lunedì 14 settembre 2026

Bonaccini sa cosa votano questi

 


Li trovi sotto qualunque necrologio, manco lavorassero per Taffo.

C’è uno che muore a 93 anni dopo una vita di acciacchi, tre bypass, due tumori e una passione per la grappa alle otto del mattino.

E loro:  

“Vaccino?”


Gli chiedi quale ricerca scientifica colleghi quel malore specifico al vaccino e svaniscono in una risata isterica, con la stessa velocità con cui spariscono le prove quando il guru sbaglia una profezia.


Durante la pandemia si facevano pollare 300, 400, pure 500 euro da perfetti sconosciuti su Telegram per un Green Pass falso che magari non funzionava nemmeno.

Il capolavoro è che, per non farsi “controllare dal sistema”, mandavano soldi e documenti personali a uno chiamato tipo PatriotaLibero_88, con la foto profilo di un lupo, una bandiera italiana e l’aquila romana fatta con Paint.


Poi li vedevi inveire contro le grandi case farmaceutiche:

“Big Pharma vuole solo i nostri soldi!”

E cinque minuti dopo erano lì a regalare 15 o 20 euro a tampone, ogni volta, pur di non vaccinarsi.

Contro Big Pharma, ma con la tessera punti.  

Al decimo tampone ti davano in omaggio una paranoia nuova.

Hanno criticato i vaccinati perché “si affidavano ciecamente alla medicina”.


Loro invece, pensatori indipendenti, si sono affidati a sverminanti per cavalli, idrossiclorochina, vitamine prese a secchiate, aerosol improbabili, integratori dal nome in latino e tisane spiegate in diretta da uno che fino a tre mesi prima vendeva cover per cellulari.


“Ma non lo dice la TV!”

No, infatti.  

Lo diceva uno con la ring light, la lavagna piena di frecce rosse e il link PayPal fissato nei commenti.


Nel 2020 non facevano nemmeno in tempo a gridare:

“NORIMBERGA 2!”

che qualcuno era già pronto a vendergli la denuncia collettiva, il ricorso rivoluzionario, il certificato magico, la diffida da stampare in casa o il documento segreto che avrebbe fatto crollare la Repubblica entro venerdì.

Venerdì di quale anno non si è mai capito.


E mentre urlavano alla “dittatura sanitaria” per una mascherina, un tampone o una misura di contenimento, lustravano metaforicamente le scarpe a neofascisti, autocrati, propagandisti e aspiranti uomini forti.


La libertà, per loro, funziona così:

“Fate quello che volete.  

Purché facciate esattamente quello che dico io.”


La parte più esilarante è che si definiscono pensatori indipendenti

Indipendenti da cosa?

Dalle fonti.  

Dalle verifiche.  

Dalla memoria.  

Dalla vergogna.


Il guru sbaglia una previsione?  

“Era una psy-op.”

Il guru cambia versione?  

“Si sta adattando al piano.”

Il guru chiede soldi?  

“Lo fa per informarci.”

Il guru viene smentito?  

“Segno che fa paura al sistema.”


E quando qualcuno, invece di ascoltare medici e fonti affidabili, si affida a intrugli fai-da-te, cure miracolose e ciarlatani da tastiera, e finisce male, improvvisamente cala il silenzio.


Perché il complotto va bene finché produce visualizzazioni, donazioni e applausi.

Quando presenta il conto, la colpa è sempre di qualcun altro.

Non combattono il sistema.

Fanno volontariato per l’ufficio marketing di truffatori, fuffaguru e venditori di panico.


E lo fanno gratis

Anzi no

Spesso pagano pure


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