Siamo alle comiche.
Ieri Giorgia Meloni era a Bari per festeggiare i 1.413 giorni del suo governo, diventato il più longevo della storia repubblicana.
E proprio sul palco dei 1.413 giorni ha pensato bene di celebrare anche il funerale di una delle sue promesse più famose.
Le accise.
Ricordate Giorgia Meloni all’opposizione, davanti alla pompa di benzina? Quella che spiegava indignata che su 50 euro di carburante 35 finivano allo Stato e prometteva:
“Quando saremo al governo aboliremo le accise”.
Era il 2019. E persino nel programma di Fratelli d’Italia del 2022 compariva nero su bianco l’“automatica riduzione di Iva e accise” sulle maggiori entrate da energia e carburanti.
Poi è arrivata al governo.
E ieri, dopo 1.413 giorni, ha spiegato agli italiani che il tempo degli sconti generalizzati sta per finire.
Testuale:
“Altri provvedimenti sono in arrivo, ma questa volta saranno mirati: non possiamo permetterci di spendere soldi per darli a chi non ne ha bisogno o viene a fare benzina dalla Francia”.
Ed eccolo finalmente, il responsabile.
Il francese.
Per anni pensavamo che il problema fossero quelle accise che Meloni definiva scandalose. Adesso scopriamo che il vero pericolo per i conti pubblici è Gérard di Mentone che attraversa il confine con la Peugeot, vede il distributore italiano e pensa: “Mon Dieu, oggi li prosciugo io, questi patrioti”.
Immaginatelo.
Parte all’alba con le taniche nel bagagliaio, passa Ventimiglia in modalità Mad Max, fa il pieno grazie allo sconto del governo italiano e torna in Costa Azzurra ridendo alle nostre spalle.
È lui. Dopo quattro anni abbiamo trovato il nemico delle accise.
Ora, va benissimo discutere di come usare meglio le risorse pubbliche. Il problema arriva quando a tenere la lezione sulla sostenibilità dei tagli è la stessa persona che, dall’opposizione, costruiva consenso spiegando agli italiani quanto fosse semplice abbassare quelle imposte.
Allora bastava arrivare al governo.
Adesso servono coperture, criteri, selettività, compatibilità di bilancio e soprattutto una sentinella a Ventimiglia per controllare Gérard.
1.413 giorni di governo.
Abbastanza per trasformare “aboliremo le accise” in “occhio a quelli che vengono a fare benzina dalla Francia”.
Il governo più longevo della Repubblica, sì.
Anche certe giravolte, ormai, hanno fatto parecchia strada.

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