Ho appena visto su Rete 4 il terribile servizio sul massacro del 7 ottobre che mi ha lasciato letteralmente senza parole.
C'è una domanda che, più di tutte le altre, continua a martellarmi in testa: dov'erano l'esercito e le forze di sicurezza israeliane mentre uomini, donne, anziani e bambini venivano massacrati, rapiti, braccati nelle loro case?
Non stiamo parlando di minuti. Non stiamo parlando di un ritardo di mezz'ora provocato dalla sorpresa e dal caos. Stiamo parlando, in alcuni dei luoghi colpiti, di ORE!!! A Be'eri, secondo la stessa inchiesta dell'esercito israeliano, per le prime SETTE ORE furono essenzialmente gli abitanti e la squadra locale di sicurezza a difendere il kibbutz. Sette ore. E la stessa inchiesta ha accertato che vi furono persino forze di sicurezza che si concentrarono all'esterno senza entrare immediatamente in combattimento, mentre dentro si continuava a uccidere.
Per me questa rimane una delle domande più terribili del 7 ottobre.
Mi si può parlare di sorpresa, di intelligence fallita, di confusione nella catena di comando, di attacchi simultanei, di strade bloccate, di reparti sopraffatti. Tutto vero, tutto da studiare. Ma non basta pronunciare la parola “fallimento” e pensare che la questione sia chiusa.
SETTE ORE!!!
In uno Stato dotato di uno degli apparati militari, tecnologici e di intelligence più sofisticati del mondo, dei cittadini hanno dovuto difendere da soli le proprie famiglie mentre era in corso una strage.
Chi sapeva che cosa stava accadendo? A che ora lo seppe? Quali reparti erano disponibili? Dove si trovavano? Quali ordini ricevettero? Chi decise le priorità? Perché alcune forze rimasero fuori mentre dentro si continuava a morire?
Bisogna spiegare COME sia stato possibile e soprattutto bisogna spiegare PERCHÉ, per tante interminabili ore, nessuno sia riuscito a fermarlo.
Sarò grato a chi saprà aiutarmi a capire.

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