domenica 9 agosto 2026

“MELONI È L’INFATICABILE, PUNTUALE VIDIMATRICE DEI NOSTRI PREGIUDIZI”

 

“MELONI È L’INFATICABILE, PUNTUALE VIDIMATRICE DEI NOSTRI PREGIUDIZI” – MICHELE SERRA: “NON SI FA IN TEMPO A RICALIBRARE IL GIUDIZIO, CERCANDO DI FRENARE I GIUDIZI DRASTICAMENTE IDEOLOGICI (TIPO: SONO FASCISTI!), CHE IL GOVERNO MELONI PROVVEDE A RIMARCARE LO SPROFONDO CHE LO SEPARA DALLA DEMOCRAZIA DEI DIRITTI E SOPRATTUTTO DALLA COSTRUZIONE EUROPEA” – “DOPO QUALCHE SETTIMANA (UN PAIO AL MASSIMO) DI TENTATIVI DI MODERARE I TERMINI E SPERARE CHE IL CLIMA POLITICO RINCIVILISCA, ALLA FINE SEI COSTRETTO A DIRE: SÌ, PURTROPPO SONO FASCISTI. PECCATO. PERCHÉ SAREBBE DI GRAN LUNGA PIÙ CONFORTANTE PENSARE CHE SIA FRUTTO DI PREGIUDIZIO, BUTTARE MELONI IN QUEL CALDERONE DI ISTINTI AGGRESSIVI, XENOFOBIA, NAZIONALISMO STUPIDO E VACUO. RIUSCISSE MAI A SMENTIRCI, LE SAREMMO GRATI...”

giorgia meloni 

Estratto dell’articolo di Michele Serra per “la Repubblica”

 

michele serra

[...] Tipico esempio di guaio piccolo odioso [....] è il miserabile sgarbo del governo italiano alla Spagna: inutile, provocatorio e anche a tradimento. Vile nei confronti di un partner europeo [...] e [...] del tutto ininfluente [...].

 

Non si fa in tempo a ricalibrare il giudizio sul governo Meloni, cercando di evitare uno guardo troppo fazioso, di frenare i giudizi drasticamente ideologici (tipo: sono fascisti!), che il governo Meloni provvede a rimarcare lo sprofondo che lo separa dalla democrazia dei diritti e soprattutto dalla costruzione europea, che il melonismo detesta perché l’Europa è per la destra sovranista come la kryptonite per Superman: se c’è l’Europa il sovranismo muore, e viceversa, se vince il sovranismo (Meloni tra le star in cartellone) l’Europa muore.

 

giorgia meloni in versione gioconda meme 1

E dunque, dopo qualche settimana (un paio al massimo) di tentativi di moderare i termini, e levigare i giudizi, e sperare che il clima politico rincivilisca, alla fine sei costretto a dire: sì, purtroppo sono fascisti.

 

Peccato. Perché sarebbe di gran lunga più confortante pensare che sia frutto di pregiudizio, buttare Meloni in quel calderone di istinti aggressivi, xenofobia, nazionalismo stupido e vacuo. Mettiamola così: Meloni è l’infaticabile, puntuale vidimatrice dei nostri pregiudizi. Riuscisse mai a smentirci, le saremmo grati.

GIORGIA MELONI - FACCEUTA NERA MEME CEUTA LA QUALUNQUE - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA IO BALLO DA SOLA - MEME BY EMILIANO CARLI GIORGIA MELONI MEME DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - MEME BY EDOARDO BARALDI GIORGIA MELONI DUCETTA - MEME giorgia meloni in conferenza stampa - memeGAZA RIVIERA - DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - BENJAMIN NETANYAHU - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIAGiorgia Meloni è in vacanza a La Maddalena Giorgia Meloni 2PEDRO SANCHEZ - GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY NARDI PER DOMANI Giorgia Meloni è in vacanza a La Maddalena giorgia meloni meme by edoardo baraldi giorgia meloni meme by edoardo baraldi GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI E I MIGRANTI A CEUTA - VIGNETTA DI ELLEKAPPA

 

https://www.dagospia.com/politica/michele-serra-meloni-e-l-infaticabile-puntuale-vidimatrice-dei-nostri-483146 

 

IN INDIA C’È UN POZZO DOVE L’ACQUA SI MUOVE DA SOLA DA GIORNI

 

IN INDIA C’È UN POZZO DOVE L’ACQUA SI MUOVE DA SOLA DA GIORNI – GLI ABITANTI SONO TERRORIZZATI E TEMONO CHE SI TRATTI DI UN SISMA IN ARRIVO, MA GLI ESPERTI ESCLUDONO TERREMOTI O MOVIMENTI TETTONICI – IL MISTERO NON È ANCORA STATO RISOLTO: SECONDO GIL SCIENZIATI, È PROBABILE CHE LE FALDE ACQUIFERE SI STIANO RICARICANDO DOPO LE FORTI PIOGGE DEI GIORNI SCORSI, E L’ARIA INTRAPPOLATA NEGLI SPAZI POROSI DELLE ROCCE PROVOCHI IL MOVIMENTO...

pozzo india gujarat acqua sola  

Traduzione di un estratto da https://www.indiatoday.in/

 

INDIA - ACQUA DEL POZZO SI MUOVE DA SOLA

I residenti del distretto di Morbi, nel Gujarat, sono rimasti perplessi dopo che l’acqua di un pozzo di un villaggio ha cominciato a tremare ininterrottamente, alimentando ipotesi e preoccupazioni sul fatto che l’insolito fenomeno potesse essere collegato a un terremoto.

 

I video dell’acqua increspata si sono rapidamente diffusi sui social media, attirando sul posto una folla di persone accorse per assistere al misterioso evento.

 

Le autorità, tuttavia, hanno escluso qualsiasi collegamento con l’attività sismica.

 

INDIA - ACQUA DEL POZZO SI MUOVE DA SOLA

Il geologo distrettuale JS Vadher ha dichiarato che le indagini preliminari non hanno trovato alcuna prova che il movimento fosse stato causato da un terremoto o da movimenti tettonici.

 

«Non si tratta di attività sismica. A prima vista, sembra che, in seguito alle forti piogge nelle aree a monte, le falde acquifere si stiano ricaricando e l’aria intrappolata negli spazi porosi delle rocce venga rilasciata, provocando il movimento nel pozzo», ha spiegato Vadher.

 

Secondo i funzionari, le recenti forti piogge nelle aree a monte potrebbero aver aumentato in modo significativo la ricarica delle falde acquifere. Quando l’acqua penetra nelle formazioni rocciose sotterranee, può comprimere e spingere l’aria intrappolata attraverso fratture e spazi porosi.

 

india, il momento del crollo del ponte nel gujarat 2

L’aria che fuoriesce può creare bolle e continue increspature sulla superficie dell’acqua, dando l’impressione che il pozzo stia tremando.

 

Quest’anno il Gujarat ha registrato una stagione monsonica eccezionalmente intensa, con diversi distretti interessati da precipitazioni da forti a estremamente forti.

 

Una successione di sistemi di bassa pressione sul Mar Arabico e sull’India centrale ha provocato piogge diffuse, causando inondazioni in alcune zone di Saurashtra e Kutch e, allo stesso tempo, ricaricando in modo significativo bacini idrici, fiumi e falde acquifere in tutto lo Stato.

 

Questa spiegazione è ulteriormente avvalorata dall’assenza di scosse registrate nella regione. [...]

INDIA - ACQUA DEL POZZO SI MUOVE DA SOLA

 

Sebbene i funzionari ritengano che la ricarica delle falde acquifere e il rilascio dell’aria intrappolata costituiscano la spiegazione più probabile, gli scienziati dovrebbero esaminare diverse altre possibilità. Tra queste figurano le variazioni della pressione delle acque sotterranee provocate dall’intensa ricarica dovuta ai monsoni, che possono generare movimenti ritmici nell’acqua del pozzo.

 

Gli investigatori esamineranno inoltre se la particolare forma e profondità del pozzo stiano amplificando lievi onde di pressione sotterranee attraverso un fenomeno noto come «sessa del pozzo» o risonanza. Un’altra possibilità è che il pozzo sia collegato a una frattura o a una cavità sotterranea, rendendolo particolarmente sensibile ai cambiamenti che avvengono sotto la superficie.

 

L’indagine dovrebbe determinare con precisione i processi geologici responsabili dell’insolito movimento, facendo chiarezza per i residenti che temevano che il fenomeno fosse un segnale premonitore di un terremoto.

https://www.dagospia.com/cronache/video-in-india-c-e-pozzo-dove-l-acqua-si-muove-sola-giorni-gli-abitanti-483125 

 

Lo yacht di Zuckerberg non soccorre una barca alla deriva: «Ma lui non era a bordo». Bufera sul fondatore di Facebook

 


Secondo quanto riferito dai media americani, lo yacht del miliardario avrebbe rifiutato «ripetutamente» di prestare assistenza

Foto: IPA
Foto: IPA


Il fondatore di Meta e inventore di Facebook, Mark Zuckerberg è finito nella bufera dopo che una piccola nave da crociera nel sud-est dell'Alaska ha soccorso una barca rimasta in panne con il suo equipaggio, nonostante il suo superyacht si trovasse più vicino. Secondo quanto riferito dai media americani, lo yacht del miliardario della Silicon Valley, 118 metri per un valore stimato di 300 milioni di dollari, avrebbe rifiutato «ripetutamente» di prestare assistenza quando, la scorsa settimana, un'imbarcazione nelle vicinanze ha lanciato una richiesta di aiuto.

Un portavoce di Zuckerberg ha dichiarato che il miliardario non era a bordo del 'Launchpad' al momento dell'incidente spiegando che l'equipaggio dello yacht stava operando su un canale radio diverso. Quando hanno visto la comunicazione, «l'intervento di soccorso era già in corso». Pur non essendo direttamente responsabile dell'accaduto, l'episodio non migliorerà l'immagine pubblica del proprietario di Meta già bersaglio di critiche per l'impatto sociale delle sue piattaforme social, per il suo rapporto con Donald Trump e per il suo stile di vita sfarzoso ed esclusivo. 

https://www.leggo.it/esteri/news/09_agosto_2026_mark_zuckerberg_yacht_non_soccorre_barca_in_panne-9699477.html 

 

Carmelo Burgio

 Finalmente un uomo di valore, capace, onesto.

Ma chi è davvero Carmelo Burgio?

Nato ad Anzio l’8 giugno 1957, Burgio ha frequentato la Scuola Militare Nunziatella di Napoli, l’Accademia Militare di Modena e successivamente la Scuola Ufficiali Carabinieri.

La sua carriera è iniziata nel 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”, una delle componenti più operative dell’Arma.

Nel corso della carriera ha ricoperto incarichi nel GIS, il Gruppo di Intervento Speciale, e ha prestato servizio anche presso il Nucleo Carabinieri Presidenziale, occupandosi dei servizi di sicurezza e scorta del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga.

Successivamente ha comandato reparti territoriali e operativi in Sardegna e ha ricoperto incarichi di Stato Maggiore presso il Comando Generale dell’Arma. 

Il curriculum militare di Burgio è particolarmente legato alla componente paracadutista.

Secondo la biografia dell’editore Vallecchi, ha effettuato oltre 700 lanci e ha partecipato a missioni internazionali in Libano, Bosnia-Erzegovina, Albania, Iraq e Afghanistan.

Tra gli incarichi più importanti figurano quelli nell’operazione Alba in Albania e nelle missioni IFOR e SFOR in Bosnia-Erzegovina. Nel 2010 ha inoltre comandato in Afghanistan il gruppo NATO dedicato all’addestramento.

Uno dei capitoli più importanti della sua carriera è quello iracheno.

Nel 2003 Burgio venne destinato al comando della Multinational Specialized Unit in Iraq, arrivando a Nassiriya nei giorni dell’attentato del 12 novembre 2003.

L’attacco alla base Maestrale provocò la morte di 28 persone, tra cui 19 italiani: 12 Carabinieri, cinque militari dell’Esercito e due civili.

Burgio assunse il comando dell’unità in quei giorni e rimase in Iraq fino al marzo 2004.

Vent’anni dopo ha raccontato quella esperienza nel libro “Nassiriyah – Dall’attentato alla ricerca della verità”, ricostruendo l’attacco, la successiva ricostruzione del reparto e la vicenda giudiziaria relativa alle responsabilità sulla sicurezza della base.

Nel 2008 Burgio ricevette la Medaglia di bronzo al valore dell’Arma dei Carabinieri per un’operazione condotta ad An-Nasiriyah durante la missione. La motivazione ufficiale ricorda un intervento in un contesto di elevatissimo rischio, conclusosi con l’arresto di nove persone e la liberazione di due cittadini iracheni detenuti illegalmente e sottoposti a torture. 

Un altro capitolo che pesa nella scelta di Vannacci è l’esperienza maturata in Campania.

Burgio è stato Comandante Provinciale dei Carabinieri di Caserta dal 2004 al 2008, in uno dei territori più difficili nella lotta alla criminalità organizzata.

In occasione dell’annuncio della candidatura, Vannacci ha ricordato proprio quel periodo, sostenendo che Burgio avrebbe condotto una dura attività contro il clan dei Casalesi.

Una conferenza dell’Università di Trieste dedicata alla criminalità organizzata descrive il suo incarico a Caserta come un periodo nel quale furono coordinate operazioni che portarono allo smantellamento del clan camorristico dei Casalesi. 

Nel corso della carriera Burgio ha inoltre ricoperto incarichi nella Direzione Investigativa Antimafia e ha guidato la I Brigata Mobile.

Nel 2017 è stato promosso Generale di Divisione.

Dal 2019 al 2020 ha comandato le Scuole dell’Arma dei Carabinieri.

Nel gennaio 2020 è diventato Comandante Interregionale “Culqualber”, con competenza su Calabria e Sicilia.

Nel gennaio 2021 è passato al Comando Interregionale “Podgora”, con competenza su Lazio, Marche, Sardegna, Toscana e Umbria.

Nel 2022, dopo 49 anni di servizio effettivo, ha lasciato il servizio attivo.

Il suo curriculum comprende numerose decorazioni.

Tra quelle indicate dalle fonti figurano:

Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia;

Medaglia di bronzo al valore dell’Arma dei Carabinieri;

Croce d’oro al merito dell’Arma;

due Croci di bronzo al merito dell’Esercito;

Legion of Merit degli Stati Uniti;

Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Il Quirinale conferma inoltre il conferimento a Burgio del titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 2017, oltre alla precedente nomina a Ufficiale e alla Medaglia di bronzo al valore dell’Arma.

Negli ultimi anni Burgio ha sviluppato una significativa attività pubblicistica. Scrive di storia militare, ma anche di politica e attualità.

Nel 2024 ha pubblicato interventi politici su temi come Roberto Vannacci e il rapporto tra centrodestra e nuove forze politiche.

Nel 2026 la sua attività è diventata ancora più esplicitamente politica.

Ha scritto di Vannacci, Meloni, immigrazione, remigrazione, sicurezza, guerra e politica internazionale.

In un articolo del maggio 2026 intitolato “Quale Futuro per Roberto Vannacci?”, Burgio analizzava apertamente il futuro politico dell’ex generale.

Nel giugno 2026 ha pubblicato un intervento intitolato “Deportazione e remigrazione”, nel quale affrontava criticamente il concetto di remigrazione e il linguaggio utilizzato nel dibattito sull’immigrazione.

A luglio, in un altro articolo, ha commentato positivamente la possibilità di una convergenza tra Giorgia Meloni e Vannacci, scrivendo esplicitamente di una possibile compatibilità tra i due mondi politici. (In Lucca Veritas

Questo è un elemento importante: la candidatura a Milano non arriva quindi dopo anni di assoluto silenzio politico.

Burgio era già diventato un commentatore riconoscibile del dibattito politico.

Facebook 

Sport italiano in lutto: è morto Livio Berruti. Vinse l'oro nei 200 a Roma 1960

 

Primo europeo a vincere il titolo olimpico sulla distanza. I Giochi di Roma lo fecero diventare un personaggio che andò ben oltre l'atletica. La liason con Wilma Rudolph

L'atleta Livio Berruti vince nella finale dei 200 metri alle Olimpiadi del 1960 a Roma. ANSA/ARCHIVIO/DRN

Se ne è andato anche Livio Berruti, all’età di 87 anni. Berruti, nato a Torino il 19 maggio del 1939, ci ha lasciati oggi in una clinica torinese, dopo una breve malattia. La sua figura resterà per sempre legata alla medaglia d’oro conquistata all’Olimpiade di Roma 1960, sui 200 metri. Vinse con il tempo di 20”5, già fatto registrare nelle semifinali, eguagliando il record mondiale della specialità. Ai Giochi del 1964 e del 1968 non conquistò medaglie. Berruti resterà per sempre un simbolo della rinascita dell’Italia. La sua vittoria è una delle immagini del miracolo economico italiano, alla stregua di Domenico Modugno vincitore del Festival di Sanremo nel 1958 con "Volare". A Roma 1960, Berruti fece notizia anche per il suo flirt con Wilma Rudolph, la sprinter americana che sulla pista dell’Olimpico vinse tre ori (100, 200 e 4x100). La Rudolph morì nel 1994 a soli 54 anni. 

gli inizi a torino

Berruti si avvicinò all’atletica da adolescente, mentre frequentava il liceo classico Cavour. Inizialmente era interessato soprattutto al tennis, ma i risultati ottenuti nelle gare di velocità lo convinsero a dedicarsi alla pista. Entrò nel gruppo sportivo Lancia e si specializzò nei 100 e 200 metri. La sua crescita fu rapidissima: già alla fine degli anni Cinquanta era tra i migliori velocisti italiani. Nel 1957 vinse il suo primo titolo italiano nei 100 e nei 200, dando inizio a una lunga serie di successi in campo nazionale. Il 1960 fu l'anno della consacrazione. Il momento più importante della sua carriera arrivò ai Giochi Olimpici di Roma, il 3 settembre 1960. Berruti arrivò alla semifinale dei 200 metri da giovane outsider, ma realizzò una prestazione straordinaria: corse in 20"5, eguagliando il record mondiale. Poche ore dopo tornò in pista per la finale, allo Stadio Olimpico. Corse nuovamente in 20"5 e vinse la medaglia d'oro, precedendo l'americano Lester Carney e il francese Abdou Seye. Il cronometraggio elettrico, non ancora ufficiale all'epoca, registrò 20"62. Fu una vittoria storica: Berruti divenne il primo velocista europeo a conquistare l'oro olimpico nei 200. Le immagini della finale, con Berruti che corre con i suoi caratteristici occhiali scuri, sono diventate una delle fotografie simbolo dello sport italiano. 

Alla presentazione dei Giochi invernali di Torino 2025

dopo roma

Berruti continuò a gareggiare ad alto livello per diversi anni. Ai Giochi di Tokyo 1964 arrivò quinto nella finale dei 200, risultando ancora una volta il miglior europeo della gara. Partecipò anche alla staffetta 4×100, che chiuse al settimo posto. Nel frattempo continuò a ottenere risultati importanti in Italia. Nei 100 portò il record italiano fino a 10"2 nel 1960, tempo che gli consentì anche di eguagliare il record europeo dell'epoca. Nel 1966, agli Europei di Budapest, fu settimo nei 200. Nel 1968 partecipò alla sua terza Olimpiade, a Città del Messico: nei 200 metri fu eliminato ai quarti, mentre nella 4×100 l'Italia raggiunse la finale e concluse settima. Rimase a lungo un dilettante autentico, conciliando l'attività sportiva con gli studi. Si laureò in chimica industriale all'Università di Padova, senza abbandonare l'atletica dopo il trionfo olimpico. Nel corso della carriera conquistò 15 titoli italiani: 6 nei 100 metri, 8 nei 200 e 1 nella 4×100. Il 26 febbraio 2006 è stato uno degli otto atleti italiani portatori della bandiera olimpica nel corso della cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici invernali di Torino.

https://www.gazzetta.it/Atletica/09-08-2026/morto-livio-berruti-oro-a-roma-1960-nei-200.shtml 

 

 

La Cina ridisegna l’università per l’era dell’IA

 

- Agosto 6, 2026 
 
 
 

Fotografia e traduzione lasciano spazio all’intelligenza incorporata, alla robotica agricola e alle tecnologie che collegano il cervello alle macchine. La Cina sta modificando l’offerta delle proprie università per adattarla allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e alle esigenze dell’industria.

Nel 2024 il ministero dell’Istruzione cinese ha autorizzato 1.839 nuove attivazioni di corsi di laurea e ne ha cancellate 1.428. Altri 2.220 corsi hanno sospeso le iscrizioni. I numeri si riferiscono alle singole attivazioni nei diversi atenei ( lo stesso percorso può essere aperto o chiuso in più università ed essere quindi conteggiato diverse volte). Nel Paese risultavano complessivamente attivi circa 62.800 corsi universitari.

La dimensione della trasformazione emerge soprattutto osservando quali percorsi vengono ridotti e quali prendono il loro posto. Uno dei casi più significativi riguarda la Communication University of China di Pechino, uno dei principali atenei del Paese nel campo della comunicazione, del cinema e dei media. Nel quadro di una riorganizzazione avviata nel 2018, l’università ha chiuso, accorpato o trasformato sedici corsi e indirizzi, tra i quali fotografia e traduzione. Fotografia non scompare completamente dall’insegnamento, ma perde la propria autonomia e confluisce in percorsi più ampi dedicati al cinema, alle immagini e alla produzione audiovisiva.

Secondo Liao Xiangzhong, dirigente dell’università, lo sviluppo degli smartphone, dei social network e delle immagini generate dall’intelligenza artificiale ha trasformato il mestiere. Tecniche fotografiche, postproduzione e creazione delle immagini possono essere insegnate insieme, all’interno di una formazione più ampia. Ancora più netta è la posizione dell’ateneo sulla traduzione. Liao sostiene che una parte consistente della traduzione ordinaria sia ormai svolta dall’intelligenza artificiale e che dedicare quattro anni alla preparazione di uno specialista concentrato esclusivamente su una lingua utilizzi risorse che potrebbero essere impiegate per una formazione più articolata. L’università sta quindi trasformando alcuni corsi linguistici in percorsi misti. Lo spagnolo, per esempio, può essere affiancato alla comunicazione audiovisiva e alla conduzione radiotelevisiva, formando professionisti che conoscano la lingua e sappiano utilizzarla nei media e nella comunicazione internazionale. La riorganizzazione ha interessato anche fumetto, arte dei nuovi media, comunicazione visiva e moda, oltre ad alcuni percorsi di economia, management, ingegneria e discipline umanistiche. Secondo una ricostruzione di Le Monde, i tagli effettuati dalle università cinesi si stanno concentrando soprattutto sulle arti creative, sulle lingue straniere, sulle scienze umane e sul management.

Le discipline umanistiche vengono quindi ridotte, ma non sono oggetto di una cancellazione generalizzata. Gli interventi riguardano soprattutto corsi con pochi iscritti, scarse prospettive occupazionali o competenze già coinvolte nell’automazione, come la traduzione di base.

In molti casi le materie perdono la propria autonomia e vengono integrate con informatica, intelligenza artificiale, comunicazione o discipline scientifiche. Alla Beijing Language and Culture University, per esempio, lo studio del francese è stato collegato alla formazione scientifica attraverso un accordo con la Beijing University of Chemical Technology. L’obiettivo è preparare laureati capaci di utilizzare la lingua in settori tecnici, industriali e scientifici. La Communication University of China respinge infatti l’idea di una semplice eliminazione delle arti e delle materie umanistiche. Tra il 2018 e il 2025 l’ateneo ha introdotto venti nuovi percorsi, tra i quali scienza e tecnologia intelligente, giornalismo internazionale, tecnologie per le immagini intelligenti, progettazione artistica dei videogiochi e ingegneria audiovisiva intelligente.

Il modello è quello dell’accorpamento, le competenze tradizionali restano ma vengono unite all’informatica, all’analisi dei dati e all’intelligenza artificiale. L’università ora prepara professionisti capaci di lavorare insieme alle nuove tecnologie.

Nel 2025 il ministero dell’Istruzione ha inserito nel catalogo nazionale 29 nuove lauree. Tra queste compaiono educazione all’intelligenza artificiale, ingegneria audiovisiva intelligente, teatro digitale, scienza e ingegneria della neutralità carbonica, ingegneria molecolare intelligente, tecnologie per i dispositivi medici e ingegneria delle informazioni spazio-temporali. È stata introdotta anche una laurea in tecnologia e ingegneria delle basse quote, pensata per preparare tecnici e progettisti destinati al settore dei droni, dei velivoli senza pilota e dei nuovi sistemi di trasporto aereo. Le prime autorizzazioni hanno riguardato sei università, tra cui la Beihang University di Pechino, specializzata nel settore aeronautico. Nel 2026 il catalogo è stato aggiornato con altri 38 percorsi e comprende ora 883 diverse specializzazioni. Per la prima volta è stata inoltre introdotta una categoria dedicata alle discipline interdisciplinari, nella quale trovano spazio robotica del futuro, ingegneria interdisciplinare, intelligenza incorporata e scienza e tecnologia cervello-macchina. L’intelligenza incorporata combina algoritmi, sensori e robot capaci di muoversi e interagire con il mondo fisico. Nove università sono state autorizzate ad attivare questo percorso, con l’obiettivo di formare personale per le fabbriche automatizzate, la logistica, l’agricoltura e i servizi.

La Cina sta quindi costruendo un’università sempre più legata alle necessità dell’industria e alla velocità dell’innovazione tecnologica. Resta da capire se preparare gli studenti per i lavori del futuro significherà davvero inseguire ogni nuova macchina, oppure insegnare loro a governarla.

 

https://beppegrillo.it/la-cina-ridisegna-luniversita-per-lera-dellia/ 

 

Elon Musk: “Tra dieci anni il denaro potrebbe non servire più”

 

- Agosto 5, 2026 
 
 
 

Elon Musk immagina un futuro nel quale lo Stato accredita denaro direttamente sui conti dei cittadini, l’inflazione scompare e lavorare diventa una scelta. A produrre quasi tutto penseranno l’intelligenza artificiale e i robot. È lo scenario descritto da Musk durante una lunga intervista concessa a Zanny Minton Beddoes, direttrice dell’Economist, registrata il 20 luglio 2026.

Secondo il fondatore di Tesla e SpaceX, entro una decina d’anni il denaro potrebbe perdere gran parte della propria importanza. Alla base di questa previsione c’è un cambiamento ancora più radicale. Secondo Musk, entro i prossimi dieci anni il mondo sarà dominato da una “quantità soverchiante” di intelligenza artificiale, molto più grande della somma di tutte le intelligenze umane. Il sorpasso potrebbe avvenire già entro cinque anni, a meno che un evento catastrofico, come una “guerra nucleare massiccia”, interrompa la rivoluzione in corso. Come cambierà allora l’equilibrio dei poteri tra uomini e macchine? “Non ci sarà nulla che l’AI non potrà fare meglio degli esseri umani, a parte essere umani”, sostiene Musk. Per questo ritiene “improbabile che gli esseri umani saranno in controllo”. Tra l’intelligenza artificiale e quella umana potrebbe crearsi, secondo il suo paragone, una distanza simile a quella che oggi separa l’intelligenza degli esseri umani da quella degli scimpanzé. Uno scenario che, nelle parole di Musk, dovrebbe entusiasmare più che spaventare, perché potrebbe aprire “un’era di straordinaria abbondanza, nella quale tutti potranno avere qualsiasi cosa desiderino”. “Per cosa vogliamo il denaro?”, domanda Musk. “Per comprare beni e servizi: cibo, case, trasporti, intrattenimento. Ma se robot e intelligenza artificiale saranno in grado di produrre più beni e servizi di quanti ogni essere umano possa consumarne, a cosa servirà ancora il denaro?”

La sua previsione si basa su un aumento della produttività senza precedenti. Fabbriche automatizzate, robot umanoidi e sistemi di intelligenza artificiale potrebbero produrre oggetti e fornire servizi continuamente, con costi sempre più bassi e un bisogno sempre minore di lavoro umano. A quel punto, sostiene Musk, il problema economico principale non sarebbe più l’inflazione, ma la deflazione.

Durante l’intervista, Zanny Minton Beddoes chiede a Musk: come potranno vivere le persone se gran parte dei lavori verrà svolta dalle macchine? E Musk risponde: “Penso che il Tesoro dovrebbe semplicemente emettere assegni per le persone”. Non un reddito minimo destinato esclusivamente a chi si trova in difficoltà, ma quello che Musk definisce un “reddito universale elevato”, in inglese universal high income. (ne avevamo già parlato qui)

La differenza rispetto al reddito universale di base è sostanziale. Il reddito di base garantisce una somma sufficiente a coprire le necessità essenziali, Musk immagina invece una società nella quale l’abbondanza prodotta dalle macchine permetta a tutti di accedere a un livello di vita molto più alto.

L’intervistatrice gli fa notare che distribuire denaro senza una corrispondente entrata fiscale rischierebbe di alimentare l’inflazione, Musk risponde ribaltando il ragionamento, ovvero se la quantità di beni e servizi cresce più velocemente della quantità di denaro in circolazione, i prezzi scendono. “Faccio una previsione”, afferma. “Il problema sarà la deflazione, non l’inflazione. Se la produzione di beni e servizi aumenta più rapidamente dell’offerta di moneta, si avrà deflazione”. In altre parole, il governo potrebbe immettere nuovo denaro nell’economia senza provocare aumenti generalizzati dei prezzi, perché robot e intelligenza artificiale produrrebbero ancora più velocemente case, energia, trasporti, alimenti e servizi. È una previsione, non una legge economica dimostrata, e presuppone che l’enorme produttività delle macchine si traduca davvero in una maggiore disponibilità di beni per tutti: “Il denaro smetterà di essere importante nel 2036”. Musk aveva espresso lo stesso concetto pochi mesi prima, intervenendo all’Abundance Summit organizzato da Peter Diamandis, anche in quell’occasione aveva previsto un “reddito universale elevato” finanziato attraverso l’emissione di denaro pubblico.

Secondo Musk, AI e robot arriveranno a produrre talmente tanto da esaurire buona parte dei desideri materiali umani. In questa economia dell’abbondanza, il valore del denaro diminuirebbe progressivamente, fino a diventare quasi irrilevante. Il paragone utilizzato è quello della società raccontata in Star Trek, nella quale la tecnologia ha superato la scarsità materiale e l’accumulazione di denaro ha perso la funzione che possiede oggi.

Musk immagina un mondo nel quale tutti ricevono un reddito elevato e possono accedere a quasi ogni bene desiderato. Una nuova forma di libertà, in cui il lavoro smette di essere una necessità e torna a essere una scelta, restituendo alle persone ciò che oggi manca più di tutto: il tempo per vivere.

https://beppegrillo.it/elon-musk-tra-dieci-anni-il-denaro-potrebbe-non-servire-piu/