venerdì 11 settembre 2026

Le fake news della destra

 


Torino - Una tredicenne entra in un minimarket, l’uomo che lavora lì - originario del Bangladesh - le regala uno snack, poi la abbraccia e le palpa il seno. I genitori lo denunciano, lui collabora con le forze dell’ordine, si dichiara colpevole, non ha mai commesso reati in precedenza e giura che non accadrà mai più. 


La Giudice per le Indagini Preliminari dispone la scarcerazione in attesa del giudizio, con obbligo di firma in questura. 


I politici e i giornali di destra azzannano la notizia, nella speranza di poterne trarre un vantaggio elettorale.


Il ministro Nordio - dopo aver chiarito che la magistratura è indipendente- ha disposto immediatamente un’ispezione. 


Tajani direbbe che “la magistratura è indipendente fino a un certo punto”. 


Premessa: manifesto la massima solidarietà alla vittima e spero che il colpevole paghi fino all’ultimo giorno di carcere per ciò che ha fatto (rileggere più volte la premessa, nel caso in cui non fosse chiara). 


Detto ciò, corre l’obbligo di mettere i puntini sulle i, per evitare che questa dolorosa vicenda venga strumentalizzata per misere finalità elettorali. 


L’uomo non è stato graziato o perdonato - come lasciano intendere i vaniloqui di certi politicanti che rimproverano ai magistrati di averlo “mandato a casa”- è un indagato in attesa di giudizio. 


La normalità è questa. 


Spetta al Giudice per le Indagini Preliminari valutare se c’è il rischio di fuga, dí inquinamento delle prove o di reiterazione del reato. 


Se c’è il rischio, che si verifichi una di queste circostanze, il Giudice sceglie la misura cautelare meno afflittiva, la più adeguata e proporzionata: ovvero, il reo potrebbe attendere il giudizio in carcere.  


Altrimenti no. 


In questo caso, la GIP ha deciso che il rischio non sussiste. La magistratura è indipendente. La GIP ha svolto il suo (difficile) lavoro nel rispetto delle regole e delle procedure. 


Punto. 

Fine della polemica.


Adesso, cortesemente, parliamo della benzina a due euro e dei soldi buttati in Albania? Parliamo del ponte sullo stretto e dei trasporti pubblici? Ci occupiamo dell’inflazione, della sanità e della scuola?


Grazie.


Il Paese attende risposte concrete.


2.9.2026 


Siamo stanchi dei vostri giochetti.


Prof. Guido Saraceni

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