domenica 13 settembre 2026

Lepa Radic

 


Aveva 17 anni quando salì sul patibolo. Secondo le testimonianze tramandate, le offrirono la possibilità di salvarsi in cambio dei nomi dei compagni.


Lepa Radić rifiutò.


Era nata il 19 dicembre 1925 a Gašnica, vicino a Bosanska Gradiška, in una famiglia serbo-bosniaca. Ancora adolescente entrò nella Lega della Gioventù Comunista e, nel 1941, nel Partito Comunista di Jugoslavia.


La guerra aveva già travolto la sua regione.


Dopo l’invasione della Jugoslavia da parte delle potenze dell’Asse, il territorio in cui viveva venne inglobato nello Stato Indipendente di Croazia. Nel novembre 1941 Lepa fu arrestata insieme ad alcuni familiari dagli ustaša.


Il 23 dicembre dello stesso anno riuscì a fuggire dal carcere insieme alla sorella Dara, pochi giorni dopo aver compiuto 16 anni.


Da quel momento entrò nelle file partigiane.


Nel febbraio 1943, durante le operazioni collegate alla battaglia della Neretva, Lepa era impegnata nel trasferimento dei feriti verso un rifugio nell’area del monte Grmeč.


Fu catturata durante uno scontro con la 7ª Divisione da montagna SS “Prinz Eugen”.


Trasferita a Bosanska Krupa, venne sottoposta a interrogatori e torture per ottenere informazioni sui partigiani.


Non parlò.


Nel febbraio 1943 venne condannata a morte e impiccata pubblicamente a Bosanska Krupa. Le fonti non concordano sulla data esatta dell’esecuzione, generalmente indicata tra l’8 e l’11 febbraio.


Secondo le testimonianze tramandate, quando aveva già il cappio al collo, i tedeschi le offrirono ancora una possibilità: avrebbe potuto salvarsi indicando i nomi dei comandanti e dei membri del movimento nascosti nella zona.


La sua risposta è diventata parte della memoria della resistenza jugoslava.


Secondo le ricostruzioni successive, disse di non essere una traditrice e che avrebbero conosciuto quei nomi quando i suoi compagni sarebbero arrivati a vendicarla.


Fu impiccata a 17 anni.


Esistono fotografie della sua esecuzione, immagini diventate negli anni uno dei simboli più duri della resistenza nei Balcani durante la Seconda guerra mondiale.


Nel 1951, otto anni dopo la sua morte, Lepa Radić ricevette postuma l’Ordine dell’Eroe del Popolo.


All’epoca fu la più giovane destinataria di quella decorazione.


La sua storia è rimasta nella memoria non soltanto per la giovane età.


È rimasta perché, secondo le testimonianze sulla sua esecuzione, nel momento in cui avrebbe potuto tentare di salvarsi indicando i propri compagni, scelse di non farlo.


Aveva 17 anni.


Ed era già entrata nella storia.

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