*Tutto nel clan, niente fuori dal clan* Dal Brasile all’Italia, il potere è una questione di cenone di Natale. 🇧🇷🇮🇹
Mentre noi continuiano a dividerci e ad accapigliarci sulle ideologie, la destra globale ha capito tutto molto prima di noi. E ha applicato l'unica vera legge che non passa mai di moda: il familismo assoluto.
Avrete visto i risultati in Brasile. Jair Bolsonaro, ineleggibile per legge, manda al ballottaggio presidenziale il suo primogenito, Flávio.
Ma la cosa fantastica non è neanche questa. È il bilancio delle urne per il resto della famiglia del patriarca Jair:
• La moglie (Michelle) eletta al Senato.
• Il secondo figlio (Carlos) eletto al Senato.
• Il quarto figlio (Jair Renan) eletto Deputato.
• Il fratello (Renato) eletto Deputato.
In pratica, se in Brasile vuoi fare carriera politica a destra, non ti serve un programma o una militanza: ti serve il test del DNA di Jair.
E da noi? Be', diciamo che l'ispirazione non manca. Guardi a Roma e vedi la stessa identica armonia familiare: cognati ministri, sorelle al vertice del partito a gestire ogni singolo dossier. E noi lì a chiederci: ma per le prossime elezioni dobbiamo davvero fare i sondaggi sui candidati o ci basta aspettare il prossimo pranzo della domenica a Colle Oppio per sapere chi va in lista?
A questo punto, diciamocelo chiaramente con un pizzico di amarezza: la candidatura formale della sorella della premier per il prossimo anno è praticamente nell'aria. È la naturale evoluzione delle cose. Perché sforzarsi di costruire una classe dirigente diffusa, meritoria o selezionata sul campo quando puoi semplicemente fidarti di chi condivide il tuo stesso codice genetico?
Niente primarie, niente correnti, niente dibattito interno. Il partito non è più una comunità politica, è un'asse d'eredità. E la cosa più amara è che alla gente, alla fine, va benissimo così: preferiamo la "dinastia rassicurante" al merito.
Buon pranzo di famiglia a tutti.
Soprattutto a chi non ha parenti in parlamento. 🍷👋

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