25 anni fa, un uomo malato (in dialisi in Afganistan...), in precedenza peraltro addestrato e finanziato dalla CIA, con un telefono e un portatile dell'epoca, da una caverna sperduta nei monti dell'Asia centrale, coordinava efficacemente 19 miliziani alla guida di quattro Jet di linea che non sapevano manovrare (come certificarono gli insegnanti di volo che li conobbero), i cui nomi non erano nelle liste dei passeggeri diramate dalle compagnie aeree subito dopo il disastro, a dirigere i suddetti jet con manovre che piloti veterani hanno dichiarato non fisicamente eseguibili nè da un veterano e tanto meno da un inesperto e principiante, per schiantarsi con volo a vista contro due famosi edifici, colpendo due edifici ed ottenendo il crollo di... tre grattacieli.
Il tutto nel paese più vigilato al mondo, con più aerei, satelliti, radar, computer, agenzie segrete e controlli e tecnologia del mondo (al tempo). Che fortuna che ebbero, a farcela, 19 terroristi senza abilità di pilotaggio, armati di taglierino, che portarono a termine due tentativi su due (anzi tre su tre, ma ci arriviamo).
Fu molto sfortunata la Difesa degli USA che, proprio quel mattino, stava facendo svolgere una esercitazione che aveva portato via tutti i caccia militari della zona est del paese, ma proprio tutti tranne solo due, la sfortuna proprio, alle volte.
Per di più il Presidente non era operativo proprio quel mattino, e per ore fu incredibilmente impossibile raggiungere anche il vicepresidente per avere ordini pure per usare gli unici due jet disponibili, una jella nera.
Il terzo edificio che crollò con le due torri gemelle, non adiacente ai due edifici caduti e sostanzialmente intatto nè danneggiato dai crolli, si accartocciò da solo su se stesso alcune ore dopo, senza apparenti motivi, forse per disperazione. Che fortuna, perché era un vecchio edificio pieno di problemi e che doveva essere demolito con costi altissimi, proprio come le due torri, che erano letteralmente infarcite di amianto e non si sapeva come fare a demolirle o rifunzionalizzarle in un modo sostenibile.
Che fortuna fu che anche questo terzo edificio, pieno di problemi, venne giù da solo risolvendo de facto ogni grana. E poi era stato pure evacuato a tempo.
Poco dopo i crolli, nella bolgia del disastro che ricorderete, una sorta di inferno dantesco ma reale, furono però ritrovati i passaporti dei miliziani, quasi intatti, solo un pochino bruciacchiati.
Ma che botta di culo eh.
Un disastro che vaporizza persone, aerei e due edifici alti 400 metri, ma lascia intatti i passaporti dei miliziani, che grandissima fortuna. O sfortuna per gli attentatori.
Solo poche ore dopo, grazie a questi passaporti bruciacchiati, anche se nessuna telecamera di sicurezza di nessun aeroporto aveva registrato la presenza dei 19 uomini negli aeroporti di partenza, con efficienza sovrumana (diciamo quasi come se fosse già tutto pronto da prima degli eventi) si sapeva già tutto di loro e del mandante, che veniva quindi denunciato a reti televisive mondiali unificate.
Poco importa che il celebre Osama, nell'imminenza dei fatti, avesse addirittura categoricamente smentito di aver compiuto questa azione, cosa curiosa assai per una organizazione terroristica che tende a vantarsi di qualsiasi violenza.
Sempre per fortuna o sfiga somma, a seconda dei punti di vista, un terzo aereo, con una manovra che nessun jet di linea avrebbe potuto materialmente sopportare senza frantumarsi in volo, e che nessun pilota nemmeno militare è mai riuscito a replicare ai simulatori, si schiantò contro il Pentagono.
Ma per sfortuna non centrò un punto qualsiasi, bensì fece una manovra assurda e precisissima, impattando proprio contro quella parte di facciata dell'enorme edificio ove erano gli uffici che, in quel momento, contenevano tutti i documenti di una indagine contro il vicepresidente e altri civili e militari delle amministrazioni in carica, per un buco di alcuni miliardi di dollari.
Tutto in fumo, indagine saltata, ma che jella.
O che sollievo, da che parte guardi il mondo, tutto dipende...
Ed è poi certamente un caso che, proprio meno di due mesi prima, il complesso immobiliare (costosissimo e ormai un affare in perdita da anni) era stato acquistato (in comodato di 99 anni) da un imprenditore ebreo, il quale per estrema lungimiranza lo avrebbe fatto immediatamente assicurare anche contro attentati perpetrati a mezzo aereo per 3,2 miliardi di dollari del tempo.
E fu una enorme fortuna che, proprio quel giorno fatidico, mentre egli in persona si recava in auto al lavoro al suo ufficio all'ultimo piano di una delle due torri, questo imprenditore fosse chiamato al telefono dalla moglie che gli ricordò della sua visita dal dermatologo, modificando la sua giornata e salvandogli così la vita.
La fortuna è cieca ma la sfiga ci vide benissimo per le altre migliaia di persone che non erano proprietarie del complesso e non avevano una mogliettina solerte.
A margine del fatto principale, fu una ulteriore incredibile fortuna per l'imprenditore (che non nominiamo, a volte li si evoca) che le assicurazioni pagarono, in effetti, per indennizzo, una cifra enorme, e la pagarono persino doppiamente perché i legali dell'imprenditore ebreo riuscirono a far passare la tesi che ciascuna torre fosse stata colpita da un aereo diverso, per cui si era trattato di due sinistri diversi che necessitavano il pagamento del premio per ciascuno dei due eventi (e ciascuno di dimensioni stellari).
Quando si dice la fortuna, alle volte.
A proposito, per fortuna il proprietario del terzo edificio, quello caduto senza apparenti motivi oltre ad una fortunata sospetta convenienza, era guardacaso proprio lo stesso imprenditore ebreo che aveva acquistato (in perdita) le torri gemelle, e che avrebbe poi incassato l'indennizzo astronomico dalle assicurazioni.
Fortunato, eh. Ed era certamente una ulteriore grande fortuna che costui, evidentemente un tipo molto lungimirante, come da lui stesso dichiarato, avesse già pronto da alcuni mesi un progetto per rimpiazzare proprio questo terzo edificio crollato forse misteriosamente, ma certo molto opportunamente.
Oh, uno così fortunato è da sposare, eh, beata la moglie.
È poi certamente falso che i lavoratori dei sotterranei del WTC (e in seguito anche alcuni dei primi pompieri e poliziotti soccorritori) abbiano dichiarato e siano addirittura stati feriti da esplosioni avvenute nei sotterranei delle torri prima che fossero colpite dai cosiddetti aerei di linea. Esplosioni che sfortunatamente non sono state riconosciute come eventi realmente accaduti, nelle ricostruzioni ufficiali, e quindi non esistono e se ne parli sei un complottista.
Ed è poi normale che, dopo una intera guerra in Asia, devastazioni e infinite operazioni speciali, il caro e agognato Osama, finalmente rintracciato dalle forze speciali, venisse però ucciso benché dicono fosse disarmato, invece che essere catturato vivo e interrogato fino all'ultima confessione da estirpargli.
Che sfortuna, scappò la mano sul grilletto della task force mandata a prenderlo, e lo ammazzarono, dopotutto mica era all'epoca il cattivo più cattivo di tutti, pieno di segreti e informazioni utili..
E nessuno ebbe nulla da dire sul fatto che il suo corpo, uno o due giorni dopo, fosse poi in fretta e furia buttato in mare a caso invece che mostrarlo al mondo intero come prova della grandezza della collera degli USA, e monito per tutti gli altri cattivi di questo film... ehm, storia.
Inutile precisare che il corpo militare speciale di dodici uomini che lo aveva (presuntamente) catturato, poche settimane dopo, fu sfortunatamente (ma forse molto opportunamente) sterminato interamente dalla caduta dell'elicottero che li stava trasportando.
Anche qui, che sfortuna.
Quel giorno (e negli eventi correlati), si assortirono perfettamente molte grandi fortune e grandi sfortune.
Quasi come se le cose fossero state congegnate. "Quasi come se", è davvero incredibile alle volte quello che, per caso, riesce a succedere nel mondo.
Buon ventunesimo secolo.
Iniziò così.
Edmund Dantes





