domenica 10 maggio 2026

Placido Barile ucciso a 34 anni a Palermo: il corpo trovato in auto e l'allarme del fratello

 


Ferite da arma da fuoco al volto e alla testa, indagini in corso

Gli inquirenti sul luogo dove è stato trovato il corpo senza vita di Placido Barile
Gli inquirenti sul luogo dove è stato trovato il corpo senza vita di Placido Barile

Si indaga sulla morte di uomo di 34 anni, Placido Barile, trovato senza vita dentro una Smart a Palermo. A lanciare l'allarme è stato il fratello. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118 ma per la vittima non c'era più nulla da fare. Secondo le prime ricostruzioni avrebbe ferite di arma da fuoco al volto e alla testa. Sul caso indagano i carabinieri.

https://www.leggo.it/italia/cronache/09_maggio_2026_placido_barile_ucciso_auto_palermo_oggi-9522111.html 

 

Giuseppe Vangone morto, fatale l'incidente per il 24enne: si è schiantato con l'auto contro un muro. In ospedale gli amici

 


A bordo tre ragazzi di 24, 22 e 20 anni, tutti di Torre Annunziata.

 
Giuseppe Vangone morto, fatale l'incidente per il 24enne: si è schiantato con l'auto contro un muro. In ospedale gli amici


Incidente stradale nella notte in provincia di Napoli: morto un 24enne a Boscoreale. Intorno alle 4, i carabinieri della sezione Radiomobile della Compagnia di Torre Annunziata sono intervenuti a via Settetermini per la segnalazione di un sinistro stradale. Poco prima e per cause ancora in corso di accertamento una Fiat Panda con a bordo tre ragazzi si è schiantata contro un muro. Sul posto era già presente il personale del 118. 

A bordo tre ragazzi di 24, 22 e 20 anni, tutti di Torre Annunziata.

La vittima

Il 24enne Giuseppe Vangone è deceduto sul colpo. Gli altri due ragazzi sono stati trasferiti in ospedale in prognosi riservata. Il 22enne è all’ospedale del Mare mentre il 20enne al San Leonardo di Castellammare di Stabia. La salma è a disposizione della Procura di Torre Annunziata ed è stata trasferita presso l’obitorio del cimitero di Castellammare.

https://www.leggo.it/italia/cronache/09_maggio_2026_giuseppe_vangone_morto_incidente_auto-9521635.html 

 

 

Moto si schianta contro un furgone, Benito Vasile muore a soli 41 anni: «Resterà nel cuore di chi lo ha conosciuto»

 


L’incidente è avvenuto in Toscana

 
Incidente
Incidente

di Carmela Santi

Un’altra giovane vita spezzata scuote la comunità di Mandia. Benito Vasile, 41 anni, originario del paese e dipendente Trenitalia, ha perso la vita in un tragico incidente stradale avvenuto nella mattinata di ieri a San Giovanni alla Vena, in Toscana.

L’uomo viaggiava in moto lungo la via provinciale Vicarese quando si è scontrato con un furgone. Inutili i soccorsi del 118: i sanitari hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma per lui non c’è stato nulla da fare.

Una notizia che lascia sgomenta l’intera comunità, già segnata da tragedie simili. Benito resterà nel cuore di chi lo ha conosciuto e amato.

https://www.leggo.it/italia/cronache/10_maggio_2026_benito_vasile_morto_incidente_san_giovanni_alla_vena_toscana_oggi-9523232.html 

 

Dodici minorenni in un night club con quattro prostitute, arrestato il titolare: confiscati contanti e stupefacenti

 


Il locale "L'altra notte", in via della Cannuccia ad Anzio, è stato sottoposto a sequestro preventivo

Dodici minorenni in un night club con quattro prostitute, arrestato il titolare: confiscati contanti e stupefacenti


Blitz in un locale di Anzio - litorale sud di Roma - nella notte da parte dei poliziotti del locale commissariato e della Seconda sezione della squadra mobile di Roma, che hanno arrestato un 74enne per sfruttamento e induzione alla prostituzione. L'uomo, Antonio Chierchia, è finito ai domicilari. Molti minorenni tra i clienti.

Il sequestro

Il locale "L'altra notte", in via della Cannuccia, è stato sottoposto a sequestro preventivo. All'interno durante il blitz sono state identificate quattro donne straniere, tutte regolari sul territorio. Tra i clienti c'erano 12 minori, che sono stati identificati e affidati ai genitori. Sequestrati inoltre, nel corso del blitz, trovate anche piccole quantita di stupefacenti e 1500 euro in contanti.

https://www.leggo.it/italia/roma/09_maggio_2026_anzio_minorenni_prostitute_night_club_l_altra_notte-9521709.html 

 

Virgil

 


Ve lo ricordate?


Era uno dei "protetti" di Dan Peterson, quello che gli rimanevano simpatici perché ci mettevano anima e cuore negli incontri, ma poi venivano irrimediabilmente mazziati come se non ci fosse un domani.


Virgil, la guardia del corpo di "Million Dollar Man" Ted DiBiase, che dopo una vita passata a fargli da vero e proprio schiavo, nel 1991 si era ribellato all'opprimente padrone ed aveva deciso di rendersi indipendente, per strappargli la cintura da un milione di dollari e... basta, perché alla fine non riuscì  a fare molto di più!


Dopo la sua acclamata vittoria a SummerSlam 1991, infatti, Virgil iniziò un rapido declino, diventando prima un wrestler di seconda categoria, poi terza, infine quasi a livello di "enhacement talent", per poi riciclarsi nelle promotion indipendenti ed arrivare infine nella WCW dove, all'interno della nWo, interpretò un personaggio nuovo ed innovativo: la guardia del corpo...


Del resto, già dai nomi che gli erano stati appioppati non è che si potesse presagire il meglio: "Virgil" era la presa in giro di Vince McMahon ai danni di Dusty Rhodes (vero nome, Virgil Runnels), che era all'epoca il booker della JCP (Jim Crockett Promotions), diretto avversario della WWF. E quando approdò alla WCW lo chiamarono "Vincent", che è il nome completo e lungo del diminutivo "Vince" che... beh, non credo ci siano bisogno di spiegazioni!


Eppure, agli inizi della sua carriera, a Memphis, Virgil era un discreto lottatore, che con il nome di "Soul Train" Jones aveva conquistato i cuori dei fan della CWA di Jerry Jarrett... ma poi fu improvvisamente licenziato.


Cos'era successo?


Pare che Jones, nel backstage, avesse la reputazione di vantare le sue doti, che non erano quelle sul ring, bensì quelle che aveva "in mezzo alle gambe", tanto che una volta il promoter lo beccò nello spogliatoio mentre sfoggiava il suo "trofeo" a uomini e donne che passavano di là.


Per Jarrett era un atteggiamento - giustamente - inconcepibile, e decise nonostante la sua buona popolarità di licenziarlo in tronco.


Ma altrettanto misteriosamente, Jones ricevette la chiamata della World Wrestling Federation, che dopo un match di prova lo mise sotto contratto, appunto, come Virgil.


Le ragioni di questo fulmineo interesse della WWF per lui rimangono ignote, ma c'è una malelingua che circola da anni nel settore: pare che il braccio destro di Vince McMahon, Pat Patterson, fosse venuto a conoscenza delle, diciamo, "capacità" nel backstage di Jones e che abbia voluto constatare di persona se fossero vere o meno.... detto questo, niente è stato mai confermato, e nonostante Virgil non abbia mai raggiunto il desiderato livello di popolarità, rimane comunque uno dei personaggi più simpatici di quegli anni così spensierati della World Wrestling Federation.


#virgil #soultrainjones #WWE #wrestling #anni90 #maestrozamo

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Brutus Barber Beefcake & Ultimate Warrior

 


Ultimate Warrior e Brutus "The Barber" Beefcake hanno incrociato le loro strade in alcuni momenti chiave nella carriera di ambedue: prima di tutto ricordiamo che l'esplosione del Guerriero avvenne con quella vittoria del titolo Intercontinentale a SummerSlam 1988, in un match contro Honky Tonk Man in cui proprio il "barbiere pazzo" avrebbe dovuto essere lo sfidante designato.


Non solo, persino nella WCW, nella sfortunata storyline della nuova compagine di Warrior, la OwN (One Warrior Nation, ovvero nWo al contrario), Beefcake nei panni di "The Disciple" era il primo membro designato della fazione, anche se poi come sappiamo non se ne fece più nulla.


Ma cosa ne pensava veramente Beefcake di Ultimate Warrior?


"Mi piaceva Jim, posso dire di averlo conosciuto abbastanza bene.


Abbiamo viaggiato per un pò insieme, ci siamo allenati insieme, roba così, e andavamo d'accordo.


Solo che Jim viveva nel suo mondo, da solo.


Molti ragazzi non amavano il fatto che non socializzasse, che non facesse baldoria con loro nello spogliatoio. Parliamoci chiaro, passiamo la maggior parte del nostro tempo in camera d'albergo o a bere nei bar dopo gli show... Jim non beveva nemmeno.


Inoltre, in quel periodo era sposato e si stava separando dalla moglie, quindi aveva i suoi problemi personali.


Mi chiedi se, quando tornò nella WCW, la sua "attitudine" era cambiata? Assolutamente no. Ma a me piaceva la sua attitudine.


Vedi, Jim voleva solo lavorare: era pronto a fare il suo mestiere, si buttava anima e corpo nella palestra, nella dieta... non gli interessava il resto. È stato un peccato che sia sia fatto male quasi subito al bicipite, perché quello ha rovinato tutto, per lui ma anche per me che ero nel mezzo della storyline quando le due parti iniziarono a discutere sul contratto e Jim se ne andò via.


Ma Jim era contento, era a casa sua a Scottsdale, in Arizona. Non ci dimentichiamo che era stata la WCW a volerlo, non l'opposto. Jim non ha mai cercato la WCW. Era indipendente, ha sempre fatto quello che riteneva giusto per lui.


Jim aveva capito che la WCW non stava andando da nessuna parte, che erano interessati più alle politiche di backstage che nello sviluppare qualcosa, lui parlava di business, di soldi, e loro invece no, quindi quando ha capito questo li ha salutati e se n'è andato.


Mi è dispiaciuto, perche il personaggio del Discepolo avrebbe potuto fare grandi cose con lui... ma è finito nel nulla, ed io con lui.


Ma non ho mai dato la colpa a Jim, ho capito perché l'aveva fatto e lo rispetto".


#ultimatewarrior #brutusbeefcake #anni90 #WCW #wrestling #maestrozamo

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Crush

 


Quest'anno, durante la cerimonia di premiazione della WWE Hall of Fame abbiamo potuto finalmente assistere all'introduzione di due autentiche leggende degli anni d'oro della World Wrestling Federation, Ax e Smash, i Demolition.


Ma molti di voi, ne sono sicuro, avrebbero voluto vedere in qualche modo, accanto a loro, quello sfortunato ragazzone che rispondeva al nome di Brian Adams e che per un certo periodo fu parte del glorioso tag team come Crush... per poi fare una carriera tra alti e bassi, dall'essere il "nuovo Hulk Hogan", come era nelle intenzioni iniziali della WWE e come ce lo presentava Dan Peterson nel lontano 1993, fino alla sua scomparsa dal mondo del pro wrestling moderno.


Eppure Adams aveva fatto tutto nei modi giusti: aveva imparato le basi nientemeno che da Antonio Inoki nella New Japan Pro Wrestling, dove aveva debuttato senza troppi clamori, ed aveva poi girato per 4 anni il circuito delle piccole federazioni indipendenti americane.


Ma fu un problema di salute di un suo futuro collega ad aprire la strada principale della più grande federazione di wrestling del pianeta.


Immediatamente dopo la loro vittoria dei titoli di coppia a WrestleMania VI, i Demolition si trovarono impegnati in un tour in Giappone, dove Bill Eadie (Ax) scoprì a sue spese di essere diventato allergico ai crostacei, tanto da temere seriamente per la sua salute.


Con Ax momentaneamente fuori dai giochi, McMahon si trovò improvvisamente senza uno dei suoi campioni tag team e fu allora che ebbe l'idea di impiegare una faccia nuova, che in quel momento lottava negli show minori come "B.A." (Brian Adams, ma anche "Bad Ass", super cattivo) e farlo diventare il terzo membro della stable. Era nato Crush.


La cosa incredibile è che un giovane talento si trovò improvvisamente catapultato nei piani alti della Federazione... e con un titolo prestigioso attorno alla vita, senza fare niente!


Per circa un annetto Crush divenne parte della storia dei Demolition, ma l'entrata dei Road Warriors e problemi contrattuali tra Ax e la dirigenza portarono al lento declino dei Demolition ed il licenziamento nel 1991 di Crush, adesso non più necessario.


Ma mentre Adams tornava nel circuito indipendente, la macchina della fortuna in qualche modo tornò a bussare alla sua porta. Gli anni 90 avevano portato un vento di cambiamento e lo scandalo steroidi aveva fatto allontanare le stelle di maggior successo dalla promotion, da Hogan a Warrior. Per McMahon serviva il "nuovo volto per famiglie" e nella sua ottica quel personaggio era il rientrato Adams, con una nuova sfavillante gimmick: Kona Crush.


Non era una idea del tutto sbagliata: gran fisico, capelli lunghi fluenti molto "Baywatch", colori sgargianti e fluo ed una mossa, lo "strizzatesta", che tutti i bambini amavano fare durante la sua entrata.


Cosa c'era di sbagliato, allora?

Semplice... il 1993, l'anno in cui Crush doveva in qualche modo "esplodere", segnava l'inizio del cambiamento culturale nei giovani appassionati di wrestling, che iniziavano a rifiutare personaggi costruiti come macchiette, oltre al fatto che Adams, beh... non era ovviamente Hulk Hogan.


Dopo un interessante rivalità con Doink (più per le qualità di Matt Borne, l'uomo sotto la maschera del clown), il personaggio di Crush andò incontro ad una spirale destinata al fallimento: con l'arrivo di Lex Luger, l'idea del nuovo idolo delle folle fu spostata sull'ex-campione della WCW. 


Non solo, Crush fu fatto "infortunare" da Yokozuna (all'epoca campione del mondo), per ritornare inspiegabilmente qualche mese dopo come suo alleato, simpatizzante giapponese. Forse l'idea alla base poggiava sul fatto che Luger non l'avesse salvato dall'ira del lottatore di sumo o forse Crush aveva pensato "se non puoi batterlo, unisciti al nemico".


Nonostante tutto questo suoni ridicolo, ci fu modo per il wrestler hawaiano di avere persino l'onore di essere l'ultimo avversario di "Macho Man" Randy Savage a WrestleMania X, per poi scomparire senza lasciare traccia.


Al suo ritorno nella splendida isola soleggiata, Crush fu trovato in possesso di sostanze anabolizzanti e persino di un'arma da fuoco illegale, che ne causò un momentaneo arresto. Abbastanza per essere subito licenziato dalla WWE.


Ma anche quella occasione, apparentemente senza via di uscita, nascondeva ancora una volta un colpo inaspettato di fortuna: intrigato dal suo passato da galeotto,  McMahon decise di riproporre Adams con una nuova, più moderna gimmick.


Stavolta i lunghi capelli ondulati avevano lasciato posti ai "dread", indosso dei vestiti da motociclista e nel volto alcuni "tatuaggi" (come li chiamava McMahon nelle telecronache, anche se immancabilmente dopo ogni match venivano "cancellati" dal sudore...). Il nome prescelto, in uno smaccato moto di fantasia, fu ovviamente "Crush".


E per almeno un paio di anni le cose tornarono ad andare alla grande: prima entrò a far parte di un gruppo di discriminati dalla società insieme a Savio Vega e Faarooq, chiamato "Nation of Domination", poi una volta smantellato il gruppo addirittura ne formò uno tutto suo, fatto solo da motociclisti, chiamato "Disciples of Apocalypse" (o D.O.A.), tra l'altro abbastanza popolare tra il pubblico per via della loro entrata in sella a delle motociclette.


La WWF giocò su questa "guerra tra gang", che includeva un gruppo di neri, uno di ispanici e perfino uno che richiamava la supremazia bianca. Ma anche stavolta - soprattutto per via della scarsa abilità e carisma della maggior parte dei componenti delle rispettive bande - l'idea andò lentamente a svanire, lasciando per l'ennesima volta Crush senza un ruolo nella Federazione.


A seguito dei fatti relativi allo screwjob di Montreal, Crush in protesta lasciò la WWF (o almeno questo è quello che ha sempre detto), per accasarsi alla rivale WCW nel 1998. 


Sotto l'egida di Eric Bischoff, però, le cose non andarono certo meglio: prima diventò un membro pressoché anonimo dell'nWo, poi divenne il "Demone dei Kiss" (una storia che merita un approfondimento a parte) per circa 15 minuti ed infine ritornò nell'assoluto anonimato.


Ma anche stavolta, nel peggior momento di una WCW agonizzante, riuscì in qualche modo a tirarne fuori del buono: insieme a Bryan Clark (che avevamo visto nella WWF con il personaggio di Adam Bomb) formò il tag team dei Kronik, dominando la categoria e vincendo il titolo in un paio di occasioni. Non solo, alla disfatta e conseguente acquisto della WCW da parte della WWF, i Kronik, campioni in carica, si trovarono a far parte della "Invasione" della alleanza WCW/ECW nei programmi WWF ed Adams tornò per la quinta volta presente negli show della promotion di Vince McMahon.


Ma stavolta fu un fuoco di paglia imbarazzante: i due erano veramente fuori posto e atleticamente non adatti alla nuova WWF. Dopo un tremendo match contro Undertaker e Kane, furono immediatamente rilasciati dalla compagnia.


Nonostante tutto, Adams continuò ancora a lottare in giro per il mondo, trovandosi persino contro un team davvero bizzarro in Giappone: Goldberg e Keiji Mutoh (The Great Muta). Il match segna però la fine della sua carriera sul ring, avendo subito un brutto infortunio alla spina dorsale da cui non si riprenderà mai più.


Come successo mille volte nei 17 anni di carriera sul ring di Adams, la fortuna bussò ancora alla sua porta per dargli qualche altra possibilità grazie al suo passato nel mondo del wrestling: prima "Macho Man" Randy Savage, che lo volle come sua guardia del corpo durante il tour per il suo album rap, ed in seguito un ambizioso progetto per un centro benessere di lusso da convidere con il lottatore Marc Mero.


Ma era l'ultima volta che il fato lo aveva aiutato e per un macabro scherzo del destino adesso chiedeva in cambio un terribile tornaconto.


La mattina del 13 Agosto 2007 il figlioletto di 7 anni di Adams entrò in camera del padre, perché non si era alzato. Crush giaceva lì, immobile, davanti ad un figlio ancora troppo piccolo per capire fino in fondo cos'era successo.


Un mix di medicinali, tutti legittimi e tutti in dosi prescritte, prese però in contemporanea, avevano occluso le vie respiratorie e fermato il suo cuore.


Aveva solo 43 anni.


#Crush #BrianAdams #Demolition #anni90 #wrestling #maestrozamo

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