Inizia come portiere. Al provino col Rimini non convince: prende 4 gol.
Chiede una prova d’ appello. “Fatemi giocare in attacco”: ne segna 3. Preso .
Passa poi al Latina, 9 gol e alla Vis Pesaro serie C2, ma vincono il campionato e lui ne segna 11.
Approda alla Cremonese ed è serie B, ma gli tocca fare la riserva. Almeno così pare. Invece Simoni accantona Florjancic e prova lui: che ha un’intesa naturale con Dezotti e si vola in serie A con un attacco stratosferico, 63 gol (ovviamente il migliore della cadetteria). Lui ne segna 15 e prepara l’esordio in serie A: “Per me è incredibile. Un anno fa giocavo in C2 alla Vis Pesaro”.
Lineamenti da John Travolta, ha destro e sinistro, è altruista, inarrestabile in campo aperto. Ma la Cremonese in serie A è sempre retrocessa. In casa è il 5 settembre 1993 quando il debuttante fa doppietta al Napoli. Ma che ci fai con un mazzo di fiori in mano a fine partita? Hai una storia?
“Sono per mia mamma”.
Per Gigi Simoni siamo di fronte al “più forte attaccante italiano in contropiede”. Coi suoi centonovanta centimetri d’altezza riesce a sbeffeggiare il fenotipo dell’attaccante lungo che va servito con le palle alte. Doppietta e rigore provocato contro il Piacenza nel derby del Po, il primo di serie A che finisce 4-0. Sbancano l’Olimpico di Roma col suo sigillo. La Cremonese per la prima volta nella storia si salva e lui chiude a quota 11. In coppia con Enrico Chiesa regala un’altra salvezza l’anno successivo. Chiude a 27 gol in 3 anni perché al terzo tentativo non ce la fanno.
Lontano da Cremona si rompe l'incantesimo col gol.
Però che divertimento Andrea Tentoni.

Nessun commento:
Posta un commento