“NON MI PIACCIONO GLI OBBLIGHI E IL CONGEDO PARITARIO È UN OBBLIGO. SUDDIVIDERE LO SVANTAGGIO NON RISOLVE IL PROBLEMA, SEMMAI LO MOLTIPLICA”
Questa è l'ultima frase "controversa" pronunciata dalla Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella riguardo il congedo dal lavoro dopo la maternità..
Non faccio considerazioni su queste parole, quelle le faremo insieme nei commenti. Mi voglio concentrare su un altro aspetto: la sua storia.
Per comprendere la linea e la visione politica dietro a questa dichiarazione, è utile infatti ripercorrere le tappe del suo percorso.
🟢 Le radici: il Partito Radicale e il primo femminismo
Eugenia Roccella cresce nell'alveo della sinistra radicale degli anni ’70:
* È figlia di Franco Roccella, tra i fondatori del Partito Radicale, e della pittrice femminista Wanda Raheli.
* A soli 18 anni diventa leader del Movimento di Liberazione della Donna (MLD).
* In quegli anni partecipa in prima persona alle battaglie per la legalizzazione dell'aborto e per i diritti delle donne.
🟡 La svolta: il "femminismo della differenza"
Negli anni '90 e 2000 matura un distacco progressivo dal Partito Radicale e dall'impostazione progressista:
* Abbandona la visione dell'egualitarismo a favore del femminismo della differenza, sostenendo la specificità insostituibile della maternità e del corpo femminile.
* Prende le distanze dall'individualismo libertario e si avvicina al mondo cattolico e alle posizioni pro-life su temi di bioetica, fecondazione assistita ed eutanasia.
🔴 L'impegno nel centrodestra e il governo
Dal 2007 in poi il suo percorso si consolida nell'area conservatrice:
* È portavoce del primo Family Day nel 2007.
* Viene eletta in Parlamento con il Popolo della Libertà, diventando Sottosegretaria alla Salute nei governi Berlusconi.
* Nel 2022 viene eletta con Fratelli d'Italia e nominata Ministra nel Governo Meloni.
Cosa ne pensate?
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