martedì 6 ottobre 2026

PENTESILEA DI KLEIST - 1808



Per Kleist, le Amazzoni non sono un popolo guerriero. Sono uno Stato fondato su un trauma.


La legge: le Amazzoni sono state stuprate e schiavizzate dagli Etiopi. Scappano, fondano un nuovo popolo. E per non dipendere più mai dagli uomini, fanno così:


- Una volta l'anno fanno la *Festa delle Rose*, invadono un popolo vicino, prendono i guerrieri più forti, li violentano nei templi di Diana, restano incinte e li rimandano indietro.

- Se nasce femmina, la tengono. Se nasce maschio, lo uccidono.

- Se una Amazzone si innamora dell'uomo che ha scelto, viola la legge dello Stato.


Pentesilea arriva a Troia per la Festa delle Rose. Il suo scopo non è combattere per Troia. Il suo scopo è catturare Achille. Perché è il più forte, lo vuole come padre dei suoi figli.


Quando lo vede la prima volta dice una frase che è diventata famosa:

"Pentesilea, la regina, si è piegata... come un cane davanti a lui."


Non lo vuole uccidere. Lo vuole *possedere*. Lo vuole portare a Temiscira.


Achille all'inizio ride. Poi la vede combattere e rimane colpito. E per la prima volta nella sua vita, fa finta di perdere. Si fa catturare da lei apposta, si fa portare nella sua tenda, perché anche lui si è innamorato.


Ma Pentesilea non capisce il gioco. Lei crede davvero di averlo sconfitto.


E qui arriva la scena finale, quella che a Weimar non vollero mai mettere in scena perché troppo violenta.


Achille, per amore, le dice: "Torno da te disarmato, senza elmo, senza armi, vienimi incontro".


Pentesilea in quel momento ha una crisi psicotica. Le sue sacerdotesse le dicono che Achille l'ha ingannata, che l'ha umiliata. Lei impazzisce.


Lo incontra in un bosco. E con i suoi cani e le sue Amazzoni, lo sbrana a mani nude. Lo mangia.


Kleist lo scrive così, letteralmente:

Sie reißt, reißt - reißt ihm vom Hals den Panzer.


Lo strappa, lo strappa.


Quando rinsavisce e vede il cadavere di Achille che ha fatto a pezzi, capisce cosa ha fatto.


E allora fa l'unica cosa che può fare: prende l'arco, mira al proprio petto e dice:

"Io stesso mi creo, nella fiamma della vergogna, la fiamma che mi purifichi".


Si uccide.


È la Pentesilea più moderna che esista. Non muore per mano di Achille. Muore perché non riesce a reggere due leggi che si scontrano dentro di lei: la legge dello Stato delle Amazzoni e la legge del suo desiderio.


Goethe quando lesse Kleist disse: "Mi fa venire i brividi".



Questa è Penthesilea di Heinrich von Kleist - 1808.


All'epoca non fu mai rappresentata davvero, era considerata troppo violenta e folle per il teatro dell'epoca. L'hanno messa in scena per la prima volta solo nel 1876, quasi 70 anni dopo.


Ma così doveva sembrare: palcoscenico a lume di candela, fondale dipinto con Troia in fiamme, Pentesilea con l'elmo piumato e la lancia, pubblico borghese col cilindro che rimane scioccato perché lei invece di innamorarsi dolcemente... lo divora.


Kleist l'ha resa una donna che impazzisce d'amore e di guerra insieme. La versione più dark di sempre.


Fenix


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