"𝘚𝘦 𝘢𝘷𝘦𝘴𝘴𝘪 𝘴𝘢𝘱𝘶𝘵𝘰, 𝘢𝘷𝘳𝘦𝘪 𝘧𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘶𝘯𝘰 𝘴𝘤𝘰𝘯𝘵𝘰."
Queste le parole di Roberto Trujillo, direttore della clinica NeuroCytonix, dopo aver appreso della tragedia della coppia di genitori che aveva portato la figlia Bianca proprio nella sua struttura in Messico.
La bambina era stata sottoposta a cicli di terapia con il Cytotron, uno strumento per il trattamento delle malattie neurologiche. Una terapia, peraltro, dal costo enorme: circa 30-40 mila euro a ciclo, a cui si aggiungono decine di migliaia di euro tra viaggio e soggiorno.
Il problema, però, non è solo il prezzo.
Il Cytotron è una terapia ancora sperimentale e, per questo tipo di patologie, non esistono evidenze scientifiche solide che ne dimostrino l'efficacia. Al momento non è una cura riconosciuta negli Stati Uniti né in Europa.
Trujillo si è detto profondamente addolorato alla notizia della tragedia.
Ma forse la domanda che doveva porsi non è se avrebbe dovuto fare uno sconto.
Forse avrebbe dovuto evitare di prendere in carico quella famiglia e di alimentarne la speranza con un trattamento di cui, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, non è stata dimostrata l'utilità.
Altro che tre per due.

Nessun commento:
Posta un commento