domenica 19 luglio 2026

AL DI LÀ DELLE CRITICHE, L’"ODISSEA” DI CHRISTOPHER NOLAN È GIÀ UN SUCCESSO: HA RIACCESO L’INTERESSE DI TUTTO IL MONDO SU ULISSE

 

AL DI LÀ DELLE CRITICHE, L’"ODISSEA” DI CHRISTOPHER NOLAN È GIÀ UN SUCCESSO: HA RIACCESO L’INTERESSE DI TUTTO IL MONDO SU ULISSE – IL POEMA DI OMERO È TORNATO UN FENOMENO POP DOPO L’USCITA DEL FILM: TRA MEME, INFLUENCER E POLEMICHE SUL CAST, TUTTO IL PIANETA PARLA DELLE AVVENTURE DI ULISSE, RISCOPRENDO LA MODERNITÀ DEL PERSONAGGIO E CONFERMANDO LA FORZA SENZA TEMPO DEL MITO – LA GRECISTA MARIA GRAZIA CIANI: “ULISSE SIAMO TUTTI NOI, RACCHIUDE IN SÉ OGNI VARIAZIONE DEL GENERE UMANO…”

matt damon odissea  

Estratto dell’articolo di Roberta Scorranese per il “Corriere della Sera”

 

odissea di christopher nolan

«Non sono immortale», dice Ulisse a Calipso nei Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese. Eppure, dei dieci anni del viaggio di ritorno nell’Odissea, ben sette Odisseo/Ulisse li ha trascorsi con la ninfa. Quindi, un eroe curioso, incline alle tentazioni, umanissimo. Che sia forse questo tratto caduco a rendere Ulisse «uno di noi», familiare al punto da trasformare le tre ore di Odissea di Christopher Nolan in una «passeggiata» fatta di commenti, osservazioni, dibattiti e persino azzardi da divano, trasformandoci tutti in grecisti?

 

Alessandro D’Avenia, che a Ulisse ha dedicato uno dei suoi libri più belli ( Resisti cuore ) fa notare che «Omero usava una tecnica cinematografica straordinaria, ben prima di Nolan: il faccia a faccia con Achille, per dire, la contrapposizione tra l’eroe che sovrasta il mondo e quello che ne è sovrastato. Finisce che il regista Omero fa allontanare Achille di spalle, mentre Ulisse viene verso di noi».

 

matt damon in odissea di christopher nolan 1

C’è la maestria cinematografica. E in effetti, come ha scritto Mariarosa Mancuso sul Foglio , a uno come Nolan «che gli vogliamo dire?». […] Commenta Maria Grazia Ciani, una vita dedicata a Omero, grecista e autrice di Lettere a un nipote sull’Iliade (Marsilio[…]  «Ulisse siamo tutti noi. Lui è polýtropos , cioè racchiude in sé ogni variazione del genere umano».

 

[…] D’Avenia nota che pochi protagonisti della letteratura antica piangono come Ulisse e su questo tema Matteo Nucci ha scritto Le lacrime degli eroi : en passant , Nucci è arrivato secondo al Premio Strega con Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli), tomo di quasi 600 pagine e ciò la dice lunga sull’interesse trasversale. Interesse che ormai è un fenomeno globale, non più solo prerogativa degli europei: anche il New York Times invita a informarsi sul mondo greco antico. Omero è patrimonio di tutti, come confermano le migliaia di «creator» che stanno intasando i social.

 

LUPITA NYONG'O IN ODISSEA DI CHRISTOPHER NOLAN

«Il mondo di Gnu» si chiede se sia stata l’inesauribile complessità dell’Odissea a «permetterle di arrivare fino a noi», mentre per il critico Emanuele Bosso è un film «che parla di noi, tutti dobbiamo imparare a tornare». Il meme più divertente è quello con il volto di Ulisse che rassicura: «Sono per strada, dieci minuti e arrivo».

 

 Inoltre, se Lupita Nyong’o-Elena ha riaperto un dibattito spinoso su cinema e inclusione, persino Chiara Ferragni ha rilanciato nelle storie («Goddess!») la bellissima Zendaya, che nella première mondiale a New York ha sfilato con un abito alato firmato Matières Fécales. […]

 

https://www.dagospia.com/media-tv/la-delle-critiche-dibbbattito-l-odissea-christopher-nolan-e-gia-481031 

 

IL CALCIO È POLITICA – LA FINALE DELLA COPPA DEL MONDO TRA SPAGNA E ARGENTINA VALE MOLTO PIÙ DI UNA COPPA: UNA VITTORIA DELLA SPAGNA SAREBBE UN CEFFONE PER TRUMP, CHE DETESTA IL PREMIER SPAGNOLO PEDRO SÁNCHEZ (VISTE LE DIVERGENZE SU NATO, IRAN E GAZA)

 

IL CALCIO È POLITICA – LA FINALE DELLA COPPA DEL MONDO TRA SPAGNA E ARGENTINA VALE MOLTO PIÙ DI UNA COPPA: UNA VITTORIA DELLA SPAGNA SAREBBE UN CEFFONE PER TRUMP, CHE DETESTA IL PREMIER SPAGNOLO PEDRO SÁNCHEZ (VISTE LE DIVERGENZE SU NATO, IRAN E GAZA) – IL TYCOON VUOLE LA VITTORIA DELLA “ALBICELESTE” DEL SUO AMICO MILEI – IL PRESIDENTE DELLA FIFA, GIANNI INFANTINO, CI RIFILERA' UNO SPETTACOLO IN STILE “SUPER BOWL” DURANTE L’INTERVALLO (UN MODO PER GIUSTIFICARE I PREZZI ASTRONOMICI DEI BIGLIETTI?) – IL TYCOON CI HA PRESO GUSTO: DOPO AVER DETTO DI VOLER ORGANIZZARE ANCHE LE PROSSIME EDIZIONI DEL TORNEO, SI IMPROVVISA OPINIONISTA E CRITICA IL C.T. DELL’INGHILTERRA TUCHEL (TRUMPONE, LASCIA STARE IL PALLONE)

finale mondiale trump milei sanchez infantino  

 

1 - GRAN FINALE!  SPETTACOLI E IMBARAZZI AL METLIFE: SE TRIONFASSE LA SPAGNA CHE RIVINCITA PER IL PREMIER SANCHEZ SU TRUMP

Estratto dell’articolo di Alberto Simoni per “la Stampa”

 

donald trump gianni infantino

Gianni Infantino ama le iperboli e ha già appiccicato l'etichetta di "più grande palcoscenico di tutti i tempi", allo spettacolo che nell'intervallo intratterrà gli 80mila spettatori che oggi siederanno sugli spalti del Metlife Stadium e i milioni che seguiranno da casa. Cast stellare e parata di vip per chiudere il Mondiale alla presenza di Donald Trump e First Lady Melania.

 

Ci saranno il re Felipe VI di Spagna (e famiglia) e il premier Pedro Sanchez. Riti scaramantici tengono invece alla Casa Rosada Xavier Milei, il presidente argentino. Quanto succederà oggi non può che essere in grande stile.

 

Donald Trump e Pedro Sanchez

C'è un pizzico sapido di incertezza. Fischi o applausi per Trump? I precedenti pendono per la prima opzione. […] Si scherza, e magari nemmeno troppo, pure sulla vicinanza – fisica, nel palco più nobile sugli spalti – fra Trump e Sanchez. Non c'è premier europeo – perdipiù socialista – che maggiormente infastidisca il tycoon. Sanchez è stato una spina nel fianco sin da quando ha detto che non avrebbe alzato le spese militari e ha rifiutato l'uso delle basi per le operazioni in Iran.

 

[…] Il presidente Usa venerdì durante un evento alla Trump Tower ha già messo le mani avanti con Infantino per un'altra edizione, «ma senza Canada e Messico»; ipotizzando una co-gestione con la Cina, e disquisito anche di calcio. «Perché l'Inghilterra si è difesa invece che andare all'attacco…», ha detto citando «l'amico Harry Kane», con il quale «ho giocato più volte a golf».

 

javier milei con donald trump

[…]  Prima la cerimonia di chiusura, sarà alle 1:30 (le 19:30 italiane). E' atteso Tom Cruise che nel 2024 fece la spettacolare discesa in corda doppia allo Stade de France per il passaggio di consegne fra Parigi e Los Angeles della fiaccola olimpica. Robbie Williams, Laura Pausini e Nicole Scherzinger canteranno l'inno ufficiale "Desire", l'inno americano sarà interpretato dal premio Oscar-Grammy-Emmy, Jennifer Hudson. Post Malone, rapper, e lo streamer statunitense con 160 milioni di follower saranno dello show.

 

[…] La Fifa ha fissato i tempi: undici minuti di show più sei per allestire e smontare il palco. Lo scorso anno si sforò, la pausa fu di 25 minuti. Verrà anche irrigato il prato nei sei minuti. Le zolle sono già in vendita sul sito della Fifa: prezzi da 450 dollari a 3000. I politici del New Jersey insorgono: ma come – chiedono – sono stati usati i soldi dei contribuenti per la ristrutturazione e i proventi della vendita vanno alla Fifa? Accordo raggiunto, si farà fifty-fifty.

 

2 - TRUMP IN CAMPO SHOW, MUSICA E NEMICI LA PARTITA È POLITICA

Estratto dell’articolo di Emanuela Audisio per “la Repubblica”

 

mondiali 2026

[…] Aprite gli occhi sulla finale mondiale di calcio più costosa e irregolare di sempre. Prezzo medio: 12.751 dollari. Ingresso: 7.600 dollari. I super ricchi ci arriveranno in elicottero su Teterboro, l'aeroporto privato nel nord del New Jersey, a soli 10 chilometri dallo stadio. Sono 6mila dollari per 4 minuti di volo da Manhattan, che diventano 10mila dagli Hamptons (è pur sempre domenica), se invece volete parcheggiare il vostro aereo nell'hangar altri 10mila. L'auto con targa Fifa vi costerà un altro migliaio di dollari. E poi naturalmente la suite da 8 milioni.

 

Ma c'è chi rivendica un altro calcio. «Dedico questa finale al mio popolo, alla gente che se la passa male, non ha lavoro, non arriva a fine mese o che vive peleando». Cercando di sfangarla, insomma. Non sono parole di Maradona, ma di Messi. E non sono piaciute al governo argentino che ha replicato con Adrián Ravier, portavoce di Milei: «Non concordiamo sul fatto che la gente non arrivi alla fine del mese».

 

lionel messi 1

Bè, certo, lui è un amico del governo, e la fondazione che dirige ha visto crescere il suo patrimonio, guarda un po', di 356 volte in un anno. Grazie al presidente argentino che non verrà a New York perché «squadra che vince non si cambia». Trump è un amico, ma lui che ha sempre seguito l'Albiceleste dal divano di casa, non vuole diventare l'uomo della mala suerte (per quello basta Mick Jagger).

 

La monarchia spagnola invece sarà schierata per intero. […] Con loro anche il primo ministro Pedro Sanchez, non proprio un amicone di Trump. […] Trump al vertice Nato di Ankara ha detto ai suoi consiglieri di «interrompere tutti gli scambi commerciali con la Spagna, comprese le visite». L'altro gli ha risposto: fai come ti pare, ma lasciaci in pace. Se storpiando von Clausewitz lo sport è la continuazione della guerra con altri mezzi, oggi ci siamo.

 

Dentro Spagna-Argentina ci sono altre partite: politiche, sociali, sentimentali. L'attaccante spagnolo Borja Iglesias di cui è molto tifoso l'attore Javier Bardem ha detto che se gli toccherà dare la mano a Trump lo farà perché vorrà dire che ha vinto, ma cercherà di dimenticarsi in fretta quella stretta. De la Fuente, ct della Spagna, se n'è andato via infuriato dalla conferenza della vigilia perché appena ha esordito con «buonasera a tutti», è stato coperto dai fischi dei tifosi argentini.

 

infantino trump

Se n'è andato in fretta: «Nella vita mi hanno insegnato ad avere rispetto». E già perché la coppia Trump-Infantino ha venduto la presentazione come show, comprate il biglietto e a fare le domande troverete the champs: il tennista Nole Djokovic, il cestista Kevin Durant e l'ex quarterback Tom Brady. Vuoi mettere la competenza? E prima nella sua tower Trump aveva criticato Tuchel tecnico dell'Inghilterra: «Ha perso perché ha arretrato troppo Kane, mio compagno di golf».

 

E pensare che abbiamo criticato Berlusconi non capendo che era un precursore (molto più preparato). Ci sarebbe anche la questione di quel lenzuolo portato in campo dall'Argentina dopo il successo sull'Inghilterra con la scritta Las Malvinas son argentinas, non si può, aprite un'indagine, ha protestato il premier inglese Starmer. Certo, è vietatissimo, contro le regole Fifa, una partita non è una manifestazione di piazza.

 

Ma chi fa le regole in America? Chi decide che un giocatore squalificato può rientrare in campo? Non mettiamo bavagli, ha sintetizzato Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force della Casa Bianca per i Mondiali: «Il primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti garantisce la libertà di espressione». Agli amici, naturalmente.

omar artan

 

 Alla squadra di calcio iraniana no, al qualificato arbitro somalo no, al calciatore spagnolo Joan Capdevila, campione del mondo nel 2010 che è andato a giocare un'amichevole in Iran, e a cui per questo è stato rifiutato l'ingresso no. Ci sarebbe anche quel maleducato ct egiziano che si è messo a sventolare la bandiera palestinese. E allo stadio andrà anche Mamdani, sindaco di New York che aveva protestato per i prezzi dei biglietti: «I miei favoriti hanno tutti perso». […]

https://www.dagospia.com/sport/finale-coppa-mondo-spagna-argentina-vale-piu-coppa-vittoria-de-481033 

 

A CENTO GIORNI DALLE ELEZIONI, IL RIVALE PIU’ PERICOLOSO DI NETANYAHU E’ L'EX CAPO DI STATO MAGGIORE GADI EISENKOT, IL “GENERALE GENTILUOMO” CHE HA SUPERATO IL PREMIER NEI SONDAGGI SUL GRADIMENTO PERSONALE

 

ANCHE IN ISRAELE LA SPINA NEL FIANCO DEL GOVERNO E’ UN GENERALE – A CENTO GIORNI DALLE ELEZIONI, IL RIVALE PIU’ PERICOLOSO DI NETANYAHU E’ L'EX CAPO DI STATO MAGGIORE GADI EISENKOT, IL “GENERALE GENTILUOMO” CHE HA SUPERATO IL PREMIER NEI SONDAGGI SUL GRADIMENTO PERSONALE – GLI ISRAELIANI, ESTENUATI E TRAUMATIZZATI, IL 27 OTTOBRE SCEGLIERANNO SE MANDARE A CASA "BIBI" E LA DESTRA MESSIANICA DI BEN GVIR E SMOTRICH, PREMIANDO IL “BLOCCO DI TUTTA LA NAZIONE D'ISRAELE”, CHE VA DALLA DESTRA NAZIONALE DI LIBERMAN ALL'ALLEANZA DI CENTRODESTRA "BEYACHAD" DI BENNETT E LAPID FINO AI DEMOCRATICI DI "GOLAN" E ALLO STESSO EISENKOT - SONDAGGI IN BILICO: SARA’ UN REFERENDUM SU NETANYAHU, CHE HA ANCORA FRECCE AL SUO ARCO...

gadi eisenkot benjamin netanyahu  

Estratto dell’articolo di Fabiana Magrì per “la Stampa”  

 

Gadi Eisenkot 2

Tra cento giorni Israele andrà alle urne per scegliere il proprio destino. Qualsiasi sarà il risultato, è un voto storico. Nessuna elezione precedente ha concentrato nello stesso appuntamento così tanti fattori: il trauma del 7 ottobre, l'agonia per gli ostaggi, tre anni di guerra tra Gaza, Libano e Iran, lo sfinimento dei riservisti, l'abbandono percepito dalle comunità di confine e una crisi di fiducia che non risparmia più nemmeno l'esercito.

Anche la data è una ferita: 27.10 contiene 7.10.

 

Per l'opposizione, il voto è l'ultimo miglio di un'attesa cominciata più di mille giorni fa nelle piazze contro la riforma giudiziaria. Per una parte del Paese è diventato una questione esistenziale e identitaria che potrà avere, a seconda dell'esito, una ricaduta persino terapeutica: cambiare governo per tornare a guardare avanti. Un sondaggio trasmesso ieri dal Canale12 israeliano ci viene incontro: il 23% del campione intervistato considera l'idea di lasciare il Paese in caso di rielezione di Netanyahu.

Benjamin Netanyahu

 

Non si sfugge dal referendum su di lui, il premier dal futuro giudiziario incerto, il più longevo della storia israeliana e il più divisivo, dentro e fuori Israele. Con la sua scaltrezza e resilienza politica ha portato fino in fondo il mandato della coalizione più a destra che abbia mai governato il Paese, risultato che non si vedeva dal 1988. Ma la tenuta parlamentare nasconde una fragilità sociale senza precedenti in cui Bibi – il suo diminutivo ufficiale – non è l'unica variabile. In ballo ci sono la sicurezza, l'equilibrio tra governo e Corte Suprema, la capacità di proteggere chi serve il Paese e il patto sociale tra cittadini e Stato.

Gadi Eisenkot 3

 

Dopo il massacro di Hamas nessuno tra i principali partiti considera questo il momento per riaprire il dossier palestinese. Ma una cosa è difendere Israele, un'altra accettare il progetto di Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich di un Paese più messianico, meno frenato dai contrappesi istituzionali, orientato ad ampliare e rendere permanente il controllo sui territori palestinesi e a ricreare prigioni ispirate alla Alligator Alcatraz degli Stati Uniti.

 

lieberman

La linea di frattura è il concetto stesso di forza che i due blocchi interpretano in modo diverso. Per l'estrema destra significa alzare lo scontro, ridurre i vincoli e fare dell'isolamento una prova di fermezza. Per il centro e la sinistra significa proteggere il Paese senza consumarlo, preservare l'indipendenza delle istituzioni e tornare a una normalità fatta di cura, relazioni, ricostruzione, crescita e servizi.

 

benny gantz yair lapid

Poi ci sono questioni che sembravano settoriali e la guerra ha reso politiche. L'esenzione dalla leva degli Haredim, gli ebrei ultraortodossi che dedicano la vita allo studio della Torah, non è più soltanto una disputa religiosa: è diventata il bilancino dell'equità nazionale.  L'esito delle urne appare a ora incerto. I blocchi oscillano attorno ai 61 seggi senza riuscire a trasformare un vantaggio emotivo e momentaneo in una maggioranza solida.

 

Nello Stato ebraico la parola decisiva è "sionista", collante identitario di un'opposizione eterogenea. Ne fanno parte: la destra nazionale di Avigdor Liberman; l'alleanza di centrodestra BeYachad (Insieme) guidata da Naftali Bennett con Yair Lapid; i Democratici di Yair Golan che hanno ereditato il testimone della sinistra laburista storica ma che oggi giocano un ruolo minore; e l'ex capo di Stato Maggiore Gadi Eisenkot.

 

naftali bennett

Li unisce il rifiuto di consegnare il futuro del Paese ai partiti messianici e il tentativo di separare chi serve lo Stato da chi, dicono, se ne serve. Eisenkot, il "generale gentiluomo" che procede per la sua strada con una calma metodica quanto dirompente, è diventato il rivale più insidioso per Netanyahu. Il suo partito, Yashar!, gioca sul doppio significato di "avanti" e "onesto". Nei sondaggi ha superato Bibi nel gradimento personale e il suo partito è arrivato a insidiare il Likud come prima forza del Paese. Nell'ultimo sondaggio di Canale13, per la prima volta, il "blocco di tutta la nazione d'Israele" – come lo definisce Bennett – ha toccato quota 61. È un vantaggio fragile.


https://www.dagospia.com/politica/l-rivale-piu-pericoloso-netanyahu-e-l-ex-capo-maggiore-gadi-eisenkot-481038

 

“LA POLIZIA SA COSA È SUCCESSO. HANNO AGGREDITO MIO FRATELLO. LO HANNO AMMAZZATO E PICCHIATO, CI SONO TESTIMONI”

 

“LA POLIZIA SA COSA È SUCCESSO. HANNO AGGREDITO MIO FRATELLO. LO HANNO AMMAZZATO E PICCHIATO, CI SONO TESTIMONI” – LA RABBIA DELLA SORELLA DI ABDERRAHIM FAKIR, IL 43ENNE DI ORIGINE MAROCCHINA MORTO A BOLOGNA MENTRE VENIVA ARRESTATO DALLA POLIZIA – L’UOMO SI SAREBBE ACCANITO CONTRO LA VOLANTE DEI POLIZIOTTI, INTERVENUTI PERCHÉ ERA IN FORTE STATO DI AGITAZIONE. A QUEL PUNTO, GLI AGENTI AVREBBERO SPRUZZATO DELLO SPRAY URTICANTE E LO HANNO IMMOBILIZZATO CON LE FASCETTE AI POLSI, MA FAKIR È DECEDUTO POCO DOPO, MENTRE ERA A TERRA - IN UN VIDEO CHE IMMORTALA LA COLLUTTAZIONE CON LA POLIZIA SI SENTE IL 43ENNE CHE GRIDA "AIUTO, BASTA", POI…

abderrahim fakir  

Estratto dell’articolo di Mauro Giordano per www.corriere.it

 

ABDERRAHIM FAKIR

Un uomo di 43 anni, Abderrahim Fakir, 43 anni, di origine marocchina è morto, in tarda mattinata al Pilastro a Bologna, tra le vie Panzini e Svevo. In base a quanto si apprende, era in corso un controllo di polizia in via Svevo: a chiamare il 113 sono stati alcuni residenti dopo che l'uomo, nello spazio dei garage, aveva dato in escandescenze.

 

[…] L'uomo avrebbe dato dei colpi alla volante della polizia; gli agenti, alla presenza anche dei sanitari, avrebbero poi spruzzato all'uomo spray urticante e lo avrebbero messo in sicurezza con le fascette ai polsi. Il 42enne, secondo le prime informazioni, avrebbe poi accusato un malore ed è deceduto.

 

IN UN VIDEO LA COLLUTTAZIONE TRA GLI AGENTI E LA VITTIMA

In un video che circolerebbe tra i residenti del quartiere Pilastro di Bologna sarebbe stata immortalata la colluttazione tra l'uomo morto dopo essere stato fermato e gli agenti di polizia. Pare che l'uomo avesse alcuni precedenti di polizia. I parenti del 43enne, fratello e sorella, riferiscono che aveva anche problemi di salute. […]

 

IL FILMATO DI CINQUE MINUTI: «AIUTO, BASTA, BASTA!» E LA MORTE

«Aiuto, basta, basta». Sono le urla impresse nel video dall'uomo morto al Pilastro. Nelle immagini si vedono due agenti che bloccano il 43enne marocchino a faccia in giù, portandogli le mani dietro la schiena nel tentativo di ammanettarlo. […]

 

VIDEO DELL'ARRESTO DI ABDERRAHIM FAKIR

 Dopo qualche minuto l'uomo smette di dimenarsi e sembra perdere i sensi, mentre i poliziotti gli bloccano anche le caviglie. Uno dei due prova a sincerarsi delle sue condizioni ma senza risposta.

 

LA SORELLA: «LO HANNO AMMAZZATO, NON MI DARÒ PACE»

«Io non mi darò pace finché mio fratello non sarà vendicato. Non mi darò pace». Sono le parole della sorella di Abderrahim Fakir:  «Non sappiamo cosa è successo - prosegue parlando con i cronisti, molto scossa - non sappiamo cosa è successo. Lo sanno loro, la polizia, cosa è successo a noi è arrivata la chiamata che è morto. Lo hanno ammanettato ed è morto. Lo hanno aggredito loro. Lo hanno ammazzato e picchiato, ci sono testimoni».

bologna, 43enne muore durante intervento della polizia 3

 

https://www.dagospia.com/cronache/rabbia-sorella-abderrahim-fakir-43enne-origine-marocchina-morto-bologna-481053 

Abderrahim Fakir, chi era il 43enne morto a Bologna: viveva in Italia da quando aveva 7 anni. La sorella: «L'hanno ammazzato»

 


Il fratello e la sorella, insieme ad altri parenti, hanno seguito gli accertamenti condotti, davanti ai garage, dalla squadra mobile e dalla polizia scientifica

Abderrahim Fakir, chi era il 43enne morto a Bologna
Abderrahim Fakir, chi era il 43enne morto a Bologna

Abderrahim Fakir, 43 anni, l'uomo di origini marocchine morto a Bologna al quartiere Pilastro, era in Italia da quando aveva 7 anni e viveva con il fratello. Fakir era titolare di una impresa di facchinaggio, impegnata nella logistica. Era sposato e viveva a Borgonuovo di Sasso Marconi, nel Bolognese. Era in Italia da diversi anni, a quanto si apprende era in via Svevo per fare visita ad alcuni parenti. 

Nel quartiere è stata una giornata di tensione, con cori contro la polizia durante la fasi dell'arresto: tra i tanti che assistevano ai rilievi della polizia, in via Svevo, c'era anche chi distribuiva acqua agli altri residenti e ai cronisti. Il fratello e la sorella, insieme ad altri parenti, hanno seguito gli accertamenti condotti, davanti ai garage, dalla squadra mobile e dalla polizia scientifica. Si sono allontanati una volta che il corpo del fratello è stato portato via, intorno alle 16.30. È stato proprio il fratello di Fakir, durante i rilievi della polizia, a invitare alcuni connazionali ad allontanarsi e interrompere i cori.

 

 

Daniele e Delia stroncati da malori, un uomo muore in piscina: l'afa miete vittime, ecco quando arriva la tregua

 


Tragedia nel Salento: tre persone sono decedute in poche ore a causa di malori improvvisi mentre si trovavano in mare o in piscina

Daniele e Delia stroncati da malori, un uomo muore in piscina: l'afa miete vittime, ecco quando arriva la tregua


Si registra un bilancio drammatico in provincia di Lecce, dove tre persone hanno perso la vita in altrettanti episodi di malore avvenuti in località balneari. Secondo il personale sanitario che ha prestato soccorso, i decessi sono riconducibili a malori causati dal caldo.

Le vittime

Il primo episodio si è verificato sulla spiaggia libera di località "Li Sorci", nella marina di Mancaversa, sul versante ionico. A perdere la vita è stato Daniele Danieli, 73 anni, di Cutrofiano. L'uomo, che secondo quanto appreso era cardiopatico, ha accusato un malore improvviso poco dopo essere entrato in acqua con la moglie. 

A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione da parte dei soccorritori.

A Torre Chianca, marina di Lecce sul versante nord, è deceduta Delia Stea, 79 anni, originaria di Trani e residente a Lecce. Per la donna è stato fatale un malore sopraggiunto non appena entrata in acqua.

Infine, una terza vittima, un uomo di 90 anni, ha perso la vita a Castrignano del Capo mentre stava facendo il bagno in una piscina.

Arriva (finalmente) una tregua

I decessi si inseriscono in un periodo caratterizzato da oltre un mese di caldo con valori costantemente oltre la media. Dalla prossima settimana è attesa una svolta: il ritorno alla classica estate italiana, calda ma con temperature più godibili. Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che la cappa di calore sta per lasciare l'Italia. Prima del cambiamento, tuttavia, sono previsti gli ultimi scampoli di aria rovente e i primi segnali di instabilità, con temporali attesi per giovedì al Centro-Sud.

https://www.leggo.it/italia/cronache/19_luglio_2026_caldo_killer_tre_morti_lecce_quando_arriva_tregua-9660702.html 

 

 

 

Dopo l'Ozempic ecco il "ritocco" con il grasso dei cadaveri: il trattamento choc negli Usa. «È il nuovo Botox»

 


L'ultima frontiera dei trattamenti di bellezza fa discutere: per combattere l'invecchiamento del viso si usa il tessuto adiposo donato da persone decedute

Dopo l'Ozempic ecco il "ritocco" con il grasso dei cadaveri: il trattamento choc negli Usa. «È il nuovo Botox»


Dimenticate il filler tradizionale e i miracoli dell'Ozempic. Negli Stati Uniti la nuova frontiera della chirurgia estetica ha superato ogni tabù e sta facendo discutere il mondo intero: si tratta delle iniezioni di grasso prelevato dai cadaveri. Uno scenario da film horror che è diventato l'ultimo trend per avere labbra turgide e zigomi rimodellati.

L'alternativa al botox

Come spiega la CNN, la procedura, che sta guadagnando sempre più popolarità tra cliniche e pazienti, si basa sull'utilizzo di tessuto adiposo allogenico, cioè proveniente da donatori deceduti. Prima dell'impiego, il grasso viene opportunamente sterilizzato e trattato, in modo da diventare iniettabile. Il trattamento rappresenta un'alternativa al lipofilling, che prevedeva l'uso di grasso proveniente dal paziente stesso e richiedeva dunque un vero intervento chirurgico, o al botox. 

Il rimedio alla "Ozempic Face"

Ma perché questa tecnica sta spopolando proprio adesso? La risposta sta in un altro tormentone estetico globale: l'Ozempic. Nato originariamente come farmaco per il trattamento del diabete di tipo 2, questo medicinale è diventato virale per la sua capacità di far perdere peso in tempi record. Il dimagrimento ultra-rapido, tuttavia, porta con sé un pesante effetto collaterale estetico: lo svuotamento improvviso dei tessuti del viso.

Come spiegano gli specialisti della Harvard Medical School, la rapida perdita di tessuto adiposo crea rughe profonde e un aspetto fortemente scavato e invecchiato. A Hollywood e nel mondo dei vip il fenomeno è così diffuso da aver dato vita a un nuovo termine: la "Ozempic face"

Per contrastare questo crollo del volume del viso e restituire pienezza a guance e zigomi, la chirurgia ha trovato una nuova risposta proprio nelle iniezioni di grasso.

Il dibattito tra gli esperti

La comparsa sul mercato di questo trattamento ha subito diviso la comunità scientifica, accendendo perplessità sia sul piano medico che su quello etico. Da una parte, i chirurghi che lo propongono ne difendono l'efficacia, sottolineando la comodità di avere un filler biologico "pronto all'uso" che eviti al paziente il fastidio, il dolore e le complicanze di un intervento chirurgico vero e proprio. Dall'altra, numerosi medici sollevano dubbi sia sulla reale durata a lungo termine del materiale iniettato - che rischia di essere riassorbito rapidamente dall'organismo - sia sulle possibili reazioni immunitarie o di rigetto del corpo di fronte a un tessuto proveniente da un'altra persona. Mentre il dibattito resta aperto, il trend continua a crescere sempre di più oltreoceano.

https://www.leggo.it/benessere/19_luglio_2026_ritocchi_grasso_cadaveri_nuovo_botox_ozempic_cosa_e-9660588.html