venerdì 28 agosto 2026

Le minacce ridicole della Russia 🇷🇺

 




C’è una regola non scritta della propaganda russa: quando l’esercito di Mosca fatica in Ucraina, qualcuno accende una mappa, punta un missile virtuale su una capitale europea e comincia a parlare di atomica.


Non è una coincidenza perfetta al millimetro. È però un copione riconoscibile. Un lavoro di ricerca di SWP e Peace Research Center Prague ha catalogato oltre 400 dichiarazioni e azioni nuclearmente rilevanti dal 2021 al 2025: la quota più ampia dei segnali russi serve proprio ad amplificare la percezione di un rischio nucleare fuori controllo.


In pratica, se Mosca non riesce a far paura con le vittorie, prova a far paura con la paura.


Prima Kyiv, poi le minacce


Il 24 febbraio 2022 Putin annuncia l’invasione dell’Ucraina avvertendo chiunque voglia intervenire che subirà conseguenze “mai viste nella storia”. Tre giorni dopo mette le forze nucleari in stato speciale di allerta.


Il piano, all’epoca, sembrava semplice: Kyiv cade, l’Ucraina si arrende, l’Europa resta immobile. Solo che Kyiv non cade, le colonne russe si impantanano e il blitz diventa una guerra che dura da anni.


Da quel momento ogni arretramento russo trova un accompagnamento musicale fisso: minacce atomiche, “linee rosse”, terza guerra mondiale e commentatori di Stato che giocano a Risiko con Londra, Berlino e Parigi.


 Il gas, ovvero la bolletta come missile


Quando l’Europa comincia a sanzionare Mosca, il Cremlino usa il rubinetto del gas come arma. Prima impone i pagamenti in rubli, poi taglia le forniture a Polonia e Bulgaria, poi riduce i flussi fino a bloccare Nord Stream 1.


Il messaggio era molto elegante, nel suo genere: “O mollate l’Ucraina o vi riscaldate col plaid”.


L’Europa ha pagato bollette più care, ma l’arma energetica ha prodotto un effetto collaterale sgradevole per Mosca: diversificazione degli approvvigionamenti e riduzione della dipendenza dalla Russia. In breve, hanno usato il gas per ricattare i clienti e i clienti hanno iniziato a cercare un altro fornitore.


L’autogol Putiniano


L’invasione dell’Ucraina porta Finlandia e Svezia a chiedere l’ingresso nella NATO. Mosca reagisce minacciando “conseguenze militari e politiche”, con Medvedev che evoca anche armi nucleari nel Baltico.


Risultato: la Finlandia entra nella NATO nel 2023 e la Svezia nel 2024. Putin aveva presentato l’espansione dell’Alleanza come una minaccia da fermare e ottiene un confine NATO‑Russia più lungo.


Se fosse un piano di sicurezza condominiale, a questo punto il vicino avrebbe messo tre porte blindate, cinque telecamere e un cartello: “Grazie per il consiglio”.


Quando Kyiv avanza, Mosca alza la voce


Nell’autunno del 2022 l’Ucraina riconquista territori a Kharkiv e Kherson. La Russia annette illegalmente quattro regioni ucraine, le chiama “Russia” e avverte che le difenderà con ogni mezzo disponibile, incluso il richiamo all’arma nucleare.


Nel 2023 la scena si ripete. Mentre gli alleati discutono l’invio di carri armati e la controffensiva ucraina entra in campo, Medvedev parla di rischio nucleare; Putin annuncia armi tattiche in Bielorussia.


Lo schema è sempre quello. Quando l’Ucraina riceve strumenti per difendersi, il Cremlino trasforma l’ansia in politica estera. Non perché l’Europa stia invadendo la Russia, ma perché Mosca vorrebbe poter invadere l’Ucraina senza ricevere obiezioni.


Le minacce non sono cabaret


Solovyov e gli altri volti della TV di Stato russa hanno evocato attacchi contro Londra, Berlino, Parigi e Washington. È propaganda, certo, ma non è innocua: serve a rendere ordinaria l’idea che le città europee siano bersagli legittimi in un dibattito televisivo.


Prima la minaccia sembra grottesca. Poi diventa una clip. Poi un meme. Poi qualcuno, anche qui, comincia a dire: “Forse è meglio non provocarlo”.


Ed è proprio quello che Mosca vuole ottenere: non un missile lanciato, ma cittadini europei convinti che difendere chi è stato invaso sia più pericoloso che arrendersi all’invasore.


E se colpissero la NATO?


Qui la battuta si ferma.


Un attacco armato a un Paese NATO porrebbe la questione dell’Articolo 5: un attacco contro un alleato viene considerato un attacco contro tutti. La risposta non è automatica né identica per ogni Stato, ma ogni alleato è chiamato a intervenire con ciò che ritiene necessario, compreso l’uso della forza armata.


Questo aprirebbe il rischio di uno scontro diretto fra Russia e NATO, dunque anche fra Mosca e gli Stati Uniti. Truppe, aerei, navi, difesa aerea, cyberattacchi, sanzioni estreme e shock economici arriverebbero prima ancora che chiunque possa dire “ma non potevamo parlarne?”.


E se si rompesse il tabù nucleare, il disastro non resterebbe confinato in Europa. Studi sul clima e l’agricoltura indicano che persino un conflitto nucleare “limitato” potrebbe devastare i raccolti globali e mettere fino a due miliardi di persone a rischio fame; in una guerra nucleare estesa fra USA e Russia, la carestia potrebbe colpire oltre cinque miliardi di persone.


Non esistono confini contro il freddo, dogane contro la fame o Paesi neutrali rispetto a un cielo oscurato dal fumo di città incendiate.


Il punto, senza retorica


Ogni volta che Mosca è in difficoltà, la minaccia si allarga: prima l’Ucraina, poi il gas, poi il Baltico, poi le aziende europee, poi l’atomica. Questa retorica serve a spostare il dibattito dalla domanda fondamentale – “perché la Russia ha invaso?” – a quella che il Cremlino preferisce: “quanto siete disposti a spaventarvi?”.


Noi possiamo riderci sopra, perché certe mappe con il missile su Roma sembrano davvero prodotte dall’ufficio grafico di un autolavaggio militarizzato. Ma non scambiamo mai la satira per rimozione.


La pace non è cedere ogni volta che qualcuno agita una testata nucleare. Quella è una tassa sul coraggio, pagata dagli altri.


E se chi minaccia ottiene tutto ciò che vuole, la domanda non è se minaccerà di nuovo.


La domanda è: chi verrà dopo l’Ucraina?


#Ucraina #Russia #Putin #NATO #Europa #GuerraInUcraina #PaceGiusta #StopAllaGuerra #SosteniamoLUcraina #DifesaEuropea #SicurezzaEuropea #Articolo5 #MinacceRusse #PropagandaRussa #Disinformazione #FactChecking #Geopolitica #PoliticaEstera #Kremlino #NuclearThreat #Deterrenza #GuerraNucleare #NoAllaPropaganda #NoAlRicatto #EuropaUnita #Democrazia #Liberta #SatiraPolitica #CMD #ConMarzulloInDiscoteca

Facebook 

Nessun commento:

Posta un commento