Grognards
giovedì 23 aprile 2026
Anche gli eredi di Mattei scaricano la Melona
L’hanno diffidata.
Pietro e Rosangela Mattei, nipoti di Enrico, storico fondatore dell’Eni morto in un tragico incidente aereo nel 1962, ha ufficialmente diffidato la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni dall’usare il nome dello zio per il “piano Mattei” sbandierato dal governo.
Lo ha fatto in rappresentanza della famiglia e degli eredi, stanchi di vedere associato il nome dello zio a un governo lontano anni luce dalle sue idee, dalla sua visione, dalla sua storia.
Lo riporta oggi “La Stampa”.
Mattei, con le sue intuizioni controcorrente, aveva lanciato la sfida alle “Sette sorelle”, rotto il monopolio petrolifero, firmato accordi separati con Russia e Iran, scaricando gli Stati Uniti.
“È esattamente il contrario di quello che sta facendo Meloni” tuona la famiglia Mattei. “All’inizio ho detto vediamo che fanno. Ma adesso trovo veramente inaccettabile le politiche del governo. Si usa il nome di Mattei a meri fini propagandistici, distorcendone l’eredità politica.
Sull’immigrazione, sui costi dell’energia, sui rapporti con gli Stati Uniti, Mattei aveva sfidato gli americani, non era il loro servo. E secondo alcune tesi potrebbe essere stato ucciso proprio per questo. Meloni invece non compra gas dai russi perché deve comprarlo da Washington e assiste inerme a un genocidio in Palestina. Se lo immagina Mattei di fronte a questo?”
In poche parole gli eredi Mattei hanno denunciato e messo a nudo tutta l’ipocrisia di Meloni.
Giù le mani da Enrico Mattei.
Almeno quello, risparmiatelo a questo grande italiano.
E risparmiatecelo.
Lorenzo Tosa
Rivoluzione quantistica
La fisica danese Lene Hau, dell’Università di Harvard, ha rivoluzionato l’ottica quantistica riuscendo a ridurre drasticamente la velocità della luce. Nel 1999, utilizzando un condensato di Bose-Einstein (uno stato della materia ultrafreddo), rallentò la luce fino a 17 m/s. Nel 2001 riuscì a fermarla completamente e a immagazzinarla, permettendone successivamente il rilascio.
Questo esperimento dimostrò che la luce può essere immagazzinata e trasferita alla materia, un risultato fondamentale per lo sviluppo della computazione quantistica e dei sistemi di archiviazione dell’informazione.
Aldo Moro su Kissinger
"Io, per parte mia, dichiarai nel ’70 alla Commissione Esteri della Camera che i Palestinesi semplicemente attendevano non degli aiuti, ma una patria. Lo dissi con il consenso di larga parte dello schieramento e riserve a destra e centro destra. Ma il punto, serio, di conflitto con gli americani e con il Sig. Kissinger era la vincolabilità della crisi con i moduli politico militari della Nato e l’uso di nostri punti di approdo o di atterraggio per i rifornimenti americani alla parte israeliana.
Noi, con non piccolo rischio di frizione con il potente alleato, negammo, soprattutto in vista di un mancato preavvertimento e di un’adeguata spiegazione di ragioni e finalità, che quella potesse essere considerata una crisi Nato e suscettibile perciò di dibattito e d’indirizzo in quella sede. E rifiutammo i punti di appoggio che venivano richiesti per i rifornimenti ad Israele nel corso della guerra, che ebbe vicende alterne e che durò ancora.
Il nuovo orientamento pro-arabo, o almeno più calibrato di Europa ed Italia continuò ad essere maldigerito dagli americani che sul fatto, sulle modalità, sui limiti, sui presupposti politici del dialogo euro-arabo continuarono ad intervenire, con l’effetto di rallentare alquanto il ritmo dell’operazione e svuotarla di una parte del suo contenuto.
Questa era in larga parte la posizione personale di Kissinger che del resto non ne fece mistero e coltivò un’animosità per la parte italiana e per la mia persona, che venne qualificata, come mi fu chiarito in sede obiettiva e come risultò da episodi certamente spiacevoli, come protesa ad una intesa indiscriminata con il Pci, mentre la mia, com’è noto, è una meditata e misurata valutazione politica, come ho avuto modo di esporla e realizzarla nelle fortunose vicende di questi ultimi tempi”.
Aldo Moro dalla prigionia
mercoledì 22 aprile 2026
ASSEGNAZIONI 2026 - PRIMO REPORT -
A Via Carlo Betocchi a Tor Vergata assegnati il 4 Aprile 2026, 42 appartamenti di un'edificio terminato dopo molti anni, il palazzo fa parte di un complesso più grande.
Il commissario speciale di Ater Roma -Orazio Campo- dichiara che la consegna di questi alloggi è solo l'inizio di un Piano più ampio di nuove assegnazioni che, dovrebbero arrivare ad essere un centinaio nell'arco dei prossimi 2 anni, mentre il Presidente Regione Lazio -Francesco Rocca- definisce questa assegnazione come una prima risposta sull'emergenza abitativa, definendolo un 'bisogno molto forte'.
Grognards ricorda che l''emergenza abitativa è stata definita 'Emergenza Nazionale' nel 2007, nel 2018 le Istituzioni hanno fatto scomparire lo 'Stato di Necessità' per chi non ha una casa, nonostante parliamo di un diritto fondamentale concepito nella. nostra Costituzione Italiana.
Attendiamo riscontro sulle promesse fatte nel Giubileo 2025 dove stranamente hanno trovato posto milioni di fedeli..
Ricordiamo che 'un centinaio di assegnazioni in 2 anni' NON SONO UNA RISPOSTA AI NUMERI DELL'EMERGENZA ABITATIVA di un'Edilizia Pubblica MORTA DA PIÙ DI 20 ANNI.
Comunque avvisiamo le politiche Residenziali Pubbliche di Roma che da oggi OSSERVEREMO e riporteremo LE ASSEGNAZIONI, facendo RISCONTRO DALLE GRADUATORIE UFFICIALI E faremo riscontro anche DALLE REALTÀ DELLE EMERGENZE ABITATIVE (ANTECEDENTI e NON al 2019) perché NON TROVIAMO RISCONTRO IN QUESTE ASSEGNAZIONI A TOR VERGATA.
by StregaMetropolitana






















