martedì 15 settembre 2026

Putin ha perso la guerra!

 


A voi piacciono le sorprese? A me sinceramente sì, ma con moderazione; a volte, come chiunque altro, trovo un enorme conforto nella prevedibilità delle persone. Per esempio, è assolutamente prevedibile che gente del calibro di Travagliov e Barberov tiri merda sciolta ad alto contenuto di Vibrio cholerae in una turboventola industriale, chiamando poi il tutto “giornalismo”; sinceramente non è che mi potessi aspettare chissà che di diverso da una loro discussione di 1 ora e mezzo sul palco della festa del Fango Quotidiano. Cioè, da Barbero mi aspetto il solito il panegirico di Santa Madre Russia, incentrato tanto per cambiare su come abbia sconfitto i nazisti e scordandosi, tanto per cambiare, dei 2,6 mln di tonnellate di prodotti petroliferi, 4,5 mln di tonnellate di cibo, 2,8 mld di tonnellate di acciaio, 400.000 veicoli da trasporto, 19.000 aeroplani 11.000 carri armati, 1911 locomotive a vapore, 66 locomotive diesel, 9920 rimorchi, 1000 bulldozer, 120 vagoni ferroviari e 35 macchine corazzate, i 180000 morti e i bombardamenti strategici sulla Germania da parte degli USA. E poi mi aspetto le solite osservazioni idiote condite dalle solite risatine strafottenti, tipo “Se la guerra deve scoppiare la facciamo scoppiare noi (Europei). Ma poi esattamente com’è che si fa la guerra alla Russia? Cioè… cosa prevedono? Cioè questo nuovo esercito tedesco attraverserà la Polonia e l’Ucraina per invadere la Russia?” (1). Capito? Intanto abbiamo scoperto che la Russia sta faticando in Ucraina (ma come, i Russi non erano talmente inarrestabili che l'Ucraina non aveva alcuna speranza e faceva meglio ad arrendersi?); e poi che siamo noi Europei che vogliamo dichiarare guerra a Vlad il Macellaio, addirittura “la Germania vorrebbe invadere la Russia”, che come dicevo tempo fa alla fine il riscaldamento globale gioca pure a loro favore. Anche qui, ovviamente, Barberov si scorda di dettagli fondamentali, tipo gli sconfinamenti russi nei cieli europei, gli attacchi informatici, un drone imbottito di Semtex lanciato contro un aereo in un aeroporto tedesco, le minacce di guerra se noi Europei dovessimo spedire truppe in Ucraina (2) o le sue svariate e generiche minacce contro persone e/o stati europei. Tutto assolutamente prevedibile.

Da Travaglio invece mi aspetto la merda e, sorpresa sorpresa, neanche stavolta sono rimasto deluso: secondo il Principe degli Stampamerda infatti una delle maggiori detrattrici di Putin, la Kallas, ce l’avrebbe con i Russi per “questioni di famiglia”; cioè, non c’entra il fatto che lo Zar di tutte le Mafie sia un dittatore imperialista e assassino che ha reiteratamente minacciato di invadere la sua nazione; no no, signori miei, il caro Marko rimprovera alla Kallas di avere il dente avvelenato nei confronti dei Russi solo perché avrebbero fatto un torto alla sua famiglia, ossia deportarne e spedirne in un gulag svariati membri ai gloriosi tempi di Baffone Stalin. Un po’ come criticare il padre di Anna Frank perché ce l’ha con i Tedeschi. Oh, non so per voi, ma secondo ha ragione, la Kallas un po’ esagera…

Insomma, la festa del Fart Quotidiano non mi ha stupito per niente, mi aspettavo una serie di vaneggiamenti e dichiarazioni da #ciucciacazzodiPutin dalla coppia di sbocchinatori ideologici del Padrino del Cremlino ed è ciò che ho visto; ma anche chi si aspettava qualche sorpresa dal movimento politico di riferimento del Fallo Quotidiano, il cosiddetto campo Lavrov, anche stavolta è costretto a rimanere deluso. Sempre nel corso della suddetta festa, i presenti si sono infatti potuti gustare l’intervento dell’Avvocado del Bobolo, sua eccellenza Giuseppe Conte, che ci ha tenuto a fare il punto della situazione: primarie sì, primarie no, primarie forse, programma sì ma ancora no, adesso iniziamo a scriverlo, a comprare i fogli e le biro doveva passarci Fratoianni ma se l’è scordato; ancora non si è capito chi dovrebbe comandare là dentro e cosa vorrebbe fare la Santa Alleanza qualora arrivasse al governo. Nonostante ciò, l’avvocato dal capello più unto d’Italia ha voluto chiarire l’unico punto che gli sta veramente a cuore: se nel programma si parla di aiuti all’Ucrainia, lui non lo firma: “È chiaro che dovremo preventivamente precisare qualche punto fermo perché non può essere che domattina vinca Schlein o un altro candidato e a quel punto si mandano a gogo armi a Kiev” (3). E anche qui, vi dirò, il ragionamento di Conte è assolutamente prevedibile oltre che di una linearità disarmante: se si fanno le primarie e vinco io, il programma lo decido io e non si mandano aiuti militari a Kyiv; se invece le perdo, il programma non lo firmo e voi del PD v’attaccate al cazzo. Chiaramente di fronte a questo raro sfoggio di acume politico ci sono voluti 7 nanosecondi prima che il pugliese più famoso d’Italia dai tempi di Al Bano venisse sfanculato da un nutrito gruppo di riformisti del PD, molti dei quali immagino con la valigia in mano pronti a seguire i propri sogni come già fatto dalla Picierno. Allo stesso tempo, un segretario dotato di spina dorsale lo avrebbe chiamato il giorno dopo per chiarirgli educatamente dove, quando e con che strumenti gli avrebbe spaccato la faccia e tagliato le gomme della macchina. Invece il segretario in questione è Elly “Tragedia annunciata” Schlein, la quale continua a fingersi morta per non affrontare questo genere di questioni. 

E vi devo dire che anche da questa prevedibilità traggo un enorme conforto.

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