Ministro Valditara,
non so se leggerà questo post, ma sento il dovere di non rimarere in silenzio.
Dei docenti si offrono di accompagnare dei ragazzi e delle ragazze, fuori dall'orario di lezione a leggere i nomi di 18.457, bambini uccisi a Gaza scritti su un telo, il "Sudario", e la sua reazione immediata è inviare gli ispettori e bollare tutto come "indottrinamento".
Ma ci spieghi: com'è possibile tutto questo? Qual è la colpa reale?
Aver usato un canale d’istituto per parlare di pace... O aver commesso l’errore di toccare l’unico tema che oggi le alleanze geopolitiche impongono di ignorare?
Perché le regole della scuola sembrano cambiare a seconda delle mappe geografiche. Se organizziamo viaggi della memoria, assemblee sul passato e minuti di silenzio per altre tragedie della storia, ed è nostro sacrosanto dovere farlo, nessuno parla di propaganda e in quel caso è Educazione Civica...Ma se l’empatia si rivolge ai bambini di Gaza, scatta la censura.
Davvero pensa che i ragazzi abbiano bisogno dell’"indottrinamento" di un insegnante per indignarsi? Guardano i massacri in diretta sui loro telefoni ogni giorno. Vedono i loro coetanei sotto le macerie. Non diciamo cosa pensare, sono loro che chiedono come sia possibile che il mondo adulto resti a guardare.
Cosa dovremo fare d'ora in poi in classe? Insegnare che la vita umana ha un valore a targhe alterne? Che la pietà per i bambini morti richiede un'autorizzazione ministeriale?
La nostra scuola non sta imponendo schieramenti politici,
sta soltanto cercando di non crescere cittadine e cittadini anestetizzati e indifferenti.
La scuola Applica la Costituzione, che all'articolo 11 ci chiede di ripudiare la guerra e di difendere il valore universale della vita umana.
Noi continueremo ad educare al pensiero critico e all’empatia, Ministro Valditara, perché senza compassione e senza umanità, la cultura è un guscio vuoto.
Caterina Altamore
Insegnante e Cittadina.
@inprimopiano
Nessun commento:
Posta un commento