Quando nell'estate del 2000 approda a Verona, Mauro German Camoranesi è un calciatore pressoché sconosciuto ai più. Esterno destro argentino già 24enne, quindi non più giovanissimo, oltre che nel proprio paese, ha maturato esperienze in Messico e Uruguay. Di lui si dice abbia grande estro e tecnica sopra la media, ma anche un carattere piuttosto esuberante. Pare che Andrea Pastorello, il figlio dell'allora patron dell'Hellas, dopo averlo visto all'opera attraverso una videocassetta, rimase colpito dalla sua particolare andatura e dai suoi dribbling secchi, caldeggiandone fortemente l'acquisto al DS Rino Foschi.
Grintoso e tenace, Camoranesi si mette ben presto in mostra per la sua qualità tecnica sopra la media, la capacità di servire i compagni e una discreta propensione al gol.
La Juve mette gli occhi su di lui e dopo un paio di stagioni in gialloblù lo porta a Torino in comproprietà, con l'idea di farne un rincalzo di livello. L'impatto in bianconero è però clamoroso, al punto da costringere Lippi a reinventare Zambrotta terzino pur di schierare l'argentino nell'undici di partenza, rendendo il riscatto al termine della stagione l'ovvia conseguenza della sua grande annata.
Affermatosi come uno dei migliori esterni destri del campionato e ignorato un po' a sorpresa dallo staff albiceleste, Camoranesi acquisirà la cittadinanza italiana divenendo il primo calciatore "naturalizzato" convocato dalla nazionale a distanza di ben 40 anni da Angelo Sormani, ultimo oriundo a vestire l'azzurro prima di lui. Ritrovato Lippi alla guida tecnica diverrà punto fermo della nazionale con la quale conquisterà il titolo di campione del mondo del 2006, festeggiato con il celebre taglio di capelli a bordo campo al termine della vittoriosa finale.
Il 4 ottobre compie gli anni Mauro German Camoranesi.

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