"Hey chico... se succede qualcosa a quest'oro... qualcosa succederà a te!"
Quando Scott Hall arrivò sugli schermi di Tele+2 con quella sua simpaticissima aria arrogante, questo omone pieno di orpelli al collo e lo stuzzicadenti in bocca mi colpì subito: ottimo fisico, seppur non esageratamente pompato, ma soprattutto un magnetismo ed un carisma incredibile, molto superiore alla maggior parte dei suoi colleghi del periodo.
In realtà, noi ragazzini degli anni 90 non lo sapevamo, ma Hall aveva già avuto un passato ricco di incontri, tra Giappone, AWA e WCW (in quest'ultima, ben prima del suo spettacolare secondo debutto quella sera di Nitro del 1996, quando fece intendere che una delegazione della WWF stava per invadere la federazione di Ted Turner).
Per noi non era altri che il Tony Montana della World Wrestling Federation: Razor Ramon.
Oggi sappiamo che Hall, quella carriera, quei titoli, li ha raggiunti con i denti e con le unghie, lottando contro uno stress post traumatico dovuto ad un incidente davvero sconvolgente.
Nel 1983, alla giovane età di 25 anni, mentre faceva il buttafuori, si trovò coinvolto in un alterco con un uomo. Nella colluttazione, l'uomo tirò fuori un'arma da fuoco dal suo vestito e Hall, preso dal panico e consapevole che la sua vita era in pericolo, riuscì in qualche modo a prendergli l'arma ed a difendersi a sua volta... colpendolo in testa, fatalmente.
Questo terribile episodio fu alla base dei suoi continui problemi: da cattolico, era cresciuto con il principio della sacralità della vita, ed il fatto di averla tolta - seppur per legittima difesa - ad un'altra persona lo aveva comprensibilmente sconvolto.
Si buttò nel wrestling, negli allenamenti... e purtroppo, anche nell'alcol.
Accanto a lui ebbe la fortuna di avere amici unici, come "Big Sexy" Kevin Nash (Diesel) e Sean "1-2-3 Kid" Waltman, che hanno cercato per tutto l'arco della sua carriera di essere un punto di appoggio nei momenti più difficili.
Hall, però, continuava ad andare sempre più giù nell'abisso, nonostante le sue doti innate in qualche modo lo tenessero sempre a galla, riuscendo persino a strappare un nuovo contratto con la WWF nel 2002, purtroppo durato ben poco.
Poi, nel 2013, durante un controllo in ospedale, un dottore dai metodi spicci ma diretti, fu esplicito con il lottatore: "hai una polmonite bilaterale ed il tuo cuore è in fibrillazione atriale. Se continui così, presto morirai".
Sconvolto dalla notizia, Hall capì in quell'istante che così non poteva continuare.
Fu Dan Spivey, wrestler e suo vecchio compagno di tag team, a portarlo in una clinica, dove gli impiantarono un peacemaker. Cercò anche di convincerlo a non curare solo il fisico, ma anche quel male interiore che lo stava consumando.
Niente da fare.
Fu solo una telefonata disperata di Waltman, che non poteva più vedere l'amico autodistruggersi in quel modo, fatta a Diamond Dallas Page, la quale servì per dare una svolta: Page chiamò a sua volta Hall subito la mattina seguente, mentre l'ex-membro del new World order stava facendo una colazione a base di Vodka e risentimento.
La sua irresistibile positività, le sue idee, in qualche modo lo convinsero a provare, almeno per un pò, quel suo strano "yoga".
E per qualche incredibile ragione, Hall lo ha seguito lungo un percorso di redenzione che per tanto tempo ha funzionato.
Ma i demoni, si sa, sono difficili da stanare e cacciare nei meandri oscuri.
Nel 2020, un nuovo episodio lo colse durante un meet and greet virtuale, costringendo il Bad Guy ancora una volta ad interrogarsi dove stava andando la sua vita.
Siamo stati testimoni del suo periodo fantastico in WWF, dalla sua allenza con Ric Flair fino alla sua lunga cavalcata come campione intercontinentale, incluso il duplice, spettacolare ladder match contro Shawn Michaels.
Lo abbiamo visto cambiare le fondamenta della WCW come parte del sensazionale nWo.
Lo abbiamo tifato, sperando prima o poi in un titolo mondiale che non è mai arrivato... noi, innamorati di quel "HEY YO!" che faceva gridare il pubblico di ogni arena degli States.
Poi, come una poesia dal finale amaro, il 14 Febbraio 2022, a seguito di un coagulo formatosi durante una operazione di ricostruzione di una anca (e dopo ben 3 infarti consecutivi) Razor Ramon ci ha lasciato.
Ha cercato fino all'ultimo di respirare, di tenere duro, lui che non poteva arrendersi, perché era "The Bad Guy", il ragazzo cattivo.
Aveva 63 anni.
Le parole, strazianti e colme di lacrime dell'amico Kevin Nash, raggiunsero tutti, a testimonianza della grandezza di questo wrestler:
"Mi devo preparare a vivere la mia vita senza il mio migliore amico.
Non ci sarà mai un altro come lui.
Riposa in pace, Bad Guy".
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