C'ha pure copiato per diventare famoso.
Bruce Lee aveva studiato proprio il modello italiano, in particolare Clint Eastwood e Sergio Leone.
1. Il trucco di Eastwood
Eastwood non riusciva a sfondare a Hollywood, allora è andato in Italia a fare gli spaghetti western di Leone, Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono il brutto e il cattivo_. Sono diventati un successo mondiale e l'America l'ha richiamato come star.
Lee era amicissimo di James Coburn e gli diceva sempre: "Farò come Eastwood, ma con Hong Kong. Tornerò in America come una superstar come Eastwood."
Ed è quello che ha fatto: prima sfondare in Asia con The Big Boss e Fist of Fury, per farsi chiamare da Hollywood.
2. L'amore per il western all'italiana
Il suo unico film da regista completo, L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente / The Way of the Dragon del 1972, l'ha voluto ambientare apposta a Roma. E l'ha girato come uno spaghetti western marziale.
Lo dicono anche i critici americani: è il suo "Spaghetti Martial Arts Western" — prende le trovate di Leone e le ribalta. Invece del pistolero che disarma sparando la pistola dalle mani, Lee disarma i gangster italiani a calci togliendogli la pistola dalle mani.
C'è pure il duello finale al Colosseo con Chuck Norris, girato tutto con i primi piani alla Leone, silenzi lunghi, musica di Morricone style.
Conosceva benissimo Leone, Corbucci, il filone. Non tanto Fellini o Visconti, a lui interessava il cinema di genere di Cinecittà, quello commerciale che faceva 200 film all'anno di pistole e botte.
Quindi si, il cinema di genere italiano lo conosceva a menadito. Gli è servito da manuale per come diventare leggenda.
Fenix

Nessun commento:
Posta un commento