sabato 12 settembre 2026

Lex Luger

 


Il 3 settembre del 1995 "l'eroe americano" Lex Luger si trovava a Moncton, New Brunswick per un match in coppia con Shawn Michaels contro Owen Hart e Yokozuna, in un "house show" della World Wrestling Federation.


Finito l'incontro, andò nello spogliatoio, si fece una doccia e, presi i bagagli, si diresse verso l'aeroporto, dove l'aspettava un volo diretto al Saint Paul International Airport di Minneapolis, Minnesota.


Quello che non sapeva o forse non immaginava, è che quel volo, di cui la WWF non era al corrente, avrebbe dato il via ad un susseguirsi di eventi incredibili.


Era la famosa "farfalla calpestata" del celebre romanzo del 1952 "A Sound of Thunder" di Ray Bradbury. Una discussione rimandata troppe volte sul rinnovo del contratto di Luger ebbe lo stesso effetto del povero Eckles che schiaccia l'insetto.


"Eric... come possiamo fare per metterci in competizione con Vince?"


Pare fu questa la frase che il milionario Ted Turner, l'uomo che possedeva la World Championship Wrestling, disse al giovane rampante Eric Bischoff, un uomo che aveva fatto veramente di tutto nella vita e che, dopo tanti sforzi, era stato messo alla guida di un translantico che stava lentamente ma inesorabilmente affondando.


Era un meeting di marketing, per far entrare la WCW nel mercato cinese sulle reti di Rupert Murdoch ma quella frase, detta così d'improvviso,  colse stupito Eric.


Così, su due piedi e cercando di non farsi trovare impreparato, la sparò forte "abbiamo bisogno di uno spettacolo in prime time per competere con Monday Night Raw".


Turner non ci pensò due volte, chiamò il direttore esecutivo della TNT e fissò con lui la richiesta di Bischoff. Ora il boss della WCW aveva ciò che aveva richiesto e non poteva più tirarsi indietro.


Iniziarono quindi tutti i preparativi e la costruzione di quello che si presentava come un guanto di sfida davvero incredibile. Alcune ex-stelle della WWF, da Hulk Hogan a "Macho Man" Randy Savage erano eccitati all'idea, perché sapevano che ciò che stavano intraprendendo era una mossa da "o tutto o niente".


Bischoff sapeva che era un azzardo: la WWF era sulla cresta dell'onda da anni ed aveva acquisito una esperienza ed una preparazione nella costruzione di un grande show come nessun altro. Poteva essere una buona mossa per rilanciarsi... o poteva essere il chiodo finale nella bara della WCW.


Ma mancava ancora qualcosa.


Cosa piace così tanto del wrestling? Cosa muove i fan a cambiare canale e metterlo sulla stazione che ospita la sua promotion preferita?


Semplice ma fondamentale: l'effetto sorpresa.


Facile a dirsi... ma quale sorpresa avrebbe cambiato le sorti di uno spettacolo che poco aggiungeva a quel che già la WCW presentava?


Il destino volle che Luger e Sting, da sempre amici fraterni, si trovassero di fronte ad una birra a parlare dei rispettivi posti di lavoro.


Luger era molto contento del suo attuale impiego in WWF. Nonostante il suo momento di popolarità si fosse spento dopo WrestleMania X, si trovava bene a Stamford ed aveva un ottimo rapporto con McMahon. L'idea era quella di chiudere la carriera proprio là e di tentare la fortuna con nuove idee lavorative al di fuori del wrestling.


Per questo i negoziati sul nuovo contratto si erano un po' raffreddati, Vince voleva capire bene le idee di Luger e quanto ancora investire su di lui. Nessun problema, all'epoca i rapporti di lavoro erano ancora molto basati sull'antico assioma dell' "onore e rispetto" tra promoter e lottatori, e Luger da oltre 6 mesi stava lottando per McMahon senza aver firmato alcuna estensione di contratto.... bastava una stretta di mano tra i due.


"Cosa???" - disse Sting guardando Luger come se avesse visto un fantasma - "stai lavorando alla WWF senza avere un contratto?".


Immediatamente si accese in lui la classica lampadina.


"Puoi fare una telefonata a Bischoff? Stiamo lanciando una nuova idea e magari ti puo' interessare..."


Adesso però c'era da convincere il capo: Eric non aveva la benché minima intenzione di mettere sotto contratto Luger, considerata una testa calda e con un atteggiamento da primadonna che non avrebbe giovato al backstage in quel momento particolare.


Ma Sting era completamente l'opposto: una delle più grandi stelle della WCW su cui Bischoff poteva contare, suo amico e fidato collaboratore, pronto a mettere la sua stessa parola in gioco per Luger.


Così, dopo una serie di incontri segreti tra i due, in qualche modo Luger e la WCW trovarono un accordo. Ma c'era una clausola contrattuale che a Lex non andava proprio giù: non doveva dire niente a Vince McMahon e la WWF.


Non era tenuto a dire nulla. Non aveva contratti che lo legavano o particolari amicizie. Ma era figlio del vecchio business, quello in cui tradire la parola data ad un promoter era uno stigma di assoluta nefandezza.


Ma Bischoff fu irremovibile. O così o poteva tranquillamente tornare a fare il lottatore di secondo piano in WWF.


Per settimane, nonostante i piani in essere con la WCW, Luger tentò di trovare un accordo finale con la WWF e McMahon, accordo che non andò mai in porto.


Così, la sera del 4 Settembre 1995, dal "The Mall of America", un centro commerciale, la WCW dette il via al suo nuovo programma "Monday Nitro" (che foneticamente rimandava al rivale "Monday Night Raw").


L'effetto dovuto alle centinaia di persone presenti nel centro dava l'impressione di essere in un posto anche più grande della classica arena o palazzetto dello sport, e con il match iniziale tra Flyin' Brian Pillman e Jushin "Thunder" Liger l'azione frenetica dette una ventata di freschezza iniziale allo show.


Intanto Lex si trovava nella sua camera d'albergo, senza avere la benché minima idea di come si stesse sviluppando lo show. Eric aveva voluto così, per creare la giusta attesa non solo nel pubblico ma anche negli stessi protagonisti.


Poi, un furgoncino dai finestrini oscurati andò a prelevarlo per portarlo allo spettacolo, in pieno stile "rapimento", con tanto di enorme asciugamano sulla testa a coprire la sua identità.


Poi, improvvisamente, Luger apparve sullo stage di Nitro, mentre Hulk Hogan stava lottando contro il Dungeon of Doom.


La telecamera lo inquadrò. Era lui... uno degli atleti della World Wrestling Federation. Ma era lì, nella WCW. Ma che cavolo stava succedendo, pensò la folla?


E con essa gli spettatori a casa. Ed anche il resto dei ragazzi nel backstage, rimasti letteralmente a bocca aperta. Solo Sting era al corrente della sorpresa.


In quello stesso momento, da tutt'altra parte negli States, il producer WWF David Sahadi si trovava in uno dei camion di produzione della Federazione, accanto al boss, intenti a vedere la promotion che aveva avuto l'ardire di sfidarli nella programmazione del lunedì sera.


L'idea era di farsi quattro risate alle loro spalle, vedere i disastri creativi e le idee male assortite... ma quel momento ridimensionò completamente le loro aspettative.


La faccia di McMahon divenne pallida come quella di un morto.


Sahadi e Vince si guardarono negli occhi e compresero che tutto era cambiato.


Che la WCW aveva dichiarato loro guerra.


Che non potevano più dormire sugli allori.


In poche parole... che la guerra era iniziata!


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