mercoledì 9 settembre 2026

E la destra strizza l'occhio a questi dementi

 


Vorrei conoscere il pezzo di merda che ha detto a Francesco, anzi ai suoi genitori, che l'argilla curi il cancro.


Ci voglio provare, voglio capire come si faccia a credere a una puttanata simile. E voglio credere, ma non ci riuscirò mai, che quel bastardo di ciarlatano sia solo un povero scemo e non un imbroglione maledetto che andrebbe punito con una severità esagerata.


Francesco aveva 14 anni.


 L’argilla non cura il cancro. 

L'argilla, Cristo! 


Le teorie deliranti nemmeno.


E qui non c'è nessuna possibilità di sconto.


 E purtroppo la realtà non concede il diritto di replica.


Francesco Gianello aveva quattordici anni.


Aveva un osteosarcoma. 


Aveva davanti una medicina imperfetta, dura, invasiva, certamente non infallibile. 


Ma aveva una medicina vera: oncologi, chirurgia, chemioterapia, protocolli costruiti su decenni di ricerca.


E poi c’era l’altra strada.


Quella meravigliosa autostrada della pseudomedicina dove non esistono tumori ma “conflitti”, dove la malattia diventa un messaggio del corpo, dove il medico è servo del sistema, la chemioterapia è veleno e qualsiasi sciocchezza acquista dignità terapeutica purché venga pronunciata con sufficiente sicurezza.


Il risultato, però, non è una teoria.


È una bara.


Che forse è stata saldata con quella cazzo di argilla.


Oggi una perizia disposta dalla Corte d’Assise di Vicenza sostiene che Francesco avrebbe potuto essere salvato seguendo i protocolli oncologici con chemioterapia e chirurgia.


Attenzione alle parole: è una conclusione peritale che dovrà essere discussa nel processo.


 La responsabilità penale degli imputati la stabiliranno i giudici.

Ma sulla medicina possiamo essere molto meno diplomatici.


HAMER NON ERA GALILEO. ERA HAMER.


La cosiddetta “Nuova Medicina Germanica” di Ryke Geerd Hamer è uno dei monumenti più impressionanti costruiti dall'essere umano alla propria capacità di credere alle stronzate.

Cancro provocato da conflitti biologici.


Pensate allo scemo totale che ha elaborato questa teoria. Al delinquente bastardo che c'è dietro.


Malattie interpretate attraverso presunte leggi naturali.


La medicina scientifica trasformata nel cattivo della favola.


Una costruzione pseudoscientifica che possiede una caratteristica formidabile: quando funziona la medicina alternativa, ha ragione Hamer; quando il paziente peggiora, è il “conflitto”; quando muore, evidentemente il processo biologico non si è risolto.

Una teoria praticamente invincibile.


Tranne che dai cadaveri.


Eppure ancora oggi basta aprire internet per trovare santoni digitali, guaritori, complottisti e laureati all'Università di Google pronti a raccontarci che “Big Pharma nasconde la verità”.


Curiosamente Big Pharma sarebbe così potente da controllare governi, università, ospedali e riviste scientifiche di mezzo pianeta, ma completamente incapace di far chiudere il canale Telegram di Tonino O'Risvegliato che ha scoperto la cura definitiva del cancro durante la pausa pranzo.


LA FRASE MAGICA: «INFORMATEVI»

Informatevi. Siete degli stronzi quando scrivete questa frase.


Perché siete solo dei caparbi imbecilli.


È probabilmente una delle parole che hanno fatto più danni nell'era dei social.


Non significa più studiare.


Significa cercare qualcuno che confermi quello che avevi già deciso di credere.


L'oncologo ha studiato quindici anni?

Venduto.


Il ricercatore pubblica dati?

Corrotto.


Una società scientifica presenta uno studio?

Conflitto d'interessi.


Un tizio su Facebook sostiene che il tumore deriva da un trauma emotivo e consiglia argilla?


FINALMENTE UNO CHE DICE LA VERITÀ.


È questo il capolavoro culturale del complottismo sanitario: aver trasformato la competenza in un'aggravante e l'ignoranza in una certificazione d'indipendenza.


Più non sai un cazzo, più sei libero dal Sistema.

«LA CHEMIO È VELENO»

Certo.


La chemioterapia può essere tossica. Ha effetti collaterali. Può essere devastante. E non sempre riesce a guarire.


Sapete cos'altro può essere devastante?

Il cancro.


La medicina non promette immortalità.


Non dice: “Fai questa terapia e sicuramente vivrai”.

Dice qualcosa di molto più serio: sulla base delle migliori conoscenze disponibili, questa terapia aumenta le probabilità di ottenere un determinato risultato.


La pseudomedicina invece vende qualcosa di immensamente più seducente: la certezza.


Non devi capire statistiche.

Non devi accettare l'incertezza.

Non devi sopportare che un medico ti dica “non lo sappiamo”.

Hai trovato il Nemico, hai trovato la Verità e hai trovato il Guru.

È una religione perfetta.

Peccato che i tumori siano atei.


IL BUSINESS DELLA SFIDUCIA


Dietro queste tragedie c'è inoltre un ecosistema che troppo spesso viene trattato come folklore.

Non lo è.

C'è chi costruisce audience spiegando che gli oncologi mentono.


Chi descrive ogni farmaco come un complotto.

Chi racconta che le multinazionali impediscono la diffusione delle cure naturali perché “non sono brevettabili”.


Chi trasforma ogni morto dopo una terapia in una vittima della medicina e ogni morto dopo una terapia alternativa in un caso di cui improvvisamente non interessa più parlare.

E quando qualcuno prova a contestarli, arriva la frase universale:

«Io faccio solo domande.»


No.


A volte stai diffondendo una risposta falsa travestita da domanda.


E se quella risposta falsa convince qualcuno ad abbandonare una terapia efficace, non stiamo più discutendo di eccentricità.

Stiamo discutendo delle conseguenze della disinformazione.


FRANCESCO AVEVA QUATTORDICI ANNI, lo capite?


Ed è questo che rende tutta la vicenda insopportabile.


Perché possiamo ridere del cinquantenne che cura l'influenza mettendo una cipolla nel calzino.

Possiamo scherzare sul bicarbonato quantistico, sull'acqua informata, sulle frequenze, sulla memoria dell'acqua e sul chakra della prostata.

Quando però in mezzo c'è un bambino malato di cancro, finisce la commedia.


Francesco non è un argomento.

Non è una fazione.


Non è la prova definitiva di una tesi da utilizzare sui social.

Era un ragazzo.


E mentre il processo dovrà stabilire chi abbia avuto quali responsabilità, la lezione generale dovrebbe essere già sufficientemente chiara.


La libertà di credere alle sciocchezze non trasforma le sciocchezze in medicina.


La libertà di opinione non modifica la biologia.

Un tumore non legge Facebook.


Una metastasi non rispetta il pluralismo delle idee.

E una cellula cancerosa se ne fotte del tuo “percorso di consapevolezza”.


LA REALTÀ È UNA GRAN BASTARDA

Puoi chiamare la chemioterapia “veleno”.


Puoi chiamare un oncologo “servo di Big Pharma”.


Puoi chiamare una pseudoterapia “medicina alternativa”.


Puoi convincerti che esista una gigantesca cospirazione mondiale.


Puoi bloccare chi ti contraddice.


Puoi cancellare i commenti.


Puoi uscire dal gruppo.


Puoi perfino passare tutta la vita circondato da persone che ti dicono che hai ragione.


Ma esiste qualcosa che non puoi bannare: la realtà.


E la realtà ha una caratteristica terribile:

non gliene frega assolutamente un cazzo di quello in cui credi.


Francesco aveva quattordici anni.


Ricordiamocelo la prossima volta che qualcuno ci spiega che la pseudomedicina è soltanto una scelta personale, innocua e alternativa.


Perché qualche volta l'alternativa non è tra medicina ufficiale e medicina alternativa.

È tra una possibilità di cura e nessuna cura.

E allora il conto delle favole può diventare mostruosamente reale.

Facebook 

Nessun commento:

Posta un commento