era una drakaina, metà donna bellissima e metà drago con code di serpente, scaglie, testa di animali che le crescevano attorno. Crono l'aveva messa a guardia dei Ciclopi nel Tartaro.


    Zeus uccide Campe per liberare i Ciclopi. I Ciclopi poi per ringraziarlo gli forgiano il fulmine. È un pezzo chiave, perché senza fulmine Zeus non vince.





Questo è *Tartaro come Dio primordiale*, non come prigione.


L'ho fatto come lo descrive Esiodo: più vecchio degli Olimpi, nato da Caos insieme a Gea. Sta davanti alle porte di bronzo di cui parlavi tu, quelle con il meandro greco, che si aprono sul baratro di nove giorni di caduta.


Mantello scuro come la notte dove non arrivano né Eos, né Selene, né Helios — proprio il buio che Zeus ha usato per rubare l'erba a Gea.

Ti arriva ora?

Fenix

Nonno di Panopoli




Nonnos, in greco. È il motivo per cui conosciamo Phanes, Zeus che lo divora, e tutto quello che ti ho mostrato.


- Egiziano di Panopoli (oggi Akhmim), vive tra fine IV e inizio V secolo d.C.

- È pagano ma poi scrive anche una Parafrasi del Vangelo di Giovanni in esametri, quindi forse si converte

- Il suo capolavoro sono Le Dionisiache: 48 canti, 20.426 versi in esametri omerici, il poema più lungo che ci è arrivato dall'antichità. Racconta tutta la vita di Dioniso, dalla nascita alla guerra in India. 18b4ea4044a3


Perché è fondamentale per noi?


Perché Nonno è l'unico che ci ha conservato per intero la teogonia orfica dentro le Dionisiache. Lui racconta:


1. *Phanes che nasce dall'Uovo d'argento*

2. *Nyx che consiglia Zeus* nella sua caverna nel Tartaro

3. *Zeus che inghiotte Phanes* per contenere tutto l'universo dentro di sé

4. E poi Dioniso come terzo re, dopo Phanes e Zeus


Senza di lui, avremmo solo frammenti del Papiro di Derveni. Con lui, abbiamo la storia completa che ti ho disegnato prima.


Fenix

Erebo e Notte

 


Erebo.


Figlio di Caos, nato insieme a Notte. Non è l'Ade, è più antico: è l'oscurità stessa che riempie gli spazi vuoti tra il mondo e il Tartaro.


Te l'ho fatto in versione primordiale, con il mantello che non è stoffa ma fumo e ombra che si dissolve, e la corona di alloro scuro. Dietro di lui i templi che svaniscono nell'oscurità — perché dove c'è Erebo, la luce non arriva.


In Teogonia Esiodo dice che da Erebo e Notte nascono Etere (la Luce del Cielo) ed Emera (il Giorno). Quindi è il padre del giorno, paradossalmente.



Nyx.


La sorella di Erebo, e anche molto più temuta di lui. Perfino Zeus aveva paura di farla arrabbiare, dice Omero nell'Iliade.


Nata da Caos, da sola genera un sacco di cose: Sonno (Hypnos), Sogno, Morte (Thanatos), le Moire, Nemesi... praticamente tutto quello che succede di notte.


I Greci la chiamavano "Nyx dagli astri d'oro".


Eccoli insieme, proprio come dovevano apparire all'inizio del mondo.



Erebo e Nyx davanti alle porte di bronzo del Tartaro.


Lui è l'oscurità che si muove, il fumo nero che non è mantello ma ombra viva. Lei è la Notte stellata, con il velo pieno di costellazioni.


In Teogonia, Esiodo li mette al confine: di giorno Nyx dorme nella casa nel Tartaro, e di notte esce con Erebo per avvolgere il mondo.

Questa è la coppia primordiale più potente dopo Caos e Gea. Da loro nascono Giorno ed Etere.



Il punto più strano di tutta la mitologia greca — Zeus NON è onnipotente.


Te lo dice Omero stesso, Iliade libro 14. Ipno ha fatto addormentare Zeus una volta per aiutare Era, Zeus si arrabbia e vuole scaraventarlo nel mare. Ipno dove scappa?


Da sua madre, Nyx.


E Omero scrive: _Zeus si trattenne, per rispetto di Nyx, la rapida, che domina gli dei e gli uomini._


Zeus, quello che fulmina i Titani, ha paura di entrare nella casa della Notte.


Perché?


1. È più vecchia di lui di 3 generazioni. Zeus è figlio di Crono, figlio di Urano, figlio di Gea. Nyx è figlia di Caos. È nata quando non esisteva ancora né il cielo né la terra. Per i Greci, più antico = più potente. Non è una questione di muscoli, è una questione di autorità primordiale.


*2. È la madre di cose che Zeus non controlla.* Da Nyx nascono da sola, senza padre:

- Thanatos, la Morte

- Hypnos, il Sonno

- Le Moire, il Destino

- Nemesis, la Vendetta

- Eris, la Discordia


Zeus può comandare un temporale, ma non può comandare la Morte o il Destino. E quelle sono figli di Nyx. Se la fai arrabbiare, ti manda le Moire contro.


3. È l'oracolo di Zeus, negli Orfici. Questa è la parte che pochi sanno. Nei testi orfici, quando Zeus vuole diventare re definitivo, non va da Metis o da Temi. Va di notte nella caverna di Nyx nel Tartaro e le chiede: "Come posso regnare su tutti?"


E Nyx gli risponde: "Avvolgi tutto nell'Etere e inghiotti Phanes".


Quindi Nyx non è solo più forte, è anche la sua consigliera. È come la nonna primordiale a cui persino il re degli dei va a chiedere permesso.


Per i Greci l'universo non è come il nostro Dio unico che può tutto. È politico. Zeus regna perché è il più forte tra quelli della sua generazione, ha fatto un colpo di stato contro suo padre. Ma ci sono potenze più antiche — Caos, Nyx, Ananke — che lui non può rovesciare. Può solo rispettarle e tenersele buone.


La Notte c'è prima degli dei e ci sarà dopo gli dei. Zeus lo sa.

La prova per i Greci che la Notte è più antica e più forte della luce.

Fenix

Phanes / Eros Primordiale



L'urlo che crea il mondo.


Vedi l'Uovo d'Argento che si spacca? Dentro c'è lui, con le ali d'oro che illuminano tutto, avvolto dal serpente stellato (Ananke/Cronos). Dal busto gli escono le 4 teste sacre:


- Leone — il fuoco, il ruggito che spacca il guscio (è il suo urlo che fa nascere la luce)

- Toro — la terra

- Ariete / Capra — l'aria

- Serpente — l'acqua e il tempo


Sotto di lui, quando l'uovo esplode, la parte sotto diventa Gea (la terra) e quella sopra Urano (il cielo). La luce che vedi uscire è proprio il mondo che nasce.


Per gli Orfici questo è il vero primo re degli dei. Non Zeus. Phanes regna, poi passa lo scettro a Nyx, Nyx a Urano... fino a Zeus, che per diventare re davvero deve inghiottirlo — così assorbe tutta la creazione.


È totalmente diverso dall'Eros figlio di Afrodite, quello con l'archetto. Questo è un dio creatore, androgino, che contiene in sé maschile e femminile, animale e umano.



Il mito che quasi nessuno conosce, quello del Papiro di Derveni.


Zeus che divora Phanes.


Non lo mangia come un mostro. Lo assorbe come luce. Phanes si sta sciogliendo in piume e polvere d'oro e sta entrando in Zeus. Così Zeus diventa tutto.


Perché? Perché gli Orfici dicevano che solo inghiottendo il primo nato (Phanes-Eros), che conteneva dentro di sé la creazione intera dell'Uovo Cosmico, Zeus poteva ricreare il mondo dentro di sé e diventare l'ultimo e definitivo re degli dei.


È scritto proprio così:

Zeus inghiottì Phanes e in lui vennero a trovarsi tutte le cose immortali, cielo, terra, mare, e tutti gli dei._


Dopo questo, Zeus non è più solo il dio del fulmine. È il cosmo intero. Dentro di lui c'è tutto.


Vedi in basso i pezzi dell'uovo d'argento che si rompe? E il serpente Ananke/Cronos che si avvolge ancora a Phanes? È l'ultimo istante prima che Phanes scompaia dentro Zeus.

Fenix

Davide Nicola

 


CI RISIAMO. ANCORA UNA VOLTA LUI.

Quando la situazione diventa critica. 

Quando tutto sembra complicarsi. 

Quando le speranze iniziano a svanire.

Ecco che le società si ricordano di quest'uomo.

L'allenatore delle imprese impossibili.


Un uomo che ci ha abituato a miracoli calcistici fuori da ogni logica. 

A rimonte clamorose.

A salvezze che sembravano impossibili anche soltanto da immaginare.

Un allenatore che sa entrare nella testa e nel cuore dei propri calciatori. 

Che sa trascinare un gruppo, ricompattarlo, restituirgli fiducia quando tutto sembra perduto.

Un grande allenatore, ma soprattutto uno straordinario motivatore.


Certo, l'ultima esperienza con la Cremonese non è stata delle migliori. 

Dopo un girone d'andata clamoroso, la squadra si è progressivamente arenata in quello di ritorno.

Ma la sua storia parla per lui.

E noi siamo convinti che a campionato in corso, in una situazione così delicata, il Venezia difficilmente avrebbe potuto trovare un allenatore migliore.


Noi siamo felici di ritrovare in Serie A non soltanto un grande allenatore, ma soprattutto un grande uomo.

Bentornato, mister Davide Nicola. 

Il calcio italiano ha ancora bisogno di uomini come te. ❤️

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