sabato 19 settembre 2026

Il professor Arcangeli insegna a Vannacci cosa sia la Resistenza

 Il 16 settembre scorso,  con l'avvocato Antonio Fiumefreddo, a tutela della Costituzione e in difesa dell’Italia civile e democratica, ho denunciato alla Procura della Repubblica di Marsala i presunti responsabili dell’episodio di marca neofascista avvenuto a Mazara del Vallo. Faremo lo stesso con tutti gli affiliati al partito di Futuro Nazionaie, il maggiore responsabile delle recrudescenze neofasciste di questi ultimi mesi, o con chiunque rientri in qualche modo nella sua galassia, perché si cominci a fare terra bruciata, con gli strumenti della democrazia, tutt'intorno a una pericolosa formazione sovversiva contro la quale l'Italia sta già attivando i suoi anticorpi. La contestazione di Torino e l'interrogazione parlamentare del Pd sull'incostituzionalità del partito di Roberto Vannacci vanno esattamente in questa direzione.


Unitevi a noi.


"Tutti per una, l'Italia antifascista per tutti".


Per aderire al nostro movimento: 3477296033 (contatto WhatsApp)


Ecco i contenuti del nostro esposto per i fatti di Mazara del Vallo.


La sera di domenica 6 settembre 2026, presso lo stabilimento balneare Approdo dei Saraceni, situato lungo la costa di Mazara del Vallo, nei pressi di Torretta Granitola, si è svolta la festa di chiusura della stagione estiva alla presenza di numerosi avventori. Nel corso della serata la CentoQuattro 104 Band, originaria di Realmonte, ingaggiata dai titolari del locale, ha eseguito pubblicamente "Faccetta nera", coinvolgendo i presenti nel canto. I video pubblicati sui social network mostrano numerosi partecipanti intenti a cantare e ballare. Alcuni di essi hanno anche alzato il braccio destro, con modalità chiaramente riconducibili al saluto romano, e l’art. 4 della L. 20 giugno 1952, n. 645, punisce la propaganda diretta alla costituzione di associazioni, movimenti o gruppi aventi le caratteristiche indicate dall’art. 1 della stessa legge e la pubblica esaltazione di esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, quando essa presenti concreta idoneità a favorire la riorganizzazione del disciolto partito fascista.


Quanto accaduto e ripreso, nonché postato sui social, non è avvenuto nel contesto di una rappresentazione storica, teatrale o didattica. "Faccetta nera" è stata invece eseguita, davanti a un pubblico numeroso, senza alcuna contestualizzazione critica che chiarisse che ci si trovasse lì per una festa da ballo. .


Le responsabilità principali, a nostro giudizio, devono essere ricercate nelle decisioni assunte dai titolari del locale, che hanno organizzato la serata, scelto la band, messo a disposizione il palco e gli impianti, e dal responsabile del gruppo musicale, che, dopo l’ampia divulgazione della notizia da parte della stampa locale e nazionale, ha rimosso tutti i suoi account social. 


Da non trascurare, ad aggravare la posizione dei titolari dell’Approdo dei Saraceni, quanto pubblicamente dichiarato dopo il fatto, in un comunicato diffuso via social, da un’altra formazione musicale già ospite dello stabilimento di Mazara del Vallo:


"In qualità di Yasmin Brothers, esprimiamo il nostro più profondo rammarico per i deprecabili eventi occorsi domenica scorsa presso “L’Approdo dei Saraceni”.

È una realtà che purtroppo abbiamo toccato con mano: lo scorso 2 agosto, essendoci esibiti su quel medesimo palco, siamo stati vittime di un vile linciaggio per il solo aver intonato le note di “Bella Ciao. Alla luce del nostro vissuto, già con la decisione di non tornarci più, l’amarezza è ulteriormente amplificata nel constatare come i colleghi della band 104 non si siano tirati indietro nel riprodurre il brano “faccetta nera” che pur avendo un testo prettamente volto all’integrazione, molti non sanno che fa riferimento alle barbarie [sic] gesta del periodo coloniale fascista in Etiopia[.] Essendo una formazione musicale che ripudia fermamente qualsiasi manifestazione e censura di matrice fascista, ribadiamo ancora una volta la nostra irrevocabile decisione di interrompere ogni futura collaborazione e di non esibirci mai più all’interno di tale locale”.


Tra l’altro il comunicato pubblicato il 7 settembre, sulla loro pagina ufficiale Facebook, dai titolari dello stabilimento, che hanno parlato di un’”esecuzione […] durata soltanto pochi secondi, il tempo necessario per accorgerci di quanto stesse accadendo e chiedere che il brano venisse interrotto”, e aggiunto che nella “stessa serata è stata eseguita anche Bella ciao e, in tante altre occasioni, il repertorio proposto nel nostro locale ha spaziato tra generi, epoche e perfino canti religiosi”, è smentito da diversi commenti a quel post.


Nel chiedere alla Procura che sia identificato il responsabile della band quale soggetto che ha predisposto o approvato la scaletta e diretto l’esibizione, e dubitando al contempo che "Faccetta nera" facesse già parte del repertorio del gruppo, abbiamo ritenuto necessario accertare se l’esecuzione del brano sia stata predisposta con anticipo, e da chi sia stata richiesta.  Nell’esposto abbiamo anche chiesto che siano acquisite le registrazioni integrali dell’esibizione per verificare con quali parole il brano sia stato presentato, e se i musicisti abbiano invitato il pubblico a cantare o a compiere gesti e quale sia stata la loro reazione alla vista delle braccia tese.

Massimo Arcangeli 

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