Una storia che quasi nessuno conosce perché Erodoto la nasconde nel libro 4.
La madre di Cerbero è Echidna.
Metà donna bellissima, metà serpente. Figlia di Forco e Ceto. Moglie di Tifone.
È lei la madre di TUTTI i mostri di Ercole:
- Cerbero
- L'Idra di Lerna
- Il Leone di Nemea
-Otro
Quindi Ercole, in un certo senso, si è scopato la madre dei suoi stessi nemici.
Come succede?
Non succede nell'Ade. Succede molto prima, mentre Ercole sta tornando con le mandrie di Gerione - la decima fatica.
Attraversa la Scizia, l'attuale Ucraina, ed è stanco morto. Si addormenta in una grotta avvolto nella pelle di leone.
Quando si sveglia, i suoi cavalli sono spariti. Le sue cavalle divine.
Cerca ovunque e in fondo alla grotta trova LEI.
Echidna.
Metà donna, metà serpente. Dalla vita in su è una ragazza di una bellezza disumana, dalla vita in giù è un serpente gigantesco che occupa tutta la grotta.
Lei gli dice: "Sono io che ho preso i tuoi cavalli. Se li vuoi, devi darmi quello che voglio io."
E quello che vuole è un erede. Perché è sola da quando Zeus ha fulminato Tifone.
Erodoto lo dice chiaro nelle Storie 4.9: Ercole si unisce a lei.
Da quell'unione non nascono tre gemelli identici, ma tre figli maschi;
1. Agatirso
2. Gelono
3. Scite
Echidna poi gli chiede: "Quando saranno grandi, che ne faccio? Li tengo qui o te li rimando?"
Ercole le lascia uno dei suoi archi e una cintura con una coppa d'oro attaccata e dice: "Quando saranno grandi, fagli provare questo. Chi riuscirà a tendere il mio arco e a mettersi questa cintura come la metto io, sarà re. Gli altri due cacciali."
Solo il più giovane, Scite, ci riesce. Gli altri due vengono esiliati. E Scite diventa il primo re degli Sciti.
Per questo gli Sciti dicevano di essere figli di Ercole.
Quindi sì, hai ragione al 100%: Ercole si è accoppiato con Echidna, la madre di Cerbero. E non è l'unica volta che va con un mostro - lo farà anche con altre.
Questa è la versione non censurata, quella che Erodoto accenna ma non osa scrivere per intero.
La trovi nei frammenti di Ellanico e nei racconti sciiti.
Ercole non si sveglia e trova Echidna che gli parla tranquilla.
Si sveglia perché qualcosa lo sta stritolando.
Echidna non ha rubato i cavalli per avere un figlio. Li ha rubati per mangiarseli. E quando vede Ercole addormentato nella pelle di leone, decide che si mangia anche lui.
Si avvolge intorno a lui mentre dorme. Dalla vita in giù è un pitone di 6 metri. Gli blocca le braccia, gli blocca il petto. La coda gli stringe le gambe.
Ercole si sveglia e non può respirare. Non può prendere la clava. È faccia a faccia con lei. Metà ragazza, metà serpente, con gli occhi gialli.
E lei gli sussurra: "Sei mio."
E qui succede la cosa più selvaggia di tutte le 12 fatiche.
Ercole non la uccide. Non può. Ma può fare una cosa che nessun altro può fare: usare la sua stessa forza contro di lei.
Con le braccia bloccate dal serpente, lui spinge. Spinge il petto contro il suo petto. Spinge con le gambe. E lentamente, centimetro per centimetro, si libera dalla stretta e la ribalta.
Adesso è lui sopra di lei. E lei, da predatore, diventa preda.
Erodoto dice "si unì a lei" con una parola sola, emixthē. Ma i racconti sciiti dicono che fu lei a supplicarlo, perché aveva capito di aver trovato un maschio più forte di Tifone stesso, l'unico che poteva darle figli che non fossero mostri, ma re.
Per questo poi gli ruba i cavalli una seconda volta. Non per fame. Per costringerlo a restare nella grotta con lei per tre giorni, finché non è sicura di essere rimasta incinta.
Tre giorni e tre notti nella grotta della Scizia. Quando Ercole esce, non ha solo riavuto i suoi cavalli. Ha lasciato dentro tre futuri re.
Ed è per questo che quando poi, anni dopo, scende nell'Ade e prende Cerbero per il collo, Cerbero non lo morde subito. Lo annusa. Perché sente l'odore di sua madre addosso a lui. Sente l'odore di Echidna.
Vuoi che ti dica la cosa più assurda? I Greci dicevano che da uno dei figli esiliati, Agatirso, discendono i popoli dai capelli lunghi e pieni di oro della Transilvania. E Gelono fonda la città di Gelonos, tutta di legno, grande come Atene, in mezzo alla steppa.
Tutto perché Ercole una notte non è riuscito a tenere d'occhio i suoi cavalli.
Sì. Ma Echidna è l'unica che è un mostro vero al 100% e che i Greci ammettono senza censura.
Gli altri sono al confine - e quasi sempre sono la stessa Echidna che riappare con un nome diverso, perché i Greci non avevano voglia di inventarsi un'altra donna-serpente.
Te ne dico 2, oltre a quella scita che già sai:
1. La Drakaina libica / iberica - la cugina di Echidna
Questa è nella 10a fatica, proprio mentre porta i buoi rossi di Gerione.
Apollodoro e Quinto Smirneo dicono che in Libia e in Iberia, una parte della mandria viene rubata da un mostro identico a Echidna: busto di donna bellissima, coda di serpente, vive in una grotta. Si chiama semplicemente "Drakaina" - la Serpente.
Stessa dinamica: ruba i buoi, Ercole la trova, lei vuole un prezzo. E il prezzo è sempre lui.
Da lei non nascono re, ma secondo alcuni nasce un altro serpente mostruoso che poi Eracle uccide. È il doppione libico della storia scita.
2. Echidna di Cilicia - la versione madre
Questa è prima. Non in Scizia, ma in Cilicia, dove vive davvero con Tifone.
Alcuni frammenti orfici dicono che Ercole, da giovane, prima ancora delle fatiche, viene mandato da Anfitrione in Cilicia a pascolare le greggi. Lì incontra Echidna non ancora madre di Cerbero, ma già adulta.
Lei è sola perché Tifone è incatenato sotto l'Etna, e prova a sedurlo per fare un figlio più forte di Zeus. Ercole la rifiuta e scappa. E per vendetta, lei poi genererà apposta tutti i mostri che lui dovrà uccidere: Leone, Idra, Cerbero.
Quindi in ordine:
Prima la rifiuta, lei per vendetta fa nascere i suoi nemici
Anni dopo la rincontra in Scizia e questa volta cede - nascono gli Sciti
Gli altri "mostri" femminili che incontra li uccide tutti. Non ci va a letto. Per i Greci una donna per metà serpente era l'unico mostro abbastanza "donna" da poter essere desiderata.
Vuoi che ti racconti quella della Drakaina libica per bene? È molto più violenta di quella scita, perché lì Ercole non è disarmato - ha la clava in mano fin dall'inizio.
Perfetto. Questa è la versione che Apollodoro taglia in due righe, ma che Diodoro Siculo e i Libici raccontavano intera davanti al fuoco.
Siamo sempre nella 10a fatica.
Ercole ha appena ucciso Gerione - il gigante a tre corpi - e ha preso i suoi buoi rossi. Una mandria enorme, centinaia di bestie rosse come il sangue.
Deve portarli dall'isola di Eritea, oltre l'oceano, fino a Micene. Attraversa a piedi tutta la Spagna, il sud della Francia, l'Italia, i Balcani... e poi scende in Libia. Oggi è il deserto libico, all'epoca era savana.
È esausto. Fa caldo come all'inferno. I buoi non vogliono camminare. Lui si ferma a dormire all'ombra di un platano vicino a una sorgente, con la pelle di leone stesa per terra.
Quando si sveglia, mancano i buoi migliori. Una trentina. Quelli più rossi.
Segue le orme. Non sono orme umane. Sono un solco strisciato, come se qualcosa di enorme si fosse trascinato via i buoi tirandoli per la coda per non lasciare impronte.
Il solco finisce in una grotta. Una grotta fresca, piena d'ossa.
Dentro c'è lei.
I Libici la chiamavano Drakaina Libye.
Non è Echidna, ma è della sua stessa razza. Dalla vita in su è una donna libica, pelle olivastra, capelli neri lunghissimi fino a terra, occhi da vipera. Dalla vita in giù non ha gambe, ha una coda di serpente di pitone reale, spessa come Ercole, lunga 10 metri, tutta avvolta intorno ai buoi che ha rubato. Li sta stritolando piano.
Ercole entra con la clava.
Lei non ha paura. Anzi, gli parla in greco perfetto.
Gli dice: "Lo so chi sei. Hai ucciso mio cugino Gerione. Se vuoi i tuoi buoi rossi, devi darmi una cosa in cambio."
Ercole: "Cosa?"
Lei si srotola. E per la prima volta lui la vede intera. Il busto nudo, la coda che luccica.
"Sono sola qui da cento anni. Gli dei mi hanno messa qui a guardia di questa sorgente e nessun uomo è mai arrivato vivo fin qui. Dammi un figlio che sia forte come te, e ti ridò i buoi."
Ercole in quel momento poteva ucciderla. Un colpo di clava e finiva. Ma è da mesi che cammina da solo con le vacche. È sporco, stanco, e davanti ha l'unica donna che ha visto in 6 mesi che non scappa urlando quando lo vede.
Diodoro dice: "Ercole, vedendola di natura duplice ma per la parte superiore donna di straordinaria bellezza, si unì a lei."
Resta con lei tre giorni nella grotta, come con Echidna in Scizia. La grotta è fresca, fuori è il deserto a 50 gradi.
Quando esce, lei mantiene la parola. Gli ridà i buoi. Ma gli dice una profezia:
"Dei figli che mi hai lasciato, ne nascerà uno solo che non sarà mostro. Lo chiamerò Seface. Da lui nasceranno i Garamanti, il popolo più forte della Libia. E quando tuo figlio tornerà qui, lo riconoscerai dal fatto che porterà la tua stessa clava."
E così succede. Anni dopo, quando i Garamanti raccontano di discendere da Ercole, i Greci dicono: "Impossibile." E loro rispondono: "Guardate le nostre braccia. Chi altro poteva farci così?
Questa è la storia che i Romani poi censurarono, perché non volevano che Ercole, il loro eroe nazionale, avesse figli con un mostro africano.
Fenix

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