«Sono solo uno speaker, non incito alla violenza». Stefano Millesimo, considerato il leader di Askatasuna e uno dei volti più riconoscibili dell’area antagonista torinese, si difende davanti alla giudice Loretta Bianco nel procedimento avviato dopo la richiesta della Questura di sottoporlo alla sorveglianza speciale.
Nell’aula 7 Millesimo risponde alle domande concordate con il suo avvocato Claudio Novaro e a quelle del pm Davide Pretti. In aula sono presenti numerosi attivisti arrivati per sostenerlo.
Il punto centrale della sua difesa è la distinzione tra il ruolo svolto durante le manifestazioni e i comportamenti dei singoli partecipanti. «L’attività di speakeraggio è diversa da quella organizzativa», sostiene. E aggiunge: «Non rispondo di cosa fanno centinaia di persone».
Il pm entra invece nei singoli episodi contestati, chiedendogli conto di presunti lanci di oggetti e di un episodio nel quale avrebbe colpito un agente. Millesimo risponde in alcuni casi di non ricordare o di non sapere; in un altro sostiene di essersi difeso.
Interviene anche la giudice, chiedendogli come sia possibile che sia «sempre presente» e se, al termine delle manifestazioni, gli attivisti discutano di quanto accaduto. Millesimo nega che gli scontri siano programmati: «Non iniziamo un corteo pensando di arrivare allo scontro». Offre poi la propria lettura degli incidenti, sostenendo che in alcuni casi siano le forze dell’ordine a cercare lo scontro e a utilizzare i manganelli prima dell’inizio delle manifestazioni.
Millesimo è da anni presente nelle mobilitazioni dell’area antagonista torinese, dalle proteste universitarie ai cortei No Tav. Nel giugno scorso è stato condannato in primo grado a un anno e quattro mesi per gli scontri avvenuti durante il corteo torinese per Ramy Elgaml; la difesa ha annunciato appello.
Il procedimento in corso è però diverso: riguarda la richiesta di applicazione della sorveglianza speciale, una misura di prevenzione e non una condanna penale. Se disposta, può prevedere prescrizioni e limitazioni personali.
Il 14 ottobre è previsto l’esame di Sara Munari, altra figura di primo piano di Askatasuna. L’ultima udienza è fissata per il 18 novembre, quando è attesa la decisione.
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