Il chinotto è fatto dal frutto dell’albero Citrus myrtifolia, una pianta della famiglia degli agrumi che sembra un ibrido tra mandarino e arancio amaro. Il gusto è amaro, aromatico, niente a che vedere con l’arancia dolce.
1. Origini incerte, ma mediterranee
Il chinotto nasce probabilmente in Cina - da qui il nome “chinotto”, piccolo cinese - e arriva nel Mediterraneo nel Medioevo tramite i commerci arabi e genovesi. Si adatta benissimo alla Riviera Ligure di Ponente, soprattutto a Savona e dintorni. Il microclima lì è perfetto: mare, poca pioggia, vento caldo.
2. Da frutto a liquore e bibita
Per secoli è rimasto un frutto “da confettura” perché mangiarlo crudo è quasi impossibile, troppo amaro. Nel 1800 i farmacisti liguri iniziano a usarlo per digestivi e sciroppi. Poi nel 1950 la Sanpellegrino lancia la “Chinotto”, la bibita nera che tutti ricordano. Il gusto amaro-dolce diventa iconico in Italia.
3. Perché quasi spariva
Negli anni ’80-’90 il chinotto perde terreno: le bibite alla cola e all’arancia industriale costano meno e piacciono di più. Gli agrumeti della Liguria vengono abbandonati. Solo una manciata di produttori resiste.
4. Il rilancio
Dal 2000 c’è stato un recupero grazie a Slow Food e ai produttori artigianali. Oggi il “Chinotto di Savona” ha il presidio Slow Food. Lo trovi in bibite artigianali, aperitivi, amari, e anche in cucina: candito, in salse per il pesce, nei dolci.
Curiosità veloce: il chinotto è uno degli agrumi più resistenti al freddo, ma il frutto vero e proprio matura solo se l’inverno è mite. Per questo fuori dalla Liguria è raro vederlo bene.
Ecco il chinotto 🌿🍊
È il frutto piccolo e tondo dell’albero _Citrus myrtifolia_, quello che dà alla bibita quel gusto amarognolo e aromatico. Nella foto è sull’albero, come cresce nella Riviera Ligure.
Vuoi che te ne faccia anche una versione con la bottiglia della bibita e un bicchiere ghiacciato?
Fenix

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