lunedì 17 agosto 2026

Rossella Diaco, morta la conduttrice di Rai Isoradio: aveva 65 anni. La malattia e l'ultimo post: «La mia vita mi manca»

 


I funerali si svolgeranno a Roma mercoledì 19 agosto, alle 10.30, presso la parrocchia Sacri Cuori di Gesù e Maria, in via del Cenacolo 43, zona La Storta.

Si è spenta questa mattina, lunedì 17 agosto, Rossella Diaco, storica voce di Rai Isoradio. Aveva 65 anni. A darne notizia è la stessa Rai, in una nota: «Rai Isoradio perde la voce brillante di Rossella Diaco, 65 anni, deceduta questa mattina dopo una breve malattia. Programmista multimediale in organico da oltre quindici anni a Isoradio, precedentemente al Cis e a Rai International, è stata una professionista che si è sempre dedicata con passione al suo lavoro nei canali di pubblica utilità».

I funerali si svolgeranno a Roma mercoledì 19 agosto, alle 10.30, presso la parrocchia Sacri Cuori di Gesù e Maria, in via del Cenacolo 43, zona La Storta.

La carriera in Rai

Nata a Toronto, dove il padre si era trasferito, Diaco aveva scoperto la passione per la radio proprio grazie a lui e a Renzo Arbore, per poi entrare in Rai nel 1983. Nel corso della sua carriera aveva lavorato a Rai International dal 1998 al 2011, per poi passare al Cciss fino al 2017 e approdare infine, dal 2020, a Isoradio. «Anche negli ultimi mesi di malattia ha saputo essere la donna forte, coraggiosa e determinata che negli anni i suoi colleghi hanno conosciuto», ha aggiunto la Rai nel ricordo pubblico. «Alla sua famiglia, in particolare alla figlia Federica, le più sentite condoglianze e la vicinanza di tutta l'Azienda».


L'ultimo post e i funerali

Lo scorso 27 luglio, sulla sua pagina Facebook, Diaco aveva scritto un messaggio rivolto agli amici, raccontando le difficoltà degli ultimi mesi: «È tanto che non scrivo, il tutto dovuto al mio stato di salute che non mi permette di fare molto. 

Sono in ospedale, per chi non avesse capito ho quel brutto mostro... terapie andate male, forze che diminuiscono. La mia vita mi manca, il vostro affetto si sente sempre lo sento anche se non scrivo».

https://www.leggo.it/italia/cronache/17_agosto_2026_rossella_diaco_morta_conduttrice_rai_isoradio_malattia_tumore-9711300.html 


 

Zen

 


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Maurizio Giammusso morto per un malore mentre faceva un bagno a Capalbio: il giornalista romano aveva 74 anni

 


Lascia la moglie Anna e la figlia Daniela

Maurizio Giammusso
Maurizio Giammusso

di Redazione Web

Maurizio Giammusso, storico giornalista dell'agenzia ANSA, scrittore e sceneggiatore, è morto oggi a Capalbio in seguito a un malore mentre stava nuotando. Era nato a Roma, il 17 ottobre del 1951, aveva dunque 74 anni, ed è stato uno dei pilastri della redazione cultura e spettacoli dell'agenzia dove ha lavorato fino al 2010. Lascia la moglie Anna e la figlia Daniela.

La carriera

La sua passione era senza dubbio il teatro, a cui aveva dedicato non soltanto la sua felice penna di cronista ma anche il vigile occhio di critico teatrale. Come tale aveva scritto a lungo non solo per l'agenzia ANSA ma anche per la carta stampata e il Corriere della Sera in particolare e negli ultimi anni anche per il web e l'Huffington Post. Ma Maurizio, con la sua eleganza e la sua cultura, la sua capacità di analisi e di racconto, ha dedicato la sua vita al mondo del teatro anche attraverso tante mostre, libri, programmi televisivi o portando in scena la sua scrittura, su quelle stesse tavole. In particolare Giammusso si è dedicato ad Eduardo in diverse pubblicazioni frutto di lungo lavoro e ricche di inediti, come Vita di Eduardo che ha avuto più ristampe ed è ora al centro di uno spettacolo di Sergio Rubini in scena il prossimo autunno.

È stato autore infatti di moltissime pubblicazioni, tra le quali La fabbrica degli attori. L'Accademia nazionale d'arte drammatica: storia di cinquant'anni (1988), Eliseo un teatro e il suoi protagonisti (con Giuliana Poggiani, 1989); Vita di Eduardo (1993); Eduardo da Napoli al mondo (1994), Il Dante di Gassman (1994), Il teatro di Genova: una biografia (2001), Vita di Rossellini (2004) e Per Ecuba! Frammenti di un discorso teatrale (2009). 

Vita di Eduardo, è un'ampia biografia lanciata da Mondadori nel 1993 con grande successo, ripubblicata negli anni seguenti da un altro editore e ancora rimandata in libreria da Minimum Fax, in occasione del venticinquennale della scomparsa dell'attore e ancora in libreria, insomma è un classico, un punto di riferimento importante.

I libri

Qui Maurizio Giammusso ha costruito un racconto completo e affascinante dell'autore che forse amava di più perchè per lui era un po' l'incarnazione stessa del teatro, in tutte le sue forme. Aveva utilizzato tutte le fonti disponibili e, soprattutto, le carte private inedite conservate dalla famiglia: cominciando dalle letterine di Eduardo bambino, fino ai carteggi ora cordiali ora durissimi con Luigi Pirandello, Armando Curdo, Toto', Anna Magnani, Paolo Grassi, Laurence Olivier, Franco Zeffirelli e tanti altri. Questo grande insieme di racconti pubblici e privati, di arte e di affari, di affetti e di rancori anima un libro in cui si intrecciano un'approfondita ricerca storica e una felice rievocazione d'ambiente. Un testo questo che ora Sergio Rubini porta in teatro con I fratelli De Filippo, spettacolo in cui si parla di Eduardo, Titina e Peppino tratto proprio dal libro Vita di Eduardo di Maurizio Giammusso (ed. Minimum Fax), che firma insieme a Carla Cavalluzzi e Angelo Pasquini. Lo spettacolo ha debuttato al Mercadante di Napoli il 5 e 6 luglio per il Campania Teatro Festival e che dalla ripresa autunnale sarà in tour in Italia, portando ancora sulla scena che tanto amava, un po' di Maurizio.

https://www.leggo.it/italia/roma/17_agosto_2026_maurizio_giammusso_morto_giornalista_capalbio_chi_era-9711396.html 

 

 

Michela Rubiu morta dopo un mese di agonia: il marito le ha sparato alla testa, poi è tornato a casa e ha ucciso il fratello

 


Alessandro Pintus, reo confesso, sarà accusato omicidio volontario plurimo, aggravato dalla premeditazione

Michela Rubiu e il marito Alessandro Pintus
Michela Rubiu e il marito Alessandro Pintus

È deceduta dopo circa quattro settimane di coma Michela Rubiu, 47 anni, la donna colpita da arma da fuoco dal marito lo scorso 23 luglio a Solanas, frazione costiera di Sinnai, in Sardegna. La notizia è stata confermata da fonti dell'ambiente sanitario cagliaritano, riporta Cagliari Today.

Il ricovero e il decesso

Fin dal momento del ferimento, avvenuto nelle prime ore del mattino durante un diverbio all'interno del bar gestito dalla coppia, il quadro clinico della donna era apparso critico. Trasportata d'urgenza al Brotzu, era stata immediatamente presa in carico dal reparto di Rianimazione, ma non aveva più recuperato coscienza fino al decesso.

Una mattinata di duplice violenza

Quello del 23 luglio era stato un episodio dai contorni drammatici e a catena. Dopo aver ferito la moglie nel locale di famiglia, Alessandro Pintus si era spostato fino a Quartu Sant'Elena, nell'abitazione dei suoi familiari, dove aveva tolto la vita al fratello Andrea. 

Solo in un secondo momento l'uomo si era costituito ai carabinieri, ammettendo entrambi gli episodi e collaborando all'individuazione dell'arma, che aveva nel frattempo occultato.

Cambia l'impianto accusatorio

La scomparsa di Michela Rubiu segna una svolta significativa sotto il profilo giudiziario. L'imputazione relativa alla sparatoria di Solanas, fino a oggi qualificata come tentato omicidio, dovrà necessariamente essere aggiornata: gli inquirenti si orientano verso la contestazione di omicidio volontario plurimo, aggravato dalla premeditazione, cumulandola con quella già formulata per la morte del fratello. Spetterà ora alla Procura di Cagliari formalizzare la nuova imputazione alla luce del decesso.

Resta infine aperto un ulteriore fronte investigativo, legato a un presunto episodio di minacce nei confronti di un uomo presente a Solanas durante la fuga di Pintus dopo la sparatoria: anche questa vicenda è ancora al vaglio degli inquirenti.

https://www.leggo.it/italia/cronache/17_agosto_2026_michela_rubiu_morta_femminicidio_alessandro_pintus-9711278.html?refresh_ce 

 

 

Dino Keber uccide la ex Tania Terrin, poi torna a casa e si impicca. Mesi prima aveva tentato di strangolarla e lei lo aveva denunciato

 



Dalle prime informazioni emerge che la relazione tra i due si fosse già conclusa da tempo


Dino Keber e Tania Terrin (foto Facebook)
Dino Keber e Tania Terrin (foto Facebook)

Dino Keber, 43 anni, di Dolo, in provincia di Venezia, è stato trovato senza vita, impiccato nella propria abitazione. Poco prima, secondo quanto ricostruito, l'uomo avrebbe ucciso la sua ex compagna, Tania Terrin, 39 anni, il cui corpo è stato ritrovato nella casa di Camponogara, sempre nel Veneziano.

I due cadaveri sono stati scoperti nella tarda serata di sabato 15 agosto, come riportato dal sito de La Nuova Venezia; la notizia è stata confermata dalle forze dell'ordine, che mantengono però il massimo riserbo sulla dinamica dei fatti.

Lo strangolamento e la denuncia

Dalle prime informazioni emerge che la relazione tra i due si fosse già conclusa da tempo. 

Ad aprile Dino Keber, già noto alle forze dell'ordine, aveva tentato di strangolare Tania Terrin. È questa la ragione per cui la donna aveva presentato ai carabinieri una querela corredata da certificato medico.

A giugno il Questore di Venezia aveva emesso un ammonimento ufficiale nei confronti dell'uomo, ritrovato impiccato ieri sera nella sua abitazione a Dolo (Venezia). Lo apprende l'ANSA. La porta di casa della donna, a quanto emerge, non presentava segni di effrazione. 

https://www.leggo.it/italia/cronache/17_agosto_2026_dino_keber_uccide_ex_tania_terrin_suicidio_femminicidio_camponogara_venezia-9711248.html?refresh_ce 

 

LA PARABOLA DISCENDENTE DI FABRIZIO ROMANO - IL PARA-GURU DEL CALCIOMERCATO (CHE FATTURA PIÙ DI QUATTRO MILIONI DI EURO L’ANNO) ANNUNCIA CHE SMETTERA' DI OCCUPARSI DEI TRASFERIMENTI DEI GIOCATORI

 

LA PARABOLA DISCENDENTE DI FABRIZIO ROMANO - IL PARA-GURU DEL CALCIOMERCATO (CHE FATTURA PIÙ DI QUATTRO MILIONI DI EURO L’ANNO) ANNUNCIA CHE SMETTERA' DI OCCUPARSI DEI TRASFERIMENTI DEI GIOCATORI - IL "DAILY MAIL" FA LO SHAMPOO AL GIORNALISTA FAMOSISSIMO SUI SOCIAL (DOVE HA OLTRE 100 MILIONI DI FOLLOWER), DESCRIVENDOLO COME UN VENDITORE DI FUMO: "PRESO NELLA CORSA CONTRO IL TEMPO PER AGGIUDICARSI IL PRIMATO DELLO SCOOP, ROMANO UFFICIALIZZA AFFARI CHE NON LO SONO PER NIENTE. ALCUNI ADDETTI AI LAVORI LO CONSIDERANO UN INFLUENCER FASTIDIOSO, PIUTTOSTO CHE UN GIORNALISTA. ANCHE ALCUNI AGENTI LA PENSANO ALLO STESSO MODO..."

fabrizio romano 

Da http://www.ilnapolista.it

 

fabrizio romano

Fabrizio Romano ha saltato lo squalo. Che è un vecchio modo di dire della tv seriale, significa: ha scavallato il limite della credibilità, ha esagerato. E’ passato un po’ di tempo dagli articoli che lo raccontavano (per lo più incensandolo) sul New York Times, sull’Equipe e su altra illustrissima stampa internazionale. Il fenomeno del calciomercato che da semplice cronista delle trattative s’è trasformato in un’industria social capace di veicolare e agire direttamente proprio su quel mercato che lui raccontava per primo.

fabrizio romano 4

 

Ci ha guadagnato un sacco di soldi, nel frattempo (alcune fonti dicono che fatturi più di quattro milioni di euro l’anno), ma ha abusato del meccanismo e alla fine è andato fuori giri. Lo racconta in un pezzo molto approfondito il Daily Mail. Tanto che lo stesso Romano qualche giorno fa ha dato il ferale annuncio – come fa lui, usando il suo messaggio-brand “here we go!”: ha scritto su Linkedin che non si occuperà più di mercato, o almeno non come fa adesso.

 

 

Il come fa adesso è infatti il motivo per cui la bolla Romano è scoppiata, o stava per. “La straordinaria attività di Romano sui social media – scrive il giornale inglese – che travolge e smonta le notizie di mercato in un modo tale che pochi si ricordano quando sono state diffuse da qualcun altro o quando lui ha sbagliato qualcosa, gli ha permesso di accumulare complessivamente 77,2 milioni di follower tra Instagram e X, con altri 3,2 milioni di iscritti su YouTube e 26,7 milioni di seguaci su TikTok.

fabrizio romano 1

 

Un pubblico in cattività che alcuni agenti di calcio della generazione più giovane – e persino alcuni membri dello staff dei club – vedono come una piattaforma di pubbliche relazioni per sé stessi e per la propria attività. Un membro senior dell’ufficio stampa di un top club della Premier League ha chiesto a Romano di registrare un messaggio con il suo slogan “Here We Go” (che indica la conclusione dell’affare) per il compleanno di uno dei suoi figli”.

 

Il punto è che ormai, preso nella corsa contro il tempo per aggiudicarsi il primato dello scoop, Romano “ufficializza” affari che non lo sono per niente. E ha preso da un bel po’ ad annacquare le notizie, traducendole in decine di tweet che in realtà non aggiungono nulla, solo per produrre il flusso social che gli serve per tenere in piedi il giocattolo. Lui si è difeso dicendo che nonostante abbia accumulato oltre 100 milioni di follower sui social media, non è schiavo del collaudato metodo giornalistico di verificare le informazioni con entrambe le parti.

 

fabrizio romano 3

Il Mail racconta una scaramuccia con un altro giornalista, che rende bene come funzioni l’ambientino del calciomercato: “Il giornalista sportivo tedesco Florian Plettenberg, esperto di calciomercato, lo ha criticato per aver definito il trasferimento di Diomande un “Here we go” quando c’erano ancora questioni contrattuali da risolvere. Secondo Plettenberg, una concreta possibilità veniva presentata come una certezza – in modo disonesto – per dare l’impressione che Romano fosse in vantaggio rispetto agli altri nel dare la notizia del trasferimento.

 

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Plettenberg non era l’unico a pensarlo. In privato, gli agenti di Diomande affermavano che l’accordo non era ancora concluso, che i termini non erano stati concordati e che Romano si era mosso troppo presto. Ma la risposta di Romano è stata vendicativa. Un attacco profondamente personale a Plettenberg ha incluso la rivelazione di messaggi privati in cui il tedesco chiedeva a Romano consigli su come aumentare i propri follower sui social media e lo ricopriva di elogi.

 

Romano ha persino rivelato che Plettenberg gli aveva detto: “Il tuo lavoro è la mia motivazione”. Sui social media, quando si compete con qualcuno che ha milioni di follower, c’è sempre un solo vincitore. Plettenberg è stato travolto da una valanga di critiche. Ma il tedesco sembra aver toccato un nervo scoperto”.

 

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Tutto ciò, spiega ancora il Mail, “fa parte di una straordinaria produzione di oltre 100 post al giorno su tutte le piattaforme, pubblicati da Romano e dal suo staff, che danno l’impressione di essere al centro di un vortice di attività di mercato apparentemente continua. È implacabile. Il mondo dei trasferimenti e dei social media è spietato, ma nessuno lo fa a questo livello.

 

Un altro aspetto della strategia è pubblicare ripetutamente post sullo stesso trasferimento, creando un senso di costante movimento mentre ogni “aggiornamento” non aggiunge assolutamente nulla. Romano ha twittato sul trasferimento in prestito di Ronald Araujo dal Barcellona al Liverpool ben 13 volte tra la prima pubblicazione della notizia e l’annuncio ufficiale del trasferimento”.

 

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“Alcuni staff di club non rispondono alle chiamate di Romano a causa della frustrazione per un modus operandi in cui, a loro avviso, o mette a repentaglio trattative di trasferimento già in fase di stallo, affermando di essere in vantaggio rispetto agli altri, oppure crea slancio sfruttando la sua presenza sui social media per favorire la conclusione di un affare. Alcuni addetti ai lavori lo considerano un influencer fastidioso, piuttosto che un giornalista. Anche alcuni agenti la pensano allo stesso modo.

 

Nel mondo degli agenti persiste la vecchia paranoia che un rivale possa intromettersi in una trattativa, rovinando tutto e privandoli della loro lucrosa commissione. Ma ora ci sono molte più persone coinvolte – dai giovani collaboratori delle agenzie ai team di reclutamento dei grandi club – e alcune sono abbagliate dall’enorme seguito sui social media”.

 

 

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A dimostrazione del fatto che molti appassionati di calcio si stanno stancando della sua iperbole e dei suoi presunti trucchi, il principale gruppo di Reddit “r/soccer”, una community di 8,8 milioni di persone, ha cercato di limitare i contenuti di Romano nei propri thread alle sole esclusive, per “limitare la sua visibilità e la sua piattaforma”.

 

Il suo successo si basa sulla vicinanza a una rete di agenti, intermediari e dirigenti sportivi, tutti motivati dai vantaggi che l’accesso al suo pubblico può offrire. “È un veicolo per le informazioni di agenti e club. Non si preoccupa minimamente di verificare i fatti”, afferma una fonte che ha lavorato nel calcio britannico ad alto livello. Un altro critico, scettico sul modo in cui Romano lavora come assistente di contatti, si chiede:

fabrizio romano

 

“Quando le informazioni provengono da persone che cercano di influenzare un giocatore, di condizionare le trattative o di plasmare l’opinione pubblica, dove finisce la cronaca e inizia la diffusione?”. Il post su Linkedin del possibile-addio al mercato ha totalizzato due milioni di condivisioni.

https://www.dagospia.com/media-tv/parabola-discendente-fabrizio-romano-para-guru-calciomercato-che-fattura-483910 

 

CHI E’ IL VERO ANIMALE? - IL 18ENNE TYLER MUEHL HA PRESO A CALCI UN LEONE MARINO A JOLLA COVE, LOCALITA’ COSTIERA NON TROPPO DISTANTE DA SAN DIEGO, NEGLI STATI UNITI

 

CHI E’ IL VERO ANIMALE? - IL 18ENNE TYLER MUEHL HA PRESO A CALCI UN LEONE MARINO A JOLLA COVE, LOCALITA’ COSTIERA NON TROPPO DISTANTE DA SAN DIEGO, NEGLI STATI UNITI - IL RAGAZZO ORA RISCHIA FINO A UN ANNO DI CARCERE E UNA MULTA DI 100MILA DOLLARI PER L’INUTILE VIOLENZA COMMESSA NEI CONFRONTI DELL’ANIMALE - IL COJONCELLO SI E AVVICINATO AL LEONE MARINO CON LE MANI ALZATE, COME SE SI STESSE PREPARANDO A COMBATTERE… 

tyler muehl calcio a leone marino  

Traduzione dell’articolo di Ramon Antonio Varga per “The Guardian” 

Tyler Muehl e il calcio a un leone marino

 

Un uomo californiano di 18 anni ha ammesso di essere la persona che, in un video diventato recentemente virale, ha preso a calci un leone marino, riferendosi a se stesso con il nome di un combattente della Ultimate Fighting Championship (UFC). Il giovane si è dichiarato colpevole di un reato federale.

 

Tyler Muehl, del quartiere La Jolla di San Diego, rischia fino a un anno di carcere e una multa di 100.000 dollari dopo aver riconosciuto in tribunale, giovedì, di aver violato il Marine Mammal Protection Act, che vieta di molestare la fauna selvatica, hanno dichiarato i procuratori federali.

 

Nei documenti depositati in tribunale, Muehl ha ammesso di aver preso ripetutamente a calci un leone marino protetto, che si trovava tranquillamente seduto su un muro a La Jolla Cove, nei pressi dell’Ellen Browning Scripps Park, la notte del 22 luglio 2026. Ha dichiarato di essersi avvicinato all’animale con le mani alzate, come se si stesse preparando a combattere, e di aver fatto riferimento a se stesso usando il nome dell’ex campione dei pesi piuma UFC Max Holloway.

 

Muehl ha confessato di aver colpito il leone marino quattro volte. Due calci hanno raggiunto il muso dell’animale, facendolo “impennare, sobbalzare e indietreggiare immediatamente”, oltre a spingerlo a tentare la fuga. Muehl ha poi inseguito il leone marino e lo ha colpito una terza volta mentre l’animale inciampava sul muro, secondo quanto riferito dai procuratori.

Tyler Muehl e il calcio a un leone marino

 

Dopo che Muehl ha continuato a inseguirlo e lo ha colpito una quarta volta, il leone marino è riuscito a sfuggirgli scavalcando il muro di contenimento e raggiungendo una spiaggia adiacente.

 

Un video dell’aggressione è comparso sui social media alcuni giorni dopo. In tribunale, Muehl ha riconosciuto che il filmato ampiamente diffuso costituiva “una registrazione fedele e accurata di quanto accaduto”.

 

Tyler Muehl e il calcio a un leone marino

Muehl è stato incriminato giovedì con un atto d’accusa per un reato minore, che sembra aver segnato la prima occasione in cui è stato identificato pubblicamente in relazione al video del leone marino maltrattato. Si è dichiarato colpevole durante l’udienza preliminare, tenutasi più tardi lo stesso giorno. La sentenza è provvisoriamente fissata davanti alla giudice magistrata federale Jill L. Burkhardt per la mattina del 20 ottobre.

https://www.dagospia.com/cronache/e-vero-animale-18enne-tyler-muehl-preso-calci-leone-483900