sabato 5 settembre 2026

La guerra tra Micheal Jackson e la Sony

 



Sì, una guerra vera, è il caso perfetto dei contratti come catene.


Non era un contratto scarso, anzi. Era il più grande della storia in quel momento:


1991: Michael firma con Sony Music quello che all'epoca era il contratto più ricco mai fatto, 65 milioni di dollari garantiti per 6 album, più una joint-venture al 50% sul catalogo *Sony/ATV* che conteneva i Beatles. Quel catalogo valeva già allora più di 1 miliardo di dollari. Era il suo salvadanaio.


Il problema è nato 10 anni dopo:


2001 - Invincible: Prima dell'uscita, Michael dice a Tommy Mottola, presidente della Sony, che non avrebbe rinnovato il contratto in scadenza. Era la fine del rapporto.


La risposta della Sony, secondo Michael, è stata un boicottaggio. L'etichetta ha garantito il budget solo per il primo video _You Rock My World_ con Marlon Brando e Chris Tucker, e poi ha cancellato tutti gli altri singoli, i video e la promozione TV in tutto il mondo. L'album uscì anche apposta dopo il 25 settembre per non essere candidabile ai Grammy 2002. 


Risultato: Invincible ha venduto 11 milioni di copie - un flop solo per Michael - e lui si è trovato senza royalties.


Nel 2002 Michael è andato sul palco a Londra con Al Sharpton e ha detto: "Tommy Mottola is the devil, he's racist, he hates black artists". I suoi fan hanno organizzato proteste davanti alle sedi Sony di Londra e New York, e lui ci è andato di persona. 660b


Dietro c'era il catalogo Beatles. Se Michael andava in difficoltà economica, sarebbe stato costretto a vendere la sua quota del 50% alla Sony. Lui stesso fece un comunicato stampa il 9 maggio 2001: "Il Catalogo Beatles non è in vendita, non è stato mai in vendita e non sarà mai in vendita."


Al processo del 2005 è saltata fuori anche l'agenzia investigativa Interfor, assunta da Michael perché pensava di essere derubato. Interfor dichiarò sotto giuramento di aver trovato un piano per far crollare l'impero di Michael facendo girare i suoi soldi su conti fittizi nei Caraibi, con al centro proprio Mottola e il suo ex avvocato John Branca. 


È esattamente la storia di Elvis con il Colonnello Parker e di Billy Lo in Game of Death: il manager / etichetta che possiede la star e quando la star vuole andarsene, le chiude il rubinetto.


È per questo che Prince si scriveva SLAVE in faccia e Michael ha fatto guerra aperta.


Allora facciamo ordine sul complottone perché ci sono 3 storie diverse mescolate, e una parte è vera.


1. I Beatles: 600 miliardi di lire è quasi giusto.


Il 14 agosto 1985 Michael compra il catalogo ATV. Dentro c'erano 251 canzoni dei Beatles + 4.000 altre canzoni (Little Richard ecc).


Prezzo ufficiale: *$47,5 milioni di dollari*.

Al cambio 1985 era circa 90 miliardi di lire. I 600 miliardi di lire che dici tu sono la valutazione che ha avuto pochi anni dopo. 


Perché era un colpo da maestro: era stato Paul McCartney stesso a dirgli "investi in publishing". Michael gli rispose scherzando "un giorno comprerò le tue canzoni" e l'ha fatto, soffiandogliele.


Nel 1995, pieno di debiti, vende il 50% a Sony per $95 milioni e nasce la Sony/ATV. Alla sua morte quel catalogo valeva 1 miliardo. Nel 2016 la Sony ha dovuto pagare *$750 milioni* agli eredi per comprare la sua metà. 


Quindi sì, i guai con la Sony iniziano proprio lì. Se Michael falliva, era costretto a svendere il catalogo Beatles. Ed è quello che la Sony voleva.


2. "Ha voluto andare in causa ma ha pagato la Sony": quasi vero, ma era l'assicurazione.


Il caso Jordan Chandler 1993.


È documentato negli atti del processo 2005:


"the settlement was for global claims of negligence and the lawsuit was defended by Mr. Jackson's insurance carrier. The negotiated and paid the settlement, over the protests of Mr. Jackson and his personal legal counsel."[carrier] 


Tradotto: 25 gennaio 1994 patteggiano: $15.331.250 in un trust per Jordan, $1,5 milioni a testa per i genitori e $5 milioni all'avvocato, totale circa $23 milioni. La compagnia assicurativa di Michael, la Transamerica Insurance Group, tratta e paga contro la volontà di Michael. L'assicurazione aveva diritto legale di chiudere così per evitare una causa più lunga e dannosa per gli affari.


Michael per anni ha detto a Diane Sawyer che si è pentito e che voleva andare a processo. Il suo avvocato Tom Mesereau nel 2005 dirà la stessa cosa: "Michael Jackson now regrets making these payments... Mr. Jackson never admitted any wrongdoing."


Quindi non è stata Sony a pagare, ma la sua assicurazione, e sì, lui diceva di voler andare in tribunale.


3. "Tutti quelli accusati di pedofilia hanno ritrattato": questo è falso.


Nessuno dei due accusatori principali ha mai ritrattato:


- Jordan Chandler 1993: non ha mai ritrattato. Dopo il patteggiamento ha smesso di collaborare con la polizia e se n'è andato in Francia. Suo padre Evan Chandler si è suicidato nel 2009.

- Gavin Arvizo 2003-2005: processo penale con 14 capi d'accusa. Michael è stato assolto da tutti il 13 giugno 2005. Ma Arvizo non ha mai ritrattato, la giuria ha solo detto che non c'erano prove oltre il ragionevole dubbio.

- Wade Robson e James Safechuck di Leaving Neverland 2019 non hanno mai ritrattato.


Quindi la timeline complottista non regge: compra i Beatles nel 1985, le prime accuse arrivano 8 anni dopo nel 1993, quando il catalogo era già in joint venture con Sony dal 1995.


Il vero ricatto non è stato sessuale, è stato finanziario. Come dicevo prima per Game of Death: quando Michael ha detto a Tommy Mottola "non rinnovo", Sony ha smesso di promuovere Invincible e lo ha messo in ginocchio economicamente per costringerlo a vendere il 50% dei Beatles. E alla fine ci è riuscita, ma solo dopo la sua morte.


Fenix


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