martedì 15 settembre 2026

Pagasse (bene) i lavoratori

 


Ma esattamente, da quando in qua lavorare gratis e fare straordinari senza essere pagati è diventato qualcosa da rivendicare con orgoglio nelle interviste?


L’ultimo in ordine di tempo è Ernst Knam che, in una surreale intervista su Fanpage.it, ci spiega candidamente che ai suoi tempi gli straordinari si facevano gratis, senza chiedere nulla, ma “col sorriso”. Una roba che ha giustamente fatto rizzare i capelli sulla testa a chiunque si occupi di diritti dei lavoratori. Trovate un’ottima e puntuale analisi di tutta la vicenda nella newsletter “Ma che, davvero?” di Charlotte Matteini, che vi consiglio di recuperare.


Prima di lui abbiamo avuto Alessandro Borghese con la leggendaria retorica del “lavorare per imparare”, e per anni abbiamo sentito ripetere nella ristorazione la solita narrazione della sofferenza come requisito d’accesso in cucina.


I nuovi divi della pasticceria e della ristorazione sono diventati personaggi televisivi, ma appena si spegne la telecamera e si passa al contratto di lavoro, il disco rischia di essere sempre lo stesso: la narrazione tossica del sacrificio a fondo perduto.


«I giovani non hanno voglia di fare la gavetta». «Ai miei tempi io saltavo i fossi per la lunga».


Poi però succede che a luglio l’intera brigata di Knam si dimette in blocco e lui si ritrova con un solo collaboratore al forno. E la risposta dello chef non sembra essere una profonda e umile autocritica sul perché una squadra intera abbia deciso di andarsene. No, la risposta è lamentarsi che l’imprenditore non è tutelato e che una volta si lavorava col sorriso pure gratis.


Spoiler: la gente lavora per vivere, non per alimentare l’ego dello chef star di turno. Se vuoi dipendenti qualificati, performanti e presenti, la ricetta è sorprendentemente semplice:


Li paghi bene.


Paghi gli straordinari fino all’ultimo centesimo.


Garantisci orari umani e una vita al di fuori del posto di lavoro.


La retorica del "si fa per la passione" ha finito la farina.


Se la tua brigata ti manda a quel paese in blocco, il problema non sono le nuove generazioni "viziate": il problema è che la gente ha finalmente smesso di farsi sfruttare col sorriso.

Zecca Buonista

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