Alcune gioccioline di sudore mi stanno imperlando la fronte. D'altronde l'argomento che tratto oggi è decisamente scomodo, anche perché rischia di assestare una forte martellata ad uno dei pilastri su cui si fondano le convinzioni dei novax: la relazione tra vaccini e autismo.
Premetto che non intendo scatenare una "guerra civile", ma è mio dovere cercare di fare chiarezza sull'argomento pur senza avere competenze virologiche, per cui eviterò di argomentare da un punto di vista prettamente medico, attenendomi solo a ciò che sappiamo. Quindi, per favore, evitate i soliti insulti e muovete contraddittori solo se verificati, non voglio che questa community possa dare risalto a teorie disinformative che potrebbero aumentare il caos sull'argomento.
Andiamo subito al sodo: com'è nata la convinzione che i vaccini siano la causa dell'autismo?
Alla base di tutto ciò c'è una frode! No, non dei "potəry phorty", né delle case farmaceutiche, ma di un ex medico britannico: Andrew Wakefield.
Nel 1996, insieme all'avvocato Richard Barr, aveva presentato una richiesta di finanziamento basata sull'ipotesi che il vaccino MPR (Morbillo-Parotite-Rosolia) causasse una sindrome intestinale-neurologica.
Mentre Barr stava cercando di costruire una causa legale contro i produttori di tale vaccino, il dottor Wakefield era stato incaricato da lui come consulente nell'ambito delle attività di ricerca collegate alla sicurezza del vaccino, ricevendo complessivamente circa £435.643 più spese.
Nel 1998 Wakefield e colleghi pubblicarono sull'importante rivista scientifica The Lancet un lavoro che prendeva come campione 12 bambini, sostenendo di aver osservato una possibile relazione tra vaccino MPR, problemi intestinali e regressione comportamentale/autismo. Era però un'analisi condotta goffamente, senza un gruppo di controllo e basata su dati tutt'altro che robusti. Ed ovviamente non menzionò i finanziamenti ricevuti, rendendo evidente il conflitto d'interessi.
Tuttavia, l'articolo ebbe una risonanza enorme, creando il legame ancora oggi indissolubile tra vaccini e autismo. Diversi anni dopo, le indagini del General Medical Council britannico accertano violazioni etiche e disonestà sia nella conduzione che nella rappresentazione dello studio, con alterazioni volontarie della storia clinica dei bambini.
Nel 2010 The Lancet ritirò formalmente l'articolo: era una frode a tutti gli effetti, non un inconsapevole errore di laboratorio!
Onta e disonore si abbatterono su Wakefield, che venne radiato dall'ordine dei medici britannico.
Già dai primi anni 2000, l'OMS ha smentito la presenza di qualsiasi correlazione e nel 2025 ha riesaminato la letteratura a disposizione, anche questa volta non trovando alcuna evidenza di un possibile rapporto vaccini-autismo.
Ma allora è il mercurio nei vaccini a causare l'autismo?
La colpa di quest'altra convinzione è del tiomersale, un conservante contenente etilmercurio in passato usato soprattutto nei flaconi multidose dei vaccini per impedire contaminazioni batteriche. Spesso si fa confusione con il più tossico metilmercurio, mentre l'etilmercurio viene metabolizzato ed eliminato dal corpo umano molto rapidamente, senza accumularsi.
Essendo però noto che, in determinate concentrazioni, il mercurio può avere effetti neurotossici, l'associazione tra questo elemento e la sua certa pericolosità è stata una logica conseguenza.
Tale problematica esplose negli anni subito successivi l'articolo di Wakefield, innescando un tremendo effetto domino: i vaccini hanno il mercurio > il mercurio può causare problemi > uno studio ha dimostrato che i vaccini causano l'autismo > il mercurio nei vaccini causa l'autismo.
Semplice, lineare, ma privo di qualsiasi evidenza scientifica.
Inoltre, tra le fine degli anni '90 e l'inizio del 2000, le autorità sanitarie di Stati Uniti ed Europa, a scopo precauzionale, hanno ridotto o eliminato progressivamente il tiomersale dai vaccini pediatrici per evitare una sovra-esposizione al mercurio nei neonati.
Bisogna specificare che il vaccino MPR al centro della vicenda Wakefield non conteneva tiomersale: l'ipotesi MPR-autismo e quella tiomersale-autismo erano due ipotesi distinte, che nel dibattito pubblico finirono progressivamente per sovrapporsi.
"Però il figlio del barista dove una volta è andato il compagno di banco di mio cugino è diventato autistico dopo il vaccino, come lo spieghi?"
Anche qui la spiegazione è semplice: i bambini ricevono molti vaccini nei primi anni di vita, proprio nell'età in cui viene riconosciuto l'autismo, quindi la conseguenza più facile da ipotizzare è che le due cose siano correlate.
Questo affascinante fenomeno è noto come "post hoc ergo propter hoc" ( = è successo dopo, quindi è stato causato da quello che è successo prima), un tipo di fallacia logica alla base di tante leggende metropolitane.
Da quando è stato pubblicato l'articolo di Wakefield sono stati condotti numerosi studi epidemiologici su centinaia di migliaia di bambini - non solo su 12! -, ma in nessun caso è stato osservato un rapporto causale tra vaccinazione e autismo.
Il danno, però, è fatto e ancora oggi ne paghiamo le conseguenze.
Perché si sa, una fake news infiocchettata a dovere è meglio di qualsiasi verità scientifica.
E se anche un solo novax riuscirà a capire che alla base del loro movimento c'è una truffa e cambierà idea, mi riterrò molto soddisfatto.
#science #scienzenaturali #scienze #andreabonifazi #nature

Nessun commento:
Posta un commento