martedì 23 giugno 2026

GIORGIA SARÀ COSTRETTA A TORNARE A BACIARE LA PANTOFOLA DI TRUMP

 

GIORGIA SARÀ COSTRETTA A TORNARE A BACIARE LA PANTOFOLA DI TRUMP – MARCELLO SORGI: “LA ROTTURA CON IL PRESIDENTE AMERICANO PUÒ METTERE IN DISCUSSIONE IL RUOLO DI MELONI COME CAPO DEL CENTRODESTRA, CANDIDATA A SUCCEDERE A SE STESSA E A GOVERNARE NEI PROSSIMI ANNI. DA DE GASPERI IN POI NON C'È MAI STATO UN PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ITALIANO IN CATTIVI RAPPORTI CON WASHINGTON. E PROPRIO PER QUESTO OGGI A PALAZZO CHIGI NON SI SA DA DOVE RIPARTIRE PER RICUCIRE CON ‘THE DONALD’. I PROBLEMI INTERNAZIONALI, SE NON ALTRO, HANNO AVUTO L'EFFETTO DI SPOSTARE IN SECONDO PIANO, LA QUESTIONE VANNACCI…”

giorgia meloni donald trump 

Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “La Stampa”

 

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL G7 DI EVIAN

La sfilata degli Alpini in cui Meloni è apparsa felice e sorridente, tra i militari con il caratteristico cappello con la piuma e le due ali di folla che li festeggiavano, si può considerare il via all'ultimo anno in carica della premier prima delle elezioni in cui si giocherà la riconferma o il ritorno all'opposizione.

 

D'improvviso, la premier ha avuto una trovata come le succede quand'è in difficoltà. E che si tratti di uno dei momenti più complicati da quand'è a Palazzo Chigi non ci sono dubbi.

 

[...] Mai le relazioni politiche con gli Stati Uniti, gli alleati strategici più importanti, si erano così consumate in pochi giorni, checché ne dicano il ministro degli Esteri Tajani e quello della Difesa Crosetto, che sognano di riallacciare il filo atlantico al più presto.

 

GIORGIA MELONI DONALD TRUMP

Mai l'ardita costruzione con cui Meloni si era presentata ai partner europei come "ponte" verso gli Usa e agli americani come guardiana dei rapporti con l'Europa era franata tutt'insieme. Peggio di così.

 

Ma proprio perché ormai la politica estera, come la politica tout court, non viaggia per trattative, accordi, documenti tradizionali, ma si nutre di immagini a sorpresa (la famosa foto che Trump accusa Meloni di aver "implorato" di avere), i quadretti con gli alpini sembrano fatti apposta per finire sui social e solleticare l'attenzione del presidente americano, un uomo da riconquistare quasi come un amante deluso, passi il paragone non certo appropriato.

 

Donald Trump Giorgia Meloni1

E dunque: ci sono i militari di uno dei corpi delle Forze Armate a cui la gente è più affezionata; ci sono i veterani, una categoria che nell'immaginario americano riveste un rispetto particolare; c'è il popolo che ai due lati della sfilata esprime il proprio attaccamento a chi porta la divisa. E in mezzo a tutti loro c'è lei, Giorgia, che saluta e ringrazia con il tipico gesto delle mani giunte, incassando l'affetto che è suo e dei soldati.

 

Trump, tiè!, viene da immaginare, pensando alle frasi sulla crisi di popolarità che l'inquilino della Casa Bianca le aveva rivolto. [...]

 

bettino craxi sigonella

Forse è stata un'imprudenza, da parte di Meloni, man mano che le cose con Trump andavano peggio - dalla "sgradita" difesa del Papa alla crisi di "Sigonella 2" - lasciare che tutto andasse così, sperare che il tempo potesse essere una medicina, o addirittura affidarsi alla foto cercata e trovata al G7 di Evian.

 

Stavolta sì, occorreva subito cercare un rimedio, quantomeno un cerotto in attesa che la ferita cominciasse a rimarginarsi. E invece niente. In fondo, all'epoca di "Sigonella 1", quarant'anni fa, Craxi, dopo aver evitato per due giorni di rispondere al telefono a Reagan e all'ambasciatore americano, si adoperò per una rapida soluzione, e nel giro di una settimana si ritrovò di nuovo invitato alla Casa Bianca.

 

roberto vannacci a firenze 4

Altri tempi, si dirà. E non c'è dubbio che sia così. Eppure - Meloni è la prima a saperlo - la rottura con Trump è il primo serio incidente che, se non sarà risolto al più presto, può mettere in discussione il ruolo di Meloni come capo del centrodestra, candidata a succedere a se stessa e a governare nei prossimi anni.

 

Da De Gasperi in poi infatti non c'è mai stato un presidente del consiglio italiano in cattivi rapporti con Washington, senza distinzione tra presidenti repubblicani o democratici. Figurarsi adesso che l'Italia è alle prese con un personaggio imprevedibile come Trump, alle sue simpatie e antipatie, ai suoi (cattivi) umori. E proprio per questo oggi a Palazzo Chigi non si sa da dove ripartire per ricucire con "The Donald".

 

INFORMATIVA - GIORGIA MELONI ALLA CAMERA - ANTONIO TAJANI E MATTEO SALVINI

I problemi internazionali, se non altro, hanno avuto l'effetto di spostare in secondo piano, se non sullo sfondo, la questione Vannacci, fino a tre giorni fa al primo posto sul tavolo della premier. Nei corridoi di Montecitorio sono in molti a dire che con il generale in continua ascesa nei sondaggi tutto si risolverà con l'ingresso del suo partito nella coalizione.

 

E tuttavia, non è così facile come si dice. Innanzitutto perché a Meloni non fa affatto piacere dover implorare - è il caso di adoperare questo verbo - il generale, dopo averlo accusato di fare il gioco della sinistra ed aver replicato così ai suoi seguaci alla Camera.

 

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL G7 DI EVIAN

Tra l'altro Meloni sa - per inciso - di dover assicurare loro un posto in Parlamento per la prossima legislatura, quando invece di qualcuno si sarebbe liberata molto volentieri. Inoltre, se il suo ritmo di crescita si manterrà costante, Vannacci potrebbe presentarsi al tavolo delle trattative per le liste come capo del secondo partito (adesso è il terzo, dopo Forza Italia) della coalizione.

 

Un bello smacco per gli alleati che si sono fatti il mazzo per sostenere il governo per oltre quattro anni. E ancora non è affatto detto che il generale, ottenuto quel che si aspetta dalla premier, si rassegni a una campagna elettorale da vero alleato, rinunciando a definirsi unico rappresentante della "destra autentica" a dispetto di Meloni, Tajani e Salvini che non lo sarebbero più. Esiste una lunga serie di precedenti, in tal senso: a partire da quello di Bossi che nel ‘94 chiamava il Cavaliere "Berluskaiser".

 

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 8

Infine la premier ha da preoccuparsi, oltre che dei suoi guai, di quelli di Forza Italia e Lega. La prima guidata da un consolato, chiamiamolo così, composto da Marina e Pier Silvio Berlusconi, ai quali il leader in carica (non si sa per quanto) Tajani deve rivolgersi prima di aprire bocca.

 

E la seconda a brandelli, con un segretario, Salvini, evidentemente a fine corsa e contestato dall'ala nordista, la sola che sia in grado di mantenere il Carroccio, sorpassato da Vannacci nei sondaggi, sopra la linea di galleggiamento. Ai nastri di partenza di una campagna lunga un anno, tutto questo pesa sulle spalle di Meloni: l'alpina che s'è messa in marcia, per dimostrare che non si arrende.

https://www.dagospia.com/cronache/giorgia-sara-costretta-tornare-baciare-pantofola-trump-marcello-sorgi-478314 

 

GUARDATEMI, SONO UNA KILLER! - UNA RAGAZZINA DI 15 ANNI HA UCCISO I GENITORI A COLTELLATE A GRONINGEN, NEI PAESI BASSI:

 

GUARDATEMI, SONO UNA KILLER! - UNA RAGAZZINA DI 15 ANNI HA UCCISO I GENITORI A COLTELLATE A GRONINGEN, NEI PAESI BASSI: HA GIRATO SU WHATSAPP ALCUNE FOTO MACABRE AI COMPAGNI DI SCUOLA DOPO IL TERRIBILE GESTO. LA POLIZIA HA TROVATO I DUE CONIUGI, ENTRAMBI 53 ANNI, PRIVI DI VITA E IMMERSI IN UNA POZZA DI SANGUE - LA MINORENNE HA ACCOLTELLATO PURE IL CANE DI FAMIGLIA, UN GOLDEN RETRIEVER PORTATO SUBITO DAI SERVIZI VETERINARI...

combo figli  

"Facciamo fatica a comprendere cosa sia accaduto in quella casa”, non riescono a darsi una spiegazione i familiari di una ragazzina di 15 anni arrestata nei Paesi Bassi per aver ucciso i genitori a coltellate nella loro abitazione a Meerstad, zona residenziale nella parte orientale del comune di Groningen. A rendere la vicenda ancora più drammatica l’invio di alcune macabre foto della scena che la minore ha inoltrato su WhatsApp ai compagni di scuola subito dopo i fatti.

 

Il delitto si è consumato nella notte tra mercoledì e giovedì scorso, intorno all’una e mezza quando alla polizia è arrivata la prima segnalazione. All’arrivo degli agenti, i due coniugi, entrambi 53enni, giacevano ormai in una pozza di sangue già privi di vita. [...]

Dopo aver ucciso i genitori, l’adolescente ha inviato ad alcuni compagni di classe via WhatsApp le foto dei loro corpi ricoperti di sangue prima di essere fermata. "Suo padre giaceva sul pavimento, sua madre sul letto, c’era sangue e un coltello" ha raccontato un testimone al Telegraaf rivelando il contenuto delle terribili immagini ricevute dai ragazzini. [...]

Polizia Groningen Paesi Bassi

 

Le stesse fonti hanno raccontato che il comportamento della 15enne era diventato strano e che stava attraversando un periodo difficile ma al momento non è chiaro il movente esatto del delitto. La polizia, che mantiene il massimo riserbo e non ha chiarito nemmeno chi ha lanciato l’allarme, ha confermato che per la 15enne è stata rinnovata la custodia cautelare.

 

Secondo i vicini, la famiglia non sembrava aver nessun problema e hanno descritto le due vittime come persone gentili anche se qualcuno ha indicato l’adolescente come “strana e riservata” che era stata vista correre per strada a tarda notte o seduta in silenzio sul tetto del capanno. Gli stessi vicini riferiscono che la famiglia stava per trasferirsi e la casa era stata già venduta.

 

Il papà della 15enne era stato visto la sera precedente mentre portava a spasso il cane di famiglia, anche questo accoltellato durante la strage familiare e portato via dai servizi veterinari gravemente ferito. La ragazzina, che è stata portata via dagli agenti ed è detenuta in isolamento, sarà ascoltata di nuovo per chiarire cosa sia successo esattamente in quella casa.

https://www.dagospia.com/cronache/strage-familiare-ragazzina-15-anni-ucciso-i-genitori-coltellate-478335 

 

Napoli, è morto Alfredo d’Agnese: lutto nel giornalismo

 

Napoli, è morto Alfredo d’Agnese: lutto nel giornalismo

Aveva 67 anni, i funerali si svolgeranno domani, sabato, alle 15.45 nella chiesa di San Ferdinando. Il suo ultimo articolo oggi sul Venerdì di Repubblica

Ci lascia nello stesso giorno in cui viene pubblicato il suo ultimo articolo, letto un’ora prima di chiudere gli occhi stamattina nell’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno. A pensarci bene Alfredo d’Agnese, 67 anni, giornalista e critico musicale, non poteva salutarci in un altro modo. Per lui vita e mestiere correvano in parallelo, al punto di identificarsi l’una nell’altro. I funerali si svolgeranno domani, sabato, alle 15.45, nella chiesa di San Ferdinando in piazza Trieste e Trento a Napoli.

L’intervista al grande artista britannico Elvis Costello si può leggere sul Venerdì di Repubblica, testata di cui Alfredo era collaboratore storico: ha scritto per il gruppo anche su D, Robinson, L'Espresso. Alfredo trasformava la musica e le canzoni in racconto. Il paziente e intenso lavoro come caposervizio al Giornale di Napoli negli anni Ottanta, poi la collaborazione con Gedi e l’attività di docente, l’interesse per gli artisti emergenti e le nuove tendenze e l’attenzione alle nuove tecnologie. Ha collaborato con il periodico Epoca e con Radio Rai oltre che con alcune delle maggiori case discografiche italiane e con l'Enciclopedia musicale Treccani.

Una passione nata con un disco di Elton John, “Don’t Shoot Me I’m Only the Piano Player”. Fu il primo della sua collezione, acquistato all’età di 14 anni. Da allora è iniziato un lungo viaggio che si è concluso soltanto con la sua vita. Tutto sorretto da una ineguagliabile competenza, sostenuta da centinaia di dischi ascoltati e di concerti visti. Si può star certi che ogni volta che intervistava un artista, Alfredo di quell’artista sapeva tutto.

Malato da tempo, non ha mai smesso di lavorare. Le sue conoscenze erano estese e profonde, i suoi rapporti con musicisti italiani e internazionali, molti dei quali autentiche star, sedimentate in decenni di mestiere. Era tra i pochi rimasti a tenere insieme senso della notizia e senso critico, preparazione e capacità didattica: tra i suoi meriti, la creazione del master di giornalismo presso l’università Suor Orsola Benincasa e la direzione di Run Radio. Gli allievi “sono oggi orfani di un maestro – si legge in una nota dell’ateneo - Noi che abbiamo avuto la fortuna di averlo come amico e collega sappiamo bene quanto grande sia la perdita. E lo stesso possono dire i tanti giovani professionisti che si sono formati sotto la sua guida, nei nove bienni durante i quali ha svolto il ruolo di tutor con dedizione e passione”.

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/06/05/news/alfredo_d_agnese_morto_giornalista_napoli-425391063/?callback=in&code=YTK1MTK0ZMYTNJZLZI0ZMGRLLTKZM2YTMGMZNTUWZDQ2N2Y1&state=01ad0141fd9c45d38b17163884ffc6bf 

 

GLI OSTACOLI PER LA PACE IN MEDIORIENTE SONO SEMPRE GLI STESSI: NETANYAHU E L'ULTRA DESTRA ISRAELIANA

 

GLI OSTACOLI PER LA PACE IN MEDIORIENTE SONO SEMPRE GLI STESSI: NETANYAHU E L'ULTRA DESTRA ISRAELIANA - "BIBI" SE NE FREGA DELL'ACCORDO DI PACE TRA USA E IRAN, CHE PREVEDE UN CESSATO IL FUOCO ANCHE IL LIBANO: "LE NOSTRE FORZE CI RIMARRANNO FINCHÉ SARÀ NECESSARIO E GODONO DI PIENA LIBERTÀ D'AZIONE" - SECONDO "CHANNEL 12", NETANYAHU SAREBBE "IN PREDA AL PANICO" PER IL NUOVO MECCANISMO DI DE-ESCALATION - QUELL'INCENDIARIO DI BEN-GVIR, MINISTRO DELL'ULTRA-DESTRA: "TUTTO IL LIBANO DOVREBBE ESSERE IL NOSTRO CAMPO DA GIOCO. NETANYAHU DEVE DIRE A TRUMP CHE NON POSSIAMO RISPETTARE QUESTO ACCORDO" (IN PASSATO DISSE: "TUTTO IL LIBANO DEVE BRUCIARE")

donald trump benjamin netanyahu 

Estratto dell'articolo di Daniele Castellani Perelli per "la Repubblica"

 

BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP

Per Israele non cambia nulla. «La direttiva è chiara e non è cambiata. Le nostre forze rimarranno nel Libano meridionale finché sarà necessario e godono di piena libertà d'azione per contrastare qualsiasi minaccia diretta o potenziale contro di loro o contro gli abitanti del nord del nostro Paese», ha detto ieri in un videomessaggio condiviso sul social X il premier Benjamin Netanyahu.

 

Al momento, dunque, le richieste arrivate dal vertice svizzero tra Stati Uniti e Iran – che erano d'altronde già parte del memorandum siglato alcuni giorni prima – vengono rispedite al mittente. L'esercito (Idf) non si ritira dalla striscia di terra ampia 10 chilometri che ha invaso in questi mesi per dare la caccia ai militanti e ai tunnel di Hezbollah, la milizia filo-iraniana che con i suoi droni minaccia il nord di Israele.

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 3

 

Da sabato notte, tuttavia, non si registrano più spari nell'area, per la prima volta dal 2 marzo ed è una buona notizia perché il rispetto del cessate il fuoco è l'altra richiesta che viene dalla Svizzera. Che la tregua sia fragile lo dimostrano però le parole del ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, uno dei falchi del governo.

 

«Tutto il Libano dovrebbe essere il nostro campo da gioco, il nostro obiettivo. Netanyahu deve andare dal presidente Trump, abbracciarlo ma dirgli che non possiamo rispettare questo accordo. Il capo della Casa Bianca non tollererebbe la presenza di nazisti al suo confine. Lo apprezziamo, ma prima di tutto vengono i nostri soldati e i nostri cittadini», ha detto Ben Gvir, secondo il quale Israele «è al punto più vicino a una vittoria decisiva».

 

bombardamenti israeliani in libano 1

Il "tradimento" dell'alleato e amico Trump e la difficile situazione in cui si ritrovano oggi le truppe in Libano – in territorio nemico ma con le mani legate dall'accordo tra Usa e Iran, e quindi a rischio di imboscate di Hezbollah – sono fonte di imbarazzo per il premier. E le opposizioni hanno gioco facile nell'attaccarlo. [...]

 

La situazione per il premier è tale che il quotidiano conservatore americano Wall Street Journal può scrivere in un editoriale che Trump e gli ayatollah, pur divisi da tante cose, su un punto sono d'accordo: nello scaricare le colpe su Israele.

 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago

Secondo Channel 12, Netanyahu sarebbe «in preda al panico» per il nuovo meccanismo di de-escalation in Libano e ha avviato iniziative diplomatiche per tutelare gli interessi di Israele. E il giornale progressista Haaretz ieri tesseva le lodi del generale Gadi Eisenkot, ex capo dell'Idf, un conservatore che nei sondaggi avrebbe già raggiunto il partito del primo ministro, di cui è «l'opposto»: «Netanyahu è un artista del caos. Eisenkot ama il lavoro di squadra e i piani ordinati».

 

L'unica apertura di Israele sui cui si lavora è il possibile ritiro da alcune posizioni nel sud del Libano oltre la Linea gialla di occupazione. L'esercito libanese sta avanzando ad esempio nel villaggio di Kfar Tebnit, nel distretto di Tiro, e questa potrebbe essere una delle aree "pilota" in cui può prendere il posto dell'Idf, ovviamente a condizione che non permetta a Hezbollah di operare da lì. [...]


https://www.dagospia.com/politica/gli-ostacoli-per-pace-in-medioriente-sempre-gli-stessi-netanyahu-l-ultra-478284

 

IL GENERALE NON E' UN FUOCO DI PAGLIA – SECONDO IL SONDAGGIO DI SWG, SALVINI (5,4%) E VANNACCI (5,3%) SONO DIVISI DI APPENA DELL'0,1%

 

IL GENERALE NON E' UN FUOCO DI PAGLIA – SECONDO IL SONDAGGIO DI SWG, SALVINI (5,4%) E VANNACCI (5,3%) SONO DIVISI DI APPENA DELL'0,1% – IN CALO, SIA FRATELLI D'ITALIA AL 27,7% (-0,2) CHE PD AL 21,8% (-0,3) E M5S AL 13,2% (-0,1) – CRESCONO I CONSENSI (+0,2) DI FORZA ITALIA AL 7,4%, AVS AL 6,6% (+0,1) - CALENDA SALE AL 3,7% (+0,2) E RENZI AL 2,5% (+ 0,1) - ALCUNI ANALISTI PREVEDONO CHE NEI PROSSIMI MESI "FUTURO NAZIONALE" POSSA INGROSSARE LA "SPORCA DOZZINA" DI VANNACCI E SORPASSARE I DUE PARTITI, ORMAI ALLO SBANDO, CHE AFFIANCANO I FRATELLI D'ITALIA AL GOVERNO...

il generale roberto vannacci matteo salvini 

Estratto dell’articolo da www.repubblica.it

 

sondaggi politici swg - 22 giugno 2026

Dopo l’aggancio della settimana scorsa, (e addirittura il sorpasso secondo un’altra rilevazione), i sondaggi Swg per il TgLa7 del 22 giugno vedono Fn di Roberto Vannacci non prendere il largo sulla Lega, che, nonostante le difficoltà interne, si ritrova avanti seppur per uno 0,1 per cento.

 

In generale questa settimana l'orientamento di voto degli italiani vede, tra i partiti maggiori, in calo Fratelli d'Italia -0,2%, Partito Democratico -0,3% e il Movimento 5 Stelle -0,1%. In risalita Forza Italia +0,2%, Verdi e Sinistra e Lega +0,1%. Stabile Futuro Nazionale.

 

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 12

Tra i partiti minori in risalita Azione +0,2% e Italia Viva +0,1%. Cala dello 0,1% Noi Moderati, stabili Più Europa, Ora! e Altre liste. Stabile anche la percentuale di chi non si esprime.

 

https://www.dagospia.com/politica/sondaggio-swg-lega-e-tornata-partito-roberto-vannacci-dopo-l-aggancio-478334 

 

“LE MAFIE COMPRANO PEZZI DI GIORNALI E DI TELEVISIONE”

 

“LE MAFIE COMPRANO PEZZI DI GIORNALI E DI TELEVISIONE” – NICOLA GRATTERI LANCIA L’ALLARME SULLE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA NEL SISTEMA DEI MEDIA: “DROGANO IL MERCATO, CON I MILIONI DI EURO DEI PROVENTI DELLA COCAINA COMPRANO ATTIVITÀ COMMERCIALI. SE COMPRO L’INFORMAZIONE È UN’INVOLUZIONE DEMOCRATICA, E VOI NON SAPRETE QUELLO CHE ACCADE SUL TERRITORIO” – DOPO LA BATTAGLIA IN PRIMA FILA PER IL “NO” AL REFERENDUM, IL MAGISTRATO ESCLUDE UNA SUA POSSIBILE DISCESA IN POLITICA: “PENSO DI NO. NELLA MIA TESTA SONO STATO SEMPRE ALL’OPPOSIZIONE…”

nicola gratteri giornali media quotidiani mafia mafie  

Estratto dell’articolo di www.primaonline.it

 

NICOLA GRATTERI - OTTO E MEZZO

“Tutte le riforme fatte non sono servite a nulla, se non a essere dannose, soprattutto in termini di rallentamento dell’acquisizione della prova”. Lo ha detto il procuratore di Napoli Nicola Gratteri intervenuto all’ultima serata della quindicesima edizione di “Trame”, il Festival dei libri sulle mafie, per presentare i libri scritti con Antonio Nicaso “Cartelli di sangue” e “Come radici. Una storia sulle seconde possibilità”.

 

Alla domanda su una sua possibile discesa in politica, Gratteri ha risposto: “Io penso di no”. E ha aggiunto: “Ho una storia di coerenza di vita. Nella mia testa sono stato sempre all’opposizione. Sono il felice procuratore di Napoli”.

 

 

[…]  “Le mafie – ha detto – anche se non uccidono, sono pericolose, perché con i milioni di euro del provento della cocaina comprano attività commerciali, drogano il mercato, comprano pezzi di giornale, comprano pezzi di televisione. Se compro l’informazione è un’involuzione democratica, e voi non saprete quello che accade nel mondo e quello che accade sul vostro territorio”.

 

carlo nordio e nicola gratteri

“Le mafie – ha aggiunto ripreso da Ansa – hanno bisogno di un incontro, di abbracci con l’uomo delle istituzioni. In tanti anni è cambiata la percezione della giustizia. Adesso quando qualcuno riceve un avviso di garanzia fa la diretta Facebook, e dice: ho ricevuto adesso un avviso di garanzia. Si fa il processo, legge il capo di imputazione e spiega per quale motivo il procuratore ha sbagliato. Si tende sempre a parlare di persecuzione. Ormai non si processano più le persone in aula, si processano in televisione”.

 

NICOLA GRATTERI - ANTONIO NICASO - CARTELLI DI SANGUE

Parlando del traffico di armi, Gratteri ha rilevato che “quando finirà la guerra Ucraina-Russia le nostre mafie andranno lì a fare shopping, a comprare armi, a comprare esplosivo a prezzi da saldo. Le mafie oggi utilizzano il dark web, utilizzano l’intelligenza artificiale per decidere quale rotta far fare alla nave e per avere meno probabilità di essere intercettati”. [...]

https://www.dagospia.com/politica/le-mafie-comprano-pezzi-giornale-comprano-pezzi-tv-nicola-gratteri-478329 

 

Addio a Vito Monaco, giornalista e “professore” alla guida di Canale Italia

 22 giugno 2026

 

Giornalista e volto della televisione locale e nazionale, si è spento a 81 anni. Nato a Bari, era residente ad Abano Terme

Federico Franchin

 

Vito Monaco, scomparso a 81 anni
Vito Monaco, scomparso a 81 anni

Si è spento oggi, lunedì 22 giugno, all’età di 81 anni, Vito Monaco, stimato giornalista e volto della televisione locale e nazionale, per molti conosciuto semplicemente come “il professore”.

Nato il 21 maggio 1945 a Bari e residente da anni ad Abano Terme, Monaco è deceduto dopo che, nelle ultime settimane, le sue condizioni si erano seriamente aggravate in seguito ad alcuni seri scompensi cardiaci.

Figura di riferimento dell’informazione televisiva, è stato per anni direttore della testata giornalistica di Canale Italia, oltre che conduttore e volto noto di programmi di approfondimento che lo hanno reso familiare a un vasto pubblico.

In precedenza aveva lavorato per Serenissima Tv. Ha condotto per trent’anni Calciolandia, il suo nome poi si è legato alle trasmissioni Notizie Oggi e Linea Sera.

Per decenni ha rappresentato una presenza costante nel panorama dell’informazione, distinguendosi per uno stile diretto, rigoroso e spesso pungente, ma sempre capace di accompagnare il telespettatore nella lettura dei fatti con chiarezza e autorevolezza.

Il soprannome “il professore”, con cui era affettuosamente chiamato, racconta bene il suo modo di fare giornalismo: spiegato, analitico e mai banale.

Negli ultimi tempi le sue condizioni di salute si erano aggravate fino al lungo ricovero e alla battaglia affrontata con grande dignità.

La notizia della sua scomparsa lascia un vuoto nel mondo dell’informazione televisiva, tra colleghi, telespettatori e quanti lo hanno seguito nel corso della sua carriera. Era stato nominato anche Commendatore della Repubblica.

Il ricordo della politica

Il presidente del Veneto, Alberto Stefani ricorda il legame personale con il giornalista: «È stato il primo giornalista ad intervistarmi all'inizio del mio percorso politico. L'esperienza di quel giorno è rimasta nel mio bagaglio di vita ed ora che Monaco non c'è più diventa memoria di un rapporto umano».

La scomparsa di Monaco è stata commentata anche dal presidente del Consiglio regionale Luca Zaia: «Era un professionista preparato, diretto, curioso, sempre attento a ciò che accadeva nel territorio e nel Paese. Fino all'ultimo è rimasto presente, con grande forza, continuando a parlare al suo pubblico e a fare il suo mestiere».

https://www.mattinopadova.it/cronaca/morto-vito-monaco-giornalista-conduttore-canale-italia-lx3jb2y2