mercoledì 7 ottobre 2026

 

Ministro Valditara, 

non so se leggerà questo post, ma sento il dovere di non rimarere in silenzio.


​Dei docenti si offrono di accompagnare dei ragazzi e delle ragazze, fuori dall'orario di lezione a leggere i nomi di 18.457, bambini uccisi a Gaza scritti su un telo, il "Sudario", e la sua reazione immediata è inviare gli ispettori e bollare tutto come "indottrinamento".


​Ma ci spieghi: com'è possibile tutto questo? Qual è la colpa reale?

​Aver usato un canale d’istituto per parlare di pace... O aver commesso l’errore di toccare l’unico tema che oggi le alleanze geopolitiche impongono di ignorare?

​Perché le regole della scuola sembrano cambiare a seconda delle mappe geografiche. Se organizziamo viaggi della memoria, assemblee sul passato e minuti di silenzio per altre tragedie della storia, ed è nostro sacrosanto dovere farlo, nessuno parla di propaganda e in quel caso è Educazione Civica...Ma se l’empatia si rivolge ai bambini di Gaza, scatta la censura.


​Davvero pensa che i ragazzi abbiano bisogno dell’"indottrinamento" di un insegnante  per indignarsi? Guardano i massacri in diretta sui loro telefoni ogni giorno. Vedono i loro coetanei sotto le macerie. Non diciamo  cosa pensare, sono loro che chiedono  come sia possibile che il mondo adulto resti a guardare.


​Cosa dovremo fare d'ora in poi in classe? Insegnare che la vita umana ha un valore a targhe alterne? Che la pietà per i bambini morti richiede un'autorizzazione ministeriale?


La nostra scuola non sta imponendo schieramenti politici, 

 sta soltanto cercando di non crescere cittadine e cittadini  anestetizzati e indifferenti.


La scuola Applica la Costituzione, che all'articolo 11 ci chiede di ripudiare la guerra e di difendere il valore universale della vita umana.


Noi continueremo ad educare al pensiero critico e all’empatia, Ministro Valditara,  perché senza compassione e senza umanità, la cultura è un guscio vuoto.


Caterina Altamore

Insegnante e Cittadina.

@inprimopiano

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