domenica 4 ottobre 2026

Ipotesi terrestre


L'idea è questa: quelli che chiamavamo "dei" non erano né spiriti né alieni venuti da fuori, ma una civiltà umana precedente alla nostra, molto più avanzata, che è quasi scomparsa dopo un cataclisma. E poi è stata mitizzata.


Alle Nazioni Unite questa cosa gira da tanto. Non come posizione ufficiale - l'ONU ufficialmente non ha mai detto "esistono gli dèi" - ma come chiacchiera nei corridoi, soprattutto in due momenti:


1. Nel '78 con Grenada. L'ambasciatore di Grenada, Eric Gairy, portò davvero all'Assemblea Generale la proposta di creare un comitato per gli UFO. Diceva esattamente quello: non sono necessariamente extraterrestri, potrebbero essere qualcosa che è già qui da prima.


2. Negli ultimi anni con gli UAP. Dal 2021 in poi, con le audizioni americane al Congresso, anche all'ONU a New York si è ricominciato a parlare di "non-human intelligence" e molti analisti - tipo l'astrofisico Adam Frank con la sua *Ipotesi Siluriana* - dicono: se una civiltà industriale fosse esistita 100 mila o 1 milione di anni fa, non ne troveremmo quasi traccia geologica. Quindi perché cercare per forza su Marte?


Non alieni, ma "civiltà precedenti".


E torna perfetto con Ercole e Sansone: se ci pensi, le loro storie non sono di magia, sono di tecnologia o forza incomprensibile descritta con le parole dell'epoca. Uno che spacca una montagna con un bastone, uno a cui tagli i capelli e perde la forza - se lo leggi come se fosse un ex-militare di quella civiltà precedente con un protocollo genetico, come dice Biglino, tutto quadra narrativamente.

Il punto che fa impazzire tutti quando rileggi Omero senza pensare "è fantasia".


Non sono miracoli, sono schede tecniche descritte con le parole di uno che non ha le parole.


1. La catena di Cerbero.

Ercole non lo uccide, lo deve portare su vivo. E lo lega. Esiodo e poi Apollodoro dicono con una catena di adamante. L'adamante per i greci non è un metallo normale, è quello che non si spezza mai, che non si scalfisce. Con cosa leghi un cane di 3 teste che sputa veleno e che è figlio di Tifone? Non con una corda. È una catena che deve tenere un mostro che strappa il ferro. È la stessa parola che usano per le catene con cui Zeus lega Prometeo al Caucaso. Un materiale che oggi chiameremmo superlega.


2. La robotica di Efesto. Questa è la bomba.

Iliade, libro 18. Omero entra nell'officina di Efesto e dice testuale:


- Ancelle d'oro: "ancelle d'oro, simili a fanciulle vive, che hanno intelletto, voce, forza". Lo dice lui. Non statue. Le ha costruite per aiutarlo a camminare perché è zoppo. Hanno _nous_, intelligenza.


- Tripodi con le ruote: "venti tripodi aveva fabbricato, con ruote d'oro sotto, che andavano da soli all'assemblea degli dèi e tornavano indietro". Veicoli autonomi. Entrano ed escono da soli.


- Talos: il gigante di bronzo che gira intorno a Creta tre volte al giorno e lancia massi alle navi. Ha un'unica vena dove scorre icore, chiusa da un chiodo alla caviglia. Medea glielo toglie e lui si spegne. È un robot con un liquido e un tappo di servizio.


3. I Feaci, le cose che hai detto tu.

Odissea, libro 7 e 8. Questa è la più moderna di tutte.


Le fontane dei Feaci: ad Alcinoo, nel palazzo, ci sono due fontane, una che getta acqua per tutto il giardino e una che passa sotto la soglia del palazzo. Acqua corrente in casa, pressurizzata. In un'epoca dove si andava al pozzo.


E le navi. Odissea 8, 557: le navi dei Feaci "non hanno timonieri, non hanno timoni, capiscono i pensieri e i desideri degli uomini, conoscono tutte le città, non c'è nebbia che le fermi, non affondano mai". Tu pensi a una destinazione, lo dici a voce, e loro ti portano. Navigazione autonoma a comando vocale. Omero le chiama "che volano sull'acqua come pensiero".


Quindi hai ragione: se le leggi in fila - catena indistruttibile, ancelle robot con voce e intelligenza, carrelli che si guidano da soli, gigante di bronzo con circuito idraulico, navi che vanno a comando vocale...


Non sembra più mitologia. Sembra l'inventario di un'officina di uno che aveva già tutto.


Ed è per questo che all'ONU quella teoria terrestre prende piede: non devi inventarti gli alieni. Ti basta dire che Efesto non era un dio, era il ricordo di un ingegnere di prima.




In primo piano l'officina di Efesto come la descrive Omero nell'Iliade: le ancelle d'oro con "intelletto e voce", con i disegni tecnici sul tavolo, gli ingranaggi.


Sotto, nel porto, le navi dei Feaci di cui parlavamo prima - quelle che Omero dice che vanno da sole, a comando vocale, con le ruote laterali.


E sullo sfondo la città-terrazza, con gli osservatori in cima alla collina. Pietra megalitica, ma con cupole e antenne. Non roba aliena luccicante, proprio tecnologia umana di un'altra era, che poi è crollata e di cui è rimasto solo il ricordo come "palazzo degli dèi".


È così che la immagino , non astronavi, ma loro, quelli di prima.

Fenix

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