BOLLA O NO? PER ORA IL CROLLO TECH NON ALLARMA
Estratto dell’articolo di Morya Longo per “il Sole 24 Ore”
intelligenza artificiale in borsa 3
La settimana scorsa gli Etf quotati negli Stati Uniti
hanno registrato un flusso di capitali in entrata per 4,7 miliardi di
euro: non si erano mai visti tanti investitori che in una settimana sola
mettevano così tanti soldi negli Eft.
Considerando poi il boom che ha avuto in pochi giorni
il titolo SpaceX (+50% dal 12 al 16 giugno) o che hanno registrato
società che producono memorie come la coreana Hynix o Micron
Technologies (+241% e +258% rispettivamente da fine marzo a due giorni
fa), viene quasi da stupirsi che lo scivolone in Borsa non sia arrivato
prima.
QUOTAZIONE A WALL STREET DI SPACEX - ELON MUSK
E viene da pensare che, forse, il ribasso su alcuni
titoli del comparto tecnologico fosse anche auspicabile e salutare. Ma
quando le Borse perdono quota, con listini come quello di Seoul che
brucia addirittura il 10% in un giorno a causa della caduta dei chip, la
domanda riemerge come un fiume carsico: siamo di fronte allo scoppio
della bolla più chiamata della storia?
Premesso che nessuno ha la sfera di cristallo,
analizzando le cause del ribasso di ieri e vari parametri di Borsa,
verrebbe da tranquillizzarsi almeno un po’.
intelligenza artificiale in borsa 4
Il ribasso di ieri è infatti legato in parte ai timori per i grandi investimenti delle big tech.
Certo. Ma è anche dovuto alle preoccupazioni per i
rialzi dei tassi da parte della Fed. Dunque a un motivo che con l’AI
nulla ha a che fare.
Non solo: ci sono stati anche alcuni motivi tecnici
che hanno amplificato le vendite. Il primo è dato dal calendario: tra
poco più di una settimana si chiude il primo semestre del 2026 e tanti
investitori hanno la necessità tecnica di alleggerirsi un po’ di azioni
per ribilanciare il peso tra azioni e obbligazioni dopo il grande rally
delle Borse.
Kevin Warsh
[…] Ci sono poi i risparmiatori americani, molto
attivi in Borsa. Ebbene: secondo Bloomberg tanti che avevano comprato
azioni indebitandosi, con i primi storni degli indici si sono affrettati
a chiudere i loro investimenti. Questo potrebbe avere aumentato il
vortice di vendite sul tech. Sempre Bloomberg segnala anche forti
vendite sugli Etf a leva ieri, gli stessi su cui una settimana fa
c’erano stati acquisti record. Insomma: in Borsa non sembra ci si vero
panico […], ma più semplicemente una combinazione di fattori che pesano.
[…] Goldman Sachs ha pubblicato proprio ieri uno
studio che va a comparare vari parametri di Borsa di oggi con quelli del
1999-2000 quando scoppiò la bolla Internet. L’unico parametro oggi
paragonabile (anzi maggiore) ai livelli del 2000 è quello degli
investimenti: attualmente le big tech stanno spendendo una cifra pari al
5% del Pil, contro il 4,5% del picco del 2000.
bolla finanziaria dell intelligenza artificiale
Ma negli altri parametri, oggi la situazione non è
altrettanto estrema: per esempio i margini di profitto […]sono alti e il
bilancio delle aziende resta in aggregato stabile e solido. Insomma,
forse non ci sono ancora le condizioni per parlare di bolla. O di
scoppio. Certo ci sono per stare cauti.
L'IA ORA SPAVENTA LE BORSE PRIMI DUBBI SUI PROFITTI PIOGGIA DI VENDITE SUL TECH
Estratto dell’articolo di Massimo Basile per “la Repubblica”
La caduta dei titoli tecnologici non si è arrestata,
registrando ribassi nelle maggiori borse finanziarie per il secondo
giorno di fila. Tutto ruota attorno al grande dubbio degli investitori:
l'intelligenza artificiale riuscirà davvero a generare i profitti che
hanno spinto a una super valutazione aziende come Alphabet, SpaceX e
Nvidia?
elon musk vs sam altman illustrazione by wall street journal
L'ombra della bolla finanziaria sembra allargarsi.
L'indice tecnologico Nasdaq Composite ha perso 579 punti, pari al 2,21%.
Le azioni avevano aperto in forte ribasso, per poi stabilizzarsi solo
parzialmente.
Il produttore di chip Micron Technology è arrivato a
perdere il 13,2%, Marvell, Arm, Texas Instruments sono rimasti a cavallo
del -10%, Nvidia leader del gruppo dei pionieri dell'IA, ha perso il
4%. Il segnale dei mercati è stato vendere chi produce e commercializza
semiconduttori. In pochi si azzardano a scommettere su una vera
inversione di tendenza, ma ora prevale la prudenza, contribuendo a
spingere al ribasso anche l'S&p 500 (-1,4%).
Discorso a parte per la SpaceX di Elon Musk (che non è
nell'indice in quanto matricola ma resta da giorni il titolo più
scambiato) scesa sotto il prezzo di apertura post-Ipo di 150 dollari,
prima di invertire la rotta e risalire a 156 dollari. Ma lunedì la
compagnia spaziale aveva perso il 16%.
QUOTAZIONE A WALL STREET DI SPACEX - ELON MUSK
Eppure all'inizio gli investitori si erano riversati
sul titolo, spingendo la valutazione a oltre 200 dollari. Anche in
questo caso gli analisti avevano previsto un rimbalzo fisiologico, solo
che in questo caso c'è in gioco una società con una valutazione
superiore ai duemila miliardi di dollari.
[…] Adesso gli investitori vogliono le prove che una
spesa senza precedenti si tradurrà in profitti senza precedenti e che
l'ondata di investimenti in datacenter e capacità di calcolo non sia
destinata a ritirarsi.
A finire sotto pressione i semiconduttori, mentre i
grandi gestori delle piattaforme Apple, Meta, Google e Amazon per ora
limitano i danni.
intelligenza artificiale in borsa 10
Ma gli effetti sono andati oltre Wall Street.
L'indice Kospi della Corea del Sud è precipitato del 10%, anche se in
questo caso ha pesato una regolamentazione più severa sul settore dei
microchip nel Paese asiatico. Male anche le Borse europee, tra cui
spicca in negativo Piazza Affari, tirata giù dal -8,44% del gruppo tech
St.
Alle incertezze legate alle reali potenzialità
dell'intelligenza artificiale si sono aggiunte quelle legate alla
politica monetaria della Federal Reserve, che non ha anticipato il
taglio dei tassi di interesse come sperava il presidente Donald Trump.
Anzi, la commissione della Fed sui tassi […] ha
aperto alla possibilità di un aumento del costo del denaro già
quest'anno, nel tentativo di contenere un'accelerazione dell'inflazione.
[…]
KEVIN WARSH
L'INCUBO DELLA BOLLA TRA INVESTIMENTI MONSTRE E MEGA QUOTAZIONI
Estratto dell’articolo di Filippo Santelli per “la Repubblica”
[…] Che l'IA-euforia abbia gonfiato i valori a
livelli mai visti, e in tempi rapidissimi, è ormai acquisito. Normale
che basti un battito d'ali di farfalla per generare tempeste. Ma perché,
ora, questo scossone? A scatenarlo sembrano essere state le inattese
parole da "falco" del nuovo presidente della Fed Kevin Warsh, che ha
lasciato intravvedere dei rialzi dei tassi per contenere l'inflazione
negli Stati Uniti, il primo forse già a settembre.
Per il settore tecnologico è un'ipotesi doppiamente
negativa. Significa maggiori costi per i mega investimenti annunciati in
centri dati, 770 miliardi quest'anno e quasi mille il prossimo. E una
maggiore attrattiva dei titoli di Stato in rapporto a ogni altro attivo
finanziario, come le loro azioni.
bolla finanziaria dell intelligenza artificiale
[…] Tre diverse narrative si contendono la piazza.
Una tecno-ottimistica secondo cui siamo all'alba di una rivoluzione. Una
contraria, secondo cui questa è una bolla modello dot-com, destinata a
scoppiare. E una terza, ancora maggioritaria, secondo cui l'IA avrà un
impatto profondo – già si diffonde a velocità inedita – ma è presto per
identificare vincitori e vinti, un processo che passerà attraverso
fisiologici, salutari e magari bruschi aggiustamenti.
Per capire quale scenario si materializzerà contano
anche i fattori esterni. Le crescenti resistenze delle comunità alla
moltiplicazione di centri dati, per il loro impatto ambientale ed
energetico; un'amministrazione Trump ora assai meno intenzionata a
lasciare campo libero a Big Tech, vedi lo stop imposto all'ultimo
potentissimo modello di Anthropic; infine inflazione e tassi di
interesse: l'esplosione della bolla "dot-com" fu innescata da una
stretta monetaria.
intelligenza artificiale in borsa 1
In una nota su "dove siamo nel boom dell'IA?" gli
analisti di Goldman Sachs hanno scritto che il confronto con quel
precedente può rassicurare. Se è vero che la mole di investimenti ha
raggiunto picchi simili, anche i profitti di Big Tech sono da record e i
suoi bilanci molto solidi. Resta il fatto che «la tensione tra questi
fondamentali favorevoli e valutazioni così alte continua ad aumentare» e
che, per essere giustificate, tali valutazioni richiedono che sviluppo e
adozione dell'IA procedano più lisci che mai. Morale: i mercati sono
sempre più volatili, e saranno sempre «più vulnerabili alle notizie che
sfidano l'ottimismo».
Allacciare le cinture.
https://www.dagospia.com/business/bolla-scoppia-non-scoppia-dopo-crollo-in-borsa-dei-titoli-tecnologici-478459