Che schifo.
Non ho parole diverse da che schifo.
Per tutto. Per ogni dinamica di questa vicenda. Per Emmanuel Iannuzzi, il "patrigno" della piccola Beatrice, trovata senza vita a Bordighera il 9 Febbraio, che dovrà spiegare alla polizia ed all'umanità intera che cazzo ci facevano quelle foto sul suo telefono.
Questo è il primo schifo.
L'orrore nudo. Il male assoluto, consumato in silenzio dietro una porta chiusa, sulla pelle di una creatura di due anni.
Un visino tumefatto, una sigaretta. Il buio totale dell'anima. Un abominio per il quale i tribunali dovranno stabilire un colpevole e buttare via la chiave.
Ma c'è un secondo schifo in questa storia. Ed è enorme, silenzioso e strutturale.
È il vuoto istituzionale intorno a quella porta chiusa.
Non per cattiveria di chi ci lavora. Per pura, bastarda matematica.
La politica ha deciso che i servizi sociali sono una spesa sacrificabile. Lo Stato li ha spolpati per far quadrare i bilanci, ed oggi la legge prevede, come livello essenziale, un assistente sociale ogni cinquemila abitanti.
Cinquemila.
Prendete cinquemila persone. Cinquemila vite con i loro debiti, le dipendenze, la disperazione e la violenza sommersa.
E a difenderle, la politica ci ha messo un singolo cristo.
Uno.
Pagato 1.500 euro al mese, sbattuto in un ufficio che cade a pezzi, sepolto vivo sotto centinaia di fascicoli.
Lo Stato gli chiede l'impossibile: avere la vista a raggi X. Fermare l'inferno a mani nude. Senza psicologi di quartiere, senza fondi, senza una cazzo di rete sul territorio.
Chi compie atrocità simili su una bambina è un mostro senza attenuanti, e la giustizia farà il suo corso.
Ma il campo libero a questo orrore glielo ha lasciato un sistema marcio, che ha smantellato l'unica diga in grado di separare i più fragili dalla barbarie.

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