martedì 30 aprile 2024

Rudi Voller

 


Su De Rossi: 

"Sono contento per la Roma, per Daniele. Ci siamo scambiati alcuni messaggi, complimenti vari. Siamo amici non so da quanti anni. E’ un bravissimo ragazzo e sta diventando anche un grande allenatore. Sono felice se arriva in Champions League, lo merita”. 


Sul gioco della Roma:

“L'ho già vista un paio di volte: mi è piaciuta, gioca in un modo diverso da quello di Josè Mourinho. I giocatori sono molto disciplinati in campo, hanno un sistema e una tattica chiara: sarà difficile anche per il Leverkusen, che probabilmente avrà più possesso palla, però sono sicuro che si dimostrerà una sfida ad alto livello, proprio da semifinale europea, bella per la gente. Spero che sia una bella partita anche al ritorno, qui in Germania. Andrà in finale chi avrà giocato meglio e avrà così meritato il passaggio del turno”.


“Sarò all’Olimpico con la famiglia, mia moglie Sabrina, romana, due dei miei figli, Greta e Kevin. Io, loro, Roma, la Roma e il Leverkusen. Bello. Una partita con tanto amore. Ma non chiedetemi pronostici, è sempre difficile, sono anche mezzo romano”


Sul Leverkusen:

 “Innanzitutto sta vivendo un momento eccezionale, ha vinto il campionato tedesco per la prima volta, si può immaginare. In ogni posto della Germania in cui vado si complimentano per il gioco, tutti riconoscono che non è stata una questione di fortuna, casuale o altro. E poi ci sono altri protagonisti, rispetto alla semifinale in cui passò la Roma”.


Rudi Voller

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Fear my true colors, for they paint a masterpiece of defiance upon the canvas of this world.

 


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Oscura Valpurga Fenix

 


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Ciaone Stronzetti Provera 329

 


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Ma lo guardavi te!

 


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Io starei qui tutto il giorno 😍

 


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Nicola Urru

 


GiuliaTramontano e il suo bimbo Thiago, ricordati in una grande scultura di sabbia sulla spiaggia di Platamona in Sardegna, realizzata dall'artista Nicola Urru.

Soumalia Diawara 

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Piccoli Hitler crescono

 


"Buon per lui che non ha un bambino portatore di handicap".


No, non è una brutta battuta di un film degli anni trenta.


Sono le parole di Ignazio La Russa, Presidente del Senato, seconda carica dello Stato, nonché uno degli esponenti più importanti della destra italiana.


Per loro le persone con disabilità sono un peso, handicappati (santo cielo!) da compatire e da accollarsi.


Cara Meloni, caro Salvini, di voi non ci interessa nulla, ma smettetela di offendere milioni di famiglie italiane.


Marco Furfaro.

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“Non sa e non capisce nulla di noi disabili.

 


Martina Caironi, vincitrice di due medaglie d'oro ai Giochi paralimpici, risponde al generale Vannacci: 


“Non sa e non capisce nulla di noi disabili.


Chi ha un’esigenza particolare non deve essere ghettizzato in una classe speciale. Cosa mancherebbe a quel punto? Gli cuciamo sulla maglietta un pallino rosso per dire che sono diversi?


Vannacci ha detto che non metterebbe a correre un ragazzo disabile con uno che fa il record dei cento metri. Invito questo signore a guardare le Paralimpiadi. 


Vedrà che ci sono persone con disabilità, non solo fisica, ma anche intellettiva-relazionale che fanno proprio i record sui cento metri, migliorano grazie a un lavoro costante, secondo le loro possibilità e oltre. 


Chi ha una disabilità ogni giorno affronta sfide di vario tipo: il giudizio della società, il rapporto con il corpo e la mente. È inaccettabile denigrarli con affermazioni così superficiali. La cosa assurda è che non è uno che parla al bar, ma un candidato all’Europarlamento”.

Soumalia Diawara 

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Carne e ossa appassiscono, ma cromo e circuiti resistono.

 


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𝐋'𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐠𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐮𝐝: 𝐕𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐌𝐚𝐜𝐫𝐢𝐧𝐢

 


#IdentitàPartenopea 

𝐋'𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐠𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐮𝐝: 

𝐕𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐌𝐚𝐜𝐫𝐢𝐧𝐢

Ex soldato borbonico operante sulla Sila. Fu uno dei più scaltri briganti partigiani, sicuramente un precursore della guerriglia moderna. Infatti adotto strategie militari alle proprie necessità ed al proprio territorio, 𝐟𝐚𝐜𝐞𝐧𝐝𝐨 

𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚l𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐳𝐳𝐢𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐟𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐩𝐢𝐞𝐦𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢 che, per anni, gli diedero la caccia. Riusci ad operare la sua micidiale azione uccidendo centinaia di militi piemontesi fino all'autunno del 1872 quando fu catturato, insieme ad alcuni componenti della sua squadra, e fucilato senza processo. Con la sua morte finisce la resistenza armata delle popolazioni meridionali: solo dopo questa cattura si poté dire che il Sud era completamente conquistato.

Identità Partenopea

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Siamo sicuri Marciano fosse solo un monumento di forza e resistenza, senza un minimo di tecnica?

 



Rocky Marciano costruì una carriera da imbattuto, soprattutto in virtù di doti di incassaggio, potenza, non tipiche del pugile medio, avendo in dono pure una sopportazione del dolore senza eguali, con quel destro micidiale" il "Suzie Q con cui inesorabilmente portava a termine i suoi incontri vittoriosi.

Spesso giornalisticamente si attribuisce a pugili non dotati della danza di Muhammad Ali, della fantasia di Leonard, della scherma da fioretto del nostro Benvenuti la mancanza di tecnica. 

Pure un grande telecronista come Tommasi fu di questa idea. Ho sentito anche dire che gente come Duran o Tyson non aveva tecnica, un affermazione a mio parere alquanto sacrilega.

Ebbene pure il pugile più basso 1.78 e meno dotato di allungo della storia dei pesi massimi, (170 cm) come Rocky Marciano, il quale cominciò a boxare tardi, pur avendo uno stile all'apparenza grezzo dai movimenti sgraziati, aveva le sue finezze tecniche. Piccolo e leggero di stazza, Marciano sapeva entrare e avanzare attraverso abili movimenti di tronco nella guardia di avversari più alti e pesanti di lui, da posizione inclinata riusciva pure a colpire, si abbassava col tronco di quel tanto da schivare parecchi colpi, da piccolo massimo diventava ancora più  minuscolo come bersaglio. Non dimentichiamo pure il ritmo e la precisione con cui portava le sue serie, non belle come quelle di Louis o Alì, ma altrettanto efficaci. Battè pure monumenti di tecnica come Jersey Joe Walcott, aggiungendo una durissima vittoria ai punti su un altrettanto eccelso tecnico come Ezzard Charles.

Il tutto per dire che Rocky o meglio Rocco Francesco Marchegiano (suo vero nome), non era uno stilista, ma neppure quello sprovveduto tecnicamente che talvolta appassionati e giornalisti vogliono far sembrare, pure tecnicamente lo ritengo più bravo di un Foreman.

Il tutto naturalmente paragonato alla stazza dei massimi di allora, dove raramente si arrivava ai 100 kg di coloro che fecero grandi tale categoria partendo da Liston, passando per Ali, Frazier, Foreman, Holmes,  Tyson Holyfield e Lewis fino all'odierno Usyk.

Parere personale, opinabile

Mattia Gibin.

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Alvaro Pereira

 


"Il Porto è il club in cui sono stato più felice, sono stati tre anni molto belli. Lasciare la squadra è stata la decisione peggiore della mia carriera. Se fosse oggi, non me ne andrei. È stato un grosso errore che ho fatto".


Alvaro Pereira, sulla decisione di lasciare il Porto e passare all'Inter, nel 2012.

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Che sirena!

 


Laura Giovannelli Protani

Ok Morona seguiro' il tuo consiglio 😎😏😏

 


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Bruno Pontecorvo

 


Bruno Pontecorvo, il “Cucciolo” di Via Panisperna, ha contribuito in modo estremamente importante allo sviluppo della fisica dei neutrini e delle interazioni deboli. Le sue intuizioni sulle oscillazioni dei neutrini hanno aperto le porte alle scoperte della fisica al di là del Modello Standard. A partire dal 1950 lavorò a Dubna,in Unione Sovietica, dove all’epoca si trovava il più grande acceleratore di particelle del mondo. Qui maturarono le sue rivoluzionarie idee, tra cui quella del mescolamento e delle oscillazioni dei neutrini. Quest’ultima fu teorizzata nel 1957 poco dopo la proposta della teoria dei neutrini a due componenti da parte di Lev Landau, Tsung-Dao Lee, Chen Ning Yang e Abdus Salam, e la sua conferma sperimentale attraverso l’esperimento di Goldhaber. 


Pontecorvo fu particolarmente interessato alle oscillazioni particelle neutre studiate da Murray Gell-Mann e Abraham Pais nel 1954. Questa ipotesi suggeriva che certe particelle, in particolare i mesoni K (oggi noti come kaoni) potessero trasformarsi nella loro antiparticella e viceversa. Nel suo lavoro “Mesonium and antimesonium” propose la seguente questione: 

“..se esistono altre particelle neutre ‘miste’ (non necessariamente elementari) che non sono identiche alle rispettive antiparticelle e per le quali le transizioni  particella-antiparticella non sono rigorosamente proibite.”

Identificò un tale sistema con il muonio, un atomo esotico composto da un antimuone e un elettrone, e l’antimuonio:


“L’unico sistema formato dagli attuali costituenti conosciuti che potrebbe essere una particella mista sarebbe il mesonio, definito come il sistema legato (μ+-e-), e l’antimesonio, cioè il sistema (μ+-e+). Inoltre, l’inversione mesonio-antimesonio non solo non è vietata da nessuna delle leggi conosciute, ma anzi dovrebbe effettivamente verificarsi in virtù delle interazioni già stabilite."


Bisogna chiarire una questione di notazione: quello a cui Pontecorvo fa riferimento col termine mesone è, in realtà, il muone. Questa confusione nasce con una scoperta nel 1936 da parte di Anderson della particella mediatrice delle interazioni nucleari forti che venne identificata inizialmente come il mesone. Solo la serie di esperimenti di Conversi-Pancini-Piccioni degli anni ’40, sotto una Roma bombardata, permisero di fare luce sulla vera natura della particella. Si trattava infatti del muone!

Concluse poi:


“Se la teoria del neutrino a due componenti dovesse rivelarsi errata (cosa che al momento sembra piuttosto improbabile) e se la legge di conservazione della carica del neutrino non si applicasse, allora in linea di principio le transizioni neutrino-antineutrino potrebbero avvenire nel vuoto. Anche in questo caso, così come nel caso in cui si assuma che per ogni mondo esista un anti-mondo, il numero di neutrini e di antineutrini nell'universo dovrebbe essere lo stesso.”


Nel 1956 Frederick Reines e Clyde Cowan svolsero un importante esperimento per dimostrare l’esistenza dei neutrini. Scrissero poi a Wolfgang Pauli, colui che ne aveva teorizzato l’esistenza denominandoli “lo stupido figlio della mia crisi esistenziale”, che recitava:

“Siamo lieti di informarti che abbiamo individuato con certezza i neutrini osservando il decadimento beta inverso dei protoni. La sezione d’urto osservata concorda bene con quella prevista.”

Pauli il giorno dopo rispose:

“Grazie per il messaggio. Tutto arriva a chi sa aspettare.”


Anche qui una nota a margine: in realtà scoprirono l’antineutrino attraverso un processo di decadimento beta dove l’antineutrino interagisce con un protone per dare un neutrone e un positrone.


Allo stesso tempo, Raymond Davis condusse un esperimento con l'obiettivo di rilevare la produzione di argon-37 attraverso l'interazione degli antineutrini provenienti dai reattori nucleari con il cloro-37. Questi eventi potrebbero essere dovuti alle transizioni degli antineutrini in neutrini destrorsi durante il tragitto dal reattore al rivelatore. 

Questi due esperimenti suggerirono a Pontecorvo l’idea delle oscillazioni dei neutrini, che pubblicò in uno dei primissimi lavori intitolato “Processi beta inversi e non conservazione della carica leptonica”. Qui scrive:


“È stato osservato che il neutrino potrebbe essere una particella ‘mista’ e di conseguenza potrebbe esistere la possibilità di vere e proprie transizioni neutrino-antineutrino nel vuoto, a patto che la carica leptonica non si conservi. Nella presente nota si studia in modo approfondito questa possibilità, il cui interesse è stato rinnovato da recenti esperimenti sui processi beta inversi.”


E fa due assunzioni: il neutrino e l’antineutrino sono due particelle distinte e che la legge di conservazione della carica del neutrino non è valida per alcuni processi. Scrive poi:


“Dalle ipotesi precedenti si deduce che nel vuoto un neutrino può trasformarsi in un antineutrino e viceversa. Ciò significa che il neutrino e l’antineutrino sono particelle ‘miste’, cioè una combinazione simmetria e antisimmetrica di due particelle di Majorana di diversa parità.”


Si era aperto un nuovo e vasto campo di ricerca in cui lo stesso Pontecorvo vestirà i panni di protagonista.

Storie Scientifiche 

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Salisburgo

 


Da quando il Salisburgo è rinato sotto il marchio Red Bull nel 2005, l’Österreichische Fußball-Bundesliga non è stata più la stessa: un campionato dominato dai biancorossi in termini di calciatori, vittorie e possibilità economiche che li ha visti campioni d'Austria per 14 volte in 17 anni.


Sarà che Austria e Germania hanno un filo rosso che li unisce, ma quest'anno si avvertiva la necessità di cambiare: in terra teutonica ci ha pensato il Leverkusen, ma in Austria?


Lo Sturm Graz di Christian Ilzer sta compiendo una missione apparentemente impossibile: sfatare il tabù RB Salisburgo. Prima li sbatte fuori dalla Coppa d'Austria in semifinale, poi vanno vicinissimi ad una vittoria storica.


La doppietta di Alexander Prass - esterno sinistro classe 2002 al 7° goal in campionato - tenta di far scappare lo Sturm a +6 a tre partite dal termine.

Il Salisburgo non molla e rimonta due goal, ma alla Red Bull Arena tutti hanno visto quale sia la squadra più forte (e che merita di più).


Più che lasciar cucinare i bianconeri, forse dovremmo lasciarli scrivere la storia. 🇦🇹

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Michele Paolucci 😱

 


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Campo di papaveri viola 💜

 


(Non è IA)

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AldaMerini ✨️🌹

 

Il sole dei vecchi è un sole stanco,

trema come una stella

e non si fa vedere,

ma solca le acque d'argento

dei notturni favori

E tu che hai le mani piene

d'amore per i vecchi

sappi che sono fanciulli

attenti al loro pudore.

AldaMerini ✨️🌹

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Buongiorno 😘

 


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Sarà una punizione per aver buttato fuori il Milan?

 


Atalanta - Roma si giocherà il 12 maggio, la Lega ha puntualmente respinto la richiesta della Roma di posticipare la gara visti i tanti impegni europei, quelli che le squadre "preferite" non hanno più da qualche settimana. Chissà se ci fosse stato il Milan al posto nostro, ma vabbè... è uscito prima. 


Una risposta scontata, ovvia, prevedibile quella della Lega, ma la cosa più importante è aver visto da parte della Roma la volontà di tutelare la squadra e i propri tifosi. La voglia di difendere un sogno. I pugni battuti violentemente sul tavolo di una Lega marcia e malata sono un motivo di vanto e orgoglio. 


Uniti con la Roma. Insieme contro il mondo. 


Avanti Romanisti🚩

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Tor Bella Monaca, anni Ottanta.

 



Fotografia di Toni Garbasso

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Oh wow! 😍

 


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Giovanni dalle Bande Nere...

 




Si fa conoscere che è ancora un ragazzino, quando sul ponte di Sant’Angelo a Roma viene sbeffeggiato da una banda di tagliagole. Il capo lo insulta tirandogli una pietra. Lui si gira, torna sui suoi passi, si fa prestare una spada da un amico che è con lui, ed invita l’altro a farsi sotto, e lo uccide. Quell’uomo si chiama Brancaccio, ed è un temibile capitano di ventura che si è distinto in diverse imprese militari al soldo di Camillo Orsini.

Per lui è un’apoteosi. Soldati italiani che fanno a gara per entrare nella sua compagnia di ventura che diventa un’élite, perché Giovanni de’ Medici ha un carisma che nessun altro condottiero possiede. Con lui i maestri d’arme hanno poco da fare, perché cura personalmente l’addestramento dei suoi uomini con la spada e con la lancia. Lascia agli addestratori solo “l’imparamento dell’archibugio”. Condanna a morte i traditori, ma mangia e dorme con i suoi soldati che conosce uno per uno, e che l’adorano.

Quando è in campo aperto si posiziona in sella al suo cavallo davanti alla sua armata, cosa che non faceva nessun altro ufficiale, perché lui dice:

Se sono dietro, come fanno i miei uomini a seguirmi?

Sotto le insegne Papali, con la sua compagnia d’arme, che raggiungerà nella massima portata non più di 4.000 fanti e 300 cavalieri, combatte dovunque, e vince sempre. Nel 1521 con le insegne di papa Leone X è con l’imperatore Carlo V contro Francesco I di Francia per restituire Milano agli Sforza. A Vaprio d’Adda mette in fuga i francesi che se la danno a gambe levate. Poi espugna Milano, Pavia, Parma e Piacenza.

Sconfigge a San Secondo il Vescovo di Treviso che reclamava per sé le proprietà di territori appartenenti invece alla sorellastra Bianca Riario, figlia di Caterina Sforza e Girolamo Riario, uno dei partecipanti alla famosa congiura dei Pazzi contro Lorenzo il Magnifico. Ma quando Leone X muore, in segno di lutto cambia il suo stendardo a righe bianche e viola, facendolo diventare nero.

Da quel momento verrà chiamato Giovanni dalle Bande Nere, il Gran Diavolo

eADV

Ma il suo coraggio e la sua sete di avventura non si placano. Si scontra a Bergamo contro l’esercito militarmente più avanzato dell’epoca, la fanteria svizzera, alleata dei francesi, e semplicemente annienta gli uni e gli altri.

EROI ITALIANI

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ETTORE

 



Prima di dirigersi verso il fatale scontro con ACHILLE, Ettore trova il coraggio di fermarsi per un momento con la sua amata moglie, ANDROMACA, e il loro giovane figlio, ASTIANATTE. 

Il cuore di Ettore è gravido di presagi e preoccupazioni, ma il suo sguardo è pieno di determinazione e amore quando si avvicina alla sua famiglia.

Andromaca, con gli occhi colmi di lacrime, lo supplica di non affrontare Achille, proponendogli di rimanere al sicuro dentro le mura della città. 

Ma Ettore, con voce ferma e gentile, le spiega che il suo destino è già scritto e che il suo dovere è quello di difendere Troia e il suo popolo fino all'ultimo respiro. 

La sua mente è pronta per la battaglia, ma il suo cuore si spezza all'idea di lasciare Andromaca e il loro figlio.

Con una carezza delicata, Ettore asciuga le lacrime di Andromaca, rassicurandola con un sorriso triste e sincero. 

Le parole sono poche, ma piene di passione e affetto: la sua devozione a lei è senza limiti e il suo desiderio più grande è che lei rimanga al sicuro e trovi la forza di affrontare il futuro, indipendentemente da ciò che potrebbe accadere.

Si volta poi verso Astianatte, prendendolo tra le braccia con tenerezza. 

Ettore abbraccia il figlio con forza, baciandolo sulla fronte mentre si domanda se rivedrà mai crescere il suo bambino. 

Gli occhi di Astianatte sono pieni di fiducia, ignari della gravità della situazione, ma Ettore spera che questa stessa fiducia lo accompagni per tutta la vita.

Con un ultimo, intenso sguardo ad Andromaca e Astianatte, Ettore si allontana per affrontare il suo destino, portando con sé l'immagine della sua famiglia nel cuore. 


Giuseppe Di Crosta

Mitologia greca 

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Buongiorno Morona😎😏😏

 


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Seneca

 


Quello che non poté guarire la ragione, l'ha spesso guarito il tempo.


(Seneca)

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Il porto di Palermo

 


Lo sapevate che?

Nel corso del 13° secolo, il porto di Palermo era un vero e proprio gigante economico e culturale. Non solo fatturava più di tutta l'Inghilterra messa insieme, ma era anche il crocevia più importante al mondo per le merci e le comunicazioni. Questo porto siciliano era il cuore pulsante del Mediterraneo, un luogo dove si intrecciavano le rotte commerciali e si incontravano culture diverse.

La sua importanza storica è indiscutibile: Palermo era una città cosmopolita, un punto di incontro per mercanti e viaggiatori provenienti da ogni angolo del mondo conosciuto. Il suo porto, grazie alla posizione strategica e ai buoni fondali, era un attracco sicuro per le navi e un punto di partenza per le avventure marittime.

La ricchezza e la prosperità di Palermo in quel periodo sono testimoniati dalla sua architettura, dalle sue infrastrutture e dalla sua vivace vita culturale. Era un luogo dove l'arte e il commercio fiorivano fianco a fianco, e il suo porto era il simbolo di questa grandezza.

Un porto che ha fatto la storia, un'eredità che ancora oggi possiamo ammirare e che continua a influenzare la città di Palermo e il suo ruolo nel Mediterraneo.

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Batista nell' Avellino

 


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Buongiorno...

 


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This realm beyond the veil is not a wasteland, but my dominion.

 


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Il mio posto felice. 🙂

 


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Consider this a game of chance… 💀😱

 


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29 Aprile 1945 , piazzale Loreto

 


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lunedì 29 aprile 2024

Laura Antonelli, 1989 Buonanotte!

 


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Positano

 


La magia indescrivibile della notte a #POSITANO 🖤

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I am a force beyond your comprehension!



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Tyrone Power & Lana Turner, 1947 Buon Appetito!

 


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L'assassinio di Alcibiade

 


Secondo Plutarco, l'assassinio del militare e politico ateniese Alcibiade si consumò mentre l’uomo - che viveva con l’amata Timandra - si stava preparando per raggiungere la corte persiana. La sua casa fu circondata e incendiata ed egli, non vedendo alcuna possibilità di fuga, affrontò i suoi assassini, trovando però la morte. L’epilogo della vicenda viene raffigurato da Michele De Napoli, nato a Terlizzi il 25 aprile 1808, in questo olio su tela del 1839, conservato a Napoli, nel Museo Nazionale di Capodimonte. Dal 1837 il pittore era stato ammesso all'Esposizione biennale con il dipinto Alessandro e il suo medico Filippo - che gli valse la grande medaglia d'argento. Due anni dopo espose “La morte di Alcibiade” - premiato con la piccola medaglia d'oro - e acquistato dalla casa reale. Il quadro gli meritò la protezione dei marchesi Forcella, che ottennero di farlo studiare a Roma, a palazzo Farnese.

ROMA PULCHRA DEA

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La zucca vuota di Vannacci avrebbe sicuramente ispirato l'astrofisico per nuove teorie scientifiche!

 


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Per Stronzetti Provera con affetto da parte del Grognardo

 


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Gravina da qualche scudetto anche alla Roma ogni tanto...

 




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La storia quella vera

 


E ha ragione Barbero quando dice "venite a dirmelo in faccia" che avreste preferito che la Germania delle camere a gas vincesse la guerra. 


E io aggiungo: io vorrei proprio vedere come reagireste se domani, mentre siete sul divano ad alternare una boiata su Facebook a una partita di pallone, arrivasse della gente in divisa a dirvi che dovete cambiarvi e andare in piazza a fare ginnastica, a saltare nel fuoco, a fare adunate. Se vi chiedessero la fede nuziale in regalo. Se vi ritrovaste sbattuti fuori dal lavoro perché senza tessera di un partito. Se il federale vostro vicino di quartiere allungasse le mani su vostra  figlia e voi vi ritrovaste inermi perché la magistratura copre i gerarchi. Se vi portassero via un cugino, uno zio, un fratello perché di fede od orientamento diverso, e ve lo vedeste sbattere su un treno per chissà dove. 


Vi vorrei vedere.

Ma son convinto che il giorno dopo pure la sciarpa rossa vi mettereste.

Leonardo Cecchi 

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Enrico Mattei

 


Fece arruolare migliaia di uomini tra le fila dei partigiani. Costruì prima e mise a disposizione poi una rete di contatti fondamentale. Combatté in prima linea. E diede un contributo enorme alla Liberazione d’Italia.


Enrico Mattei, che nasceva in questo giorno, fu uomo straordinario. Venuto dal niente, si guadagnò tutto ciò che aveva. Lo dimostrò quando finita la guerra si prese un carrozzone inefficiente, l’AGIP. Ma anziché liquidarlo e dismetterlo come gli era stato chiesto, lo trasformò in un’azienda fiorente. Un’azienda che oggi si chiama ENI e che fa 43 miliardi e rotti di fatturato.


Mattei aveva un obiettivo: mettere l’Italia alla pari delle altre nazioni. Per farlo serviva energia, serviva combustibile. Lui li trovò dove nessuno credeva possibile. Mise in piedi una diplomazia parallela con i paesi in via di sviluppo. Li trattò alla pari, a differenza di altri paesi che si credevano superiori e andavano solo a sfruttare. E per questo era amato.


Lo ammazzarono in autunno. Dava fastidio a tanti. Dava fastidio alle 7 sorelle, le 7 compagnie petrolifere che vedevano l’AGIP e l’Italia come un pericolo.


Ad oggi non ci sono ancora colpevoli per la sua morte, e questa è la cosa peggiore.


A un grande uomo, a un grande italiano che ha amato davvero l’Italia, il ricordo di tutti

Leonardo Cecchi 

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Vorrei essere a Bora Bora 🩵

 


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Buongiorno 😘

 




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Daniele De Rossi

 


"Abbiamo pareggiato e non è da buttare a Napoli, ma non è la partita che volevamo. Loro sono una squadra tanto forte, li becchiamo in un momento in cui possiamo avere meno lucidità ma dobbiamo essere più puliti col pallone. Ci sta che siano pericolosi loro, noi abbiamo perso palla troppo spesso. Il Napoli ha fatto una buona partita, noi dobbiamo fare meglio e ritrovare le forze perché giovedì abbiamo un'altra partita importante".


Stanchezza fisica e nervosa?:

"Non lo so. È una rosa costruita non con tanti palleggiatori a centrocampo, se Paredes manca si vede ma non possiamo giocare solo quando c'è lui. Bisogna fare molto meglio di così con la palla, la stanchezza a fine campionato ce l'hanno tutti, abbiamo fatto tante partite ma ne mancano tante ancora difficili. Se pensiamo di essere stanchi faremo brutte figure fino alla fine della stagione".


Sull'assist di Ndicka:

"Oltre a quello ha marcato tutta la partita, marcando un giocatore da 150 milioni come in Coppa d'Africa. Sono contento abbia segnato Tammy dopo un periodo lungo, abbiamo recuperato due giocatori rientrati da infortuni di sofferenza. Abbiamo bisogno di tutti".


Su Smalling e Lukaku:

"Pensiamo possano recuperare per giovedì, capiremo dai prossimi allenamenti se i problemi saranno alle spalle".


Sulle scelte fatte: 

"Alla fine il pallone l'abbiamo tenuto come loro, non è quello ma cosa ci facciamo col pallone e dove andiamo. Mancini ha fatto una partita in linea con gli altri, che non hanno fatto una partita eccezionale. Non è stata la nostra miglior versione, ma non c'è uno che ha influito sulla nostra prestazione. Non è facile poi giocare sempre e lui gioca sempre anche quando non è in perfette condizioni".


Su Renato Sanches:

 "È entrato perché ha palleggio e qualità. Sul rigore aveva recuperato una bella palla ma è stato sfortunato sull'episodio. È entrato bene. Le mie scelte lo penalizzano, non ha mai giocato 90 minuti e non avrebbe tanti minuti da darci ma secondo me è giocatore importantissimo, nell'ultimo mese si è allenato con grande intensità e faremo affidamento anche su di lui"


Daniele De Rossi

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SIGNORI, È SUCCESSO DI NUOVO.




Quando per l’ennesima volta sembrava dover arrivare la prima sconfitta in stagione del Bayer Leverkusen, gli uomini di Xabi Alonso hanno rimontato da 0-2 a 2-2 con un gol all’ultimissimo secondo.


Neanche noi gli ultimi giorni di scuola a recuperare le insufficienze.

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