A cavallo tra gli anni '70 e '80, Oleg Blochin era talmente forte e dominante da sembrare fabbricato in un laboratorio per la Dinamo Kiev di Valeri Lobanovskij.
Sembrava quasi cibernetico nella sua perfezione atletica, tanto da possedere una velocità supersonica sia palla al piede sia lanciato in velocità. Senza contare poi che aveva in dote una sensibilità tecnica unica, tale da consentirgli di essere la stella più luminosa del calcio sovietico degli anni '70.
Ed è con queste premesse che si capisce come questo fuoriclasse sia riuscito ad umiliare una dinastia come quella di quel Bayern Monaco, ridicolizzandola con un gol che a distanza di 50 anni fa ancora gioire i tifosi della Dinamo Kiev al solo ricordo di quella notte magica di Monaco di Baviera.
Perché in quella falcata a coprire 3/4 del campo, per poi seminare i difensori bavaresi nello stretto, c'è l'apogeo di un movimento calcistico che poteva sognare di arrivare veramente in alto in campo internazionale, a tal punto da poter fare la voce grossa contro chi aveva già vinto due Coppe dei Campioni consecutive.
51 anni fa, Oleg Blochin metteva la sua firma prestigiosa nell'andata della Supercoppa UEFA, entrando per sempre nella Leggenda del calcio sovietico e consacrandosi come uno dei più grandi fuoriclasse di metà anni '70.
Gabriele Gilli ✍🏻
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