venerdì 30 ottobre 2026

Faris Odeh

 


Questa foto è stata scattata il 29 ottobre 2000. Faris Odeh, ragazzino palestinese di 14 anni affrontava, con solo una pietra, un carro armato dell'esercito israeliano nella Striscia di Gaza, durante la Seconda Intifada. La foto fece il giro del mondo come simbolo della rivolta del popolo palestinese.


Faris Odeh fu assassinato appena 10 giorni dopo da un cecchino israeliano.


#FreePalestine #PalestinaLibera

Maurizio Acerbo

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RIASSUNTO DELLE PUTTANATE DELLA SETTIMANA


1 - Il grande esperto Gennaro Sangiuliano ha dichiarato che la definizione del "movimento 17 ottobre" usata dal Youssef Siher  evoca storicamente una matrice "leninista e stalinista". Ha scambiato "17 ottobre" con ottobre '17 anno della rivoluzione russa.

2 - Bolsonaro perde le elezioni ma per via sei suoi guai con la giustizia viene privato del passaporto. Riesce comunque a scappare in USA usando un passaporto italiano. 

3 - Youssef Siher viene scarcerato poichè si scopre che il suo movimento nato il 18 ottobre del 2026 non poteva aver organizzato i disordini del 17 ottobre 2026. Giorgia se la prende con il GIP ma non sa che in carcere si va dopo la condanna, non prima. Lo sanno Montaruli, Fidanza già condannati ma in Parlamento, lo sanno Delmastro e Santanchè e tanti altri.

4 - Salvini fa gli auguri a Bolsonaro in Brasile e Vulcic in Serbia e perdono ambedue. Viene imbavagliato durante le elezioni in Israele per permettere a Netanyahu di non perdere.

5 - Durante la conferenza stampa sulla legge di bilancio mentre parla Giorgia,  Salvini e Giorgetti disturbano l'aula, il primo poi abbandona forse per scrivere un post su Youssef mentre il secondo chiede di andare in bagno. Giorgia lo blocca e lo costringe a restare. 

6 - Sul caso Youssef, Tajani dice: è stato colto in flagranza. Un giornalista gli risponde: ma non lo era. E lui: "è come se lo fosse".

7 - Ricostruzione post terremoto marche: 8 arresti e 51 indagati tutti di centrodestra. Meloni non ringrazia le forze dell'ordine. 

8 - Ignazio Benito Maria La Russa querela la storia Michela Ponzani per avergli ricordato di aver condotto nel '73 una manifestazione fascista non autorizzata in cui perse la vita un poliziotto. Ignazio la querela per aver detto ciò che è scritto nei libri di storia.

9 - "Il sedere di Nicki Minaj è uno spettacolo davvero bellissimo" lo ha detto Trump durante un comizio. Lei: sono onorata di lavorare con lui. 

10 - Bolsonaro perde le elezioni e si accorge dove sia finito il decimo dito di Lula. 

11 - Salvini alla conferenza stampa sulla legge di bilancio decanta la pensione a 64 anni e 36 di contributi ma non dice altro. Chissà come mai non ci ha pensato in questi 4 anni in cui invece l'ha aumentata.

12 - Simonetta Matone, ex magistrato, passa dalla Lega a Forza Italia: dissento su Kiev e sovranismo. Chissà dove è stata per 4 anni. 

13 - Nella sede della Lega a Milano, un cronista ha chiesto a Matteo Salvini di definire in termini giuridici la parola "maranza". Matteo ha abbassato lo sguardo e ha passato la palla all’“estensore” della norma. E così ha preso la parola Igor Iezzi che ha detto: "Tra gli italiani di seconda generazione molti sono maranza, cioè coloro che compiono dei reati..."

14 - Abbiamo scoperto che Bolsonaro padre e figlio sono Brasiliani di seconda e terza generazione di origini Venete che hanno commesso reati gravi in Brasile. Ecco chi sono i maranza de noatri, quelli che fanno colpi di stato e riciclaggio di denaro, ma amici di Matteo.

15 - Dal Mistero dei trasporti ci comunicano che finalmente potremo avere la targa personalizzata per la nostra auto ferma col carburante alle stelle.

16 - Secondo uno studio la Luna si allontana dalla Terra 4 cm all'anno. Io un po' la capisco, se potessi mi allontanerei anche io.


Puoi ammazzare, farti corrompere, invadere altri Paesi, sterminare un popolo ma le vetrine no, quelle non le devi rompere altrimenti ti fai 10 anni di carcere.


Parole dimenticate: famiglia nel bosco, Epstein files, Cuba, Venezuela, accise, Gaza, Hormuz, legge di bilancio, ponte sullo stretto

Parole Trendy: Bolsonaro, 17 ottobre, Lula, Youssef Siher, 


Prof. Salvo Amato

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giovedì 29 ottobre 2026

Giacomo Bulgarelli

 


Il 27 maggio 1964, l'Inter di Helenio Herrera era di fatto la squadra più forte d'Europa e si consacrò come tale nel trionfo di Vienna contro il Real Madrid di Di Stefano e Puskás.


Fu invece meno felice lo spareggio di qualche giorno più tardi contro il Bologna di Fulvio Bernardini, una squadra che era stata capace di rivaleggiare contro una delle più grandi dinastie della storia del calcio italiano grazie ad un centrocampo eccellente e alla brillantezza del suo gioco. 


A spiccare come leader tecnico di quella squadra straordinaria c'era Giacomo Bulgarelli, certamente uno dei migliori centrocampisti dell'intera storia del calcio italiano, nonché una vera e propria Leggenda del Club rossoblù, capace di incarnare i valori della città bolognese e di essere rispettato in tutta Italia come una bandiera inestimabile.


Era un centrocampista dannatamente completo, dalle risorse tecniche e tattiche infinite, tanto raffinato in cabina di regia quanto granitico in fase di interdizione, senza che ciò lo privasse però di un buonissimo istinto realizzativo (al suo apice arrivava alle porte della doppia cifra). Per 17 anni scanditi da quello storico scudetto del 1963-1964 e dalla vittoria della Coppa Italia, Giacomo è diventato un simbolo indiscusso del Bologna, tanto da essere spesso identificato come il giocatore più rappresentativo della storia dei Felsinei.


Ad essere sfortunata fu però la sua parabola con l'Italia, che pure fu contraddistinta dall'Europeo vinto nel 1968, ma senza che ci sia stato quell'acuto definitivo che in campione di questo calibro avrebbe meritato (la sfortuna ci vide benissimo con gli infortuni, c'è da dirlo). Fu anche un ottima voce in sede di telecronaca, ancora oggi ricordata con grande affetto quando commentava le partite della nostra nazionale. 


Purtroppo Giacomo Bulgarelli ci ha lasciati il 12 febbraio 2009, di conseguenza fa piuttosto male parlare al condizionale passato per quanto riguarda la celebrazione della sua nascita, avvenuta esattamente 86 anni fa.


Mi piace però pensare che il mito di Giacomo Bulbarelli resterà immortale per sempre, per l'eredità gigantesca che ha lasciato nella storia del Bologna e del calcio italiano.


Manchi, Giacomino.


Gabriele Gilli✍🏻

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Elias Figueroa

 


È davvero complesso parlare di Elías Figueroa, perché si rischia addirittura di sfociare nell'esoterico di una vita che l'ha visto sopravvivere ad una polmonite da bambino e successivamente segnare un gol "illuminato" dall'unico raggio di sole che irradiava il campo di gioco.


Probabilmente è Don Elías stesso a portarsi dietro questa natura quasi trascendentale, perché di divino effettivamente aveva la sua onnipotenza difensiva, che gli permetteva di dominare come un Imperatore in quel reparto, come non era mai riuscito probabilmente a nessun sudamericano nella storia del calcio.


Ha avuto una carriera maledettamente longeva, da Re Mida che distribuiva il suo sapere difensivo in giro per il Sudamerica, dapprima nella sua gioventù al Penarol, per poi arrivare ai trionfi con l'Internacional, per poi vincere un titolo impensabile in Cile con il Palestino, consacrandosi pure come Pallone d'Oro sudamericano per tre anni consecutivi tra il 1974 e il 1976.


E se è riuscito ad essere inserito nella formazione ideale del Mondiale 1974 giocando a malapena tre partite, vuol dire che Elías Figueroa, tirando le somme, è stato per davvero uno dei difensori più forti di tutti i tempi.


Oggi Elías Figueroa, il più forte giocatore cileno di tutti i tempi, nonché una delle massime Leggende della storia del calcio sudamericano, compie 80 anni.


Auguri, Don Elías.


Gabriele Gilli ✍🏻

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Kylian Mbappé

 


Nonostante i favori del pronostico fossero a favore di un Barcellona eccellente in questo avvio, alla fine il Clasico si è confermato una sfida a sé stante, che ha saputo fare da teatro per la riscossa del Real Madrid.


I Blancos l'hanno infatti meritata, complici anche le prove opache di Pedri e Rodri in mezzo al campo, la partita sottotono di Lamine Yamal (per quanto all'andata dell'anno scorso avesse fatto ben di peggio). Ci sono però stati evidenti meriti per la squadra di José Mourinho, che meritano di essere sottolineati per aver disinnescato - ove possibile - uno dei collettivi più collaudati, rodati e dominanti di questo avvio di 2026-2027.


Marc Cucurella è stato una vera e propria forza della natura sulla fascia sinistra, dannandosi l'anima contro il genio di Lamine Yamal. Dean Huijsen è stato preciso ed ordinato in difesa, chiudendo moltissime trame offensive del Barcellona. Aurelien Tchouamení è stato una diga insuperabile per i centrocampisti blaugrana. Jude Bellingham ha danzato tra le linee come sa e ha mandato più volte al manicomio la squadra di Hansi Flick in mezzo campo al campo (meravigliosa la giocata ad innescare Camavinga nel gol vittoria).


E poi c'è Kylian Mbappé, che vive in una dimensione tutta sua quando affronta il Barcellona. I suoi numeri in carriera contro i blaugrana sono inequivocabili, con quei 14 gol (8 dei quali nei Clasico) in 11 partite che fanno francamente impallidire chiunque e che ci ricordano che razza di fuoriclasse sia. E pazienza se i suoi gol sono stati bruttini per i suoi standard, perché tanto alla fine ad avere ragione è stato ancora una volta lui, con quel killer istinct diabolico e con quella grandezza che emana a tu per tu con i portieri avversari.


Risulterebbe ingeneroso per il Barcellona parlare di crisi, dato che la stagione è lunga, ma Hansi Flick avrà certamente bisogno di sistemare alcune cose da qui fino alla primavera, per avere una squadra finalmente capace di mettersi da parte i fantasmi delle ultime due stagioni in Champions League.


Ciò non toglie i meriti a Kylian Mbappé, che è semplicemente inevitabile, anche "per sbaglio". E per una volta lo è stato anche il "suo" Real Madrid.


Gabriele Gilli ✍🏻

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Johan Cruijff

 


Poco prima del suo avvento, il Barcellona non se la stava passando affatto bene, sia per il pessimo avvio del suo campionato, sia per quel trionfo in Liga che mancava ormai da 13 lunghi anni.


L'esordio di Johan Cruijff contro il Granada nel lontano 28 ottobre 1973 non fu dirompente soltanto per la doppietta che segnò subito, ma anche per l'impatto immediato lasciato su una squadra che apparve completamente trasformata con l'avvento del calciatore più forte dell'epoca.


Eppure Johan non si fermò soltanto alla sua meravigliosa Liga vinta da protagonista con 16 gol e 16 assist in 26 partite, in quanto la sua venuta fu fondamentale per cambiare il modo di intendere il calcio del Barcellona, portando con sé un'eredità che possiamo percepire ancora oggi, a più di 50 anni di distanza.


53 anni fa, la storia del Barcellona cambiava per sempre, con un Johan Cruijff leggendario pronto a prepararsi alle porte del Mondiale dell'estate del 1974.


Etereo.


Gabriele Gilli ✍🏻

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Luigi Buffon

 


Già da quel Parma vs Milan del 19 novembre 1995, il talento del diciasettenne Gianluigi Buffon appariva chiaro e cristallino, tanto da portare molti ad immaginare una carriera scintillante negli anni a seguire.


Il 29 ottobre 1997, ovvero 2 anni dopo quel debutto folgorante, Gigi ebbe la prima occasione per mettersi in gioco per la nazionale italiana, ai tempi allenata da Cesare Maldini e chiamata a qualificarsi ai Mondiali nel doppio confronto contro la Russia ai play-off. 


Proprio in quella giornata nevosa di Mosca non andò in scena soltanto un 1-1 nel primo dei due atti decisivi per l'approdo a Francia '98 (al ritorno a ci avrebbe pensato Pierluigi Casiraghi). Iniziò anche la meravigliosa parabola azzurra di quel portiere del Parma che per molti si sarebbe consacrato come il miglior interprete della storia del ruolo. 


Incominciò una carriera con la nazionale pluri-ventennale, che nel 2006 ha trovato il suo apice massimo, grazie ad una vittoria di un mondiale che Gigi giocò in maniera magistrale, entrando nella storia del calcio dalla porta principale. 


29 anni fa, la lunga storia d'amore tra Gianluigi Buffon e la sua amata nazionale italiana aveva inizio, dando il via ad un'epopea irripetibile.


Gabriele Gilli ✍🏻

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