lunedì 14 settembre 2026

Bessie Coleman

 


Bessie Coleman nacque in Texas nel 1892, aveva ascendenti Cherokee o Choctaw da parte paterna ed entrambi i suoi genitori erano afroamericani. All’età di 23 anni, si trasferì a Chicago, in cerca di un futuro migliore. Tra le tante persone che incontrò nei suoi 5 anni nell’Illinois vi erano alcuni piloti della Prima guerra mondiale, i quali le trasmisero la passione per il volo, ma Bessie dovette vedersi chiudere in faccia tantissime, troppe porte, perché nera e perché donna. Furono altre due persone, un giornalista e un banchiere, che la convinsero prima a inseguire i suoi sogni fino a oltre i confini degli Stati Uniti, e poi a finanziare il suo viaggio verso la Francia, dove si sarebbe iscritta alla Federazione Aeronautica Internazionale. 

Era il 1920.

Volava alto Bessie, e volava bene, tanto da ottenere il brevetto di pilota in poco più di 6 mesi, prima donna afroamericana a riuscirci, oltre che prima cittadina statunitense a ottenerlo presso la scuola di Parigi. Al suo ritorno negli Stati Uniti, Bessie passò quanto più tempo possibile lì in alto, “dove non c’è razzismo”, esibendosi in spettacoli di volo, ma non si risparmiava nemmeno quando aveva i piedi sulla terra, promuovendo il lavoro nel settore aeronautico per gli afroamericani. L’ideale di uguaglianza e di rifiuto del razzismo superava addirittura la passione per il suo lavoro: Bessie accettava infatti di partecipare esclusivamente a spettacoli che non prevedessero limitazioni razziali per il pubblico.

Ebbe anche il tempo di sopravvivere a un incidente con il suo aereo, prima di rimanere vittima di un secondo, nel 1926, mentre aspettava, impaziente, di poter vedere con i suoi occhi una sua scuola di volo, che non avrebbe fatto distinzioni di sesso e di razza, con la quale voleva “trasformare la capanna dello zio Tom in un hangar”.


Cronache Ribelli 

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La storia di Bessie Coleman è raccontata in C'era una (R)ivolta 2. Lo trovate seguendo il link nel primo commento.

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