sabato 10 ottobre 2026

Antonio Ferraioli

 


È il 30 agosto del 1978 e siamo a Pagani, in provincia di Salerno. A pochi minuti dalla mezzanotte un'auto con i fari spenti si ferma all’angolo di via Zito. Dai finestrini partono due colpi in direzione di Antonio Ferraioli, che aveva appena accompagnato a casa Angela, la sua fidanzata. Quando lo uccidono “Tonino” è un ragazzo di ventisette anni che sta per sposarsi, un sindacalista impegnato affinché i suoi colleghi della mensa della FATME ricevano un giusto salario, un volontario nel mondo scoutistico. Antonio è un cuoco scrupoloso, un militante del Partito Comunista, un ragazzo perbene; Antonio è tutto questo nella Pagani di quegli anni, dove si consuma lo scontro tra la Nuova Famiglia e la Nuova Camorra Organizzata. Mentre i clan si sparano addosso per le strade, essi continuano a espandere i loro traffici criminali. E lo fanno anche attraverso la compravendita di carne avariata che poi smerciano grazie ad amministratori e manager compiacenti nelle aziende del territorio. Quando il cibo guasto arriva nella mensa della FATME, però, Antonio non ci sta. Non ci sta a stare zitto e a far finta di nulla, a far cucinare quello schifo per i suoi colleghi e i loro figli ospiti dell’asilo aziendale. Tonino decide di denunciare tutto alle pubbliche autorità. Ma non ci riesce.

Lo freddano prima ancora che possa aprire uno spiraglio di luce in quel traffico che all’epoca ben pochi avevano avuto la capacità o la volontà di attenzionare.

A distanza di oltre quarantacinque anni mancano sia i nomi dei mandanti che quelli degli esecutori dell’omicidio di Antonio Ferraioli. 

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Questa è una delle storie che riportiamo nel libro “Disonorate Società - Introduzione alle mafie e storie di antimafia”. Link nel primo commento.


Tre coglioni che ridevano a questa storia:



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