domenica 7 giugno 2026

10 morti su cui sarebbe il caso indagare?

 


Michele Bertani era amico d'infanzia di Andrea Sempio. Lo trovano impiccato nel 2016. Il nodo del cappio — dicono i periti — è tecnicamente quasi impossibile da realizzare da soli.


“Ombre” con nomi e cognomi.


Giovanni Ferri: gola tagliata, polso reciso, trovato in una intercapedine di via Mulino. Abitava di fronte alla fam. Sempio.

Corrado Cavallini: medico di Sempio. Trovato senza vita in casa sua.

Diego Portinari: aveva 27 anni. Era lui ad aver trovato un sacco di indumenti nel canale vicino a Garlasco — indumenti che sembravano sporchi di sangue. Morto tre giorni dopo il ritrovamento. Nessuno se n'era accorto.

Sasha Pinna: amico di Sempio e del fratello di Chiara. Morto nel 2014. Si parlò di suicidio. Circolarono voci su inseguimenti nei giorni precedenti.


Dieci morti. Cinque "suicidi ufficiali".

Tutti e dieci gravitano attorno a un unico nome.


Garlasco aveva 9.521 abitanti.


La probabilità che queste traiettorie si incrocino per caso ha un numero. È un numero prossimo allo zero!


C'è una logica in questa sequenza. Chirurgica. Ogni volta che qualcuno rischiava di avvicinarsi troppo, il silenzio arrivava prima?


Non stiamo parlando di un film.


Stiamo parlando di persone reali, in una città reale, con famiglie che aspettano ancora una risposta.


Il caso Garlasco non è chiuso.


È solo ammutolito.


A voi i commenti. 💬 

#garlasco #cronaca #notizia

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🚨 QUESTO CALDO NON È NORMALE CHE SIA NORMALE🚨



I numeri dimostrano che la crisi climatica procede più veloce rispetto alla reale capacità di risposta e protezione della cittadinanza e dei territori.  


Secondo l'ultimo report dello European Extreme Events Climate Index (E3CI), sugli eventi meteorologici estremi in Italia, nel 2025 sono state registrate in media 17 ondate di calore — 5,5 in più rispetto al 2010. Le notti tropicali sono ormai 80 l'anno, 23 in più rispetto a quindici anni fa. I mesi colpiti da ondate di calore sono passati dal 13% del decennio 2001-2010 al 53% del periodo 2021-2025: più di sei mesi l'anno. Gli eventi estremi mensili sono più che raddoppiati dagli anni '80 ad oggi.


Non è sfortuna. Non è variabilità stagionale. È una crisi climatica in accelerazione, e l'Italia la sta pagando cara: tra il 1980 e il 2023, i danni da eventi estremi nel nostro Paese hanno superato i 135 miliardi di euro — secondi in Europa per perdite economiche legate al clima. E l'80% di quei danni ricade interamente su famiglie, imprese e finanze pubbliche, senza copertura assicurativa.


Accettare tutto questo come "nuova normalità" significa arrendersi. Chiediamo al governo risposte scientifiche e strutturali — non gestione dell'emergenza stagionale, ma un Piano Nazionale di Mitigazione e Adattamento all'altezza della crisi.


✍️ Sostieni la nostra battaglia, firma la petizione! 


👇 Trovi il link nel primo commento.


#NonÈNormaleCheSiaNormale #CrisiClimatica

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Lasciata sola e dopo aver inutilmente chiesto di parlare con i magistrati italiani, Graciela ritratta davanti a un notaio

 


Secondo Corriere della Sera, Repubblica e Domani, la testimone ha rilasciato una dichiarazione giurata di quattro pagine. Nelle prossime ore, pubblicheremo il contenuto testuale delle conversazioni avute con lei 
 
Lasciata sola e dopo aver inutilmente chiesto di parlare con i magistrati italiani, Graciela ritratta davanti a un notaio 
 

Lasciata sola dopo aver inutilmente chiesto di essere ascoltata dai magistrati e aver scoperto dalle agenzia di stampa che la procura generale di Milano non lo avrebbe fatto, Graciela ha ritrattato. Lo ha fatto con un documento di quattro pagine, scritto davanti a un notaio, in cui fa marcia indietro rispetto a quanto raccontato a il Fatto quotidiano in oltre un’ora e mezza di registrazione e 766 messaggi, incluse fotografie e screenshot di Whatsapp con altre persone.

Il Corriere della sera, il Domani e Repubblica scrivono che Graciela nella dichiarazione giurata afferma di non sapere nulla di ciò che avveniva nella tenuta. La notizia dell’atto formale è arrivata alla Procura generale di Milano a istruttoria conclusa: le dichiarazioni sono state trasmesse tra venerdì pomeriggio e sabato mattina dall’Uruguay ai magistrati e poi indirizzate al Quirinale.

Secondo Repubblica il senso della dichiarazione giurata è questo: “Non ho mai visto che la signora Minetti fosse coinvolta in una presunta operazione destinata ad assoldare prostitute. Nel periodo in cui ho lavorato nella residenza ‘Gin tonic’ non ho mai visto che la signora Minetti fosse coinvolta in una presunta operazione destinata a reperire, attirare, assoldare o indurre a coinvolgere prostitute all’interno della residenza”. Inoltre, sostiene di non aver dato l’autorizzazione a pubblicare il suo nome e che il senso del sue parole sarebbe stato distorto. In realtà, Graciela aveva autorizzato la pubblicazione dell’intervista e del suo nome. Poi, l’11 maggio, quando oramai il giornale era andato in stampa, aveva prima solo chiesto delle piccole modifiche , aveva di nuovo autorizzato a scrivere che “Nicole non aveva cambiato vita”, ma più tardi era apparsa spaventata e aveva chiesto che si parlasse principalmente del caso delle presunte molestie sessuali da parte di Cipriani. Prossimamente il Fatto quotidiano pubblicherà il contenuto testuale delle conversazioni avute con lei.

Il 12 maggio anche il Corriere della sera aveva pubblicato il resoconto di un incontro con la testimone dal titolo “il fortino di Graciela” in cui dichiarava: “Là dentro ho visto tutto, ho paura e vivo nascosta”. E sempre al quotidiano via Solferino aveva affermato: “Sono pronta a testimoniare a sostegno dell’inchiesta milanese sulla grazia”. Il 13 maggio, era stata intervistata dalla trasmissione televisiva Sin Piedad, ribadendo di voler essere ascoltata. Poi, il 14 maggio l’Ansa aveva titolato: “Non serve sentire la testimone su Minetti, non c’è riscontro sulle sue parole”. Dopo quel giorno, Graciela ha smesso di rispondere ai nostri messaggi. Il 29 maggio, secondo il Corriere della sera, si è presentata da un notaio rilasciando una dichiarazione giurata che ritratta il suo resoconto, poi spedita in Italia e arrivata quando ormai l’istruttoria veniva considerata chiusa e il presidente Mattarella aveva comunicato di non aver intenzione di cambiare idea sulla grazia. Su cosa è accaduto in Uruguay tra il 14 e il 29 maggio e sul reale motivo della ritrattazione al momento si possono fare solo ipotesi. Graciela vive blindata e non risponde a messaggi e telefonate.

 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/07/lasciata-sola-e-dopo-aver-inutilmente-chiesto-di-parlare-con-i-magistrati-italiani-graciela-ritratta-davanti-a-un-notaio/8411330/  

 

Morto Wolfgang Abel: con Marco Furlan aveva firmato gli omicidi di ‘Ludwig’. Era stato condannato a 27 anni

 


Malore sul sentiero per la spiaggia, Enrico Poretto muore rientrando a casa. L'allarme dato dai familiari

 


Il dramma nel primo pomeriggio di domenica 31 maggio lungo il sentiero per la spiaggia di San Michele

Malore sul sentiero per la spiaggia, Enrico Poretto muore rientrando a casa. L'allarme dato dai familiari


Tragedia nel primo pomeriggio di domenica 31 maggio 2026 a SiroloAncona, dove un uomo ha perso la vita lungo lo stradello che conduce alla spiaggia di San Michele. Secondo le prime informazioni, il decesso sarebbe stato causato da un improvviso malore che non gli ha lasciato scampo. La vittima è un turista veneto, Enrico Poretto di 78 anni, residente a Schiavon, Vicenza.

L'allarme lanciato dai familiari

A dare l'allarme al numero unico per le emergenze 112 sono stati i familiari: hanno trascorso insieme la mattinata, poi nel rincasare – hanno un appartamento a Sirolo –  l'uomo ha deciso di prendere un sentiero diverso. Non vedendolo arrivare hanno dato l'allarme. La macchina dei soccorsi, scrive "Il Corriere Adriatico", si è attivata immediatamente nel tentativo di raggiungere il più rapidamente possibile il luogo dell'emergenza.

Sul posto eliambulanza e personale del 118

Sul sentiero sono intervenuti il personale sanitario del 118 con l'eliambulanza, l'automedica proveniente da Osimo, i volontari della Croce Gialla di Camerano e la polizia locale di Sirolo. Le squadre di soccorso hanno avviato subito le manovre di rianimazione, proseguite a lungo nel tentativo di strappare l'uomo alla morte.

Inutili i tentativi di rianimazione

Nonostante la rapidità dell'intervento e il grande impegno del personale sanitario, ogni tentativo si è rivelato vano. 

I medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell'uomo. Resta ora da chiarire con esattezza la causa del malore che lo ha colpito mentre si trovava sul percorso che conduce alla nota spiaggia della Riviera del Conero.

https://www.leggo.it/italia/cronache/31_maggio_2026_enrico_poretto_morto_sentiero_spiaggia_sirolo_ancona_oggi-9565922.html 

 

Malore nel sonno, Nicola muore a 29 anni: la compagna si sveglia e lo trova nel letto senza vita

 


Il giovane sarebbe stato stroncato da un infarto

Malore nel sonno, Nicola muore a 29 anni: la compagna si sveglia e lo trova nel letto senza vita


Nicola De Paoli, 29 anni, di San Lorenzo, è morto nella notte tra venerdì e sabato per un infarto. La compagna Giorgia, infermiera, l'ha trovato immobile nel letto ieri mattina e non è riuscita a rianimarlo nonostante i tentativi dei soccorritori, riporta Il Gazzettino. Avrebbe compiuto trent'anni a ottobre.

Appassionato di cucina, aveva frequentato l'istituto Stringher di Udine per poi dedicarsi ai vigneti dell'azienda di famiglia. Amava la grigliata, lo sport – prima il basket, poi l'arrampicata – e la sua terra, di cui era presenza fissa alla grava di Pasquetta.

Il vicesindaco Bellone lo ricorda come «un ragazzo buono, semplice, riservato ma di compagnia», precisando che il lutto lo colpisce prima di tutto come amico. 

Nicola era anche volontario della Pro loco di San Lorenzo: «Era sempre disponibile, un amico su cui contare», dice commosso il presidente Nicola Bertoia. Stavano già organizzando la sagra di agosto 2026. «Senza di lui non sarà più la stessa cosa».

Lascia la compagna Giorgia, i genitori Roberta e Loris, i fratelli Davide e Claudio e tanti amici.

https://www.leggo.it/italia/cronache/07_giugno_2026_nicola_de_paoli_morto_malore_sonno_infarto-9578743.html 

 

 

La pipì che diventa fertilizzante

 

- Giugno 7, 2026 
 
 
 

La pipì è una delle risorse più sprecate delle nostre città, la produciamo continuamente e la mandiamo negli scarichi usando acqua pulita per eliminarla. Dentro quel liquido, però, ci sono azoto, fosforo e potassio, gli stessi nutrienti che servono alle piante per crescere e che l’agricoltura acquista sotto forma di fertilizzanti.

Alla sede dell’Agenzia Spaziale Europea di Parigi questa risorsa viene recuperata. Quando il personale va in bagno, l’urina viene separata alla fonte, prima di essere diluita con l’acqua di scarico, e viene inviata attraverso tubature dedicate a un piccolo impianto di trattamento nel seminterrato dell’edificio. I servizi igienici sembrano bagni normali, ma funzionano in modo diverso; raccolgono il liquido separatamente e lo portano in un sistema che filtra, concentra e sanifica l’urina. Il processo rimuove microinquinanti come residui di farmaci e antibiotici, recupera i nutrienti utili alla crescita delle piante e pastorizza il liquido a 90 gradi, eliminando virus e altri patogeni. Alla fine restano acqua distillata, che può essere riutilizzata nel sistema di lavaggio, e un fertilizzante liquido chiamato Aurin.

Dietro questa tecnologia c’è VunaNexus, una startup svizzera che lavora sul recupero dei nutrienti dall’urina umana. Il suo fertilizzante è approvato in Svizzera e in Francia per l’uso su tutte le piante, viene venduto ad agricoltori, giardinieri e privati, ed è già in fase di test in città come Parigi, Losanna e Zurigo. Per anni un’idea del genere è stata considerata quasi eccentrica, ma oggi lo scenario è cambiato, la guerra, l’aumento dei prezzi dell’energia e le tensioni sulle rotte commerciali hanno mostrato quanto il mercato dei fertilizzanti sia fragile. Gran parte della produzione dipende da gas fossile, materie prime importate e filiere lunghe; quando questi equilibri saltano, aumenta il costo del cibo e cresce il rischio per i paesi più poveri.

Separare l’urina alla fonte rende il trattamento molto più semplice. È lo stesso principio che usiamo quando ricicliamo batterie, metalli o componenti elettronici. Una materia ricca di elementi utili viene raccolta prima che si mescoli con tutto il resto. In questo modo diventa più facile recuperarla e trasformarla in qualcosa di nuovo. Il sistema VunaNexus è già installato in diversi grandi edifici commerciali e residenziali, tra cui una grande banca privata svizzera a Ginevra. Oggi ricicla circa 3 milioni di litri di urina all’anno. La tecnologia sarà utilizzata anche in un nuovo ecoquartiere di Parigi, destinato a diventare uno dei più grandi progetti europei di questo tipo.

Secondo VunaNexus, se tutta l’urina prodotta in Europa venisse recuperata, potrebbe coprire circa il 30% del fabbisogno di azoto. Una quota significativa, capace di ridurre la dipendenza dai fertilizzanti sintetici, alleggerire i depuratori e rendere le città più resilienti.

Ma il nodo principale resta il costo: nei piccoli impianti produrre azoto dall’urina è ancora molto più caro rispetto ai fertilizzanti industriali. Per rendere il sistema competitivo servono impianti più grandi, una raccolta più efficiente e un riconoscimento economico del servizio ambientale svolto. Recuperare urina significa anche trattare meglio le acque reflue, ridurre l’inquinamento e chiudere un ciclo che oggi resta aperto.

Il progetto originario si chiamava Vuna, sigla di Valorisation of Urine Nutrients in Africa, e in isiZulu significa “raccolto”. Più di dieci anni fa, nell’area di Durban, in Sudafrica, furono installati oltre 80.000 bagni secchi capaci di separare l’urina. Il fertilizzante prodotto venne testato anche sulle colture di mais, dimostrando che il sistema funzionava. La difficoltà maggiore era logistica, perché raccogliere, trasportare e trattare grandi quantità di urina richiedeva costi troppo alti. Oggi a Durban ricercatori e organizzazioni locali stanno riprendendo quel lavoro, cercando sistemi più semplici per raccogliere urina da orinatoi pubblici e trasformarla in fertilizzante per gli agricoltori della zona. L’idea è creare un circuito locale, dove una sostanza considerata scarto urbano diventa nutrimento per i campi, infrastruttura sanitaria e possibile lavoro.

La pipì è sempre stata trattata come un rifiuto da far sparire in fretta. In realtà contiene una parte della fertilità che sottraiamo ai campi e poi ricompriamo sotto forma di prodotti industriali. Recuperarla significa guardare diversamente il metabolismo delle città. Il futuro dell’economia circolare passa anche da qui. Da un bagno, una tubatura, un piccolo impianto nel seminterrato, da qualcosa insomma che abbiamo sempre considerato uno scarico e che può tornare a essere una risorsa.

 

https://beppegrillo.it/la-pipi-che-diventa-fertilizzante/