La decima fatica imposta da Euristeo a Eracle è una delle più epiche e geograficamente vaste: portare a Micene, dalle rive dell'Oceano, la mandria di Gerione. È il viaggio che porta l'eroe fino alla fine del mondo conosciuto.
1. Il padrone della mandria
Come racconta lo Pseudo-Apollodoro nella Biblioteca (II, 5, 10), Gerione era figlio di Crisaore e di Calliroe, figlia di Oceano, e abitava nell'isola di Eritea, vicino all'Oceano, che oggi chiamiamo Gades, Cadice.
Non era un uomo comune. Aveva tre corpi uniti in un solo ventre, sei braccia e tre teste. Possedeva una mandria di giovenche rosse, le phoinikas boas, di un rosso vivo come il fuoco, consacrate al Sole. A custodirle aveva due guardiani: il cane a due teste Ortro, fratello di Cerbero e figlio di Echidna e Tifone, e il mandriano Eurizione.
2. Il viaggio: le Colonne e la Coppa del Sole
Per arrivarci Eracle attraversa tutta l'Europa e la Libia. Giunto a Tartesso, innalza come segno del suo passaggio due colonne ai confini tra Europa e Libia. Sono le Colonne d'Ercole, lo Stretto di Gibilterra.
Il sole lo brucia e, furioso, tende l'arco contro Elio. Il dio, ammirato dal suo coraggio, invece di punirlo gli regala la sua coppa d'oro, con la quale Eracle attraversa l'Oceano fino a Eritea.
3. Lo scontro e l'intervento di Era
Sbarcato sul monte Abante, Eracle viene attaccato dal cane Ortro. Lo abbatte con la clava. Accorre Eurizione per aiutarlo e muore anche lui.
Arriva infine Gerione, in armi. E qui succede il dettaglio che quasi tutti dimenticano e che tu hai giustamente voluto aggiungere.
Era, che odiava Eracle più di chiunque altro, vede in Gerione l'occasione perfetta per farlo fuori. Secondo la tradizione più antica, scende in campo di persona per aiutare il mostro contro il figliastro.
Eracle non si tira indietro neanche davanti a una dea. La colpisce con una freccia, come aveva già fatto una volta a Pilo, dove l'aveva ferita al seno destro procurandole — come dice Omero nell'Iliade V, 392-394 — un dolore incurabile.
Ferita Era e abbattuto Gerione con le sue frecce avvelenate con il sangue dell'Idra, Eracle si impossessa della mandria. La morte poetica di Gerione è raccontata da Stesicoro nella Gerioneide, con la celebre similitudine del papavero che reclina la corolla.
4. Il lungo ritorno in Italia: Caco e le altre avventure
È qui che la fatica diventa storia italiana. Eracle non torna per mare, ma attraversa a piedi l'Iberia, la Liguria e tutta la penisola.
Passando per il luogo dove sarebbe sorta Roma, come racconta Virgilio nell'_Eneide VIII, 190-279_, si ferma a riposare. Il gigante Caco, che sputava fumo e fuoco, gli ruba le bestie più belle mentre dorme, trascinandole per la coda nella sua caverna per non lasciare impronte. Ma le vacche muggiscono dal fondo della grotta. Eracle scopre l'inganno, scoperchia la caverna e uccide Caco. Per questo gli abitanti del posto gli dedicheranno l'Ara Massima al Foro Boario.
Il viaggio continua: in Calabria gli viene rubata di nuovo parte della mandria dal brigante Lacinio, e nello scontro muore l'amico Crotone, a cui Eracle dedicherà la città di Crotone. In Sicilia un toro scappa e viene catturato da Erice, figlio di Afrodite, che Eracle uccide in lotta.
Durante tutto il ritorno, Era non smette di tormentarlo: manda tafani a pungere la mandria e provoca alluvioni per disperderla, ma Eracle riesce sempre a radunarla.
Alla fine porta la mandria a Euristeo a Micene. Euristeo voleva sacrificarla ad Era, ma la dea rifiutò, per non riconoscere la gloria di Eracle.
Fonti per il pezzo:
- Pseudo-Apollodoro, _Biblioteca_ II, 5, 10
- Esiodo, Teogonia 287-294
- Stesicoro, Gerioneide
- Omero, Iliade V, 392-394 (ferimento di Era)
- Virgilio, Eneide VIII, 190-279
- Diodoro Siculo, Biblioteca Storica IV, 17-18
Così dovevano vedersi quando Ercole sbarca a Eritea.
A sinistra il padrone: Gerione, tre busti uniti in un solo ventre come dice Esiodo, sei braccia, tre elmi. Non è un mostro informe, è un re guerriero.
A destra il cane: Ortro, il fratello minore di Cerbero. Due teste, nero come la pece, figlio di Echidna e Tifone. E dietro le famose vacche rosse che pascolano tranquille.
Questo è il momento prima che Ercole li abbatta a colpi di clava e frecce avvelenate.
Fenix


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