Proviamo per un attimo a cambiare il soggetto di questa storia. E proviamo a immaginare che a farlo fossi io Sara.
Immaginate una cittadina italiana musulmana che si filma mentre tiene fieramente in mano una Bibbia o la Torah, le strappa e poi si fotografa sorridendo davanti alle fiamme.
Secondo voi cosa sarebbe successo?
Ve lo dico io: sarebbe esploso il finimondo.
“TERRORISMO, BRUCIA LA BIBBIA: INDAGATA UNA DONNA MUSULMANA”
“ESTREMISMO ISLAMICO, È ALLARME”
“ODIO RELIGIOSO: È DAVVERO INTEGRATA?”
“ANTISEMITA BRUCIA LA TORAH: BUFERA SUI SOCIAL”
E non mi fermerei nemmeno ai titoli. Avrei probabilmente una parte dell’opinione pubblica contro, richieste di condanna politica, insulti, minacce, interrogazioni, programmi televisivi che discuterebbero per giorni della mia “pericolosità” e della mia presunta incompatibilità con i valori italiani.
E magari qualcuno inizierebbe persino a chiedersi se una persona come me debba avere il diritto di stare qui.
E tutto questo nonostante io sia cittadina italiana.
Perché per certa gente puoi avere un passaporto italiano, vivere qui, lavorare qui, contribuire a questa società e avere gli stessi identici diritti di chiunque altro. Ma basta essere musulmana perché la tua italianità diventi improvvisamente qualcosa da dimostrare.
E vi dico una cosa ancora più grave: la mia vita e quella della mia famiglia sarebbero potute essere rovinate. Non sarebbe stato più soltanto “un video”. Sarebbe diventato un marchio appiccicato addosso a me, alla mia famiglia, alla mia identità, alla mia fede. Una valanga di odio che avrebbe potuto travolgere persone che non c’entrano assolutamente nulla.
E allora eccola, la domanda che dovrebbe indignarci tutti.
Ferenc Venturelli, conosciuto sui social come “Eterno”, ex militante della Lega e oggi esponente di Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci, si è filmato mentre strappava e dava fuoco a una copia del Corano.
DOV’È L’INDIGNAZIONE? DOV’È LA CONDANNA? Dov’è tutto quel rigore che improvvisamente compare quando a essere coinvolto è un musulmano?
Questa non è libertà di espressione!
È una provocazione deliberata, fatta per umiliare milioni di persone e trasformare l’odio in contenuto da social!
Criticare l’Islam è legittimo. Criticare qualsiasi religione è legittimo. Ma una cosa è esercitare la libertà di espressione, un’altra è bruciare deliberatamente un testo sacro davanti a una telecamera per provocare, umiliare e alimentare odio.
E allora Roberto Vannacci dovrebbe rispondere a una domanda molto semplice: CONDANNA QUESTO GESTO oppure lo considera compatibile con i valori di Futuro Nazionale?
Perché Reggio Emilia è una città democratica e antifascista. E in una democrazia la libertà religiosa vale per tutti. Anche per i musulmani. Anche quando a qualcuno dà fastidio.
E sapete cosa mi fa più male?
Quei ragazzi giovani che vengono indottrinati e incattiviti, ai quali viene insegnato che deridere la fede dell’altro sia coraggio, che umiliare sia forza, che odiare sia identità.
Di questo dovremmo vergognarci.
Perché dietro questi gesti non vedo forza.
Vedo una politica marcia che semina rancore, costruisce nemici e poi raccoglie consenso sull’odio.
E mi dispiace soprattutto per quei giovani che stanno imparando a odiare prima ancora di aver imparato a conoscere l’altro.

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