Curiosità...
Katsuyama (tra XVII e XVIII secolo)
Bellezza, strategia e sopravvivenza a Yoshiwara
Tra le oiran storicamente documentate del periodo Edo, Katsuyama rappresenta una figura di particolare interesse per comprendere la dimensione politica e sociale della prostituzione di alto rango.
Katsuyama operò nel pieno sviluppo del sistema di Yoshiwara, quando il quartiere era ormai una macchina complessa fatta di gerarchie rigidissime, investimenti economici enormi e controllo statale. In questo contesto, un’oiran non sopravviveva solo grazie alla bellezza, ma grazie a intelligenza, capacità di negoziazione e consapevolezza del proprio ruolo.
Le fonti la descrivono come una donna estremamente colta, capace di conversare di poesia classica, teatro nō e attualità politica. Questo la rese particolarmente apprezzata da samurai di alto rango e da funzionari dello shogunato, uomini che vedevano nell’incontro con un’oiran non solo un piacere fisico, ma un riconoscimento di status.
Un aspetto poco noto, ma fondamentale, è il potere informale che alcune oiran potevano esercitare. Katsuyama, come altre sue pari, fungeva talvolta da intermediaria, consigliera o semplice osservatrice privilegiata di dinamiche politiche e personali. Yoshiwara, dietro la facciata del piacere, era anche un luogo di scambio di informazioni, e le oiran erano tutt’altro che passive.
Le stampe ukiyo-e che la ritraggono insistono su un’eleganza composta, quasi severa. Non è un caso: l’oiran ideale doveva mantenere una distanza emotiva, un controllo assoluto del proprio corpo e delle proprie espressioni. Katsuyama incarnava questa estetica del dominio di sé.
Con il declino del sistema delle oiran nel XIX secolo, il suo nome cadde lentamente nell’oblio, ma rimane una testimonianza preziosa di come alcune donne, pur in condizioni di estrema costrizione, riuscissero a ritagliarsi spazi di autonomia e influenza all’interno di un sistema profondamente patriarcale.
Nelle immagini:
Oiran Katsuyama e le sue attendenti di Minoya in una stampa di Koryusai Isoda
Koryusai Isoda (1735–1790)
Artista ukiyo-e del XVIII secolo, celebre per i bijin-ga e per l’innovativo uso del formato ōban. Ex samurai divenuto rōnin, fu attivo tra stampa e pittura, ricevendo il prestigioso titolo di Hokkyo dall’imperatore.









