mercoledì 24 giugno 2026

🆘 LA FOLLIA DEI "NO-CREMA SOLARE": QUANDO L'ANALFABETISMO FUNZIONALE MINACCIA LA SALUTE PUBBLICA 🆘



Avete mai pensato che, dopo i no-vax e i negazionisti climatici, avremmo dovuto fare i conti anche con i... no-crema solare? Ebbene sì, la disinformazione non conosce confini e l'ultima tendenza pericolosa che si sta diffondendo sui social riguarda proprio la protezione della nostra pelle dai raggi UV.


Guardate l'immagine che vi proponiamo: in reazione a una iniziativa che invita all'uso della crema solare. I commenti sottostanti sono un concentrato di analfabetismo funzionale e ignoranza scientifica spiazzante:


🚫 C'è chi etichetta il prossimo come "tuttologo". Da che pulpito.


🚫 Chi, con superficialità, invita a fare il "contrario".


🚫 Addirittura c'è chi sostiene una teoria del complotto assurda, affermando che i melanomi sarebbero aumentati a causa delle creme solari (una tesi totalmente priva di fondamento scientifico e bollata come FAKE nell'immagine).


🚫 E non mancano le testimonianze personali portate come "prova" irrefutabile: "non metto crema da 15 anni e sto bene". Un classico esempio di errore logico che non considera il rischio a lungo termine e le statistiche mediche.


Perché questa disinformazione è ESTREMAMENTE PERICOLOSA?


Il melanoma è un tumore serio: Non è un gioco. Proteggersi dall'esposizione ai raggi del Sole è molto importante!


La scienza parla chiaro: Decenni di studi epidemiologici e clinici hanno dimostrato inequivocabilmente l'efficacia delle creme solari (ad ampio spettro e con un adeguato fattore di protezione) nel prevenire il melanoma e altri tumori della pelle, oltre a prevenire scottature, eritemi e invecchiamento precoce. Le affermazioni dei no-crema solare sono scientificamente false e infondate.


L'analfabetismo funzionale come minaccia alla salute: Questo fenomeno non riguarda solo la difficoltà a comprendere un testo, ma l'incapacità di analizzare criticamente le informazioni, distinguere tra fonti attendibili e fake news, e comprendere i concetti base del metodo scientifico. Chi cade preda di queste narrazioni pericolose mette a rischio la propria vita e quella degli altri, soprattutto dei bambini, promuovendo comportamenti insensati.


#NoCremaSolare #NoVaxDellaPelle #SalutePubblica #Melanoma #Disinformazione #AnalfabetismoFunzionale #FakeNews #ScienzaVsIgnoranza #ProteggiLaTuaPelle #Dermatologia #FacebookItalia

Facebook 

IL RACCONTO DI UN PILOTA AMERICANO DI UN F-15, ABBATTUTO DAI PASDARAN LO SCORSO APRILE, SOLLEVA MOLTI INTERROGATIVI NEGLI AMBIENTI DELL’INTELLIGENCE AMERICANA

 

GAMES OF DRONES - IL RACCONTO DI UN PILOTA AMERICANO DI UN F-15, ABBATTUTO DAI PASDARAN LO SCORSO APRILE, SOLLEVA MOLTI INTERROGATIVI NEGLI AMBIENTI DELL’INTELLIGENCE AMERICANA. L’UFFICIALE CHE SI E' SALVATO PER UN SOFFIO IN IRAN HA NOTATO UNA FORMAZIONE DI PIU’ DRONI SIMILE "A UNA MEDUSA" - GLI 007 A STELLE E STRISCE RIMANGONO CAUTI SUI MOTIVI CHE HANNO PORTATO ALL’ABBATTIMENTO DEL CACCIA...

droni pilota f-15 

Estratto dall’articolo di Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

 

Sciame di droni

Una testimonianza inedita al punto da sollevare interrogativi negli ambienti dell’intelligence Usa. È quella resa dal pilota dell’F-15 americano abbattuto il 3 aprile in Iran dalla difesa dei pasdaran. L’ufficiale ha raccontato che qualche istante prima avrebbe notato una formazione compatta di più droni volare nell’area di scontro: era simile «a una medusa», è stata la sua descrizione pubblicata dalla Cnn

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Droni3

Sempre secondo il militare c’era un velivolo più grande e sotto mezzi più piccoli che costituivano una sorta di coda. Restavano in hovering (in volo stazionario) per poi spostarsi in modo compatto. Una seconda fonte, citata dall’emittente Usa, ha paragonato la situazione a un campo minato composto da droni. Al momento non è stato chiarito (o rivelato) quali siano state le cause dell’abbattimento del caccia [...]

Droni1

 

Il pilota è stato tratto in salvo quasi subito mentre l’addetto alle armi è stato recuperato il giorno dopo con una complessa operazione nella regione di Isfahan. La stessa Cnn , però, riporta la cautela dei servizi di spionaggio americani. Il militare ha forse subito uno choc durante una fase ad alta tensione e questo lo ha confuso? A ora non è chiaro se l’altro membro dell’equipaggio abbia fornito la stessa versione. [...]

https://www.dagospia.com/cronache/games-of-drones-pilota-americano-f-15-abbattuto-dai-pasdaran-getta-478416 

 

LA BOLLA HI-TECH SCOPPIA O NON SCOPPIA?

 

LA BOLLA HI-TECH SCOPPIA O NON SCOPPIA? – DOPO IL CROLLO IN BORSA DEI TITOLI TECNOLOGICI, CHE SI SONO TRASCINATI DIETRO GLI INDICI MONDIALI, ANALISTI E CATASTROFISTI SI SONO SUBITO PRECIPITATI A PREVEDERE IL PEGGIO: GLI ENORMI INVESTIMENTI E IL POSSIBILE RIALZO DEI TASSI DELLA FED, POTREBBERO PORTARE A UNO SCENARIO SIMILE A QUELLO DELLA BOLLA DELLE DOT-COM NEL 1999-2000. MA È PRESTO PER DIRLO. E SOPRATTUTTO C’È UNA GRANDE DIFFERENZA: LE AZIENDE TECNOLOGICHE DI INIZIO SECOLO ERANO SCATOLE VUOTE GONFIATE DALLA FINANZA. QUELLE DI OGGI HANNO MARGINI DI PROFITTO ALTI E BILANCI STABILI E SOLIDI…

intelligenza artificiale soldi dollari 

BOLLA O NO? PER ORA IL CROLLO TECH NON ALLARMA

Estratto dell’articolo di Morya Longo per “il Sole 24 Ore”

 

intelligenza artificiale in borsa 3

La settimana scorsa gli Etf quotati negli Stati Uniti hanno registrato un flusso di capitali in entrata per 4,7 miliardi di euro: non si erano mai visti tanti investitori che in una settimana sola mettevano così tanti soldi negli Eft.

 

Considerando poi il boom che ha avuto in pochi giorni il titolo SpaceX (+50% dal 12 al 16 giugno) o che hanno registrato società che producono memorie come la coreana Hynix o Micron Technologies (+241% e +258% rispettivamente da fine marzo a due giorni fa), viene quasi da stupirsi che lo scivolone in Borsa non sia arrivato prima.

 

QUOTAZIONE A WALL STREET DI SPACEX - ELON MUSK

E viene da pensare che, forse, il ribasso su alcuni titoli del comparto tecnologico fosse anche auspicabile e salutare. Ma quando le Borse perdono quota, con listini come quello di Seoul che brucia addirittura il 10% in un giorno a causa della caduta dei chip, la domanda riemerge come un fiume carsico: siamo di fronte allo scoppio della bolla più chiamata della storia?

 

Premesso che nessuno ha la sfera di cristallo, analizzando le cause del ribasso di ieri e vari parametri di Borsa, verrebbe da tranquillizzarsi almeno un po’.

 

intelligenza artificiale in borsa 4

Il ribasso di ieri è infatti legato in parte ai timori per i grandi investimenti delle big tech.

Certo. Ma è anche dovuto alle preoccupazioni per i rialzi dei tassi da parte della Fed. Dunque a un motivo che con l’AI nulla ha a che fare.

 

Non solo: ci sono stati anche alcuni motivi tecnici che hanno amplificato le vendite. Il primo è dato dal calendario: tra poco più di una settimana si chiude il primo semestre del 2026 e tanti investitori hanno la necessità tecnica di alleggerirsi un po’ di azioni per ribilanciare il peso tra azioni e obbligazioni dopo il grande rally delle Borse.

 

Kevin Warsh

[…] Ci sono poi i risparmiatori americani, molto attivi in Borsa. Ebbene: secondo Bloomberg tanti che avevano comprato azioni indebitandosi, con i primi storni degli indici si sono affrettati a chiudere i loro investimenti. Questo potrebbe avere aumentato il vortice di vendite sul tech. Sempre Bloomberg segnala anche forti vendite sugli Etf a leva ieri, gli stessi su cui una settimana fa c’erano stati acquisti record. Insomma: in Borsa non sembra ci si vero panico […], ma più semplicemente una combinazione di fattori che pesano.

 

[…] Goldman Sachs ha pubblicato proprio ieri uno studio che va a comparare vari parametri di Borsa di oggi con quelli del 1999-2000 quando scoppiò la bolla Internet. L’unico parametro oggi paragonabile (anzi maggiore) ai livelli del 2000 è quello degli investimenti: attualmente le big tech stanno spendendo una cifra pari al 5% del Pil, contro il 4,5% del picco del 2000.

 

bolla finanziaria dell intelligenza artificiale

Ma negli altri parametri, oggi la situazione non è altrettanto estrema: per esempio i margini di profitto […]sono alti e il bilancio delle aziende resta in aggregato stabile e solido. Insomma, forse non ci sono ancora le condizioni per parlare di bolla. O di scoppio. Certo ci sono per stare cauti.

 

L'IA ORA SPAVENTA LE BORSE PRIMI DUBBI SUI PROFITTI PIOGGIA DI VENDITE SUL TECH

Estratto dell’articolo di Massimo Basile per “la Repubblica”

 

La caduta dei titoli tecnologici non si è arrestata, registrando ribassi nelle maggiori borse finanziarie per il secondo giorno di fila. Tutto ruota attorno al grande dubbio degli investitori: l'intelligenza artificiale riuscirà davvero a generare i profitti che hanno spinto a una super valutazione aziende come Alphabet, SpaceX e Nvidia?

 

elon musk vs sam altman illustrazione by wall street journal

L'ombra della bolla finanziaria sembra allargarsi. L'indice tecnologico Nasdaq Composite ha perso 579 punti, pari al 2,21%. Le azioni avevano aperto in forte ribasso, per poi stabilizzarsi solo parzialmente.

 

Il produttore di chip Micron Technology è arrivato a perdere il 13,2%, Marvell, Arm, Texas Instruments sono rimasti a cavallo del -10%, Nvidia leader del gruppo dei pionieri dell'IA, ha perso il 4%. Il segnale dei mercati è stato vendere chi produce e commercializza semiconduttori. In pochi si azzardano a scommettere su una vera inversione di tendenza, ma ora prevale la prudenza, contribuendo a spingere al ribasso anche l'S&p 500 (-1,4%).

 

Discorso a parte per la SpaceX di Elon Musk (che non è nell'indice in quanto matricola ma resta da giorni il titolo più scambiato) scesa sotto il prezzo di apertura post-Ipo di 150 dollari, prima di invertire la rotta e risalire a 156 dollari. Ma lunedì la compagnia spaziale aveva perso il 16%.

 

QUOTAZIONE A WALL STREET DI SPACEX - ELON MUSK

Eppure all'inizio gli investitori si erano riversati sul titolo, spingendo la valutazione a oltre 200 dollari. Anche in questo caso gli analisti avevano previsto un rimbalzo fisiologico, solo che in questo caso c'è in gioco una società con una valutazione superiore ai duemila miliardi di dollari.

 

[…] Adesso gli investitori vogliono le prove che una spesa senza precedenti si tradurrà in profitti senza precedenti e che l'ondata di investimenti in datacenter e capacità di calcolo non sia destinata a ritirarsi.

 

A finire sotto pressione i semiconduttori, mentre i grandi gestori delle piattaforme Apple, Meta, Google e Amazon per ora limitano i danni.

 

intelligenza artificiale in borsa 10

Ma gli effetti sono andati oltre Wall Street. L'indice Kospi della Corea del Sud è precipitato del 10%, anche se in questo caso ha pesato una regolamentazione più severa sul settore dei microchip nel Paese asiatico. Male anche le Borse europee, tra cui spicca in negativo Piazza Affari, tirata giù dal -8,44% del gruppo tech St.

 

Alle incertezze legate alle reali potenzialità dell'intelligenza artificiale si sono aggiunte quelle legate alla politica monetaria della Federal Reserve, che non ha anticipato il taglio dei tassi di interesse come sperava il presidente Donald Trump.

 

Anzi, la commissione della Fed sui tassi […] ha aperto alla possibilità di un aumento del costo del denaro già quest'anno, nel tentativo di contenere un'accelerazione dell'inflazione. […]

 

KEVIN WARSH

L'INCUBO DELLA BOLLA TRA INVESTIMENTI MONSTRE E MEGA QUOTAZIONI

Estratto dell’articolo di Filippo Santelli per “la Repubblica”

 

[…] Che l'IA-euforia abbia gonfiato i valori a livelli mai visti, e in tempi rapidissimi, è ormai acquisito. Normale che basti un battito d'ali di farfalla per generare tempeste. Ma perché, ora, questo scossone? A scatenarlo sembrano essere state le inattese parole da "falco" del nuovo presidente della Fed Kevin Warsh, che ha lasciato intravvedere dei rialzi dei tassi per contenere l'inflazione negli Stati Uniti, il primo forse già a settembre.

 

Per il settore tecnologico è un'ipotesi doppiamente negativa. Significa maggiori costi per i mega investimenti annunciati in centri dati, 770 miliardi quest'anno e quasi mille il prossimo. E una maggiore attrattiva dei titoli di Stato in rapporto a ogni altro attivo finanziario, come le loro azioni.

 

bolla finanziaria dell intelligenza artificiale

[…]  Tre diverse narrative si contendono la piazza. Una tecno-ottimistica secondo cui siamo all'alba di una rivoluzione. Una contraria, secondo cui questa è una bolla modello dot-com, destinata a scoppiare. E una terza, ancora maggioritaria, secondo cui l'IA avrà un impatto profondo – già si diffonde a velocità inedita – ma è presto per identificare vincitori e vinti, un processo che passerà attraverso fisiologici, salutari e magari bruschi aggiustamenti.

 

Per capire quale scenario si materializzerà contano anche i fattori esterni. Le crescenti resistenze delle comunità alla moltiplicazione di centri dati, per il loro impatto ambientale ed energetico; un'amministrazione Trump ora assai meno intenzionata a lasciare campo libero a Big Tech, vedi lo stop imposto all'ultimo potentissimo modello di Anthropic; infine inflazione e tassi di interesse: l'esplosione della bolla "dot-com" fu innescata da una stretta monetaria.

 

intelligenza artificiale in borsa 1

In una nota su "dove siamo nel boom dell'IA?" gli analisti di Goldman Sachs hanno scritto che il confronto con quel precedente può rassicurare. Se è vero che la mole di investimenti ha raggiunto picchi simili, anche i profitti di Big Tech sono da record e i suoi bilanci molto solidi. Resta il fatto che «la tensione tra questi fondamentali favorevoli e valutazioni così alte continua ad aumentare» e che, per essere giustificate, tali valutazioni richiedono che sviluppo e adozione dell'IA procedano più lisci che mai. Morale: i mercati sono sempre più volatili, e saranno sempre «più vulnerabili alle notizie che sfidano l'ottimismo».

Allacciare le cinture.

 

LA SOCIETA’ DI CALCIO FEMMINILE DELLA LAZIO È STATA CONDANNATA A RISARCIRE LA GIOCATRICE MAJA GOTHBERG, A CUI NON È STATO RINNOVATO IL CONTRATTO, DOPO CHE LA SVEDESE HA SCOPERTO DI ESSERE INCINTA

 

PANCIONI E PALLONI - LA SOCIETA’ DI CALCIO FEMMINILE DELLA LAZIO È STATA CONDANNATA A RISARCIRE LA GIOCATRICE MAJA GOTHBERG, A CUI NON È STATO RINNOVATO IL CONTRATTO, DOPO CHE LA SVEDESE HA SCOPERTO DI ESSERE INCINTA – LA 28ENNE AVEVA INIZIATO LE TRATTATIVE CON IL CLUB QUANDO HA SCOPERTO DI ESSERE IN DOLCE ATTESA. A QUEL PUNTO HA DECISO DI INFORMARE LA SOCIETÀ, NONOSTANTE NON FOSSE OBBLIGATA A FARLO DAL REGOLAMENTO FIFA, E L’ACCORDO PER IL RINNOVO È SALTATO – LA DECISIONE DEL TRIBUNALE ARBITRALE DELLO SPORT (TAS) DI LOSANNA CREA UN PRECEDENTE...

maja gothberg 

Estratto dell’articolo di Matteo Revellino per www.open.online

 

MAJA GOTHBERG

La Lazio Women ha interrotto in maniera illegittima il contratto con la calciatrice svedese Maja Göthberg a causa della sua gravidanza. La giustizia sportiva ha dato torto a Claudio Lotito, con la sentenza emessa dal Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas) di Losanna che ha condannato il club biancoceleste a versare un risarcimento economico alla giocatrice.

 

Göthberg aveva perso inizialmente la causa presso la Camera di Risoluzione delle Controversie della Fifa. Da qui il ricorso al Tas che si è espresso in una sentenza destinata a creare un precedente per il calcio femminile internazionale, anche perché è la prima decisione del Tribunale Arbitrale dello Sport che riconosce formalmente una violazione delle norme Fifa sulla maternità da parte di un club.

MAJA GOTHBERG

 

LA GRAVIDANZA NEL 2024

Göthberg aveva aiutato la Lazio Women a ottenere la promozione nella Serie A femminile nella stagione 2023-2024, prima di avviare le trattative per il rinnovo del contratto. L’accordo non fu firmato, nonostante le parti avessero già raggiunto un’intesa sui dettagli. Intanto, Göthberg scoprì però di essere incinta.

 

La calciatrice svedese decise di informare il club, anche se formalmente non era obbligata dal regolamento Fifa. Secondo quanto appreso dal Tas, la Lazio a quel punto si ritirò dalle trattative per il rinnovo, informando anche le altre calciatrici biancocelesti della gravidanza di Göthberg.

MAJA GOTHBERG

 

LA SENTENZA DEL TAS

La Lazio Women è stata quindi giudicata colpevole perché il Tas ha accertato che la cessazione del rapporto lavorativo è stata direttamente collegata alla gravidanza della giocatrice.

 

È una decisione storica che mira a un rafforzamento delle tutele delle giocatrici, in quanto il rinnovo non era stato ancora messo nero su bianco. Fondamentali i messaggi WhatsApp che hanno dimostrato come la Lazio sapesse della sua gravidanza. […]

https://www.dagospia.com/sport/lazio-e-stata-condannata-risarcire-calciatrice-maja-gothberg-non-e-478479 

 

UN’IDEOLOGIA SI PUÒ UCCIDERE, LE “RELIGIONI TOTALITARIE” NO – DOMENICO QUIRICO E IL RITORNO DEI JIHADISTI DI HAMAS A GAZA

 

UN’IDEOLOGIA SI PUÒ UCCIDERE, LE “RELIGIONI TOTALITARIE” NO – DOMENICO QUIRICO E IL RITORNO DEI JIHADISTI DI HAMAS A GAZA: “IN OCCIDENTE OTTIMISTI PATENTATI CERANO SEGNI DI UNA SUPPOSTA ALA ‘POLITICA’ DI HAMAS. TEMPO PERSO: IL JIHAD RIPRENDE COME SE I DUE ANNI NON FOSSERO PASSATI, LE DECINE DI MIGLIAIA DI MORTI FOSSERO UN IRRILEVANTE SACRIFICIO NECESSARIO SULLA STRADA DEL PARADISO” – “CON IL NEGOZIATO HAMAS HA OTTENUTO UN PREZIOSO RICONOSCIMENTO COME INTERLOCUTORE. NELLA PACE DI TRUMP LA DOMANDA SENZA RISPOSTA È SEMPRE QUELLA: DOVE METTIAMO HAMAS E I SUOI KILLER IN NOME DI DIO?”

miliziani hamas terroristi  

Finita la guerra torna la legge del jihad Il negoziato riabilita i tagliagole di Dio

Estratto dell’articolo di Domenico Quirico per “La Stampa”

 

domenico quirico

Rieccoli. Appena ventiquattro ore hanno atteso, giusto il tempo che in Egitto i cirrocumuli di retorica dei potenti del mondo si dissipassero.

 

Poi i Taleban di Gaza, i miliziani di Hamas, le brigate Al Qassam, in veste di perenni intrusi, hanno ripreso il loro consueto, scabroso daffare.

 

Sembrano vispi dopo due anni di una guerra senza limiti che doveva distruggerli fino all'ultimo collaboratore. [...] Applicano con tripudio di urla e il giubilo della folla […] per la esecuzione della sentenza lo spiccio diritto jihadista: un gruppo di supposti appartenenti a bande rivali, bendati e inginocchiati, vengono eliminati con una raffica di mitra alla schiena: Dio è grande!

 

a gaza esecuzioni sommarie dei miliziani di hamas

[…] Siamo davvero tornati al sei di ottobre. Si esce dalle catacombe dei tunnel, è barbarie alla luce del sole. Con gli stessi metodi, la stessa panoplia di orrori. Messaggio: qui comanda ancora Hamas, il jihad è battaglia e sangue.

 

In Occidente volenterosi ottimisti patentati vanno alla ricerca dei segni di una supposta ala "politica", della presunta liquidazione degli ultras della purificazione della Palestina, di moderati alla ricerca di un posticino nel nuovo Medio Oriente di Trump. Tempo perso: il jihad riprende come se i due anni non fossero passati, le decine di migliaia di morti fossero un irrilevante sacrificio necessario sulla strada del paradiso.

miliziani di hamas pattugliano il territorio della striscia di gaza

 

Il jihadismo totalitario, l'unico nemico che non ci siamo scelti noi perché è stato lui a dichiararci guerra, di cui Hamas è una scaglia, non è un movimento ideologico ma una micidiale setta teologica.

 

Le ideologie si possono cambiare disinvoltamente da un giorno all'altro, se fa comodo per sopravvivere o se la Storia le ha bocciate senza rimorsi.

 

Le scelte della religione totalitaria con annesse trascendenze omicide sono perenni. Un terribile dettaglio […] che in Occidente si finge di non capire.

 

BENJAMIN NETANYAHU REGALA UNA COLOMBA DORO A DONALD TRUMP

Nel califfato della Striscia dopo due anni di apocalisse occorre riportare ordine e sicurezza per poter ricostruire. Prima che entrino in azione Blair, il Genero e i loro soci in "ghoutra e kandura" […]. Lo ha detto anche Trump: Hamas potrebbe svolgere per un certo periodo di tempo il ruolo di polizia! Definizione deliziosamente vaga come se tenere in piedi la tregua fosse uno spettacolo per tutti, un intrattenimento per famiglie.

 

Nelle pieghe e nei silenzi del suo piano ecco allora che si infilano, lesti, i barbari del sette ottobre con le loro cicatrici omicide. Per esempio: ci sono a Gaza delle bande criminali legate a clan storici, a famiglie, che controllano quartieri o lembi di territorio, traffici lucrosi e indispensabili in uno stato approssimativo, assediato perennemente come Gaza.

 

esecuzioni pubbliche by hamas nella striscia di gaza

Concorrenti, laici si potrebbe dire, nella violenza. Nomi, carriere criminali come Abu Shabab trafficante e assassino: alcuni hanno collaborato con l'esercito israeliano durante i due anni di guerra.

 

Dovevano dare una mano a "ripulire", avevano in appalto i lavori più sudici, in cambio potevano ingrassarsi come avvoltoi a spese di derelitti e affamati. Dal Vietnam all'Iraq, dal Libano alla Cecenia le guerre sporche sono zeppe di personaggi così, quasi sempre sacrificati senza rimorsi in caso di ritirata o di accordo con il nemico.

 

AL JOLANI RICEVUTO DA VLADIMIR PUTIN

Il parziale ritiro israeliano e la tregua li ha lasciati scoperti. Gli scontri con gli uomini di Hamas sono iniziati subito, violenti, adeguatamente spietati. Hamas vuole riprendere il monopolio della violenza, associando a borsaneristi e banditi detestati dalla popolazione anche possibili avversari dei suoi metodi.

 

Sa che Israele non infrangerà la tregua per salvare questi impresentabili collaborazionisti.

Con il negoziato Hamas ha ottenuto, di fatto, un prezioso riconoscimento come interlocutore, gli americani sono andati a Doha per chieder loro di restituire gli ostaggi, hanno scambiato assicurazioni e promesse.

 

talebani 1

Non riconoscete il meccanismo messo in atto con i Taleban? Non sono gli stessi passi sciaguratamente percorsi con il "jihadista convertito", il boia siriano Al-Golani?

 

Nella pace di Trump dunque la domanda senza risposta è sempre quella, non si può sfuggire alle terrificanti grane della realtà: dove mettiamo Hamas e i suoi killer in nome di Dio?

https://www.dagospia.com/cronache/un-ideologia-si-puo-uccidere-religioni-totalitarie-domenico-quirico-450565 

 

IL RISCHIO? FINIRE COME I TALEBANI IN AFGHANISTAN: PRIMA ESTROMESSI, POI TORNATI AL POTERE…

 

O TI HO CREATO, IO TI DISTRUGGO IL QATAR DI AL-THANI HA GARANTITO, COL CONSENSI DEI PAESI ARABI, AI TERRORISTI DI HAMAS UN MEGAFONO, LA TV DI AL-JAZEERA, E RICCHI FINANZIAMENTI. MA ORA ANNUNCIA AI MILIZIANI CHE COL PIANO TRUMP LA PARTITA E' CHIUSA: ABBANDONARE ARMI E GAZASAREBBE LA VITTORIA DELLA RESTAURAZIONE SAUDITA, EMIRATINA ED EGIZIANA, MA ANCHE DELLA TURCHIA DI ERDOGAN, E IL CHIODO SULLA BARA DEI FRATELLI MUSULMANI – HAMAS È SPACCATO TRA L'ALA MILITARE A GAZA E QUELLA POLITICA CHE VIVE A DOHA TRA LUSSI E LAZZI - IL RISCHIO? FINIRE COME I TALEBANI IN AFGHANISTAN: PRIMA ESTROMESSI, POI TORNATI AL POTERE…

al thani bin salman al sisi hamas  

Estratto dell’articolo di Giordano Stabile per “La Stampa”

 

DONALD TRUMP CON AL THANI IN QATAR

Sognano una rivincita finale come quella riservata ai Taleban in Afghanistan nel 2021, fanno affidamento sul fascino che esercitano i petrodollari qatarini su Donald Trump, sono disposti ad accettare una tutela turca ma temono di finire nelle grinfie degli egiziani.

 

Le paure, le ambizioni, i desideri realistici o fantasmagorici dei capi di Hamas, in questo momento, potrebbero essere riassunti così. I due anni di guerra hanno plasmato e riplasmato la leadership. Prima è stata decapitata l'ala politica, con l'uccisione di Ismail Haniyeh a Teheran nel luglio del 2024.

 

MILIZIANO DI HAMAS CON FELPA BOSS

Poi è stata decimata quella militare: Mohammed Deif, Yahya Sinwar, suo fratello Mohammed. I "politici da hotel a cinque stelle" hanno ripreso il sopravvento. Uno è di lunghissimo corso, Khaled Meshaal. L'altro, Khalil al-Hayya, è emerso sotto l'ala protettrice dell'emiro del Qatar Al-Thani.

 

Sono loro due a dirigere l'organo esecutivo del gruppo fondato nel 1987, che conta cinque membri. Gli altri tre sono Zaher Jabarin, rappresentante per la Cisgiordania; Mohammed Darwish, a capo della Shura, il parlamentino del movimento; e infine un quinto, tenuto segreto per ragioni di sicurezza. A questi va aggiunto il capo militare nella Striscia, Ezzedin al-Haddad.

baci e abbracci tra ismail haniyeh e yahya sinwar 6

 

Meshaal […] è stato a lungo, dopo l'eliminazione del fondatore, lo sceicco Ahmed Yassin, il punto di riferimento, l'uomo più prestigioso. Rappresentava l'ala cisgiordana, dominante fino alla presa del potere nella Striscia, nel 2007.

 

Dopodiché sono stati Haniyeh e Sinwar, dal 2011, quando venne liberato nel mega scambio di prigionieri in cambio del caporale Gilad Shalit, a prendere in mano le redini. Haniyeh agiva in superficie, Sinwar nel sottosuolo. Il primo portava i soldi qatarini. A Gaza City sorgevano, accanto ai miserabili quartieri-campi profughi, schiere di palazzine residenziali, torri per gli uffici, mega mall in stile del Golfo, ville con vista mare.

 

al thani

Sotto, centinaia di chilometri di tunnel, zeppi di armi sempre più sofisticate, mimetiche da esercito regolare, visori notturni, centri di controllo digitalizzati. Tutto questo, assieme ai due artefici, non esiste più. Se Gaza rinascerà come «la piccola Beirut della Palestina» sarà ancora con i petrodollari del Golfo ma non sotto la gestione di Hamas.

 

In queste ore, mentre il direttivo a cinque deve decidere sul piano di pace, ben nascosto a Doha, con la protezione aggiuntiva di una specie di Articolo 5 per il Qatar che Trump ha assicurato all'emiro Al-Thani, con lo scopo di prevenire nuovi raid israeliani, sul tavolo c'è un bivio ben preciso.

 

La prima biforcazione è accettare l'offerta che non si può rifiutare, ritirarsi in maniera definitiva nell'esilio dorato qatarino e lasciare la gestione della sicurezza nella Striscia a una forza araba. Vale a dire soldati emiratini, forse sauditi o egiziani. Militari che parlano arabo come la popolazione locale, solo con un accento diverso, musulmani sunniti come loro.

 

il capo di hamas Ismail Haniyeh - emiro del qatar Hamad bin Khalifa al Thani

Un'occupazione soft, certo più accettabile rispetto all'annientamento di edifici e persone a opera delle forze israeliane. Una resa onorevole, almeno in apparenza.

 

Il prezzo da pagare è, infatti, anche politico, e ideologico. E qui c'è la seconda biforcazione. Va fatto un passo indietro. Doha come rifugio di Hamas, ma anche di tutti i movimenti che si rifanno alla Fratellanza musulmana, nasce con il padre dell'attuale emiro, Hamad bin Khalifa Al-Thani. È lui a portare a Doha il leader della Fratellanza, l'egiziano Youssef Al-Qaradawi, e a offrirgli un gigantesco megafono, la tv Al-Jazeera.

 

Khaled Meshaal

Il soft power qatarino si impadronisce delle primavere arabe, fino alla conquista del Cairo con il presidente Mohammed Morsi nel 2012. Ma la restaurazione saudita ed emiratina ha subito il sopravvento, in Egitto si installa Al-Sisi, e l'emiro è costretto ad abdicare in favore del figlio nel 2013.

 

Consegnare la Striscia a egiziani ed emiratini sarebbe il chiodo finale sulla corrente più radicale della Fratellanza, l'ideologia che ha fatto nascere Hamas, e i Taleban. L'emiro attuale, Tamim Al-Thani, ha assunto una linea molto più pragmatica, volta alla convivenza con i rivali del Golfo e soprattutto alla benevolenza degli americani.

 

tamim bin hamad al thani mohammed bin salman tahnoon bin zayed

Con questo approccio, e soprattutto l'idea che l'islam politico si debba coniugare agli interessi e alle specificità di ogni Paese, senza deliri di califfato universale, ha ottenuto il grande successo diplomatico della fine della guerra in Afghanistan, proteggendo e accudendo la nuova leadership talebana come adesso fa con quella di Hamas.

 

Dalla covata palestinese è emerso Al-Hayya, che nel direttivo a cinque rappresenta la Striscia. Sarebbe lui il più propenso ad accettare l'intesa. Con alcune condizioni, su tutte, una maggiore chiarezza sulle "garanzie internazionali", cioè sulle truppe che andranno a sostituire l'Idf, se mai si ritirerà. […]

 

nuove leve di hamas crescono

A Doha è oramai quasi di casa Hakan Fidan, il ministro degli Esteri turco, ex capo dei Servizi, eminenza grigia del presidente Recep Tayyip Erdogan. È presumibile che sia lui a premere sull'altro big del gruppo, Meshaal, che con la Turchia […] ha avuto alterne vicende. Ora si è riavvicinato ad Ankara. È più restio a dire sì, timoroso che l'Egitto di Al-Sisi faccia piazza pulita della Fratellanza musulmana anche nella Striscia, dopo averlo fatto in patria. Ma il più rigido sarebbe il cisgiordano Jabarin, reduce dalle prigioni israeliane, rilasciato nel 2011 con Sinwar, e sostenitore della resistenza a tutti i costi assieme al capo nella Striscia, Al-Haddad.

https://www.dagospia.com/politica/ti-creato-ti-distruggo-qatar-al-thani-e-padrino-politico-ed-economico-449162 

 

NETANYAHU È RIUSCITO IN TUTTO, TRANNE IL SUO OBIETTIVO PRINCIPALE: LA DISTRUZIONE DI HAMAS

 

NETANYAHU È RIUSCITO IN TUTTO, TRANNE IL SUO OBIETTIVO PRINCIPALE: LA DISTRUZIONE DI HAMAS – “BIBI” HA DECAPITATO HEZBOLLAH, ACCELERATO LA CADUTA DI BASHAR AL-ASSAD, CANCELLATO L'AUTOSTRADA BAGHDAD-BEIRUT E INDEBOLITO GLI AYATOLLAH, MA LA QUESTIONE PALESTINESE È PIÙ CHE MAI IRRISOLTA: NON HA PACIFICATO LA CISGIORDANIA, NON PUÒ RIOCCUPARE TUTTA LA STRISCIA E CACCIARE I SUOI ABITANTI, PERCHÉ NESSUNA NAZIONE ARABA È DISPOSTA AD ACCOGLIERLI – GAZA È RASA AL SUOLO, OLTRE 47MILA PALESTINESI SONO MORTI E CHI È SOPRAVVISSUTO NON DIMENTICHERÀ FACILMENTE L’ORRORE…

bejamin netanyahu israele gaza hamas  

Estratto dell’articolo di Giordano Stabile per “la Stampa”

 

BENJAMIN NETANYAHU A GAZA

Si ferma la guerra più lunga di sempre per Israele e il nuovo Medio Oriente prende forma ancor prima che Donald Trump s'insedi alla Casa Bianca. Con, ben incisa, la cofirma di Benjamin Netanyahu. Un sogno nato trent'anni fa sulle sponde dell'Atlantico e del Mediterraneo, dalle teorie dei neocon statunitensi e dell'ala destra del Likud. Che la guerra infinita al terrorismo, le primavere arabe, le prime spallate di The Donald, l'uccisione, per esempio, del generale dei Pasdaran Qassem Suleimani nel 2000, non erano riuscite a realizzare.

 

strage di civili a beit lahia a gaza 8

E invece c'è riuscita Hamas, senza volerlo, con il 7 ottobre. Un innesco dalle conseguenze persino più importanti dell'11 settembre. Allora si trattava di annientare l'islam militante sunnita. Ora di distruggere l'asse sciita guidato dall'Iran. "King Bibi" ha centrato l'obiettivo. Ha decapitato Hezbollah, il terminale libanese. Accelerato la caduta di Bashar al-Assad in Siria, cancellato l'autostrada Baghdad-Beirut che alimentava la resistenza anti-israeliana. Indebolito come mai prima la proiezione regionale del regime degli ayatollah.

 

PROTESTE CONTRO NETANYAHU PER IL LICENZIAMENTO DI GALLANT

Una grande vittoria. Manca il suggello. E cioè la distruzione definitiva di Hamas. Per questo ha esitato tanto a dire sì alla tregua e al ritorno a casa degli ostaggi, quelli ancora vivi. Hamas è stato sventrato, ma continua a respirare, a dettare condizioni, a tendere agguati, come quello costato la vita a cinque soldati soltanto lunedì. Gaza non c'è più, in superficie. I militanti palestinesi esistono ancora, tra le macerie e nel sottosuolo dei tunnel.

E allora, 466 giorni di guerra non sono bastati. È stato il conflitto più lungo condotto da Israele. Più del primo, nel 1948-1949, durato nove mesi. E il primo dal 1973 condotto su più fronti, quattro terrestri: Gaza, Cisgiordania, Libano, Siria. Nel 1949 si contavano alla fine 6500 morti, 4 mila soldati. Nel '73, 2500, quasi tutti militari. Questa volta 1900, mille soldati, 900 civili, a partire dagli 815 trucidati dai miliziani nel solo giorno del 7 ottobre, assieme a quasi 400 soldati. Una guerra lunga, sanguinosa, con anche 8500 feriti gravi e mutilati.

strage di civili a beit lahia a gaza 7

Con un prezzo così, a chiedere la cancellazione definitiva di Hamas erano persino alcuni parenti degli ostaggi, a costo di non rivedere più i loro cari.

Netanyahu, con dietro la maggioranza degli israeliani, non ci rinuncerà. Non ritiene sufficiente il prezzo pagato finora dai palestinesi. I morti.

Da un minimo di 47 mila a oltre 70 mila, secondo uno studio pubblicato dalla rivista britannica The Lancet.

 

BENJAMIN NETANYAHU CON I CARTELLI ALL ONU

La campagna di Gaza è stata ad altissima intensità. Israele ha sganciato quasi 100 mila tonnellate di bombe, su una superficie della Striscia di appena 365 chilometri quadrati.

Sul Reich nazista, oltre mezzo milione di chilometri quadrati, ne vennero sganciate 1,5 milioni di tonnellate in cinque anni. Una simile, terrificante intensità ha lasciato un deserto. Secondo le stime dell'Onu, il 65 per cento degli edifici sono stati distrutti o gravemente danneggiati, così come il 68 per cento delle strade. Il 70 per cento degli impianti di desalinizzazione e potabilizzazione dell'acqua non funziona più. E con loro la maggior parte delle scuole, moschee, panetterie. Gaza diventa inabitabile ma chi ci abita non sa dove scappare, non può andar via.

[…]

strage di civili a beit lahia a gaza 5

 

Tutto questo pone limiti enormi alla vittoria di Netanyahu […] Sul fronte ristretto, vale a dire i palestinesi, il premier israeliano non ha ancora annichilito Hamas, non ha pacificato la Cisgiordania, non può rioccupare tutta la Striscia e cacciare i suoi abitanti, perché nessuna nazione araba è disposta ad accoglierli, men che mai l'Egitto. La questione palestinese rimane lì, irrisolta.

 

benjamin netanyahu con la mappa della striscia di gaza 1

Sul fronte ampio, il Medio Oriente, rimangono molte incognite. L'asse sciita è frantumato. L'Iran ha assunto una postura prudente, dimessa, lo si è visto con l'elezione in Libano di un presidente, Joseph Aoun, e di un premier, Nawaf Salam, più vicini a Washington e a Parigi che a Teheran, con l'astensione di Hezbollah. Ma, ed è questo l'aspetto non ancora emerso, si è formato un nuovo asse sunnita che potrebbe diventare altrettanto minaccioso. E cioè la Turchia, la Siria turchizzata, con Damasco governata da un movimento guerrigliero che ha la stessa identica radice ideologica di Hamas, e pure lo stesso percorso, da miliziani panislamisti a combattenti nazionalisti.

 

strage di civili a beit lahia a gaza 4

[…] infine c'è l'incognita rappresentata dall'amico Trump.

Vuole domare l'Iran, ok. Ma ha già trattato la resa americana in Afghanistan con i Taleban, nessuno sa come negozierà con i mullah iraniani. Stava per ritirare tutte le truppe statunitensi dal Nord-Est della Siria, lasciando i curdi in pasto alle milizie filo-turche.

C'era riuscito a metà, l'hanno fermato in extremis, al Pentagono. Potrebbe decidere di completare l'opera. E i curdi non sono solo un popolo in cerca di una patria, rappresentano anche la profondità strategica di Israele. Perderli sarebbe un duro colpo. Tutto è ancora in divenire.


https://www.dagospia.com/cronache/netanyahu-e-riuscito-in-tutto-tranne-suo-obiettivo-principale-distruzione-421287