Giù le mani dalla scienza.
I cazzari dell’informazione e della politica possono giocare con tutto tranne che con la salute.
Le malattie infettive non hanno un colore della pelle, un passaporto o un orientamento politico.
Tubercolosi, difterite, scabbia, morbillo e molte altre infezioni non sono “malattie dei migranti. Sono malattie che esistono da sempre e che hanno riguardato e riguardano anche la popolazione italiana.
La risposta seria alle malattie infettive non è dividere le persone tra “noi” e “loro”. È prevenire, vaccinare, diagnosticare tempestivamente, curare, fare sorveglianza epidemiologica e garantire accesso alle cure.
Le malattie infettive vanno combattute tutti insieme, senza divisioni politiche e senza trasformare la salute pubblica in uno strumento di propaganda.
Il razzismo sanitario è una delle peggiori forme di politica sanitaria: perché sostituisce la prevenzione con il pregiudizio e la scienza con la paura.
La vera sanità pubblica non chiede da dove vieni. Si chiede come impedire che una malattia si trasmetta, come proteggere le persone più vulnerabili e come garantire a tutti gli strumenti per stare bene.
Per questo servono più vaccini, più prevenzione e soprattutto più alfabetizzazione sanitaria: cittadini informati sono cittadini più capaci di proteggere sé stessi e gli altri.
Contro le malattie infettive: meno stigma, più scienza. Meno divisioni, più salute pubblica.
Matteo Bassetti

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