martedì 6 ottobre 2026

NEL 2000 NON SORGE IL SOLE - 1984 E PERCHE' OGGI VIVIAMO DENTRO QUEL FILM




Il film.


Titolo originale 1984, in Italia è uscito come Nel 2000 non sorge il sole. Anno 1956, regia di Michael Anderson, non di Orson Welles.


Perché tutti dicono Welles? Perché l'atmosfera è tutta sua: cupa, paranoica, con quei corridoi infiniti del Ministero. E perché Welles nel '38 aveva già terrorizzato l'America col radiodramma della Guerra dei Mondi, e nel '56 ha prodotto la prima trasposizione di Orwell per la TV inglese con Peter Cushing.


Questo del '56 è il primo vero film. Protagonisti Edmond O'Brien che fa Winston Smith e Jan Sterling che fa Julia.


Poi c'è il remake più famoso, quello del 1984 girato nel 1984 di Michael Radford con John Hurt e Richard Burton. Ma la storia è identica.


Di che parla.


Winston Smith ha 39 anni. Lavora al Ministero della Verità.


Il suo lavoro è la cosa più schifosa che esista: riscrive il passato.

Ogni giorno prende le vecchie copie del Times e le corregge. Se il Partito ieri era in guerra con l'Eurasia e oggi è alleato con l'Eurasia, lui deve cancellare tutte le prove e riscrivere che siamo SEMPRE stati alleati con l'Eurasia. 


Il motto è: Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.


Con lui lavora Julia. Nel libro di Orwell lavora al Pornosec, il reparto che fabbrica romanzi porno da quattro soldi per i prolet, così stanno buoni e non pensano alla politica. Nel film la semplificano e la mettono alle telescriventi.


Un giorno Julia gli fa scivolare in mano un bigliettino: "TI AMO". In un mondo dove anche guardarsi è psicoreato, è un atto di terrorismo.


I due scappano, vanno nella stanza sopra il negozio dell'antiquario Charrington, credono di essere liberi. Poi arriva la Psicopolizia. E capisci che la stanza era una trappola da sempre.


Alla fine, nella Stanza 101, Winston impara l'ultima lezione. Non basta obbedire al Grande Fratello. Lo devi amare. L'ultima frase del film è: "Amava il Grande Fratello".


Il parallelismo con oggi. 


Orwell non ha previsto il futuro. Ha descritto il presente, solo che noi lo stiamo rivivendo tale e quale, ma con una versione più furba.


1. La guerra perenne.

Nel film il mondo è diviso in Oceania, Eurasia ed Estasia, sempre in guerra tra loro. La guerra non deve finire mai, perché se finisce non hai più la scusa per il controllo.

Oggi è uguale. Non ci sono più guerre mondiali, ci sono *guerre perenni* che non si devono vincere. Conflitti che durano 20 anni, che cambiano nome, cambiano nemico, ma servono sempre a giustificare spesa militare, emergenza, censura. Oggi siamo in guerra con questo, domani con quello, e i giornali riscrivono tutto come se fosse sempre stato così.


2. Il Ministero della Verità sono i social e le fake news.

Winston riscriveva i giornali a mano. Oggi non serve più. La riscrittura è automatica, è l'algoritmo.

Una notizia falsa fa 10 milioni di visualizzazioni in un'ora. La smentita ne fa 10 mila il giorno dopo, quando a nessuno frega più niente. 

È la Neolingua: se togli le parole per dire "ho dubbi", la gente non riesce più a pensare "ho dubbi". Oggi lo facciamo con le etichette. Se non sei con me sei complottista, se non sei di là sei venduto. Due parole e hai chiuso ogni ragionamento. È Bipensiero puro.


3. Il Grande Fratello volontario.

Nel film i teleschermi erano obbligatori, ti guardavano in casa. Oggi ce li compriamo noi. Li paghiamo 1200 euro, li mettiamo in tasca, in salotto, al polso, e gli diciamo tutto: dove andiamo, cosa mangiamo, chi scopiamo, cosa pensiamo.

Non ci ha obbligato nessuno. Lo facciamo noi, gratis, per avere dei like. E poi ci lamentiamo che ci controllano.


Orwell pensava che il totalitarismo sarebbe arrivato con gli stivali e i manganelli. Invece è arrivato con l'intrattenimento, con la comodità, con la paura di restare fuori dal gruppo.


Ecco perché è un mondo di stronzi. Non perché la gente è cattiva, ma perché abbiamo costruito un sistema dove per stare tranquillo devi credere a tre bugie contraddittorie allo stesso tempo e fare finta che sia normale.


Proprio come Winston.


Fenix

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