FABBRICA DI SOLITUDINE, CRIMINE DI STATO
"Il suicidio è un bisogno dei pazienti" dice Zaia, e questa follia diventa legge. Una campagna ideologica e menzognera, una propaganda a tappeto finanziata, progettata e realizzata dai ministri del padre della menzogna e omicida fin da principio, per convincere le persone che, quando diventano fragili, malate, depresse e inguaribili, sono un peso per tutti, e la loro vita è un peso insostenibile per chi gli è accanto e per la società.
Una manovra satanica per creare, attorno e dentro le persone più deboli, un deserto dove siano assenti l'amore, la compassione, la cura e la tenerezza. Un'ideologia che fabbrica solitudine per poter consegnare l'arma del suicidio a chi si rende vigliaccamente solo.
Il tribunale ideologico, ormai affollato da rappresentanti di ogni colore politico, ha deciso e condannato a morte i più deboli della società, colpevoli di inutilità e solitudine. E chi è solo e inutile, anzi dannoso per le casse di stato e privati, deve morire. Ma dolcemente, cioè non dinanzi a un plotone di esecuzione. Quello ha già sparato nei palazzi del potere, sui media, nei film, sui social, ovunque a tutte le ore.
Per i condannati è preparata la dolce morte per via endovenosa, un piccolo gesto e si toglie il disturbo, ci si toglie di mezzo, si sprofonda nella solitudine dove, da tempo, l'ideologia e i suoi demoni hanno gettato i condannati. Le leggi esistenti, le cure palliative, l'amore e la compassione, tutto cancellato perché d'intralcio ai neo nazisti in giacca e cravatta.
L'orrore più grande, la schiavitù più inumana, l'egoismo e il profitto senza scrupoli travestiti da libertà, autodeterminazione e diritti: non c'è dubbio, il demonio sa nascondere il tanfo della morte dietro la luce delle parole e dei gesti dei suoi ministri. Ma la verità non resterà incatenata a lungo.
Ma guai a chi, ingannando subdolamente i più piccoli, li spinge ad uccidersi. Chi ha voluto, vuole, sostiene e vota queste leggi è un assassino, e pure vigliacco, perché incapace di macchiare le proprie mani del sangue che le sue parole e i suoi gesti stanno versando.
"In conformità con il Magistero dei miei Predecessori e in comunione con i Vescovi della Chiesa cattolica, confermo che l'eutanasia è una grave violazione della Legge di Dio, in quanto uccisione deliberata moralmente inaccettabile di una persona umana. Tale dottrina è fondata sulla legge naturale e sulla Parola di Dio scritta, è trasmessa dalla Tradizione della Chiesa ed insegnata dal Magistero ordinario e universale. Una tale pratica comporta, a seconda delle circostanze, la malizia propria del suicidio o dell'omicidio".
San Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae", 65

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